catulla2008

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  • catulla2008
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    Oggi è il Natale ortodosso e oggi cade la Luna Piena: qui, adesso, il volto che specchia il Sole brilla appesa in cielo di tutta la luce che la notte coprirebbe.
    È così.
    Noi Befane possiamo impugnare la scopa, i Magi-maghi seguiranno la Stella. (Comunque il cielo alla fine conduce ad una grotta, bue o asino non importa)
    Lì dove posa il mistero del Natale lì istintivamente tendiamo il cuore.
    Al Centro, alle Gerarchie e all’Amore in cui tutti ci ritroviamo fratelli, con la coppa colma alziamo lo sguardo e gli intenti: buona festa a tutto il Popolo di Miriam!

    catulla2008
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    in risposta a: Eventi e Segnalazioni #34072

    Buongiorno a Tutti!
    In questi giorni più ‘rilassati’ del solito, pizzichettando qua e là ho trovato pubblicati alcuni estratti di questo volume che mi è parso interessante
    HOMO RELOADED – 75.000 ANNI DI STORIA NASCOSTA
    In effetti prende in esame tante realtà archeologiche inspiegate e azzarda ipotesi alla luce di scoperte scientifiche e studi attuali. Per certi aspetti mi ha ricordato il giornalista italiano Peter Kolosimo (per la verità, non molto accreditato da colleghi e scienziati suoi contemporanei).
    L’autore del libro di cui sopra è tale Carlos Alberto Bisceglia (del quale non sono riuscita a trovare biografia né CV, ahimé!). Ci sono pure dei Video in cui non mi pare dica stupidaggini (anche se qualche fonte in più non mi dispiacerebbe) ma non ho ricavato garanzie sulla sua attendibilità.
    Tuttavia, mi ha in curiosito e vi giro questa curiosità nonostante quanto sopra e senza pregiudizi né aspettative: infatti, ho fatto l’esperienza di come i ricercatori spesso non siano appoggiati dalle istituzioni.
    A memoria di chi c’era – e per informazione di chi ancora non c’era – ricordo un carotaggio che venne eseguito su impulso del Maestro M.A. Iah-hel che all’epoca aveva coagulato attorno a sé studiosi di varie Università italiane ed estere nell’ambito di un ciclo di convegni dedicati alla Sibilla Appenninica. Detto carotaggio. eseguito su Monte Sibilla, dimostrò l’esistenza di un sito ipogeo di 40 metri quadri circa, pienamente concordante col mito plurisecolare della grotta. Peccato che il responsabile politico di turno, che quando trovava il tempo di assistere graziosamente riemergeva a tratti dalle sue pennichelle, avesse commentato qualcosa del tipo “meglio non approfondire, così resta il mito e la gente non viene delusa se scavando non si trova la Sibilla” (chi c’era potrà correggere/integrare il mio ricordo).
    Quindi, senza pregiudizi né aspettative, personalmente mi leggerò il libro che oggi ho ordinato augurando comunque fortuna a chi si batte perché la storia restituisca la verità sulle origini dei popoli, delle tradizioni, delle culture e – perché no? – della sapienza.
    Vi aggiornerò, e nel frattempo un abbraccio forte a tutti i frequentatori del sito e un bacio alla Direzione che reggendo il timone ci consente di navigare in Bene.

    catulla2008
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    Sarà per il fresco che già tradisce punte di freddo, sarà per il tramonto che a grandi falcate divora brani di pomeriggio estivo, sarà la scuola che ricomincia e con essa le onde di studenti sui mezzi pubblici e nelle strade, comunque sento arrivare il respiro dell’autunno. Così, sono andata a rileggermi quanto raccolto su questo sito

    e ne sono rimasta impressionata. Spunti, citazioni, materiale di riflessione di un archivio mai impolverato.
    E poi, sempre bello rileggere e riscoprire le parole dei Maestri a distanza di tempo e riguardare da quelle medesime parole la vita nel frattempo trascorsa: le gioie, i dolori, le speranze, i propositi.
    Siamo un po’ più vecchi, non necessariamente più saggi: ma per nostra fortuna la Miriam è sempre lì, e pure la Schola. Credo non ci sia Bene più alto di questo nel tempo che passa e consuma la nostra umanità.

    catulla2008
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    Sono d’accordo con Te Tanaquilla, infatti trovo bellissimi i simboli del rituale e meritevoli di indagine. Per il resto mi sono riletta i passaggi magistrali che vi ho condiviso.

    catulla2008
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    Matrimonio… Ho sempre trovato il suo rituale altamente denso di significato: la madre porta all’altare il proprio figlio maschio, il padre porta la propria figlia femmina: entrambi i nubendi entreranno in un cerchio d’oro chiamato fede all’interno del quale è scritto il nome cui ci si unisce con patto indissolubile.
    Molto bello.
    Sacro.
    Mirato alla generazione…
    A tutti noi è rimasto il simbolo.

