Non potrebbe darsi che … esista un popolo di esseri a noi invisibili che, omologamente agli uomini, amano, pensano, agiscono su di un piano non parallelo né identico, ma spesso coincidente ed intrecciato al piano delle passioni vitali degli uomini?

Sono questi gli Eoni dei filosofi della magia divina e divinizzante? E se questi esseri esistessero non si potrebbe concepire una vita dell’uomo ordinario inconsapevolmente in amore o in lite con qualcuno degli elementi di questo popolo? (D,38) – Guardate il cielo stellato. Quanti mondi, quante terre! E che vi siano esseri anche in quelli, di materia analogicamente costituiti come noi, non è semplice sospetto… e quando voi avrete intuita la formola pitagorica dello spazio senza dimensioni e il moto nello spazio non potete sulle ali delle possibili fantasie pensare che organismi più completi possono allontanare il loro fantasma per milioni di miglia e influire sulle cose terrestri? Direte che volendo fondare una Scuola Integrale con principi positivi, comincio a viaggiare nelle nuvole No. Voglio semplicemente ricordarvi che forse i genii planetari e interplanetari di cui tutta una lunga pratica l’antica magia ammonia ci ha trasmesso, non sono né simboli né poesia.  (SM,II,250-251) – La prima cosa che ti devi porre innanzi agli occhi nel tentare l’occulto nella natura spirituale è di conoscere lo spirito o il dèmone o il genio che immediatamente rappresenti lo scalino superiore alla tua natura di uomo più o meno perfetto… Adopererò il nome di Genio per uscire dalle restrizioni e dalle definizioni: quando tu avrai incominciato a conoscere il tuo definirai il primo… e quando ne avrai conosciuti molti potrai avere un concetto approssimativo, ma sempre imperfetto, della scala d’oro che comincia dai meno puri e termina ai perfettissimi. Come fare per conoscere il proprio genio? … Appena ti sarai formata una idea approssimativa di una luce interna, potrai passare dal noto all’ignoto senza sofisticare molto… Persuadersi che le coscienze rette, desiderose del bene, ragionevoli ed intere, senza ipocrisia e senza paura invitano il Genio più affine alla natura dell’individuo a manifestarsi; Che la corrente delle opinioni e delle frasi fatte deviano e contorcono e traducono male il linguaggio che il Genio parla alla nostra coscienza e che chiudiamo le orecchie alla verità per ascoltare le menzogne; Che se il Genio si prende a duce, il serpente astrale che si affaccia in segno di lotta si domina e si diventa nume. (SM,I,121-126) – Genius, forse da genio, generare, generatore e generato. Forse dal greco ge, la terra, il campo. Forse il dio del luogo, delle cose particolari dell’uomo, cioè che assiste l’uomo, che è innato nell’uomo. Probabile l’idea del Mercurio personale, della intelligenza divina dell’uomo, del demone attivo del grande Mercurio, lo spirito della creazione e dell’armonia intelligente dei mondi. (D,199) – (Nella Schola) l’individuo è ridotto a numero, è classificato con un numero che rappresenta la sua potenzialità. La cifra che egli deve tracciare rappresenta il genio assegnatogli. Per comprendere questa parola genio occorre spiegare che essa deriva da generare e sta a significare la forza complementare concreta che serve per aiutare e a completare l’individuo nel suo numero… Il genio proprio a lui rappresenta il suo complemento, la sua integrazione ideale e pratica. (SM,III,200) – Noi dobbiamo precisare che il nome rappresenta la virtù. Quindi l’invocazione del nome è l’invocazione della virtù del potere. Il carattere corrisponde al nome… Parimenti troverete che nella pagella ognuno di voi ha assegnato una sigla (genio) che traccerà ogni mattina con le regole che saranno assegnate… Se vi si da un salmo qualunque, una qualsiasi operazione a compiere, se vi si dice di porre la mano sullo stomaco di un ammalato e di invocare, poniamo Caspiel, significa che in questo vi è la virtù che possa darvi il potere di rendere complementari le forze che mancano all’organismo dell’ammalato. (SM,III,212-213) –  I geni sono inferiori all’uomo… sono esseri vitali, vitalizzati di determinato sviluppo, di creazione umana. Sono esseri di altri tempi, ma si possono creare anche al giorno d’oggi. Le caratteristiche dei geni rispondono a certi caratteri che