Il noviziato ermetico nella Schola di Giuliano Kremmerz

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Il noviziato ermetico nella Schola di Giuliano Kremmerz

4 settembre 2006

Il noviziato è una preparazione cosciente e pratica: il novizio è un miste che, come negli antichi misteri di Cerere, sta sui gradini del tempio, che ha la porta sbarrata: il novizio invece di essere condannato ad assorbire letture di poeti dell’occulto, è allenato pian piano alla sua commutazione in pila animale, generatore di una forza N che è ignota a lui come alla grande maggioranza umana…Il novizio è assetato di teorie che spieghino e poi provino – viceversa deve inchinarsi alla necessità dell’esperienza che non ha niente di singolare, perché è comune a tutta la fisica. (C,1,214) – Molti entrano in questa (Fratellanza) con l’idea personale, egoistica, che non conoscendo nulla della scienza occulta, vogliono apprendere le nozioni, le regole, le applicazioni per sé soli, per il proprio avanzamento, per una più rapida e perfetta evoluzione. Essi dicono: noi abbiamo un essere interiore che ha bisogno di essere sviluppato; ci introduciamo in questa Scuola per avere istruzioni e diventare maghi, cioè uomini superiori almeno di dieci cubiti alla levatura media: essi non vogliono altro che diventare superuomini….Ma questo è un diventar matti. La nostra scuola, non si propone il compito di popolare il mondo di maghi, magonzoli e stregoni. Essa dà all’individuo il mezzo di progredire personalmente ma in ordine alla Catena, e l’individuo che è discepolo della nostra Schola ne avrà contezza con l’esperienza, nel sentirsi tra uomini che si amano e che hanno il culto della giustizia assoluta, della carità nell’amore, della rettitudine nella azione. Tra voi, collegati in circolo, vi sono individui forti, fortissimi e meno forti, i più concreti e i meno concreti; i più attivi, gli attivissimi e i meno attivi, i vibranti, i sensibili, gli intuitivi, i sordi; i più atti al lavoro psichico, i più poveri di vibrazioni. La catena ideale e rituale li riunisce, li determina, li affratella in un circuito di scambio energetico di forze, in chi dormienti, in chi assonnate, in chi sveglie.…gli elementi della stessa catena si equilibrano in una fisionomia comune e in una somma di vibrazioni omogenee, che danno ai meno abbienti il superfluo delle nature più ricche, senza squilibrarle ed impoverirle…E allora comincia il primo progresso individuale…Ora, come iniziazione individuale, questa forza della catena vi mette in condizioni di sviluppare il vostro essere interiore e prepararlo a stati nuovi. Come forza collettiva, questa catena può essere sorgente di energia benefica cui qualunque elemento che la costituisce può attingere la forza e il potere per qualunque opera di bene che, nei confini del programma da noi stabilito, vuol realizzare…Chi sta con noi deve essere un numero effettivo del circolo; numero, cioè esponente di quantità e forza, di valore psichico realizzatore, ed essere convinto non della teoria seducente e paradossale, ma della prova di esperimenti continui. (SM,III,197-198)- Ogni individuo ascritto, nella Schola diventa un numero. Numero vuol dire esponente della sua virtualtà astrologica… La personalità sociale dell’iscritto, sia un modestissimo operaio o un professore famoso, a noi non riguarda. Il valore che egli astrologicamente rappresenta è la sola potenzialità assoluta del suo concorso alla nostra opera: il numero… Questo individuo sociale, diventato nel discepolato un numero quando fa il suo rito quotidiano… la sua formola rituale non ha valore secondo la personalità profana e le sue fisime sociali, ma più intensamente secondo la sua individualità astrologica occulta…Il noviziato compie magicamente il disegno di una catena di anime. Fa la cosa pratica e la rende pratica. Non pertanto parecchi novizi credono di far niente perché quel che fanno non rappresenta il loro ideale formato sui libri, né omogeneo alla personalità loro rispettabilissima. Il curioso è che questi sono quasi sempre (quelli) che vogliono vedere senza fare e restano commossi poi dinanzi alle panzane che leggono nei resoconti meravigliosi di tempi passati, storici e preistorici, quando il tempio era una scuola e il discepolato esigeva obbedienza assoluta. I migliori tra i nostri novizi…sono quelli che prima di appartenere alla nostra famiglia hanno, direttamente o indirettamente, ottenuto un beneficio qualunque dalla nostra fratellanza.