Per il miglior utilizzo del Blog di kremmerz.it

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Per il miglior utilizzo del Blog di kremmerz.it

Come avrete di certo notato, da qualche tempo è diventato operativo il nuovo blog, diverso dal precedente sia nella struttura sia nella veste grafica che è stata raccordata a quella dell’intero sito. In questo modo il blog non appare più come uno spazio a sé stante ma come un’estensione naturale dei temi proposti nelle diverse sezioni delle quali il sito stesso si compone. Sotto questo punto di vista, la struttura del blog si caratterizza maggiormente per essere una struttura tematica e l’utente si sente così invitato a selezionare preventivamente il tema cui intende portare il proprio contributo, agganciandosi ai commenti già presenti o anche proponendone di nuovi.

Questo tipo di struttura agevola il mantenimento del filo logico legante fra loro i post appartenenti a una medesima sezione ed evita il rischio, presente invece nel blog precedente, che qualche intervento vada a finire in una sezione non pertinente all’argomento che si sta sviluppando.

Vi è tuttavia una modalità riguardante la pubblicazione degli interventi che potrebbe venire giudicata a prima vista come un appesantimento rispetto alla immediatezza con la quale invece i post venivano pubblicati prima: i commenti sono sottoposti a ‘moderazione’ e perciò tra il momento in cui essi vengono rilasciati dagli utenti per la pubblicazione e quello della loro effettiva comparsa nel sito può intercorrere un certo tempo.

Ci si rende conto che questo potrebbe creare, si spera solo all’inizio, qualche disappunto in quell’utente abituato a vedere immediatamente pubblicato il proprio contributo. Tuttavia, in proposito, si fa notare che:

  • la pubblicazione in tempo reale di un commento non implica necessariamente che tutti ne prendano visione con altrettanta immediatezza;
  • il blog della Schola ha una impostazione di principio assai diversa da quella di un ‘forum’, ove si interviene più o meno in tempo reale e, spesso, nella forma ‘botta-e-risposta’;
  • il tempo di attesa tra rilascio e pubblicazione effettiva del commento (tempo di moderazione) dev’essere visto come una garanzia a tutela degli utenti tutti e della preservazione della qualità e dello stile propri al nostro blog che, altrimenti, correrebbe il rischio di restare esposto a eventuali interventi aventi il solo scopo di arrecare disturbo alla serenità e all’equilibrio delle discussioni; rischio, questo, per nulla remoto se si considera quanto di solito si verifica in rete.

Altra variante rispetto alla precedente modalità di ammissione al blog è data dalla registrazione. Se prima era sufficiente iscriversi al solo blog per poter postare i propri commenti, nella nuova modalità è necessaria la preventiva richiesta di registrazione al sito, che prevede la corretta e veritiera indicazione dei propri dati da parte del richiedente. Alla richiesta seguirà la concessione dell’autorizzazione, ottenuta la quale l’utente potrà accedere alle diverse sezioni del blog per pubblicarvi i propri post, come pure inserire domande, osservazioni o commenti nell’area interattiva predisposta per gli articoli pubblicati nel sito.

Si è convinti che i vantaggi derivanti dalle innovazioni introdotte superino gli svantaggi eventuali e le difficoltà che si potranno incontrare all’inizio (le abitudini sono sempre dure a rimuovere) e che noi, per attitudine acquisita, sapremo adattarci al nuovo con slancio ed entusiasmo.

La Direzione si augura che questo spazio interattivo, messo a disposizione di tutti coloro che ne vogliano usufruire per il proprio e l’altrui beneficio, incentivi il libero confronto e induca tutti gli utenti, vecchi e nuovi, a collaborare fattivamente per renderlo sempre maggiormente vivo e fecondo.

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66 Comments

  1. sannitica2011 21 Giugno 2013 al 10:09 - Rispondi

    Buon solstizio d’estate a tutti. Ricordo a chi ha care le tradizioni popolari che per il 24 giugno si possono raccogliere erbe miste, profumate e no, bagnate dalla rugiada, (chiamate le erbe di San Giovanni) da mettere la sera precedente il 24 in acqua esposta al sereno e ai raggi lunari. Il 24 poi ci si potrà lavare con tale acqua filtrata. Oppure in numero di 9 tali erbe si potranno raccogliere in un mazzetto da porre sotto il cuscino per avere sogni premonitori. Molte altre sono le tradizioni legate a tale giorno, non solo relative all’acqua e alle erbe, ma anche al fuoco (falò) che avranno, almeno alcune, anche una spiegazione scientifica. Forse correlata al significato che si dava al solstizio nell’antichità pagana: era la porta degli uomini quello estivo; la porta egli immortali quello invernale. Entrambi consacrati a Giano bifronte, guardiano delle soglie e dei passaggi.

  2. Accademia Vergiliana 19 Giugno 2013 al 09:56 - Rispondi

    Durante la seduta di Domenica 16 giugno, dopo la lettura delle Circolari diramate in occasione dell’ Agape del 1985 e del 1986 con le ortodosse parole dei Maestri, l’attenzione dei Fratelli si è concentrata sull’aspetto rituale del pranzo, in cui la consumazione dei cibi ingeriti, oltre ad essere una vera e propria trasformazione e conversione circolatoria fisico-organica della materia vivente, è la condivisione con tutto il Popolo di Miriam, visibile e invisibile, dei frutti della Natura Mater trasmutati in Amore e Salute.
    L’auspicio è pertanto una maggiore presa di coscienza nella partecipazione ortodossa all’Agape, per meglio promuovere quei meccanismi e condizioni sintonici agli input delle Superiori Gerarchie e del Maestro M.A Iah-Hel presenti in quella circostanza.
    A tal fine, carissimi Fratelli e Sorelle, ben vengano brindisi d’auguri espressivi dell’intento ortodosso di ognuno di noi!

    • Algiero70 19 Giugno 2013 al 15:37 - Rispondi

      A seguito della lettura di cui sopra, emerge in me il ricordo di qualche Agape fa in cui le superiori gerarchie, attraverso il C.I., trasmettevano durante i numerosi brindisi augurali il prezioso insegnamento ermetico secondo cui il Principio vitale è presente in ogni cosa.
      Raccolgo l’invito dell’Accademia Virgiliana,
      e … alla prossima Agape

    • Wiwa70 20 Giugno 2013 al 22:52 - Rispondi

      Ringrazio per le parole delle Gerarchie che nell’ultimo incontro mi hanno aiutato meglio a comprendere il valore e l’importanza della partecipazione all’Agape rituale in cui nulla deve essere lasciato al caso e all’incuria dei partecipanti. Penso che sia un momento che abbia bisogno di preparazione per viverla più consapevolmente e cercherò di sintonizzarmi al meglio per provare a coglierne il vero significato.
      L’Agape mi ricorda l’esperienza di Montemonaco: lo stare insieme col Maestro M.A. Iah-Hel e i Fratelli e le Sorelle,in cui si è condiviso tempo, spazio, pensieri, emozioni, azioni e di quanto questo aveva rinsaldato e alimentato il legame fra tutti i componenti della catena, tramite di Amore e Bene. In attesa di poter rivivere simili opportunità di crescita e di consapevolezza mi preparo a questo plenilunio di Solleone….
      cari saluti a tutti

  3. accademia sebezia 16 Giugno 2013 al 21:52 - Rispondi

    Oggi anche alla Sebezia sono stati letti alcuni brani di discorsi tenuti dai Maestri in occasione del rito dell’Agape. Sono emersi numerosi spunti di riflessione sui tanti concetti sempre attuali, perché toccanti punti nodali del percorso miriamico. Quello che più di tutti ha catalizzato l’attenzione e stimolato il confronto è stato il concetto di Unità cui si fa riferimento nel discorso dell’Agape del 26 luglio 1991.Questa parola ha rimandato il pensiero di tutti all’idea di Fratellanza e ad interrogarsi su come vada intesa e vissuta in senso ermetico. Dal confronto delle singole esperienze, si è dovuto riconoscere di provare difficoltà, per motivi egoistici, a percepire in maniera costante il senso di unità e fratellanza, se non in particolari situazioni propiziate dalle Gerarchie. A questo si è giunti nel momento in cui ci si è interrogati su quanto realmente ci si preoccupi di dare, ognuno per le sue possibilità, un contributo. Allo stesso modo in cui ci si preoccupa e ci si adopera per qualcosa che sta a cuore.Il discorso è del 1991 ma ancor oggi ci ha toccati e spronati, additandoci la via e rimettendoci alla responsabilità delle nostre scelte.

