LA PIETRA ANGOLARE MIRIAMICA – Alle stampe il I Volume della Trilogia

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LA PIETRA ANGOLARE MIRIAMICA – Alle stampe il I Volume della Trilogia

Col Solstizio d’Inverno 2014 è stato pubblicato l’atteso primo volume della Trilogia sulla storia documentata della Fratellanza di Miriam.

Se ne presenta in anteprima, per gli utenti di questo sito, la copertina, il testo della quarta di copertina e l’indice, riservandoci di comunicare in seguito, sempre tramite questo stesso sito, ulteriori dettagli in merito alla sua distribuzione e al suo acquisto.

Con i migliori auguri per l’evento da parte della Direzione.

copertina web

libro-6

Pagine 512

Tiratura Limitata

Copie Numerate

€ 40,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per l’acquisto:

http://www.lapietraangolaremiriamica.it/

Per commentare il libro con l’autrice:

http://www.lapietraangolaremiriamica.it/blog/

Il primo volume di questa Trilogia documenta la storia della Fratellanza di Miriam dalle sue origini agli inizi degli Anni Quaranta del Novecento attingendo esclusivamente a fonti autentiche quali gli scritti di Giuliano Kremmerz (Ciro Formisano) e i carteggi olografi di Jesboama (Luciano Galleani).

Per far sì che la Verità ontogenetica sulla continuità ininterrotta da oltre un secolo di quest’Organismo iniziatico emerga in tutte le sfaccettature della sua adamantina Luce, M. A. Iah-Hel (Anna Maria Piscitelli) ne ha delineata la consecutio storico-cronologica senza cedere a personali valutazioni, così da lasciare agli studiosi la facoltà di giovarsi di quegli elementi documentali che, raccordati dal filo-logico della ragione e dal buon senso italico, ne testimonino a tutti gli effetti il Fondamento.

Indice
PresentazionePrima ParteCapitolo I

LO SCENARIO EUROPEO AL TEMPO DEL KREMMERZ

  1. Per scongiurare errori di prospettiva
  2. Dalla crisi del positivismo al materialismo sacro kremmerziano
  3. L’insorgere di Psiche fra scientismo e scoperte mediche
  4. L’esplosione dell’irrazionale nella scienza e nell’arte
  5. Suggestioni spiritualiste nell’Arte Nuova
  6. Dalla Grande Guerra al Ventennio Fascista
  7. Riannodando le fila

Documentazione fotografica – Capitolo I – Prima Parte

Capitolo II

IL PANORAMA OCCULTISTICO EUROPEO DOCUMENTATO DAGLI SCRITTI DI GIULIANO KREMMERZ

  1. Introduzione: le opere pubblicate fra il 1896 e il 1930
  2. Su spiritismo, psichismo ed esperienze fenomeniche
  3. La stampa propagandistica e i movimenti spiritualisti dalla visuale del Kremmerz
  4. Notizie su congressi conferenze e accadimenti di rilievo
  5. Magnetismo e ipnotismo: le applicazioni in campo medico
  6. Una nuova cometa all’orizzonte: la psicoanalisi
  7. Notizie varie

Capitolo III

DALLE TEORIE E PRATICHE OCCULTISTICHE DELL’EPOCA ALLA FRATELLANZA DI MIRIAM: LE TESTIMONIANZE DI LUCIANO GALLEANI

  1. Breve guida introduttiva alla lettura
  2. Il perché di un archivio avvolto nel mistero
  3. Le esperienze autobiografiche di un ricercatore fino al suo approdo alla FR+ TM+ di Miriam
  4. La tradizione iniziatica nell’antichità così come appresa riassunta e commentata da Luciano Galleani

Documentazione fotografica – Capitolo III – Prima Parte

Capitolo IV

IL GRANDE ORDINE EGIZIANO DOCUMENTATO DAI MANOSCRITTI DI LUCIANO GALLEANI-JESBOAMA

  1. Sull’esistenza storica del Grande Ordine Egiziano
  2. La testimonianza olografa di Galleani-Jesboama sul Grande Ordine Egiziano
  3. I Regolamenti dell’Ordine Egizio
  4. Ulteriori notizie sull’Ordine Egizio attinte dai manoscritti del Galleani
  5. Deduzioni e conclusioni

Documentazione fotografica – Capitolo IV – Prima Parte

 Seconda Parte

Capitolo I

LA MISSIONE DEL KREMMERZ DALL’ISTRUZIONE GENERALE DEL 1896 ALLA PRAGMATICA DEL 1909

  1. Considerazioni introduttive
  2. Dall’Idea alla Missione
  3. Dalla propaganda all’attivazione strutturale e rituale

Documentazione fotografica – Capitolo I – Seconda Parte

Capitolo II

LA SISTEMAZIONE DELLA SCHOLA FINO ALLA PARTENZA DALL’ITALIA DEI VERTICI DEL GRANDE ORDINE EGIZIANO

  1. Dal definitivo Statuto del 1909 all’istituzione delle Circoscrizioni
  2. La Circolare del 1914 e gli avvenimenti contigui alla Prima Guerra Mondiale
  3. Interruzione dei contatti diretti con il Grande Ordine Egiziano

Documentazione fotografica – Capitolo II – Seconda Parte

Capitolo III

LA CONTINUITA’ DELLA SCHOLA DAL 1921 ALL’ESPLOSIONE DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE

  1. Le sorti della Fratellanza miriamica e delle Accademie agli inizi del Ventennio Fascista
  2. Frequentazioni e lettere del Formisano nei suoi ultimi anni di vita
  3. La presunta eredità del Kremmerz in un testamento inesistente
  4. La Schola Ermetica fra la morte del Formisano e la Seconda Guerra Mondiale

Bibliografia Generale

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60 Comments

  1. garrulo1 9 Agosto 2015 al 20:21 - Rispondi

    Sono perfettamente d’accordo con Lino su quanto siano dispersivi gli appararti mediatici, e proprio tale dispersione in questo momento storico ha creato una crisi nell’assimilazione soggettiva dei valori tradizionali. Purtroppo, si vede nel sistema sociale più o meno allargato tale crisi, a volte disarmante, in particolare quando si tenta di spostare la comunicazione su argomenti che si scostano dai soliti circuiti mediatici. Però, proprio ieri, iniziando la lettura del Quaderno dell’Accademia Sebezia, nella Prefazione del Delegato Generale della Schola, Maestro M.A. Iah-Hel, ho visto a chiare lettere la definizione della fase evolutiva che nonostante tutto, l’umanità nella sua interezza sta vivendo. Questo è un dato estremamente positivo, che sprona una volta di più l’appartenente alla Schola Ortodossa a tentare di migliorare di quel poco che può il contesto in cui vive ed opera attraverso l’esempio etico e quindi di coerenza.
    Un caro saluto a tutti ed al prox post.

  2. lino 5 Agosto 2015 al 22:49 - Rispondi

    La Pietra Angolare Miriamica, come è nel metodo ermetico e nella adattabilità della Tradizione, risveglia sempre un ‘modo’ di guardare (all’Umanità, alla Natura, ecc.) che si conferma prezioso anche in un’epoca come la nostra: tecnicamente avanzata ma opprimente per ridondanza di stimoli; infatti, nel volume vengono sollecitate attenzione e curiosità attiva quali utensili di lavoro, e l’esempio di Kremmerz, Maestro dei Maestri, e Jesboama e, ovviamente, della Delegazione attuale (e attualizzante!), spingono e propiziano a guardarci intorno e dentro con altri occhi. Il libro, che ha fatto irruzione nel panorama editoriale di nicchia (esoterica) e per contro si colloca entro una visione plurisecolare del divenire umano, a pag. 143 e per penna del Maestro Jesboama esplicita una concezione della scienza ermetica in chiave scientifica che potremmo definire ‘senza tempo’:

    La scienza occulta può essere considerata anche al giorno d’oggi sotto un triplice aspetto scientifico, cioè: – o come dottrina tradizionale, che fornisce al filosofo ed allo storico degli elementi di studio completamente nuovi (…); – o come metodo analogico che è un nuovo utensile di lavoro offerto a tutti gli studiosi contemporanei e che maneggiato a dovere può dare splendidi ed insperati risultati; – od infine come arte pratica tale da riprodurre i prodigi operati da alcuni uomini i cui nomi sono scritti a lettere d’oro nella storia.

    Luciano Galleani visse a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, dunque sono tanti gli anni che separano i suoi scritti dalla nostra contemporaneità. Non c’era stata la rivoluzione tecnologica, né le due guerre mondiali e la società occidentale era senza dubbio molto meno alfabetizzata di oggi. Nondimeno, Kremmerz stesso riferisce ‘fermento’ per le nuove discipline, mentre pare che al 2015 l’attenzione abbia diritto di esistere solo per la cronaca – nera o rosa – e/o per la chiacchiera politica.
    Alla televisione, nei notiziari radiofonici, sui giornali si è fugacemente sentito parlare di Plutone e della sonda che lo esplora: eppure, sembra che al suo interno vi sia un oceano e depositi di ghiaccio di azoto simili ai ghiacciai della Terra. Né l’informazione si è occupata per più di qualche ora di Kepler 452b, pianeta nell’area abitabile di un sistema stellare analogo al nostro ma ‘più anziano’ e distante 1.400 anni luce (le foto sono commoventi e, per certi aspetti, sconvolgenti di un ordine costituito sull’egocentrismo tutto terrestre degli umani).
    Non ha neanche avuto l’onore dell’informazione fuori rete uno studio pubblicato sulla rivista “Advanced Materials” proveniente dall’Università di Nottingham, cittadina del Regno Unito famosa per lo sceriffo che avversava Robin Hood ma per nulla celebre per l’importante novità di oggi: grazie a un nuovo tipo di cultura si potranno produrre a miliardi cellule staminali embrionali umane pluripotenti, così che la medicina rigenerativa farà un balzo e sarò possibile riparare tessuti danneggiati da traumi o malattie.
    Nessun dibattito sulle implicazioni di queste scoperte, nessuna tavola rotonda sulla concreta possibilità di altri mondi né su quella che il corpo contenga in sé la possibilità di ricostituirsi in salute.
    Pazienza… !!! La Pietra su cui poggia il nostro divenire ci dà Qualcosa che non ha prezzo e – anche – il diritto/dovere di trasmetterLo. Come scrisse (e scrive!) la Delegazione Generale:
    “…credo a questa missione pitagorica italica come il segno di un rinascimento filosofico, scientifico e artistico, impossibile nelle mani che ancora stringono la ferula scolastica del Medio Evo”.

  3. luigi 27 Luglio 2015 al 17:38 - Rispondi

    io mi chiedo potrebbe essere preso il dolore fisico ( come segnale di avviso che qualcosa non vada bene non sul piano fisico ma per la nostra evoluzione ed allora venga richiamato dal nostro io profondo uno stato di malessere tale da dover per forza mettere mano ) del quale non siamo , o siamo in grado coscientemente di interpretare più o meno in base al nostro stato evolutivo, ed inoltre mi domando ma siamo sicuri di dominare la materia o l’Idea risanatrice che agisce e domina il sintomo andando poi a modificare la materia . e quindi sanarla ?

  4. garrulo1 26 Luglio 2015 al 18:11 - Rispondi

    Eccomi nuovamente all’Introduzione Storico Filosofica sulla Fratellanza di Miriam, del Maestro Jesboama. Come al solito, qualcosa di nuovo viene messo a fuoco, mentre parecchio, purtroppo, sfugge ad un sistematico aggancio di consapevolezza soggettiva. Ovviamente, è bene volgere l’attenzione a quella piccolissima porzione di bicchiere con contenuto, anziché alla stragrande parte di bicchiere del quale il contenuto ancora non si vede, o meglio, ancora non è circoscrivibile nell’esperienza soggettiva. In tale manoscritto, ad un certo punto (Foto 11/15), compare una descrizione estremamente sintetica di cosa si debba intendere per MAGIA: “è la conoscenza scientifica di tutte le leggi sussidiarie della legge unica, tanto nel mondo delle forze conosciute o note, quanto nel campo delle forze ignorate od occulte”. Infatti, nel prosieguo dell’Introduzione, ad un certo punto compare un’altra Perla, tanto luminosa per quanto sintetica (Foto 11/23) : “Or bene tutti i simboli e geroglifici degli antichi sapienti non ci dicono che questo: Eà ha due facce, una visibile, che rappresenta la sua manifestazione nel mondo dei sensi fisici, cioè la Natura dei moderni filosofi materialisti; e l’altra invisibile, che rappresenta lo spirito della natura, cioè l’Intelligenza che è legge di ogni manifestazione della natura”. Quindi viene spontaneo pensare che il corpo umano funziona con tutta la sua macrocomplessità di funzioni attive, solamente perché a monte, vi è un’anima che disciplina e regola tutti i processi e le relative mansioni. Questo Principio ovviamente vale per tutti gli esseri che popolano i Regni della Natura Visibile, per ognuno armonizzato al relativo stato di sviluppo. Immancabilmente, alla Pagina 471, Foto 11/26, arriva diretta la spiegazione Magistrale, riferita in particolare al Fattore Umano: “Dovunque tu volgi uno sguardo, tu trovi un dolore. Chi soffre? E’ la materia. Lo spirito umano, che è divino non sente il dolore che in ragione della sua involuzione nella materia. Se subisce la materia, egli spasima come la materia; se la domina egli la sana: eccovi il principio fondamentale della medicina occulta, sacra o jeratica”.
    Un caro saluto a tutti.

