La Terapeutica Ermetica della S.P.H.C.I. di Giuliano Kremmerz tra sperimentazione ed empirismo.

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La Terapeutica Ermetica della S.P.H.C.I. di Giuliano Kremmerz tra sperimentazione ed empirismo.

La Porta Ermetica, un libricino testè pubblicato a Milano dalla Casa Editrice “Luce e Ombra”, un libricino di postille più che un trattato espositivo delle idee fondamentali della nostra scuola, raccoglie le idee informative a cui ci ispiriamo. Dalla Porta Ermetica scaturisce la sincerità della nostra piccola missione: non fede in idoli, non fede in superuomini, non acquiescenza a quello che vanno filosofando o brandendo come positivo un certo numero di studiosi dell’incredibile, non credulità cieca, ma esperimentare, provare e poi credere col metodo nostro filosofico, italiano, terra terra, senza prosopopea pomposa, senza inchinarci a sette, ad apostolati, ad archimandriti di religioni nuove o rinnovellate…La Porta Ermetica  riduce le cose vaghe dell’equivoco magico di cui tutti vogliono parlare a diritto e a rovescio, alla positività dell’esperimento, come io stesso scrissi ai primi fratelli iscritti nella circolare di Roma del 26 dicembre 1898…e limito l’esperimento alla sola medicina ermetica, non perché la grande Magia si limiti a questo, ma per non sdrucciolare negli appetiti umani che vorrebbero americanamente applicare le regole o i poteri conquistati a far quattrini o a procurarsi piaceri o a farsi temere come alleati di diavoli. E il campo di azione ermetica e di esperimenti è vasto nell’ambito della nostra Scuola e Fratellanza, perché il mondo è pieno di dolori e di miserie, di tanti dolori e di tante miserie che non occorre assolutamente di andar cercando il male col lanternino…L’Ermetismo conciliante di tutte le opinioni filosofiche e religiose fu un tentativo di riforma religiosa. L’Ermetismo nostro si riduce a un esperimento positivo, invece, in cui il fattore principale dei pretesi e possibili piccoli miracoli è l’uomo spirito, l’uomo inteso nella sua integrazione dei poteri umani… Noi non abbiamo creato una scuola di Taumaturgi, noi non siamo ignoranti o buffoni o energumeni infatuati che promettiamo agli ammalati la guarigione contro le leggi naturali e divine, come non promettiamo una zuppa di cavoli alla umanità affamata.  Noi siamo una Schola Philosophica che richiama l’attenzione degli uomini di buona volontà, dei medici, dei dotti, degli esperimentatori, su di una forza ermetica e su di un’intelligenza omonima che finora non hanno trovato posto in nessun trattato di terapeutica…La Schola Ermetica prepara – e la preparazione per necessità storica non sarà breve – discepoli che potranno arrivare alla taumaturgia, se la taumaturgia non è una favola o un simbolo, ma come Schola, come università di studi non è che il crogiuolo alchimico di proporzioni vaste, dove si rimescolano senza preconcetto e misticismo il nuovo e il vecchio, il nuovissimo e l’arcinuovo. La scienza moderna è il frutto del libero esame per modo di dire, che non ha scosso ancora la polvere della superstizione del secolo XVIII e afferma che tutto l’antico è un cumulo di ignoranti pratiche e di teorie bislacche. Un esame più libero, più ponderatamente imparziale e impregiudicato è il nostro che procede anche senza la paura superstiziosa di investigare le superstizioni di altri tempi. Dove si fanno, in qual paese del mondo studi della storia dell’antica medicina anteriore a Ippocrate che siano immuni dal pregiudizio che tutti i tempii di Esculapio non erano che conventicole di imposture sacerdotali? Eppure non una voce si è levata, nella storia dell’oculistica per esempio, a richiamare l’attenzione dei nostri contemporanei sull’uso sacerdotale di aver serpenti che leccavano la cornea dei malati e ridavano la vista…Tocchiamo la parte sperimentale. Ci si presentano casi di inaudita buffoneria: vecchi a 90 anni morenti di marasma senile, tisici che non hanno più polmoni, cancerosi che hanno già avvelenato il sangue fino alle estremità. Guariteli. Eccoli guariti col sistema del caso citato da Artemidoro: farli morire per farli sanare…Questi non sono esperimenti, il credere possibile questa roba è una forma di pazzia se in buona fede, o è una buffoneria da balordi. Le leggi naturali non si violano; quando il vestito è vecchio se ne fa uno nuovo, non si ritesse la stoffa consumata.  