    • Lucilio_ 17 Giugno 2013 al 12:21 - Rispondi

      Chi riesce veramente ad impiegare in modo sano e costruttivo il proprio tempo?
      Non posso fare a meno di riportare le parole di una sorella matura ermeticamente:
      “Per andare avanti ( nel cammino Miriamico ) bisogna sposarne l’i-dea.”

  4. Accademia Giuliana 16 Giugno 2013 al 17:06 - Rispondi

    Partendo dal discorso dell’Agape del 1990 ci siamo interrogati sul significato di quella massima coerenza tra l’Etica Miriamica (essenza dell’Ideale che volontariamente si è sposato) e l’Estetica Miriamica (immagine autentica della nostra Schola). Siamo arrivati alla consapevolezza condivisa che ciascun Fratello nel giorno dell’Agape deve contribuire col proprio comportamento a far vivere l’unità tra forma (Estetica) e sostanza (Etica).

    • GELSOMINO 17 Giugno 2013 al 15:32 - Rispondi

      Posto che realizzare questa Unità tra forma e sostanza è un traguardo da raggiungere , vorrei riuscire a viverla non solo nel giorno dell’Agape , ma in tutta la mia vita.
      Questo per l’amore ed il rispetto che provo per la Schola.

      • garrulo1 17 Giugno 2013 al 17:49 - Rispondi

        Realizzare l’Unità tra Forma e Sostanza è cosa di là a venire, ma l’appuntamento Rituale dell’Agape collettiva, proprio in ragione delle leggi analogiche che sul piano astronomico identificano tale momento dell’anno solare, in particolare circa l’esaltazione esponenziale delle potenzialità di trasformazione insite in ogni essere, in particolare se coscientemente vissute e opportunamente sollecitate, rappresenta un’occasione enorme per tentare un passo in avanti sulla via dell’ascenso.
        Un saluto a tutti

  5. catulla 20 Maggio 2013 al 19:57 - Rispondi

    Perché l’Agape cade nella Luna Piena di Solleone?
    Senza farsi prendere dalle interpretazioni si può cominciare con l’osservare Luna, Sole e Terra in quel momento dell’anno. Già normalmente, in Luna sia Nuova che Piena, questi tre corpi sono allineati e, quindi, l’effetto gravitazionale combinato sulle acque terrestri provoca una varianza di attrazione che ‘muove’ e ‘alza’ le maree. A questo proposito c’è chi ammette che il fenomeno deve valere anche per tutti i liquidi, ivi compresi quelli del corpo animale e dei semi e dei frutti. In particolare, però, quando la Luna è Piena, oltre alla forza gravitazionale, la Terra – trovandosi compresa tra i due luminari – ne riceve Luce continua.
    Già normalmente il Sole, che muove da est a ovest, compie un arco nel cielo che è più breve e orizzontalmente basso in inverno e più lungo e alto d’estate. Ora, con l’ascesa del Sole, le acque vi sono maggiormente esposte e ne risulta un aumento della temperatura che non è compensato dal breve fresco notturno. Pertanto il calore si accumula così che, ad esempio, a parità di lunghezza del giorno, il dieci di agosto in Italia è molto più caldo del primo di maggio.
    Nella Luna Piena di Solleone, il moto indotto dal Sole si amplifica sulle acque in virtù della pienezza della Luce raggiante che ne conserva il fermento alle ore notturne, mentre il calore accumulato si sprigiona e si unisce sposando le cose inferiori a quelle superiori.
    Vorrei da ultimo notare che, così come si imprime nella nostra materia cerebrale un volgare ritornello pubblicitario che la musica fissa nella mente, altrettanto lo stato amante è vibrazione ed è musica interiore che predispone all’acquisizione dell’esperienza come acquolina che predigerisce il cibo. Così credo che, se siamo tutt’uno con la Catena che succhia questo latte stellare, e insieme studiamo la Natura per progredire e lenire i mali della nostra società, noi siamo Fratelli e siamo Amanti: come l’ossigeno e gli alimenti che si sposano nel sangue, come l’onda e l’equilibrio che si compenetrano nell’orecchio, di modo che ogni cosa che un fratello ortodossamente fa è come se la facesse tutta la Catena.

  6. accademia sebezia 19 Maggio 2013 al 23:05 - Rispondi

    Oggi in Accademia ci siamo anche noi soffermati sul senso di fratellanza che ci lega in una corrente di bene e lo abbiamo ricondotto alla natura stessa della Schola e alla sua struttura a cerchi concentrici. Spirito di fratellanza è anche partecipazione, senso di responsabilità e sperimentazione di quanto ci viene elargito. Parlando poi della base scientifica dell’Ermetismo e delle sue pratiche abbiamo tentato un confronto con le scienze all’avanguardia. Per prima cosa ci è sembrato che la base sperimentale dell’Ermetismo differisca dalla sperimentazione della scienza ufficiale per l’importanza che ha per il primo il metodo soggettivo, anche se esso deve essere poi oggettivato. E poi nel rispetto per la vita e nell’etica della sperimentazione che non sempre si può riconoscere alla scienza ufficiale. L’importanza della soggettività sembra però confermata dalla nuova visione della fisica per la quale l’osservatore è parte integrante del fenomeno osservato e che costringe la scienza a far rientrare dalla finestra l’elemento psichico. Benché ci sembri che l’Ermetismo sia sempre un passo più avanti di qualunque scoperta, tuttavia è da notare come esso abbia le intrinseche virtù dell’adattabilità e dell’attualizzazione. Un esempio : la diffusione che oggi ha la teoria epigenetica è cosa che l’Ermetismo formulava in modo più completo e radicale quando ancora non ne esisteva il nome.

    • GELSOMINO 20 Maggio 2013 al 11:07 - Rispondi

      Mi sembra emblematica comferma della reale circolazione delle idee in Catena il fatto che ,sia alla Giuliana che alla Sebezia ,si sia parlato del concetto di Fratellanza, senza che questo fosse stato minimamente concordato e partendo da spunti differenti.
      Riflettendo sul post della Sebezia in merito ai punti di contatto e alle divergenze tra Scienza Ermetica e scienza ufficiale ,un punto che mi sembra cruciale è che l’Ermetismo postula l’Intelligenza della Materia che attualmente la scienza ufficiale ancora non riesce a prendere in considerazione.
      Personalmente trovo un grande beneficio dal lavoro di preparazione al rito collettivo dell’Agape che si sta svolgendo nelle Accademie , per non parlare dell’emozione che provo nel riascoltare i discorsi dei Maestri !

    • Lucilio_ 20 Maggio 2013 al 13:55 - Rispondi

      Rileggendo il commento postato sul sito e dopo aver discusso in Accademia sul tema della fratellanza mi è subito comparso in mente l’articolo 55 della nostra Pragmatica Fondamentale: “La nostra Fratellanza è e sarà come è stata nei secoli dei secoli, non ha pretesa di apostolato unico, ma vuole raccolti e raggruppati, col vincolo dell’Ideale santo della Scienza e della Verità, pochi ma saldi elementi che ne assicurino l’esplicazione e la realizzazione fuori ogni lotta politica, sociale e religiosa. Poiché la Scienza deve essere considerata di là dai confini delle nazioni e delle razze, e patrimonio dell’Umanità intera.”
      Il programma di AMORE fissato nella nostra fratellanza ci esorta poi a sviluppare e a manifestare tolleranza ( articolo 54 della Pragmatica fondamentale): Si fa obbligo a tutti gli ascritti di non modellarsi su alcune scuole di empirismo medico che denigrano tutti gli studi moderni e le investigazioni dei pazienti scienziati glorie contemporanee, col pretesto che, non essendo credenti nelle leggi dello spirito, non sono giovevoli alla società umana come dovrebbero.
      Essi ascritti devono invece considerare che la Scienza Umana è il risultato dei contributi di tutte le intelligenze, e il secolo passato e questo che comincia hanno contribuito ad essa in copia maggiore dei diciotto secoli d’ignoranza precedente in cui l’Occidente diventò mancipio della tirannia spirituale esercitata dal fanatismo cristiano cattolico sugli sperimentatori liberi asserviti al pregiudizio di un sacerdozio indotto nelle cose che sono oggetto di osservazione e sperimentalismo. Essi ascritti, più che vedersi in conflitto con un medico che cura un infermo, devono comprendere che l’opera del medico non manca di intenzione benefica accoppiata ad una osservazione sperimentale chiara, imperfetta solo nel rendere il rimedio virtuoso; essi quindi comprenderanno ancora che se a donare questa virtù concorrono coi mezzi psichici che sono loro a disposizione, faranno bene ugualmente a chi si ha il dovere di soccorrere.”
      Riflettiamo. Un abbraccio a TUTTA la fratellanza.

