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  • tanaquilla9
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    Questo articolo postato da Guglielmo Tell, che ho letto in italiano online, mi ha fatto ricordare il libricino “Una Conferenza sulla Medicina Mistica” del dott. Salvatore Catalano, introdotta dal dott. Giuliano Kremmerz nel 1899. Nelle formule popolari e mistiche è frequente l’uso delle croci. Tra l’altro ho cercato l’introduzione del Maestro che ricordo c’era sul sito. Ma essendo il sito diventato veramente poderoso, non sono riuscita a trovarla. Ricordo però che il M. Kremmerz faceva la differenza fra il Medico e il Dottore, in quanto solo il primo è capace di far manifestare un principio tanto benefico quanto inafferrabile a favore dell’infermo per guarirlo ― qualunque sia il metodo o il mezzo impiegato, qualunque sia la droga prescelta, qualsiasi il sistema preferito. Ma come sempre il Maestro non raccomanda l’uomo, cioè il Catalano, ma il sistema perché gli uomini passano e le verità restano. Al termine dell’introduzione il Kremmerz nel dire che il titolo del libricino è stato scelto da lui dà una definizione particolare di scienza: “la scienza è nella ispirazione alla fonte creatrice di tutte le cose”.

    tanaquilla9
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    Fra tante notizie negative trasmesse dai media l’altro ieri ne ho sentita una buona che ci fa intravedere come anche in questi tempi così bui la scienza medica, affidata ad Esculapio, faccia progressi a beneficio dell’umanità sofferente. Due ragazzini affetti dalla stessa forma di distrofia retinica hanno riacquistato la vista in seguito al trattamento con terapia genica. Il servizio spiegava che la retinite pigmentosa è una malattia terribile che porta nelle sue forme più severe alla cecità per cui non esisteva cura fino a poco tempo fa. Ora invece la terapia genica riveste un ruolo fondamentale per future strategie terapeutiche.
    C’è qualche fratello medico che ci può spiegare di che si tratta?

    tanaquilla9
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    Si Silvana. Se vai in Biblioteca in Oracoli trovi alla fine del libro a pag. 129 I Tarocchi e di seguito Il Prologo del pazzo, Gli Amanti, La Morte.
    Altrove sono intitolati “Il Libro degli Arcani Maggiori” come in J.M. Kremmerz-Erz Un secolo di missione – Avviamento alla scienza dei magi a pag. 570, sempre presente in Biblioteca.
    Vale davvero la pena di rileggerli. Anche io lo faccio ogni tanto, specie se sto cercando qualcosa di preciso.

    tanaquilla9
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    Ho visitato Viterbo, giusto il tempo di camminare fra le mura nel quartiere medievale di San Pellegrino. Una artista del luogo mi ha detto che i Tarocchi furono portati dai Templari in Italia per la prima volta a Viterbo. La cittadina della Tuscia sembra legata ai Templari fin dall’origine dell’Ordine. Circa i Tarocchi ho letto che “nel 1480 un certo Covelluzzo da Viterbo scrive: Anno 1379 – fu recato a Viterbo il gioco delle carte, che venne da Seracenia e chiamasi tra loro Naib”. Noi abbiamo per fortuna tre lame dei Tarocchi commentate dal M. Kremmerz, che ci fanno capire come queste carte fossero un compendio di tutti gli aspetti della scienza integrativa.
    I Tarocchi destano sempre interesse. vero?

    tanaquilla9
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    E’ una interpretazione molto gradevole, grazie mandragola.
    Interessanti le notizie su Enheduanna, una donna sacerdotessa e poetessa, vissuta nella Mesopotamia di 4200 anni fa.
    Questo mi fa pensare a quante cose sono ignorate volutamente o meno e che la storia andrebbe riscritta in gran parte.
    A chi credere, allora? Anche in questo caso, come in tutti gli altri, l’insegnamento della Schola cui apparteniamo è utile e ci da le giuste coordinate :non credere a nessuno ma fatti una tua opinione basata sull’esperienza. Non bisogna schierarsi se non con ciò che è vero e giusto. Questi valori, li ho trovati e riscontrati solo nella nostra Schola.

