catulla2008

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  • catulla2008
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    Riflettevo sul fatto che il rinnovamento del novilunio è qualcosa che partendo dal piano fisico-tangibile (vedi bocca e stomaco) interrompe anche altri circuiti abituali e meccanici di alimentazione: ad esempio, il solo fermarsi PRIMA che parta un’emozione (di soddisfacimento, di riempimento, di condivisione per sintonia con altri quotidiani), o anche PRIMA che abbia effetto il pensiero (ti faccio assaggiare, fammi sentire, adesso prendo, bevo, cerco, ecc.) ecco questo ‘fermarsi’ interrompe una alimentazione e dunque una connessione anche cerebrale.
    Mai come nel Novilunio si scopre quanto siamo figli delle nostre abitudini…più che dell’idea che ci siamo fatti di noi stessi.

    catulla2008
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    in risposta a: Le Dee Regali #30882

    Mi viene da pensare che un balzo avanti nell’evoluzione sia stata ogni volta che l’essere umano è riuscito a ‘fissare’. Ad esempio, la costruzione che fissa la forma (es. piramidi) o l’immagine che fissa il gesto, o addiritura la scrittura che fissa il pensiero e la musica.
    Poi, in epoca recente, ecco giungere la possibilità di fissare anche la dimensione temporale: il cinema, il fonografo…
    E oggi, epoca di rete, ad ogni istante si fissano emozioni utilizzando ‘traduttori’ dei sensi coinvolti in modo multimediale.
    Senza fissazione non ci sarebbero oggettivazione né rettifica né evoluzione.
    Alla fine, dunque, noto che si chiama ‘arte’ ciò che riesce a discernere, tradurre e fissare la forma di cui i sensi (o dovrei dire i neuroni?) possono cibarsi.
    Insomma l’arte mi sembra un’agricoltura dell’anima.

    catulla2008
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    La MUSICA è – fra le arti – quella che significa nel proprio nome la MUSA, la Dea, l’ispirazione. Ho sempre concepito i musicisti (quelli veri, non i meri tecnici esecutori) come coloro capaci di unire la scienza pratica del suono al flusso dell’emozione, insomna di dare corpo all’impalpabile MOTO.
    Tuttavia, la domanda che mi andava ripetendo qualcuno tempo fa (“a che pro?”): e che a me pareva una dissacrazione, devo ammettere che ha senso.
    La nave galleggia sulle acque, l’aereo solca i cieli, certe auto scalano montagne…ma a che scopo?
    Il perché è la prima domanda dei fanciulli e la fonte di ogni impuldo evolutivo.
    Personalmente, nella Miriam trovo il duplice senso di ogni movimento: da una parte, verso la salute del corpo, manifestazione della vita nostra individuata; dall’altra la tensione a stati più alti, a modi di essere meno gravi e più intelligenti in un ascenso del quale sarebbe assurdo concepire il punto di arrivo.
    Ciò considerato, ricordo che da sempre è esistita una ‘musica sacra’, e probabilmente vi è a tutt’oggi Chi – detentore della scienza della Parola – ha anche quella del suono, e potrebbe (se utile, necessario e richiesto) evidenziare le chiavi della produzione musicale: per la Salute e per la Luce.
    In difetto di tali chiavi comunque la musica smuove e con-muove, esaltando in noi emozioni o suscitandole, per diletto o per simpatia, in attesa che un giorno “il magnete dell’incanto” non si soerperi più “nella manifestazione musicale dei concetti provocati” come notava l’Aureo Maestro 112 (?!) anni fa.

    catulla2008
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    in risposta a: Biblioteca on-line #30621