  5. garrulo1 19 Luglio 2015 al 17:44 - Rispondi

    Nel prosieguo della rilettura, una riflessione sul Quadro/Vessillo con la Magistrale Effige del Maestro Kremmerz, eseguito nel 1910 dal Preside dell’Accademia Porfiriana di Taranto, Ing. Giuseppe De Cal. Proprio tale Opera costituiva il fisico strumento di contatto in quel momento storico tra J.M. Kremm-Erz che via via, visto il particolare momento assolutamente non favorevole, tra l’altro propedeutico al Primo Conflitto Mondiale e poi all’avvento del Fascismo con tutti i problemi che ha comportato, si avviava ad un lavorio sistematico ma “dietro le quinte”, e Domenico Lombardi, manifestatosi progressivamente come Segretario Generale della SPHCI, Segretario del Consiglio Magistrale dell’Ordine, Delegato Generale (Insostituibile) e Maestro dell’Ordine. Pertanto tale Vessillo, come compare anche nella Pietra Angolare del 1989, rappresenta uno degli strumenti originali di contatto a garanzia della trasmissione Ortodossa (a sua volta passato nelle mani ortodosse dei Maestri Harahel e M.A. Iah-Hel), unitamente al Timbro metallico a secco, raffigurante la Corona Iniziatica quale suggello garante di tutta la documentazione proveniente dalla Delegazione Generale, oltre alle Istruzioni Rituali ed altri molteplici strumenti opportunamente menzionati e perfettamente documentati nella Pietra Angolare.
    Un caro saluto a tutti.

  6. garrulo1 20 Giugno 2015 al 16:23 - Rispondi

    Ho ripreso il prosieguo della rilettura, anche se per la verità, in questo periodo procede un po’ a rilento. Siamo alla riattivazione della SPHCI del 15 agosto 1906, ed a tale proposito compare la Circolare del Segretario Generale di allora, Fratello Virginio Bernard, e contestualmente compare anche la pubblicazione della Porta Ermetica, con annessa prefazione contenente la Dedica a Maria, improntata sulla disamina del Caracter Adeptorum e della Cavea Sibyllarum. Questo è stato uno stimolo a rileggere tale Dedica, e mentre per il Caracter Adeptorum l’implicazione di Natura Ermetica resta per me velata, mi ha colpito l’iconografia della Cavea, in quanto tale antro è circondato da un fregio ovale che mi sembra identico all’immagine dell’Uroboro, e dentro tale perimetro, le Sibille, agiscono sull’elemento Terra con fatica, senza la qual fatica, credo, il loro “Pectus” non può far manifestare il Numen. Forse è l’ennesimo monito che ci indica che le fatiche evolutive iniziano proprio dall’Almo Suolo, quindi dal piano terra ed è su tale piano che bisogna concentrare il lavorio iniziatico.
    Un caro saluto a tutti.

  7. garrulo1 15 Maggio 2015 al 12:28 - Rispondi

    Man mano che la rilettura scorre, si fissano un pochino di più concetti che in prima battuta non dico fossero sfuggiti, ma non avevano richiesto un particolare input di attenzione specifica. Quindi ancore due parole sul Grande Ordine Egiziano. Manifestatosi detentore della Sacra Scienza Pontificale Egizia, a sostegno e quindi supporto della medicina convenzionale e della terapeutica più in generale, pertanto la terapeutica “ieratica/rituale” diventa modalità di pratica pro-salute-populi, quindi finalizzata al bene ed alla salute nel contesto sociale, e parallelamente strumento fondamentale all’evoluzione del singolo praticante, quindi da intendersi quale idonea leva di azione per stimolare il potenziale umano nella direzione della Perfezione delle Virtù Umane. Però, per stimolarla negli altri, occorre che qualcuno la possieda, o meglio ancora l’abbia realizzata tale Perfezione, altrimenti non se ne fa nulla. Credo che questa caratteristica fosse e sia propria della Casta Sacerdotale e quindi dei “ Pontefici Egizi”, Uomini e Donne che, per l’altissimo grado evolutivo conquistato, sono in grado di possedere la Scienza della Vita conoscendone le Leggi che vi presiedono, di praticarla e di “trasfonderla” negli altri, quindi etimologicamente Ponti tra il flusso della Vita stessa e quegli esseri nei quali, il fermento motivazionale ed evolutivo, li spinge inesorabilmente a domandare l’approccio a questa Scienza Sacra.
    Un caro saluto a tutti.

  8. garrulo1 26 Aprile 2015 al 16:00 - Rispondi

    Continuando nella rilettura, ho colto, sicuramente in modo assai incompleto, data, com’è ovvio, l’estrema difficoltà dell’argomento, però un minimo mi torna, un collegamento tra l’Egitto antico e le vicende del popolo di Israele. Infatti, proprio l’Egitto antico, possedeva una lingua originale che nello stesso tempo era filosofica, allegorica e magica e tale linguaggio era il cd. Ebraico antico, a sua volta mutuato dal Chinese antico sotto l’aspetto letterale cioè per quanto attinente alla forma letterale, la cui dolcezza doveva appagare l’occhio, e parimenti anche dal Sanscrito per tutto quanto correlato all’armonia della pronuncia, questo al fine di appagare anche l’udito. Si apprende di conseguenza che il cd. BERESCHIT EGIZIANO, era una vera e propria chiave di accesso alle Idee Madri e quindi alle potenze astrali che si annidavano dietro le singole forme letterali. Se ho compreso bene, proprio dal Bereschit deriverebbe il Sepher Jesirah cd. Libro Cabalistico della Creazione, nel quale è racchiusa tutta la Scienza Sacra del suo tempo, quindi filosofia, cosmogonia, teosofia ed infine magia. La cosa che però più mi ha attivato l’attenzione in questo capitolo del libro, è l’estrema semplicità con la quale vengono descritte le finalità della Cabbala, tese alla decodificazione del significato originale celato dietro ogni lettera ebraica, in quanto, senza avere per le mani tale chiave di lettura, risulta praticamente impossibile addentrarsi nello studio e nella pratica della Forza Universale nelle sue innumerevoli manifestazioni.
    Un caro saluto a tutti.

    • Laura 29 Aprile 2015 al 23:05 - Rispondi

      Ci sono letture che si fanno d’un fiato, altre che vanno centellinate, questa è una lettura che si può respirare a seconda del ritmo impresso al passo e della tensione alla meta…
      La meta.
      Più cammini e più si allontana, come l’orizzonte.
      Eppure più cammini meno ti importa di raggiungerla, perché apprezzi la bellezza del camminare, un po’ come narrava Guglielmo Tell nel suo viaggio a Compostela.
      La meta…
      Certo, fare un passetto significa sapere di non avere faticato invano, ma la meta è un po’ come le medagliette degli innamorati di una volta: più di ieri meno di domani.
      Sarà possibile volare? sarà possibile incontrare chi ami e chi hai amato e COSA ami e COSA hai amato e accorgersi che il tempo, forse, dopotutto, come nell’entanglement, è solo un’illusione dimensionale?
      Chi si nasconde al fondo di noi, quando molliamo la facciata e le difese ed emerge la piega dell’anima, tenace come quella di un pantalone?
      La meta…
      L’unica certezza, l’unica GRANDE certezza è… la MIRIAM.
      Regina Eterna.
      Ed eterna ROSA.

      • garrulo1 6 Maggio 2015 al 21:20 - Rispondi

        E’ proprio la meta il primo fattore da comprendere, per quanto sia possibile comprenderlo, perché, se esiste una meta, esiste sicuramente una via per tentare di raggiungerla. Vero è che, come dice il proverbio, “tutte le vie portano a Roma”, ma, sulla via della Città Eterna, ci si può incamminare imboccando l’autostrada, la cui circolazione di natura prettamente “omogenea”, presenta potenzialmente meno pericoli e meno distrazioni rispetto a strade urbane, interne, a volte sterrate oppure in cattivo stato di manutenzione, che obbligano ad intraprendere percorsi più lunghi, arzigogolati, comunque più pericolosi vista la natura più “eterogenea” di tali percorsi, quindi nel complesso maggiormente o decisamente dispersivi, a meno che, ad un certo punto, non ci si accorga che è bene utilizzare la prima diramazione disponibile per immettersi nell’autostrada sopra menzionata. Questo breve preambolo, mi è utile per agganciarmi al Capitolo del Libro che tratta del Grande Ordine Egiziano: per quanto ne ho compreso, un Organismo Iniziatico Strutturato, mi viene da definirlo “Universalmente Condiviso”, quale Eterna Garanzia di accesso alla Conoscenza quale Via Evolutiva, a custodia e tutela del Patrimonio Iniziatico attraverso le Ere, permettendo in questo modo la Perfezione (partendo però da un meccanismo di perfettibilità) delle Virtù Umane, proprio per mezzo della Scienza Pontificale Egizia, per sparire solamente se un giorno infelice, all’Uomo dovesse piacere “di ignorare d’onde viene e dove va”. Da qui, si comprende senza ombra di dubbio, l’importanza fondamentale e strutturale della Pragmatica, della protezione e contemporaneamente del controllo rigido dell’Ordine anzicitato a suggello e garanzia dell’intero impianto iniziatico, al punto di concepire la Schola come emanazione dell’Ordine stesso, e contestualmente quale idoneo contenitore adatto a recepire per esteso il travaso della Tradizione Ermetica.
        Un caro saluto a tutti.

  9. Shedyet 17 Aprile 2015 al 23:59 - Rispondi

    “…pare traboccare un’energia sottile e particolarissima che andrà a rarefarsi nell’etere per essere reiteratamente inspirata ed espirata – in un vortice spiraliforme – a scandire – in un ritmo sempre più incalzante – il via libera alla missione affidata a J.M.Kremm-Erz”.
    Le parole sono di matrice magistrale, tratte da “LA PIETRA ANGOLARE MIRIAMICA” e sembrano bonariamente ammiccare a quanto scoperto alcuni giorni fa. Infatti, in un articolo apparso per le notizie del mese della Royal Astronomical Society, un gruppo internazionale di astronomi che stavano osservando i resti della collisione di ben quattro galassie all’interno del grande ammasso Abell 3827 ha scoperto che la materia oscura (leggi “etere”…) potrebbe interagire con altra materia oscura in un modo diverso dall’attrazione gravitazionale. Diceva J.M. Kremm-Erz in tempi ancora distanti da Higgs, dal suo bosone e dal Campo Zero che “L’ETERE è unica e sola materia cosmica, Una. (…)Il movimento dell’etere genera luce e forma”.
    Per parte sua, Richard Massey, primo firmatario del suddetto articolo scientifico, annota: “Eravamo abituati a pensare che la materia oscura stesse lì tranquilla, badando solo a se stessa, fatta eccezione per l’attrazione gravitazionale. Ma se venisse rallentata durante la collisione, potrebbe essere la prima prova di una diversa fisica dell’universo nascosto intorno a noi.”
    La scienza, dunque, cammina. E cammina verso la conoscenza.
    La Tradizione Ermetica, intanto, posa immutabile: come solo la Verità…

    • fler95 18 Aprile 2015 al 14:51 - Rispondi

      Unica e sola materia… Fa venire in mente il CREDO: “L’UN(A?) che tutto in sé contiene: moto, forma, forza, intelligenza, bene, amore e morte”.

  10. m_rosa 13 Aprile 2015 al 19:29 - Rispondi

    rispetto all’ultimo post di garrulo, anche a me viene una domanda: ma siamo sicuri che l’Io occulto Kremmerziano corrisponda all’inconscio freudiano? Personalmente non ne sono così convinta. Rispetto poi al dubbio di ippogrifo mi sembra che le due cose si muovano all’unisono: mentre mettiamo in atto il “percorso di avvicinamento progressivo” che consiste anche in “una progressiva spoliazione delle proprie sovrastrutture”, l’individuo storico, pian piano, si manifesta.

