Reply To: Cabbala, numerica pitagorica e magia divinatoria secondo Giuliano Kremmerz – parte prima

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La fine del XX secolo ha portato all’evidenza di tutti una lingua globale su cui ci si sofferma poco: il linguaggio macchina, quello parlato dai computer, i cellulari, gli smart-telefoni come gli smart-televisori e le smart-automobili. Più dell’inglese (prima lingua per diffusione) e del cinese (prima lingua parlata) le nostre macchine parlano un linguaggio fatto di sequenze numeriche, e seguono strutture e protocolli del tutto paragonabili a quelli di ogni lingua conosciuta, comunque attinenti alla capacità di produrre linguaggio tipica dell’essere umano.
Tutto il nostro corpo ‘parla’ per sequenze (DNA, proteine, ecc.).
Di epigenetica, cioè di informazioni provenienti dall’esterno del nucleo cellulare capaci di sovrapporsi al suo patrimonio genetico e di modificare la trascrizione delle sequenze in esso contenute, ne trattò la S.P.H.C.I. nel congresso di Castel Giusso circa cinque anni fa, in occasione del centenario celebrativo della Pragmatica Fondamentale, raccogliendo come sempre la voce delle avanguardie scientifiche.
Oggi c’è uno scienziato russo, laureato in matematica, Grigorij Grabovoj, che sostiene che l’uomo sia circondato da un campo (la vecchia aura?) agente su di lui come sul mondo esterno. Tale campo conterrebbe il progetto del suo corpo perfettamente integrato al tutto, ma le deviazioni della vita disturberebbero l’attuazione di tale progetto causando disturbi e malattie. L’accesso al punto di archiviazione delle informazioni sarebbe perciò il modo di ristabilire la salute e addirittura il corretto funzionamento in uno con l’ordine originario, e tale accesso avverrebbe per sequenze numeriche.
Sembra dunque che l’attenzione di questo secolo, così popolato da macchine, cominci a cogliere nella lingua in cui si interfacciano gli oggetti della società tecnologica lo specchio di quella capacità codificatrice che regola il corpo umano e che gli fornisce i protocolli che lo forgiano.
Forse così va intesa l’asserzione pitagorica che “la realtà è la matematica della Natura”?
In tal caso il Taumaturgo sarebbe Chi, per disciplina e lavoro, evidentemente propiziati da Altri “Madrelingua”, ha imparato sul proprio corpo la Lingua del Creato “possibilità di una terapia assoluta senza medicinali” come recita l’articolo 42 della Pragmatica Fondamentale.
Original author: sal

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