28 gennaio 2008

Se la continenza sessuale e la purificazione dell’ambiente in cui l’aspirante alla magia si rifugia ha grande importanza nella sua vita fluidica, se l’attività perpetua del corpo e dello spirito lo preparano alla sua progressione nel campo dei fenomeni non comuni ed extraumani, niente è più necessario allo sviluppo della vita fluidica quanto il nutrimento ordinario. Dove arrivi e dove idealmente possa giungere la nutrizione di un mago progredito, io non mi rischio di scrivere, prima perché parrebbe agli uomini comuni che io raccontassi loro delle frottole, e secondo per non spaventare i ghiottoni e farli rinunziare per sempre al mio libro. Ordinariamente si crede che il corpo umano abbia una sola via di nutrizione: l’esofago. E si crede che le sostanze ingerite si trasformino in sangue e quindi in forza nevrica o intelligente. Questo non è il processo di nutrizione completo dei due corpi materiali (fisico e fluidico) che si compenetrano nell’organismo umano. Il nutrimento adatto al primo quasi generalmente è inopportuno per il secondo, e quella che chiamiamo malattia del secolo o nevrastenia, produzione di miriadi di sconcerti nervosi, ha origine non solamente dalla società in cui viviamo ma anche e soprattutto dalla nutrizione erronea del nostro organismo, cui si danno e si attribuiscono bisogni artificiali che per natura non abbiamo. La nutrizione fisica del corpo umano non solo dipende dalla qualità e quantità dei cibi ingeriti, ma dalle evaporazioni che il corpo assorbe durante la vita quotidiana. Il potere assorbente è speciale al corpo fluidico ed alla sua nutrizione vampirica, e mentre il corpo materiale elabora e chilifica le vivande masticate, il corpo fluidico prende la sua vita per mezzo della aspirazione e della nutrizione del sistema nervoso e delle parti molli e ganglionari del corpo fisico. La quotidiana  vita  dell’uomo  comune,  le  consuetudini  viziate  delle  famiglie  agiate  o signorili  riceverebbero  un  urto  formidabile  dalle  prescrizioni  di  un  maestro  che scegliesse il suo discepolo in una casa dove come precetto di dovizia e signorilità il desinare quotidiano fosse formoso e luculliano. Il precetto mangiare per vivere è una pia utopia delle scuole infantili. L’uomo da quando ha uso di ragione ha accarezzato con l’arte e la scienza tutte le fasi del ventricolo. Il banchetto quotidiano è una festa a cui tutti gli uomini hanno la colpevole abitudine di non sapersi sottrarre. Non scrivo un paradosso, ma coloro che non consumano molta forza fisica (intendo del corpo fisico) in esercizi faticosi e pesanti, non avrebbero il dovere di gravare lo stomaco con quantità enorme di cibi ingeriti che aumentano la produzione fecale viziosamente. Ma soprattutto per chi fa pratica e lunga pratica della nostra scienza, vengono delle ore nella vita in cui non si giunge a trovare la ragione che condanni un inglese a trangugiare indifferentemente un chilo di rosbeef al giorno e mezza boccia di whisky!…Ho detto che il corpo si nutre in tutti i modi e che non è il tubo ingerente l’unica via della nutrizione nell’uomo sviluppato. Ora io indico più dell’esofago, dello stomaco e del pacco intestinale, l’apparecchio psichico o irradiazione psichica vampirica come il primo e più importante  strumento  di  nutrizione  nell’uomo  sviluppato.  Osservate  la  nutrizione animale abitudinaria nella scala dei bipedi così detti ragionevoli: dall’idiota attraversate tutta la scala cromatica fino al filosofo e l’asceta, e troverete che dove preponderano i bassi istinti animali (idiota) dalla voracità lupina, tutto ciò che è psiche o apparato intelligente della bestia progredita è atrofizzato, o meglio, non ancora sviluppato; e viceversa sussiste il contrario: che negli sviluppatissimi e nei maggiormente progrediti (filosofi, pensatori) tutto ciò che è bassa animalità è in continua degenerazione. La nutrizione del primo (idiota) non procede con le stesse leggi del secondo (filosofo) anche apparentemente: il primo condensa tutte le sue forze nel ventricolo, il secondo nella psiche: il primo ingoia e digerisce delle