catulla2008

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  • catulla2008
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    È vero, l’egoismo è la pietra di paragone.
    Costante.
    E mentre Chi ama coltiva gli esseri – uomini, animali, piante – rispettandone tempi e natura chi asserve ha solo il proprio piccolo orizzonte.
    Nella Schola ho trovato l’esempio magistrale di come sia intelligente, oltre che benefico, rispettare la Vita senza imprigionarla. Neanche in una gabbia di lusso.

    catulla2008
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    Dicevano gli Arabi – inventori dei nostri numeri – che lo Zero è la Cifra, il Vuoto, il grande Nulla da cui tutte le quantità derivano per sottrazione in quanto in quel vuoto c’è tutto.
    Il termine prima ancora che arabo era Sanscrito con medesimo significato e va notato che si tracciava non con un segno circolare bensì ovoidale.

    catulla2008
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    Epifania è per me…la scopa su cui imparare a volare, anche se pure quella è passata nelle mani di un Harry Potter dopo tanta Tradizione simbolica. Ma tant’è! La letteratura ha reso di nuovo popolare la magia nel fantastico evidenziando con la voglia di evasione che siamo legati da sempre più catene.
    Produrre a dismisura per consumare a più non posso è il trend di questi nostri tempi in cui i giorni tutti uguali sono sempre lavorativi senza più domenica e neppure festivi. E appena c’è un po’ di tempo lo si ammazza fuggendo da questa catena di montaggio.
    La Catena della Miriam è quindi l’aggancio per trarsi fuori da un’altra catena, talmente forte e invalidante che senza non si riuscirebbe di nuovo a respirare…a prendere una scopa…ad imparare a volare.
    Ha ragione Ippogrifo: la vita non si ferma, quindi o la si cavalca con un intento fermo e determinato, o si viene spazzati via.
    Per questo (e per molto altro!)
    Viva la Miriam!!!

    catulla2008
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    Carissimi Fratelli e Sorelle, questi post sono i fiori di un giardino sempreverde, capace di profumare anche i momenti invernali e di bucare neve di tanti tipi.
    A Tutti quindi l’Augurio che quest’albero dal fogliame spesso proliferi sempre di più, in quantità e qualità per un radioso 2020: e con un botto di LUCE.
    E che l’esempio dei Maestri si propaghi per Tutti.

    catulla2008
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    Sto guardando alla TV un pezzo della mia gioventù, sulle note di Lucio Dalla. Flusso di ricordi e di immagini e… chissà se è così anche quando si muore? Tanti momenti in fila, scatolette di sensazioni fissate nel cervello, e magari un unico interrogativo: cosa ha fatto la differenza fra com’ero e come sono? Per cosa è valsa la pena faticare e soffrire, ridere e mangiare, e magari anche perdere e ricominciare?
    La risposta, per me, che zampilla come acqua dalla roccia, è in questa casa virtuale che ha come pareti il cielo e come fari le Stelle e i Soli delle Intelligenze Magistrali che ci guidano.
    Buonanotte a Tutti i naviganti!

    catulla2008
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    Tauridi Leonidi Geminidi… Sono tanti gli sciami meteorici che passano in Autunno. Pare che le Leonidi ritornino ogni ano intorno al 17 novembre quando la cometa Tempel-Tuttle passa accanto al Sole e ne vediamo la scia allineata alla costellazione del Leone.
    Ecco, quando viene la notte riusciamo a vedere oltre noi stessi, oltre la Terra, là dove ci sono altri milioni di Soli ed altri mondi. Vediamo la fissità e la caduta, vediamo gli sciami e le costellazioni e possiamo avere dimensione della nostra piccolezza. Della nostra nullità nonostante la scintilla di coscienza che ce ne fa rendere conto e ci unisce al Tutto.
    Domani sarà nuovamente giorno e la nostra Stella con la sua luce coprirà ogni altra cosa, ogni realtà: che appartenga al nostro sistema o sia talmente distante da manifestarsi a noi quando di fatto già non esiste più.
    Così, mi pare, viviamo: barcamenandoci tra l’io che si nutre della stella cui appartiene e la tensione al cosmo verso cui siamo attratti inesorabilmente fino a perderci.E nel mezzo questo spazio fraterno, in cui è bello poter sostare, ristorarsi, confrontarsi, respirare Luce. GRAZIE.
    Buonanotte a Tutti i naviganti!

    catulla2008
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    G_B mi hai ricordato Pinocchio che per cercare il padre perduto finusce nella pancia della balena e ne esce solo quando riesce a farsi sputare con un espediente perché…indigesto alla balena stessa.
    Ma come ci siamo arrivati partendo dallo zafferano? Boh!
    Però ora mi viene in mente un’altra fiaba (ne facevo indigestione, tanto per restare in tema).
    Parlava di una polvere magica colore del sole e volatile come l’aria che messa sulla lingua dicendo MUTABOR faceva assumere a chi la pronunciava la forma di un uccello che tutto poteva vedere fino al più piccoli anfratto della Persia…
    E dopo le fiabe, come è giusto, buonanotte a tutti i naviganti!

    catulla2008
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    Leggo le parole di Admin e mi tornano in mente le Metamorfosi di Ovidio dove il guerriero Croco, mortale, si innamora della ninfa Smilace, immortale. Secondo il mito, grazie all’intervento degli Dei, Croco divenne la pianta dello zafferano e Smilace la pianta della salsapariglia, il rampicante delle Baccanti. Croco da allora porta in sé i colori della ninfa amata.
    Ma a guardare bene questo ‘suggerimento’ c’è molto di più. Anzi, c’è una stratificazione di informazioni che prende tutto il territorio del nostro Belpaese!

