Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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ippogrifo11
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Pensavo che quando si potrà andare di nuovo in giro per i parchi, allora il link postato da Guglielmo Tell potrà tornare utile e di certo aiuterà ad ampliare la capacità di discriminare tra i tanti versi di volatili che, per quanto mi riguarda, è parecchio limitata: ad oggi riesco a distinguere pochissime specie, forse quante le dita delle mani o anche meno. Confesso però che non so quanto possa essere utile saper distinguere dal solo verso un fringuello da un cardellino o un’upupa da una tortora; per lo meno non più di quanto lo sia, per il tipo di vita che conduciamo, saper distinguere una pianta da un’altra. Mi rendo conto che sotto questo punto di vista lasciano a desiderare gli elementi minimi di ecoalfabetizzazione e questo mi dà da pensare su quanto e come ci si sia allontanati dalla natura e dalle sue forme viventi. Nelle sue opere, Fulcanelli parlava della “lingua degli uccelli” come della chiave per apprendere la Grande Arte; ebbene, non dico che si debba arrivare a tanto, ma almeno ritrovare un minimo di sintonia con i ritmi naturali e di rispetto per il diritto delle altre forme viventi a coesistere sul pianeta comune, credo proprio che quello sia un obiettivo alla nostra portata oltre che un impegno etico che si fa sempre più imperativo.
Buona giornata e forza coi remi!

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