Ma è proprio in questi casi che si vuole la prova della possibilità della medicina ermetica, cioè dell’elemento ermetico nella terapeutica? Ce ne sono milioni di casi che hanno l’apparenza di cose da poco e resistono alla terapeutica ordinaria, la sciatica per esempio…L’Ermetismo, scavando nel sacco, trova un coadiuvante che tutti i medici moderni dimenticano nello spirito o vitalità intelligente e profonda dell’ammalato, sul quale spirito non si agisce con droghe, ma con la quintessenza di tutte le droghe dei tre regni che è sintetizzata nello spirito o vitalità intelligente del medico che cura, cioè che aiuta l’ammalato a vincere…Noi non scriviamo il Commentarium per dare un repertorio di casi guariti con questo metodo per stupire increduli, ma per inchiodare bene come massima i concetti fondamentali dell’Ermetismo della nostra Schola affinchè tutti, senza distinzioni settarie, vi pensino, provino, esperimentino anche rudimentalmente…L’unica cosa che io pretendo è che lo spirito liberale di questa prova diventi sangue e carne in ognuno di voi e che le idee assorbite, accettate per libero esame, diventino coscienza di ognuno di voi, e che queste idee non si esprimano solamente in prosa ed in versi, ma si vivano; così l’ermetismo troverà nell’esempio pratico di ognuno, imitatori ad ogni passo…la S.P.H.C.I. è un esperimento nostrano, e bisogna psicologicamente adattarsi alla mentalità italica, a cui non crediamo utile abdicare. (SM,II,32-44) – Ai parecchi che mi domandano che libri bisogna leggere, potrei rispondere che il libro della Natura è aperto a tutti ed è l’unico che non inganna. Viceversa voglio essere meno mussulmano e prego di leggere tutte le riviste e tutti i libri di scienza occulta e non credere a nessuno….Oltre al corredo di tante cognizioni che ci vengono da tali libri, s’impara a conoscere sempre un po’ quella bestia meravigliosa che è l’uomo sapiente. Ma dopo aver imparato a non credere, conviene provare per sapere, e a questo si presta il campo operatorio della scuola nostra, dove l’azione probativa è collettiva e individuale, continuamente e senza interruzione…L’origine della materia medica è empirica. La quinquina e poi chinina, non è stata introdotta dagli empirici? L’alchimista Glauber, un empirico, non scoprì il kermes e il solfato di soda? L’ipecacuana non si deve ad un dolciere? L’iodo contro la scrofola non è di origine empirica? L’azione antisifilitica del mercurio è forse scientifica? Non dico altro, ma se si ricorresse alla storia della medicina vegetale, non è empirico l’uso delle piante medicinali? E la opoterapia moderna non deve tutto i principi dell’occultismo improntati all’empirica? Credete proprio che i nostri nipoti non rideranno sui nostri processi di medicazione? E credete ancora che la flagellazione o verberazione non sia stato che un mezzo empirico per curare le malattie nervose?…La mia fede, sicura fede, è il risultato della conoscenza (della quale non mi credo in dovere di fornire le prove a chi non l’ha raggiunta) che lo spirito umano è immortale e divino, cioè eterno –ma essendo umano, cioè terrestre, non può vivere che sulla terra con le leggi costanti di tutte le individualità vitali della terra. Questa è la ragione scientifica di uno spiritualismo scientifico: se siamo noi e sempre noi, migliorando ci prepariamo il bene del domani, come e secondo la necessità della vita in lotta contro il dolore…Tutti possono avere il preavviso della propria morte: basta domandarlo nel rito quotidiano, indicando – se si vuole – anche il segno annunziatore. Ma è bene o male saperlo? (SM,II,210-212)- L’uomo ha delle forze in sé che sono terapiche per eccellenza. Sono emesse da noi, nello stato sano, delle invisibili, imponderabili correnti di vita animale che possono in molti casi donare all’organismo dolorante quel