Solstizio d’Inverno 2018: il Nunzio della Luce

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Solstizio d’Inverno 2018: il Nunzio della Luce

 

 

IL NUNZIO DELLA LUCE 

AUGURI SOLSTIZIALI A TUTTI GLI UTENTI di kremmerz.it e…

BUONE FESTE dalla Direzione.

Il PDF che segue c’è stato inviato dal Maestro L. J. Aniel ed è dedicato ai FFrr+ e le SSrr+ in Miriam e a TUTTI i sinceri ricercatori della Vera Via.

Solstizio

 

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35 Comments

  1. wiwa70 7 Gennaio 2019 al 16:21 - Rispondi

    Una piccola digressione alle profonde riflessioni di Peter, molto interessanti…mi volevo collegare alle parole di Segezia…ho notato infatti che la pubblicità seppure per scopi di marketing aziendale si è evoluta….utilizza immagini e contenuti in aria d ermetismo: l ultima che mi ha sorpreso è quella di una nota marca erboristica italiana che recita così:” ….piante, animali,uomini, tutti fatti della stessa Materia, il DNA, e per questo interconnessi tra loro e noi ci proponiamo di studiare queste interconnessioni…..” Mi sono chiesta se è solo una strategia pubblicitaria che si vuole rivolgere ad un pubblico sempre più esigente e possibilmente consapevole oppure è il segno tangibile dell’evoluzione dei tempi e di un’ampliamento di una coscienza collettiva che si manifesta persino attraverso uno spot??!! È stato detto che gli studi e la pratica ermeteci spesso hanno una risonanza nella società in cui viviamo…. Sarebbe di buon augurio per un nuovo anno all’insegna del progresso e della riscoperta del sé e del nosce te ipsum! Buon 2019 a tutti!

  2. Kohan Peter 7 Gennaio 2019 al 00:11 - Rispondi

    Penso che, per quanto la soggettività sia e resti forte e i riferimenti intorno a noi illuminanti, il cammino si segua da soli e i nodi della vita bisogni scioglierli con le proprie mani. Li incontriamo ogni giorno, a volte senza accorgerci, altre rimanendoci impigliati attraverso… Perché senza slegarli non si avanza dove o come si dovrebbe, finendo per ritrovarceli sempre davanti.
    Il nodo non è solo la vita a tesserlo, ma siamo anche noi stessi e, a volte, credendo di poterlo snodare con metodo, si potrebbero in realtà aggiungere artigianalmente solo altri nodi più piccoli, ad esempio, nell’illusione di autodimostrare di saperli poi sciogliere da soli oppure arrivare in qualche modo a sciogliere persino il predetto nodo ma solo per formarne, lungo la filiera o il filamento seguente, uno ancora più grande ed ingarbugliato del primo…

    Alcuni passi che mi hanno sempre colpito, delle Scritture Bibliche sono: “medico, cura te stesso” e “ha salvato altri, salvi se stesso”.

    Insaziabile via di decadenza che nega fino all’evidenza, non cogliendone gli elementi evolutivi presenti. Cosicché, chi dovrebbe agevolare finisce paradossalmente per ostacolare.
    E mi sento di aggiungere: pover uomo / pover uomini…

    Il cammino posto innanzi non è prefissato.

    • mandragola11 7 Gennaio 2019 al 21:11 - Rispondi

      Magari lo fosse Kohan, avremmo meno responsabilità! Invece penso che tu abbia proprio ragione perchè noi abbiamo la scelta, ovvero la libertà di direzionare il nostro essere, anche se per i limiti e i nodi come dici, spesso lo portiamo carinamente fuori strada.
      Come dice m_rosa chi ha il buon senso di ricercare il proprio se stesso per volersi bene e prendersi cura, è fortunato se nella ricerca ha i sassolini di Pollicino o il filo di Arianna (aggiungo io) per venir fuori intonso dal labirinto. Fuor di metafora, e per la mia esperienza, il filo originario trasmesso dalla Schola è tale e l’unico che quando è annodato diventa davvero un punto di grande, grandissima forza!
      Cari auguri e una buona serata