    • garrulo1 19 Aprile 2015 al 19:45 - Rispondi

      D’accordissimo con m_rosa ed anche con l’ultimo post di ippogrifo: l’inconscio psicanalitico al massimo si avvicina cautamente al postulato ermetico dell’io storico. D’accordissimo anche sul fatto che, solo con una progressiva destrutturazione soggettiva si possa tentare un primo approccio con l’io occulto. Questo percorso graduale di spoliazione, mi pare passi sistematicamente attraverso un corrispondente processo di sublimazione della materia organica nel suo complesso, da quella più spessa a quella più sottile, processo comprensivo di più stadi intermedi, per cui si può presupporre, che ad ogni “step”, l’essere umano abbia sperimentato un cambiamento di stato della materia stessa. Tento di spiegarmi meglio: credo che in ballo vi sia il percorso progressivo di rigenerazione della persona operata da sé medesima, quasi di autoricreazione, dopodichè, la struttura organica complessiva (bio-psico-fisica) non è più la stessa di prima, e tale rigenerazione penso abbia comportato la liberazione dell’anima storica dai blocchi rappresentati da pregiudizi, sovrastrutture, impurità varie, pertanto verrebbero letteralmente a “mutare” anche le modalità di espressione dello Spirito, in quanto quest’ultimo viene a disporre, quale veicolo di contatto con l’ambiente circostante, proprio della materia sublimata nel suo complesso.
      Un caro saluto a tutti

  11. garrulo1 12 Aprile 2015 al 20:36 - Rispondi

    Proseguendo nella rilettura della Pietra Angolare, voglio soffermarmi su di un altro particolare che credo degno di nota, cosa tra l’altro già letta sia nella Scienza dei Magi che nei Dialoghi. Mi riferisco nello specifico all’attenzione che il Maestro Kremmerz nutriva nei confronti della nascente psicanalisi e sulle tesi di Freud. Questo a dimostrazione, come sempre, della massima apertura e considerazione verso tutto l’apparato scientifico contemporaneo, ed in particolare nei confronti delle novelle Scienze Umanistiche. Il Maestro pone comunque in rilievo la differenza di livello esplorativo circa l’inconscio umano, che nel caso della psicanalisi partendo dagli atti mancati e/o accidentali rivela un primo approccio nella direzione della penetrazione di un fondo inesplorato, per affidare poi al transfer terapeutico, all’analisi dei sogni ed alla possibilità di regressione sotto l’impulso ipnotico il prosieguo della ricerca, mentre nell’Ermetismo Magico si punta dritti al contatto con l’io occulto o essere storico, seguendo però un percorso di avvicinamento progressivo, che per forza di cose deve pian piano riportare a quella condizione di equilibrio foriera di salute fisica e luce psichica, in quanto, sostiene il Maestro, alla base di tutti i disordini nervosi vi è sempre uno squilibrio misterioso che si irradia lungo tutto il sistema nervoso centrale partendo proprio dal cervello. In questo caso, mi pare che il cervello venga inteso sia come organo fisico e parimenti come presidente di tutta una serie di funzioni, vera e propria centralina di comando, ed il disquilibrio anzicitato, in proiezione può intaccare organi e/o funzioni. D’altronde Freud, al cospetto della corrente scientifica che gli era contemporanea, era decisamente sbilanciato verso la considerazione dell’essere umano con un proprio potenziale psichico per certi versi inespresso quindi latente, con un arsenale pregresso da riscoprire in qualche modo, mentre il valore psichico umano per la Scienza Positivista dell’epoca, era tutto contenuto nella produzione di energia biochimica più o meno raffinata. Fa riflettere anche stavolta il fatto che, presentare un Corpus di Scienze Ermetiche in un contesto quale quello sopramenzionato, fu una missione davvero titanica.
    Un caro saluto a tutti ed al prox post.

    • ippogrifo11 13 Aprile 2015 al 00:26 - Rispondi

      Dice Garrulo che “…nell’Ermetismo Magico si punta dritti al contatto con l’io occulto o essere storico, seguendo però un percorso di avvicinamento progressivo…”
      Mi par di capire, secondo questa affermazione, che sia l’individuo cosciente a entrare in contatto con l’individuo storico, sebbene con un “percorso di avvicinamento progressivo”. In proposito mi sorge un dubbio che vorrei qui manifestare nei termini seguenti: e se fosse l’esatto contrario? Ossia se invece di un avvicinamento progressivo si trattasse di una progressiva spoliazione delle proprie sovrastrutture così da permettere all’individuo storico di manifestarsi attraverso quello attuale?
      Ovviamente si tratta di un dubbio e nel campo delle opinioni nulla induce a privilegiare una o un’altra delle tante possibili.

  12. garrulo1 6 Aprile 2015 al 16:44 - Rispondi

    Continuando la rilettura della Pietra Angolare, mi è venuto spontaneo soffermarmi sulla questione dell’esoterismo occidentale e del suo “vizio radicato”, ampiamente trattato nei Capitoli I e II della prima parte del Volume. Il vizio in questione è relativo all’aspettativa sovradimensionata sia soggettiva che culturalmente accettata, che tendeva e tende a proiettare la dimensione magica in piena favola, senza alcuna considerazione scientifica circa i limiti sigillati dalle Leggi di Natura. Fondamentale in questa ottica, è la legge di progressività nella manifestazione dei fenomeni e nella penetrazione degli elementi causali che vi presiedono, utile a spazzare ogni iperaspettativa di conquista di fantomatici “superpoteri deliranti”, che, come menzionato al paragrafo 6, questo vizio era diffuso “ieri come oggi”. Proprio partendo da questo presupposto alterato, è possibile che si siano registrate, tra fine ottocento ed i primi del novecento, istanze di ingresso nella Schola provenienti con ogni probabilità anche da una frangia di soggetti “delusi” da logge massoniche o martiniste, o da seguaci di dottrine teosofiche e/o orientaleggianti. La rivisitazione di questo fenomeno, mi ha fatto tornare in mente il fatto che proprio su questo “vizio radicato” si basava la prefazione della Porta Ermetica, in quanto tutta quest’opera magistrale rimbalza tra le delusioni dei 3 amici riunitisi a Villa Speranza in San Remo (Caio Buddi, Mevio Mefisto e Sempronio Cristiano), e le fondamenta inossidabili che il Maestro Kremmerz (che mi pare che nell’opera così si qualifichi “ … propagatore di magia in fine del secolo XIX – coraggio di apostolo in ritardo… ed in Italia dove nessun uomo crede negli apostolati ideali”), pone alla Magia Isiaca ed Osiridea, intesa, forse così chiaramente per la prima volta nel corso dei secoli, quale Scienza Sacra e chiave di lettura progressiva dei fenomeni naturali sotto l’aspetto causale.
    Un saluto a tutti, al prox post.

    • ippogrifo11 7 Aprile 2015 al 00:08 - Rispondi

      In relazione a quanto espresso da Garrulo, ripropongo la citazione tratta dagli scritti del Maestro J.M. Kremm-Erz e riportata a pag. 351 della Pietra Angolare Miriamica:

      «L’arte di evocare gli spiriti e i dèmoni dovrebbe per tutti consistere nell’asservire angeli, spiriti e diavoli alle passioni umane e fare dell’uomo volgare una specie di padrone e donno di tutti i folletti e spiritelli dell’invisibile, per esser servito a mensa lauta senza indigestione, per colmare di oro forzieri profondi come caverne, e per godere le fanciulle più ritrose e le donne più oneste senza incespicare nel codice penale.
      In altri termini il pubblico grosso vorrebbe che gli dei, gli angeli, i dèmoni profanassero la loro natura divina, e godessero nello scendere ad imporchirsi nello stagno melmoso della umanità curiosa, per mettersi al servizio, come valletti in marsina, di poveri scemi che della propria vanagloria molto presumono e l’uomo mettono pari e pari con gli dei! »

      E, ove ancora permanesse qualche fraintendimento, sempre il Maestro J.M. Kremm-Erz precisa:

      «Il progresso, nell’evoluzione fatale, incessante, immensa di tutto ciò che è materia e spirito, trasforma e avvicina l’umanità (questi miliardi di insetti pensanti e filosofanti) alla potestà della forza creatrice di tutte le cose».

      «Motivo per cui – chiosa subito dopo il Maestro M.A. Iah-Hel – il percorso ermetico, da sempre, poggia inesorabilmente sulla universale Legge di evoluzione degli esseri, Legge della cui esplicazione la Scienza Sacra detiene le chiavi operative e della cui inviolabilità il Grande Ordine Egiziano, per quanto se ne sa, è ferreo custode.
      Legge che, essendo rigidamente progressiva, non ammette salti e soprattutto nulla concede alle velleità prevaricatrici di aspiranti maghi, di finti sacerdoti variamente paludati di orpelli e di tutti quegli illusi sedicenti “iniziati” ».

      Cos’altro aggiungere?

      • garrulo1 12 Aprile 2015 al 19:49 - Rispondi

        Una cosa solamente che mi viene subito in mente leggendo il post di Ippogrifo: la Legge in questione è Legge di Giustizia Cosmica, inattaccabile (non intaccabile) da qualsiasi idea di prevaricazione che invece risponde esclusivamente ad aspettative parziali snaturanti, purtroppo insite nell’essere umano se non ne diventa consapevole e conseguentemente non ne prende le opportune distanze.
        Un saluto a tutti

  13. garrulo1 14 Marzo 2015 al 09:22 - Rispondi

    Ho iniziato la rilettura della Pietra Angolare. Voglio fissare bene alcuni contenuti ed i passaggi chiave che hanno caratterizzato oltre un secolo di storia ininterrotta e ortodossa della Schola. Dai primi capitoli ho colto un riferimento, latente da circa 20 anni, cioè dal momento in cui avevo letto per la prima volta La Scienza dei Magi. Infatti, a suo tempo, mi ero domandato, ma senza troppe esigenze di risposta, il perchè il Maestro Kremmerz, si fosse molto soffermato nella descrizione dello spiritismo, del paranormale e dei fenomeni medianici nelle loro varie sfaccettature. Si comprende perfettamente nella Pietra Angolare, che all’alba del secolo XX, tali “discipline” si stavano affermando all’attenzione dell’intero sistema sociale, con proseliti in tutti i ceti, in quanto di più o meno semplice comprensione collettiva, vista la platealità dei fenomeni e senza particolari esigenze di penetrazione causale circa le modalità radicali alla base dei fenomeni stessi. Quindi era d’obbligo una estesa trattazione, che però il Maestro affronta in termini scientifici. Non riesco a non immaginare, in un quadro collettivo quale quello descritto, a cui va aggiunto il contraltare dell’affermazione del Positivismo Scientifico con nuove scoperte a ritmo incessante, le enormi difficoltà di approccio di un’Opera di propaganda di Magia, presentata al grande pubblico quale Corpus di Scienze Occulte, quindi Scienza Sintetica, o meglio ancora etimologicamente, Occulta Scienza dei Magi, con l’annessa costrizione dichiarata dallo stesso Maestro Kremmerz: “accolta freddamente da un pubblico che condanna senza ponderazione ogni novità lontana dall’ordine delle cose conosciute”. La mia personale riflessione, allo stato attuale è questa: un destino in embrione non può che esplicare il suo mandato biologico, se organi e funzioni concorrono al fine che li accomuna: coagulare la vita. L’Ortodossia ininterrotta è stata ed è il fluido vitale che attivando funzioni ed organi ne ha rese possibili 1) l’affermazione in un periodo di tempo così difficile quale quello descritto e 2) l’espansione progressiva specialmente negli ultimi decenni, ora perfettamente documentata e verificabile da chiunque ne nutra un sano interesse.
    Un saluto a tutti, al prox post.