(C,1,214a217) – La pratica insegna più di tutti i libri stampati… Le pratiche della magia, date da un maestro, hanno costantemente questa forma: produrre, affaticarsi, tentare e…non darsi conto momentaneamente del lavorio psichico o animista di cui l’operante non si da ragione appunto perché egli non vede immediatamente ciò che le sue operazioni producono (A,374) – Chi ha fatto o fa domanda di essere anello di questa catena che si allargherà fino a creare dei nuclei possenti di bene, deve ben sapere, deve bene intuire che l’organizzazione delle società per lo studio delle scienze occulte non è tal quale si vorrebbe costituire dai profani. Nelle società iniziatiche, il palese, cioè il visibile nasconde l’invisibile –chi entra, chi è ammesso, chi è accolto nella famiglia nostra deve: obbedire al superiore diretto e a chi rappresenta le funzioni del Maestro Supremo; vale a dire non discutere quanto gli viene ordinato per pratica spirituale, non imporre il proprio desiderio, né sottrarsi al proprio dovere; deve: non desiderare l’esperimento per convincersi, perché prima di entrare a far parte della nostra famiglia bisogna essere convinti di quanto si va a fare; deve: saper tacere, onde quello che si impara non si sprechi nei vaniloqui delle accademie: deve: amare il fratello iscritto, come membro della stessa famiglia iniziatica… deve: contribuire alla vita della nostra famiglia, alla sua esistenza, al suo sviluppo, in tutti i modi. (A,561-562) – Le antiche iniziazioni sacerdotali, dalle caldaiche alle egizie e da queste ai templari e ai massoni, non accettavano un discepolo senza provarne il coraggio e la fede… Ma vi è un mostro che tu devi debellare prima di picchiare alla porta dell’occulto…la pubblica opinione… tu, per la educazione sociale viziata dei nostri tempi, puoi aver paura di ciò che la gente dirà di te…se tu disprezzi lo scherno della turba…tu cominci ad essere, cominci a vivere di vita propria, inizi la vittoria sulla maggioranza numerica della illusione. (A,8) – Non avere che il programma unico di arrivare per la via maestra… spogliandoti delle abitudini viziose di immaginare che le cose siano come tu le hai viste fino al giorno nel quale hai picchiato alla nostra porta. E pensa che la medicina Ermetica è un saggio di prova, non una unica prova, poichè le scienze dell’occulto hanno applicazioni infinite, per quanti sono i casi della vita. Un ammalato che ricorra alla tua e nostra opera, può guarire o no, ma certo da te e da noi ritrae un beneficio di amore, un’onda piccola e grande che lava il suo spirito da tutte le precarietà della vita prettamente bruta….Diventare novizio non è uno sport: il passo incerto è verso la luce – luce che abbaglia? Che illude? Che fa vedere il mondo color di rosa? Non credere a queste sciocchezze; il primo grado della luce per te che vivi di illusioni fanciullesche, t’insegna il colore naturale delle povere cose di questa terra, la figura ancora bestiale dell’uomo comune non più analfabeta, non più ignorante, ma profondamente tal quale l’analfabeta e l’ignorante….Ti preparo a guardare le cose sotto un aspetto vero e ti avverto che se un raggio di luce nuova ti svela uno spettacolo simile, non dire che non hai visto, e quando l’amore del tuo prossimo, incondizionato, senza speranza, senza egoismo si manifesterà a te non dire che non hai provato il miracolo. (C,1,223) – Caro ed italico novizio emerito, riduci le cose del mondo alla espressione vera della realtà, sottrai l’impressione che le cose ti producono dai colori irradianti della fantasia, e comprendi bene come noi siamo italici nel senso diverso di valutare le cose…metto te, o novizio, in guardia perché tu intenda che la Scuola non è persona, ma idea, anche il sottoscritto potrebbe essere un’idea che non ha persona.