Rispondi a: La legge del Do ut Des

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kridom
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Quando lessi la Scienza dei Magi mi ero concentrato molto sugli aspetti evolutivi miei, ciò che mi interessava era, proprio come scrive ippogrifo, questa velleitaria voglia di “arrivare”. Quando leggevo la parte sulla terapeutica, era un quasi un di più non necessario, una parte accessoria rispetto alla parte principale che, per me, era quella relativa al progresso interiore e sull’ermetismo.
Poi con il tempo che passa le pratiche cominciano a fare effetto e il castello autoreferenziale crolla, perchè se io dovessi evolvere poi che me ne faccio di questa evoluzione? Mi guardo allo specchio beandomi di quanto mi sono evoluto? A che serve l’evoluzione individuale se non per essere tramiti della forza guaritrice e riequilibratrice della Miriam?
Fino a quando sono chiuso nei miei bisogni e interessi individuali, come faccio ad aprirmi all’Amore, che “intender non lo può chi non lo prova”?.
Allora la prospettiva cambia e la legge del Do ut Des diventa fondamentale, una chiave da comprendere fino in fondo affinchè come atomi influenzati nel moto dalla Miriam possiamo a nostra volta trasmettere questo benefico effetto al moto di coloro con cui entriamo in contatto.

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