Le Lunazioni di Giuliano Kremmerz: l’astronomanzia e la medicina iniziatica di origine egizio-caldea – (seconda parte)

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Le Lunazioni di Giuliano Kremmerz: l’astronomanzia e la medicina iniziatica di origine egizio-caldea – (seconda parte)

Luna di Orakìa: era dedicata al dio Serapi di Tebe. Il culto di Serapi era lo stesso di quello di Horus e Serapi era un dio grandissimo della medicina, sanatore, ricreatore come Osiride, di severa condotta e di larga indulgenza pei giovani, tanto che ai suoi templi e alle sue statue si rivolgevano i giovani per chiedere la grazia, che sempre ottenevano, di incontrarsi con belle fanciulle e farne delle innamorate. Ma i Serapei o tempii di Serapide erano esclusivamente medici. Serapide era qualcosa come Esculapio, Horus, Ermete, Kons. La forma divina della medicina era proprio di questo dio, i cui responsi non si facevano mai aspettare. A Meorio greco dette la ricetta dell’olio divino che, formato col succo di molte erbe aromatiche, e adoperato esternamente, era ritenuto miracoloso. Si fabbricava esclusivamente nel Serapeo di Menfi presso la tomba del dio che era stato vivente o era vivente nella tomba. A Clermitra dette la fabbricazione dell’aceto detto di Serapide, e a Timote concesse la consacrazione dell’acqua e sale. Dio supremamente buono infliggeva a coloro che ne frequentavano il culto il digiuno protratto per lunghe ore nella giornata…Tre responsi di Serapide: La donna di Mione, per avvelenarlo, gli aveva dato a mangiare delle uova di serpente e dei funghi velenosi; Mione invocò il dio e questi con voce stentorea gli disse: Col veleno è distrutto ogni veleno. Prendi cinque morene velenose o sette serpi di acque stagnanti. Rinchiudili in un vaso o sacco, e cacciavi dentro la mano. Sarai morso e guarirai. Così fece Mione e guarì. Questo fa pensare che l’omiopatia, sulla legge dei simili, dati da molti millenni. – Apollonio Crisi, mercante fenicio, infermo di un male che nessuno aveva potuto guarire, facendosi presentatore di doni ricchissimi andò a consultare il dio. Serapide gli apparve, sotto forma di un fanciullo bellissimo, e gli rispose: “Le ricchezze rubate non le accetto, perché non sono il medico dei ladroni; se vuoi guarire, dispensa ai poveri tutto il tuo, che è tutto rubato, e proverai la fame e la sete, ma avrai valida e fiorente salute fino alla più vecchia età”. Apollonio preso da paura obbedì al dio; guarì e ridiventato onesto rifece una fortuna maggiore e mai più ammalò. Ecco un esempio di medicina morale. – Un Faraone ricorse a Serapide perché non poteva aver prole dalle sue donne e gli promise un tempio con colonne di oro se avesse avuto un discendente valido e di belle forme. Il dio gli rispose di non accettare l’ambasceria e che il Re venisse al Tempio. Faraone con gran corte vi andò. Serapide lo fece avvisare che nel tempio dovesse entrare solo con la moglie e dormirvi tre notti. Alla terza notte il dio gli apparve, munito di una grande sega e aprì il ventre della regina e, messovi dentro la mano, ne tirò fuori un uovo di un animale ferocissimo, lo riscaldò con le mani e ne uscì un garzone bellissimo; quindi disse: Hai chiesto un figlio valido e di belle forme, se lo vuoi eccolo, ma ricorda l’uovo è di un mostro feroce che ti divorerà. Ne domandi la nascita? Faraone disse di sì e si risvegliò. Ebbe il figlio e, come il dio aveva predetto, costui a 15 anni uccise il padre. – Ad una donna di grande miseria che a Serapi domandò un po’ di fortuna, il Dio rispose: -Non sei contenta che vivi di ottima salute non mangiando? La donna disse: la fame mi tormenta sempre… -Ebbene io ti concedo il cibo, ma tu tornerai al mio tempio per apprendere che hai fatto male. La donna ritornò dopo tre lune. Mangiava ogni giorno, ma la salute era sparita per una grande verminaia ai visceri. Il Dio Serapi le disse: -Te lo avevo predetto, è meglio che non hai cibo, e salute godi ottima. Ringrazia gli Dei che non ti fanno mangiare che poco e raro. (L,11°) – Luna di Akbadèa : il dio Serapi apparve in sogno al pontefice Akbad in 22 notti di seguito per dargli le istruzioni affinchè i malati fossero guariti. Insegnò ad Akbad che tutti coloro che si dedicavano al culto suo in questa luna non dovevano toccar cibo di origine animale se non dopo il tramonto e prima della IV ora di notte – e a coloro che volevano chiamarlo, prescrisse 12 ore di digiuno (escluse le bevande) dal tramonto del sole in poi. Più il dio volle che tutti gli ammalati che lo invocassero portar dovessero un anello al dito medio, formato di piombo ma tagliato, vale a dire non formante un cerchio completo. Questo anello si chiamava ontiléo e significava che l’invocatore non aveva il circolo della vita completo…Ad Akbad Serapide insegnò che non esistono che tre infermità: 1°: L’eccesso di vita; 2°: La mancanza, o difetto di vita; 3°: La deviazione