…tu analizza bene l’idea, non adorare e non odiare le bestie e le cose che passano: applica il buon senso a disaminare le apparizioni cinematografiche dell’inverosimile che ammirano i molli nelle incomplete importazioni di dottrine esotiche: sii demolitore delle frottole e comincia ad aver fede e coscienza in noi…cioè in te e in tutti quelli che pensano come te e io pensiamo, se vogliamo ridurre le cose alla verità pura e semplice…Non comprendi, o novizio, che se non crei la tua personalità di giudice sereno e imparziale, senza la falsa umiltà di crederti men che niente, senza la religiosa ammirazione per tutto ciò che s’impone a te, tu non entrerai mai nel regno della occulta filosofia? (C,1,232) – L’asceta sopprime le ragioni della sensualità fisica sotto tutte le forme, il miste che aspira ad aprire la Porta Ermetica deve possedere l’assoluta padronanza sui sensi: usarne ed astenersi secondo la coscienza più equilibrata…(T’insegno) a ragionare nell’equilibrio della tua coscienza sincera; a ritornare alla semplicità della natura delle cose; a giudicare con serenità di ogni cosa nel metodo soggettivo, perché la verità che tu constaterai diventi carne e sangue di te stesso. (C,2,140-143) – Il metodo soggettivo, scientificamente ed ermeticamente inteso, non è la via per diventare un asceta o un credente.. perché il carattere dell’uomo di fede è di seguire l’esempio per conseguire il premio nell’eternità. Invece il metodo di investigazione scientifica soggettiva è di aver coscienza di ogni passo in avanti e la cognizione esatta dei mezzi più omogenei alla provocazione di uno stato sentito che è fuori del comune. (C,2,137)-  Predicando il non credere, io stabilisco il punto di origine della integrazione della nostra coscienza, sottraendola: 1° dalla superstizione storica tanto individuale, quanto sociale; 2° dalla tirannia della consuetudine dell’ambiente; 3° dalla menzogna della visione; 4° dai riflessi morbosi di ogni imitazione dei tipi viventi nel mondo esteriore. La tua coscienza, per diventar tersa come cristallo, pura come acqua di sorgente, forte e resistente come l’oro battuto, solamente con la libertà di esame può intravedere la semplicità e l’armonia delle cose semplici di cui è formato l’Uni-verso in noi e fuori di noi….Perchè ti chiami libero? Sii umile. Umile non perché col sentimento religioso semitico non sei che un grano di arena innanzi alla magnipotenza di Dio, ma perché tu immagini di avere delle cose una coscienza che non possiedi neanche rudimentalmente. Tu sei superbo per artificio di logica comune, ma il sentimento della realtà è in una logica che non possiedi perché gli attributi e le qualità delle sensazioni sono occultate dalla eredità convenzionale.(C,2,148-149) – La psiche obbedisce all’educazione che le si imprime profondamente, educazione che non si compie in un giorno…e con un complesso di regole per se stesse semplicissime, difficili da applicarsi per la loro semplicità stessa. Ottenere il proprio organismo mentale interiore, libero, armonico con l’essere organico che lo inviluppa… attivo quando intende di compiere un’azione o passivo quando ascolta l’Ermes più alto… è compiere in se e per se una trasformazione sovrumana, nel senso che è fuori la possibilità comune a tutti gli uomini che vivono la vita precaria delle sensazioni semplicemente esteriori, e l’influenza dell’ambiente e della suggestione mentale della folla.(C,1,36-37) – Per uscire dal pantano delle idee innestateci a viva forza dall’educazione profana, per purificarsi da tutte le immagini vive e impure che noi respiriamo nella vita profana, per dileguare dalla nostra mente tutto il cumulo delle impressioni fumanti ancora dell’errore umano, l’allievo in magia farà infiniti sforzi e sacrifici lunghi. Quando la purificazione si è ottenuta le percezioni intellettuali arrivano. Sono bagliori indistinti. Poi lampi fugaci, poi idee luminose. (SM,I,129)- L’ermetismo non si schiude che alle coscienze già spogliate da tutti i fattori ottenebranti, rette da una morale pura, non velate da nessuna passione, neanche dalla preconcezione della propria infallibilità. Tutta la chiave maestra del concetto educativo della propria personalità è appunto in questa purificazione della coscienza dalla nebbia della convenzione umana. Allora solamente il noviziato ermetico accenna a dare i suoi frutti quando la coscienza è libera di valutare una doppia corrente: 1° la sensoria o sensitiva che ci arriva dalla periferia;

2° la istintiva che comincia a denudare le tendenze dell’uomo antico in noi. (C,2,154)

– Alla purità di ogni coscienza è concessa per integrazione la libertà oltre i limiti dei relativi tempo e spazio. L’attuale mio commento mira a indicare come unica preparazione questo stato di coscienza purificata, che è la chiave della Porta Ermetica.(C,2,150 n.)