    Alla luce di quanto scrive Alef2006, (la) Maria riceve la visita dell’Angelo, la forza del Dio (Geber-El) e – ripiena di Spirito Santo – partorisce il Figlio di (il) Dio.
    Questa descrizione mi pare si adatti anche a tanta mitologia (es. Giove che ingravida n. Figure femminili, sacerdotesse, ninfe, ecc.) le quali partoriscono altrettanti semi-dei.
    Su questo poi ci si potrebbe speculare in quanto se tali figli sono semidei occorrerebbe che la madre fosse Dea per partorire un Dio …intero(?!?). Ma queste divinità già nascevano così.
    Kremmerz parlava di Maria cone della più eccelsa delle Maghe, Colei che ha accesso all’albero della Genesi: la Dedica a Maria è una perla di lirica anche per chi – come me – non arriva a coglierne l’intrinseca sapienza. E del resto, pure il Maestro+++++ M.A.Iah-hel dedicò a Sua Madre Maria la stesura de LA PIETRA ANGOLARE.
    Beh, c’è di che riflettere…

    catulla2008
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    Do ut des è una formula che esprime corrente: DO è il nostro polo negativo, quello da cui prendiamo l’impulso del Centro; DES è quello positivo, quello da cui trasmettiamo l’impulso ricevuto. Più ci attiviamo e più ci strutturiamo come pile, affiniamo le polarità e partecipiamo dell’energia che muove la Vita.
    Io credo che quello che noi chiamiamo Amore sia appunto questa Energia. E il DES non è qualcosa che restituisce ma semplicemente l’altra faccia della medaglia. Partecipare della Vita universa, averne coscienza: questa è la Luce che è in uno con la Salute, questo è il fine ultimo dell’esistenza che vedo come miriamica nell’arco di chissà quante e quante vite.
    La terapeutica ne è il naturale respiro…da acquisire.
    Fraternamente.

    catulla2008
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    Nel mio congelatore, nascosto fra le altre cose, era finito un sacchettino aperto (ahimè!) di maggiorana (quelle boccettine di vetro con la pianta diraspata ed essiccata). Osservando il contenuto mentre si spargeva sul pavimento, dopo il primo disappunto, riflettevo che privata dell’umidità non si era (ovviamente) congelata. Da cui, la riflessione che senz’acqua non avviene cambiamento di stato. Così, mentre cercavo scopino e paletta, ho ragionato sul fatto che l’essenza individuata attinge dall’ambiente che le è connaturato quel principio umido atto a restituirle consistenza, vigore, profumo: insomma, le sue caratteristiche. E ovviamente, a seconda del principio umido, il ‘matrimonio’ che ne deriva sarà diverso. Ad esempio la maggiorana con il vino sarà una cosa, con il succo di pomodoro un’altra cosa. (Anche l’olio contiene umidità).
    Infine, ho azzardato il parallelo con noi esseri umani che veniamo vivificati dall’utero materno e viviamo di quell’umidità primigenia fino alla vecchiaia e/o alla morte quando il corpo la perde e si consuma ritornando ad essere solo scheletro. E come non pensare a quanto scriveva il Maestro J.M. Kremm-erz nell’arcano della Morte? “Tu, o miracoloso, tre volte santo scheletro che raffiguri una fine temuta hai lo guardo sorridente; tu sei il simbolo della giovinezza. Tu nei tre mondi dello spirito, della materia e dell’atto, sei il rinnovamento. Morte, lascia guardarti in faccia, le ossa monde come denti di sacri elefanti, bianco sudario, sei come la più bella e chiomata fanciulla sorridente e fremente di voluttà nella carne adolescente, se io avessi gli occhi conformati alla maniera dei raggi X vedrei scheletri, come te, e sentirei l’alito della fragrante gioventù: se ci penso, sento a pari fragranza il tuo alito. Non puti di terra umida, di musco, di funghi, di crittogama e di muffa, perché tu per lo spirito, non sei che la fine di un errore, di un orgoglio, di una schiavitù, di una ossessione. Se lo scheletro è ancora forte, se la carne è ancora vegeta, le cellule vive, il tessuto delle vene elastico, che bisogno vi è di passare per una tomba e rifarsi? tu, o Morte, sei la soluzione dell’enimma spirituale nell’uomo vivente e nella profonda custodia della sua anima ignota”.
    Ringraziando il sacrificio della maggiorana caduta sul pavimento per lo spunto di riflessione, vi partecipo le mie casalinghe meditazioni e vi abbraccio sorernamente.