  7. Accademia Giuliana 19 Maggio 2013 al 22:42 - Rispondi

    “Per sintonizzarci e beneficiare di questo meccanismo naturale (v. trasmissione del lievito iniziatico – ndr) bisogna intendere e vivere il senso di Fratellanza, che significa nell’Organigramma sentirsi tutt’uno con la Catena, di modo che ogni cosa che un fratello ortodossamente fa è come se la facesse tutta la Catena. Se si riesce a vivere ciò la Fratellanza si manifesta”.

    Questo punto, ricondotto dai FFrr+ dell’Accademia Giuliana al significato di Agape rituale, induce a riflettere ulteriormente sulle implicazioni del rito collettivo statuito per il giorno di plenilunio della costellazione di Leone.
    La considerazione che i FFrr+ dell’Accademia Giuliana intendono partecipare ai FFrr+ tutti è che nel giorno di massima manifestazione di Sole e Luna si esalta anche il senso della Fratellanza che si “sostanzia” nella condivisione del pasto rituale, in quanto i partecipanti all’Agape sono accomunati in uno stesso tempo, in uno stesso luogo e in unità di intento nel medesimo processo di trasformazione della materia vivente in materia vivente intelligente e consapevole, finalizzato per tutti al comune ideale di Bene.

    • garrulo1 1 Giugno 2013 al 16:36 - Rispondi

      Vivere autenticamente il sentirsi tutt’Uno/Una con la Catena, ricalca analogicamente, anche mediante la ripetitività vocale comune a tutti noi, il Principio di Unità, che tutto in sé contiene, ed anche
      le potenzialità di ascenso all’Uno/Una Infinito, da intendersi quale Ritorno Cosciente alla Matrice Originaria.
      L’Ideale, da tutti condiviso è finalizzato al Bene assoluto, Principio Cosmico Coesivo, con le potenzialità di coesione anch’esse esaltate dalle particolarissime contingenze astronomiche.
      Il moto indotto dal Sole che si amplifica sulle acque forte del particolare vigore della Luce Raggiante, utile a garantire il fermento dei liquidi anche nelle ore notturne, come ci ha precisato nel suo post Catulla, ripresenta, questa volta sotto questa Forma, il Matrimonio Cosmico tra il Principio Impulsivo/Proiettivo ed il Principio Recettivo/Generativo, quindi, in estrema sintesi, nel momento Rituale dell’Agape, è attuabile l’unirsi e partecipare il più possibile consapevolmente, a questo Matrimonio LuniSolare, momento particolarissimo nell’anno astronomico di esaltazione esponenziale delle potenzialità di Trasformazione e/o Trasfusione, in particolare se coscientemente vissute e finalizzate (proprio perché è in gioco un Matrimonio utile anche a sposare le cose che stanno più in basso con quelle che stanno più in alto, sulla Via progressiva del “Miracolo” di una Cosa Sola).
      Un saluto a tutti.

  8. Mercurius3 23 Aprile 2013 al 17:14 - Rispondi

    Dopo il Rito di Kons ci si prepara al Rito dell’Agape. Una cadenza rituale e sapienziale, una tappa segnata dal ritmo naturale della Grande Madre che con benevolenza ci accoglie inserendoci nella sua danza, se disposti a segnare il passo con Lei, dolcemente, senza uscire dal cerchio, senza tentennamenti per non rischiare di perdere il passo.
    Si danza in modo personale ma collettivo nel procedere, per ritrovarsi fraternamente in un altro pragmatico richiamo che dal frutto profondo della Terra porterà ancora, senza risparmio di elargizione, Amore e Salute.
    A presto e abbracci

  9. Accademia Giuliana 21 Aprile 2013 al 21:36 - Rispondi

    Seguendo le indicazioni della Delegazione Generale, che quest’anno ha voluto caratterizzare l’Agape come momento di concentrazione rispetto a quello di apertura o espansione vissuto negli anni precedenti, l’Accademia Giuliana ha riflettuto sulla necessità di giungere con una consapevolezza diversa a un momento di comunione che è anche trasformazione di materia vivente in altra materia vivente, intelligente, consapevole e finalizzata a un obiettivo di Bene. La consumazione del cibo diventa perciò sacrificio (da SACRUM – FACERE), mentre il pranzo collettivo assume valenza di pasto rituale e funzione analogica di nutrimento rispetto a ogni piano dell’esistenza. L’auspicio è che la condizione di incontro tra il Sole e la Luna astronomici, nel giorno del loro massimo splendore, si riverberi sull’intero popolo di Miriam.

    • accademia sebezia 22 Aprile 2013 al 11:32 - Rispondi

      Ci uniamo, gioiosi, agli auspici dell’Accademia Giuliana, consapevoli che pur appartenendo per motivi logistici ad Accademie diverse, localizzate nelle diverse regioni italiane, in realtà siamo tutti uniti, compatti, solidali e appartenenti all’unica S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam ortodossa.

    • sal 22 Aprile 2013 al 19:23 - Rispondi

      Il processo di nutrizione, mediante il quale la Natura procede a organizzare la materia in ordine di complessità crescente, rende il corpo umano concettualmente simile alla Terra in cui si semina per ottenere il frutto. Dal momento in cui l’essere umano ha acquisito consapevolezza di questo naturale processo è nata l’agricoltura, e dal momento in cui ha acquisito coscienza di poter fare altrettanto con sé stesso è nata la cultura. Noi siamo – in ultima analisi – il risultato dello sposalizio tra il cibo e il corpo nostro (terra e matrice che lo adatta e metabolizza secondo parametri strutturalmente individuati).
      Lo stesso avviene, nell’Agape, alla Fratellanza di Miriam cui è destinata l’energia raccolta e adattata dal Suo Centro, Capitolo Operante senza il Quale non sarebbe possibile alcuna operatività (come storicamente è constatabile). In più, il nuovo millennio – come predisposto e propiziato dal Fondatore della Schola e dai Suoi Mandanti – gode dell’incredibile opportunità derivante da un Patrimonio sapienziale completamente integrato nell’organo-serbatoio che lo umanizza e che dà senso compiuto all’assioma “la Gerarchia non si estranea dai suoi dipendenti”.
      Trovo inoltre significativo che il richiamo della Direzione avvenga in concomitanza alla conclusione del manifesto rinnovamento Primaverile: la Luce crescente predispone la Terra alla fecondazione e preannuncia l’apice glorioso in cui la forza della Luce, concretizzata nel Seme, sarà Causa fermentativa di un nuovo ciclo nel seno che Lo accoglie.

  10. sal 14 Marzo 2013 al 16:56 - Rispondi

    Parto dal post di ERIS. Non credo che si potrebbe parlare di ‘vita attiva’ (o maschia che dir si voglia) se veramente lo scopo ultimo fosse di confermare quanto già c’è: in fondo, pure la riproduzione sessuata rimescola 2 PATRI-moni: 1 dell’uomo e 1 della donna (i due Mani che presiedono alla vita di cui diceva il Maestro Kremmerz ne “I dialoghi”?) in pro dell’adattamento-miglioramento dell’individuo neo-generato.
    Tutti i gruppi di viventi hanno sperimentato metodiche per sfuggire alla trappola evolutiva costituita dalla invariabilità genetica. La riproduzione sessuata – che permette alla selezione naturale di far emergere gli individui più idonei alla sopravvivenza e consente di trasmettere i caratteri favorevoli alle nuove generazioni – è la risposta animale a questa necessità. Nell’utero della donna, dove i gameti sposati ‘mettono su casa’ insieme, come evidenzia il Maestro Kremmerz “si stabilisce una presa di possesso delle forze emanate dalla terra, primeggiando il magnetismo coordinatore di tutta la vita del globo”. È così che un nuovo cuore comincia a battere.
    Le domande che l’umanità si è andata facendo nel corso dei secoli sono tuttavia state: 1) se lo scopo è sopravvivere, non è più produttivo garantire o prolungare una vita già individuata piuttosto che ricominciare daccapo? 2) la sopravvivenza può essere garantita o quantomeno prolungata da una migliore qualità della vita stessa?
    Non avendo risposte assolute ed esaustive al quesito del punto uno, l’essere umano ha continuato a riprodursi cercando nondimeno di migliorare la propria condizione, a partire da quella fisica. Oggettiva. Cioè da quel corpo che è TUTTO quanto esprime la vita per ciascuno di noi.
    Così non essendo riuscito a non morire, l’essere umano moderno è passato a interrogarsi su COSA costituisca la qualità della vita in quanto per poter lavorare su un obiettivo occorre prima definirlo con chiarezza. Ed è qui che ci si arena. Ma il Maestro (ne “I dialoghi”) dice: “Genius, forse da genio, generare, generatore e generato. Forse dal greco ge la terra, il campo. Forse il dio del luogo, delle cose particolari dell’uomo, cioè che assiste l’uomo, che è innato nell’uomo. Probabile l’idea del Mercurio personale, della intelligenza divina dell’uomo…”.
    La via ermetica comincia da quest’ultimo quesito e i nostri Maestri, ben sapendo che “il secreto saturniano è dono di vita e di morte, di amore, di generazione e di dovizia” hanno regalato a tutti gli esseri umani di “buona” volontà una Schola che J.M.Kremmerz ha statuito mentre lasciava per il pubblico le sue parole d’Amore:
    «Tu ben sai, mio figliolo, che di Vergine sei figlio; e se Vergine violi uccidi il germe del tuo popolo e diventi parricida e incestuoso e, in tal modo, il cervello ti brucia; ma, se Mercurio sai attirare, con la Vergine Gloriosa, ponendole sotto il piede, capovolta, la Luna, tu, a tua volta, diventi padre di semidei. Perché, se all’acqua di Orione, tu congiungi, col filo di Arianna antica, il bianco Mercurio alla Luna di Vergine e sai allontanare il focoso Marte, avviene che i tuoi occhi vedranno quello che non videro mai e potrai falciare il miracolo con la falcata Luna rivolta a terra. Per questo, se padre mi riconosci, sappimi strappare il secreto, allontanando la canna della tua insufflazione dalla verga di Mosè e di Aronne, che è la mia verga, e mantieni coagulato, se non vuoi, per generosità, che io ti dissolva.
    Qui riconosci il secreto saturniano che è dono di vita e di morte, di amore, di generazione e di dovizia, e non obliare che in Virgo preparerai, coi metodi dell’arte, la Verga, come il tuo maestro ti insegna, senza nodi e di taglio netto e reciso, con la falce in forma di crescente consacrata; senza Verga di Vergine, mago non diventi, né intendermi a rovescio, ché semini nell’arena il tuo Mercurio, né pretendere che io scriva più chiaro: domandane l’intelligenza al tuo duce».