    catulla2008
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    Già da qualche giorno leggendo i post mi torna alla mente un apparente ossimoro udito per la prima volta durante il convegno a Vico Equense nel 2010 per i Cento Anni della Pragmatica Fondamentale: “santità laica”.
    Questo accostamento, che nemmeno la Treccani concepisce, già all’epoca mi parve quanto mai efficace e rivoluzionario nella sua semplicità. Perché vi è evidentemente una condizione che propizia la salute, il miracolo, l’equilibrio e quanto c’è di buono e di sano, e questa condizione è la santità che un vizio mentale ci fa accostare da secoli alla religione e che invece è – più verosimilmente – una condizione possibile dell’essere umano.
    Ora, per sapere che sia (ermetismo docet) occorrerebbe essere santi, ma si può comunque notare che chi perviene a tale condizione (o anche chi la sfiora durante il lavorio per renderla stabile) in qualche modo si somiglia, nel tempo e nello spazio, perché dice cose simili e professa idee che sembrano Una.
    Credo sia da questo ‘riconoscersi’ che scaturisce il concetto di Fratellanza (anche questa ‘laica’ s’intende) e da quella il sentire l’Umanità come qualcosa che prescinde dall’individuo, carne propria insomma.

    catulla2008
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    https://www.raiplay.it/video/2022/06/Atlante-la-vera-storia-dellIsola—Sapiens-un-solo-pianeta—Puntata-del-25062022-5bd78164-4519-4727-b030-0ed73587a251.html
    Ho visto al 25 giugno questa puntata di “Sapiens” in cui appunto si ipotizzava un’origine della Sardegna talmente arcaica da accostarla alla mitica Atlantide

    catulla2008
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    Presso i Romani la Pace o Pax fu fondamentalmente il riconoscimento della figura dell’Imperatore Augusto al di sopra di ogni divisione tribale. Una sorta di Caduceo personificato cui ricondurre insieme il potere e la guida in una direzione unica.
    Forse la pace è questo: la capacità (intesa come firza e intelligenza insieme) di ricondurre ogni evento ed ogni moto interiore a uno scopo che diventa il senso dell’esistenza.
    Dopotutto non sono questi gli Eroi?
    Non è questo che abbiamo osservato nell’opera costante dei Maestri che hanno guidato la nostra Schola?
    Non quiete ma Direzione: questo ho visto e – anche – colto dalle testimonianze del passato.

    catulla2008
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    Anche a me è venuto in mente lo stesso brano riportato da Gelsomino. Quanto all’sgricoltura il mito narra che fu una Dea a dare agki uomini i riti della coltivazione.
    Una Dea.
    Dunque prima la divinità e poi il grano: i conti tornerebbero.

    catulla2008
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    Cito dal link https://www.kremmerz.it/sensazioni-e-pensiero-nella-filosofia-ermetica-di-giuliano-kremmerz-seconda-parte/ “Se al Caos fosse stato preposto il principio femminile che esiste e presiede alle forme nell’Universo, non vi sarebbero state forme, perché ciò che presiede alla fusione delle sostanze di natura separata è principio femminile a cui si dette nome Amore negli esseri a forma umana… L’individualità è un’apparenza. Il separando è l’enigma della magia dei grandi maghi ed è la sola finalità assoluta. (SM,II,306-307)”
    Su questa citazione magistrale mi riaggancio alle parole di Angelo che riflette sul nostro essere energia comunque e sul fatto che “ci muoviamo, con forze che travalicano anche lo stato di materia in senso stretto” concludendo con la domanda “perché limitare il viaggio?”.
    La risposta al quesito mi pare venga dagli studi che un tempo si sono compiuti in Accademia, quando ci occupavamo degli scritti dell’imperatore Giuliano. Questi, infatti, parlando del mito della mutilazione di Attis evidenziava come tale ‘mutilazione fosse da intendersi come “limitazione dell’infinito” nell’ascesa quanto nella discesa e – dunque – quale “principio generatore” a sua volta generato dalla Madre degli Dei e che a Lei ritorna.
    Così, in breve, ripensandoci, mi verrebbe da dire che – se non vi fossero limiti – non ci sarebbe coscienza.

