La Verità Ermetica                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        La Verità è una sotto tutti i meridiani e tutti i paralleli. Chi la conosce ha la chiave di tutte le religioni e di tutti i culti.

Ma ho creduto ed ho saputo sempre che la lingua nazionale è più dolce e comprensiva di una lingua che sente dei paesi sconosciuti – e che per porgere agli ignoranti la verità, prima è bene esporgliela nella sua lingua e secondo con un metodo più storicamente e intellettualmente conforme alla sua razza… La mia divisa, come giuramento che vorrei da ogni mio discepolo, come ciò che ho scritto sul frontespizio del Mondo Secreto, è che l’iniziato alla verità non deve essere settario. La verità è Una, come Dio, come l’universo. Chi la conosce deve inchinarsi innanzi a tutte le forme di culto della verità Unica: innanzi alla Croce o al serpente di Saturno che mangia la propria coda, innanzi alla sfinge o al tripode greco della pitonessa delfica e alla trimurti. L’iniziato che sia veramente tale non dice che questo: Ti saluto, eterna polimorfa Verità, sei la stessa ovunque. (A,538-540) – Quelli che veggono e sanno sono gli artisti delle manifestazioni; il Vero ha per suo autore la Sapienza Assoluta, cioè la Verità Eterna, il cui nome profano, individuo, per le turbe profane è Dio… diviso il potere, per evoluzione di cose, tra la spada e la mitra, il governo civile dei popoli si sottrasse al potere dei filosofi e dei profeti della verità, ma non per questo non sorsero apostoli e soldati della verità luminosa che è civiltà, dove la provvidenza dei Cieli stimò necessario l’apparire  di uno spirito chiamato a redimere i popoli dalla tirannide perpetua, conseguenza delle colpe e dell’abbrutimento della famiglia umana… Nella storia gli autori dei grandi rinnovamenti, delle redenzioni, delle rivoluzioni umanitarie, non sono che nomi di idee: Cromwel, Lafayette, Mazzini sono come Lutero, come Calvino, come Savonarola, come Giordano Bruno, personificazioni delle verità assolute in relazione alle società ed ai tempi… Eccomi adunque padre putativo di questo movimento in Italia, non perché io voglia parere e farmi chiamare autore della verità che enuncio, ma perché io non compio altra missione che di rendere chiare le verità assolute che un po’ la malvagità umana, un po’ la goffaggine pretensiosa di certa gente che ragiona coi piedi, un po’ lo spirito di bottega, nasconde alla buona fede della gente semplice. (SM,III,606-607) – Questa unità di tutti i veri nel Vero Unico, fatalmente porta la scienza profana a scoprire la verità vera delle cose e a formarne la teocrazia della scienza. Gli iniziati di tutto il mondo sono fratelli, perché tutti percepiscono la Verità nello stesso modo e con le stesse leggi: due di essi s’incontrano e si riconoscono perché si comprendono… La Magia dei Maghi, come nello stemma di Cagliostro un serpente trafitto da una freccia, mira al sole passando di sopra al dragone, a quel dragone orrendo che è il guardiano terribile della Verità vera. La leggenda giasonica, Bellerofonte, Perseo, Teseo sono forme favolose diverse della stessa conquista della verità…  Il linguaggio della verità è umano? È traducibile rapidamente nel linguaggio umano? (SM,I,232- 234) – Ai miei discepoli di Magia io insegno una verità immutabile in tutti i tempi, in tutti i paesi, la verità al di sopra di tutti i nomi: non illudetevi; le parole mutano come l’umore degli uomini, non inchinatevi che innanzi alla verità comunque si chiami, comunque si appelli, la Verità è Una… perché non il nome forma la verità ma la verità è tradita dalle parole degli uomini, i quali dopo che l’hanno tradita, non sanno chiamarla con lo stesso nome! … È  riserbato solo agli iniziati superiori e a certi santi (non a tutti) di poter parlare il linguaggio della verità col principio superiore dell’Io divino e sapere quello che è. Tuttavia nel sogno certi uomini che non ancora sono arrivati a