    catulla2008
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    Di tante canzoni, quella che forse più mi rievoca la Miriam e la nostra Fratellanza è proprio questa. Tempi belli, tempi pieni di speranza, tempi in cui la Luce sembrava in espansione.
    E data la giornata – molto particolare – di oggi 11 aprile, è proprio questo l’Auspicio che ripesco dalla memoria sull’onda delle emozioni: che la Luce si espanda, e che come un respiro che arriva a riempire i polmoni di aria nuova, possa centuplicare il passo e l’impulso di ciascuno di noi verso il Centro e verso la Salute dell’anima.

    catulla2008
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    Il problema credo stia nel ruolo (totalmente distorto) che la scuola ha assunto negli anni: non è più un luogo di e-ducazione, di cultura, di arte, ma un collocamento indispensabile per famiglie dove gli adulti tutti vanno a lavorare. E anche laddove si riconosca alla scuola un qualche ruolo nello sviluppo della prole, i docenti sono sovente chiamati a operare affinché quei giovani riscattino speranze, delusioni e proiezioni dei genitori, a prescindere da quanto si portino dentro il bozzolo dell’io. Come una volta accadeva per le bottiglie di vetro del latte che si compravano piene restituendo il vuoto, qyeste creature ingombranti vanno riempite da chi è pagato (si pensa!) per farlo. Insomma, hanno la vita segnata e devono stare nella casella che la società ha riservato ai bambini e ai giovani: e questa casella è la scuola.
    Ecco perché – virus o non virus – la scuola non può stare chiusa. Perché – fuori da quella casella – non si sa più dove mettere bambini e adolescenti, né di cosa e cone riempirli.

    catulla2008
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    Qui condividiamo cibi che mangiamo con la mente, e riversiamo interrogativi, dubbi e dolori. Partecipiamo entusiasmi, ricordi, scoperte, ma anche ansie e vittorie sui nostri limiti. Ci diciamo tutto ciò che conta per noi, e intanto viviamo le nostre vite apparentemente distanti.
    E tutto questo mi ricorda quanto scriveva il Maestro J. M. Kremm-erz su: “…l’Amore che unisce anime senza eccezioni, senza particolarismi, senza interesse…che al tempo stesso vivono dello stesso desiderio, dello stesso particolarismo, dello stesso interesse, in una comunione di bene profondo”.
    A presto Sorelle e Fratelli!

    catulla2008
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    La Festa dell’8 marzo è passata ma in casa sento ovunque il profumo delle mimose che ho ricevuto: so che sono dedicate a quanto della Donna io rappresento, richiamo e simboleggio nel mio nucleo famigliare e nella mia piccola cerchia. Le mimose sono attorno a me, per Me ma non per me. Sono per quel raggio di Luce, per quello slancio d’Amore che ogni tanto mi trapassa e si confonde con le mie sembianze.
    Conosco quel raggio, quella Madre calda e fulgida, conosco quella carezza di xui a volte mi illumino. E mi rendo conto che i Maestri ne parlano e celebrano la Sua concreta esistenza.
    Non c’è niente di più alto e paradisiaco di Lei, e dunque anche oggi, NOVE MARZO, e domani, e domani ancora GRAZIE Suprema Miriam, Regina Eterna ed eterna ROSA.
    O mimosa…
    È uguale.

    catulla2008
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    in risposta a: Biblioteca on-line #29694