    tanaquilla9
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    non ricordavo se questa canzone, cantata dalla bellissima e roca voce di charles aznavour, era già stata postata e così ho riguardato l’intero thread. ci sono cose meravigliose in questo thread. ma pare che questa canzone non ci sia, anche se potrei sbagliare perché il thread è intenso e molto ricco.
    l’ho risentita per caso e mi ha fatto pensare e onorare COLEI che ci dà il dono più grande che esista, GRAZIE ALLA QUALE SIAMO ANIMATI E TENDIAMO ALL’AMORE, facendo di tutto, spogliandoci, lavorando e lavorando e soffrendo anche molto perché sia VERO. Qui dove mi trovo inizia a fare freddo, sembra si avvicini l’Autunno e un nuovo inizio, spero, per tutti noi, in ogni modo LEI voglia.

    tanaquilla9
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    Sapessi come ti capisco, caro g_b. Per molto tempo sono stata presa fraternamente in giro da sorelle e fratelli che mi chiamavano peripatetica (erano quelli che passeggiavano studiando e discutendo di filosofia), perché ho sempre viaggiato molto, ho sempre cercato in giro, sono sempre andata nei posti meno conosciuti.
    E’ bella la figura del viandante, cioè di colui o colei che non è di alcun luogo, non appartiene del tutto ad alcun posto perché forse viene da altri mondi. Una volta ho visto così una carissima Sorella.
    Buona domenica anche a te cara mandragola e a tutti.

    tanaquilla9
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    Nessuno di noi caro guglielmo tell starebbe qui a scrivere senza la Miriam. Mi hai ricordato quell’episodio che racconta il Maestro Kremmerz su un ingegnere meccanico, mi pare, che diceva sempre che lui (come tramite s’intende) non avrebbe mai guarito nessuno. Eppure gli capitò di farlo. L’episodio se non lo ricordi lo trovi in La Parola al Maestro: Preparazione e prassi terapeutica ortodossa nella Fratellanza di Miriam – parte I.
    Bellissima Agape !

    tanaquilla9
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    Mandragola, prima dei riti da te indicati ci sono millenni di storia. E sicuramente lo ieros-gamos non è il matrimonio, così come lo conosciamo. Neanche il rito della confarreatio tra Flamen e Flaminica. E ammesso che il termine matrimonio “alluda” all’unica Matrice dalla quale proveniamo, cosa c’entra il matrimonio fra due persone?
    X, non vedo perché due esseri complementari, come scrivi tu, debbano unirsi in matrimonio. Non sarà quello che li renderà felici, ma semmai la libertà di voler condividere, il benessere reciproco determinato dalla complementarità dei loro fluidici.

    tanaquilla9
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    sembra strano al giorno d’oggi sentir parlare ancora dell’indissolubilità del matrimonio o del compito della donna, al suo interno, di generare figli. Ma, studiando la storia del genere umano dalle prime testimonianze che abbiamo, dove sta il matrimonio? a me sembra sia stato legiferato più per tutelare i patrimoni, per garantire la sicura discendenza e per scongiurare “lo spettro dell’anarchia” (è un bene rileggere dal M. Kremmerz Il Libro dei Tarocchi – Il pazzo preludia alla piromagia) … In Natura ci sono specie monogame e altre no. Specie fedeli al compagno/a per l’intero corso della vita e specie no. Dal punto di vista naturale il matrimonio secondo me non c’entra con l’amore o con i figli.

    tanaquilla9
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    Ieri mi è stata gentilmente inviata la versione italiana, cantata dalla De Sio, di Todo Cambia, di Mercedes Sosa. E’ un inno al cambiamento, il cambiamento è una legge costante, tutto cambia nella vita, tranne i valori più profondi, l’amore per la propria origine. La condivido nella versione della Sosa, per me migliore.

