L’Ermetismo e la Magia della Schola di Giuliano Kremmerz

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L’Ermetismo e la Magia della Schola di Giuliano Kremmerz

6 ottobre 2008

Dopo una preparazione a volte incerta, a volte ostacolata dalla mitezza dei mezzi disciplinari, sempre oscillante per il selvaggio desiderio dei primi venuti di denudare l’Iside e prostituirla allo scherno plebeo, all’alba del secondo decennio del secolo nuovo, ho compiuto con questa Pragmatica Fondamentale la sistemazione della nuova Scuola per la famiglia degli aspiranti alla eterna sapienza dell’Arca…Come non servirsi della parola magia che è l’unica la quale contenga la scienza delle cause virtuali e la potenziale effettiva delle realizzazioni? Come definirla? Le forme magiche più recenti sono ebree e cristiane, le meno prossime sono le caldee – come le spiegherò a quelli che hanno fretta e sono impazienti di aspettare l’idea ermetica? Ora che le più sciocche cose sono temi di diatribe? Come dire ai neofiti che il cristianesimo e il giudaismo, religioni o sette o eresie, non hanno niente a vedere coi salmi davidici, le croci, le parole schematiche che abbonderanno nelle operazioni iniziatiche?… Come indicare che l’Ermete è uno stato di luce e vibrazione incendiva e che più che un’immagine è una beatitudine? (P+F+)- La Magia nella sua magnificenza non è quella che il medioevo ci ha tramandato e tanto meno quella ricostruita da scrittori contemporanei di ogni gradazione e levatura, che riducono la scienza madre del mag alle cognizioni e alle intuizioni e alle chiacchiere degli scrittori che in ogni pagina vogliono mettere fuori un secreto. La Magia intesa nella sua grandiosa sintesi è la grande Arte e la grande Filosofia che è preceduta a tutte le manifestazioni del divino sotto ogni forma da che il mondo è mondo, nelle religioni di tutti gli dei, nella pompa di tutti i troni o pretensioni divine, nella esteriorizzazione simbolica perfino dei culti liberali e laici nei grandi stati democratici moderni. Essa, come matrice di scienza universale, specialmente nell’azione influenzante le masse, nel grande e nel piccolo, è la scienza del bene e del male…La Magia è, come scienza idealmente perfetta, applicabile e realizzabile: 1°nella religione (governo delle coscienze collettive); 2°nella politica (governo degli interessi delle nazioni); 3°nella famiglia (fondamento etico-morale dello stato); 4°nell’uomo (la sfinge enigmatica del sapiente volgare). In religione ed in politica agiscono gli ordini costituiti…nella famiglia invece opera attivo, ignorato, modesto e semplice l’uomo che studia la filosofia divina e la realizza con successo, l’iniziato insomma che sa fin dove possa influire la luce spirituale che il volgo dottoreggiante nega. Gli ordini di origine magica, occulti o palesi, in gran parte sono conosciuti nella loro influenza sulla umana società, in politica ed in religione – manca una Fratellanza Spiritualista magica, modesta per quanto utilmente pratica, che si occupi della sola esplicazione delle forze e dei segreti della magia in pro di tutti i sofferenti che ad essa ricorrono – così io restauro la Fratellanza terapeutico-magica di Miriam, ad esempio delle antichissime sacerdotali isiache egiziane di cui più recente e nota imitazione è la Rosa- Croce…limito l’esperimento alla sola medicina ermetica, non perché la grande Magia si limiti a questo, ma per non sdrucciolare negli appetiti umani che vorrebbero americanamente applicare le regole o i poteri conquistati a far quattrini o a procurarsi piaceri o a farsi temere come alleati di diavoli…L’ermetismo conciliante tutte le opinioni filosofiche e religiose fu un tentativo di riforma religiosa. L’ermetismo nostro si riduce a un esperimento positivo, invece, in cui il fattore principale dei pretesi e possibili piccoli miracoli è l’uomo-spirito, l’uomo inteso nella sua integrazione dei poteri umani.