– Esplicata la necessità di rendere la coscienza libera per la conquista ermetica…ho bisogno di ricordare a chi vuol essere discepolo della buona idea l’indole della missione nuova. E’ legittimo che ogni uomo pensi a sé, che rivolga il suo studio, il suo intelletto, le sue aspirazioni a riconquistare ciò che il tipico Adamo dei cabalisti, prevaricando, perdette. Ma non bisogna dimenticare che l’umanità è una, e che la solidarietà umana è un dovere imprescindibile di ognuno che aspira alla corona regale della verità. (C,2,160-161) – L’ermetismo esclude il possesso di virtù supernormali senza il cammino ascendente verso la bontà assoluta che è amore per gli uomini e protezione per i deboli e gli inermi… Anzi constata in una maniera continuativa che i discepoli che hanno l’animo purificato da ogni immondizia di odio, di avidità, di concupiscenza, di violenza, di prevalere, sono quelli che nella serenità superiore a tutte le miserie volgari riescono perfettamente ad addestrarsi nella figurazione immaginativa.(D,89) – La scienza divina non può essere confidata che agli uomini puri, cioè disinteressati personalmente e quindi indipendenti da ogni bisogno e spogli di ambizioni …L’egoismo stabilisce il mezzo di controllo. L’egoismo è la pietra di paragone di ogni iniziato.(A,284-285 n.)- La sola pratica dà nelle nostre scienze il diritto di arrivare: però la chiave di ogni pratica è subordinata alla santità del discepolo, senza la santità o successiva purificazione del tuo spirito non compirai mai opera divina…non potrai trovare la tua santificazione che nell’amore per il tuo simile. (A,227) – I novizi vedano e osservino bene che la nostra propaganda è limitata e senza ciarlataneria e si conformino al metodo logico della nostra misura. La Schola non nasce e non vive, come la teosofia, per rimodernare l’universo – è un tentativo di esperimento ermetico, una buona idea e una buona intenzione.(C,1,219)- La missione degli ascritti è di dimostrare con l’opera efficace e l’esempio che noi facciamo il meglio possibile, non il perfetto che non è umano. (C,2,131-132)- Dove un Maestro esiste, coesistono discepoli. Se il maestro è un po’ correntone, cioè di manica larga, i discepoli possono essere parecchi. Un filo invisibile lega i discepoli al maestro e i discepoli fra loro, anche a loro insaputa… Si deve intendere per iniziato il discepolo che è uscito dal mare morto della volgarità ed è entrato nella irradiazione di un centro: tutto ciò si può spiegare, per meglio intenderci, che chi ne ha la possanza, ha compiuta tutta un’opera di purificazione e di preparazione su di un neofito da staccarlo completamente dall’ambiente comune, sottraendolo alla corrente sozza del volgo e trasportandolo in una corrente più pura, più elevata a cui il volgo non è ammesso per gravità naturale.(A,61-62) – Il discepolo deve amare il suo maestro perché senza l’amore illimitato nella finalità del bene, la mente del primo non intenderà il cuore del secondo (A,46-47) –  In Magia il discepolo e il maestro sono contraenti in solidum, come dicono i legisti, e la responsabilità del maestro è grande quando inizia agli alti secreti un profano che possa violare per incoscienza o prevaricare il mandato.(A,308) –  L’educazione spirituale del discepolo ha due scopi: migliorare le condizioni fisico-psichiche dell’aspirante mago affinché si avvicini ad una perfezione organica ideale; renderlo sensibile ad ogni qualsiasi influsso di irradiazioni fisiche esterne o intelligenti esterne. Secondo la costituzione che il discepolo ha sortito dalla natura i risultati saranno massimi o minimi, ma non possono né potranno mai essere nulli addirittura; perché a misura che lo stato di purificazione aumenta in un uomo, egli anticipa la sua vita di “spirito”: se non che invece di essere un completamento nato nel mondo invisibile, partecipa della vita umana e della vita ultra-umana. (A,89)

