Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
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Una cosa mi sento di aggiungere al post di tulipano, in relazione alla mia personale esperienza. I pensieri diciamo distorti sono sempre più di uno e di svariata natura, dalla rievocazione del passato che evidentemente non può tornare specialmente quando, magari mentre viaggio in auto (ovviamente non ora), ripenso agli errori del passato e scatta in automatico (“avessi, potessi…”), al desiderio di ottenere cose che magari implicherebbero percorsi più lunghi e faticosi e così via, ma il punto di partenza sta nel riconoscere il prima possibile il nemico e farlo rientrare, addomesticarlo ecc.., proprio per evitare che si autoalimenti, altrimenti, letteralmente, si rafforza e prende piede, e la volta seguente che si affaccia lo fa con più forza. In una struttura di fondo come la mia, incline al dubbio ed all’ipercontrollo sull’errore, questo lavorio di consapevolezza da un lato mi aiuta a non colpevolizzarmi oltre misura, non servirebbe a nulla, anzi, ma dall’altro, a tutti gli effetti, lima la distonia lungo la strada che porta una volta di più verso i “buoni pensieri” in modalità h24!!!
Con l’augurio a tutti di una buona serata

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