palle di cannone triturate; il secondo ha sperimentate tutte le acque minerali del mondo per riuscire a digerire molto bene una polpettina con salsa piccante….Così fiorisce il fisico dell’uno e deperisce l’altro: così è assente nell’uno la irradiazione fluidica o psichica intelligente e nell’altro è sviluppata di molto, e il mangiare che al primo conviene è refrattario al secondo….A misura che l’intellettualità progredisce nell’uomo, scemano le tendenze divoratrici e quando il principio intelligente prende il sopravvento, i legami suoi col corpo bruto si allentano e mentre l’uno deperisce, l’altro si vitalizza. Ma non a questo deve arrivare colui che aspira alla pratica magica: come la solitudine e la compagnia devono essere i due poli dell’esistenza del mago in azione, così il corpo fisico di lui deve essere il più vegeto ricettacolo della sua spiritualità; e a questo stato di perfetto equilibrio tra i due opposti contendenti il primato, il mago deve la perfetta sanità del corpo, ed al più completo stato di questi, la sanità dell’apparato psichico. La sua nutrizione deve essere in ordine al suo lavoro e al suo consumo: niente di più scientifico di quel lavorio intuitivo della scelta degli alimenti in un discepolo appena avanzato nella pratica. La magia – o meglio la scuola di magia da cui io provengo –  sviluppa le proprietà vampiriche della nutrizione animale e fluidica nel discepolo, ed egli mangerà la carne e berrà il sangue, mangerà petali di rose e berrà rugiada, secondo che farà opera di materia o di spirito, secondo che vuol produrre il fenomeno del bove o quello delle ninfe. Ricordo agli uomini colti che gli antichi sacerdoti, dopo immolato un agnello ne partivano le carni a chi ne doveva mangiare, ma Apuleio conchiude il suo splendido Asino d’oro che prima di vedere la dea Iside dovette lungamente privarsi di ogni cibo animale! Nello studio del dott. Papus sopra le pratiche del portoghese Martinez-Pasqualys,  trovo che prescriveva ai discepoli l’assoluta astinenza dalla carne per tutta la vita: ma i riti in magia sono molti, ed io non voglio spaventare i carnivori: chi deve far cammino troverà il suo genio seduto a tavola che gli dirà ogni ora, ogni minuto, ogni istante che la gioia del gusto preclude la via a gioie più intense, saggiate le quali si rinunzia spontaneamente a diventar maiale! Il consiglio che posso dare a chi comincia è di essere parco. Desiderare cibi semplici, naturali, senza eccesso di arte preparati: preferite i vegetali, allontanate per quanto si può la caccia e il sangue. Inebriarsi all’odore di un magnifico otre di vino rubicondo, ma berne il meno possibile, come rifiutare gli alcoli e le bevande alcoliche. Il vino è il sangue della terra vegetante: similia similibus, la legge delle analogie perdura in tutto: lascia stare il sangue dove si trova, che nel regno degli immortali e dei numi un bicchiere di acqua limpida vale tutto un ruscello di Malaga e di Porto. Né spaventarti se mi credi severo e se per te l’atto è doloroso a compiere: l’uomo completo si abitua a bere e a non bere, a mangiare e a digiunare: se si fa il mago e si vuole la propria ascesa, bisogna lasciare il cuoco alle persone che non hanno ancora pensato che si può fare a meno di molte cose imposte dall’artificio dell’educazione.(SM, I, 154 a 159) – E’ un errore comune il credere che sia innocente allo sviluppo fluidico dell’individuo la vittizzazione….La scelta dei cibi deve essere scientificamente fatta dal maestro nella economia animale del discepolo, dopo che siano state studiate tutte le sue tendenze e i caratteri spiccatissimi delle inclinazioni fluidiche. Comprendo che toccando il ventre degli egregi miei lettori, che non intendono di far sacrificio alcuno sulla propria epa, rischio di perderne parecchi…d’altronde è meglio avvisare una volta per tutte le altre occasioni in cui mi capita che io pubblico i principi assoluti di questa scienza sconosciuta, che l’intera applicazione di tutti i precetti non è di coloro che sono arrivati molto in alto nella magia naturale e nella magia divina e che a far tutte queste cose