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    Come non riconoscere il richiamo di quella ‘sete di Verità’ di cui parla Sal,che spinge a farsi largo tra tutto il resto, immerso nella necessità contingente, e che ci induce, come ci ricorda Lilia, a fare del nostro meglio sì,ma come tramiti di Una Idea che porta il nome di Miriam….la sete di per sé sembrerebbe quasi una necessità essa stessa e una condizione esistenziale fine a sé stessa ma se messa al servizio di Luce e Salute può accadere anche che ti cambi la vita e che porti ad accorgersi che non ci si ricorda neanche più com’era prima di incontrarLA! Un caro saluto a tutti i naviganti

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    Ahahahah Macrobio che ridere! Mi posso unire a voi? Che bontà il latte di mandorla mi ricorda le sere d estate dell’infanzia…..e se poi si aggiunge un luogo “ospitale” in cui sollevare la testa e ammirare una stella o abbassare lo sguardo e scoprire un fiore nascosto mentre qualcuno in modo sapiente ti racconta una storia antica di mille anni…il relax è assicurato!!!

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    Che emozione!La bellezza non ha età!

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    Ciao Mercurius, oggi per uscire dalla cabina bisogna mettersi il cappotto ma lo faccio volentieri e a piedi nudi perché sono certa che lo spirito confortevole di questo spazio mi riscalderà! Interessante il tema del tempo e mi ha fatto sorridere il correva l anno di Holvie in questa giornata fredda e uggiosa e se questa fosse una chat mi piacerebbe scambiare con voi dei pensieri …. chissà cosa ha a che fare il trascorrere del tempo e la sua percezione ,con la meteorologia per cui in italiano chiediamo che tempo fa? Piuttosto che: che tempo è ? Cmq tornando al correva l’anno, mi viene da pensare che è un concetto moderno ma i nostri avi non avevano inventato l otium e quindi uno spazio per occuparsi di ciò che ci interessa e che non sia legato ad una stretta necessità quotidiana? A questo proposito ho letto tempo fa un libro di Milan Kundera sulla Lentezza che fornisce un ‘ interessante prospettiva … A presto e un caro abbraccio a tutti

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    Ringrazio per gli auguri e ricambio di cuore a tutti! Ciò che mi colpisce di questa Re-surrezione, che ritroviamo ovunque nei biglietti di auguri, è essenzialmente l’etimologia: re-surgere,che vuol dire “mettere dritto ciò che è piegato” e pensandoci bene mi ha richiamato subito l immagine naturale del germoglio o filo di erba che svetta verso il cielo ,sfidando la gravità. Una esperienza che trasforma e fa morire ad un livello per ri-nascere al successivo. Mi ha richiamato anche il principio del rinascere dalle proprie ceneri, fenomeno anch’esso naturale poiché le ceneri vengono utilizzate come concime per il terreno da seminare. È successo persino ad un simbolo (potrà mai morire un simbolo?)patrimonio dell’Umanità : Notre Dame ,alla quale La Fenice di Venezia ,come augurio,ha postato un tweet dicendo: “Due volte siamo stati assaliti dalle fiamme e due volte ci siamo rialzati più forti di prima”. La Fenice, dunque, che rinasce dalle sue ceneri, credo sia l’augurio più vero che vorrei ricevere e al contempo poter donare a tutti noi. Un fraterno saluto di Buon Passaggio(Pasqua).