tanto di complemento di attività molecolare da determinare una convalescenza. Proviamolo. Mettiamoci al servizio dell’umanità. La scienza dei laboratori se ne impadronirà dopo. E’ avvenuto così del magnetismo mesmeriano diventato oggi ipnotismo in terapia. E’ un mezzo empirico passato alle università e adoperato a fine di bene. Tutti gli altri rimedi, dalla camomilla al chinino e al mercurio ci sono venuti dall’empirismo. Così di queste correnti ermetiche; di queste forze esteriorizzate che il corpo irradia sotto certe impressioni o in certi stati speciali. (SM,II,267) – La medicina sperimentale di oggi, con tutte le sue branche sussidiarie, differisce dalla medicina che si chiamò iniziatica, e di cui non si conosce la verità, come la notte dal giorno – non perché questa sperimentale di oggi sappia più dell’altra, ma per la natura misteriosa dell’altra che toccava religiosamente l’essenza vitale come un mistero o un arcano che se oggi non è raggiunto dalla conoscenza umana, non sappiamo se i pochi d’allora lo conoscessero nei suoi elementi. Il medico razionale, cioè sperimentatore per effetti, è creazione posteriore al cristianesimo. L’empirismo si introdusse nel patrimonio della conoscenza medica per raziocinio di sperimentatore: come oggi certe formule di ricette sono stereotipate e applicate come cerotti su tutte le piaghe umane. Ma il medico puramente e strettamente razionale sarebbe un meccanico inferiore alla sua capacità dottrinaria se in tutti i casi pratici egli con apparente criterio scientifico non si lascia guidare da una intuizione chiaroveggente che egli marita alle conoscenze sperimentali e razionali della sua dottrina. I medici sommi contemporanei, come i più famosi degli scorsi secoli, sono maestri incontestabili dell’esperienza medica, ma nei casi migliori in cui eccellono sono degli artisti – sono cioè degli ermetisti che l’esame clinico e le prescrizioni curative indovinano, intuiscono, penetrano, di fuori del razionalismo ordinario con un razionalismo più sottile, più inafferrabile, del ragionamento comune a tutti. E’ il sesto senso…un primo senso ermetico, un albore di coscienza delle cose a cui il ragionamento degli uomini mediocri non arriverebbe…(Ma) Io vorrei che la mia Idea, fondamentale della Schola non venisse travisata e non intesa, perché sarebbe un delitto confonderla con la mistica propaganda di tutti i credenti del mondo dei morti e del sonnambulismo lucido delle isteriche… L’ermetismo, valore positivo dell’intelligenza umana, espresso con un nome jeratico, è una integrazione di conoscenza e una penetrazione profonda della verità in sintesi delle cose, per quanto la preparazione storica dell’uomo integrabile lo rende possibile. Che l’alato Mercurio parli da dotto in un dotto o percepisca la verità in un tipo progredito è cosa che non si ribella alle leggi progressive della intelligenza umana, ma che faccia cantare Omero ad un mercante di merluzzo è un non senso che solo la fede religiosa può passare tra le verità dell’assurdo…Il fondamento della dottrina ermetica è positivo nella legge della perfettibilità od integrazione che nella genesi naturale non rinnega le conquiste della scienza umana, né è un assurdo, né un atto di fede. Il tipo integrale dell’uomo è l’ennesimo stadio evolutivo della intelligenza e dei poteri umani. Spirito nel senso intellettivo e universale; Potere nella relazione con l’ambiente di vita, essenziale elemento manifestativo della unità cosmica, o materia. (C,II,237-239) – Empireo è il cielo del fuoco, cioè della sublimazione umana, e nel linguaggio occulto tutto il divino della magia nelle espressioni e nell’ideazione è empirico, cioè appartenente al cielo occulto dei perfetti…Le intelligenze non parlano ma operano, ma sentono, ma creano con un atto di fede che è certezza, cioè cosciente; tutti gli esseri materializzati sono spiriti, tutte le sublimazioni purificate e purissime sono intelligenze. L’iniziatura e i riti purificatori non rappresentano che la via per assurgere da spirito a intelligenza.  (Corpus)
ALCUNI RIMEDI TRATTI DAGLI SCRITTI DEL MAESTRO KREMMERZ