  3. m_rosa 6 Gennaio 2019 al 23:29 - Rispondi

    Caro kridom sono profondamente d’accordo con te, per noi miriamici il Matto non è colui che gira a vuoto perché per noi la via è ben indicata (la segnaletica è chiara e comprensibile!) ciò, certamente, non ci esenta dalle difficoltà del percorso, che sono quelle che Kohan Peter ben evidenzia, però possiamo contare sull’aiuto dei Maestri che con le loro indicazioni, come i sassolini di Pollicino (torniamo alle fiabe!) ci aiutano a non sbagliare. Così ho sempre pensato al Matto come a ciò che ci aiuta a dare un senso alla relatività della vita, a guardare le cose da un’altra prospettiva (proprio come ci suggerisce il M. L.J.Aniel), e per usare le parole del Kremmerz “Quando l’ingiustizia acquista la parvenza di virtù, vi è il pazzo che ride; quando l’ignoranza nega la verità, il pazzo piange.” Buona notte di luna nuova a tutti/e

  4. kridom 6 Gennaio 2019 al 02:40 - Rispondi

    Caro Kohan Peter, il tuo ultimo post mi stimola una riflessione che riguarda la tua ultima frase “Nella ricerca dell’uscita – dal sé – si avanza come andando a tentoni, ma non credo dovrebbe essere così.” Credo che il genere umano tenda naturalmente verso l’evoluzione interiore, con estrema lentezza e con tanti errori e, quindi, anche andando a tentoni. Per chi è agganciato ad un organismo iniziatico puro, invece, la strada è segnata meglio e ci sono meno rischi di girare a vuoto, come fa il Matto. Tutto sta a seguire le istruzioni e le indicazioni che ci vengono date gerarchicamente. Poi ci vuole la pazienza (che mi fa venire in mente l’arcano dell’Appeso?), perchè il filo di Arianna ci viene amorevolmente dato ma sta a noi afferarlo e seguirlo, e ciò richiede tempo. D’altronde gli stessi alchimisti hanno sempre detto “Ars longa, vita brevis”.
    Il labirinto mi ha fatto venire in mente un altro labirinto, che avevo visto nel film “La Nona Porta” di Roman Polanski. e’ un film che avevo visto prima di entrare nella Fratellanza di Miriam e mi aveva colpito molto perchè rappresentava un cammino iniziatico ed io ero nella fase della ricerca, come l’Eremita. Era un labirinto da cui non era possibile uscire, perchè non se ne può uscire in modo razionale ma solo superando gli schemi mentali ordinari. Il messaggio che sento giungere dal M. L.J.Aniel è quello di non mettermi sempre al centro dei miei pensieri, di non essere autoreferenziale mentre invece mi aiuta l’essere aperto agli altri, l’ascoltare gli altri per avere una migliore comprensione della situazione, dell’ambiente che mi circonda e soprattutto di me stesso. Fatto questo con amore e seguendo il filo fornito, potrò individuare più facilmente gli schemi mentali che mi rendono prigioniero e quindi mandarli in frantumi.
    Buona Luna!

  5. Kohan Peter 5 Gennaio 2019 al 13:14 - Rispondi

    Vorrei fare alcune riflessioni personali sull’argomento d’interesse sollevato nel thread…

    Il Labirinto come si sa assume esotericamente un significato scremante sia a livello personale (sulla ricerca di sé), per sciogliere il karma assunto dalla nascita, che selettivo a livello d’insieme, per garantire il passaggio, l’avanzamento e l’uscita ultima legittima, se meritevole, dal girone inestricato del proprio vagare senza meta o verso una destinazione finale non identificata.

    Il Matto del corso/percorso dei tarocchi, ad esempio, gira e rigira senza venirne mai a capo, nel caos della vita. Da un lato, libero ed indefinito perché sempre sfuggente, si pone come entità inconsistente, privo e privato di riferimenti certi o come andati smarriti…

    Eppure penso ciò dovrà avvenire anche a fin di bene per ripartire dal punto di partenza, da cui tutto diventa possibile e reso nuovo.
    Il tracciato posto innanzi al proprio cammino non segue un continuum spazio temporale, ma con ogni probabilità lo sorpassa, lo penetra anche e lo attraversa, raggiungendo la destinazione senza quasi accorgersi, inaspettatamente… Il percorso è abbattuto in sé, viene o è da stravolgere dentro di sé, ribaltarlo rileggendo il tutto dal suo rovescio, reso celato e nascosto dall’esterno, non sempre decodificabile/visibile dal suo dritto.

