Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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holvi49
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A proposito della “memoria dell’acqua”.
Non farò nessuna considerazione personale, se non che gli “esperimenti” di Masaru Emoto possono essere definiti come delle osservazioni di cambiamenti strutturali dell’acqua a seguito di determinati input. E’ vera, quindi, la mancanza di metodologia “scientifica” che ne dovrebbe supportare la dinamica esecutiva. E’ importante, invece, la conoscenza degli studi effettuati in proposito da eminenti ricercatori, di cui riporto solo brevi accenni.
-Un recente lavoro sul DNA, onde e acqua del Nobel per la Medicina del 2008, Luc Montagnier, descrive esperimenti che mostrano una nuova struttura del DNA e l’induzione dI onde elettromagnetiche – EMS – in diluizioni di acqua. Gli autori osservano che avviene una trasmissione di sequenze di DNA e di informazioni genetiche nell’acqua attraverso onde elettromagnetiche. E’ stato chiaramente dimostrato che le nano-strutture dell’acqua e la loro risonanza elettromagnetica sono in grado di riprodurre fedelmente le informazioni del DNA. Questa è un’altra conferma delle proprietà dell’acqua di ricevere, immagazzinare (memorizzare informazioni) e trasmettere onde a bassa frequenza.
-Sulla scia delle scoperte di Benveniste sulla memoria dell’acqua (pubblicati su Nature) e quasi in contemporanea con i lavori di Montagnier, Nobel della Medicina 2008, che conferma le intuizioni dello scienziato francese con uno studio sul sequenziamento del DNA in una soluzione idrica, nel 2011 Sergio Stagnaro intraprende degli esperimenti che non solo confermano l’impianto teorico-pratico di Benveniste, ma vanno oltre .L’acqua non è solo in grado di memorizzare, ma può addirittura ricevere e trasmettere radiazioni, ossia onde-frequenze intrise di informazione.
-Negli esperimenti del team russo di Eugeny Germanov, sono state evidenziate le grandi proprietà dell’acqua termale. Questo fatto è confermato da recenti test SBQ, che mostrano che l’acqua termale è efficace in termini di ‘blue therapy’. Secondo le evidenze sperimentali, forniti dalle ricerche di alcuni scienziati che collaborano con noi, l’acqua è in grado di ricevere, conservare e trasmettere ‘le frequenze ondulatorie’ (‘memoria-informazione’) delle sostanze disciolte in diluizione arbitrarie, od assorbite, ad esempio, mediante trasmissione di frequenze da un apparecchio quantistico, o attraverso le onde musicali provenienti da una radio.
La SBQ ha dimostrato per la prima volta clinicamente e sperimentalmente l’esistenza della memoria-informazione dell’acqua.
-Lo scienziato Russo Peter Gariaev, attraverso la sua genomica ondulatoria, confermò il principio per cui il genoma umano è in grado di ricevere e trasmettere radiazioni elettromagnetiche. Queste sono in grado di viaggiare da strutture trasmittenti (es. neurotrasmettitori) a strutture riceventi (es.DNA). Questa scoperta è importante perché spiega come, nei sistemi biologici, la trasmissione degli EI avvenga non solo attraverso sistema sanguigno /linfatico e nervoso, ma anche attraverso la bio – risonanza ossia la capacità del dna di fungere da antenna delle informazioni trasmesse tra strutture emittenti e riceventi, presenti nei sistemi biologici
Queste premesse sono importanti per comprendere come l’acqua sia coinvolta nello stesso processo di ricezione e trasmissione di energia. In questo caso non si parla di EI (Energia-Informazione) ma bensì di MI (Memoria-Informazione):
• L’acqua è in grado di ricevere e memorizzare le diverse informazioni (frequenze d’onda);
• L’acqua è in grado di trasmettere tale frequenze memorizzate

-Fu poi uno scienziato di fama internazionale, Emilio del Giudice, ed il suo gruppo di lavoro a mostrare come l’acqua potesse organizzarsi in domini di coerenza, in grado di autorigenerarsi e mantenersi con l’emissione di onde elettromagnetiche. Emilio del Giudice capì come l’acqua (miglior solvente universale) fosse in grado di memorizzare le informazioni ricevute dai soluti con i quali entrava in contato, aggregandoli in gruppi di molecole dette “bioclusters” (domini di acqua corrente dotate di un proprio campo elettromagnetico, CEM) ed attraverso cui avviene un continuo scambio d’informazione.
Fu proprio Emilio del Giudice, insieme a Giuliano Preparata, a condurre le ricerche sul fenomeno della memoria dell’acqua nell’ambito della elettrodinamica quantistica coerente (CQED).

Non so se quanto riportato rientri nell’”inappuntabile rigore metodologico” invocato da Anima critica.
La memoria dell’acqua è alla base della medicina omeopatica, di cui noi facciamo uso. Che sia la suddetta memoria a farla funzionare o qualcosa d’altro, lo si saprà quando la “scienza ufficiale” farà, forse, quel salto di qualità che le permetterà di andare oltre la rigidità cartesiana.
Mi domando se le statue magiche egizie, di cui si è spesso parlato, avessero bisogno del “protocollo scientifico” per “eventualmente” guarire con la loro modalità di azione.
Un caro saluto ed una buona serata a tutti

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