non soffrono affatto, anzi soffrirebbero se facessero l’opposto. Invece i discepoli, i giovani specialmente, si possono avviare gradatamente alla realizzazione dei precetti esposti sotto la guida di un maestro o soli, a grado a grado, in maniera che il passaggio brusco dal regime di vita ordinaria alla vittizzazione ragionevole non produca dei cambiamenti momentaneamente dolorosi all’organismo animale. (SM,I,147-148) – La preparazione alla potestà magica o all’ermetismo puro e semplice è: rendere le potestà integrative dell’intelletto umano (volontà) padrone assolute dell’involucro animale per farne un servo obbediente e pronto all’autorità psicodinamica che è in noi: purificarsi di ogni ostacolo al libero esercizio della volontà intelligente sul corpo, istrumento necessario alla vita umana: liberarsi da qualunque necessità. Da questa esplicazione emerge chiaramente che la vita dell’asceta non è questa, perchè l’asceta se anche costantemente vegetariano e digiunatore, è un uomo libero a metà, perché crea per se stesso la necessità di non vivere che di quella vita. L’astemio che non può bere il vino è imperfetto umanamente quanto un uomo cui manca un dito. Il giorno in cui vorrà dimostrare di potere, l’asceta o il mistico non può; il primo fiaccheraio che passa per via varrà più di lui; mentre un discepolo dell’ermetismo allenato alla privazione e alla soddisfazione della vita corporea, secondo che volontà gli detta, può fare l’asceta con l’asceta e bere il vino col fiaccheraio, dando a questo l’esempio come si possa bere e non ubriacarsi.(SM,II,92) –Mangia tutto e sii parco. Bevi con grande moderazione di tutto, per soddisfare i tuoi bisogni… Astieniti ed usa a volontà per essere signore dei tuoi atti…In termini prosaici l’asceta sopprime le ragioni della sensualità fisica sotto tutte le forme, il miste che aspira ad aprire la Porta Ermetica, deve possedere l’assoluta padronanza sui sensi: usarne ed astenersi secondo la coscienza più equilibrata. (SM,II,145) –   Bisogna non prostituirsi mai, perché l’uomo e la donna si prostituiscono e scendono dal piedistallo umano quando si danno per la carne. E’ come il vizio della gola. Il bisogno di vivere ci deve provvedere il cibo che ci appetisce, ma senza il bisogno già soddisfatto, se mangiamo per sentire il sapore delle vivande, siamo dei maiali con l’apparenza umana. Analogicamente è la prostituzione dell’uomo, nel quale non è l’appetito prettamente fisico che lo deve determinare ad una soddisfazione degli istinti. (SM,II,231) – Io non bevo che pochissimo vino e ottimo; in mancanza bevo dell’ottima acqua. L’aggettivo ottimo deve accompagnare tutto ciò che entra in noi, del mediocre prenderne per necessità. (SM,II 212) –Sul vitto del digiuno lunare è superfluo spiegare: nelle 24 ore mangiare una sola volta e cibi non provenienti da animali morti. Quindi non carne, non pesce, non estratti di carne, non lardo, non strutto; il resto ad libitum…presupposta la temperanza che è obbligatoria per regola generale. (SM,II,132) – La purificazione di cui tutti gli ordini sacerdotali hanno memoria, è lo stato di ritorno alla primitiva e perfetta innocenza…Non bisogna nei riti purificatori perdere la nozione dell’analogia. Dappoichè tutto è analogico nei riti tradizionali alla maestà complessa della natura. Solo col serbare presente a sé la legge di questa unità si rende la nostra azione efficace e perpetua su di sé e sugli altri…Il digiuno del corpo per queste leggi accennate, la castità di certi tempi, il mangiar solo vivande che abbiano visto il fuoco, il bere acqua o vino, non sono esercitazioni di resistenza del fisico nel noviziato. Ogni atto dei precedenti accennati racchiude il germe di una proiezione lanciata sullo spirito proprio a distanza. Le analogie non si spiegano, si intuiscono, cioè si percepiscono profondamente come un atto di correlazione con la cosa ad ottenere, e se la intenzione non si ha, basta eseguire con grande precisione ciò che è prescritto, e se ne vedranno le conseguenze. Per intendere bisogna riferirsi al complesso armonico della Natura universale dove gli astri