(C,I,162-164)– Il preludio alla nostra opera di pratica fu scritto da me nel Mondo Secreto, con gli Elementi di Magia naturale e divina, i quali ebbero di mira di presentare i fattori della grande filosofia ieratica ed iniziatica con un invito costante al lettore di alimentare un solo ideale, la magia operante, vale a dire l’applicazione della dottrina alla relatività dell’esperimento, all’ascenso. Dopo fu praticamente aperto un campo di esplorazione per applicare i principi fondamentali della grande magia alla medicina ermetica…Quindi bisogna essere, senza riguardi sciocchi, costantemente pronti a dire la verità verissima a tutti: la porta della Schola è larga nell’ammettere ogni uomo di buona volontà, ed è ugualmente spaziosa per permettere la ritirata se qualcuno preferisce rimanere nella illusione che la scienza ermetica sia la chiave per infrangere tutte le leggi della natura e per realizzare l’inverosimile. (SM,II,45-46) – Le forze  occulte,  cioè  non  palesi,  emananti  dall’organismo  umano,  ermeticamente  ed idealmente si possono dirigere a tutte le adattazioni possibili. La magia nel suo concetto osirideo dovette essere concepita come lo stato completo di possessione ermetica perché fu sinonimo di scienza per eccellenza che nessuna realizzazione arrestava o trovava impotente. Ma perché le cose siano ridotte alla povertà singola dei casi pratici occorre che qualunque persona voglia studiare in sé e fuor di sé questa applicazione delle sue facoltà, non volgarmente studiate, si proponga un fine a raggiungere. La nostra Scuola (S.P.H.C.I.) onde nei suoi discepoli si determini un movente di azione e un controllo di esperienza, non si occupa che di sola Medicina Ermetica. (C,I,5)- Dice il Filalete commentando la lettera del Ripley a Enrico IV di Inghilterra: Se le operazioni sono regolari e le premesse vere, il magistero ermetico è raggiunto. E’ a questo che l’integrazione umana deve mirare. Denudato da tutte le follie e le goffaggini dell’empirismo magico, l’ermetismo come via di pervenire all’ideale dell’angelizzazione umana, deve tentare di affermarsi nel campo sperimentale e con un fine di bene indiscusso: la medicina integrale o ermetica compie il prodigio della resurrezione alla ragione illuminata. (SM,II,269) – L’Ermetismo o la Magia stanno tra il limite della filosofia pura e la soglia della porta più grande che apre il cammino alla scienza positiva, meccanica o matematica…L’Ermetismo non è la botanica, non è la chimica, non è la fisiologia. E’ la scienza dell’infinito, la scienza del non finito, mentre le discipline apprese col metodo sperimentale positivo sono scienze del concreto e del finito… L’Ermetismo è scienza dal punto di vista filosofico e dall’aspetto probativo, se lo si guarda e lo si studia nei fenomeni dello spirito umano…L’Ermetismo e la Magia non si possono intendere con un ragionamento superficiale…Come italiano mi vanto di fare opera italiana e romana, nel senso di coordinare tutta la parte veramente probante di questa filosofia, per riscattare il nostro primato di pensatori dalla egemonia delle invasioni di pseudo teologi stranieri, che vengono nella nostra terra a portarci il verbo manufatto di interpretazioni ancora più manipolate con mentalità non latina, non italica, non chiara, imponendoci commenti a psicosofie orientali che non sono le nostre, chiare, limpide, cristalline, atte a intendere tutto il poco scibile religioso di altre latitudini e longitudini. (D,184-188)- La filosofia ermetica fu la filosofia sottile, capace d’interpretare e far manifestare l’Ermes, quindi scienza per eccellenza, penetrativa della parte più misteriosa del nostro campo mentale. (C,I,4)- Tutti i misteri dell’ermetismo e della magia si concentrano e si intensificano in questo microcosmo (uomo) spaventosamente semplice e onnipotente. Oggi se io parlo di Ermetismo la gente di media cultura non mi capisce, e se al piano più appariscente