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  • garrulo1
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    Caro Angelo, mi colpiscono del Tuo post, oltre alle Massime scritte dal Maestro Kremmerz sempre e quanto mai attuali, il riferimento a quando parli dei meccanismi incancreniti dalle ideologie preconcette insegnate da coloro che dicevano e dicono di “possedere” la Verità, o per usare un termine più soft, averla letteralmente in tasca (ma, mi viene da dire, che dalla tasca sfugge sempre e per enne ragioni). Ebbene, mentre in una qualunque Scuola il Docente insegna, il Discente prende appunti e memorizza, collega e metabolizza per come riesce, nella Schola, che come menzionato più volte ed in tanti scritti, non si insegna, non si dogmatizza ecc…., ma con la pratica dell’esempio e della correzione (Rectificando…) degli errori uno per uno, poco per volta, ma costantemente e progressivamente.
    E a proposito di esempio un grazie immenso va ai Maestri di ieri e di oggi, di tutti i tempi, che con il loro Esempio garantiscono la Retta Via e proteggono dai pericoli che l’incalzare della vita quotidiana presenta su ognuno, chi più, chi meno.
    Ancora una buona giornata e una buona domenica a tutti i naviganti in questo Cyber Spazio.

    garrulo1
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    Tutto il percorso della crisalide perfettamente descritto da Wiwa, e che m_rosa ci ricorda che non “esce” dal nulla ma gli persistono cuore e cervello fa davvero riflettere, mi viene immediatamente da citare il Primo Verso della Preghiera del mattino, Invocazione da intendere come dichiarazione di intenti e non atto di fede, Primo Verso che appunto per Primo si recita, che, anelando quella “Virtù Infinita, Sole dei Soli” capace di cangiare “l’arena in diamante, la terra in fiore, la crisalide in farfalla….”, mi viene da dire Testimonia le potenzialità di trasformazione o meglio ancora trasmutazione presente in Natura, come nella Crisalide, così nell’essere umano, forse con percorso non identico ma analogico, visto che, non a caso “della vecchia forma rimangono cuore e cervello”, così per l’uomo restano incise emozioni (cuore) ed esperienze (cervello), scolpite o forse meglio condensate in chiave energetica per ritornare in superficie ogni volta a tempo e ora, per continuare sulla “retta via” un percorso di evoluzione.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

    garrulo1
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    in risposta a: Le Dee Regali #23112

    Il post di m_rosa, davvero profondo nel mettere in un rapporto analogico la Cosmesi femminile con il Kosmos, che, essendo Principio di Unità ed Origine, tutto in sé contiene, femminile e maschile nel contempo. Ma proprio in riferimento alle Regine Dinastiche, non sfugge il risalto che davano all’occhio con il Kajal nero (anche se non riesco ad immaginare come fosse la “matita” di allora), e guarda caso, anche l’occhio del Falco, identificato in primis con Horus e poi anche con Ra forse per esigenze di sincretismo, in ogni dipinto è sempre ben evidenziato con il nero, e simbolicamente abbinato ad una Divinità al Femminile, la Dea Uadjet, espressione di Potere Regale e Salute. Mi viene il sacrosanto dubbio che, ai tempi dell’Egitto pre-dinastico, a cui più di uno studioso attribuisce l’apice della Conoscenza, il Trono Teocratico (Scientifico) fosse di competenza della Regina, al cui fianco sedeva un Re deputato a veicolare al popolo (quindi più noto alle masse), le Massime di Natura Divina che ne garantivano la possibilità di evoluzione. Chiedo scusa se ho un po’ divagato, ma le scrivo come mi vengono, senza “filtrare troppo”.
    Un abbraccio a tutti con l’augurio di una buona domenica