  11. chicco59 6 Marzo 2013 al 12:41 - Rispondi

    Buongiiorno a tutti i lettori.
    Ho tratto dall’Opera Omnia dell’Aureo Maestro J.M. Kremm-erz poche righe sul “concetto di libertà”.
    Forse qualche lettore le avrà già lette, forse altri no.
    Desidero riportare questa indelebile “Traccia” del Maestro che con estrema semplicità ha lasciato a noi posteri, nella certezza che chi le leggerà o ri-leggerà tornerà con la sua Mente più volte sulle stesse.
    Oggi, più che mai, il concetto di libertà è stato mal utilizzato, abusato e mal compreso dalla massa degli umani che credono o pensano di conoscerne il profondo senso:
    …”se non hai una relativa libertà di te stesso non puoi osare, non puoi volere, non puoi tacere: osare, volere e tacere sono tre indici della libertà delle anime”.
    Un fraterno abbraccio.

  12. mandragola11 23 Febbraio 2013 al 23:48 - Rispondi

    Ben ritrovati dopo giorni di assenza per lavoro!
    Mi vado a spulciare tutte le sezioni, vedo che il blog è in fermento, post interessanti e… sorpresa le Accademie che interagiscono con noi! Bello!
    In questo spazio c’è sempre del nuovo, son davvero stracontenta di leggervi !
    Sogni d’oro a tutti!

  13. ippogrifo11 19 Febbraio 2013 al 12:09 - Rispondi

    Riagganciandomi al mio ultimo post pubblicato in risposta a quello dell’Accademia Porfiriana e prendendo spunto da quanto il Maestro Kremmerz annota in fatto di ‘etere’ e ‘fuoco’, vorrei ancora segnalare che il fuoco, e con esso la fiamma, vanno considerati come una regione circoscritta di spazio caratterizzata da una intensissima emissione di radiazione elettromagnetica composta di una parte visibile (luce) e di una invisibile (radiazione infrarossa o calore). Un aspetto davvero curioso della fiamma è che solo apparentemente essa si trasmette per contatto diretto; in realtà, quando si avvicina la fiamma a un oggetto infiammabile, è la radiazione infrarossa della stessa che porta la temperatura dell’oggetto al livello necessario perché si inneschi l’autocombustione, cioè una nuova intensa emissione di radiazione elettromagnetica nello spazio contiguo a quello dove brucia la fiamma innescante.
    Dunque, fuoco = radiazione elettromagnetica, ossia deformazione temporanea dello spazio-etere.
    Ancora una volta non possiamo fare a meno di registrare la straordinaria lungimiranza scientifica che emerge dagli scritti del Maestro e la inimmaginabile portata della Scienza cui attingeva: la Scienza Ermetica.

    • unicorno013 19 Febbraio 2013 al 16:42 - Rispondi

      Grazie delle spiegazioni su etere/fuoco/radiazione elettromagnetica. Certo il Maestro ci fa intravedere una meta da raggiungere. Ora nell’Accademia Porfiriana in ultimo si son posti la domanda sulle interrelazioni tra magnetismo, etere e terapeutica ermetica. Ma in tutto questo cosa c’entra Lucifero? Il Maestro dice che bisogna arrivare a ragionare come lui, la storica Stella matutina, quando Venere arrivando da oriente cede, ultima tra le “stelle”, il passo al Sole. Ricordo da vecchie letture che era chiamata anche Fosforo (in greco Phosphorus) e come tale preludeva a grandi capacità incendive (da incendio) della psiche, e non solo, umana. Ed è curioso che il fosforo in natura assomigli ad una pasta cerosa. È altrettanto vero che Venere Lucifero era la dea dell’amore e mi domandavo se per caso non vi siano strette relazioni con il magnetismo d’amore, quello tipico dei Terapeuti mi pare, di cui tanto ho sentito parlare dai Maestri della Schola.

      • sannitica2011 20 Febbraio 2013 al 15:05 - Rispondi

        Interessante il collegamento tra Lucifero-Venere e magnetismo… verità nota anche nel mondo pagano tanto che da Venus latino-arcaica (in origine nome neutro e indifferenziato) sarebbe derivata la veneratio verso le divinità, con un significato però diverso da quello che gli daremmo noi oggi. All’epoca pare s’intendesse un’azione “erotica”, cioè la capacità di saper attrarre gli dei grazie ad uno status di concordanza armonica o simpatica che si traduceva, come primo effetto, nella captatio benevolentiae. Nelle Dispense della Schola per l’anno accademico 2007/2008, si è parlato del magnetismo come stato fermentativo quale condizione necessaria per accogliere e beneficiare del “lievito spirituale” promanante dal Centro…e di molte altre perle preziose.

      • m_rosa 21 Febbraio 2013 al 17:53 - Rispondi

        Per unicorno“La Medicina Dei è la panacea universale, un po’ ricetta universale per i farmacisti della fine dei secoli: fede nella Grande Intelligenza ignorata, manifestazione della potestà creativa di dio, magnetismo di amore a grande dose e grande umiltà. Mercurio, Ermete, Serapide, Kons, lo Spirito Santo o gli spiriti dei nostri antenati pronunziano il Verbum, il paziente lo accoglie e la resurrezione della carne mortificata s’inizia e il portento è visibile. Tutto il resto è accompagnamento orchestrale; dove il verbum è accolto non occorre opera terrestre, né piante, né minerali, né estratti glandolari, niente. E’ il dio, il Grande Dio che viene nella corrente di amore e sana.”

  14. Accademia Porfiriana 18 Febbraio 2013 al 19:14 - Rispondi

    Abbiamo letto domenica, durante l’ultima riunione della nostra Accademia, il brano postato nella sezione della Parola al Maestro del sito in data 23 dicembre 2012, riguardante “Il sesto senso, tra Medicina ufficiale e Terapeutica ermetica”.
    A proposito dell’etere citato nel testo: ” L’etere, sul quale riposa tutto lo sperimentalismo della fisica moderna, è una ipotesi necessaria per spiegare tutto ciò che non si spiega; il calore, l’elettricità, il magnetismo, si definiscono per gli effetti,..” è sorta una discussione circa l’esistenza dell’etere e le ipotesi fisiche sulle sue caratteristiche. Alcuni Fratelli hanno commentato che l’esistenza dell’etere si evince più dai suoi effetti, appunto, che da informazioni dirette sulla sua essenza.
    In attesa di acquisire certezze in materia e considerando che il magnetismo è strettamente connesso all’etere ed è forza fondamentale nella nostra attività terapeutica, la domanda che è scaturita e che sottoponiamo riguarda proprio la possibile correlazione tra l’etere, la nostra catena terapeutica e le sue funzioni. Cosa ne pensate?