parlo di Magia, l’argomento sembra un anacronismo e il sorriso degli uditori diventa dispregiativo. Dico oggi che il mago è l’integrazione di tutti i possibili poteri umani, e la mia affermazione pare comica. La parola Magia non è moderna ma arcaica, con significato denaturato di una scienza completa di tempi favolosi. (D,61)- Magia è sapienza assoluta. Vale a dire che è la sintesi di tutto ciò che è stato, è, e sarà. E’ una parola che racchiude tutti gli attributi dell’onnipotenza divina, se voi al nome dio date il valore della suprema intelligenza che crea, regola e conserva l’universo. Il Mago è il possessore, il depositario vivente ed utente della scienza di dio. Magheia in greco, donde è venuta la parola magia, è alterazione delle parole Mag, Mehg, Magh che in pelvi e in zend, lingue dell’antico oriente, significano prete perfettissimo, sapiente. In caldeo Magdhira equivale ad alta sapienza (A,405 e n.)- Non pubblicai il Mondo Secreto per dire: io sono un mago. Si rinunzia a farlo a beneficio proprio quando lo si predica alle turbe…Volevo che l’uomo comprendesse i poteri occulti o misteriosi connaturati ai viventi, causa incosciente di tutte le creazioni mistiche che da secoli hanno afflitto l’umano genere. Volevo indicare che tra il materialismo scientifico e il misticismo di oltre tomba c’è un tratto inesplorato che cangia ai due estremi il loro carattere d’inflessibile esclusività e che la scienza dell’uomo è nello stato intermedio di vita e di morte che fu detto mag, rivelatore dell’esponente ignorato e potentissimo della natura umana (A,I-II) – Questa scienza è esistita da quando cessò di essere arma e potere sacerdotale. Né si limita alla metafisica, né è una religione – tanto meno è la teosofia…Questa scienza è Magia; nome discreditato, ma unico e semplice   che risponde alla cosa che è: Mag è il potere di uno stato di trance attivo: non trovo come spiegare meglio una cosa che pochi possono intendere: è lo stato di trance automatico, volitivo dell’Ombra in tutte le sue esplicazioni e realizzazioni. La Magia è scienza ed arte, nello stato di semplice dottrina dà la chiave dell’arte operatoria dei propri attributi. Gli ebrei nella servitù faraonica ebbero molto da imparare e la magia divenne palesemente di forma ebraizzata in memoria della prigionia in Egitto, che nel mondo antico rappresenta l’anello di congiunzione tra l’oriente e l’occidente e tra l’antichissimo e il meno antico.(A,581-582)- Lo stato di mag (è) condizione magica del nostro corpo. (D,117)  – Lo stato di mag comincia dalla prima sublimazione dell’essere terreno, cioè dall’acquisizione dello stato di santità, non come lo si intende nel mondo religioso, ma in uno stato attivo di volontà, capace di purificare tutti gli atti materiali più bassi in una sublimazione di metodo e di coscienza…solamente la scienza iniziatica, scienza per prova di fatto, contiene in sé tutti gli elementi di un mag a raggiungere, che è bene e che è primo riflesso di divina luce. (Corpus) – Divido la Magia, o Sapienza Arcana, in due grandi parti: la Naturale e la Divina. La prima studia tutti i fenomeni dovuti alle qualità occulte dell’organismo umano e la maniera di ottenerli e riprodurli nei limiti dell’organismo impiegato come mezzo. La seconda è dedicata a preparare l’ascenso spirituale dello studioso, in maniera da rendere possibili le relazioni dell’uomo con le nature superiori invisibili all’occhio volgare…Dove finisca la prima parte e cominci la seconda è molto difficile il determinare, perché la natura umana è fatta in tal guisa che a grado a grado che conquista la libertà di operare con le sue virtù latenti, si va perfezionando fino a percepire con la stessa gradualità armonie che alle intelligenze comuni sfuggono… La Magia nel suo complesso è tutta una serie di teoremi dimostrabili e di esperienze ad effetti concreti: le verità magiche, per quanto astratte, devono avere la