– Non tutti hanno la costanza di questa seconda creazione di se stesso in una sola vita terrestre, per mezzo delle pratiche sapienti della magia: anzi sono rari coloro che indefessamente lavorano nella nostra arte tutta una lunga esistenza  come guidati dall’istinto della ricerca di trasformazione da preparare non solo l’ascenso spirituale, ma la continuità della esistenza propria (A,374-375) – Il vero discepolo della nostra scuola deve proporsi i problemi e risolverli da sé, perché l’Ermetismo non si insegna, come una qualunque disciplina, con un trattato…Nel silenzio interiore dello studioso germoglia la ricca speculazione della filosofia sottilissima che cum grano salis, crea ed inizia il novizio della magia e determina in questo il quadro prospettico di una nuova visione dell’universo…L’educazione sociale, quella di famiglia, la religione, l’insegnamento per la vita di relazione a cui siete preparato, vi hanno abituato a modellarvi sulla menzogna convenzionale di parere…La maniera di vivere, di esprimersi, di nascondere i propri pensieri…è un intonaco, una forte vernice che ha coperto il vostro stato di coscienza libera e originale…Noi preghiamo il nostro discepolo ed amico di fare in sé e per sé dei tentativi di autoinspezione. Spogliarsi degli indumenti che l’educazione gli ha sovrapposti, togliersi le fasce in cui la bontà dei più recenti educatori lo ha involto, e, come Candido di Voltaire, presentarsi al battesimo nudo: sicut erat in principio… Perché tutto, dicevano i teologi ai seminaristi, incipit ab ovo, e l’uovo di Cristoforo Colombo è là. (D,74 a 76) –Coloro che vogliono studiare e praticare la Magia non devono dimenticare che la conoscenza dell’Io Interiore forma la prima parte della manifestazione intelligente e cosciente del discepolo – unità che sfugge all’uomo negli stadii ordinari dell’umanità volgare – dopo la quale conoscenza si entra in relazione con il mondo delle cause coscientemente e non per fede cieca (A,381) – Il “Nosce Te Ipsum” è appunto il noviziato alla Luce, la purificazione di tutto ciò che è artificiale e di subcreato che la umana sociale ignoranza ha appiccicato a noi. (Corpus) Mentre l’educazione è un metodo sociale che riduce la bestia a cittadino possibile di una società civile, è sempre persistente il bisogno di una iniziazione per la necessità di trasformare definitivamente lo scarabeo. (C,1,101) – Due sono i mezzi e molte le vie. La vita ascetica o religiosa passiva è la più facile e la più lunga. La vita iniziatica o magica attiva è la più breve, cioè la più rapida. (SM,III,539)- Il mistico entra in relazione con la divinità mediante la concentrazione, la meditazione e l’estasi. Questo metodo non è il nostro. Il mago comunica con l’al-di-là mediante le pratiche, cioè con i riti. Con tale sistema egli trasvola il piano materiale e va a metter capo al piano od alla zona superiore, nella quale stanno esseri diversi da noi. Questo è il nostro metodo che richiede un allenamento più o meno lungo. (SM,III,231) – Una pratica di magia differisce dalla preghiera religiosa in questo appunto: che la prima deve fondare il suo potere volitivo su la volontà intima ed alimentare il valore della immagine (imago, cioè in-mago); mentre la seconda parte dalla coscienza esteriore che ha fede in ciò che è più alto e non vede. (SM,II,49) – La iniziazione ermetica o iniziatura ai veri arcani degli antichi misteri… è la scienza dell’anima e della psiche umana che apre, con la garanzia di una preparazione effettiva, non illusiva, non paurosa, un orizzonte nuovo alla vita umana e all’anima umana, conquista che diventa eterna; per cangiare di nascite, resta sempre profondamente attaccata alla nostra coscienza. (C,II,139) – L’iniziazione alla scienza assoluta non si ottiene né si dà nello stesso modo da tutti. Vi sono: Iniziazioni per riti; iniziazioni per conferimento; iniziazioni dirette… Dunque seguendo il rito da me prescelto l’iniziazione è della prima