della vita. E soggiunse che tre rimedi esistevano per i tre mali: 1°: eccesso di vita: la luna calante; 2°: difetto di vita: la luna crescente; 3° deviamento di vita: i giorni senza luna (i giorni cioè in cui la luna non è visibile nelle ore notturne, fino alla V ora di notte). Disse di più che in luna calante giovano le pietre; nella crescente le erbe; nei giorni senza luna le acque. Ma che bisognava più che alla luna guardare alla stella mattutina, perché questa dà il calante alla luna crescente e il crescente alla calante, e che perciò l’arte è preclusa a chi non abbia appresa l’astronomia…Ma quando Akbad domandò come guarire le deviazioni della vita, Serapi rispose: “quando l’ammalato riposa, trattalo come un fiume che trasborda: ritiragli la vita, che è la sua acqua; distruggi le deviazioni in cui egli perde forza di vita; poi restituiscigli la vita e sveglialo che è sanato”. (L,12°) – Luna di Ohan: l’antichissima medicina considerava l’organismo umano come un sol pezzo di carne in vegetazione, quindi il disseccamento, come nelle piante, rappresenta la malattia e la morte. Questa idea è restata nella terapeutica dei medici cinesi e nella medicina tradizionale degli Indiani del Centro-America. Quindi per mantenere il corpo vegetabile in crescenza la medicina astrologica degli antichi ricorreva analogicamente all’annacquamento, come si fa pei vegetali che si coltivano negli orti…Da questo le differenti maniere di agire sui malati, perché le diverse infermità si riducevano a 4 categorie: 1° eccesso di principio umido (abbondanza di umori, sangue, succhi, espettorazioni, orine, pituite, ecc.); 2° Difetto di umido, disseccamento, aridità, morte, la vecchiaia era arida o secca; 3° Ostruzione delle vie per la circolazione dei principi acquosi o liquidi; 4° Le fermentazioni degli umori, infiammazioni, tumori, accessi, ecc. Ridotto a questi 4 principi il morbo che può colpire l’organismo umano, analogicamente ne veniva il rimedio. Nel 1° caso: rimedi aridi o secchi, o che presentano analogia con l’aridità. I minerali, i calcari, i metalli, le cortecce degli alberi, le polveri, i vegetali disseccati, i sali. Nel 2° caso: rimedi contrari, umidi, acquosi, diluiti, succosi, brodosi. Minerali e polveri esclusi. I cibi senza sale. Gli olii ed i grassi buoni. Nel 3° caso: rimedi acidi, forti, disostruenti, fermentabili, corrodenti. Nel 4° caso: rimedi refrigeranti, dissolventi, calmanti. Si potrebbe da questo dedurre che la terapeutica allopatica dei contrari è più vicina al razionalismo magico antico; invece è un errore perché l’analogia nella influenza dei rimedi avvicina la terapeutica magica alla teoria omiopatica dei simili. (L,56°) – Luna di Coo: l’oro, metallo senza leghe, ha in questa luna una virtù singolare di magnetismo coagulante e dissolvente…Prendete in questa luna dell’oro puro, senza leghe di altri metalli, cucitelo bene in un sacchetto di seta bianca e fate voi stessi la prova: la sua presenza a contatto dissolve gradualmente tutti gli ingorghi (sangue, tumori, vene, glandole, periostiti, ecc.) e coagula tutte le dissoluzioni e i disgregamenti della pelle, delle fibre e delle ossa. Il processo della sua azione non è a prima vista appariscente – occorrono due o tre giorni di contatto – quando sulla parte malata si comincia dall’infermo a sentire un formicolio, l’azione magnetica dell’oro comincia e diventa più attiva. Nelle infermità dello stomaco si mette l’oro sul cavo del plesso; nelle malattie di cuore sotto l’ascella sinistra, nelle ulcerazioni intestinali sull’ombelico. Le ferite si rimarginano con sollecitudine al suo avvicinarsi e starei per dire che le donne, che se ne parano, sono meglio difese contro le infermità e i contagi; più debolmente per tanto che le leghe sono più basse. Le virtù che si attribuivano all’oro nell’antica Caldea erano innumerevoli e le superstizioni di quelle credenze si diffusero in Egitto e diventarono magna pars della terapeutica empirica. Si raccontava che Apollonio si trovasse in compagnia di due sommi iniziati di Tebe quando arrivò in sua presenza il messo di un re, che veniva per avere un responso sulla infermità del suo figlio. Disse il messo:-Il re domanda ad ognuno di voi, sommi, un rimedio che sia buono sempre e per tutte le infermità. Rispose il primo: -Il rimedio universale eterno è l’essenza dell’acqua di mare, da cui si forma l’erba, che in esso è e da esso nasce (alga marina, iodio?), tutti i mali sono vinti per essa. Rispose il secondo:- Il Mercurio che del dio Serapide asconde le virtù. Ammonio disse: – Siamo nella luna di Coo e l’oro sarà in eterno il medicamento sovrano perché Osiride v’è dentro…Sifrone di Alessandria, medico e astronomo, lasciò scritto che l’oro da adoperarsi in medicina non è di quello che è passato pei fornelli dei facitori di gioielli, ma tal quale fu trovato in natura, nelle acque dei fiumi aurati. (L,27°) – Luna