    Non bisogna procedere in modo “storto” credo, come il Matto, ma all’inverso:

    l’orizzonte finisce dove mi trovo io, invece che dove può arrivare il mio sguardo; la soluzione dell’enigma, non è data dal totale delle sue componenti, ma dalla sintesi estrema che le coniuga come una cosa sola in sé; non sono io a camminare, ma tutto intorno a me procede ininterrottamente… Se mi fermo e mi predispongono in modalità di ascolto e osservo, non seguo conseguentemente più la corrente ma trovo poi – ovvero mi muovo per trovare – la via d’uscita.
    Se mi elevo, dall’alto tutto può essere osservato come un andamento in avanti e dietro (visuale piena del tragitto percorso), avendo tutte le direzioni e versioni del cammino intrapreso più evidenti e note.
    Se scoppia un vulcano, io conosco questo – o dovrei – già dentro di me. Se si registra un terremoto, io lo sapevo perché esso risuona in me come causa e non solo come effetto.

    Raggiungere il Centro del Labirinto non è allora più una questione di scelta, ma diventa un must… Importante è trovarsi poi pronti.

    Non si dovrebbero ripercorrere gli stessi passi inutilmente… Ma a volte, nel caos esterno – ed interno – la viltà d’animo pregiudica ed osteggia la fuoriuscita di sé e di altri dallo stato di prigionia o occlusione (avvertiti in sintonia con il senso di Libertà) in cui versa ancora questo piano dell’esistenza.

    Ravviso, nella paura di morire al sé la causa principale della cecità e dello stato di caos esterno, oltre all’incapacità e mancanza di volontà nel sacrificare le proprie comodità ed idoli reconditi per poter avanzare, sbloccandolo dal proprio interno, lo status quo vigente nel mondo, così avvolto nelle tenebre dell’ignoranza ed insensibilità sul valore, la connessione e il significato di tutto quanto ci circonda…

    Nella ricerca dell’uscita – dal sé – si avanza come andando a tentoni, ma non credo dovrebbe essere così.

  6. Segezia 4 Gennaio 2019 al 18:00 - Rispondi

    Dice L.J.Aniel che per orientarsi è necessario collocarsi in una dimensione verticale. E’ vero. Infatti, già dall’antichità, il modo per seguire rettamente una direzione sulla Terra era quello di guardare in alto (il cielo, le stelle, i moti del firmamento).
    Oggi abbiamo i satelliti che guidano i navigatori che a loro volta guidano i naviganti. Ma sono sempre nel cielo anch’essi: cambia la tecnologia non il metodo.
    Dunque è verso l’alto che dobbiamo cercare l’aggancio per indirizzarci quaggiù.
    Quanto all’Amore… Fa specie che sia una pubblicità a doverci ricordare Dante e il finale della sua Comedia quando evidenzia che proprio l’Amore è motore di ogni cosa fino “al Sole e l’altre Stelle”.
    A noi tutti i naviganti, Amore sia.
    Buon 2019!!!

  7. wiwa70 4 Gennaio 2019 al 00:54 - Rispondi

    Dunque, per seguire il pensiero di fleurdelys, “Amor omnia vincit”! È un bellissimo augurio! Così sembra sussurrare quell’uccellino dal petto color rosso coraggio ,monito benefico per ogni ricercatore sincero, e così sembra ancora suggerire l’immagine del filo sopra al labirintico camminare, quasi in bilico per non cadere.. ma se si rimane agganciati a quel puntino luminoso in alto forse si riuscirà a rimanere in equilibrio e a proseguire nel cammino con fiducia e perseveranza. Ringrazio il Maestro Aniel perché le immagini richiamano con forza l Idea e ringrazio la Direzione di questo Sito che rappresenta quel filo per la possibilità sempre concreta di rimanere agganciati alla Miriam,fonte inesauribile di vero Bene. Un caro augurio a tutti di Luce e Salute