    • ippogrifo11 18 Febbraio 2013 al 21:21 - Rispondi

      Prima che epistemologo, Thomas S. Kuhn è stato un fisico delle alte energie ed ecco cosa egli scrive nel celeberrimo saggio “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”: « Lo spazio, nella fisica contemporanea, non è il sostrato inerte e omogeneo impiegato sia nella teoria newtoniana che in quella di Maxwell; alcune sue nuove proprietà non sono diverse da quelle di un tempo attribuite all’etere ». Parrebbe perciò che lo spazio vuoto, inteso come dimensione priva di proprietà oltre a quella dell’estensione, anche dal punto di vista della fisica moderna sia un’entità priva di consistenza concettuale. Per parte mia, riconoscendomi una collocazione prospettica che vorrei definire terra terra, non posso fare a meno di osservare che i fenomeni ondulatori che cadono sotto i nostri sensi sono sempre riconducibili alla deformazione di un mezzo; il trasferimento di energia associato al fenomeno ondulatorio in un determinato mezzo è reso possibile dal fatto che l’onda si propaga. Ma l’onda non è altro che una deformazione del mezzo sollecitato dalla fonte di energia e quando osserviamo un’onda che si propaga, osserviamo in realtà la propagazione della deformazione: è essa che si sposta nel senso della propagazione e non la materia della quale è formato il mezzo oggetto del fenomeno ondulatorio. Così avviene per le onde in un liquido e così avviene anche per le onde di pressione in un fluido gassoso. Analogamente saremmo autorizzati a pensare che le onde elettromagnetiche siano esse stesse la propagazione della deformazione dello spazio o di ciò che esso contiene. Mi verrebbe da pensare che, nel caso dello spazio, contenente e contenuto siano poi la stessa cosa. Che poi lo si voglia chiamare etere o altro, mi pare solo una questione di comodo, o di pregiudizio se il concetto di etere provoca, come ancora avviene tra gli stessi fisici, una sorta di repulsione innata. Io vorrei solo rammentare ciò che a proposito scrive il Maestro Kremmerz:
      « L’etere, o anziano, non ha altro simbolo che gli rassomigli più del fuoco – poiché egli è il fuoco dei fuochi, un movimento di cui la concezione non è possibile se non raggiungerai uno stato speciale che ti farà fondere come la cera e ragionare come Lucifero. E la nostra scuola si occupa appunto di questo enimma della rivelazione per ridurre:
      1°. l’uomo allo stato di etere
      2°. l’etere alla comprensione del fuoco».

      • diogenonn 18 Febbraio 2013 al 23:21 - Rispondi

        e, aggiungeva il M+ Iah-Hel (Anna Maria Piscitelli) nella Via della Rosa, “il male che viene in nostro contatto nel movimento purificatore integrato.”
        Sollecitato dai numerosi interrogativi degli ultimi interventi, stavo proprio rileggendo e meditando quel magistrale contributo, pro salute populi, oggi più attuale che mai. Per chi volesse è in area riservata nella sezione articoli.

    • GELSOMINO 19 Febbraio 2013 al 16:41 - Rispondi

      COSA NE PENSO ? PENSO CHE LA DOMANDA E’ MOLTO BELLA, MA ANCHE TROPPO DIFFICILE PER ME, CHE NON SAPREI FARE ALTRO CHE RISPONDERE PAPPAGALLESCAMENTE CHE, SE TUTTO E’ UNO, SICURAMENTE CI SARA’ UNA CORRELAZIONE TRA L’ETERE , LA NOSTRA CATENA TERAPEUTICA E LE SUE FUNZIONI.
      MA SE PORTO IL RAGIONAMENTO SUL PIANO DI QUEL CHE HO POTUTO SPERIMENTARE , NELL’AMBITO DI UN PERCORSO ORTODOSSO NELLA SCHOLA, E QUINDI NE HO AVUTO UN’OGGETTIVAZIONE, ALLORA RIESCO AD ORIENTARMI .
      QUELLO CHE HO SPERIMENTATO( COME DA FINALITA’ DELLA SCHOLA) E’ LA TERAPEUTICA, IN SENSO LATO SU ME E SU GLI ALTRI.
      E’ IN QUESTO ,CHE HO POTUTO AVERE CONTEZZA DEI RISULTATI , CHE HO POTUTO VERIFICARE DEI CAMBIAMENTI, E DI QUESTO POSSO PARLARE PER ESPERIENZA DIRETTA.
      PER IL RESTO , AL MOMENTO NON CI ARRIVO ,MA SONO CERTO CHE SE AVRO’ L’UMILTA’ (VERA) E LA PERSEVERANZA DI CONTINUARE ATTIVAMENTE SU QUESTA STRADA, CONOSCERO’, PER ESPERIENZA DIRETTA, ANCHE QUELLE COSE CHE OGGI POSSO SOLO IPOTIZZARE CON UN PROCESSO UNICAMENTE SPECULATIVO.

    • sara 27 Febbraio 2013 al 20:02 - Rispondi

      Gregg Braden è uno scienziato che ama definirsi “esploratore del ruolo della spiritualità nella scienza”, nel suo libro “la matrix divina”, chiama l’etere appunto “matrix divina” e la identifica come contenitore dell’Universo, il ponte che unisce tutte le cose, e lo specchio che ci mostra ciò che abbiamo creato con il nostro modo di fare e di pensare. Secondo Braden siamo permeati e immersi e creatori di questo campo energetico,egli ritiene che questo campo costituisce sia la rete quantistica che tiene insieme l’Universo, sia il progetto energetico e infinitamente microscopico di tutto ciò che esiste,dal risanamento del corpo fisico alla creazione della pace nel mondo.
      Quindi tutto ciò che è presente nel nostro mondo è collegato appunto dall’etere.
      Famoso è “l’effetto farfalla”, secondo cui, qualcosa compiuta di qua nel mondo ha un qualche effetto dall’altra parte.
      Pare sia dimostrato che sia possibile accedere consapevolmente a delle connessioni che ci possono far attingere allo stesso potere energetico che fa muovere l’Universo.
      Questo a condizione però che ognuno di noi si percepisca come parte dell’Universo e non separato.
      Sono stata incuriosita da queste teorie poichè il fatto che si sia tutti collegati in una sorta di griglia energetica e il fatto che ognuno di noi sia un fenomeno olografico dove ciascuna parte rispecchia l’intero e che a questa rete energetica si possa attingere per generare equilibrio, pace e salute mi ricorda tanto il filo energetico che tutti i giorni ci lega e a quell’ Amore puro che viene indirizzato verso chi ha bisogno e chiede.

    • eris 1 Marzo 2013 al 13:00 - Rispondi

      penso che L’etere sia la rappresentazione semplificata di un meccanismo simile alle microonde, in pratica le microonde agiscono andando a riscaldare l’elemento per il quale è tarata la frequenza del macchinario ,in questo caso la vibrazione è piu completa , https://www.kremmerz.it/s-p-h-c-i/pubblicazioni/dialoghi-ermetismo/ in questi passi possiamo osservare l’importanza data alla vibrazione dell’etere . in pratica etere e magnetismo sono un aspetto non slegato dell’essere .

      • alchemilla68 2 Marzo 2013 al 09:55 - Rispondi

        sempre più spesso mi viene da associare la descrizione sull’etere; che attraverso gli scritti dei nostri Maestri ci giunge; alla descrizione sulle funzioni delle cellule staminali che ci perviene a noi profani della scienza sperimentale umana attraverso riviste, web e tv

        • miranda 3 Marzo 2013 al 18:29 - Rispondi

          per alchemilla, in che senso? potresti spiegarti meglio?