grado altissimo di sviluppo possono avere per vera grazia e virtù efficiente della volontà divina l’avviso ispirativo, senza simbolo, della verità; ma anche questi sogni e questi uomini sono rari e profetici nella loro essenza. (SM,I,337-344) – L’occultismo, unico corpo di dottrine che resiste a tutte le critiche, a tutti gli attacchi e perfino alla corrosione del tempo che dopo trenta secoli dal periodo caldaico e persiano ritrova vero, eterno, immutabile lo stesso simbolo esprimente la stessa verità. (A,547) – La Magia non ha bisogno di una constatazione ufficiale; che ci crediate o non crediate, poco importa: la verità non ha paura della miscredenza. Progredendo l’umanità, la sintesi delle scienze porta alla verità assoluta, alla teocrazia sapiente, e gli ultimi scienziati dell’umanità avvenire saranno maghi e pontefici.  Però prima di raggiungere la profanazione della verità occulta, per mezzo del metodo oggettivo, molt’acqua deve scorrere in Tevere e molti carciofi devono essere divorati dall’umanità pensante. (SM,III,562) – Giacché la verità, che tanti emblemi sacri, tante formole evocatorie nascondono, tanti atti sublimi e nefandi simbolizzano o cercano, non è la parola che manifesta il secreto nome di Dio, ma il tentativo per tramandarla senza pronunziarla, cioè senza violarla, ai posteri affinché chi ne sia degno l’apprenda e la senta ripetere nel suo orecchio come la più grande conquista della assoluta sapienza. I riverberi di questa verità sono prismatici. V’è un’onda di sette colori della luce della verità che gli uomini afferrano e ammirano secondo la loro maggiore o minore perfezione di spirito. Tutto lo spettro luminoso è la verità dei grandi maestri; un solo dei colori è la potestà più o meno miracolosa degli aspiranti all’adeptato finale. L’ora della conquista finale in cui il Maestro si forma, è una ora di rinascenza. Dal verme nasce la mistica farfalla di Dante Alighieri e allora, prostrati innanzi alla verità abbagliante di candore, si guarda sull’oceano delle impurità umane come da un aerostato sul nero della palude di bitume degli antichi visionari. (SM,I,310-311) – La verità è in noi, se sappiamo mutare l’opera religiosa di fede e la pseudo-scientifica della filosofia volgare in un’analisi equilibrata dei fattori del grande arcano della vita.  Se questa verità vivente in noi, entrati che fossimo nel suo possesso, volessimo sciorinarla alla luce del giorno profano, tutti troverebbero che non rassomiglia a nessuna delle concezioni consuete… L’umanità contemporanea  non è matura (e non lo sarà mai) per aver diritto alla conoscenza illimitata dei secreti conquistabili e conquistati dalla Aristocrazia di essa, e quello che ho scritto è tutto ciò che i migliori, gli aspiranti meritevoli, nella folla, possono intendere per entrare nel labirinto con un filo di Arianna e conquistare la parte di verità che spetta a ciascuno  (SM,II, 90) –  La verità è in noi, fuor di noi, nell’Universo. Tutto ciò che è, è verità. Ogni pensiero (cogitatio) libero da influenze turbanti di preconcetti, di ambizioni, di ambiente, è una realizzazione, e quindi una verità. L’uomo può integrare i suoi poteri purificando la sua coscienza e non per altra via si perviene alla percezione vera della natura, che è la Verità Eterna… L’Ermetismo  che ricerca la verità assoluta come finalità della conoscenza perfetta, dice: non credere, e purificati da ogni convenzione transitoria per ritrovare in te prima, fuori di te dopo, la visione semplice della Natura che è verità eterna, e quindi scienza assoluta… Nella semplicità vede che l’Amore, nella sua integrazione completa, regge l’Universo, e che l’Universo è amore anche dove il contrasto della lotta genera, rinnova, riproduce, fissa in ogni essere vivente, dal cristallo alla pianta, dall’infusorio all’uomo, il diritto di partecipare alla vita della Verità Assoluta. Nelle idee semplici  troverà che l’odio, la necessità, il dolore sono spiriti