loro dimostrazione evidente nella realizzazione, come qualunque verità di matematica astratta ha la sua applicazione meccanica. Bisogna però considerare che le investigazioni umane progrediscono coi tempi e se moltissime verità occulte possono essere dimostrate con ragionamenti ed ipotesi ammessi dal modo sperimentale, altre verità non possono essere dimostrate e tenute per vere che dalla constatazione dell’effetto – perché il ragionamento astratto, che astrattamente proverebbe la loro esistenza, si basa su di una filosofia sottile, detta ermetica, la quale pur essendo vera, non è compresa che dalle intelligenze umane progredite maggiormente nei tempi che corrono…Io, forse per il primo, intendo presentare tutto un corpo di dottrine che sono esatte e immutabili e che appartengono alla protesi della scienza secreta e sacra che nessuno  ha svelato finoggi al pubblico impreparato e che nessuno può svelare a tutti nella sua integrità…(A,48-50) – La Magia Naturale mette a profitto lo sviluppo delle forze occulte che si trovano nascoste in ogni organismo umano. Senza esagerare, sviluppa come può  e per quel che può  le manifestazioni che in noi possono produrre le forze non coltivate. Quando dico forze, dico vibrazioni sottili, potenti ed intelligenti del corpo umano, in se stesso preso come unità e nei rapporti con la natura universale. Il misterioso, il meraviglioso, il miracolo è nell’orbita della natura e non di là o sopra la natura. (SM,II,301) – Le forze che non si conoscono chiamiamole latinamente latenti o nascoste. Magia che sarebbe prettamente classica, suona male a molti orecchi che aborrono l’antico, specie perché della parola se ne è abusato. Sostituiamola con due parole che la spiegano, chiamiamola scienza integrale. Integrare significa rendere intiera o perfetta. Integrazione è il metodo complementare per rendere la scienza che ufficialmente si insegna nelle università completa con lo studio e la conoscenza delle forze latenti nella natura e nell’uomo. Quindi scienza integrale della natura obiettiva, magia naturale e scienza integrale umana, che è la magia divina perché risveglia ed esercita e sviluppa in noi gli attributi che l’ignoranza ha finora attribuito agli dii. (SM,II,221) – La Magia che io esumo sotto una forma compatibilmente concorde con le conoscenze contemporanee dei profani è quella classica, contenente tutti i principii fondamentali delle scienze spirituali e materiali (A,527)- L’Ermetismo, valore positivo dell’intelligenza umana espresso con un nome ieratico, è una integrazione di conoscenza e una penetrazione profonda della verità in sintesi delle cose, per quanto la preparazione storica dell’uomo integrabile lo rende possibile…Il fondamento della dottrina ermetica è positivo nella legge della perfettibilità od integrazione che nella genesi naturale non rinnega le conquiste della scienza umana, né è un assurdo, né un atto di fede. Il tipo integrale dell’uomo è l’ennesimo stadio evolutivo della intelligenza e dei poteri umani…Il misticismo è la formula manifestativa infantile della penetrazione ermetica che è scientifica e positiva…L’ermetismo è determinativo nella ricerca dell’aurum, una possanza trasformativa dell’inferiore nell’altissimo per raggiungere il limite più sublime del mistero della vita dell’unità cosmica. (C,II,239-241)- Il problema che si propone il magismo e l’enigma che l’alchimia risolve è un secreto riformatore e trasformatore di tutta una civiltà e pretesa civiltà storica che attualmente ci rende servi dei corollari di filosofie parolaie. (A,VI) – L’educazione magica mira a liberare lo spirito imprigionato nel corpo di uomo dai suoi legami più duri, in modo che liberamente possa anticipare la sua terza esistenza o seconda vita intelligente…Quindi la magia, col regime di vita corretto gradualmente e che prescrive ai discepoli preannunzia uno stato di spirito equilibrato col recipiente fisico: onde