          • alchemilla68 5 Marzo 2013 al 22:26

            il Maestro Kremmerz parla dell’etere come di materia cosmica e di protoplasma universale, passibile di ogni forma e realizzazione; premettendo che; per ciò che mi riguarda; è un concetto difficilissimo, impossibile da portare nella realtà, ho tentato di capire almeno un pò di più il significato etimologico delle parole con le quali viene descritto l’etere ed è così che l’accostamento con le staminali mi è sembrato da non escludere, tenendo conto della loro potenzialità iniziale di totipotenza e capaci di specializzarsi negli organismi

        • eris 13 Marzo 2013 al 10:56 - Rispondi

          ma penso che non sia un fuori luogo, e per questo mi sono preso la briga di andare a vedere cosa trovavo sulle cellule staminali e penso tu abbia ragione sicuramente cè un collegamento ma non solo un collegamento e come esempio che secondo me riesce a fare luce porto uno scritto di Catulla2008 postato a questo link https://www.kremmerz.it/kremmerz/

  15. accademia sebezia 18 Febbraio 2013 al 00:28 - Rispondi

    Durante la seduta del 17.2.2013 dell’Accademia Sebezia, rileggendo anche noi nell’Area riservata del sito, Sezione Quesiti-Risposte-Comuncazioni, ci siamo resi conto dell’attualità della domanda a suo tempo posta da Luigi D. che si chiedeva “come può un neofita accostarsi all’idea del Kremmerz senza avere l’impulso di fuggire spaventato”, considerato il panorama sconfortante di siti diffamanti e disinformanti che si trovano su Internet. E’ emerso che chi sente davvero una spinta verso l’evoluzione , consapevole che in rete chiunque può esprimere giudizi gratuiti e anonimi, è abituato a fare la tara delle informazioni che vengono date e a verificare l’attendibilità dei siti. Un giovane fratello ha partecipato la sua personale esperienza, avendo preso visione di un forum che in modo oltraggioso e incompetente attacca il Kremmerz, di come si può, con semplice e critico metodo, evitare di cadere nella rete dei siti fuorvianti. Questi sono infatti i parametri che l’hanno guidato e orientato nella scelta della Schola ortodossa del Kremmerz, e che noi tutti collettivamente condividiamo, ritenendo possano essere un riferimento per chi ancora è alla ricerca.
    1 – Non fermarsi alle informazioni presenti su Internet, ma documentarsi sui testi originali; andare alla fonte, quindi studiare le opere del Kremmerz.
    2 –Ricercare gli elementi distintivi che contraddistinguono sin dalle origini la Schola. Ad esempio il logo S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam è presente solo sul sito della Stessa.
    3) Nel consultare il sito della S.P.H.C.I. emerge la trasparenza, testimoniata tra l’altro dalla presenza di nomi, indirizzi e recapiti telefonici.
    4) La serietà e lo spessore dei contenuti del sito è garanzia di autenticità.
    5) L’eticità dei contenuti e dei toni sono in linea con l’idea che normalmente si ha di una scuola iniziatica.
    6) L’affermazione presente sul sito di essere l’unico in cui si diffonde l’autenticità dell’idea, del metodo sperimentale e della terapeutica ermetica che Giuliano Kremmerz ha trasferito nella sua Schola ortodossa, e che nessun altro sito ha mai affermato, indirizza verso la giusta scelta.

    • Lucilio_ 18 Febbraio 2013 al 18:37 - Rispondi

      “La Provvidenza ha così ben disposto le cose, che ogni uomo ottiene per quanto vale” – J. M. Kremmerz

  16. Accademia Giuliana 17 Febbraio 2013 al 17:06 - Rispondi

    Il contributo dell’Accademia Vergiliana, letto e commentato nel corso della nostra riunione, ha prodotto una vivace discussione specialmente in relazione all’interazione intelligenza-materia. In particolare, l’attenzione si è focalizzata sul fatto che la vita, nel modo in cui essa si esprime attraverso la materia, sia essa stessa intelligente, perciò intelligenza e materia non sono separabili ma fanno parte della stessa unità. Ma se così è, allora la stessa cellula è intelligente e, per estensione, gli organi che da essa e dalle sue simili sono formati. In ultimo, l’organismo tutto è un sistema intelligente. Cos’è, dunque, che a un certo punto nel sistema ‘salta’ e provoca la patologia?

    • garrulo1 18 Febbraio 2013 al 15:40 - Rispondi

      Riallacciandomi al quesito dell’Accademia Giuliana, il Maestro Kremmerz, nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, ha scritto che ogni patologia, di qualsivoglia natura, ha la sua causa in uno squilibrio fluidico, credo si volesse riferire ad uno stato distonico, per le ragioni più diversificate, dell’aura umana o corpo lunare/astrale. Prosegue sempre il Maestro nell’affermare che ogni squilibrio di natura fisica rimbalza sul morale, e viceversa ogni iperattivazione del morale si riflette sul fisico. Da qui si può intendere con una certa chiarezza il principio di unità che presiede all’intero apparato umano, in tutte le sue esplicazioni ed in tutti i suoi coinvolgimenti perfettamente concatenati, difficilissimi però da cogliere in tutti i loro aspetti.
      Mi viene però difficile tradurre quanto sopra in un linguaggio esclusivamente scientifico, uno perchè non lo conosco più di tanto, e due perchè seppur si sappia che una consistente area della medicina convenzionale dia ormai una importanza conclamata a tutti i risvolti della psicosomatica, di fatto ammettendo che il morale agisce e re-agisce sul fisico, non si spiega comunque, come l’unità materia/vita, essendo un sistema dinamico intelligente per sua natura intrinseca, ogni tanto abdichi a favore di uno squilibrio che porta ad una deviazione di tale equilibrio intelligente.

    • alchemilla68 18 Febbraio 2013 al 17:24 - Rispondi

      riflettendo su questa importante considerazione, cioè, cosa è che a un certo punto avviene in un essere nel quale si manifesta una patologia; mi è venuto da pensare che proprio il manifestarsi di uno stato patologico fa emergere la deduzione logica che vi sia una intelligenza intrinseca alla materia, la quale, nel momento in cui si esprime attraverso lo stato di malattia, sottolinea una condizione di malessere più o meno profonda assecondo della causa scatenante, sia che provenga dall’ambiente esterno così da (per es.) sovrastrutture dell’individuo stesso. Nella sezione riservata, allo spazio dedicato ai quesiti vi sono risposte date dalla Direzione, molto interessanti a tal proposito.

    • sara 18 Febbraio 2013 al 19:42 - Rispondi

      Senz’altro intelligenza e materia fanno parte della stessa unità, ed è proprio per questo che le nostre cellule con la malattia ci segnalano uno squilibrio.
      Purità di pensiero,purità di parola, purità di azione è consigliato,ma quando ci si discosta da questi canoni la materia ci avverte che dobbiamo raddrizzare la rotta.
      Vedere la malattia come qualcosa da combattere è errore,bensì vederla come un’alleata per migliorarsi è cosa più che giusta, bisognerebbe amarla poichè quella parte di noi che si è ammalata, siamo noi stessi.

      • Alfiero70 21 Febbraio 2013 al 10:14 - Rispondi

        ” Fortunato colui sente il dolore” – del resto il corpo ha un suo linguaggio e il dolore e’ un modo per trasmettere un segnale, che regolarmente ricevuto dal destinatario lo elabora, anche attraverso la sofferenza la quale sollecita’ l’individuo a prendere coscienza del problema che tenta di contrastarlo – correggersi – neutralizzarlo.
        Facile concludere che in caso contrario il male potrebbe sottilmente insidiarsi e in un primo apparente stato di salute, produrre inesorabilmente i suoi danni.
        Il dolore del corpo e’ un male dal quale ci si può’ difendere inversamente l’assenza del segnale anzidetto potremmo paragonarlo a chi fingendosi tuo amico, e beneficiando di questa posizione privilegiata, ti colpisce a sorpresa.

      • segezia 23 Febbraio 2013 al 16:29 - Rispondi

        Sono d’accordo anch’io con Alfiero e Sara: il dolore è importante e va ascoltato non represso, perché ha funzione di segnale che qualcosa non va. Il problema, però, sta nell’interpretare questo ‘ascolto’ perché difficilmente uno il dolore se lo va cercando e, aggiungo, altrettanto difficilmente non sa cosa lo sta provocando!
        Deve entrare in noi una consapevolezza nuova, diversa, rivoluzionaria di prospettive che hanno dimostrato la loro inefficacia. Bisogna cominciare a pensare che quello che ci fa soffrire è SEMPRE “dentro” di noi e non fuori. Non a caso il modulo di richiesta di aiuto terapeutico a distanza insiste sul fatto che dolore e malattia vanno sconfitti nella profondità del “proprio” essere…: è là che essi si formano.
        Se non accade questa rivoluzione interiore non c’è la pre-disposizione che conduce al risanamento e qualsiasi aiuto, medico o ermeticamente medico, diventa poco produttivo.

        • sannitica2011 24 Febbraio 2013 al 12:37 - Rispondi

          D’accordissimo anche io. Aggiungo solo che se il dolore è un bene che noi lo sentiamo (per porvi rimedio) vuole anche dire che i sensi sono importantissimi e non bugiardi, come di solito si dice. Anzi, e questo l’ho compreso grazie alla Schola, la loro purificazione può portare ad un loro graduale potenziamento. E allora, forse, si sarebbe anche in maggiore sintonia con Madre Natura. Gli elementi (o i loro spiriti) parlano? Scrivono i Maestri che la Natura è costantemente eloquente.