non sono che accessori dei pianeti o soli di sistemi visibili e nella quale l’uomo, piccolo cosmo, rappresenta l’essere che, nella sua piccolezza, tutto intero armonicamente la riflette e la riproduce…In questa corrispettività di relazioni armoniche, che sfugge per la sua complicanza anche all’occhio dell’uomo più erudito ed attento, si vede la mano extra-umana come indice di una regola la cui finalità diventa certa nelle applicazioni…La iniziatura alla Magia divina, magia suprema, (consiste) in questo continuo vigilare dell’individuo su sé stesso, fino a ridursi, scevro da ogni influenza terrena, mondo di ogni impurità metodica, ad una semplicità edenica da cui i nostri predecessori rifuggirono per seduzione e per ignoranza. Il digiuno è la prima delle regole purificatrici. Mangiare vuol dire convertire i cibi, introdotti nel nostro organismo, nell’organismo stesso che l’ingerisce…Ogni alimento porta in sé la corrispettività della sua origine e del suo grado di purità e non, come che tutte le riproduzioni e le rappresentazioni di forme diverse della natura naturata, benché nel loro complesso siano Uno, nel loro momento di generazione sono più o meno armoniche alle funzioni che la loro spinta fatale di origine loro imprime….lo stesso latte della madre che nutrisce il suo pargolo ha differenti composizioni, più o meno propizie al suo sviluppo, secondo gli stati e i periodi diversi di allattamento…il neonato si nutre prima di latte più denso e poi di cibi estranei, fino a ingrandire e succhiare la sua vita da tutto ciò che i visceri umani possono digerire, cioè trasformare. A similitudine di questo primo stadio infantile…non v’è periodo di digiuno che, rispondendo a periodi solari o lunari, non sia accompagnato…dai lavacri o bagni… L’iniziatura col digiuno, pone la riproduzione di una simbolica rinascenza del corpo, affinché venga analogicamente ricreato, come in tante successive reincarnazioni…I digiuni della chiesa cattolica sono ruderi simbolici di tutto un sistema astronomico primitivo… i nostri sono di assoluta e precisa prescrizione…fanno parte di tutto l’essenziale sistema di progresso e di purificazione…con essi non si castiga il corpo… ma si ripete la propria  rinascenza alla vita della luce, ed hanno virtù propria di vera generazione materiale e morale, quando sono eseguiti con esattezza e scrupolosità assoluta e nei tempi indicati…Perciò essi sono da eseguirsi con precisione di ore e di giorni  senza alterazione alcuna, se non autorizzati per condizioni speciali dal Maestro… L’abitudine del corpo al digiuno, cioè al pasto strettamente necessario, secondo le necessità dei tempi e le analogie naturali, può essere protratta a tempo lunghissimo, senza che il corpo menomamente ne soffra e nello sviluppo delle sue forze normali e nelle facoltà mentali…La nutrizione parca continuata, ininterrotta è una necessità fisiologica per noi, giacchè quello che paventano i medici, che la scarsa nutrizione influisca radicalmente sul sistema nervoso ben regolato dalla opportunità dei tempi e dei cibi, rappresenta un coefficiente potentissimo dello sviluppo e della libertà di modo dell’individuo astrale che è in ogni uomo, quando è accoppiato al giusto criterio di ciò che si compie…Ora se il corpo umano non subisce delle vere e profonde alterazioni, apparenti o non apparenti, non sarebbero possibili certi fenomeni, come li si chiama dal volgo, e che attestano una possibilità transitoria, ma abituale, a cui la iniziatura conduce…Eppure queste modificazioni… spesso sono riproducibili solo per alterato regime di vittizzazione…Chi non è abituato a tanto può gradualmente mettere in pratica un digiuno lunare… Questi  digiuni si chiamano isiaci o astartici: sono  per chi li pratica e li vuoi praticare, fecondissimi di preparazione adatta allo sviluppo  dell’individuo occulto che  è  nell’uomo … Questi  digiuni  lunari  tendono  a  sviluppare   la  parte  analoga  dello spirito  umano  umanizzato  all’attività dei  movimenti  apparenti  del  sole  o  forza  viva intelligente  che risiede attiva in ogni corpo spirituale.(Corpus)-

Scarica il pdf