specie, non solo, ma è una iniziazione virtuale; perché per se stessa non vale che a spingere il presunto neofito a traversare la corrente astrale umana e tentare di afferrare la mano o la parola del maestro che aspetta i vincitori della lotta col serpente fuori la corrente della terra. Di là comincia la vera iniziazione ai misteri della natura intelligente. (A,210-211) – Le iniziazioni sono due : l’isiaca e la osiridea. L’isiaca, così detta da Iside o dalla Luna, consiste nel metter il proprio interno in stato recipiendario, cioè in modo da ricevere le impressioni delle forze esteriori….(e) l’osiridea, così detta da Osiride, ossia il sole, generatore per eccellenza, datore a tutto l’universo di forza attiva. L’iniziazione osiridea o solare è quella che mette il praticante nella possibilità di esteriorizzare la sua forza…Gli antichi conoscevano e praticavano due magie, la eonica e la trasmutatrice, la prima isiaca, cioè lunare, la seconda ammonia, cioè solare…Quindi due magie che prendono nome dai due fattori della realizzazione: Ammonia la magia della forza capronica capace di imporre la trasmutazione nel mago e fuori; Isiaca quella che utilizza le forze come le trova e pei fini a cui possono servire… (Ma) Chi sogna un attivo o un passivo senza il suo contrario, è un matto che nega la prima legge dell’universo… Ritornate alla materia, al caos, al primo utero e grande utero in cui la volontà universale della Grande Sintesi getta il suo seme…[tra il cielo della sublimazione dove tutti i quattro elementi semplici si fondono nella origine della divina Potestà e Virtù Prima e la riproduzione o la rigenerazione delle forze, esiste il Grande Utero della Iside Sacra che dà forma alle semplici primitive sublimazioni e le restituisce alla terra…La Legge Universale è la perpetua e sincrona manifestazione della stessa riproduzione creativa delle forme…tutte le forme materiali ed immateriali che sono polluite dal sole, centro vitale di tutto il sistema, non ricevono perfetta realizzazione se non nella luna…I misteri isiaci sono la chiave di ogni specie di magia di operazione e di adattamento, e perfino i Maestri dell’Arte grande della Magia si infrangono in questo labirinto di luce incerta che la sola purità concettiva, nella sua più sublime espressione, domina.(Corpus)] … Infatti non è concepibile una unità attiva per sé. Per essere attivo è necessario un campo in cui la virtù dell’atto si esercita. Questo campo è una passività di fronte ad un attivo, di conseguenza è un utero, perchè nella natura visibile come nell’invisibile, per omologia, ogni azione produce una reazione, ma questa reazione non è un passivo per sé, ma la conseguenza di un attivo su di un passivo…la parola latina sacerdotale virgo valeva vir-agens, l’uomo agitantesi o l’uomo operante…l’uomo operante o agente è la forma o il simbolo della magia isiaca…Maria è una Vergine: Virgo potens – come Iside -: cioè il tipo dell’uomo che agisce con potenza; la femmina, l’immagine muliebre dolcissima e radiante è virgo, in quanto che determina la potenzialità dell’agente…[Vir- agens o Vir-Ago, cioè agente sull’uomo nei poteri occulti (Corpus)]… (Pertanto) Dove finisca la prima (isiaca) e cominci la seconda (ammonia) è molto difficile il determinare, perché la natura umana è fatta in tal guisa che, a grado a grado, che conquista la libertà di operare con le sue virtù latenti, si va perfezionando fino a percepire con la stessa gradualità armonie che alle intelligenze comuni sfuggono…Quindi avviene che le due magie il più spesso delle volte camminino di pari passo e che, mentre si arriva ad intendere il responso di un genio che può essere fuori di noi, il nostro spirito può operare cosa sbalorditiva. (SM,III,231-II,234 a 245, II,261 e I,131)- Ricordati, o discepolo, che se nella vita ordinaria degli uomini, ogni atto, ogni parola, ogni sospiro ha una reazione nel mondo iperfisico; nella vita magica degli iniziati anche il pensiero fugace è una creazione. Perciò la iniziazione non si concede completa se non agli uomini di altissima morale, perché il pericolo della prevaricazione è minore (A,308)