    garrulo1
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    Il post di oggi di Guglielmo Tell, rimanda agli scritti del Maestro Kremmerz del primo Novecento e quanto mai attuali, a proposito di “Considerazioni ermetiche su progresso, civiltà, educazione e vita sociale” che così iniziano:” Non emettete giudizi su quello che attualmente è la società umana e su quanto essa prende in considerazione. Voi non potete pronunziare una sentenza sugli errori e la virtù dei tempi: gli avvenimenti storici, come i metodi e la moda della vita, si giudicano serenamente dopo che son passati, e il giudice è neutro nei suoi apprezzamenti”. In altro scritto, sempre su tali argomenti, ricordo che il Maestro pronunciò:” Mores sunt tempora, i tempi sono la morale”, poi, se ben ricordo proseguiva con l’affermazione che la Scienza (Sacra) sta al di sopra di tutto, penso, presiedendo all’evoluzione dei tempi e della morale. Ciò che era consentito ieri, può non esserlo più oggi né tantomeno domani, altrimenti saremmo ancora agli editti barbari, con il costante e quotidiano terrore di invasioni armate, tutto sommato meglio quelle mediatiche. Questo per dire che non riesco assolutamente a comprendere se questo periodo di pandemia, una volta terminato nei suoi effetti devastanti, sarà foriero di una presa di coscienza ad opera dell’umanità tutta e quindi di un salto di qualità su tutti i fronti, oppure passerà così….. nella Letizia dell’oblio, credo di fatto, se così fosse, perdendo l’occasione letteralmente di trasformare il peggio in meglio cogliendone la sostanza, perché in Natura ogni medaglia presenta due facce, ed in quella “brutta” c’è sempre inscritto qualcosa che può rovesciare la faccenda se colto a tempo e ora.
    Ancora una buona domenica a tutti

    garrulo1
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    Partendo dal post di ieri sul potenziale atto di amore estremo, che potrebbe aver spinto mamma volpe a “fidarsi” dell’essere umano al di là della radice istintuale che così non recita, o dall’esempio della pernice bianca quando si finge ferita per mandare fuori traiettoria dal nido la volpe, tengo a portare un esempio di un fatto accaduto in Africa all’interno di un Parco Naturale. Il fatto riguarda, se così si può definire, questa componente istintuale ma anche magnetica, dove il “bisogno” di Amore ha abbattuto le barriere della specie, addirittura estremizzando i comportamenti all’inverosimile. Si tratta di un filmato che vidi anni fa su Sky, credo sia ancora reperibile sul web sotto la voce “la salvata”, dedicato ad uno gnu femmina. Durante una battuta di caccia fatta da una leonessa in solitaria, questa bucando una mandria di gnu era riuscita ad isolare una piccola di pochi mesi. Anziché sbranarla come da copione, cominciò a socializzare non lasciandola scappare con i classici sgambetti quando la preda tenta di ripartire, fino al punto in cui lo gnu si sdraia a terra e la leonessa si adagia vicino alla piccola. Il filmato ritrae queste scene anche nei giorni a seguire, comincia a vedersi lo gnu che bruca e la belva che la protegge. Passano i giorni e questa strana coppia resta in zona, il branco ove c’è la mamma è a debita distanza, anche se mamma aveva compreso che la figliola era stranamente viva e in buona salute, poi, non so e non ricordo quanto tempo possa essere trascorso, in un momento di distrazione della leonessa e approfittando di una momentanea distanza, la piccola ben nutrita in quei giorni schizza via e raggiunge il branco e la leonessa non fa nulla. Il filmato la segue nella crescita, e quando diventata adulta e di dimensioni davvero notevoli tanto da non distinguerla da un maschio capobranco, forse perché ormai troppo sicura (ahimè è sempre così per tutti), in una circostanza particolare resta a pascolare piuttosto lontana dal branco e viene attaccata da tre fratelli di ghepardo maschi, ancora adolescenti ma dalle fattezze di tre maschi adulti, tenendo testa a tutti e tre grazie alle dimensioni, alla forza, alla determinazione. Da qui, se ben ricordo “la salvata”. L’ipotesi di chi commentava il filmato è che la leonessa avesse perso i cuccioli all’interno di un branco appena colonizzato da nuovi maschi dominanti, in quanto nel sistema sociale dei leoni, quando uno o più maschi nomadi sempre assolutamente imparentati tra loro, o fratelli o cugini al massimo, in quanto scacciati dal padre quando inizia a percepire atteggiamenti sessuali attivi da parte dei “pargoli” (comportamento istintuale che tra l’altro impedisce incesti vari e garantisce la dispersione genetica), spingendosi nel territorio di un qualunque altro branco, se il maschio o i maschi dominanti di quel branco fisicamente soccombono e sono costretti ad abbandonare femmine e cuccioli, tutti i piccoli in modalità dipendenza dalla mamma, vengono eliminati immediatamente, altrimenti le leonesse non sarebbero disponibili ad altri accoppiamenti, e i nuovi padroni hanno una terribile fretta di imprimere i loro geni, in quanto istintualmente sanno, che il regno avrà durata limitata correlata alla loro massima potenza fisica (3, massimo 4 anni), poi succederà a loro la stessa identica cosa. Tornando a bomba, qui il bisogno di amore materno ha infranto le leggi di Natura (si fa per dire), in quanto a differenza della cannaiola che alleva il piccolo cuculo senza però “sapere” che non le appartiene, la leonessa è stata forse “magneticamente travolta” da questa ondata caratterizzata da un vuoto di amore, e se così non lo si potesse definire, di bisogno di accudimento materno, che ben si comprende le mancava più di ogni altra cosa al mondo.
    Con l’augurio a tutti di un buon proseguimento di giornata.