di Oraffa : il genio dominatore per le guarigioni delle malattie dei bambini era chiamato Colobamatrava, una specie di burbero benefico. A questo si attribuiva la buona abitudine di farsi vedere sotto la forma di un vecchio nano con una mitra grande in testa con sonagli e una corda in mano alle cui estremità era attaccato uno scatolo di legno con palle di terra. Facendo rumore con le pietre fugava Serpsi e i suoi legionari che il cozzare delle pietre fastidiava molto. Tanto che presso i bambini malati si aveva il costume di battere due ciottoli piatti per fugare gli spiriti del male. E ci è restato anche uno scongiuro del tempo (beati tempi!) che chiamava al capezzale dei bambini malati e delle partorienti questo buon genio nano che molto amava i bambini: Coraza nanena sbama – Rasaka cillena bobo – Osarke numenon adraba – Colobamatrava – Beliote Assur (Beliote Assur vuol dire Assur il dio grande bambino che vecchio protegge i bimbi). Detto questo sette volte nella camera del piccolo ammalato si scagliavano a terra ciottoli e pietre per scacciare il cattivo genio. Di questo Colobamatrava si facevano degl’informi pupazzi per darli ai bambini, tal quale come le nostre pupe, ma col significato di amuleti. Il genio nano, per esempio, sotto questo aspetto di pupe difendeva i bambini dalle cadute, dai morsi dei serpenti, degli scorpioni, e dallo smarrimento. (L,37°) – Luna di Cna-cnat: le malattie che oggi si chiamano reumatiche o artritiche secondo il concetto sintetico dei nostri maestri provengono per principi umidi o liquidi non espulsi, o per accidentale infreddamento delle calorie umane o per vecchiaia o per eredità viziosa risvegliata dall’alimentazione non consentanea alla macchina animale. Le idee moderne e i giudizi sulle forme delle infermità non collimano con quella che fu medicina sintetica, cioè sintesi di patogenia e terapeutica dell’uomo preso nei suoi rapporti di genealogia (eredità) e di influenze stellari e planetarie, alla quale sintesi quando la scienza dell’uomo sarà arrivata, la pratica della medicina avrà un altro senso filosofico che non è il solo sperimentale, poiché l’esperienza stessa dovrebbe avvisare che lo stesso medicamento in alcuni tempi è più attivo e benevolente, in altri non produce effetto e spesso fa danno; Così lo stesso medicamento su due persone di costituzione astrale e temperamento differenti agisce in senso più rapido e benevolo o più lento e negativo…Le ostruzioni secondo la medicina sintetica comprendono tutte le infermità conglobate nelle nevrosi fino alla follia e alla mania furiosa, poiché in questo sistema jeratico le infermità nervose sono causate da oppilamento dei plessi, perché si forma come un bolo nervoso interiore quasi sempre tra la gola, il plesso solare e gli organi genitali che intralcia ogni circolazione del fluido nervoso e il cervello si congestiona di magnete animale determinando illusioni, allucinazioni, perversioni della sensibilità e quindi quel furor che è congenito alla cecità morale e passionale per cui si manifesta la follia senza ossessioni. (L,69°) – Luna di Obhes: gli antichi non credevano l’epilessia proveniente da disordine nervoso ma da speciale costituzione in armonia con un’invasione di spirito demoniaco. L’Anonimo napolitano dice che negli antichi era invalsa la certezza che gli epilettici erano attinti da convulsioni perché non arrivavano in quel momento a vomitare il demonio che avevano nei visceri si contorcevano e perdevano la coscienza fino a quando il demonio, che si afferrava alla gola per non uscir fuori, era di nuovo ingurgitato. Ma (qui lascio la responsabilità della dottrina all’Anonimo) invece anche i moderni dottori non sanno che l’aura o l’aria epilettica proviene dalla milza che comanda tutta la parte lunare del corpo dell’uomo e fortemente nella donna comanda anche ai disordini nervosi e alla sensibilità. (L,138°) – Luna di Rehena : in Caldea, e propriamente ad Ur, il tempio di Kons era affollato dai malati della pelle; qualunque genere e specie di infermità veniva guarita dalla parola del sacerdote di Kons. L’Anonimo dice che la statua o il simulacro della divinità era vuoto nel suo interiore, e quando i malati erano tutti riuniti nel tempio, il sacerdote entrava nell’interiore della immagine e si sentiva dopo poco ispirato o incarnato dal divino guaritore, e in una condizione di ossessionato cominciava a parlare ed a dare risposta a tutti quelli che ricorrevano per guarire. A molti di essi si ordinava di dormire la notte nel vasto tempio, e questo invito era quasi una promessa di guarigione. La notte, nella completa oscurità, i malati sentivano camminare o sorvolare su di essi il dio Kons da cui partivano diversi serpenti, dei quali alcuni mordevano ed altri leccavano l’infermo. Quelli che erano toccati dai serpenti, presto o tardi guarivano; per gli altri non era concessa la sanità. (L,208°).