  8. Fleurdelys 1 Gennaio 2019 al 19:36 - Rispondi

    Grazie Maestro Aniel per averci ricordato che il moto che spinge alla conoscenza di se stessi e del prossimo è l’Amore e che solo lo spirito di carità può agire da collante, cucendo insieme le nostre esistenze così diverse e, a volte, così estranianti. Quell’amore che è la chiave di ogni magia e di ogni miracolo, così semplice da vivere quando si dimentica ogni forma di egoismo e di profana censura e si accoglie in un abbraccio generoso ogni forma di vita, aiutandola semplicemente ad esistere e a compiere il percorso tracciato dalla sua finalità di Bene, come fa in ogni momento la Miriam con ognuno di noi.
    Questa mattina, al termine del concerto di Capodanno trasmesso per televisione dal teatro La Fenice di Venezia, organizzato per scopi benefici dall’Unicef, il direttore d’orchestra ha spiegato che la scelta dei brani eseguiti non è stata casuale, ma è stata ispirata dal sentimento di Amore caritatevole nei confronti del proprio simile, ricordando, al termine del brano cantato dal coro nell’ultimo atto della Turandot, che il nome che la principessa dà allo straniero sconosciuto che la chiede in sposa non è Calaf ma Amore, che tutto può e su tutto trionfa! Mi è sembrato un ottimo auspicio di inizio di anno e lo partecipo a voi tutti Sorelle e Fratelli del blog, con il mio migliore augurio per il nuovo anno.

  9. Kohan Peter 28 Dicembre 2018 al 03:26 - Rispondi

    Mi sia dato modo d’affiancare il contesto derivante dal diretto “significante” al dato estratto sul suo parziale “significato”, riportato nello stralcio espresso sotto e ripreso dal post che precede come incompleto, affinché sia reso al lume di chi legge in modo meno fuorviante:

    “È anche vero che non si tratta però d’una sapienza teorica ma piuttosto pratica, non una parola vuota ma che Opera.
    Mentre Essa Opera il mondo insensibile dorme chiuso in sé e non vede, non sente, non è in grado di comprendere alcunché di SOVRANNATURALE cosicché sia in Alto, come in Basso.”

    Poiché Tutto è Natura occorre distinguere il “sovra” dal “sotto” -naturale.

    Il mondo non va oltre ciò… contro cui va a sbattere all’esterno, materialmente, attraverso un piano visibile più Basso e sottostante il suo corrispettivo superiore, invisibile a questo piano dell’esistenza e più Alto.

    Il Sole apparentemente sorge e tramonta, arriva al suo perielio (punto più vicino) e afelio (punto più lontano); includendo, con i solstizi, la velocità di rivoluzione maggiore (inverno) e minore (estate), insieme alla variazione delle ore di giorno (minore o maggiore) e di notte (maggiore o minore) a parità di rotazione intorno all’asse terrestre (24h totali).

    Ecco per il mondo questo consiste nella natura… Ma non per noi: c’è qualcosa infatti che va ben oltre e al di “sopra” di ciò.

    “Sovrannaturale” quindi in minuscolo, non volendolo rapportare con ciò ad una concezione che separi inconciliabilmente/inconsistentemente l’Alto dal Basso… Ma piuttosto – come scrivevo – “in Alto, come in Basso”; connessi in rapporto analogico l’uno all’altro.

    Chiedendo venia…

  10. Kohan Peter 27 Dicembre 2018 al 01:26 - Rispondi

    Medito ancora sul silenzio della Luce nascente mentre calando come invisibile aurora fa via via vibrare del proprio ritmo Vitale la frequenza che penetra nel suono del Cantico infinito emesso dal Cielo, nostra Patria, mentre pervade l’etere e permea senza violarle tutte le cose risuonanti in Essa, fino a poter toccare con mano il palpitìo dei cuori coscienti e vigilanti, quali ricetrasmittenti d’una Musica soave riprodotta dall’Alto per sé e per gli altri, rilasciata nel fresco respiro d’una Entità sola, solare, in sé.

    È proprio vero come tutto abbia senso, constato, quando le cose ritrovano il proprio posto nel Piano luminoso superiore, com’è stato formulato secondo il Disegno Sapiente divino…

    È anche vero che non si tratta però d’una sapienza teorica ma piuttosto pratica, non una parola vuota ma che Opera.
    Mentre Essa Opera il mondo insensibile dorme chiuso in sé e non vede, non sente, non è in grado di comprendere alcunché di sovrannaturale cosicché sia in Alto, come in Basso.

    Mi chiedo come sia possibile Conoscere Se stessi, avvolti nelle Tenebre, con gli Occhi chiusi e i Sensi addormentati nell’incubo accecante di sé, separato da tutto il resto, dalla propria stessa Origine di Tutto.