    garrulo1
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    Leggo oggi il post di Mandragola degli esperimenti tedeschi sull’origine del magnetismo universale. Uno scienziato tedesco, sta procedendo nello sviscerare il meccanismo della dinamo per tentare di spiegare il fenomeno originario del magnetismo terrestre e solare. Verranno utilizzati più componenti, dal cilindro di acciaio contenente sodio liquido per provocare una rotazione fortissima lungo un preciso asse. Lungi da me addentrarmi in meccanismi “dieci volte al secondo più grandi di me”, sarà interessante seguirne gli sviluppi di tali esperimenti, ma in ambito ermetico due cose ci tengo a ricordare e ricordarmi. Ne “I Dialoghi sull’Ermetismo” seconda parte del Quarto Dialogo, il Maestro Kremmerz così scriveva: ”Ma allora, quando l’amore già sorvolava l’enorme, l’immenso, l’infinito oceano di vapori, di fuoco, di acqua, di melma, e diceva agli atomi: io sono la vita! Il magnetismo polarizzò l’atto della separazione e della sintesi, e diresse e comprese, accompagnando il fulmine irrequieto di luce e di suono, la nascita della forza indistruttibile che raccolse nelle sue spire (in micro, le stesse che presenta la dinamo), come serpente infinito, la causa della attrazione al centro di ogni vita al suo albore. Così, pronubo dei primi amori tra le molecole dei primi elementi, il magnetismo diresse, nel suo cammino, nell’eclittica intorno al Sole che è Luce, la massa globale ancora non popolata di dinosauri e mostri”. In un altri scritti, se non vado errato all’interno della Medicina Dei presente nella Rivista Iniziatica “Il Mondo Occulto” dei primi del Novecento, il Maestro parla del Magnetismo come “La faccia più vibrante e maravigliosa di Dio, del gran principio misterioso della vita universale….” E poi ancora “Diventa un formidabile agente terapeutico solamente che lo si voglia tale, solamente se ci decidiamo ad amare una persona che soffra moralmente o fisicamente”, ed anche “non credo si possa immaginare una cosa più sintetica del magnetismo in natura, che è magicamente sempre considerato come energia, forza, calore, suono, elettricità, tempo, spazio, movimento, vita: espressione di tutto ciò che si risolve in tante manifestazioni, a faccia diversa, della natura fisica e intelligente del mondo sensibile. Ciò che di occulto in noi scaturisce la varietà delle forze che si riassumono nella parola vita, dalla sensazione animale al pensiero, all’idea, all’immagine pensata, è magnetismo conservatore organico o trasformatore e creatore”. Nell’Opera “La via della Rosa” (anno 1999), curata dal Maestro M.A. Iah-Hel, nel Primo Capitolo, compare: “E’ la MATER-IA che il Maestro Kremmerz invita a investigare fin nelle proprie molecole attraverso il metodo sperimentale da Lui proposto e tramandato, è proprio l’Amore…..” e poche righe più sotto “….un messaggio d’amore dunque, di evoluzione e di salute (mai scindibili l’una dall’altra mi viene di aggiungere), quello di Giuliano Kremmerz e in tal senso deve intendersi…..”. Quanto sopra per dire, che mi pare proprio trabocchi, dalle frasi dei Maestri di ieri e di oggi, che la componente Amore ermeticamente intesa, sia alla radice del magnetismo universale e individuale cioè individuato in ogni essere vivente, con la massima potenzialità (cioè in potenza) proprio nell’essere umano.
    Con la speranza di non aver divagato troppo, auguro ancora a tutti una buona domenica.