della falsa concezione della vita poiché l’innocenza, che è purità di coscienza libera, non concepisce nessuno dei tre termini (odio, dolore, necessità);  che predicare l’idealismo morboso che fa desiderare e sognare quello che non è in natura, è deviare dalla Verità; che una è la legge, una l’esistenza di tutte le cose, una è la matrice di ogni forma sensibile e fuori di quest’unica verità, non esiste che la follia ragionante la quale ha trovato che l’uomo imperfetto tutto debba sperare per grazia e che la vita eterna degli spiriti si svolga fuori la potestà della materia che è l’unica legge, l’unica essenza, l’unica matrice di ciò che fu, che è, che sarà in eterno, sulla terra e in tutti gli astri del firmamento (SM,II,162-163) – Se vuoi sapere la verità, se la vuoi conquistare e possedere, comincia col non credere che in te stesso…. Ma prima di ogni cosa rigenerati moralmente, ritorna vergine alla sincerità con te stesso e con gli altri, come se il serpente della malizia consuetudinaria non ti avesse mai morso… io ti insegno a non credere; a ragionare nell’equilibrio della tua coscienza sincera, a ritornare alla semplicità della natura delle cose, a giudicare con serenità di ogni cosa nel metodo soggettivo, perché la verità che tu constaterai diventi carne e sangue di te stesso e dirai agli altri: se siete pazzi, diventate ragionevoli in voi e per voi. Per conoscere la verità di una cosa bisogna diventare la cosa stessa. Se vuoi sapere come pensa il cavallo, occorre che tu lo diventi (SM,II, 147-148) –  …l’opinione umana, a forza di ragione umana e di constatazione sensista, rappresenta la erroneità, mentre il sentimento semplice e sentito delle cose, è rappresentazione della verità assoluta (Corpus) – …tutto ciò che nel volgo è ragionamento, è deviazione della verità sintetica e quindi della assoluta chiave di tutte le cose. La dottrina umana è l’artificioso altare eretto dalla umana superbia contro la fiamma della verità che brucia in olocausto dell’altare universale e vero. (Corpus) – Non siate mai ingiusti, e dimenticando che siete nutriti di cristianesimo che ci ha fatto giustificare tante menzogne, imparate ad essere sempre sinceri con voi. Chi dice la verità a sé stesso sentirà la verità dagli altri… Essere sinceri con noi stessi è cosa difficile. Se arriviamo a spogliarci delle passioni ci avviciniamo alla verità. Con le passioni che ci tormentano è inutile pensarci. Con un regime sobrio di vita, senza eccessi, il corpo si fortifica. Se siete ammalati digiunate. Rivolgete questo regime alle passioni e ai desideri… Questa ginnastica vi rende padrone di voi. Così potete acquistare l’abito della sincerità e dire a voi stessi: io sono un uomo debole e devo correggermi – o io sono un pigro e devo essere solerte – o io mi sento un satiro e voglio diventare un uomo. (SM,II,230-231) – Il novizio domanda al Maestro: E’ questa la realtà? È questa l’unica verità? Il Maestro risponde: Separa. (Corpus) – L’uomo di bene deve avere sempre il cuore spoglio dalle basse e vili passioni umane, essere mondo dall’odio, avere l’occhio senza invidia, la bocca senza malvagità, la mente senza menzogna. Se questo pratichi, Dio è con te, l’albero della Verità ti porge i suoi rami e tu mangerai i suoi frutti e perfezionerai te stesso… Bada inoltre a non credere che il Bene sia sempre ciò che piace ai sensi; spesso il bene è il dolore e la azione benefica è un martirio, come la redenzione è uno spasimo infinito. Prima di procedere oltre, studia queste parole dei libri sacri occulti e impara a soffrire. Questa è fonte di Verità. (SM,III,524) – Non esiste conquista di verità che non conferisca con l’esercizio di essa un potere o su di voi o sulle cose o sulle nature a voi inferiori. La integrazione dovete intenderla non arcadicamente cantando pastorali e facendo filosofie, ma acquistando il diritto e la forza di servirvi della verità rapita ai cieli secreti della natura. (SM,II,243).