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    Interessanti le info riportate da Mercurius che ringrazio in quanto permettono di dare un senso a ciò che ti trovi a vivere nella quotidianità senza subire passivamente gli eventi. Fin da piccola mi sono sempre chiesta perché da noi al posto delle palme,si benedicesse l ulivo,considerato simbolo della pace. Adattamento al territorio italico come simbolo di una tradizione o semplicemente adeguamento per comodità? Una volta ho avuto anche l ardire di chiederlo ma mi è stato risposto che in fatto di fede non si domanda ma si crede. Alla ovvia obiezione su chi non crede a chi lo può domandare, non solo non ho avuto la risposta ma sono riuscita a indispettire il mio interlocutore! È stato così che ho sperimentato per la prima volta la meravigliosa diversità e varietà del genere umano che si divide almeno in due : chi domanda e chi si indispettisce!!! A parte gli scherzi, il post di Mercurius mi ha spronato a saperne di più. Una buona domenica a tutti voi e un caro saluto

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    Grazie a Mandragola e a tutti i Fr e Sr per gli auguri di un nuovo fertile e proficuo inizio in questo equinozio di Prima-Vera. Un caro saluto a tutti i naviganti

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    in risposta a: Notizie dal web #14921

    Sul tema della salvezza del pianeta di così grande attualità in questi giorni, è stato chiesto il parere scientifico sulla rete nazionale ad un fisico del CNR di Trieste e mi ha molto colpito la sua risposta: Egli molto tranquillamente affermava che non riteneva in pericolo la Terra, la cui capacità di adattamento e di auto-rigenerazione è nota, piuttosto del genere umano, a cui la Terra sembra possa sopravvivere di gran lunga, se non imparerà ad acquisire quella stessa capacità di adattamento e/o autoregolamentazione rigenerativa in sintonia con il nostro pianeta,il quale si comporta esattamente come fosse un organismo intelligente che possiede le risorse per poter mettere in atto una azione strategica di difesa al pari di un vero e proprio sistema immunitario. Devo dire che questo mi ha confortato e, lungi dal mettermi in allarme,mi ha restituito a me stessa nella capacità/responsabilità delle nostre scelte o azioni come elementi di un’unica Unità. Certo la domanda rimane aperta….mi chiedo se saremo capaci, grazie all’Intelligenza della Materia, di ritornare alla fonte e sintonizzarci alla nostra parte più vera per risanare e risanarci proprio come Madre Natura fa!!!??? In questo senso, se ci chiediamo il perché è così importante intraprendere un percorso di consapevolezza e trasformazione e in definitiva, che l Umanità si evolva piuttosto che non( ammesso che fosse possibile fermare un’evoluzione naturale delle cose)forse ne deriva che certamente sarebbe importante in quanto utile a tutti!

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    in risposta a: Il Carnevale #14451

    Ringrazio la Direzione per questo nuovo spunto di riflessione riferito a questo particolare periodo dell’anno. Interessante e controverso anche il significato di maschera, usato fin dall’antichità per indicare una fase di passaggio dei tempi e ritmi naturali? Ho appreso ad esempio in un documentario che in alcune zone di montagna, in questo periodo, va in processione una maschera bifronte da una parte è travestita da vecchia dall’altra da bambino, suggerendo il passaggio dall’anno vecchio al nuovo. E poi ancora nei nostri Appennini, le maschere, poste sui muri o camini sui tetti delle case,avevano la funzione di esorcizzare le paure di spiriti maligni in modo “omeopatico” potremmo dire e quindi la paura che scaccia la paura stessa…. quasi per nascondere all’esterno ciò che all’interno va protetto? Oppure ancora le cosiddette “mummie” o “mamme”, antichissime,con la funzione di attirare la fortuna o fertilità del focolare domestico. Il teatro greco suggerisce invece la funzione quasi catartica dei sentimenti ed emozioni umane, adoperando la maschera del riso e del pianto, considerandole due facce della stessa medaglia…. chissà se è da qui che parte il concetto di sovvertimento temporaneo dei valori da cui può nascere un rinnovato ordine, un dualismo delle due facce della medaglia che deve ricondurre alla eterna e perpetua Unità di tutte le cose? Un caro saluto a tutti

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    Trovo eroico il finale della bella poesia di Goethe,postata da Diogenon. Certo occorre il coraggio dell’ Amore,componenti essenziali dell’eroe(Eros), per avere quella ‘fiamma che ti dice:” Muori e sii!” Ma è sempre più interessante che essere “un viandante pien di guai sull’oscura terra e i suoi adii”! Comunque, tornando al nostro bruco, di farfalla o falena che sia, nella sua crisalide,zitto zitto, compie qualcosa di altrettanto interessante: per diventare farfalla e poter volare,deve modificare completamente il suo DNA o codice genetico. E se ciò è possibile in Natura e se Tutto è Uno….stai a vedere che la prospettiva di trasformazione della Materia nostra non sarebbe più favola ma realtà concreta e realizzabile??!! W le farfalle/falene!