    garrulo1
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    Il video postato ieri da Mara sulla volpe dei Sibillini, mi rallegra da un lato e mi rattrista dall’altro. Sicuramente siamo in presenza di una Signora Volpe molto affamata, forse con cuccioli in tana ma con poco latte viste le mammelle troppo in rilievo per quanto riesco a scorgere, forse ancora rimasta sola per la perdita del compagno caduto vittima di qualche disgrazia, evenienza sempre presente in Natura. Aspetto positivo è la botta calorica della merendina che apporta zuccheri e carboidrati più che mai utili nella contingenza. Aspetto negativo, la totale perdita di timore nei confronti dell’uomo, che per la volpe allo stato brado deve sempre e comunque rappresentare una qualche forma di pericolo, dalle doppiette, alle esche, alle trappole. Definirei questa bella signora “imprintata”, forse ha avuto esperienze di vicinanza all’uomo in passato in qualche modo, oppure, e glielo auguro se così non è, una estrema espressione di mancanza di cibo che la spinge verso un essere che potrebbe potenzialmente nuocerle, ma l’amore per i pargoli nella tana la spingono ad un rischio estremo pur di trovare cibo e in questo momento convertirlo in latte. Per altri versi è il rischio estremo che la pernice bianca di montagna, quando una volpe si avvicina troppo al nido costruito a terra in anfratti coperti da idonei cespugli, si finge ferita ad un’ala facendosi avvicinare molto oltre la distanza di sicurezza, per distrarre il predatore dalla traiettoria precedente attraendo su di sé l’attenzione, come al solito, a qualunque costo. Qui, inutile dirlo, faccio il tifo per la pernice, anche se, in Natura, la componente tifo, il buono, il cattivo non esistono, è una estensione emotiva tipicamente umana, esiste solo l’istinto a cui ogni specie, secondo il proprio impianto genetico, è ineluttabilmente agganciata.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti

    garrulo1
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    Cara Mandragola, ho visto il tuo post che tira in ballo la magnetoproteina, responsabile della sintonia degli uccelli con il campo magnetico terrestre. Nulla sapevo di questa forma di magnetoricezione. A questo punto mi viene il dubbio che questa proteina facente parte dell’apparato oculare, non sia solamente una peculiarità dell’avifauna, ma forse anche di grandi mammiferi che compiono migrazioni via terra di migliaia di chilometri. Mi hanno sempre impressionato le grandi migrazioni ad esempio degli gnu, che all’unisono si muovono a migliaia in percorsi lunghissimi per raggiungere territori erbosi più fertili durante la stagione secca. Ancora di più mi hanno affascinato le performance di branchi di elefanti, guidati sempre dalla femmina più elevata in rango, (i maschi adulti stanno da soli al di fuori del periodo degli amori, non hanno nemici in natura, neanche i branchi di leoni specializzati nella caccia agli elefanti, osano tanto in presenza di un maschio nel fiore degli anni) trovare la rotta dell’acqua a centinaia di chilometri, in casi in cui una giovane e prestante femmina aveva per la prima volta preso la guida del branco, lungo una rotta mai percorsa prima dalla stessa, ma centrando immancabilmente l’obiettivo dopo enormi fatiche, sacrifici esemplari, perché in questo caso, man mano che gli elefanti avanzano entrando e uscendo dai territori di branchi diversi di leoni, sono soggetti ogni tanto agli attacchi dei felini, che in particolare cercano di bucare le difese per afferrare i piccoli (minimo 200 kg) o qualche esemplare dolorante, così “purtroppo” funziona, e il branco va sempre difeso, a qualunque costo, in primis dalla matriarca. Tornando a noi, provo a verificare se la proteina sopramenzionata, sia presente anche in queste specie.
    Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