  14. wiwa70 1 Marzo 2015 al 13:01 - Rispondi

    Ho concluso la lettura della Pietra Angolare I vol. che mi è stata compagna in queste ultime settimane e già mi manca…non vedo l’ora che arrivi il secondo volume! L’ultima parte mi ha molto sorpresa, neanche fosse la prima volta, come la Storia della Fratellanza avesse una Vita e Volontà proprie al di là delle persone, anche protagoniste, che l hanno attraversata e sostenuta, ad es.si dice che persino il Maestro Kremmerz avesse desiderato per la Fratellanza di Miriam qualcosa che si dimostrò una semplice speranza “quel TM avrebbe potuto in avvenire essere inteso per Templaria, invece che per Terapeutico Magica”! Allora sorgono tante domande: la finalità terapeutica per quanto nobile, era comunque stata pensata dalle Gerarchie, come transitorio “necessario” strumento evolutivo, visto la chiara involuzione della specie umana in quel momento storico preciso?? Ma il fine ultimo, secondo il Kremmerz, allora poteva essere quello di formare, come si dice in seguito, “una società pitagorica di estensione illimitata, nella quale ogni numero, relativamente al suo sviluppo, potesse giovare in ogni esplicazione della vita sociale, ai più bisognevoli di aiuto e di consiglio e formare una larga compagine salda di uomini che alla direzione dei destini umani, razze, nazioni, famiglie, s’imponessero in nome di due fattori eterni: LA RETTITUDINE NELLA GIUSTIZIA,L’ALTRUISMO PER SENTIMENTO DI SOLIDARIETA’”?? E’ questa la matrice comune quindi che la Fratellanza di Miriam ha con i nostri fratelli Massoni, i quali, infatti, sono ammessi fin nei primi gradi dei circoli esterni? Inoltre mi ha molto colpito l’UMILTA’ con cui il Maestro si rimette alla Volontà più profonda della Fratellanza di Miriam e del PROGETTO PRO SALUTE POPULI nell’ortodossia più severa e si tocca con mano la sua condizione Umana, Egli non ha avuto paura di “infangarsi le ali”, laddove mi sono sempre fatta l’immagine di un Dio che si “sporca” vestendo i panni dell’Uomo, ora vedo un UOMO che si vuole integrare con DIO, dal Basso della sua Umanità, e non dall’Alto dei Cieli!
    Questo mi ha fatto sentire più UMANA, parte di quell’HUMUS prezioso da cui ogni trasformazione e rigenerazione può partire!Attraverso la lettura ho potuto “interloquire” con i Maestri di Miriam dei nostri tempi recenti e questo è stato meraviglioso, la mia parte “bambina” ha fatto le capriole tutto il tempo, e ha viaggiato sollevata da terra e dalle miserie umane, almeno per un istante….GRAZIE DAVVERO DI CUORE AI NOSTRI AMATI E PREZIOSI MAESTRI DI MIRIAM e alla loro OPERA ORTODOSSA CONTINUA ed ININTERROTTA!
    Un caro saluto a tutti i fratelli e sorelle

    • garrulo1 14 Marzo 2015 al 08:36 - Rispondi

      D’accordissimo, Wiva, sul fatto che la Terapeutica non sia il fine, ma il mezzo, lo strumento su cui si appoggia il percorso evolutivo soggettivo, collettivo ed oggettivo che da potenziale deve progressivamente essere trasformato in reale. Però, tale finalità Magistralmente “pensata” dalle Gerarchie, se ci pensiamo bene è la più nobile e parimenti più sicura modalità di attivazione, in quanto nel dogma “pro salute populi”, è sigillato l’abbattimento di qualunque ipotesi egocentrica a favore proprio di quell’altruismo per sentimento di solidarietà al quale hai fatto riferimento. E questo credo risponda come al solito ad un criterio scientifico, nel senso che più ci si allena a tamponare le motivazioni egocentriche e di riflesso più si tenta la proiezione nella direzione Universa o più terra a terra solidale, da sperimentare anzitutto con tutte le persone con le quali, nella quotidianità andiamo ad interagire.
      Un caro saluto a tutti.

  15. garrulo1 1 Marzo 2015 al 10:33 - Rispondi

    Continuando la lettura del Volume Primo della Pietra Angolare, sono arrivato all’introduzione Storico Filosofica alla Fratellanza Taumaturgico Magica di Miriam del Maestro Jesboama, presente dalla pagina 447 in poi, e colpisce non poco l’attenzione l’estrema sintesi con la quale viene circoscritto il “problema analitico” della maggior parte delle Religioni, insito nella domanda tripartita: 1) da dove vengo; 2) chi sono; 3) dove vado. Ad un certo punto di tale introduzione, corrispondente alla Foto 11/7 dell’Archivio del Trust, viene riportato espressamente: l’angelo (quello simbolicamente decaduto) è “la mentalità libera che decade imprigionandosi in un corpo fisico e creando nel suo cammino un’anima”, da intendersi quest’ultima quale collante tra la mentalità libera (pensiero) ed il corpo materiale (involucro). Risulta pertanto di più facile comprensione la descrizione che ne deriva del Triangolo, simbolo che accomuna l’iconografia Cattolica con quella Massonica.
    Vero è che anche nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, tale concetto viene descritto dal Maestro Kremmerz questa volta con modalità etimologica/filologica, partendo dal presupposto che l’Ens latino è l’Ente o Macrocosmo, e la Mens latina (Meus + Ens) è la infinitesima particella dell’Ente, inequivocabilmente individuata e quindi incarnata e definita nell’Uomo o Microcosmo. Di conseguenza, la progressione espansiva dell’intelligenza nell’essere umano, è uno sforzo o tensione costante della Mente individuale per tentare la fusione Virtuale con l’Ente Universale da cui trae origine.
    Sotto l’aspetto causale, mi sono posto una domanda: perchè tale mentalità libera ad un certo punto deve per forza di cose decadere? Non poteva rimanere mente libera e spaziare a piacimento nel Cosmo senza dover iniziare un tortuoso cammino, tra l’altro pieno di insidie devianti, per poi tornare alla libertà originale? Provo ad azzardare una risposta: forse, essendo l’Universo un continuum di mentalità creatrice e materia che va progressivamente modificandosi sotto l’impulso della prima, allora anche per quanto riguarda l’uomo, per partecipare pienamente alla Vita Universa ed aspirare alla Coscienza Universa, deve realizzarla mediante l’integrazione dei 2 fattori di cui sopra, in quanto il meccanismo sarebbe lo stesso che si esplica in tutto il Cosmo per qualsiasi tipologia di Creazione, un Impulso Mentale (Volontà Creatrice) agente su un fattore passivo recettivo, Naturalmente sensibile a modificazioni progressive sotto l’azione del primo fattore, e pertanto l’essere umano risponderebbe alle stesse identiche leggi, quindi il lungo e faticoso cammino è una dovuta adattazione ad un meccanismo che da potenziale dovrà (faticosamente) trasmutarsi in reale.
    Un saluto a tutti ed un appuntamento al prossimo post.

    • sannitica2011 2 Marzo 2015 al 13:20 - Rispondi

      E, si, caro garrulo, tutto è nella materia una che tutto ha in sé. La legge nel macro come nel micro è la medesima. Da qui il concetto di materialismo sacro del Kremmerz. Bisogna che noi, la nostra materia risuoni all’unisono con quella cosmica e per questo c’è la Schola con le sue pratiche. Tutto va realizzato nel concreto e non nel mentale che da solo non servirebbe.

    • ippogrifo11 2 Marzo 2015 al 23:49 - Rispondi

      Mi collego alle considerazioni di Garrulo e alla sintesi lapidaria di Sannitica per tentare un contributo ulteriore.
      La consapevolezza intelligente della materia vivente individuata può essere vista come manifestazione, ossia come epifenomeno, della stessa materia vivente, nel senso che da essa emerge. Sotto questo punto di vista, mi parrebbe una sorta di tautologia pensare di poterne direzionare il processo evolutivo, pur attraverso le “modificazioni progressive sotto l’azione del primo fattore” cui fa riferimento Garrulo. Tento di spiegarmi meglio.
      Il grado di consapevolezza dell’essere, per come esso si manifesta, è direttamente correlato alle caratteristiche evolutive intrinseche alla materia individuata. Allora, come potrebbe essere possibile, in queste condizioni e per conseguenza di un mero processo mentale, che è esso stesso prodotto dalla materia vivente che gli fa da sostegno, conferire una direttrice di sviluppo ulteriore? E poi, secondo quale direzione, dati i limiti stessi connessi con quel particolare stato individuato della materia vivente? Sarebbe un po’ come voler venire fuori da un pozzo tirandosi su per i capelli (nell’ipotesi che questi siano sufficienti e sufficientemente robusti per consentire un’operazione di tal genere). Ecco allora che interviene la Schola con i suoi strumenti rituali e ortodossi e, con essa, il lievito promanante dal Centro cui si è magicamente collegati. Infatti, è quel lievito che è in grado di produrre il fermento nuovo in grado di attivare e nutrire il processo evolutivo ulteriore; in grado quindi di introdurre nella materia vivente individuata quel “quid” trasmutativo senza il quale la materia resterebbe esattamente com’è. Del resto, come diceva il Maestro J.M. Kremm-Erz, il segreto della pratica è praticare; la quale pratica, per altro, non può pensarsi avulsa da un meccanismo di garanzia che ne assicuri efficacia e soprattutto allineamento rispetto alla finalità cui aspira il praticante. Ed ecco che di nuovo interviene la Schola, garante e custode “per Patto” dell’ortodossia di pratiche e metodi.

  16. garrulo1 15 Febbraio 2015 al 19:27 - Rispondi

    Nel post precedente, si è parlato dei 3 livelli di comunicazione in relazione al “bacino di utenza”! Nel prosieguo della lettura, viene chiaramente descritta l’origine della Scienza Sacra nella Grande Università Templare Egizia, frequentata tra l’altro, in tempi diversi, dai vari Pitagora, Platone, Aristotele (forse), ed altri Scienziati e Filosofi dell’Occidente più o meno antico, per quanto conosciuto. Questa “Regia Schola”, con nome mistico di Ermete Trismegisto, da intendersi quale Centro Scientifico che deteneva le chiavi di accesso ai 3 livelli di Conoscenza, o meglio di “Ordini Scientifici” da trasferire poi ai differenti bacini di utenza, relativamente: 1) alle dinamiche che presiedono ai fatti tangibili (di pertinenza del Corpo Sociale nella sua generalità), 2) alle Leggi a tali fatti sovraordinate e 3) ai Principi che governano il Cosmo, tali ultimi di competenza degli Iniziati nei vari gradi del percorso di Integrazione.
    Anche l’Arte Alchemica viene storicamente circoscritta con la finalità di permettere il fluire della Scienza Occulta attraverso l’Occidente nel periodo medievale, anche se, come menzionato in precedenza era parte integrante dei “Corsi Universitari” della Antichissima “Regia Schola” Templare Egizia. Proprio in ragione a ciò, gli Alchimisti, in primis quali Filosofi Ermetici, potevano essere contestualmente medici, oppure astronomi, filosofi, chimici, matematici e così via.
    Un saluto a tutti ed un appuntamento al prossimo post.

  17. garrulo1 1 Febbraio 2015 al 19:09 - Rispondi

    Nel prosieguo della lettura della Pietra Angolare, sempre all’interno dell’Archivio del Maestro Jesboama, colpisce e non poco la sintesi sulle radici della conoscenza, che sapevo fossero ancorate alla Terra d’Egitto, ma non conoscevo affatto dell’esistenza di una Lingua Sacra dei Misteri, l’Ebraico Antico, disconosciuta nei tempi, perfettamente maneggiata da Mosè in qualità di Sacerdote Osirideo, altro particolare quest’ultimo esplicitato in modo chiarissimo, il quale Mosè sintetizzò la conoscenza del Bereschit Egiziano nel Suo Sepher Jesirah o Libro della Creazione, onnicomprensivo di Scienza Filosofica, Teosofica, Cosmogonica e Magica, con triplice livello di linguaggio a seconda del “bacino di utenza”, differenziato tra il popolo nel suo complesso, gli Iniziati in fase di formazione ed i Maestri detentori e parimenti custodi dell’Arte.
    Sui rapporti matematici che presiedono alle leggi cosmiche, dopo averli letti più volte è bene ricominciare, perchè a me personalmente risultano di assai difficile metabolizzazione, pur essendo descritti e direi sviscerati con estrema semplicità.
    Buon proseguimento di lettura a tutti.
    Un saluto e buona domenica

  18. garrulo1 26 Gennaio 2015 al 12:11 - Rispondi

    Ho iniziato anch’io la lettura del Primo Volume della Pietra Angolare. Ogni occasione è buona per ribadire l’importanza fondamentale della dimostrazione documentale a supporto dell’Ortodossia, ed in tale Opera le prove documentali sono enormi. In questo momento sto leggendo i manoscritti del Maestro Jesboama, ed ho appreso solo ora, che per una serie di combinazioni, tale archivio venne rinvenuto in Pisa solamente nel 1994, e per fortuna, dopo oltre 70 anni, tali documenti sono stati trovati ancora in ottimo stato di conservazione. Dai primi scritti riportati sul libro, si evincono appunti registrati dal Maestro circa la Sua quotidianità di allora, le Sue impressioni anche su fatti di cronaca ordinaria visti da un Uomo che era anche Prefetto del Regno, le difficoltà nell’espletare missioni di servizio anche in località ostili ai rappresentanti dello Stato tra l’altro a quel tempo di recente istituzione.
    Quello che però traspare dagli appunti olografi di cui sopra, è l’enorme, immensa etica racchiusa in ogni pensiero ed in ogni azione relativa anche a fatti della quotidianità, posti però in essere da un Uomo che sarebbe diventato poi Maestro nella Compagine Miriamica Ortodossa, pertanto punto di riferimento fondamentale nelle funzioni Iniziatiche.
    Infatti, ogni volta che per cause di forza maggiore debbo interrompere la lettura, sono un pochino triste, forte però della programmazione già a me nota per la prosecuzione della lettura stessa, anche perchè quando sarà disponibile il secondo volume, vorrò già aver sufficientemente metabolizzato il primo.
    Un caro saluto a tutti, con impegno di prossimi post man mano che la lettura procede.