    Medito per riaprirmi al contatto con l’Etere Celeste, il quale permette una visione invisibile a questo Piano caduto terreno. Esso ci condiziona, molte volte, ricoprendo la Luce vera che illumina tutti gli Uomini. Portandola dentro la si può preservare per trasmetterla ed emanarla, dall’Alto, al momento opportuno in cui è possibile riceverla ed elevarsi in/attraverso di Essa.

    La persona ambisce su questo Piano dell’esistenza al godimento e soddisfazione apparente di sé, per questo vive come un morto/un aborto separato da tutto il resto; avendo perduto il vero Sé, vivente.

    Scrivo questo per incitare a riattivare il contatto con le cose e gli altri… Che il cuore, libero, può sentire e permettere al Lumino fumigante, la cui Fiamma trae la propria sorgente dal Fuoco inestinguibile ed Eterno del Cielo, interno a Sé, d’illuminare ed aprire la Via del Piano superiore dell’Essere.

    Forzo me stesso a riaprire i Sensi e gli Occhi, molto concreti, del Cielo: poiché non tutto, in verità, è andato smarrito e rimasto spento perennemente…

  11. kridom 27 Dicembre 2018 al 00:30 - Rispondi

    Grazie M L.J.Aniel per il regalo delle tue parole, un raggio di Luce che dobbiamo fare nostro. Un abbraccio e buonanotte

  12. GELSOMINO 25 Dicembre 2018 al 15:16 - Rispondi

    Qui, in questo luogo virtuale , che consente a tutto il popolo di Miriam di essere fraternamente in contatto , si ha la possibilità di nutrirsi di qualcosa di diverso , di più puro , di più idoneo a sostenere l’anelito alla Luce che tentiamo di raggiungere, combattendo le mille difficoltà che la società ci mette innanzi.Se non ci sentiamo a nostro agio a vivere questo periodo solstiziale così come la società ce lo propone , in questo luogo troviamo la spiegazione al nostro disagio e la testimonianza che esiste l’alternativa e ne comprendiamo anche il significato. Per chi è alla ricerca e per chi è già sul cammino, questo è un grande aiuto.

  13. cozza 25 Dicembre 2018 al 11:18 - Rispondi

    Vi prego di regalarmi una licenza. Stavo leggendo qualche giorno fa la Tavola di smeraldo… “E’ vero, è vero senza errore, è certo e verissimo”, affermerebbe Ermete, nel commentare Tanaquilla quando afferma che questa è una bella casa. Sono proprio maravigliose e belle le parole che lasciate cadere su questo prato natalizio in cui il rosso delle stelle di natale si allunga fino al cielo. Un colore bellissimo che ci protegge e nutre il cuore dell’affetto che trasuda dalle vostre parole.
    Un caro Natale a tutti

  14. tanaquilla9 25 Dicembre 2018 al 10:45 - Rispondi

    Quel pettirosso che ogni anno ci annuncia l’approssimarsi della luce è sempre graditissimo e come è bella anche la poesia di Gibran a lui dedicata, postata da Diogenonn.
    Speriamo per il Bene comune e per il trionfo della verità di uscire tutti dal labirinto dei nostri “schemi mentali inveterati”. Nella Miriam è sempre successo così: dopo aver parlato con i Suoi rappresentanti e aver riflettuto si è intravisto non solo un proprio “nodo” insospettato, che ci faceva ricadere sempre negli stessi errori, ma anche la via d’uscita e di superamento, impossibile da vedersi prima. Non ho mai trovato altrove una cosa dl genere.
    Mi stringo alla Direzione, ai Maestri, alle Sorelle e ai Fratelli tutti oltre che a tutti i frequentatori di questa bella casa.

  15. mercuriale2011 24 Dicembre 2018 al 01:05 - Rispondi

    Mi unisco ai Fratelli nel ringraziare il Maestro L.J. Aniel per le sue parole così opportune in questo momento caotico in cui è ancora più facile farsi risucchiare dalla corrente profana.
    Grazie di cuore è stato importante per me leggerle
    Un Augurio di Luce e Salute a tutti i Fratelli in Miriam!!

