23 dicembre 2012 – Attraverso i secoli l’uomo cercò di imparare e di investigare per giungere: 1) Alla determinazione e conoscenza delle infermità umane, alla loro causa, evoluzione e fine. 2) Alla terapeutica esatta e miracolosa, cioè infallibile, per ridonare la sanità agli organismi colpiti.Lo stato attuale della scienza è, nel suo complesso, meraviglioso: l’osservazione tecnica, analitica, profonda della devastazione dell’organismo umano, in lotta con l’ambiente e coi principi ritenuti causa di mali (patogeni), ha progredito meravigliosamente – ma sinteticamente è in errore perché se le teorie sulle osservazioni fossero vere ed esatte, il rimedio ai mali (terapeutica) sarebbe infallibilmente trovato. E’ inutile discutere le teorie. Il medico è un filosofo e un fisico. Come fisico è il meno imperfetto possibile – date le conoscenze e il misticismo scolastico di oggi; come filosofo, ahimè, resta nell’idea ciclica delle filosofie di tutte le epoche: un attivo logismo-grafico di principi teorici che si avvicenda ad un passivo di dubbi e di impotenze. Io parlo della Scienza, non dei medici. La conoscenza delle verità è umanamente una presunzione a cui abbiamo fatto l’orecchio come a tanti convenzionalismi. La scienza – abbiamo l’abitudine di dire – spiega e l’uomo vuole le ragioni di tutte le cose, magari con ipotesi ardite o false, ma abbiamo in noi, caratteristica nell’ora presente, la pseudo ragionevolezza di trovare una ragione a tutte le cose che ci si presentano con aria di mistero. La medicina è la storia vivente di questo vizio mentale del volgo studioso, ma anche le scienze strettamente fisiche si trovano nella stessa condizione pietosa. L’etere, sul quale riposa tutto lo sperimentalismo della fisica moderna, è una ipotesi necessaria per spiegare tutto ciò che non si spiega; il calore, l’elettricità, il magnetismo, si definiscono per gli effetti; il mistero dei movimenti planetari che matematicamente e precisamente si calcolano, si espone per ipotesi causali che passano per buone in mancanza di meglio – ma il mistero più complesso della vita di un organismo animale in cui si agita un pensiero o una unità pensante o anima, non è sondabile né dalla biologia sperimentale, né dalla chimica, né dagli apparecchi della vista, microscopii, raggi Röntgen e altri possibili. Il mistero è il limite della conoscenza… La fiamma della vita di un’unità organica non è stata sorpresa né sarà sorpresa da nessuna scienza umana, perché l’unica cosa divina che esiste, comune in tutti i corpi organizzati viventi e pensanti. Divina perché è nascosta ed è palese in tutti gli organismi, e in nessuno tangibile; divina perché eterna, cessa qui e rinasce più in là, dovunque una copula amorosa determina una fecondazione che è l’accensione di una fiamma nuova, la quale è la vecchia estinta e ricomparsa  di cui la chimica non può darsene ragione, perché interviene a fatto compiuto o prima che il fatto si compia. A parte le conoscenze anatomiche su organismi in disfacimento, il problema della vita, della fiamma, della fiaccola tra miliardi di milioni di vite organiche dell’universo, è oggi allo stesso stato del tempo di Timeo di Locri o di Empedocle, seppure l’uno e l’altro citati non ne intuissero di più. Ciò prova che il mistero sussiste in un confine dove le scienze di osservazione si arrestano…La medicina come scienza concreta, non è conoscenza della struttura anatomica di un organismo o dei componenti chimici della costituzione umana, ma la scienza delle manifestazioni vitali dell’uomo in rapporto al dolore, all’intelligenza e alle funzioni complete degli organi…La medicina sperimentale di oggi, con tutte le sue branche sussidiarie, differisce dalla medicina che si chiamò iniziatica, e di cui non si conosce la verità, come la notte dal giorno, non perché questa sperimentale di oggi sappia più di quella, ma per la natura misteriosa che toccava religiosamente l’essenza vitale come un mistero o un arcano che, se oggi non è raggiunto dalla conoscenza umana, non sappiamo se i pochi d’allora lo conoscessero nei suoi elementi…Il medico razionale, cioè sperimentatore per effetti, è creazione posteriore al cristianesimo. L’empirismo si introdusse nel patrimonio della conoscenza medica per raziocinio di sperimentatore: come oggi certe formule di