sono caratteri magici. Questi caratteri formano l’ideografia del genio, come forza e come intelligenza. Il tipo geniale più perfetto che completa il tipo umano di chi viene a far parte della Schola, è il genio… i geni che noi invochiamo nelle nostre preghiere sono creature vive e viventi di creazione umana… I geni inerenti alla catena sono tutti geni complementari. (SM,III,245-246) – I Geni sono passivi alla nostra volontà. Si immedesimano nella persona e danno a questo la possibilità di guarire… La esteriorizzazione dei geni è disarmonica, senza estetica, perché essi sono forze, non forme (SM,III,250) – La Magia negli ultimi gradi dà il potere di compiere la trasmutazione di uno spirito elementare in Genio: ma nei primi gradi dà i mezzi per venire in contatto dei già esistenti, vecchi o recenti. (Fasc.B art. 8) – In linguaggio nostro noi chiamiamo “genio” tutto quello che è creazione vitale di un mago… I  fattori della creazione di un genio sono: 1° – il magnetismo animale individuato in una creazione soggettiva; 2° – l’atto volitivo o l’atto di fede. Es.:una cappella in campagna con un quadro della Madonna. Un mago comincia a far credere a un miracolo. Egli avrà creato il “genius loci” e quindi quella cappella con tale forma di pubblicità diventerà fede in un fatto creato. Questi geni sono temporanei e finiscono col finire dell’opera; 3° – la terza categoria appartiene anche a geni creati dal mago ma non con la magia naturale, sebbene unendo forze ed elementi naturali a un mondo eonico che non è in contatto con tutti. (SM,III,224) – Tu devi considerare questa scuola e famiglia non come appare dalla sua storia recente… ma come una ricostruzione intorno a cui ritornano fatalmente tutti i componenti storici cioè antichi e antichissimi; tanto umani che eterei, cioè tanto uomini che eoni e genii antichi, e intelligenze di maestri che non possono tornare ora alla umanità, cioè alla realizzazione terrestre.  I genii jeratici e magici richiamati qui (ndt: intorno alla nostra scuola e famiglia) dalla realizzazione rinnovata non riconoscono che le leggi statutarie della iniziazione isiaca, che, chiamiamola col nome che vuoi, ha presieduto a tutte le officine arcane che hanno poi degenerato nella ignoranza sacerdotale. E tu ti troverai in contatto loro tra breve. Se tu avessi il dono di vedere (seconda vista) potresti provare a chiuderti in una stanza e fare il tuo rito quotidiano ad occhi chiusi, poi aprire gli occhi e vedresti intorno a te, richiamati dalla semplice tua invocazione, un piccolo popolo di eoni che ti ascolta, ti approva o ti disapprova, apprende e obbedisce.  (Fasc.D art. 4) – Ora bisognerebbe parlare di quello che esiste nell’Universo e che si chiamano Intelligenze, o Eoni secondo la filosofia neo-platonica, filosofia italiana cui apparteneva anche Dante Alighieri… Dovrei dirvi degli Eoni, dunque, o Intelligenze… (SM,III,213) – Negli esperimenti troverete stati di spirito in cui sentirete che il vostro animo sublimato va ad unirsi con intelligenze più elevate di voi. E sentirete anche il distacco quando le comunicazioni diventeranno vibranti. Questi esseri noi li chiamiamo Eoni la qual dizione significa propriamente: esseri. Quando entrerete in rapporto con essi, comprenderete interamente come è la loro essenza… Gli Eoni… sono esseri di ordine superiore e non di creazione umana. Sono spiegati variamente. Ne hanno parlato i teologi, i neoplatonici, Dante e molti altri. (SM,III,245-246) – La conoscenza delle Intelligenze, delle Forze (esplicazioni della Forza unica) e delle creazioni, e l’entrare in relazione con esse dà principio alla vita magica. Arrivarvi preparato da un buon maestro o da una scuola seguita a puntini, è la porta grande dell’invisibile. (SM,I, 189) – Tratte dal Commentarium riporto tre figure racchiuse in un circolo. Queste tre figure rappresentano i tre modi per entrare in relazione con il mondo che non è nostro…. Il mondo che non è il nostro non è il mondo umano… Vi sono due, tre modi per entrare in relazione con gli Eoni che abitano il mondo che non è il nostro… La prima a destra rappresenta un monaco in una grotta, con una lucerna innanzi a cui scrive. Questa figura significa che gli Eoni, con una vita austera possono entrare in comunicazione con noi, col