  16. Diogenonn-- 23 Dicembre 2018 al 21:23 - Rispondi

    Benvenuto Kohan Peter. Al piacere di rileggerti.
    Ho trovato questa poesia sul pettirosso, emblema di questo thread, del poeta libanese Khalil Gibran. Mi ha molto colpito e desidero condividerla con tutti i partecipanti a questo forum:

    O pettirosso, canta,
    che è nel canto il segreto dell’eternità!
    Avrei voluto essere come sei tu,
    libero da prigioni e catene..
    Avrei voluto essere come sei tu…
    anima che si libra sulle valli
    libando la luce come vino da ineffabili coppe.
    Avrei voluto essere come sei tu,
    innocente, pago e felice,
    ignaro del futuro e immemore del passato…
    Avrei voluto essere come sei tu,
    per la tua bellezza, la tua leggiadria
    e la tua eleganza,
    con le ali asperse della rugiada
    che regala il vento.
    Avrei voluto essere come sei tu,
    un pensiero che fluttua sopra la terra
    ed effondere i miei canti
    tra la foresta e il cielo…
    O pettirosso, canta,
    dissipa l’ansia ch’io sento!
    Io odo la voce che è dentro la tua voce
    e sussurra al mio orecchio segreto.

  17. Kohan Peter 23 Dicembre 2018 al 19:50 - Rispondi

    Un augurio di buone feste, approfittando della rinascita del Sole e la Luce Nuova che è come – figurativamente – un risorgere dall’oscurità (in e fuori di noi), ripartendo così dal lumino più esile che è in via di crescita per rinascere fuori, quindi anche dentro di noi.
    La via, per quanto persa (come credo), è già la meta, l’arrivo senza fine… Spesso penso si vorrebbe arrivare, chissà dove, impazientemente, mentre il fine coincide con il principio. Non serve continuare a girare tutto intorno, fuori e alla fine solo dentro noi stessi.
    Se volessi viaggiare, ogni fermata e punto d’incontro all’esterno sarebbe il primo obiettivo, ricco di sorpresa e di scoperta operate senza premeditazione o aspettative alcune che non confluiscano altro che nel desiderio di conoscenza, esterna-interna a sé.
    Grazie Aniel per la riflessione… Il nome che hai adottato – desidero fare una connessione – da quando ho ricercato l’angelo del momento del mio probabile concepimento, avvenuto senza dubbio per unica Volontà del Cielo, e leggendone le caratteristiche mi hanno commosso l’anima e dilatato il cuore, dopo averle decodificate e tradotte nel più intimo di me.
    Ognuno di noi possiede un Angelo (verticale) che lo guida e non lo lascia mai solo, per questo quello che non possiamo vedere noi Egli può visualizzarlo per noi.
    Se l’esterno (fuori e quindi anche dentro di noi) gira all’impazzata, vorticosamente è perché ricerca in realtà la propria via d’uscita: ogni occasione di evasione, di libertà e naturalmente di festa si ripete sempre allo stesso modo, per il mondo, come senza fine. Ma lo scopo in realtà è un altro: ognuno ricerca in verità il proprio Io perduto, caduto.
    Il Piano in cui viviamo e ci siamo incarnati è destinato, quali che siano le Tenebre più oscure e fitte a ricoprirlo, a tornare alla Luce, ad Ascendere, a ri-Vivere, per proseguire ancora il Cammino del ri-Congiungimento con le Origini di Tutto (la Via da percorrere non deve intimidire… Se ci pensiamo e apriamo il cuore è già Essa stessa la Meta, contenuta nel suo Seme più semplice e puro).
    Se il nostro sguardo si aprirà alla Luce che ri-Nasce in noi – perché viene non da noi ma dall’Alto – allora anche i nostri occhi si accenderanno come torce che illuminano la strada attorno a noi (non solo per noi).
    Auguri di cuore a tutti: buona rinascita!

  18. decla 23 Dicembre 2018 al 18:49 - Rispondi

    Ringrazio di cuore per gli auguri e per queste parole così vere e che ci aiutano a trovare il cammino….. che la Miriam possa sempre trionfare sulle tenebre e sul dolore……

  19. mandragola11 23 Dicembre 2018 al 17:31 - Rispondi

    Ringrazio anche il M • Jeliel, auspicando la realizzazione del suo Augurio all’insegna del Vero e del Bene!