          • sara 28 Febbraio 2013 al 19:53

            La Natura ci parla, il nostro corpo ci parla, il linguaggio è unico,poichè noi siamo Natura.Basta fermarsi ad ascoltare lontano dal frastuono del mondo che ci rende sordi e ciechi.
            Più siamo attenti nell’ascolto cosciente e consapevole e più davanti ai nostri occhi svaniscono le nubi, e più ci si sente in comunione con l’Universo più si comprende il suo linguaggio.E’ come riscoprire una lingua mai dimenticata ma solo sopita.I sensi, le sensazioni sono i decodificatori di questa lingua e sono daccordo con Sannitica2011, grazie alla loro purificazione c’è un graduale loro potenziamento.Dovremmo essere sempre coscienti cosa sta accadendo alla nostra materia greve che è il corpo e quale ne sia stata la causa.Quale vibrazione interferisce con il nostro equilibrio e avere la coscienza della fonte da cui proviene.

    • Cibele 23 Febbraio 2013 al 13:06 - Rispondi

      A me è venuto in mente questo: il Corpo e’ pervaso da un Principio vitale,Spirito Ancestrale che tutto Anima,che tutto Globalmente permea (sia nel nostro corpo che nel mondo anche con le cose più banali…). Possiamo pensare,ad esempio nel corpo umano, a un organo e ad uno specialista che lo cura, ma il Principio Vitale lo cura il Medico di “Medicina Globale” ..il Medico che è in Te. TU SEI IL TUO MEDICO. Quando si ha una patologia è segno che qualcosa non va, che il Principio Vitale s’è squilibrato e sta a NOI riequilibrarlo. E quando la malattia è grave uno si trova a un bivio: o riequilibrare la propria Vita oppure rinviare alla prossima Vita. Tanto più la malattia è grave tanto più può crearsi una biforcazione: Vivere o morire(?).

      • sannitica2011 23 Febbraio 2013 al 20:56 - Rispondi

        Infatti, cara Cibele, la medicina ermetica consiste proprio nell’autoguarigione dell’ammalato, aiutato però in questo dalle Forze guaritive della Fratellanza. Se, ovviamente, il tale ammalato, ne ha richiesto l’intervento. A volte, infatti, accade che si vorrebbe guarire ma non se ne ha la forza o la capacità. Un aiuto può rinforzare il personale principio volitivo. Certo, sono d’accordo con te che se si comprende la causa “morale” che ci ha generato una patologia, bisogna rimuoverla e cambiare abitudini di vita o altro. Non credo si possa scegliere, in equilibrio, di rinunciare e rimandare…saremmo dei suicidi.

        • cibele 3 Marzo 2013 al 10:40 - Rispondi

          Cara Sannitica e’ vero che “un aiuto può rinforzare il personale PRINCIPIO VOLITIVO” tante volte scopriamo che ci basta un LA per vederci cambiare il modo di PENSARCI e di PENSARE, dopo va tutto FLUENTE e SERENO.

    • Buteo 24 Febbraio 2013 al 22:26 - Rispondi

      Sappiamo che cellule, organuli cellulari, strutture molecolari vanno incontro a rotture, distruzioni o ‘morte’ di parti o dell’intero sistema. Sappiamo che altre strutture provvedono a riparare, ricostruire o rigenerare le parti lese.
      E’ materia intelligente perché è essa stessa ciò che deve fare: l’essenza e l’azione sono la stessa cosa, inscindibili. Dalle particelle infinitesimali, subatomiche, all’organismo più ‘evoluto’. La materia è quindi materia viva (in qualunque regno la incaselliamo, animale vegetale minerale), inseparabile com’è dall’intelligenza.
      Nulla si perde. Una cellula deteriorata è fagocitata/digerita da un’altra cellula, che ne riutilizza le parti in un processo di continua distruzione e ricostruzione, morte e rinascita.
      Ogni organismo, ogni molecola, per essere e per riprodursi, si nutre di materia, che è materia viva. Si nutre quindi di vita. La Natura fagocita e rigenera se stessa: è questa la Grande Madre che è in sé amore e terrore, che partorisce e divora, divora e partorisce, in un ciclo senza fine?
      La legge è unica, insegna l’ermetismo.
      L’individuo umano soggiace a questa legge. In lui avvengono continui processi di distruzione e di ricostruzione, di morte e di rinascita, dei quali non è consapevole.
      Come un errore può danneggiare una molecola, così un insieme di errori può danneggiare un organo, da cui una possibile malattia.
      E io mi chiedo: questi, che noi leggiamo ‘errori’ perché causano quello che noi leggiamo ‘malattia’, sono davvero errori?
      Non è forse questa la legge, insita nella materia, a cui nessuna parte della materia stessa sfugge, come le arcaiche terrifiche figure matriarcali ben rappresentavano?
      Allora se ciò che noi diciamo ‘errore’ è insito nella legge, è la ‘conoscenza’ della legge a consentire all’essere conoscitore (integrato) ‘l’azione’ contro quella che è definita malattia? E cosa giustifica l’azione? Il lenire il dolore che prova l’essere, non solo umano, qualsiasi essere e di qualunque forma e dimensione esso sia, che stia soffrendo sulla faccia della terra?
      Non solo, come può la medicina ufficiale e non, che, nell’ignoranza della legge universale, interviene solo sui ‘particolari’, agire sulla malattia anche con successo?

    • sal 10 Marzo 2013 al 16:15 - Rispondi

      Il 17 marzo 2005 la rivista Nature così riassumeva le risultanze della decifrazione del cromosoma X (ricerca, coordinata da MarKRoss, del Wellcome Trust Sanger Institute a Hinxton – Gran Bretagna – e confermata dallo studio indipendente di Alfredo Ciccodicola e Michele d’Urso, dell’istituto di Genetica e Biofisica “Adriano Buzzati-Traverso” – Cnr di Napoli).
      1) Ci sono due genomi, uno dell’uomo e uno della donna: circa 250 geni del cromosoma X sono espressi in singola copia nei maschi e in doppia copia nelle femmine;
      2) Il cromosoma Y, implicato nella differenziazione maschile deriverebbe una degradazione di parte del materiale genetico appartenente al cromosoma X;
      3) Di gran lunga antecedente al cromosoma Y, il cromosoma X dà prova di essere frutto della fusione avvenuta circa 300 milioni di anni fa da due cromosomi normali.
      La decifrazione è stata effettuata considerando il 99,3% dei geni contenuti nel cromosoma X per un totale di 1098.
      Dai dati riportati si evince che l’intelligenza che regola la materia evidentemente le presiede e dispone le sue trasformazioni in una unità inafferrabile a chi considerasse la materia soltanto.
      È recente la dimostrazione dell’esistenza del bosone di Higgs, vettore invisibile di massa, rilevabile solo per il fatto che in sua presenza le particelle costituenti gli atomi si agglomerano.
      C’è dunque da presupporre che anche nell’essere umano la causa generante sia da ricercarsi in una matrice, magnetica quanto invisibile se non per i suoi effetti, capace di incresparne il protoplasma in una tipica quanto individua disposizione di atomi.
      Come sempre, la scienza ermetica anticipa concetti che diventano più chiari col passare dei secoli. Scriveva infatti il Maestro Kremmerz: “Nell’ermetismo, in cui consideriamo la materia come unica, sempre, perché è cosmica, sia organica che inorganica, differente per tante varietà di aspetto, noi non intuiamo le differenze che per variazione dispositiva di atomi” e ancora “tutti gli uomini hanno la loro Maria od Iside particolare e non la conoscono, perché non vedono e non sentono la parte femminile della loro unità, trasformatrice e nutrice…” .

      • Buteo 13 Marzo 2013 al 23:22 - Rispondi

        L’ipotesi di una ‘base femminile’ può essere avvalorata anche osservando le fasi dello sviluppo dei caratteri sessuali nell’embrione.
        Come sappiamo, se il cariotipo è 46,XX avremo un soggetto femmina, viceversa con cariotipo 46,XY un soggetto maschio. Nell’embrione, fino alla sesta settimana lo sviluppo è indifferente nei due sessi.
        Da qui in poi, l’evoluzione dell’apparato genitale femminile avverrà ‘spontaneamente’, senza necessità di intervento di ormoni femminili di origine ovarica.
        Nell’embrione con cariotipo 46,XY, invece, lo sviluppo in senso maschile può compiersi solo in presenza degli ormoni androgeni, prodotti dalla gonade(testicolo) dell’embrione stesso. Si avranno regressione degli abbozzi dei caratteri primari femminili e progressione verso i caratteri sessuali maschili. Viceversa, in assenza di ormoni androgeni, alla nascita i genitali saranno femminili, come ottenuto sperimentalmente castrando embrioni di topi maschi.
        I soggetti affetti da Sindrome di Morris (rara) hanno cariotipo 46,XY maschile e aspetto (fenotipo) femminile. Per un difetto genetico i tessuti non sono sensibili agli effetti degli ormoni androgeni. Di conseguenza lo sviluppo dell’embrione non può procedere in senso maschile. L’apparato genitale esterno può solo proseguire la sua spontanea evoluzione in senso femminile.