  19. mens.libera 21 Gennaio 2015 al 23:25 - Rispondi

    La lettura del libro – che ritengo semplicemente riduttivo definire tale – mi ha trasmesso immediatamente il senso della continuità dell’Opera del Maestro J.M.Krememerz, l’armonico legame esistente con tutti i millenari insegnamenti provenienti dall’antichità più remota della Verità Unica. In una parola la Tradizione Ortodossa Ininterrotta. La rigorosa ricostruzione scientifica, l’autorevolezza della esposizione, sempre impersonale e stilisticamente attenta a non romanzare mai la realtà e le vicende, forniscono un solidissimo sostegno alla coerenza dell’esposizione, finalizzata unicamente a ricostituire la Verità e la grandiosità della Schola fino ad oggi. Ogni studioso della materia trattata o semplicemente chi desidera avvicinarsi, scevro da pregiudizi o da riserve mentali troverà ampi spazi di chiarimento e approfondimento, basati su rarissimi documenti e fonti introvabili. Quest’opera consentirà di ampliare in ognuno gli spazi di riflessione su come procedere nel proprio cammino evolutivo, che in ogni epoca appare autonomo dalla società e dalle relative correnti di pensiero dominante. Non mi soffermo sulla prestigiosa veste grafica e sulla qualità del volume, molto rara di questi tempi. Un profondo ringraziamento al Maestro M.A.Iah-Hel per quanto ha voluto donare e per l’enorme e qualificato impegno profuso per la realizzazione della pubblicazione.

  20. ippogrifo11 18 Gennaio 2015 al 14:30 - Rispondi

    Come tanti, sto leggendo La Pietra Angolare Miriamica.
    A di là della veste tipografica, che definire pregevole mi pare riduttivo; al di là dei contenuti storico-filologici di una ricostruzione rigorosa e mai di parte; al di là di una ricchezza documentale quanto mai preziosa e cruciale nel suo operare da sostegno indiscutibile e inoppugnabile al dispiegarsi delle vicende e alla lettura delle medesime; al di là di tutto questo, che pure rappresenterebbe un enorme valore intrinseco di ogni pubblicazione che volesse porsi come testimonianza, oltre che come resoconto, di fatti non sempre di agevole decodificazione; al di là di tutto questo, dicevo, un aspetto, forse non subito evidente, ha catturato la mia attenzione e tutt’ora la tiene agganciata via via che scorrono le pagine: la predisposizione – posso dire interiore? – del curatore; l’atteggiamento, neutrale ma intenso, verso la narrazione; la dedizione e l’impersonalità nel rappresentare e farsi interprete di un Disegno atto a “custodire e tramandare” un patrimonio inestimabile; il rispetto, profondo, e la gratitudine verso atti e fatti concepiti da un Consesso avulso da ogni condizionamento profano e attuati da un Maestro disinteressato e devoto all’Opera a Lui delegata.
    Ecco, gratitudine e rispetto.
    La stessa gratitudine e lo stesso rispetto che deve accomunare tutti noi fruitori di un’opera che è ormai parte integrante di quel patrimonio anzidetto e che essa stessa intende “custodire e tramandare”. Più facile, la gratitudine, a palesarsi – ed esaurirsi – nelle dichiarazioni pur sincere e spontanee; più difficile, il rispetto, a concretizzarsi nella forma e nella sostanza di comportamenti individuali che andrebbero sempre ricondotti a quello ortodosso, proprio dei Numeri di una catena orante agganciata a quella Gerarchia che fa capo allo stesso Consesso per conto del quale agiva il Maestro J. M. Kremm-Erz e che oggi si esprime attraverso la Delegazione Generale rappresentata dal Maestro M. A. Iah-Hel. L’auspicio è che la lettura di questa opera unica informi via via anche la nostra di sostanza, così che il rispetto, quando pure si manifesta, oltre che formale, divenga rappresentativo di sostanza coagulata e consapevole di sé.

  21. fler95 16 Gennaio 2015 al 23:34 - Rispondi

    Sto leggendo con enorme interesse e – devo dire – anche con grande attenzione il bellissimo volume pubblicato dalla Delegazione Generale e curato – a mio parere – nei minimi dettagli: dalla scelta dei colori, alla copertina, alla dedica, alla suddivisione dei Capitoli…
    Sembra che Tutto parli o sia lì per parlare: non solo le parole. Come J.M.Kremmerz, un secolo dopo, M.A.IAH-HEL, e quel diamante in copertina, ‘logo’ che significa anche il dorso: equilibrio di forze, triangoli che si sposano, e un elemento grafico in più a dare l’idea del movimento.
    Infatti, pare proprio vi sia una Luce, sul lato del ‘diamante’, che ricorda la rotazione del Mondo vista dalla prospettiva del Sole.
    E poi quel titolo interno, scritto come se poggiasse sul logo anziché esserne staccato: viene da interrogarsi finalmente su ‘cosa’ sia la Pietra Angolare Miriamica, simbolo sintetico, essenziale di cui la Parola è emanazione possibile…
    Come non andare con la mente alla definizione di un secolo fa “eccelsi occhi di Luce” cui si rivolgeva la Delegazione dell’epoca? Come non intenderne l’efflato ad ogni dove, attualizzato quanto immutabile dietro ogni frase, ogni riga, ogni nota (minuscola solo nel carattere)?
    Circa cent’anni dopo è la Delegazione Generale che torna a scrivere nella sua veste di “Delegazione” ed è quindi voce del Sinedrio, raggio di Quel Centro che scalda e magnetizza e induce tensione da subito, fino dalla Presentazione che si apre son il timbro inequivocabile ad avviare il poderoso lavoro di 500 pagine.
    E dall’inizio alla fine, nei colori di copertina, sembra una Fenice che risorge: rossarancio come l’ardore degli amanti, l’espansione delle stelle, la tinta della polvere d’ambra e altrettanto interiore e preziosa.
    Sapremo farne tesoro? Sapremo comprenderne il profumo,custodirne il messaggio, intendere e non fraintendere?
    Solo l’Amore infinito potrà farci grazia dei limiti umani e degli animali egoismi, nella speranza che questa volta, a differenza di un secolo fa, non si perda o disperda il dono senza prezzo che si volge a mano aperta e tesa per il superamento della nostra condizione: verso la Luce.

    • wiwa70 17 Gennaio 2015 al 14:50 - Rispondi

      Condivido a pieno l’opinione di Fler ! Nelle prime cento pagine in particolare mi hanno colpito il modo lineare, chiaro e fruibile, a mio parere, ad ogni tipo di lettore, dei contenuti anche rispetto alla precedente edizione e l’interessante contestualizzazione dell’epoca del M. Kremmerz, oggetto anche degli ultimi lavori accademiali, che arricchisce la conoscenza di quel periodo così ricco di fermento scientifico e spirituale di cui noi oggi viviamo ancora di rendita! Mi colpisce il fatto che mentre alcuni tendevano a separare la propria “campana” con toni di evidente contrasto e superiorità, Kremmerz, pur facendo le debite distinzioni, mirava ad uno spirito di Unità delle forze spiritual-scientifiche che si mossero nel panorama europeo in cui ognuno avrebbe potuto dare il suo contributo all’IDEA-le di Salute e Bene, senza giudicare la neonata scienza medica che muoveva i primi goffi e imperfetti passi verso il futuro, anzi cercando di indirizzare le nuove scoperte in un senso che valutasse l’uomo nella sua integrità(fisico-animico-spirituale) piuttosto che nella sua meccanicità. Non ultimo alla fine del II° capitolo, ci dona una perla di straordinaria lucidità e lungimiranza quando parla delle origini del mondo occidentale:” E se io vi dicessi che i proavi dei nostri proavi potrebbero essere venuti dall’Occidente…” ….Semi preziosi per i posteri, la cui realizzazione appare ancora lontana da venire! Buona lettura a tutti

      • F.M.CORELLI 17 Gennaio 2015 al 20:20 - Rispondi

        Alcune parole di Wiwa e Fler, che ringrazio, mi hanno stimolato ad esprimere il mio pensiero sull’argomento:
        Inestimabile ed inestinguibile “Rendita”, Edificata grazie al Nobile investimento di Forze, Energie, Abnegazione – impegno di 1 Vita e + ancora – spesa per realizzare l’Aristocratico Progetto dell’Ideale Santo di Bene, pro salute Populi, Quintessenzializzato nel Sacro: –
        “…nome cabalistico di Miriam e alla sua secreta significazione,…”,
        per citare in queste ultime note le magistrali parole attinte dalla circolare del Maestro G.K. del 26.12.1898!
        Rendita contestualmente trasferita nella sua Schola: la Fr+Tm+ di Mir+, Unica Erede del Sapienziale Patrimonio! Da non moltissimo Trasmigrato e pertanto: Detenuto e Blindato, nel Trust “Sinhedra Ammonea”, come ampiamente precisato da Chi di competenza!

        Da qualche tempo ho intrapreso anch’io la lettura del testo, ivi, risulta al momento riuscito, il mobile tentativo di, agevolmente seguire il Filo d’Arianna, nel labirintico percorso, estremamente carico di utili e preziose informazioni. (Terrei a precisare che la mia è una testimonianza, e non uno spot).
        Passo dopo passo, capitolo dopo capitolo, giungerò al traguardo che, segnerà, non la fine di un “percorso”, ma l’inizio di 1nuova consapevolezza che mi preme augurare di conseguire, a tutti i seri e rispettosi cultori: della Vita, dell’Opera, della Missione del Maestro Giuliano Kremmerz, e di Chi come Lui, sposando da sempre una condotta Ortodossa – HA e ne Sta seguendo le Orme con l’Indefesso Lavoro Manifestato attraverso la sua Schola!

        • fler95 18 Gennaio 2015 al 00:51 - Rispondi

          Caro/a F.M.Corelli, sentendomi chiamare in causa per aver stimolato il tuo pensiero devo nondimeno confessare di avere capito poco del mobile tentativo di seguire il Filo d’Arianna, ma immagino che Tu come me sia entusiasta del libro e che questo abbia voluto esprimere di là appunto da ogni presunto spot. In effetti non saremo mai abbastanza grati a Chi ci aiuta a muoverci verso la consapevolezza; e se pure nel percorso capitano a volte periodi bui e confusi, dove si mescolano il carico della nostra umanità e la Vita che lo evidenzia, toccati dalla Miriam generosa, possiamo attingere quanto ci serve a equilibrarci e recare testimonianza sempre più fervida e nitida alla grandiosa Sua Bellezza.

  22. segezia 31 Dicembre 2014 al 16:37 - Rispondi

    Giano bifronte si avvicina e lo sguardo verso il passato osserva che sono trascorsi vent’anni da quanto le Accademie vennero sciolte e iniziò la nuova fase della Schola con un percorso filosofico ritessuto per anni dall’attuale Delegazione Generale.
    Come tutte le cose grandi si riesce a vederle con maggior chiarezza via via che ce se ne allontana, così quell’opera magistrale di reimpostazione e riequilibrio comincia solo ora a mostrarsi per quella che fu: quanti sforzi per ridare alla vituperata scienza magica la dignità della scienza riscoperta dall’avanguardia della ricerca universitaria; quanta operosità sottile per spogliare del misticismo superficiale il lavoro quotidiano del Maestrato mentre fiorivano seminari e conferenze, rivisitazione di antichi cerimoniali e osservazione naturalistica; quanta pazienza nell’ascoltare le stramberie di ciascuno senza mai correggere né atteggiarsi ma solo proponendo con fermezza l’esempio del rigore e della mirionima Verità nell’arte, nella cultura, nella Natura…!!!
    Quando rinacquero le Accademie, sette anni fa, chi aveva potuto fruire di quel periodo magico accompagnato dallo scroscio delle acque limpide dei ruscelli, dall’azzurrità dei cieli di montagna, dallo spettacolo unico del sole e della luna che – insieme ed in pienezza – posavano sui monti del mito, ebbene vi fu chi fra quei fortunati intuì il passaggio e trattenne in gola un nodo di rimpianto.
    Ma non ve ne fu il tempo perché seguirono a ruota le Accademie: ricoagulate come erano state sciolte e con un progetto, un’energia, un Nome da ri-conoscere e re-alizzare.
    Oggi siamo qui, a quattro lustri di distanza, con i cinque volti della Schola unica e la sensazione di aver seguito e seguire una Stella di Luce vera che ci porta sempre più all’interno di noi, nella caverna dell’anima.
    La Pietra Angolare Miriamica appare più che mai fulgida promessa di Vita, benché come di consueto disposta lungo una traiettoria ortodossa e concreta.
    Il volume ne è lo specchio documentale… il Primo…
    Ma chissà quanti altri fratelli e sorelle arriveranno o torneranno nel Popolo di Miriam, attratti dalla forza del Bello e del Vero; chissà quanti comprenderanno di avere vissuto e stare vivendo una parentesi di ricchezza infinita e tanto più sfavillante quanto più a farle da sfondo è una povertà di valori crescente.
    A tutti noi, del passato, del presente, del futuro, AUGURI di Luce e Salute: ché la messe di quest’opera meravigliosa di Bene sia grande come grande è l’Amore che muove il Sole e l’altre Stelle, guida al Tutto nell’impalpabile Nulla!