perfetta sanità del corpo mentre lo spirito si purifica e spazia in regioni più elevate e le forze fluidiche prendono vigoria eccezionale. (A,90-93) – Non confondere la religione passiva con la magia attiva. Il magismo è l’attività scientifica della teoria religiosa che è pascolo per le masse: alla magia devono essere ascritti per virtù (vir= uomo o attivo) gli esseri capaci di dominare la marea montante della passività, che nel simbolismo è appunto determinato dalla luna… Il magismo – l’ho ripetuto molte volte – è delle nature che, o sono aristocraticamente positive o delle volontà supremamente inflessibili o delle persone che vogliono e sentono che è possibile arrivare, non a pregare Iddio, cosa che tutti fanno, ma immedesimarsi la natura attiva divina e fonderla con la propria volontà illuminata dalla giustizia… La Magia è l’arte e la scienza per rendere l’uomo attivo un dio e non fargli subire le peripezie della marea incostante della luna religiosa. (A, 339-340)- La virtù di fare o pensare o concedere il bene non è che spirito della mente o anima, attivo e gestante, e la sua radice è nel centro o nucleo mentale, o anima o spirito. Se la fonte in cui lo spirito prende radice vuol diventare Virtù, cioè vuol diventare agente o attiva, efficace e realizzante, deve permutarsi in buona, cioè –nell’intima sua costituzione- permanentemente concepente il bene. Vedete che io insegno la magia bianchissima e semplice senza misticismo, la magia dell’amore che diventa virtù essenziale. Praticarla è diventar mago…ma bisogna praticarla e sentirla, non farvi su una bella chiacchierata e poi mettere tutto a dormire. (SM,II,77) – Chi comincia (le operazioni in magia) è, come tutti gli uomini, imbevuto e impregnato dall’aura terrestre. Egli non sa – perché non conosce alcuna cosa di concreto – neanche come formulare la sua volontà di passare attraverso il turbine e penetrare nel mondo delle cause. Le prime operazioni gli danno due cose : la spinta di ricercare il nuovo etere e la forza di affermarvisi. Quando l’operazione ha questo ordinamento e ideale magico, non è una pratica religiosa, perché quantunque i principianti la eseguano per sola fede, essa non è che un calcolo di filosofia trascendentale e quindi scientifica essenzialmente e non indegna di alcun dottore. (A,190-191) – La preparazione alla potestà magica o all’ermetismo puro e semplice è d’indole diversa: il suo programma può esplicarsi in poche parole: rendere le potestà integrative dell’intelletto umano (volontà) padrone assolute dell’involucro animale per farne un servo ubbidiente e pronto all’autorità psicodinamica che è in noi: purificarsi di ogni ostacolo al libero esercizio della volontà intelligente sul corpo, istrumento necessario alla vita umana: liberarsi da qualunque necessità…L’ermetismo richiede temperanza e nella temperanza sono racchiuse tutte le virtù, non nell’astinenza. Vi si contengono le virtù civili della moralità assoluta e non temporanea, geografica e caduca. L’Ermetismo mira alla integrazione dei poteri umani nell’equilibrio dello spirito intellettivo e la materia. L’ermetismo è una realizzazione di carità e di solidarietà umana contro ogni preconcetto di misticismo templario o laico.(C,II,13-14)- L’uomo aspirante alla sua integrazione deve ragionevolmente sviluppare tutte le sue unità, non i soli piedi o il solo stomaco o il solo naso… l’iniziatura ad una scienza reintegrativa non è a confondersi con le teosofie e le religioni che vogliono mutare l’uomo in angelo che suona il liuto innanzi al trono divino; ma più modestamente aspira a che la bestia intelligente uomo si sviluppi fino alla purezza dei suoi poteri, sovrano del suo destino e libero e giusto padrone delle forze latenti e note che natura gli ha dato. (SM,II, 228) – La filosofia ermetica non si illude sulla rugiadosa evoluzione e sul fine dell’umanità. Sono le religioni che aspirano a sogni di tal genere