  1. – Un monaco che aveva fama di santità, per consolare una buona moglie che voleva guarire il marito del vizio del vino, le consigliò di recitare sull’acqua, sulla pochissima acqua che il marito beveva, il salmo 77, il quale generò tanta simpatia fra l’uomo e l’acqua che il vino fu dimenticato. (SM,II,212)
  2. Una ricetta per acquistare appetito senza il solito calamo aromatico e la noce vomica, è suggerita da uno dei più autorevoli clinici francesi dello scorso secolo: il Richard, e consiste nell’ingoiare da 6 a 8 acini di pepe al giorno senza masticarli, come se fossero delle pillole, e l’appetito verrà. (SM,II,212)
  3. Un rimedio contro la renella e i piccoli calcoli uretrali: olio di noce e olio di mandorle dolci in parti uguali e ben mischiati. Da prenderne 2 o 3 cucchiai in un giorno, e contemporaneamente bere una tisana o un thè  di avena e di radici di liquorizia. L’olio di noce deve essere vecchio di un anno e più e l’olio di mandorle dolci, recentemente espresso. (SM,II,212)
  4. Chi direbbe che il salmo 116 si adoperava contro i ladroni di strada maestra e per cercare gli oggetti rubati o perduti? (SM,II,36)

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Un commento

  1. sal 19 Ottobre 2014 al 00:00 - Rispondi

    “Credo nella morte, principio di Vita Nova”… Questa la frase che mi è venuta in mente leggendo il libro di Umberto Curi “Il volto della Gorgone: la morte e i suoi significati” anche disponibile gratuitamente online. Infatti, l’autore parla dell’ambivalenza delle parole greche, sempre interpretabili – un poco come il binario di cui si parla nelle immagini autunnali del sito – sia in un senso che nell’altro. Così, PHARMAKON è (cito Curi) “bevanda la cui dynamis è doppia, la cui valenza è duplice,,, e allo stesso modo doppia è anche la divinità, Asclepio, cui si immola il gallo… indicatore di quell’incerta area… nella quale convivono il giorno e la notte”.
    Ad esempio, forse non è molto risaputo che lo scoppio di una malattia si verifica a causa di un difetto enzimatico: quando una reazione enzimatica alterata è presente un danno. (L’inibizione enzimatica può avvenire mediante un inattività genetica acquisita o l’assenza di un enzima). Orbene, negli anni trenta il farmacista biochimico tedesco Waldemar Diesing riuscì a “depurare” il veleno dei serpenti in modo da conservarne quegli enzimi tanto necessari al nostro organismo e propedeutici a una varietà di reazioni metaboliche, così che da ciò che era veleno sono derivate cure per le malattie reumatiche, della pelle e anche dell’occhio. (Già lo sapevano gli antichi Cinesi, Indiani, Egizi, Romani…). Kremmerz si interrogava: “Dove si fanno, in qual paese del mondo studi della storia dell’antica medicina anteriore a Ippocrate che siano immuni dal pregiudizio che tutti i tempii di Esculapio non erano che conventicole di imposture sacerdotali? Eppure non una voce si è levata, nella storia dell’oculistica per esempio, a richiamare l’attenzione dei nostri contemporanei sull’uso sacerdotale di aver serpenti che leccavano la cornea dei malati e ridavano la vista…”.
    Ricordo quel passo, menzionato in questo sito, in cui si racconta del dio Kons che “compariva volando o camminando sopra i malati, circondato da serpenti…”.
    I serpenti e il volo, il veleno e la terapia.
    Così, credo cha pure nell’autunno, come nel mortifero siero, vi sia doppia valenza: di morte e di vita, di risveglio e di sonno e – magari – di sonno per risvegliarsi o cangiare… in aurora lucente.

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