    • fulva11 3 Gennaio 2015 al 22:37 - Rispondi

      Cara segezia, grazie dell’exursus puntuale e fedele, cui mi associo: gli auguri sono ricambiati! Siamo certi che sempre ci ritroveremo come ci siamo ritrovati fratelli e sorelle, oltre le umane personalità e le molteplici diversità. Noi, che vogliamo coltivare in noi stessi questo spirito di unità e fratellanza nell’ideale di bene della Miriam che ci affranca e appunto ci emancipa. Quanto potremo dire della nostra esperienza su questo!
      Ho avuto il libro, lo sto sfogliando, è ancora più oltre le attese; c’è un filo che si dipana nella documentazione sotto la guida precisa della Delegazione che mi pare sinceramente oltre modo obiettivo, neutrale. La completezza della documentazione permetterà la risposta a tante domande. Le immagini documentali raccontano di vite miriamiche dedite con fermezza e rigore all’ortodossia della Pragmatica Fondamentale. La copertina ha questa geometria pulita! L’interpretazione è affidata anche all’immaginazione.
      In cuor mio è emozionante …e commovente… esserci stati alla nascita della Pietra dell’86 e della triplice Pietra che oggi col primo volume vede la Luce!

      Auguri alla Pietra Angolare Miriamica che prosperi e si diffonda, per Miriam!

  23. garrulo1 28 Dicembre 2014 al 19:09 - Rispondi

    In questo periodo, ad ogni apertura del Blog con visualizzazione della copertina della nuova Pietra Angolare, è d’obbligo una riflessione sul tempo che passa. Infatti, tempo ne è passato dalla Magistrale pubblicazione del 1989, e nella traiettoria proiettiva della Schola, è sotto gli occhi di tutti quanto è stato realizzato. Ci avviciniamo al Primo Gennaio, il mito dedica al Giano a doppia Fronte uno sguardo alle cose trascorse ed uno sguardo alle cose a venire, senza omettere mai l’aggancio tra le prime quali semi su cui poi fioriscono, con più o meno spine a seconda della bontà del fattore semina, le seconde. E proprio sul coefficiente tempo, mi preme una riflessione che prende spunto dalla Pietra Angolare anzicitata: in una lettera della Delegazione Generale di Napoli, datata 21/04/1950 al Prot. N° 180, sottoscritta dal Maestro Hahajah in qualità di Procuratore Autorizzato, pubblicata per intero alle Pagine 67 e seguenti, in chiusura testualmente recita: ”…………………….Essi, (coloro che non hanno saputo o voluto cogliere i richiami a raccolta del Maestro Benno degli anni precedenti), ignorano che il loro tempo, al cospetto delle INTELLIGENZE ETERNE, è meno di un palpito, appena un tocco, un cenno, un iato. Il tempo è relativo alla durata delle vite; ciò che poco deve vivere rapidamente si evolve e declina. Ciò che deve durare a lungo, lentamente si sviluppa, lentamente si consuma. Ogni cosa ha un ciclo proprio, al quale corrisponde la sua manifestazione esteriore: la MIRIAM ha un ciclo di cui non è possibile intravedere la curvatura, ma giungerà agli uomini di domani, coi quali ci ritroveremo, seguendo la sua proiezione nel tempo. E sarà una rivelazione, una benedizione, un’emancipazione”.
    Questa prima pubblicazione della Trilogia ricalca pari pari questa tesi proiettiva di oltre mezzo secola fa, ed ogni occasione è buona per ringraziare le Superiori Gerarchie ed il Maestro M.A. Jah-hel che incarnano in questo momento storico, il punto di riferimento Iniziatico sicuro, fondamentale, rigoroso e sopratutto Ortodosso a suggello e garanzia dell’intramontabilità della Tradizione Miriamica Originale, e la nuova pubblicazione non è che l’ennesima scientifica dimostrazione.
    Un saluto a tutti ed un augurio di Buon 2015.

  24. fler95 26 Dicembre 2014 al 13:28 - Rispondi

    Natale: coi parenti, con gli amici, coi parenti degli amici. Scegliendo le parole ti trovi a raccontare l’esperienza nella Miriam e ti rendi conto che è come mostrare un diamante ad un bimbo. (Tipo la copertina del volume, in un caleidoscopio di ‘altro’ una gemma centrale…). Come renderne la Luce? Come trasmettere la stabilità che viene da quella Direzione? Come esprimere l’appartenenza che fa sentire un valore nel fondo di te?
    E tutto il Bene che è venuto quando hai avuto bisogno: nelle patologie, nell’afflizione, nello scoramento? E quel pungolo intrigante che sono i lavori accademiali, dove piano piano si apre un mondo e ti rendi conto della Tradizione e della storia di una scienza millenaria?
    Fortuna che c’è questo sito, cui indirizzare chi è interessato. Dopo poco che ne illustri la struttura ti tranquillizzi nella consapevolezza di essere un tramite la cui funzione inafferrabile trascende la comprensione singola (c’è chi pare non intenda – e poi arriva e resta – e chi pare intenda tutto – e poi arriva e se ne va non trovando di che rosicchiare un tornaconto). Ma ognuno spende la propria opportunità come crede e come può, senza che al fine conti la scelta felice o meno dei termini impiegati nel primo discorso.
    Però… Che fierezza poter dire “c’è un libro appena uscito, il primo volume di una trilogia, un lavoro giornalistico e documentale imponente, un’evidenza storica da cui ognuno trae le proprie conclusioni, formula ipotesi comparative e può procedere a eventuali scelte…”.
    Che orgoglio essere in grado di affermare che non ci sono papassi benedicenti né maestri cattedratici ma solo Esseri tangibilmente più avanti che senza parere fanno lievitare il meglio di Te!
    Così sì che si può dire Buon Natale… E ovunque e comunque grazie Schola! Di esserci, di essere l’astro del mio cielo e la speranza della Salute e della Luce per tutti gli sperimentatori di buona volontà.

  25. F.M.CORELLI 25 Dicembre 2014 al 00:19 - Rispondi

    Sperimentando l’operazione teosofica detta anche di
    ” addizione e riduzione “, ed esperendola con i numeri corrispondenti al nuovo anno, il risultato prodotto risponde al nr. 8.
    Quest’ultimo ci conduce alle simboliche rappresentazioni archetipali “rispecchiate” negli arcani maggiori – ivi riscontrando il seguente titolo: “La Giustizia”!
    Molteplici le interpretazioni espresse nell’ampia letteratura sull’argomento; attingendone qualche elemento qua e là – tra gli scritti più autorevoli, possiamo, in chiave sintetica, enumerarne alcuni: – logica, sicurezza di giudizio, imparzialità, indipendenza di spirito, e ancora: onestà, integrità, regolarità, disciplina, rispetto delle leggi, delle norme, delle regole, della gerarchia!
    Raccordandomi con gli interventi che mi hanno preceduto; posto di voler precisare che quanto sopra detto è stato rilevato unicamente nell’ambito di un gioco: desidero raccogliere il “segnale” dallo stesso emerso, affinché vi possa trovare un 2015, all’insegna dei (Principi anzidetti), che nell’ambito della Scuola Ermetica in cui mi trovo, ne viene sollecitata la tendenza: ovvero l’adozione di una condotta TESA a sposarne permanentemente i dettami!
    Non posso concludere, senza menzionare la nuova pubblicazione prodotta e promossa dalla Del+ Gen+ della Schola: La Pietra Angolare Miriamica; desumo che dal suo primo attesissimo volume; nei suoi apprezzabili contenuti, sarà certamente provvisto di tutto quanto sin ora auspicato; l’Augurio, penso unanimamente condivisibile e che possa registrare una vastissima diffusione, riscuotendo grande successo tra i suoi Sostenitori e detrattori; i primi: potrebbero trovare confermate ed oggettivate dai Fatti ivi enunciati, le proprie legittime intuizioni, riflessioni, pensieri;
    i secondi, clamorosamente SMENTITE! Le proprie illegittime: illazioni, congetture, spropositi!

    … Rivolgo i Migliori Fraterni Auguri alle S+G+ e a Tutta la Fratellanza di Miriam!

  26. A.Detommaso 23 Dicembre 2014 al 23:30 - Rispondi

    La nuova sequenza di immagini promossa dalla Direzione, persuade piacevolmente l’attenzione sul Solstizio d’Inverno – nient’affatto passato inosservato, poiché l’operatività della Scuola, mette il numero nella condizione di esercitare una costante vigilanza, su quelli che di fatto sono l’espressione degli avvicendamenti della Natura! Benché la Scuola insegni, che dette metamorfosi, come nel caso della
    ” crisalide in farfalla “, per parafrasare il Gran Maestro Giuliano Kremmerz, non si esplicano unicamente:
    ( fuori di noi ), ma in virtù di certe dinamiche analogiche, ” pervadono ” anche il microcosmo uomo… e non solo!
    Meditando sull’enunciato del Maestro, che si Afferma sulle splendide rappresentazioni invernali di cui sopra, questa è la riflessione che sento di formulare; sebbene l’atmosfera suscitata dal tema selezionato mi consente, invero con qualche anticipo – di trovare propizia l’occasione x inviare al Maestro e Delegato Genere M.A. Iah-Hel e alla Fratellanza Tutta per il nuovo anno in arrivo, Infiniti Auguri!
    Questi ultimi, in ragione del lavoro su-esposto, intitolato:
    La Pietra Angolare Miriamica, desidero risultino di buon auspicio, affinché la Verità si Affermi sulla menzogna; i Fatti sui misfatti; la Luce sulla tenebra. Auguri a Tutti!

  27. oni 21 Dicembre 2014 al 21:33 - Rispondi

    Ci uniamo ai fratelli tutti,
    nei ringraziamenti al maestro M.A. Iah-Hel,
    per la pubblicazione imminente.
    Al popolo di miriam il nostro augurio di buon solstizio.

  28. catulla 21 Dicembre 2014 al 17:54 - Rispondi

    Circa tre anni fa, il Maestro M.A.Jah-hel così auspicava: “accompagnati da Lucia, simbolo di Speranza nel Diritto all’ascenso, afferriamo dunque, come se fossero micro-semi da mettere a dimora, questi atomi di luce che Osiride, Sole occulto, ci porge nell’attimo fuggente e serbiamoli gelosamente come si confà per un dono che tanto è più prezioso, quanto più è raro e incommensurabile”.
    Oggi, nello stesso periodo dell’anno, il Maestro viene a porgerci questo primo volume della Pietra Angolare Miriamica: ed è come Pietra di Sole, con mille sfaccettature che vanno a richiamare le altre mille e mille che, quantomeno per noi iscritti, sono disponibili e preziose nel grigiore del turbinio quotidiano.
    Chissà quante volte in questi giorni – accendendo i faretti dell’albero o del presepe, o camminando lungo le strade trapunte di lampadine a stella mentre il colore rosso addobba vie e negozi, abiti e pacchetti – la mente è andata ad un cordone…: rosso altrettanto e marchio di Luce per ogni giorno del nostro anno! Certo, si può dire si tratti di mistica…
    Ma non è così.
    Parliamo invece di un allineamento costante, tenace, caparbio; qualcosa che buca la gabbia degli impegni e dei doveri e ricorda che SIAMO e siamo VIVI.
    Di là dalla collega, la madre, la moglie, l’amante, la sorella, la figlia, la vicina, l’amica, la cugina, noi siamo il NUMERO che aveva avviato il cuore in un grembo di madre: il medesimo Cui ritorniamo nel nostro volontario agire e cui ritorneremo infanti alla rigenerazione. Così, quella piccola stanza quotidiana – una stanza tutta per noi… ché è DENTRO di noi – tiene vivo il fuoco unico che dà senso a tutto il resto.
    Ed è Pietra Angolare in quanto Pietra Prima che ha costruito il nostro edificio: è la concretizzazione di un intento, il senso stesso all’esistenza individua. Rossa come fiamma, Idea cui ogni giorno ci stringiamo, risveglia la consapevolezza che giace nelle cellule, rianima le molecole, le rende un po’ più miriamiche. Lavoro di memoria e sulla Memoria, trasforma chimicamente le impressioni squilibranti e pulisce e sintonizza l’essenza dell’essere all’essenza universa.
    Scriveva ancora tre anni fa il Maestro M.A. Jah-hel: “le tre caratteristiche fondamentali di cui la concezione immacolata si avvale nel suo manifestarsi sul piano della realtà: amore, conoscenza e arte trasmutatoria (…) da questo principio di giustizia ed equità non può essere escluso chi soffre e guarda al purissimo e ideale simbolo della Maria Immacolata, Salus infirmorum, con la speranza di essere consolato, guarito da ogni male e purificato da ogni dolore”.
    La notte è importante: a seconda del cammino compiuto – con la semplicità del pastore o la scienza del Mago – si giunge alfine dove riposa il Dio Bambino. Ognuno porta il dono che riesce a concepire: dal cibo e le coperte, che ristorano il corpo, all’oro che tutto può procurare e a cui tutto si può collegare.
    La notte finisce… la notte ritorna.
    Diceva J.M.Kremmerz invocando il SOLE: “A chi crede, a chi ama, a chi spera il senso vero della mia parola, che è la tua legge”.
    La notte può diventare la Notte di Natale…