come realizzabili: la materia, atomi e molecole, non vive in pace con se stessa, perché la pace nella materia sarebbe la morte della natura, ed io già vi dissi che il dio Pane non è morto. (D,149)- La preparazione magica è la purificazione di cui la Vergine Immacolata, senza macchia, è il simbolo più nobile del Cattolicesimo. I poteri spirituali non si acquistano né diventano effettivi che così. (C,I,78)- Il neofito non è un mago che ai piedi dell’Iside, quando ha mangiato le rose di cui orna il vecchio Apuleio il suo asino riumanizzato. (A,343) – Ridotto tutto all’ascenso individuale quali sono le vie per pervenirvi rapidamente ed entrare nel mondo delle cause? Due sono i mezzi e molte le vie. La vita ascetica o religiosa passiva è la più facile e la più lunga. La vita iniziatica o magica attiva è la più breve, cioè la più rapida. Senonchè in natura tutto è evoluzione e tutto procede a gradi: la rapidità non è soppressione di stadi intermedi, ma condensazione di periodi. (SM,III,539) – L’Ermetismo magico, secondo il mio modo di vedere, non deve sostenersi su di un piedistallo di fede e di ascetismo. La nostra filosofia dei valori della mente umana, se è scienza sperimentale, non può invadere il campo mistico della fede e se, per mancanza di vocaboli adatti, spesso qualche parola di pertinenza religiosa è adoperata in senso non chiesastico, la nostra non è una invasione nel campo dei credenti…La mia propaganda è fatta con uno scopo determinato, ben preciso:…presentare lo studio di questi tanto difficili problemi dello spirito dell’uomo vivente, con carattere nazionale, cioè omogeneo alla nostra mentalità italica. (D,18-19) – Il misticismo è una eredità viziosa. E’ di tante categorie e spunta dovunque come la mala erba…L’uomo che possa dire di non essere intinto di questa pece, è un dio tra i supremi. La magia è divina in questo senso perché mette fuori ogni misticismo l’adepto e lo rende centro di un magnetismo d’amore nel cui irraggiamento il male, il dolore, la pena scompaiono, si annullano, si affogano, si disperdono…Continuate a studiare, a meditare, senza credere, cioè al di là della fede nelle cose che tutto il mondo dice. La Myriam dei terapeuti è un’onda di amore che emana da un centro pulsante di natura ignota da un uomo o da una catena di anime. La allegoria è di apparenza mistica ma ha un nome di donna, che fu la prima e la più eccelsa delle maghe, un ricettacolo, un tesoro profondo di amore. (A,VII-IX) –La nostra è Fratellanza terapeutica: noi vogliamo applicare le teorie magiche al lenimento del dolore…Quindi gli individui qui convenuti debbono anzitutto essere ascritti alla Fratellanza: debbono seguire il rito prescritto comune e sentirsi collegati gli uni agli altri…La  nostra  Scuola  non  si  propone  il  compito  di  popolare  il  mondo  di  maghi, magonzoli e stregoni. Essa dà all’individuo il mezzo di progredire personalmente ma in ordine alla Catena…il circolo diventa compensatore dei valori disuguali, donatore di forze e di energie. E allora comincia il primo progresso individuale…Tutto ciò è questione di esperienza, non di parole. Ora come iniziazione individuale, questa forza della catena vi mette in condizione di sviluppare il vostro essere interiore e prepararlo a stati nuovi. Come forza collettiva questa catena può essere sorgente di energia benefica, a cui qualunque elemento che la costituisce può attingere la forza e il potere per qualunque opera di bene che, nei confini del programma da noi stabilito, vuol realizzare…Chi sta con noi deve essere un numero effettivo del circolo…Per fare è necessario che tutti siate regolarmente iscritti alla Fratellanza, che abbiate ciascuno di voi la vostra pagella, nella quale sia contenuto il geroglifico personale da tracciare secondo le norme dei riti prescritti…Le idee della nostra scuola debbono essere vissute, giacchè se non si vive la vita magica, maghi non si diventa.