    catulla2008
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    A mio parere andare concorrente può essere una conseguenza là dove la causa sta nello spirito critico. E anche a quest’ultimo non mi pare ci si possa improvvisare ma ci si può educare. Ricordo ai tempi dell’Accademia quando si parlava del metodo ermetico e delle sue peculiarità: alcune già sperimentabili dai novizi (es.la soggettività e l’oggettività) altre meno (come l’elasticità e l’analogia) ma comunque sempre legate a una Tradizione millenaria, a un “metodo” appunto cui occorreva e occorre educarsi con l’imprescindibile aiuto di un Maestro (ché altrimenti come e dove oggettivare?).
    Dunque anche l’essete controcorrente può ascriversi ai movimenti di massa (o di gregge?) se nel frattempo non si matura quella modalità scientifica e sperimentale che tanto sforzo richiede perché opera e scava su di sé, nalla materia viva del cervello proprio e delle abitudini.
    La Schola è grande perché Classica in senso …kremmerziano: magistrale, integrale.
    Ma anche questa può diventare una corrente se ci si fa solo trascinare e non si lotta, non si soera, non si ama (seppure nell’imperfetto e fallace modo umano).
    Quindi prego – come tutti noi – che le Gerarchie vogliano sempre continuare la Loro Geande Opera di Luce e Salute in pro di noi numeri e dei sofferenti tutti, ma ho smesso di chiedermi se sono o meno controcorrente: mi basta saoere che in ogni senso del flusso ho una Catena cui aggrapparmi. E vedo che siamo in tanti a farlo.

    catulla2008
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    L’essere umano è predisposto alla parola, ma se nessuno parla con il bambino qyesti non sviluppa la favella che ‘potenzialmente’ aveva in nuce. E così è per noi: umani animali, potenziali manifestazioni di un numero.
    Noi, senza il Maestro che fa da levatrice, educa (ex-ducit) e lievita quell’embrione di consapevolezza saremmo in balia dell’eventualita, a nuotare nei secoli necessari a progredire per i tempi dell’umanità (e basta guardare che succede nel mondo per capire quanto siamo distanti dal dirci coscienti!).
    Ergo… Il Maestro è nell’anima e nell’anima per sempre resterà. E quando incontri un Maestro, Questi parla a Quello, in un dono che non ha eguali, fino a quando non impareremo a sentire direttamente: quell’arcana intelligenza in cui crediamo e che attendiamo di intendere per avere coscienza del Vero.

    catulla2008
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    Questa favola mi è sempre parsa descrivere qualcosa di interno a noi, una sorta di percorso verso il nostro Principio vitale più che verso un altro essere umano. Insomma l’allegoria dell’anima che cerca la sua CAUSA. E ho osservato che gli animali vivono in uno con la propria causa in quanto in loro amore è Eros, firza di attrazione volta a generare per il perpetuarsi della specie. In noi umani che abbiamo il seme del raziocinio qyesto istinto è soggetto allo sguardo e – da lì – proprio come avviene per Psiche alla perdita di quel contatto panico chevtipizza l’animale. Solo con un lungo percorso e guidati dai Maestri ( i misteri di Venere?) ci si riavvicina alla propria Causa non più in modo istintivo ma via via integrato.
    O almeno questa mi era psrsa un’interpretazione (da oggettivare naturalmente). E in tale prospettiva l’avevo pstagpnsta alla mela mangiata nel giardino di Eden: patafiso terrestre in cui si vive però senxa consapevolezza.

    catulla2008
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    Potrebbe darsi che la Psiche che al buio incontrava Amore fosse maritata al proprio impulso a generare, come ogni animale in balia di Eros, mentre la Psiche che sceglie di abbandonare l’istinto e di vedere (come Eva nel terrestre paradiso) necessiti poi di un lungo cammino per reincontrare Amore: su un diverso piano e ad occhi aperti.
    Ma, forse, senza quello strappo Psiche sarebbe rimasta animale per sempre e il suo matrimonio non avrebbe avuto l’iniziazione di Venere.

    catulla2008
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    Ci è stato più volte portato dai Maestri l’esempio delle pile: essere massimamente recettori nei confronti di quel “DO” gerarchicamente inteso, magnete centrale – come appena ricordato da Mabdragola – porta al suo opposto e speculare “DES” che è la traduzione energetica di quanto ricevuto. Ergo, più si potenzia uno dei due aspetti più dovrebbe – teoricamente – potenziarsi anche l’altro, sino a giungere alla massima potenzialità sella pila (mica tutte sono uguali anche se tutte funzionano al medesimo modo).
    Così ci si prova: tanta applicazione terapeutica avvicina al Centro e viceversa.
    Quanto all’Amore ricordo che il Maestro Kremmerz nella nostra P.F. asseriva di non aver osato consacrarLo nel testo della regola fondamentale. Deve perciò trattarsi di Qualcosa di talmente alto da concepire (muove sole e stelle?) che tocca essere adepti per non snaturarne l’Idea.

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