nostro sottile, che è la parte sottile della nostra intelligenza. Questa è vita monacale, in corrispondenza con l’alto; è forma mistica in cui tutte le anime religiose possono esercitarsi. Ma voi non siete mistici… Gli Eoni vengono in comunicazione con i nostri intelletti, ma il linguaggio loro non è il nostro. Immaginatevi un popolo di africani, selvaggi, barbari, di esseri che possono comunicare fra loro non con gli organi vocali. Le comunicazioni religiose prendono solo il mercuriale, ossia la parte più elevata di noi, il sottile dei neoplatonici. Le comunicazioni avvengono per immagini. Noi di esse non abbiamo la chiave che solo dopo un lungo studio. Quindi ogni persona ha una chiave… VI invito a non seguire mai questo prima sistema, in cui si parla con sé stessi, attraverso le immagini… (Nella terza) figura vi è un circolo…i cinque uomini sono laureati, incoronati, e la corona indica che sono eroi… Tutti stanno nel circolo e sono presi da affetto e da amore per la cosa che si deve fare… la catena c’è ma vuol dire che sono tanto attivi che anche separatamente formano un circolo. E’ come avviene di noi durante i riti.  (SM,III,250-252) – Perché la magia lunare si chiama eonica? Perché si fanno e si ottengono realizzazioni per mezzo degli eoni. Eoni vuol dire esseri o enti.  Enti visibili o invisibili, ogni essere che arriva alla nostra cerchia attiva noi utilizzeremo per un atto benefico… sono spiriti vivi che la nostra volontà di amore ci richiama. Sono maschi, sono femmine, sono più o meno evoluti o evolutissimi, sono capaci di evolvere fino alla perfezione… Gli eoni non sono ipotesi, ma realtà e bene o male l’Ermete vostro ve li farà intuire e sentire, forse ne conoscerete qualcuno personalmente in visione tangibile e quasi umana. Se noi cinque ci riuniamo e colleghiamo in catena, formando una costellazione di luce, intorno a noi, piano prima, rapidamente poi, si avvicineranno gruppi di eoni che, attirati dalla umanità dell’opera nostra, non domandano di meglio che di essere comandati e compensati. La nostra opera isiaca se ne avvantaggerà e se ne servirà nei molteplici casi in cui il loro intervento è utile. La scuola fa la sua pratica collettiva.  Essi sono forze e sono intelligenti. Per amore servono. Per odio intralciano ogni cammino e sono nemici implacabili di coloro che rompono e violano i patti. Imperfetti di fronte all’uomo integrato nei suoi poteri, sono obbedienti all’imperio magnetico dell’uomo. Non sono angeli perché gli angeli nella forma con la quale ce li presenta la religione non esistono. Non sono diavoli come ce li dipingono i mistici. Sono degli esseri che analogicamente all’uomo vivono in un ambiente che solo Ermete può lasciare penetrare a coloro che gli saranno fedeli. E sono le uniche entità compagne dell’uomo che stanno sulla terra che è il nostro grande teatro. Più in su non vi sono che le intelligenze ammonie che percepiscono la sintesi del mondo e figuratamente si dice che vedono Dio. (SM,II,246-247) – L’Amore comincia ad acquistare carattere sacro quando mette l’animo umano nello stato di mag o di trance… La Magia eonica ci deve trasportare in pieno Conte di Gabalis… Eone o ente deve essere materia come è materia tutto il mondo universo. Eoni o enti devono essere intelligenti e quindi in perfetta analogia con l’umanità pensante e intelligente. Sono spiriti? – se per spiriti vuoi intendere creature analoghe agli uomini, ma viventi di materia più sottile della nostra umana, e forse più sensibili di noi, chiamiamoli pure spiriti. Ma se con questa parola vuoi intendere le anime dei morti, ti inganni. Quello là è regno vivo e non ha niente di lugubre. E’ il regno della favola. Vi sono fate, orchi, divinità, genii, elfi… ondine, salamandre, silfidi, gnomi… ninfe, satiri… la magia per questa porta dell’amore comincia veramente quando lo stato di essere del tuo individuo, permanendo nella intensità più inverosimile delle vibrazioni animiche del Pir o fuoco magico, separa l’amante che si vede con gli occhi fisici dalle entità astrali che si ammirano col senso delle corna allungate (fate, orchi, ecc.) della stessa zona a cui tu e lei siete arrivati…  l’intermezzo piromagico prelude al maggior Arcano di Venere che dà la iniziatura eonica. ( SM,II 326- 332) .