– I riti sono per il discepolo come gli istrumenti magici, la chiave di ogni magia che si sviluppa, quindi i riti contro i quali tutti gli ignoranti si ribellano non sono che i più potenti aiuti per educare la volontà e dirigerla, per sostituire la scienza in coloro che non l’hanno, per generare l’equilibrio negli uomini soggetti alle passioni. L’equilibrio attivo non si ottiene senza il metodo magico. (A,346)– Il discepolo di magia non deve pregare desiderando, il desiderio è contro ogni realizzazione magica….espone a Dio il suo bisogno e ne implora l’esaudimento se è giusto ottenerlo…(poiché) la magia è l’arte e la scienza per rendere l’uomo attivo e non fargli subire le peripezie della marea incostante della luna religiosa… Per iniziarsi alla pratica della magia bisogna determinare bene la volontà nel suo fine. Volere e saper volere è un gran secreto….Volere non è desiderare. Il desiderio uccide il volere – basta per distruggere ogni opera di magia un desiderio senza volontà…Per non desiderare, non temere e non pentirsi bisogna sentirsi giusto divinamente, cioè senza i pregiudizi umani della giustizia egoistica. (SM,I,345 a 364) – Che cosa esiste per lo studioso di occultismo? Una sola cosa, l’unità nella espressione più vasta dei fenomeni della natura…Questa è la chiave di ogni analogia…Se il discepolo non intende ciò, non intenderà mai cosa è l’astrologia pei maghi…non comprenderà lo spirito dell’alchimia, non quello delle evocazioni, non l’altro dell’amore universale e dell’ideale dell’unità aspirante a Dio come ritorno e fine. (SM,I,332) – Il discepolo di Magia deve considerarsi sulla terra come un atomo della Unità-Universo e uno insieme a questa unità…Chi opera, partendo da questo concetto unitario, deve ricordarsi che il suo movimento deve avere la sua azione su tutto il restante di questo corpo senza limiti (universo) – quindi egli può attirare e respingere, aspirare e respirare, trattenere e scagliare il quid creatore che anima i mondi tal quale come il pollice della mano può toccare tutte le altre dita. Chi può rendersi atto a tanto è il possessore di tutte le chiavi dei miracoli fisici e intellettuali. Come mettersi sul retto sentiero per ottenere le chiavi desiderate, la magia vi da i riti per illuminarvi. Coi riti da me dati io vi dico: eseguite, tentate e sperate. Quando avrete fatto tutto esattamente, scrupolosamente, tacitamente, e non sarete riusciti ad avere completa la luce e penetrare oltre la corrente delle anime nella zona dei puri, non dite: ho fatto e praticato invano – perché se avrete fatto fedelmente, ed in tempo utile, la mano amica che avete invocato comincerà latente, senza che voi ve ne diate conto,  a dissipare le vostre tenebre e invisibile, insensibile il lavorio di reintegrazione nella Luce Beatrice non sarà interrotto fino al giorno del trionfo completo dell’Intelletto di Verità in Voi.(A,394-395)- Chi segue il mio metodo soggettivo, cioè di iniziazione progressiva, operando vi arriverà pian piano, capirà e praticherà con completa riuscita…; ma per far questo bisogna essere una persona molto seria. (SM,III,562)

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2 Comments

  1. A.Detommaso 18 Settembre 2014 al 11:34 - Rispondi

    In seguito a questa cospicua lettura intitolata, “il noviziato ermetico nella Schola di Giuliano Kremmerz”, pubblicata su queste stesse ” frequenze” nel lontano, – si fa x dire, 04 settembre 2006, – ma neanche così vicino se pensiamo che son già passati + di otto anni; durante i quali io per es., ho avuto modo di trarre giovamento dal fatto di aver potuto esprimere le mie riflessioni: come in questo momento, condividendole il più delle volte, con altri amici, frequentatori assidui di questo spazio.