ricette sono stereotipate e applicate come cerotti su tutte le piaghe umane. Ma il medico puramente e strettamente razionale  sarebbe un meccanico inferiore alla sua capacità dottrinaria se in tutti i casi pratici, con apparente criterio scientifico, non si lasciasse guidare da una intuizione chiaroveggente che marita alle conoscenze sperimentali e razionali della sua dottrina. I medici sommi contemporanei, come i più famosi degli scorsi secoli, sono maestri incontestabili dell’esperienza medica, ma nei casi migliori i cui eccellono, sono degli artisti: sono, cioè, degli Ermetisti che l’esame clinico e le prescrizioni curative indovinano, intuiscono, penetrano, fuori del razionalismo ordinario con un razionalismo più sottile, più inafferrabile, del ragionamento comune a  tutti. E’ il sesto senso di cui ho parlato diffusamente negli Elementi di Magia. Un primo senso ermetico, un albore di coscienza delle cose a cui il ragionamento degli uomini mediocri non arriverebbe…Anche nei singoli casi d’ispirazione o lucidità o chiaroveggenza di clinici sommi, il lato buono della manifestazione divina dell’intelligenza umana (nume buono) è visibile e tangibile. Porto un esempio. Il diabete zuccherino nei primi stadi non presenta quasi nessuna alterazione nell’apparenza di uomo che molti credono florido e sano. Un medico che a primo sguardo indovina la glicosuria, non può che essere un lucido, un ermetista per incidente. E’ ciò che si pretende attribuire all’occhio clinico di alcuni medici, cioè il potere di indovinare, a primo colpo di vista, l’esatta infermità del dolorante. Si racconta di Domenico Cirillo che, sentito lo starnuto seguito da uno sbadiglio del carbonaio che scaricava la sua mercanzia, gridò: va a coricarti e cavati sangue, perché corri pericolo immediato di morte. L’altro rise e la sera morì. Se ne raccontano tante dei nostri professori contemporanei più famosi…Il vero fattore della genialità applicata alla medicina pratica è il senso ermetico che guida, coadiuvato dalla conoscenza tecnica delle cose di cui dispone colui che si prefigge la guarigione di un infermo…Che l’alato Mercurio parli da dotto in un dotto o percepisca la verità in un tipo progredito, è cosa che non si ribella alle leggi progressive della intelligenza umana, ma che faccia cantare come Omero un mercante di merluzzo, è un non senso che solo la fede religiosa può passare tra le verità dell’assurdo.  (SM,II,168-173) – Negli ultimi anni si è molto discusso specialmente dagli spiritualisti se oltre i cinque sensi l’uomo abbia sensi non sviluppati e che accidentalmente può mettere in azione anche rudimentalmente. La questione è prematura e oziosa se questi sensi occulti non si posseggono e non si sviluppano nella maggioranza degli uomini.  A quelli che hanno percorso la via dell’ermetismo magico, anche pel modo come è posta la questione, pare non sia da parlare di sensi riposti o occulti, ma di condizioni differenti della coscienza quando impressioni più delicate si ricevono con precisione senza saperle attribuire ai cinque sensi noti a tutti gli uomini.  Se la filosofia ermetica non è una grossolana menzogna, ogni spiegazione si trova nel mentale o psiche umana, per la quale non esiste né tempo né spazio, che sarebbero i limiti delle percezioni animali. (C,II,150, n. 11) –  Infatti se il moto della vostra mente prescinde dal luogo, e lo spazio in cui il moto si compie è senza dimensioni, la mente umana si trova nella stessa sfera di esplicazione della mente divina, divinità positiva o legge universale. Se la legge universale è 1 immutabile e costante nello stesso spazio, o il dio scende a voi, o voi assurgete a lui… La mente umana  se (ermeticamente penetrate questa funzione) s’immedesima alla mente universale senza tempo ne ritrae una virtù divina che si muta in poteri miracolosi quantunque non siano miracoli che solo pei volgari che ignorano la legge universale. (SM,II,237) – (L’Ermetismo) fa capo ad una legge occulta e invisibile nella sua essenza che si manifesta con le realizzazioni nel mondo fisico ed intellettuale. Ripeto, elettricità, calore, ecc. si trovano nell’identica condizione di essere conosciute per gli effetti elettrici o termici ecc. Se non vi ponete in condizioni da provocare l’effetto di luce elettrica, l’elettricità come essenza