    garrulo1
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    Cara Buteo, continuamente cerco di immedesimarmi nei comportamenti degli animali che incontro in giro, sia in area urbana che nei boschi. Ho sempre tentato di comprendere il perché di un determinato verso, comportamento, atteggiamento, spesso non capendone molto all’inizio, con obbligo di rimando a specifica letteratura o confronto con esperti in materia. Per quanto riguarda i cuccioli di Pellegrino sulla cima del Pirellone, è vero, a questo punto hanno quasi completamente cambiato la postura che sta diventando quella degli adulti, le dimensioni sono ormai quasi identiche, anzi, si può verificare in questi casi, che una signorina ben nutrita, magari primogenita di qualche giorno rispetto agli altri pulli, sia in questa fase più grande di papà. Strano ma vero. Come detto, tra non molto dovranno iniziare a cacciare sotto le dritte di mamma e papà, poi raggiunta una perfetta autonomia nel volo e nella caccia, a insindacabile giudizio dei genitori, ahimè verranno uno ad uno allontanati quasi di brutto, alla ricerca di un territorio in cui insediarsi e pian piano difenderlo da altri rapaci che saranno esclusivamente degli intrusi. Credo saranno “falchi di città”, ormai le città offrono un menù ancora più corposo che le aree boschive perché più abbondante, vi stanziano più specie onnivore di branco non specializzate, quali storni a gogò, passeri, piccioni torraioli, ma anche merli cornacchie e gazze, impossibile da trovare in questi numeri nelle radure o dentro i boschi. Qui sono annidati altri Pellegrini, ma con territori di competenza una volta più vasti proprio perché molti cugini sono in città, pertanto molti esemplari non migrano più in primis perché in inverno, almeno qui al Nord, rispetto agli anni settanta/ottanta, anziché copiose gelate e nevicate, al massimo trovano il territorio ghiacciato qualche giorno ogni tanto. Per quanto riguarda la sensibilità delle api ai campi magnetici cui fa riferimento Mara, avevo visto un programma dedicato a questo su Rai tre, ma più di tanto non ricordo. Chissà, magari si riesce a reperire qualcosa di specifico sul web.
    Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

    garrulo1
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    Ancora una cosa sulle potenzialità magnetiche delle Volpi. Altra specie all’interno della famiglia è quella delle volpi del deserto (vulpes zerda – la volpe dell’asciutto) per via dell’habitat in cui vive, estremamente arido, abita in tutti i deserti del Nord Africa. E’ il più piccolo canide del pianeta, arriva a pesare al massimo poco più del chilo, alto una trentina di centimetri, idem la lunghezza del corpo, ma presenta una coda lunga quasi quanto il corpo stesso e orecchie enormi (fino a 15 centimetri). Questo equipaggiamento gli conferisce un aspetto un po’ buffo, ma è un abilissimo cacciatore. Esce al calar della notte, comprende nel suo menù alcune specie di roditori, molti insetti in particolare le locuste, ma anche lucertole, uccelli, uova e rettili di piccole dimensioni. Ma l’aspetto più particolare sta nel fatto che, come le cugine rossa e artica, è in grado di compiere enormi balzi, fino ad un metro quindi davvero agile rispetto alle ridotte dimensioni, per piombare su di una preda quando nascosta sotto la sabbia e individuata “magneticamente”, mediante le vibrazioni percepite dalle enormi orecchie, oltretutto ad una distanza da cui la preda non può invece percepire l’aggressore, visto che la vittima si trova sotto la sabbia. Altra peculiarità di questa famiglia di “magnetizzatori”.
    Un caro saluto a tutti con l’augurio di una buona domenica.

    garrulo1
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    A proposito di volpi. Non so se quanto voglio dire abbia in qualche modo e in qualche forma a che fare con il magnetismo, ma ultimamente ho visto un paio di filmati davvero particolari. L’udito finissimo a cui allude Mara, che utilizza la volpe rossa per cacciare i topi sotto la neve, come pure la volpe artica, muovendosi lungo un preciso asse magnetico, è una caratteristica davvero particolare. Ma più ancora peculiare a mio parere, è stato il comportamento visto in due filmati, che per qualche giorno sono stati presenti sul web. Entrambi riguardano due volpi perfettamente selvatiche, il cui territorio di caccia probabilmente per entrambe si spingeva fino ai confini di case ai bordi dei boschi. In uno si vede una volpe che ha instaurato un’amicizia strettissima con un gatto, al punto da seguire il felino fin dentro il prato della casa ed anche in strade isolate del paese, mi pare in zona montana toscana, peraltro notati da più persone che hanno cominciato ad incuriosirsi e portare del cibo ai bordi della radura, che volpe e gatto consumano insieme. Incredibile, in quanto nella norma, i gatti rientrano nel menù delle volpi a tutto tondo. In altro filmato si vede un rapporto strettissimo tra una volpe ed un pastore tedesco (il cane è il doppio della volpe), qui siamo in Nord Europa, cane di proprietà di persone residenti in abitazione a latere del bosco, che corrono felici a perdifiato, si fermano e si saltano addosso, riprendono a correre e così via. Per me cose mai viste, forse è scattata quella molla di sim-patia davvero particolare, che magari in qualche modo ha a che fare con il magnetismo, e la volpe è sempre stata nei tempi un’artista ad attrarre su di sé, nel bene e nel male l’attenzione, dai pollai rovistati alle favole per bambini. Chissà.
    Un caro saluto ed una buona giornata a tutti