    Prima di lasciare questo contatto, (l’imbarazzo è), nella scelta di quali “note magistrali” inserire in questo mio post notturno. Credo senz’altro, tutte 1anima-mente condivisibili ed estremamente coinvolgenti, la mia scelta è caduta su:
    “Ma non bisogna dimenticare che l’umanità è una, e che la solidarietà umana è un dovere imprescindibile di ognuno che aspira alla corona regale della verità.” Rivolgendo il mio saluto a filosobek, unico commentatore di quel passato momento che x la verità non si è mai risparmiato di regalarci, a mio umile parere, il suo apprezzabilissimo pensiero, auguro, ai numerosi navigatori di questa straordinaria CollettivaCorrENTEinterAttiva una serena – Buona Notte!

  2. filosobek 3 Luglio 2013 al 16:18 - Rispondi

    A proposito delle due correnti… “Il novizio invece di essere condannato ad assorbire letture di poeti dell’occulto, è allenato pian piano alla sua commutazione in pila animale, generatore di una forza N che è ignota a lui come alla grande maggioranza umana…”.
    Ricordo che Kremmerz, ne “Il Mondo Secreto” del 1899 scriveva “Domandate ad un arciprete o a un professore di teologia dei seminari cattolici se Dio a casa del Diavolo è o non è Dio. (…) Questa Unità-Dio non può essere ben capita dal pubblico che fa studio di cabala secreta se non con una bestemmia: Dio è il Diavolo”.
    Ora, lasciando da parte la cabala (dopotutto siamo nel XXI secolo e la scienza ha assunto un proprio lessico senza scomodare la religione), si immagini la materia come UNA che con moto perpetuo si manifesta in vari stati dal più sottile al più grave e di ritorno al più sottile. Se vogliamo figurare noi stessi entro questo contesto, unità nell’Unità, dobbiamo fatalmente rilevare che, assunto il punto nello spazio, in una direzione avremo la materia in addensamento e nell’altra la materia in sublimazione.
    Dice ancora il Maestro “Avete conoscenza della pila di Volta, delle onde erziane, del telefono e del telegrafo senza fili, degli apparecchi di captazione o di emissione di messaggi aerei? L’organismo umano, cioè l’uomo nel suo complesso, perché non potrebbe essere un apparecchio naturale di tal genere, non sviluppato ancora, cioè non esercitato e non producente ad alta tensione quello che i precedenti meccanismi sensibilmente realizzano con effetti visibili a tutti?”.
    Credo pertanto che la coscienza dei due opposti possa essere esperienza di chiunque ma, a questo punto vorrei soffermarmi sulla pila. Un disco di rame e uno di zinco alternati e… im-pilati (!) formano una colonna il cui primo e ultimo dischetto sono collegati con due fili di rame. Tuttavia, oggi si sa che il passaggio di corrente è provocato dalle reazioni chimiche createsi grazie al mezzo umido (acido solforico e acqua) in cui sono immersi i dischetti e con cui reagiscono.
    Azzarderei allora che, se da un lato è vero che ogni essere vivente è sottoposto a una doppia corrente, coagulante e solvente a seconda della direzione, il mezzo umido che propizia la corrente non viene mai preso in esame e – forse – è QUELLO che fa la differenza ed è lievito per chi è in una …corrente ortodossa e tradizionale.

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