e forza occulta esiste lo stesso, non manifestata, esiste come legge nell’invisibile. Ora il divino della grande e unica legge delle Cause e degli Effetti, non provocato in determinate condizioni, non si manifesta nel campo sensibile. Un novizio che volesse già possedere la chiave del mistero o arcano grande sarebbe un nume, non un novizio – io mi sono sempre servito dell’esempio delle pile, e ho detto che ogni praticante è una pila, l’effetto delle forze accumulate si manifesta provvidenzialmente dove si creano o si trovano le speciali condizioni di manifestazione. Non si faccia confusione di questa legge con la grazia o il miracolo concesso, se no dall’ermetismo scientifico si entra nel campo dell’ermetismo religioso e non ci possiamo più intendere… Il novizio deve prima ottenere, provare, e poi limitatamente alle sue cognizioni penetrare nel labirinto delle manifestazioni intelligenti. Le quali nella nostra catena di anime non sono né rare né nebulose. Cito un caso non recente: il conte C.T. di C. che sapeva tanto di medicina quanto un turco delle litanie romane, è chiamato di notte, in inverno, da una vecchia settuagenaria che moriva di dolori di reni, nella sua casa colonica. Accorre. Che è? Chi lo sa. Sentì nella testa, diceva lui: nefrite, bagnature calde. Nefrite? E che è questa nefrite? Un’erba, un farmaco, una malattia, un veleno? In mancanza di somministrare la nefrite (diceva nella sua ingenuità) mi limitai a far le bagnature di acqua bollente, la vecchia guarì e il medico condotto gli spiegò che nefrite era la infermità che dà dolori colici così fatti. Come entri nella legge di cui sopra il suggerimento della parola articolata corrispondente alla medicina contemporanea e il rimedio opportuno? Uno spirito? E che razza di spirito? Una forma riflessa di luce intellettiva che si autoindividualizza per una articolazione orale interiore? Ottenete prima, provocando coll’assiduità senza gesto, che le diverse manifestazioni si ottengano e poi discuterete. Per discutere ci è sempre tempo, per ottenere bisogna stentare. Aggiungo ancora di non meravigliarsi mai, quando essendo sincere le manifestazioni dell’Intelligenza, certi responsi sembrano a prima digestione puerili o assurdi: è che noi giudichiamo con la relatività della nostra cultura e nel campo vasto delle Cause la relatività nostra scompare – e spesso ci tocca a far la parte dei giapponesi che ascoltando la Traviata del Verdi risero tanto che per poco non scoppiarono. Io dico e predico a tutti, novizii o no, di non confondere il terapeutico col medico e di esercitare il potere teleurgico magari senza vedere l’ammalato – ma vi sono casi incredibili in cui si è trovato qualcuno degli ascritti che professa ufficialmente la medicina di aver responsi che non hanno niente di affine con nessuna delle terapeutiche ufficiali professate in Europa e che in qualche caso difficile hanno ottenuto successo non confessabile innanzi alla Direzione generale di Sanità del Regno.  Studiare la causa e gli effetti ermeticamente prima di ridere di responsi tali – il campo sperimentale della scienza medica si arricchisce ogni giorno di tali nuove osservazioni  che non è inverosimile che della logica scientifica di questi responsi, ora risibili, ci venga data spiegazione dalla scienza delle cliniche. (C,I,221-222 o SM,II,55-56) – Quando l’immagine del malato è chiara nella vostra mente, potete psichicamente agire anche per istrada, come se agiste su lui con un medicamento ideale. Questa è la forma di cura magica. A questo voi dovete arrivare. Il malato è quindi in atto di ricevere il frutto della nostra preghiera, è atto a ricevere la nostra corrente di amore. Come si esplica la corrente a beneficio dei malati? Essa o agisce magneticamente, o sveglia qualche cosa attorno al malato, di modo che chi lo attornia gli giovi. “Noi gli manderemo una corrente che prenda voi, il medico e il farmacista”, si potrebbe dire al malato, ma non gli si deve dire. I mezzi curativi sono i geni e gli eoni. Eoni, potenze, intelligenze di catena, arrivano a chi ne chiede l’aiuto. Così il medico curante è preso da una idea di cura; per es. gli viene l’idea di dare al malato un decotto di prezzemolo; glielo dà e il malato guarisce. (SM,III,252-253)

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