  20. alchemilla68 23 Dicembre 2018 al 11:43 - Rispondi

    un Grazie Sincero alla Direzione per gli Auguri Solstiziali e di Buone Feste e al M. L. J. Aniel per questo Scritto così ricco di Bene
    Buone Feste a Tutti

  21. garrulo1 22 Dicembre 2018 al 21:55 - Rispondi

    Guardare le cose, per quanto umanamente possibile da un punto un tantino più alto, come ci indica il Maestro L.J. Aniel per districare comunque e sempre la terribile matassa dell’iperstimolazione della mente e dei relativi pensieri, tipica di questa epoca storica forse come non mai, senza una progressiva purificazione (guidata) dell’Hermes, come indicatoci, sarebbe cosa impossibile. Mi viene di fare menzione anche dell’importanza Terapeutico Evolutiva del Sito, con funzione di ottimo aiuto, su cui i ns. Maestri molto hanno detto e scritto. Porgo anch’io di cuore un Augurio di Salute e Luce a tutte le Sorelle ed i Fratelli in Miriam, ed un ringraziamento ai Maestri e alla Delegazione Generale.
    Buon Solstizio e Buon Natale a tutti.

  22. Diogenonn-- 22 Dicembre 2018 al 21:14 - Rispondi

    Non posso che aver eterna gratitudine verso la Miriam iniziando grazie a Lei il cammino che nell’eterno delle vite conduce ad essere “portatori sani” di un farmaco tanto naturale quanto specialissimo che riuscirà a compensare il nostro e l’altrui squilibrio sanando le nostre e le altrui sofferenze. Questa è certamente un’Opera meravigliosa irradiante e dativa come non mai.
    E per iniziare è senz’altro necessario, come ci ricorda il Maestro L. J. Aniel, uscire dall’asfittico labirinto in cui cangiano fatuamente le facce del proprio orgoglio pensante e “adottare più punti di vista a cominciare da quelli delle persone a noi più vicine” senza, mi permetto di aggiungere, avere ambizioni messianiche di elargizioni di verità. Al contrario sentendo l’altro carne della propria carne e averne, come per noi, medesima cura.
    Con questo pensiero, rivolto alla MIRIAM e ai Suoi Maestri, abbraccio tutti i naviganti nella luce del Sole novello implorandolo che ci aiuti a squarciare sempre più il velo che impedisce il suo trionfo dentro di noi.

  23. Macrobio 22 Dicembre 2018 al 20:44 - Rispondi

    La potenza delle parole di un Vero Maestro ci giungono sempre in momenti non casuali, dimostrando ancora una volta che se la Sua visione – se ma i ci fosse il bisogno di averne conferma – è ben al di sopra delle nostre ristrette prospettive! Proprio oggi ripensavo a sciocche e fuorvianti discussioni che mi hanno investito proprio oggi, giornata di caos e traffico pre-natalizio e pensavo a quanto questo volgare fluire attorno a noi tenda a portarci in basso! Ringrazio come sempre per le illuminanti parole che rifulgono nel mio personale labirinto che ora sembra meno oscuro e minaccioso.
    Un caro augurio a tutte e tutti e grazie ancora ai nostri Maestri.

  24. Alef2006 22 Dicembre 2018 al 20:11 - Rispondi

    Grazie di cuore ai Maestri tutti e alla Miriam: possa l’Amore Fraterno trionfare in eterno

  25. Jeliel 22 Dicembre 2018 al 17:50 - Rispondi

    Mi unisco alla Direzione e al Maestro ●L. J. Aniel nella formulazione degli Auguri Solstiziali alle Sorelle e ai Fratelli tutti. Un augurio anche ai frequentatori del sito, perché la Luce del Vero squarci le tenebre che rendono incerto il loro cammino di ricerca.
    ●Jeliel

  26. catulla2008 22 Dicembre 2018 al 16:44 - Rispondi

    L’ardore della Caritas e l’intuito del proprio Hermes purificato… Queste parole – che a me risuonano come un auspicio e un pungolo alla conquista del dominio della Luce sulla nostra carcassa – rappresentano anche la testimonianza che ci viene dalle Gerarchie a perseverare nel cammino: anche quando questo appare tortuoso, insensato o vano.
    Davvero sono convinta che l’amore per il proprio simile sia l’aculeo che spinge e che sprona e, probabilmente, l’unico che ci possa guidare al Maestro nell’anima.
    Grazie dunque a L.J.Aniel per il Suo augurio prezioso e commovente, grazie alla D+G+ che col lavoro incessante nei decenni a cavallo tra il XX e il XXI secolo ha portato la Schola a essere Quella che è oggi, lungo l’infinita curvatura della Miriam, grazie ai Maestri di ieri e di oggi senza i quali non vi sarebbe Tradizione né, forse, i Maestri di domani.
    E Grazie a tutti i Fratelli e Sorelle con cui abito questa grande CASA e che con la loro presenza, opera, esistenza mi permettono di crescere ogni giorno un pochino di più: proprio come il Sole.
    Un abbraccio a Tutti i naviganti.