    tanaquilla9
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    Grazie caro guglielmo tell. Ho trovato bellissimo, commovente, il tuo racconto e più che il racconto, le aspirazioni che ci muovono nella vita, che ci spingono verso mete senza sapere con certezza cosa ci sarà. Anche se il cammino è puntellato di stelle, che ci confermano che non siamo in errore. La bellezza la riconosco nel non desiderare più nulla, se non l’accettazione convinta, perché sostenuta dall’Amore, di quella aspirazione, come il tuo pellegrino che ha uno zaino leggerissimo, e mangia solo pane ed acqua. Hai fatto bene a postare qui perché condividere gli slanci dell’animo verso l’infinito… ci fa sentire quanto sia un bene e gioioso essere fratelli.

    tanaquilla9
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    Bella anche la tua testimonianza, Garrulo. Ci fa riconoscere nelle personali esperienze che ogni cosa può fungere da veicolo alla giusta evoluzione e al giusto aggancio alla Tradizione, se nel nostro interiore c’è una vera tensione verso il Bene. Una delle caratteristiche del metodo ermetico – come ci è stato indicato sempre – è l’elasticità. Non esiste una modalità fissa e identica per tutti. Ma mille modi diversi per arrivare alle stesse verità e stati ermetici, che sono uguali per tutti. Ecco perché l’emulazione è una cosa sciocca in ermetismo.

    tanaquilla9
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    Le testimonianze di esperienze nella terra sarda che avete condiviso sono graditissime e interessanti. Ecco i veri viaggi quelli ove si entra in contatto con qualcosa, con il territorio e col suo “spirito originario” e si comprende anche qualcosa di più su se stessi. Ho provato qualcosa di molto simile a quanto descritto da g-b in Egitto: “un essere fuori dalla contemporaneità, in un tempo mitico”.
    Circa la mostra di cui si è parlato l’ho vista. Il suo scopo è testimoniare l’importanza, nell’età del bronzo, della civiltà nuragica. Non si deve saltare dall’Egitto a Roma per avere cultura e civiltà. Non hanno lasciato scrittura e molto c’è ancora da comprendere. Ad esempio anche il nuraghe non si sa per certo cosa fosse. Si pensa sempre di più ad un simbolo identitario di un popolo, oltre che a torri di avvistamento e luoghi di cerimonie sacre intorno cui si sviluppava il villaggio di capanne circolari.
    Troviamo il nuraghe a prua delle navicelle nuragiche, come una polena, appena dietro al cervo, animale totemico e sciamanico. Costruttori di torri è quanto si diceva nella trasmissione linkata da Catulla. Gli abitanti dell’isola di Atlante erano costruttori di torri. In Sardegna vi sono più di 7000 nuraghi edificati fra il 1800 e il 1000 a.c.

    tanaquilla9
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    Grazie mercuriale per la notizia. Penso di andare anch’io a visitare la mostra “Sardegna isola megalitica: dai menhir ai nuraghi”. Ho letto che alla Sardegna è riconosciuto ormai dagli studiosi internazionali un ruolo di primo piano in età preistorica e protostorica: centro nevralgico che, dai contatti stabiliti sulle rotte del Mare Nostrum, si protendeva verso l’Europa continentale e verso i mercati orientali. La mostra parte dal periodo finale del Neolitico e per l’Età del Rame, approfondisce il santuario di Monte d’Accoddi, altare monumentale unico nel panorama del Mediterraneo che presenta analogie con le ziqqurath del Vicino Oriente; poi attraverso l’età del ferro arriva all’epoca della conquista romana fino al medioevo.In accordo con quanto stavamo dicendo la mostra fa intuire come “Nessuna regione d’Italia ha forse mantenuto un legame storico e paesaggistico così forte con il passato come la Sardegna che custodisce i segreti di una storia antichissima”.

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