Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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mandragola11
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Cara Buteo, credo sia tutta la vita che mi interrogo se quello che vedo a volte sia vero. Ad esempio mi hai fatto piacevolmente ricordare di un episodio da bambina, avrò avuto 9-10 anni, in estate a Viareggio. Dopo pranzo era abitudine per tutti il momento del relax prima di tornare nuovamente in spiaggia e mentre stavo placidamente sdraiata sul letto nel buio della stanza, da un foro della serranda (di quelle di plastica con dei forellini che usavano una volta, non so se ancora) un raggio di luce inizia a proiettare sul soffitto quello che stava succedendo in strada: la macchina che parcheggia, il cane che arriva, qualche bambino con adulti e altro, in modo così dettagliato e preciso che sembrava di assistere a un film in bianco e nero. Io che guardavo in alto sul soffitto e vedevo quello che succedeva in basso in strada. Sono stata a guardare il “film” almeno una mezz’ora. In quel momento mi sono sentita in uno spazio tempo magico e come se da quel forellino uscisse proiettato il mondo…
Ora che me l’hai fatta ricordare questa “visione” particolare e strana, cara Buteo, mi rendo anche conto di non averne mai seriamente assodato scientificamente il perché.
Forse, un po’ come dici, ci sono momenti del quotidiano da vivere senza commenti o elucubrazioni mentali. Perchè forse a volte si ha paura indagando troppo di perdere quel che di metafisico e di magico che sta dietro alla visione dell’esistente?

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