  27. mandragola11 22 Dicembre 2018 al 16:08 - Rispondi

    Parole che sono di conforto, illuminanti come quel raggio di sole che ha trionfato sulle tenebre, di sprone al superamento di se stessi e dei propri limiti. La pratica del Bene e della purificazione porta a risultati certi e oggettivi e le parole del Maestro L.J.Aniel ce lo testimoniano. Grazie di cuore e fraterni Auguri alla Direzione della Schola. Un abbraccio

  28. m_rosa 22 Dicembre 2018 al 15:12 - Rispondi

    Ringrazio anche il Maestro L.J.Aniel per gli auguri, che dici cuore contraccambio, e per il consiglio pratico che ci ha dato: prima di valutare una situazione “salire su una scala” e guardarla dall’alto, e metterla in relazione, come ci suggerisce Daniel, non solo con ciò che ci sta davanti, ma anche con ciò che ci sta Sopra. Un saluto a tutte/i

  29. ANTONIO VITALONE 22 Dicembre 2018 al 07:42 - Rispondi

    Risuonano dentro le Tue parole, Maestro L.J. Aniel, perchè sono Vere. Senza nessun commento poichè sarebbe commentare un’immagine allo specchio. Formulo il mio Augurio di Salute e Luce a tutti i Fratelli e Sorelle in Miriam, ai Maestri e alla Delegazione Generale

  30. mens.libera 22 Dicembre 2018 al 00:30 - Rispondi

    Noi tutti ringraziamo il Maestro *L. J. Aniel per il suo prezioso e illuminante messaggio e augurio, che ci riporta con sintesi e netta precisione alla sostanza del significato o meglio dei significati di questo periodo solstiziale. Esso è ormai divenuto una vuota abitudinaria ripetizione consumistica, che ha smarrito – in un oscuro labirinto – il senso profondo del Vero in realtà sotteso. Come tutti sappiamo dal 21 dicembre il Sole riprenderà il suo cammino (apparente) ascendente nel cielo, preparando gradualmente l’avvento del risveglio della vita sulla Terra dopo la pausa invernale. Noi oggi abbiamo l’immensa opportunità di avere in dono il faro che squarcia le tenebre delle consuetudini inconsapevoli o ignoranti. Un fulcro su cui fare leva per sollevarci nell’Epifania di verità assoluta ed eterna di Miriam, come lo è il processo evolutivo-rigenerativo umano, a cui per legge di giustizia e carità tendiamo. Non possiamo che ringraziare il Del+Gen+ che indefessamente negli anni ha reso possibile tutto quello che fino ad oggi si è determinato e che siamo certi si ancora si realizzerà, continuando ad affiancandoci in questo nostro difficile percorso con la sua amorevole guida, per sostenerci e aiutarci, fino a diventare testimoni viventi della tangibile manifestazione di Miriam. Auguri di cuore a tutti.

  31. Daniel56 21 Dicembre 2018 al 21:04 - Rispondi

    Guardare in alto, non solo avanti: che sia l’augurio a tutte le Sr+ e Fr+ in questo Solstizio. Grazie al M. L. J. Aniel per il senso delle Sue parole e alla D. G. che in ogni momento della nostra vita ci è vicina e amorevole. auspice della rinascita che ricerchiamo.

  32. oni 21 Dicembre 2018 al 19:34 - Rispondi

    Alla direzione,che ringraziamo,
    ai f.r e alle s.r in miriam il nostro più sentito e fraterno augurio di buon solstizio.
    Luce e Saute a voi tutti.

  33. m_rosa 21 Dicembre 2018 al 15:26 - Rispondi

    Questa mattina, dopo giorni di cielo grigio, è apparso, seppur debole, il sole, e come non fare il parallelo con la giornata di solstizio in cui il sole bambino riappare, portando con se’ la promessa del prossimo splendore? Ringrazio la Delegazione per gli auguri e li ricambio con tutto il cuore per una rinascita collettiva di tutta la compagine Miriamica nel segno di Salute Luce e Amore

  34. guglielmo tell 21 Dicembre 2018 al 12:07 - Rispondi

    grazie, auguri di Luce a tutti

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