Daniel56

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  • Daniel56
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    Caro Mercurius3 sono d’accordo con te sull’approccio da tenere. Circa i “compiti a casa” erano una obbligazione facente parte delle modalità di partecipazione (volontaria) del corso (pagato dal Min.) e di cui avrei fatto volentieri a meno dato che dovetti esaminare circa 8×30=240 test…Feci del mio meglio per “trasmettere” empaticamente le mie esperienze e competenze e, come in ogni contesto, ci furono accettazioni e rifiuti a prescindere dai contenuti specie da parte di chi voleva “ottenere” solo con l’atto di presenza e senza alcun lavoro. In ciò mi riallaccio alle pratiche della Schola: senza il lavorio costante non si avanti e, come ben puntualizza M_Rosa, senza fare alcun paragone tra docente e Maestro: diversi i piani, il metodo e certamente tanto altro ancora. Poi per apprendere bisogna volerlo: mettersi nelle condizioni, in “sintonia”. Mi ha fatto riflettere che una modalità di insegnamento atta a stimolare la ricerca delle risposte (anziché darle) è più efficace con gli studenti che non con i docenti a comprova che le sovrastrutture sono un ostacolo che cresce di pari passo con l’esperienza di vita. Considerazione forse semplice ma che ho imparato a tenere ben presente nei miei tentativi di comprensione degli insegnamenti della Schola. Un fraterno saluto.

    Daniel56
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    Post totali: 39

    Cara m_rosa, capisco la malinconia per il commento della studente, ma pensa che la stessa frase mi fu rivolta da una docente in un “vivace” scambio di opinioni durante un corso che ho tenuto a insegnanti di più licei in qualità di formatore…ovvero la versione direi italica del coach, termine che per la solita nostra esterofilia, è alquanto in voga. Del resto chiamiamola come vogliamo ma la figura di chi allena, insegna, aggiorna e/o mette a confronto i risultati di chi ha seguito in un percorso non ha vita proprio facile di questi tempi. Nel caso citato molto docenti semplicemente si rifiutarono di fare dei “compiti a casa” entro una certa scadenza, sopratutto perché sarebbero stati (non sia mai!) “misurati” da qualcuno non facente parte del loro ambiente.
    Di fronte alla mia osservazione che i ritardi nella consegna dei test mi avrebbero costretto a fare gli straordinari per valutarli e rispettare le scadenze (ovvero fare notte per più giorni) mentre loro non trovavano un paio di ore a settimana per farli, la serafica risposta della docente fu che “IO ERO PAGATO PER FARLO”…come se loro invece lavoravano gratis e non era loro obbligo seguire i corsi. Alla fine oltre la metà dei docenti non fece niente e di comune accordo con i Presidi non rilasciammo loro alcuno attestato. Morale, anzi doppia morale: quando si è dall’altra parte della barricata le regole cambiano o non si rispettano. Citando un proverbio yiddish: “Alla verità non piace guardarsi allo specchio”…ma mi permetto di aggiungere che se devi farti la barba, non puoi farne a meno: nel nostro percorso non si procede senza “esami” e il primo passo è essere giudici di sé stessi come insegnava Pitagora con la pratica di ripassare, prima di addormentarsi, la giornata trascorsa, soppesando i pro e contro delle proprie azioni, per correggersi. Fatica improba e ben venga se ci perviene un aiuto, un consiglio, un indirizzo…invece nella profanità vige altro.
    Un fraterno abbraccio.

    Daniel56
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    Cara Tanaquilla9, in effetti proprio un paio di giorni fa ho letto “Il prologo del pazzo” edito nell’ultimo numero dell’IBIS,(copia originale del 1950) e mi è sembrato attinente al tema per l’ironia che spesso ha contraddistinto gli scritti del M. Kremmerz, nel suo stile a tratti bonario anche nell’affrontare argomenti impegnativi. Del resto, specie quando fece fronte alle tante critiche che all’epoca sappiamo Gli furono rivolte da polemisti o “addetti ai lavori” usò spesso l’ironia per ridimensionarle e mettere in “garbato ridicolo” certe strampalate tesi, senza peraltro mai mancare di rispetto. Credo che anche questo approccio ci debba essere di lezione in questi tempi in cui l’astio e la protervia permeano le discussioni. Nel ’68 c’era lo slogan “Una risata vi seppellirà” che dette la misura (purtroppo quasi persa) di come il senso del ridicolo sia una altra manifestazione di intelligenza… e dello spirito italico.
    La figura del Pazzo dei Tarocchi non è per me di facile comprensione (e non solo quella…) per cui ben venga di scriverne e confrontarci.
    Un fraterno saluto.