  29. filosobek 12 Dicembre 2014 al 20:36 - Rispondi

    Leggendo l’Indice di questo Primo Volume mi ha colpito il Capitolo II della Seconda Parte dove sono menzionati i ‘contatti diretti’ con il Grande Ordine Egiziano, evidentemente in un’epoca conseguente alla Prima Guerra Mondiale. Di là dal periodo storico è però l’attributo ‘diretti’ che cattura l’attenzione e fa dedurre come il contatto con il G.O.E. non sia qualcosa di etereo, immateriale, sognante… come taluni hanno asserito o lasciato intuire, né che possa configurarsi nell’ambito di ciò che ‘si crede sia’ ‘si ipotizza’ o quant’altro del genere.
    Diretto significa DIRETTO.
    Contatto significa CONTATTO.
    Dunque Esseri fisicamente viventi e tangibili che veicolano una Tradizione e rendono la Fratellanza di Miriam quell’organismo recettore e recipiendario in complementarietà ad Altro Ordine…: Dispositore, Emanatore e Iniziatore.
    C’è poco da fare: anche le parole sono fatti quando, in semplicità, indicano ciò che E’.
    Spero quindi che questa preziosa testimonianza aiuti a dissipare una volta per tutte la confusa tenebra che è scesa su questo Gioiello di Luce e salute che è la Schola nella sua quadruplice funzione (Pragmatica Fondamentale Art. 1 – Scopo di questa Scuola è :
    1° Lo studio delle scienze che si occupano dei poteri non ancora ben conosciuti dell’organismo umano, animismo, attività mentale, chiaroveggenza, previsione, telepatia e tutti i fenomeni supernormali e spirituali.
    2° L’investigazione sui documenti classici, opere, memorie, scienze alchimiche e magiche,
    religioni, riti, tradizioni popolari, mitologie delle verità occultate dagli antichi o per ostruzionismo religioso o per regola settaria.
    3° L’affratellamento di tutti gli studiosi di buona volontà e l’allenamento alle pratiche per
    conquistare possibili attività dell’organismo mentale e psicofisico tali da spiegare col proprio controllo gli effetti e i fenomeni non comuni.
    4° L’applicazione di queste forze alla medicina, alla terapeutica e alla psicurgia e taumaturgia).

    • wiwa70 19 Dicembre 2014 al 11:17 - Rispondi

      Ho appreso la notizia della pubblicazione solo alla riunione accademiale ed è stato motivo di grande gioia alla stessa stregua della nascita di un bambino! Si dice che in Magia non si fa niente in anticipo o in ritardo ma esattamente quando si intende farlo….ed è proprio questo il caso di questa Opera Grandiosa che a mio parere è arrivata proprio nel momento giusto! Un libro può essere veicolo di tante cose e spesso sono utilizzati per vendere ognuno la propria idea ma questo libro parla anche di Noi, della nostra Storia in quanto Popolo di Miriam e fra i tanti che ci sono in giro….finalmente qualcosa in cui identificarsi e riconoscersi…..finalmente si parla dell ‘IDEA vivente e creativa di cui mi sono innamorata e che ha un nome …..si chiama MIRIAM! E quando la corrente sembrava così forte da trascinarti indietro…ecco che Qualcuno, in senso terapeutico, viene in soccorso e dice:” Non sei sola! Siamo in tanti a remare contro corrente”…Essi sono i miei Fratelli e Sorelle di tutti i tempi e le nostre Gerarchie Tutte! Questo Libro, con una copertina che mi ha ricordato una splendida gemma preziosa, è Musica, Luce, Vita, Salute….
      Un Grazie dal profondo del cuore al nostro Adorato Maestro M.A. Jahel!
      Un caro saluto a tutti

  30. coralreef 12 Dicembre 2014 al 09:03 - Rispondi

    Trovo interessante e straordinario che finalmente ci sia una testimonianza AUTENTICA e DOCUMENTALE del Grande Ordine Egiziano su cui tante polemiche e discussioni sono state spese (ultima ma non ultima certa parte dell’editoria di settore che ha pensato bene di alimentare il fumo per lanciare il proprio battage pubblicitario)
    Il punto è: se c’è una Tradizione Iniziatica, chi NON ne è depositario che ci sta a fare?
    Risposta::Chiacchiere.
    E l’annotazione a margine si ferma su quell’altro titolo di paragrafo “Il perché di un archivio avvolto nel mistero”….
    Già: perché?
    Attendiamo quindi di leggere una parola SERIA sull’argomento.
    Nel frattempo, grazie per la testimonianza e il lavoro a Chi se ne è fatto carico in pro della Verità.

  31. F.M.CORELLI 10 Dicembre 2014 al 21:49 - Rispondi

    Guardando le rappresentazioni in copertina, le percezioni ricevute, evocano in me un senso di eleganza e raffinatezza: una raffinatezza fuori i limiti fissati dal tempo. Una geometria definita da linee e colori in cui sul fondo tendenzialmente notturno, adagiato sulla superficie anteriore del testo, spicca il rosso in tutte le sue sfumature; – appropriata prospettiva, di un sodalizio stilisticamente Vincente! Infatti nelle molteplici combinazioni in cui gli stessi possono essere sistemati, al fine di esprimerne un preciso linguaggio, ne origina quasi sempre, un eccellente risultato estetico.
    Perdonate la licenza concessami, nell’essermi tuffato per qualche attimo solo, nel luminoso mondo dei colori, da cui ho tratto ” ispirazione ” nel formulare la presente disamina, seppure ad esserne citati, siano state solo le due principali sfumature in ordine di misura; tanto per percorrerne il tracciato strettamente grafico e più intrinsecamente ideografico di un Disegno evidentemente Superiore – dai contorni superlativamente Aristocratici, in cui la voce del Cuore, decisamente si fonde,
    ( o fonderà ), con quella della Ragione della Giustizia!
    Ritengo che il I Vol., di prossima pubblicazione, sarà la naturale continuazione, se non necessaria prima integrazione de: ” la Pietra Angolare… dell’89 “, nella logica esposizione di fatti e accadimenti storici che nella loro naturale evoluzione, hanno lasciato indelebile impronta.
    E Chi, se non la Scuola del suo Fondatore: l’Autentica Schola Philosophica Hermetica Classica Italica, attraverso l’ufficio del suo attuale Delegato Generale manifesto, poteva darne effettiva Testimonianza!

    .. Desideroso di studiarne i contenuti, non mi resta che attenderne l’uscita!

  32. garrulo1 8 Dicembre 2014 al 18:50 - Rispondi

    Il post di Sal mi ha richiamato l’attenzione proprio sull’epilogo della Pietra Angolare del 1989: la conclusione dell’Opera era un Appello a tutti i sinceri ricercatori di Verità e quindi di Scienza dalla quale Amore e Luce non sono avulsi, alla convergenza su di UNA sola I-DEA, il che stava e sta a significare in estrema sintesi, sentirsi nell’appartenenza alla Schola, come Fratelli nella condivisione dell’Ideale di Amore e di Bene, e nella finalità Terapeutico-Evolutiva legate a doppia mandata. Pertanto, la logica conseguenza è che ogni legame che tendesse a scivolare sul binario emotivo o fideistico, porterebbe immancabilmente fuori pista, proprio perchè in gioco vi sono i valori eterni di cui sopra, i quali prescindono dai tempi e dalle persone, anche se sono incarnati dai Maestri nell’espletamento del loro Mandato, in quanto nelle loro funzioni Iniziatiche rappresentano il punto di riferimento fondamentale per tutti gli iscritti.
    Un saluto a tutti.

  33. sannitica2011 8 Dicembre 2014 al 17:03 - Rispondi

    Mi associo alla riconoscenza e alla gioia espresse fin qui. Tuttavia mi rendo conto che le parole non sono sufficienti ad esprimerle, perché ciò che più conta è riuscire a vivere nella carne quella Ortodossia cui il testo – credo di aver capito da quanto pubblicato sul sito – renda omaggio supremo. Anche io non vedo l’ora di poter studiare il I volume della Trilogia che nell’indice pubblicato si mostra del più grande interesse, come ad esempio nel III capitolo ove il n.3 indica “Le esperienze autobiografiche di un ricercatore fino al suo approdo alla FR+ TM+ di Miriam” che mi pare un inedito e originale punto di riferimento per “chi cerca” sia a livello personale, sia a titolo di studio. Mi auguro che ognuno si renda meritevole di tanta generosa chiarezza e trasparenza e che gli studiosi, gli storici, gli antropologi, ecc. vogliano arricchirsi di un testo fondamentale, prezioso e unico sulla Tradizione Iniziatica Occidentale.

  34. mens.libera 7 Dicembre 2014 al 20:27 - Rispondi

    Con estrema gratitudine mi rivolgo al Maestro M.A. Iah-Hel per l’imminente pubblicazione del volume primo de “La Pietra Angolare Miriamica” e, dell’anticipazione che ci ha voluto comunicare. La dimensione della fogliazione di oltre 500 pagine e l’esposizione degli argomenti dei vari capitoli, anticipa l’estremo rigore scientifico dell’edizione, che intende far Luce e porre una “Pietra Angolare”, punto fermo definitivo nei confronti di tutti coloro i quali pensano di interpretare a loro uso e consumo la centenaria storia della Fratellanza, meravigliosa creazione di salute ed evoluzione, che il Maestro J.M. Kremmerz ha donato all’intera umanità. Tutti gli studiosi e gli interessati ad analizzare con mente libera da pregiudizi, la storia della Tradizione iniziatica millenaria ininterrotta degli ultimi cento anni, potranno soddisfare la loro sete di verità e trovare risposte corrette a tanti interrogativi. Anche i non addetti ai lavori troveranno certamente spunti interessanti di riflessione, per valutare da diverse prospettive la realtà dei fatti e delle vicende. La trilogia in cui si compone l’intera opera lascia intuire la profondità e la complessità con la quale si è voluto approfondire e dettagliare tutti gli aspetti in piena neutralità oggettiva. La copertina lascia già trasparire l’intento della pubblicazione: illuminare la mente dei lettori veicolando elementi di giudizio razionali e diretti, onde consentire la formazione di una serena e corretta comprensione e valutazione di quanto è accaduto nel secolo trascorso di vita della Fratellanza. Si tratta di un lavoro titanico sia per la numerosità delle fonti e dei documenti analizzati, che per la loro complessa articolazione logico-temporale. Nuovamente desidero formulare un sentito ringraziamento al Maestro M.A. Iah-Hel per gli sforzi profusi e per il totale indefesso enorme impegno. Auguro a questa imponente e bellissima opera un grande successo con una ampia diffusione divulgativa.

  35. garrulo1 7 Dicembre 2014 al 16:21 - Rispondi

    Mi unisco con estrema soddisfazione a tutti coloro che hanno accolto l’ormai prossima pubblicazione, come l’ennesimo momento di trionfo della Verità nell’Ortodossia sancita e voluta a suo tempo dal Maestro J.M. Kremm.Erz e dall’Ordine Osirideo Egizio. Avevo sentito il bisogno di ringraziare il Maestro M.A. Jah-Hel in alcune occasioni, anche attraverso il Blog, per la prima pubblicazione della Pietra Angolare Miriamica del 1989, in quanto, se così si può dire, sono uno dei “salvati” da questa Grande Opera letteraria, perchè mi aveva concesso la possibilità di confronto serio e senza atti di fede precostituiti, relativamente alla questione delle motivazioni originali legate all’appartenenza alla struttura Ortodossa. Infatti, una precedente esperienza maturata presso un gruppo non ortodosso, non mi aveva fatto comprendere fino in fondo l’importanza fondamentale e strutturale della Pragmatica, la protezione ed il controllo rigido dell’Ordine anzicitato a suggello e garanzia dell’intero impianto, al punto di concepire la Schola come emanazione dell’Ordine stesso, e parallelamente come idoneo contenitore atto a recepire per intero il trasferimento della Tradizione Hermetica. D’altronde, lette e rilette le due basilari lettere del Maestro Benno del dicembre 1947 e gennaio 1948, intrise di Pragmatica Fondamentale fin nelle più ascose molecole della carta che le conteneva, hanno chiarito e sigillato (chiarito se mai ce ne fosse stato bisogno), la differenza Fondamentale tra la linea Ortodossa e la restante parte dei gruppi non più agganciati all’intera struttura, spiegandone per esteso le motivazioni, ammonendo dei pericoli di operazioni rituali al di fuori di una Catena Iniziatica, per cui, a quel punto, si poteva solamente non voler capire. Mi preme porre ancora l’attenzione sul fatto che il Maestro M.A. Jah-hel, dopo la Pietra Angolare ha continuato l’opera di divulgazione della Verità sotto il profilo epistolare, logico-giuridico e scientifico, ad esempio con la Convention celebrativa del centenario dall’emanazione della Pragmatica Fondamentale, tenutasi il 21 marzo 2010 a Vico Equense, seguita dal libro sugli atti del convegno stesso “Mito, Utopia, Scienza e Prassi …….”, e prima ancora descrisse e disegnò anche graficamente le basi teoriche del collegamento iniziatico, entrando nel merito delle modalità di innesco e di proiezione della Catena Iniziatica di Miriam, nell’Opera “La Via della Rosa”. Un sentito ringraziamento anche per quest’ultima ulteriore Trilogia, che ritengo, come ho avuto occasione di appurare nelle precedenti opere, nulla lascerà ad impulsi emotivi e/o sentimentali, ma sempre si sono fondate su di una esclusiva analisi di fatti e situazioni sotto i profili sopraesposti.
    Un saluto a tutti.

