Indirizzo e programma speciale di studi (Porfiriana)

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Ad ogni accademia storica miriamica è stato assegnato un indirizzo e un programma speciale di studi, ispirato al suo specifico appellativo. L’appellativo “Porfiriana” dato in origine a quest’Accademia Miriamica, a suo tempo ubicata a Taranto e dalla breve effettiva operatività, fu ispirato al filosofo pagano di origine fenicia Porfirio (Tiro 233/34 – Roma 305). La sua prima formazione si compì alla scuola ateniese di Longino e si completò a Roma ove conobbe e divenne discepolo dell’egiziano Plotino. Fu questi ad appellarlo “poeta, filosofo ed ierofante” affidandogli, tra l’altro, la sistemazione e la pubblicazione dei suoi scritti e della sua biografia. Egli appare dalle sue opere come un moralizzatore del paganesimo occidentale cui conferì una profonda religiosità, non disdegnando e rivalutando anche elementi dell’esoterismo orientale. Si occupò non solo di filosofia, ma anche di retorica, analisi dei miti e delle religioni, di matematica, astrologia e musica. Avversò nei suoi scritti il Cristianesimo fino a comporre un’opera “Contro i cristiani” di cui, unitamente a tante altre, sono pervenuti solo alcuni frammenti, dato che dopo l’Editto di Milano e il Concilio di Efeso (già nella prima metà del 400 d.C.), le sue opere scritte furono a più riprese condannate al rogo e indi bruciate. A Plotino si rifece anche Giuliano l’Apostata, ultimo imperatore pagano.  Probabilmente furono dal Kremmerz e dai Suoi Mandanti soprattutto ammirate e condivise le doti di Porfirio come filosofo neoplatonico e la sua polytropia nell’interpretazione dei Miti da lui esaminati sia metafisicamente, come filosofo, sia letteralmente, come poeta, sia religiosamente, come ierofante.  Come pure è apprezzabile il grande rispetto per tutte le creature che emerge dal suo panteismo “mistico” e che restituisce dignità anche al mondo animale, predicando il vegetarianesimo e aborrendo sacrifici cruenti e immotivati. Il ruolo della riattivata Accademia “Porfiriana”, nel ricollegarsi e integrarsi a quello delle altre Accademie, è pertanto quello di rendersi interprete di un approccio “etico” verso i problemi che attanagliano l’umanità in questa nostra era tecnologica che tutto dissacra e riduce entro nuovi rigurgiti di meccanicismo e bieco utilitarismo, sacrificando gli esseri più deboli alle brame di potere e all’ingordigia insaziabile di quella fetta di società fagocitante e tendente a oltraggiare ogni diritto alla vita. L’ubicazione della “Porfiriana” a Lecce, nell’arcaica terra salentina che già nel Paleolitico medio fu culla dei primi stanziamenti umani, vuole auspicare, per la Fratellanza, l’apertura al dialogo con le culture mediterranee e mediorientali, nell’abbattimento di pregiudizi e nel confronto fra le tradizioni sapienziali d’Oriente e Occidente. Un confronto animato da autentico spirito di fratellanza e che, sebbene attraverso percorsi, esperienze e metodiche differenti, possa ricondurre il seme occulto di ogni entità vivente ad un’unica Matrice originaria.

N.B. L’Accademia Porfiriana continua a svolgere a tutt’oggi con le sue molteplici attività il suo ruolo ortodosso di Accademia Miriamica della S.P.H.C.I.

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