    Daniel56
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    Non credo che lo “spirito due tempi” (Zeitgeist) sia univoco perché i tempi della storia sono più lunghi, complessi e invero su più piani. Al più i nuovi media facilitano il “contatto” che nel nostro caso ha radici più profonde. Il “tutto e subito” è una interpretazione sociologica/filosofica (non saprei quanto genuina o manipolata…e poi chi lo stabilisce?) da approfondire e le cui cause risiedono nell’educazione, nel contesto ecc. ovvero non nell’Essere Storico ma nella contingenza e le sovrastrutture. In rete si può reperire l’ultima puntata di Presadiretta, un programma Rai di approfondimento, dedicata all’impatto delle nuove tecnologie informatiche sul piano cognitivo. Tra le altre tesi viene sostenuta quella, suffragata da studi neurologici, di come cambi addirittura la fisiologia e la struttura del cervello a seguito dell’abuso di Device come lo smartphone. Tale ipotesi, per ammissione di chi la sostiene, richiederà tempi più lunghi per essere completamente apprezzata nelle generazioni, ma mi ha colpito l’idea che si possa modificare il sistema nervoso centrale che quindi non è una struttura, dopo lo sviluppo, stabile quanto un organo che si può modificare in bene…o in male. Per cui su come si evolverà il comportamento è un quesito ancora in cerca di risposta (e non sarà facile darne) ma nel nostro caso le cause “dell’approdo”a questo Lido credo prescindano da un contesto tecnologico che rimane un mezzo, quello sì, dei tempi.

    • Questa risposta è stata modificata 4 anni, 1 mese fa da Daniel56.
    Daniel56
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    La chiusa del Maestro Kremmerz nel “Prologo del Pazzo” è folgorante: ” Quando l’ingiustizia acquista le parvenze di virtù, v’è il pazzo che ride: quando l’ignoranza nega la verità, il pazzo piange”. A distanza di un secolo in fondo sembra che il senso del ridicolo continui a latitare perché forse i più si prendono troppo sul serio, mentendo sopratutto a sé stessi. Saperci ridere sopra fa buon sangue e aiuta la verità, evitando almeno le lacrime…più o meno storte.

    Daniel56
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    in risposta a: Novilunio ed eclissi #12939

    Ringrazio il M. L.J. Aniel per i chiarimenti sul ciclo di eclissi che si sta profilando e che in effetti mi era sfuggito. Ricambio gli auguri, estendendoli a tutte le Sr+ e Fr+ per un prossimo novilunio di luce e salute.

    Daniel56
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    Auguro a tutte le Sor+ e Fr+ che questa Prima-Vera sia di Luce e Amore, e che il Rito di Kons, che ci accingiamo a iniziare con i migliori auspici dei recenti sviluppi, possa illuminarci e darci forza e salute.

    Daniel56
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    Post totali: 39

    In questo inizio d’anno con gli auguri di LUCE e AMORE per tutti i partecipanti al forum, segnalo un sito sulla storia romana e non solo, che ho trovato utile per orientare inizialmente le ricerche su miti e aspetti religiosi dell’antichità, senza la pretesa di una assoluta scientificità che non sono in grado di apprezzare.
    Penso possa aiutare chi, che come me non è un provetto classicista, è interessato a farsi una idea della vastissima eredità italica e romana in cui viviamo.
    Confido possa essere di una qualche utilità nello spirito di condivisione del sito della SCHOLA a cui siamo chiamati a partecipare.
    Buona lettura e un fraterno abbraccio.

    Link: http://www.romanoimpero.com/2009/09/romano-impero.html

    Daniel56
    Partecipante
    Post totali: 39

    Il nuovo sito, moderno e ben fatto, mi sembra il miglior auspicio per la prossima Agape che ci ritroverà uniti nell’Amore e nella Luce della nostra SCHOLA. Ringrazio sentitamente la Del+ Gen+ per il grande impegno profuso anche in questa realizzazione.

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