    Credo che l’evoluzione, forse non solo umana, proceda per necessità. Soddisfatti i bisogni primari di cibo riparo sonno acqua, poi c’è il bisogno di comunicare, quello affettivo e quello di esplorare. Da lì in poi, la sete di conoscenza, di sperimentazione e lo slancio a superare i propri limiti vissuto da ciascuno secondo sua propria natura contraddustinguono l’animale uomo.
    E poi c’è la Schola dove esseri viventi, non solo ipotesi o proiezioni ma carne, dimostrano con la propria esistenza che c’è un altrove e un di più. E non è religione dove ti unisci per mistica tensione, ma vero e proprio lavorio che ti senti fermentare dentro e indicare AVANTI.
    O dentro?!?
    Questa è la realtà della Fratellanza nostra, e quando vedo in TV i viaggi pastorali penso che l’umanità ha bisogno, lo ha sempre avuto, di un ‘oltre’.
    Ma oggi più che mai questo oltre richiede che ci sia verità, affinché la preghiera non nutra solo la salute di un simbolo in camice ma possa, invece e inversanente, attingere LUCE da CHI Luce È.
    Pro Salute Populi

    catulla2008
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    in risposta a: Caro diario #29625

    Caro Diario,
    bellissima domenica di Sole oggi… anche se come al solito non sono uscita per riuscire a fare tutto quello che dovevo terminare (e chissà se ci riuscirò!), tra le cose per l’inizio della nuova settimana lavorativa e le incombenze domestiche. Ma non importa: qui, nella mia casa, mi sento protetta dalle mura di mattoni da ogni contagio e libera di respirare e pensare allo spazio aperto che si aprirà da domani. Infatti, Marzo è alle porte, e con il nuovo mese anche l’approssimarsi della Primavera, della rinascita della Natura e della Vita, dell’esplosione della Luce. Le giornate sono più calde, già dal mattino presto. E gli uccellini si fermano sulle ringhiere e sul tetto a cantare: quanto sono belli!
    Proprio guardando fuori mi viene da sorridere nonostante tutto, perché so che passerà: passeranno le malattie, gli squilibri, la paura, e la gente tornerà a sciamare nelle strade vaccinata e più serena, per quanto provata. Ci vorrà tempo, lo so. E non ci saranno lacrime sufficienti per riportare indietro chi non ce l’ha fatta, ma… passerà.
    Tutto passa, nel bene ma anche nel male della nostra visione piccola, umana e corta.
    L’efflato della Miriam non è mai mancato nei momenti bui, ed ora che sta per arrivare l’Equinozio di Primavera – di nuovo! trionfante, sempiterno – la certezza diventa tangibile: di là dalle chiacchiere dei pianerottoli o dei salotti tivu, la Vita vince sempre.
    A modo suo.
    Magari in un modo che non ci riesce di afferrare, né di capire, e neppure di interpretare: ma la VITA vince.
    Proprio come i fili d’erba che ritornano a perforare la pietra davanti al mio garage…Ahahah!

    catulla2008
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    in risposta a: Caro diario #29570

    Grande Mercurius che fai onore al tuo nickname!

    catulla2008
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    in risposta a: Biblioteca on-line #29462

    Credo che sul cammino ermetico tutto sia sempre molto concreto e, in quanto tale, generante risposte concrete in virtù di processi osservabili e ripetibili.
    Ancora oggi non posso fare a meno di stupirmi per come intere generazioni abbiano trovato più logico che un uomo partorisse da una costola (vedi Adamo) o che una coscia potesse ingravidarsi (Giove) piuttosto che solo ipotizzare un’origine femminile dell’umanità…

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 238

    “Sarà che sono donna”: riparto dalle parole di m_rosa per considerare che le macchine non mi fanno certo paura: anzi! Viva la lavatrice, la lavastoviglie, il computer e l’asciugatrice. Viva l’automobile e pure treno e aereo. Viva Skype e le videochiamate. Cosa c’è di male bel delegare agli automi funzioni che sono…automatiche?!?
    Spero che questo ci conduca a riappropriarci sempre più del nostro tempo e della nostra imprescindibile creatività.
    E poi…in fondo…la Vita che pure permea la materia umana non appartiene all’umanità, ma a sé stessa.

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