(continua)

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Un commento

  1. sal 28 Settembre 2014 al 14:37 - Rispondi

    Riallacciandomi all’ultimo post di Segezia, osservo che la Medicina Ermetica ha una concezione della Salute strettamente interconnessa allo spazio-tempo rispetto al quale l’individuo ‘malato’ – per l’appunto – si troverebbe in squilibrio. Per citare Kremmerz: “…Le idee moderne e i giudizi sulle forme delle infermità non collimano con quella che fu medicina sintetica, cioè sintesi di patogenia e terapeutica dell’uomo preso nei suoi rapporti di genealogia (eredità) e di influenze stellari e planetarie, alla quale sintesi quando la scienza dell’uomo sarà arrivata, la pratica della medicina avrà un altro senso filosofico…”.
    Eppure la Medicina Ufficiale sta muovendo i primi passi verso una concezione della salute dell’uomo in relazione al suo magnetismo; benché tale concezione sia ancora distante dal correlare l’ottimale magnetismo umano secondo la sua sintonia a quello terrestre, da circa un quinquennio è stata avviata la sperimentazione della Stimolazione Magnetica Transcranica basata sul principio dell’induzione elettromagnetica di un campo elettrico. L’applicazione di una stimolazione magnetica nella terapeutica di numerose malattie del sistema nervoso centrale, sia degenerative che su base vascolare (Alzheimer, sclerosi multipla, depressione, emicrania, dolore neuropatico cronico, recupero dopo ictus, ecc.) ha dato sinora risultati confortanti, sebbene non duraturi. Il limite che le viene riconosciuto è la capacità di indurre un’area di depolarizzazione della corteccia cerebrale profonda solamente un paio di centimetri: per quanto il flusso di elettroni interferisca con la normale attività elettrica del cervello, e influenzi anche le cellule più distanti mediante un meccanismo transinaptico, nondimeno il preciso meccanismo di azione e interazione dell’impulso non è ancora perfettamente noto, nonostante siano trascorsi ormai trent’anni da quando Anthony Barker e altri svilupparono l’idea e, quindi, l’apparecchiatura necessaria.
    Una curiosità: il San Raffaele di Milano che ne avviò la sperimentazione in Italia un lustro fa denominò il centro chiamato ad attuarla con l’acronimo MAGIS (Magnetic Intercerebral Stimulation Center).
    C’è da sperare che l’osservazione di come “lo stesso medicamento su due persone di costituzione astrale e temperamento differenti agisce in senso più rapido e benevolo o più lento e negativo” (per citare ancora Kremmerz) porti alla ricerca del fattore sinora non considerato: la Madre terra che ci alimenta e ci sostiene, e che è viva e vibrante: anche e soprattutto.

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