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    Significativa la fiaba di Mercurius che suona anche come un bellissimo auspicio per la primavera che si sta preparando… grazie! Credo che le fiabe rappresentino un linguaggio primordiale per parlare alla parte fanciulla o non sovrastrutturata di noi. Mi sono ricordata che anche in “Alice nel paese delle meraviglie” tra i vari compagni di viaggio della protagonista,c è un bruco che l’accompagnerà fino alla fine; e nel momento in cui, la ragazza sta per affrontare il suo drago, lui le annuncia che sta per morire. Superata la prova, Alice riconoscerà in una splendida farfallina il suo vecchio amico. Non so se è importante o in quale misura ,utile ,ricordare ciò che è stato… sicuramente so che soltanto im-magi-nare di veder spuntare quelle bellissime ali, è un’emozione insuperabile, tale da cancellare ogni fatica e vicissitudine di sorta. Un caro saluto a tutti

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    Che ridere…..”fino a che ora?”!!!
    Si può dire che questo umorismo è tipico del nostro Genio italico??? È davvero divertente…un bel modo di cominciare la giornata! Grazie e un caro saluto a tutti

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    È sempre bello parlare di Amore,un argomento che non passerà mai di moda e sicuramente di grande attualità! È quella forza di coesione e aggregazione che “muove il Sole e l altre Stelle”? O che attira un impollinatore al suo fiore,o che ci fa battere il cuore e ci fa sentire “le farfalle nello stomaco” di fronte alla persona amata? È uno stato vibratorio che eleva dalla nostra realtà egoica, senza perdere ma sublimando Se stessi? Personalmente, al mio livello molto umano, ho smesso di mangiare, e mi sembrava di camminare sollevata da terra.. era forse la manifestazione esteriore di una verità che lavorava dentro?Cosa vuol dire sublimare: perdere o portare su un altro piano il nostro stato di Essere? Da qui nascerebbero ancora altre domande: l Uno,seppur molteplice, perde la sua unicità, nel momento che si manifesta in uno specifico aspetto contingente della realtà? E infine per ri-conoscere l altro da Sé, si deve poter avere un quid in comune o matrice che permetta il suddetto riconoscimento? Ma senza complicarsi troppo la Vita che invece è molto più semplice delle nostre elucubrazioni mentali e tornando all’ Amore, forse la risposta l hanno sondata nella storia meglio i poeti e la possiamo ritrovare anche nella bella poesia di Pessoa postata da m rosa,che ti grazio, quando dice:”non so se essi mi comprendono, né se io comprendo loro, ma so che la verità sta in loro e in me”. Un caro saluto a tutti

    wiwa70
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    Ebbene sì, caro Peter, concordo sicuramente quando dici “non teoricamente ma esistenzialmente, nel sentirsi parte della Vita per formare un tutt’uno” a cui aggiungerei anche l avverbio di molto concretamente: una trasformazione vera, infatti, alias la morte del seme a sé stesso, affinché diventi germoglio, non può essere solo teorica ma necessariamente pratica, così come pratica è l opera di metamorfosi evolutiva della Materia che nella Schola si compie,con gli strumenti a disposizione,in modo graduale,visto che la Natura non fa salti…. Chissà se sarà questo che intendeva G.Kremmerz quando diceva” che per capire una cosa bisogna diventare quella cosa”? Un caro saluto e a presto

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