    garrulo1
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    Cara Mara, la tradizione delle Fate pervade l’Italia tutta, con nomi diversi, narrazioni diverse, fiabe e favole locali, sempre però attente ad interpretare il linguaggio di Mater Natura, dalle “Donni di fora” citate, alle “Masche” nelle vallate piemontesi, di cui tra l’altro, la nonna materna, da piccolo, molto me ne parlava, pare per un’esperienza diretta di suo papà, per quanto ricordo. Stessa cosa vale per moltissime aree europee, specialmente al Nord, ma non solo. D’altronde, quando dai Dialoghi fai riferimento alla frase del Maestro:” Chi vi dice che il culmine della progressione mana non sia stato raggiunto in epoche lontanissime?”, aggiungo che in altro scritto il Maestro ha posto un’altra domanda, proprio sul fatto che i nostri proavi potrebbero essere venuti da Occidente e non da Oriente. Nelle Tradizioni Orientali di cui qualcosa ho letto, in realtà non molto ma ho letto, non ho incontrato simili riferimenti magari celati in culti o credenze popolari. Forse, in tutto il Continente Europeo, è proprio il Monte Sibilla lo Spazio Sacro per eccellenza in cui questa Tradizione Occidentale si cela.
    Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

    garrulo1
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    Il tuo post di ieri Cingallegra, con il riferimento alla spada micaelica del trionfo, mi ha riportato in mente alcune citazioni del Maestro su Michael, l’angelo grande di Dio ”qui ut Deus?”. Ma è anche l’Entità che giudica, Bilancia alla mano, il simile a Dio in quanto “pondera”, e quella spada sacra che hai citato, rende bene l’idea della doma delle passioni, non soffocandole, altrimenti prima o poi quando meno te l’aspetti, risaltano fuori nei momenti più sbagliati, ma addomesticandole poco alla volta, in un’ottica di progressione, mi viene da dire in un modo dolcemente severo, ma un po’ per volta.
    Un grazie immenso come sempre al Maestro Kremmerz, e a tutti i Maestri, di tutti i tempi.
    Una buona giornata a tutti

    garrulo1
    Partecipante
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    Cara Mercurius, dalle parti di Torino il mare è un vero miraggio, la passeggiata un pò meno, la Vitamina D invece, decisamente fattibile. E’ stato per me un periodo assai difficile, ho fatto e faccio molto uso di tale Vitamina, in combinazione con la Vit. C. Credo che il mix faccia davvero bene alle giuste dosi e nei giusti tempi, dopo ovvio consulto con il medico di fiducia anche per dosarle. Ho notato un’ottima risposta sul fronte immunitario. Fermo restando che, più avanti, conto anch’io di inoculare Vitamina D alla tua maniera, con lunghe passeggiate in riva al mare.
    Con l’augurio di una buona giornata a tutti i naviganti, a proposito di mare.

    garrulo1
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    I post di Angelo e Alef mi esortano ad un commento. Resto ai bordi sul concetto in ambito Ermetico di Teleurgia, è un campo di assai difficile approccio, la cui conoscenza nella cerchia sociale imporrebbe in primis, di rivedere e correggere i valori su cui poggiano gli attuali sistemi societari e di comunicazione a tutte le latitudini del pianeta. Oltre cento anni fa, nella Porta Ermetica, inizio Capitolo VI, il Maestro Kremmerz scriveva:” L’iniziatura ad una scienza reintegrativa, non è a confondersi con le teosofie e le religioni che vogliono mutare l’uomo in angelo che suona il liuto innanzi al trono divino; ma più modestamente aspira a che la bestia intelligente uomo si sviluppi fino alla purezza dei suoi poteri, sovrano del suo destino e libero e giusto padrone delle forze latenti e note che la natura gli ha dato”. In altri scritti sull’argomento, pone poi la domanda più o meno in questi termini: ma quanti vi arrivano vivi a realizzare tale condizione?? Vero, per fortuna nulla è impossibile, ma mi pare che tale condizione potenziale per realizzarsi “su larga scala” nel sistema sociale, sia di là a venire.
    Un caro abbraccio a tutti i naviganti

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