  36. sal 7 Dicembre 2014 al 15:32 - Rispondi

    Separare l’Idea da Chi l’ha incarnata e l’incarna – come il letto di un fiume dalle acque che lo scorrono – per poi riproporle congiunte: questa l’impressione che mi deriva dall’indice dell’Opera.
    “Dall’Idea alla Missione”…. Ciò che non si è mai voluto (saputo, potuto) capire.
    In proposito giova ricordare quanto già specificato a suo tempo – anche in questo stesso sito web -in merito alla S.P.H.C.I. e alla fratellanza di Miriam: “Come vi è gerarchia di classi (Circolo esterno e Circolo interno) vi è gerarchia di organizzazioni. La Miriam non è un’organizzazione chiusa in sé stessa, ma collegata alla Catena iniziatica di cui fa naturalmente parte tramite la Delegazione Generale.”
    Mi pare inoltre che l’evidenziazione, già emergente dai titoli, della differenza tra Formisano e Kremmerz, tra l’uomo e la solare Intelligenza cui si era integrato, contribuisca non poco a far intendere che la continuità della Schola prescinde dai suoi dipendenti nonostante la Gerarchia non se ne estranei: sola DOMINA-ANTE più che mai appare matri-arché di una Tradizione sempre uguale a sé stessa eppure modulata e modulabile a seconda delle epoche.
    Così acquista anche senso quanto scritto dallo stesso Giuliano Kremmerz (La Scienza dei Magi, Vol. 2, pag. 240): “Io sono in te e per te. Non sono te (…) ma non sono cosa estranea a te. Sono in te e per ragion tua, e non sono te”.
    E mi pare che se ancora oggi la Delegazione Generale, con sforzo costante e volontà indomita, porta avanti la testimonianza ortodossa della Verità, sia in pro di chi, presente o futuro, cerca l’aggancio NON A UN UOMO O ALL’ALTRO, ma a un’IDEA: scientifica, magica, evolutiva, terapeutica, che prescinde dai tempi e dalla storia eppure li permea con virtù infinita.
    Non si è iscritti, discepoli, praticanti al seguito di una personalità, più o meno magnetica o aristocratica, che dal proprio scranno impartisce preziosi insegnamenti stile IPSE DIXIT nell’adorazione-venerazione della propria corte.
    Non si è fedeli di una religione, pecore guidate da pastori.
    Si è liberi, eminentemente liberi: di provare, cercare, chiedere e sperimentare, sbagliare e riprovare nella certezza che non la benevolenza di un essere umano ma la Scienza viene piano piano acquisita in ragione del proprio impegno e del proprio lavoro, e resiste alla prova e agli anni, senza pretese miracolistiche né vanaglorie istrioniche.
    Dice bene Diogenonn, un DONO. Dice bene Ippogrifo, distinguere i fatti dalle opinioni.
    Al loro GRAZIE mi unisco dal profondo del cuore.

  37. Diogenonn-- 7 Dicembre 2014 al 15:10 - Rispondi

    IL primo volume della trilogia annunciata … Un libro più che atteso!!! E corredato da un così vasto repertorio documentale che finalmente consentirà agli studiosi di darsi conto di quanto fu grande la “semina” a cavallo fra Ottocento e Novecento, da parte delle nostre Gerarchie Superiori, verso l’umanità tutta.
    Ed allora come oggi il nostro amato Del+ Gen+ Maestro M. A. Iah-Hel procede con questa trilogia verso nuovi ed inimmaginabili orizzonti al servizio di quella curvatura di cui i profani non avranno mai completa contezza ma che per tutti indistintamente sarà fonte di Verità, Luce e Salute.
    Con il cuore colmo di gratitudine mi unisco a Tutti quanti mi precedono nel ringraziare, non senza emozione, il Maestro per quest’ulteriore DONO.

  38. ippogrifo11 7 Dicembre 2014 al 13:45 - Rispondi

    Saper distinguere tra opinioni e fatti, tra il sentito dire e l’aver visto fare o addirittura l’aver fatto, tra il “mi pare che fosse” e il “mi consta per esperienza diretta”, ovvero, e più in generale, aver modo di separare in via netta e definitiva la realtà dall’apparenza, la registrazione storica dalla mistificazione, la verità dalla menzogna rappresentano una necessità irrinunciabile soprattutto ai tempi d’oggi nei quali, come mai in passato, la suggestione ha preso il posto della ragione, complice anche l’estrema facilità con cui circolano informazione e disinformazione, storie di vita e gossip. La pietra d’angolo, o angolare, serviva un tempo come elemento fondante della costruzione a venire, della quale avrebbe idealmente sorretto l’intero peso; oggi, “La Pietra Angolare Miriamica”, nel delineare la effettiva e storicamente consistente struttura portante dell’edificio miriamico, si pone come una bussola affidabile atta a indicare la giusta rotta ai ricercatori del Vero.
    Questo convincimento si coagula sempre più densamente via via che si scorre l’indice del Volume I della trilogia, per le cui generose anticipazioni si esprime un grazie sentito alla Direzione della Schola. Sono certo anch’io che le aspettative di chiarezza non saranno disattese e che finalmente la verità storica, che per quanto riguarda La Miriam e la Sua Opera è specchio e riflesso della Verità della Scienza, spazzerà via ogni mistificazione e ricostruzione menzognera.

  39. m_rosa 6 Dicembre 2014 al 23:11 - Rispondi

    Anch’io mi unisco al coro unanime di ringraziamenti alla Delegazione Generale e al Maestro M.A.Iah-Hel per l’imminente pubblicazione di questo testo. Ancor prima di leggere l’indice sono stata colpita dalla modernità della copertina che lascia presagire, appunto, novità e lettura da angolazioni nuove di storia e verità da molti considerate obsolete, se non, travisate ad arte. Mi lascia presagire che le novità siano molte e consistenti, affinchè tutti quelli interessati possano darsi ragione di fatti avvenuti e tutti i denigratori possano finalmente placare gli animi e riconoscere la realtà pragmatica degli eventi.
    Mi auguro che La Pietra Angolare porti chiarezza a tutti coloro che si sentono confusi e funga da catalizzatore per tutti gli animi liberi che sono alla ricerca della verità

  40. holvi49 6 Dicembre 2014 al 22:34 - Rispondi

    Molto atteso, finalmente è una realtà. E il primo impatto, visivo, già colpisce con la sua prorompente essenzialità. Questa sorta di Uomo Vitruviano disegnato dalle parallele intersecantisi ad x nel centro dove spicca la preziosa pietra. Quanti ricercatori troveranno risposte ai loro dubbi; e quanti mistificatori vedranno le loro menzogne denudate ritrovandosi soli, attorniati dal nulla cui avevano dato corpo.
    Ma più importante è la possibilità di attingere a quello che e’ storia, non leggenda o invenzione per acquisizione di potere.
    Un GRAZIE sentito, forte alla Direzione cui ribadiamo l’Orgoglio di appartenere alla Regina Eterna e Eterna Rosa

  41. fulva11 6 Dicembre 2014 al 19:33 - Rispondi

    Bellissima e attesissima notizia! Mi unisco alla gratitudine nei confronti della Direzione della Schola per questa imminente pubblicazione che ci onoreremo di sfogliare attentamente.
    C’è in tutti noi, fedeli anelli di questa catena ininterrotta di volontà volte al Bene, un anelito al Vero che è la sola scientificità ammissibile, una tensione verso il Bello che è forma e contenitore di ciò che è giusto, una forma fissata nella copertina qui pubblicata in anteprima, che dire che è bella è riduttivo, perché tanto mi colpisce profondamente quanto sento la sua azione terapeutica risanante. Una luce adamantina si irradia ai quattro angoli dell’Universo, lasciando intravedere fra le innumere sfaccettature, come una porta di accesso…
    Non vedo davvero l’ora di tuffarmi nella lettura e studio dei capitoli del libro. Vedo che sono stati affrontati da tutte le angolature; sarà davvero importante conoscere appieno il momento storico in cui il Maestro Kremmerz ha fondato e statuito la Schola.
    Sarà utile sia per il lavorio individuale che per quello collettivo nelle Accademie.
    Un pensiero di Bene e di Amore al Maestro M.A.Iah-Hel e alla Sua instancabile e infaticabile Opera in pro della Miriam e per questa ennesima fàtica d’Amore Pro Salute Populi.
    Buona Immacolata e un abbraccio grande.

    A presto

  42. A.Detommaso 6 Dicembre 2014 al 16:38 - Rispondi

    Non vedo l’ora di poterlo acquistare e averlo tra le mani, sebbene privo di ogni benché minimo pregiudizio a mente e cuor sereno, leggerlo con estrema attenzione e Vivo interesse, al fine di apprenderne ogni singola informazione necessaria ad integrare e consolidare la mia conoscenza sull’argomento, ovvero sull’aspetto storico/documentale della S.P.H.C.I. Fr+Tm+di Miriam; nonché, – laddove se ne presenti l’occasione, ( nel mio piccolo ), smentire con fermezza ogni eventuale illazione, congettura, sproloquio si profili all’orizzonte!
    Nell’attesa ormai alle porte, –
    per ogni buon fine circa le adempienze da ultimare relative alla prossima pubblicazione del primo volume de
    La Pietra Angolare Miriamica, Auguro alla Del+ Gen+ e ai suoi fedeli collaboratori, Buon Lavoro.

  43. mercurius3 6 Dicembre 2014 al 15:58 - Rispondi

    Quando si procede, benchè sicuri del cammino, fa sempre piacere avere un battiparapetto che indica la tutela dell auto e la conservazione sicura del viaggio. Il testo sarà ancora, come tante situazioni ormai note, conservazione della Storia, riferimento analitico della propria realtà, onore per esserci. Grazie per l’Amore della consegna.
    Se mi è concesso un parere di parte, la copertina è eccezionale per la struttura, il significato, la cromia
    Abbracci

  44. tanaquilla9 6 Dicembre 2014 al 09:57 - Rispondi

    Una notizia attesissima! Si ringrazia la Direzione per l’anteprima. Un testo fondamentale; Verità che fa svanire, sgretolare, disintegrare le tante altrui bugie e illazioni fin’ora proposte sulla Fratellanza di Miriam e sul Grande Ordine Egiziano. Un evento storico che non può che sostenerci tutti, noi, Popolo di Miriam del passato, del presente e del futuro, e riconsegnarci alla Verità incontaminata e pura, come quel diamante nella sua miniera, al centro della bellissima copertina del I Volume.

  45. segezia 6 Dicembre 2014 al 01:54 - Rispondi

    In questo periodo dove la notte pare essersi fermata perché il giorno non accenna a ricrescere e le ore di buio sono tante, la Pietra Angolare Miriamica è un punto fermo, un sostegno: è Luce dalle mille sfaccettature. La forma compiuta attende solo che l’attenzione ne sintonizzi la PAROLA e che questa penetri il filo logico dell’essere riaccendendone l’intento radioso che gli diede Vita.
    Certi libri sono come semi, capaci di risorgere dopo millenni ….proprio come è accaduto in questi giorni a Roma dove noccioli di pesco di 2000 anni fa – all’epoca appena arrivati dal Medio Oriente – sono riemersi da un’azienda agricola dell’epoca mentre si scavava per la fermata di San Giovanni della Metro C! (Il fatto mi ha ricordato i semi che il Maestro distribuì alcuni anni orsono in occasione di un’Agape:semi di una eternità meravigliosa che trova realizzazione in Terra e restituisce intatta la forma fissata dall’Amore).
    Grazie dunque per quest’opera incessante e per il lavoro magistralmente modulato che riconferma la Bellezza e la Verità della Miriam: Regina Eterna ed eterna ROSA.

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