        • Eris 14 Marzo 2013 al 11:04 - Rispondi

          per ipotesi , in assenza di informazioni ulteriori esterne (imput da parte maschile che confermi una sessualita xx o xy e qualora l’essere fosse autopietico noi avremmo nascite tutte al femminile )quindi sempre per ipotesi noi potremmo dire che separare i sessi sia un errore anche se la base è femminile ? e quindi in questo caso l’imporanza della parte maschile è unicamente quella di confermare ciò che è già nella matrice ?! tradotto in termini semplici è come il contadino mette il seme in QUEL TERRENO GIà pronto a dare un tipo di frutto

  17. Accademia Vergiliana 17 Febbraio 2013 al 13:51 - Rispondi

    Durante la riunione accademiale, di sabato 16 Febbraio, volevamo prendere dimestichezza con l’area riservata del nostro sito e per meglio comprendere le dinamiche che il pubblico innesca con le sue domande abbiamo iniziato a rivisitare la sezione https://www.kremmerz.it/s-p-h-c-i/documenti/archivio-generale/quesiti-risposte-comunicazioni/ . L’interrogativo che si pone il Biologo (il primo di un’interessantissima serie di quesiti a cui vengono date risposte che sono delle vere perle) l’abbiamo fatto nostro e da li sono scaturite considerazioni sull’unità della materia vivente e sul Materialismo Sacro. Per facilitare il richiamo a quanto il Maestro Kremmerz e l’attuale Direzione della Schola hanno più volte scritto sull’argomento attraverso il tasto Search abbiamo digitato “Materialismo Sacro” con la conseguente apertura di una notevole serie di Link. Come guidati da un sottile ed ermetico fil rouge la scelta è caduta sulla lettura del pensiero https://www.kremmerz.it/kremmerz/il-pensiero/ del Maestro che ha innescato un vivace e fecondo dibattito sulla Matriarchia, la filantropia senza misticismo, il piano elicoidale che s’innalza via via che condividiamo il percorso esperienziale della nostra tradizione millenaria con il prossimo con cui entriamo in contatto, implicito di un’attiva tensione verso una quotidiana coerenza. Da questo ai risvolti attuali delle scienze di frontiera sempre più vicine a riscontrare l’assioma ermetico sull’ “unità di forma e sostanza” con il contributo di un nostro fratello medico. Non pochi gli spunti ad integrazione del percorso di approfondimento sul tema del Timbro che le Superiori gerarchie vollero per la nostra Accademia all’alba del secolo scorso. Insomma vorremmo dire quanto prolifico è stato immergerci collettivamente nel sito come se lo spazio sacro della riunione convibrasse con questo nostro sito per averne quasi un’oggettivazione on-line.
    Un saluto a tutti i naviganti dalle Sorelle e i Fratelli dell’Accademia Vergiliana

  18. filosobek 15 Febbraio 2013 al 00:00 - Rispondi

    Senz’altro benvenuto a Centauro che, nell’Area Riservata, potrà trovare nella voce QUESITI – RISPOSTE – COMUNICAZIONI una vera miniera di suggerimenti, indicazioni e – appunto – ermetica Direzione alla scoperta di una scienza stupenda nell’essenzialità e ammaliante per la molteplicità. È incredibile quanti contatti da ogni parte del mondo siano attratti ad abbeverarsi da questa tradizione millenaria, ma ancor più strabiliante è la fortuna di trovarla intatta e forte, disponibile a tutti i ricercatori di buona volontà e dotata di modernissimi abiti in foggia web, sempre PRO SALUTE POPULI.
    Quindi saluti a centauro e… aspettiamo le tue domande, certi che l’arte della maieutica inizi proprio dalla capacità di porsi quelle giuste!

  19. centauro 14 Febbraio 2013 al 21:58 - Rispondi

    Un saluto a tutti, mi sono appena iscritto, preciso subito che non sono un esperto di medicina ermetica o ermetismo, ma sono molto affascinato dagli scritti di Giuliano Kremmerz che per caso mi e capitato di leggere pochi mesi fa. Ringrazio la direzione per il modo dettagliato e chiaro che ha usato nell’esporre il sito. Ho appena iniziato le letture e numerose sono le domande che ho da esporre. A presto.

  20. Eris 13 Febbraio 2013 al 09:01 - Rispondi

    un saluto al tutti colgo l’occasione per unirmi e trovarmi pienamente in accordo con le nuove disposizioni , e posso aggiungere che molti siti utilizzano il filtro , altrimenti troppo facile entrare nei blog dire cio che passa per la mente e sparire , ma POSSO DIRLO A GRAN VOCE BEN VENGA UN MODERATORE

  21. Alfiero70 5 Febbraio 2013 al 09:33 - Rispondi

    Condivido l’impostazione data dalla direzione circa le nuove modalita’ di contatto, finalizzata ad una corretta comunicazione e promuovendo pertanto sempre piu’ un rapporto di leale collaborazione fra i protagonisti; non per ultimo scongiurando interventi indesiderati e in qualche caso potenzialmente offensivi.
    Buon lavoro…

    • mercuriale2012 5 Febbraio 2013 al 18:21 - Rispondi

      Anch’io sono d’accordo con la nuova impostazione del sito. Trovo anzi che con questa formula è come se si avesse la continua possibilità di oggettivare le proprie idee ed è una ulteriore e concreta opportunità di vivere il contatto con la Direzione.
      Tra l’altro ciò comporta da parte di questa un enorme lavoro, del quale sono profondamente grata!

  22. m_rosa 4 Febbraio 2013 al 16:47 - Rispondi

    Anche io non trovo affatto sconvolgente il filtro della “moderazione” inserito nel blog.
    Forse perché oggi sembra sempre esserci tutto dovuto, e per il solo fatto di avere due occhi, due orecchie, una bocca e un encefalo, crediamo di poter dire tutto ciò che ci viene in mente, sempre, in ogni momento, in ogni circostanza, (i tuttologi impazzano). Ed è così fin dalle più giovani età, una volta si diceva ai bambini “stai zitto e ascolta gli adulti” oggi si dice agli adulti “fate silenzo, il bimbo/a vuol parlare”. Non voglio certo propugnare un anacronistico ritorno al passato, ma il giusto riflettere prima di parlare, e il non parlare a vanvera (cosa che purtroppo, avviene su troppi forum), si. E in questo senso mi trovo completamente d’accordo con la Direzione per questa nuova modalità di pubblicazione dei post.

    • Mercurius3 5 Febbraio 2013 al 00:32 - Rispondi

      Si è diffusa, purtroppo, una società, specialmente virtuale, impostata sul diritto di fare e dire tutto ciò che si vuole, spesso anche poco pensato, ma col piacere di offendere, aggredire, portare fastidio, calpestare onore e verità, il tutto sotto la bandiera dello sfogo animalesco scambiato per libertà.
      Riportare la qualità sottoforma di equilibri di rapporti, non è solo bon ton o peggio censura, bensì tutela, una parola quasi dimenticata in tanti settori.
      Tutela nel buon vivere e quindi, come tale…terapeutica in senso integrale, dal pensiero, alla psiche al corpo che godono di freschi respiri d’Amore di vita, quella vera!
      Buonavita ai passeggeri del blog

  23. mandragola11 4 Febbraio 2013 al 12:43 - Rispondi

    La nuova impostazione del blog offre sicuramente vantaggi maggiori.
    L’attesa per l’accettazione e, perché no, il rifiuto eventuale di un post può far bene ed essere garanzia di grande serietà proprio nei riguardi di quell’utente che si porge con animo sincero in questo spazio che prima di tutto è terapeutico.
    Perciò grazie ancora alla Direzione dell’ulteriore e vantaggiosa opportunità.

  24. Alfiero70 31 Gennaio 2013 al 19:46 - Rispondi

    Non vorrei risultare eccessivamente lusinghiero nei confronti della SPHCI, ma devo riferire di aver consultato nell’area riservata a ” comunicazioni quesiti e risposte” le tante domande formulate dai rispettabili ospiti del sito in parola, e le rispettive risposte fornite da chi di dovere che trovo, puntuali, precise, magistrali a dir poco, insomma una Miniera di preziose infomazioni a disposizione di Tutti.
    Da un umile navigatore del presente sito, invio la mia Stima che da sempre nutro per questa pregiatissima Compagine……..

  25. Alfiero70 25 Gennaio 2013 al 16:15 - Rispondi

    Sto facendo un tentativo per intervenire, approfitto per salutare tutti i gentili frequentatori del sito

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