    catulla2008
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    È possibile che sottovalutiamo il ruolo giocato dalla posizione del sistema solare in rapporto alla sua galassia; del resto i confini temporali delle nostre osservazioni sono talmente infimi in rapporto all’età di una stella o di una galassia che sarebbe come chiedere a una mosca la sua opinione circa l’età dell’uomo: semplicemente NON può concepirla.
    Ciò detto, mi ha incuriosito l’osservazione fatta per radio circa un contesto per così dire ‘interno’. La congiunzione Giove Saturno che si sta verificando ora è poco frequente e assimilabile a quanto accaduto negli anni ’60 del ‘900. Gli astrologi – che evidenziano come gli astri dispongano e predispongano – notavano un parallelismo tra i movimenti di massa di allora e di oggi, con un colore dato dalla regione celeste in cui tali pianeti si congiungono ogni 60 anni.
    Di là dalle verità più o meno scientifiche e/o dimostrate, tali prospettive hanno sicuramente un pregio: ricondurre l’essere umano alla sua concreta dimensione, con buona pace dell’assolutismo.

    catulla2008
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    Come mi è sovente capitato di constatare, la S.P.H.C.I. rispecchia le scoperte del tempo in cui si vive e talora addirittura le precorre. Non aveva fatto eccezione Masaru Emoto di cui si era molto parlato anche in ragione dell’uso che l’omeopatia aveva fatto delle sue scoperte. Altrettanto si era riflettuto sul detto “ECCE QUAM BONUM… ” che identifica un modo di essere oltre che un thread di questo sito.
    Comunque è vero: a seconda del grado di coscienza le evidenze, le scoperte, i concetti, fioriscono diversamente in noi arrivando perfino a sembrarci nuovi.
    E in effetti lo sono: la spira elicoidale che trasla l’asse della consapevolezza ci porta al punto in cui già siamo stati ma da una prospettiva più alta e – alla lettera – più intelligente.

    catulla2008
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    Questa ragazza, come lei stessa ha reso pubblico, è affetta dalla sindrome di Asperger, disturbo dello spettro autistico che comporta – fra gli altri sintomi – verbosità unilaterale e alterazioni nei comportamenti non verbali (es. postura, espressioni facciali, ecc.).
    Ciò detto, forse ci sarebbe da interrogarsi sul perché una ragazzina, per di più con una patologia evidente, abbia dovuto/ potuto assumere su di sé l’onere/l’onore di rivendicare l’attenzione sul comportamento invasivo e autodistruttivo dell’attuale umana specie…

    catulla2008
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    Ieri 520 anni fa moriva Marsilio Ficino. Diceva quanto si afferma anche nella nostra Schola, a conferma che la Tradizione è UNA: “l’anima è la copula del mondo ché raccoglie la forza delle cose superiori e di quelle inferiori”.
    In effetti è vero: all’acqua si attacca tutto tant’è che con l’acqua puliamo ogni cosa.
    Allora, se il corpo umano è fatto di acqua (94% da embrione, 40% da centenario) quante cose raccogliamo? di quante cose ci rendiamo latori?
    Il filosofo di Valdarno che tradusse Orfeo e il Corpus Hermeticum vedeva nei simboli un linguaggio universale: dall’acqua nasce la dea dell’Amore.
    Perché?

    catulla2008
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    Quanto scritto da Tanaquilla in merito alle tradizioni popolari mi ha ricordato la sinossi di un testo che mi ha molto colpito dell’autrice Michela Murgia e che mi sono ripromessa di comprare attratta dal contenuto. Si chiama “Accabadora” e riporta la descrizione di una figura tanto comune quanto millenaria (pare…) in Sardegna, portatrice di vita e di morte poiché da un canto levatrice ma – appunto – dall’altro ‘accabadora’, cioè strumento di morte pietosa qualora non vi sia più nulla da fare per lenire le sofferenze del moribondo.
    Va anche detto che questa figura risalta in modo particolare sullo sfondo della cronaca odierna in cui molto si va parlando di vita e di morte e del diritto all’una e/o all’altra. Mi sono riproposta quindi di approfondire la conoscenza di “Tzia Bonaria Urrai che cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture”. Questa Accabadora intrigante mi pare rifletta una concezione primigenia della Natura quasi in uno con i suoi ritmi e i suoi cicli e con un sentimento arcaico verso la funzione del femminino.
    Bah, vedremo. Cercherò di procurarmi il libro.
    A tutti, buon pomeriggio!

    catulla2008
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    Equinozio d’autunno, ricordi a fiotti di quando una parola di augurio e di bene giungeva immancabile a rischiarare il buio in aumento. Abbiamo avuto tanto, ricevuto cure come piantine in un vivaio, e ora tocca a noi rinnovare intorno – e non solo nella memoria – quell’impulso di Amore cui attingiamo ogni giorno, ogni mese, ogni estate.
    Dunque Buon Equinozio a Tutti/Tutte!
    Volersi bene può essere facile.

    catulla2008
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    La Miriam in azione è come un coro. Ne fai parte e ti alleni per fare sempre meglio, ma quello che ti torna nelle orecchie è la potenza delle voci unite, dove non riesci (né avrebbe senso farlo) a distinguere la tua. La forza del suono è unica e modulata secondo la direzione data dal Maestro, in un canto che è tutto per chi lo chiede, serenata che pungola e rasserena, sferza e lenisce, equilibra sempre. In quei momenti, sia che tu sia nel coro o che tu sia il destinatario della musica, intendi che significa HABITARE FRATRES IN UNUM. E sogni un coro sempre più grande e una musica che contagi di Bene e di Luce ogni anfratto di terra, fuori e dentro di Te…

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