Reply To: Il Nunzio della Primavera

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catulla2008
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L’appagamento dei desideri, che è piacere, è strettamente correlato alla sfera sensoriale e tocca nell’essere umano le corde dell’animale che gode per la buona tavola, il buon odore, la buona sessualità, la buona musica, i buoni sentimenti, la bellezza delle immagini. Tutta questa bontà e questa bellezza portano a cercarne l’origine in un punto più alto di armonia da cui, probabilmente, deriva anche la salute del corpo vivente. Però… Il percorso che mira alla ricerca di questa origine allena a separare l’idea del godimento dal godimento stesso e a riappropriarsi della capacità di immaginare, tipica dell’essere umano, per associarla a gioie via via più raffinate. (Ad esempio, contagiare altri affinché si infiammino del medesimo benessere: la via religiosa è colma di varianti in tal senso dove il benefattore è, a sua volta, beneficato dalla riconoscenza…).
Tuttavia, se non si riesce ad essere appagati neanche dalla riconoscenza, che inumidisce gli occhi e commuove il cuore, si può provare con il più difficile percorso della ricerca scientifica e della fatica sperimentale che preludono allo zampillo dell’intuizione. Questo tipo di godimento, non più legato al ritorno emotivo degli altri esseri umani ma alla Luce della Verità, accompagna la vita dello studioso e credo sia lo stesso di cui si nutrirono, nel tempo, Marie Curie, Pasteur, Meucci, Sabin e via dicendo. Somiglia alla via magica in quanto non chiede ricompensa ai propri simili ma è esso stessa ricompensa per tutto il genere umano. Il ridirezionamento del piacere immediato in pro di Qualcosa di più grande e il cui prezzo non è definito dagli uomini ma dalla Verità, è fiamma nota agli innamorati quanto agli artisti che, infuocati dall’amore, dimenticano il cibo, il sonno e tutto ciò che solitamente l’animale appetisce, per ricercare qualcosa che li nutre mille volte di più: come il poeta che cerca e trova la parola giusta per il suo verso, il pittore che realizza la sfumatura immaginata per il suo quadro e il compositore che individua la nota giusta che risponde alla musica che aveva in mente. È, anche, il sapore che il cuoco andava cercando, o il profumo che il distillatore voleva ottenere. Insomma, è la gioia di aver dato alla materia la forma esatta dell’idea…
Quest’ultimo connubio, tra l’artista e l’Idea, è matrimonio (cioè unione con la Materia) che, nella via ermetica, ha portato i Maestri a dare corpo alla Miriam e ad essere fonte di Salute e di Luce. Essi hanno già la loro ricompensa e non hanno bisogno della nostra riconoscenza, ma suscitano in tutti noi il grazie alla Vita per la Bontà e la Bellezza che intuiamo nella Natura e ci sono di sprone e di lievito verso il nostro matrimonio con il Maestro che abbiamo nell’anima.
Così avviene che momenti senza prezzo valgano miliardi di piaceri trascurati e diano il senso di quello che potrebbe essere l’umanità, la NOSTRA umanità, se solo… semplicemente… VOLESSE.

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