Il mago è il realizzatore nel piano della realtà sensibile. (SM,III193-201) – Chi è a capo di questa Istituzione di cui la sola forma di propaganda è moderna, non è un ispirato atteggiantesi a Messia; il nostro Capo e Maestro è un Saggio, cioè una Mente illuminata dai raggi della Verità e che ha coscienza della sua opera e scienza della sua parola. Nella decadenza di tutte le istituzioni massoniche e religiose, Egli per Mandato, essendo i tempi maturi, riconduce alla fonte primitiva del Bene tutte le pecorelle smarrite dell’ovile… Un’associazione o Ordine spirituale, formata a propagata con questa missione è la più pratica scuola del Bene e dell’altruismo perché insegna due grandi verità: L’uomo è un numero partecipante della gioia e del dolore della società in cui vive; la famiglia è ricca di bene quando il contributo di bene di tutti i suoi figli è costante. (SM,III,519)

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Un commento

  1. catulla 1 Novembre 2013 al 00:00 - Rispondi

    Il culto comune tributa omaggio in questi giorni al mondo invisibile: vuoi con i santi, vuoi con i morti, popolarmente si sente che ‘qualcosa’ è vicino.
    In un passo, tratto da “L’eredità isiaca e osiridea dell’Egitto sacerdotale” – Editrice Miriamica, 2002 “ISIDE nella tradizione italica e mediterraneo-egizia” si rammentava che la storia del culto isiaco a Roma fu caratterizzata dall’alternarsi di approvazioni e persecuzioni: all’epoca di Caligola i Misteri di Iside – gli Isia festeggiati dal 28 ottobre al 1° novembre – trovarono accoglimento tra i sacra publica e nel calendario.
    Appare quindi il cordone ininterrotto di una tradizione antica che annoda questo momento dell’anno ad altri mille e mille, facendo risuonare gli echi di un sapere mai perduto: proprio mentre l’oscurità stende veli sempre più grandi e il sole esterno viene a mancare in modo crescente, per contro assume corpo e si sostanzia l’antico Sole Invitto, riconferma del Natale e della Divinità che si umanizza.
    Bellissima a tale proposito la frase del primo Delegato Generale della S.P.H.C.I. a proposito della materia che, “atomi e molecole, non vive in pace con sé stessa perché la pace nella materia sarebbe la morte della natura e il dio Pane non è morto”.
    Il connubio tra santi e morti, cielo e terra, si veste quindi con linguaggio scientifico nell’evidenziare il fermento per cui la sostanza vivente – portata al massimo della propria curvatura discendente – trova in sé la spinta alla risalita e alla rigenerazione.
    Cito ancora dal libro dell’Editrice Miriamica 2002 un passo di Kremmerz integrato da piccole – ma preziose – note magistrali a cura dell’attuale Delegazione: “Osiride e Iside nell’abbracciamento d’amore. Il maschio e l’utero delle forme nella creazione. Osiride agisce su Iside (o sarebbe meglio dire che Iside agisce su Osiride) e nasce Horus… Il 3 (Horus,) è 1 (l’androgino) perché contiene i 3 termini della prima trinità o prima sintesi trinitaria, l’attivo, l’utero e il risultato”.
    Così, quand’anche pregni di americanismo si inneggiasse stanotte ad Halloween, penso si potrebbe cogliere fra le scintille del folclore che propone in alternativa dolcetti e scherzetti, l’avvicendarsi di gioie e dolori della condizione umana: quelli a cui i numeri della Schola, al lavoro per la propria integrazione, si educano faticosamente a guardare con neutralità per cercarvi, oltre il fantomatico contorno e l’illusorio turbinio, i raggi della Verità.

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