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    in risposta a: Il Carnevale #14768

    Aiutando mia figlia a scrivere un tema sul significato del Carnevale ho trovato delle notizie riguardanti il rapporto tra questa ricorrenza e la fertilità della natura e degli esseri umani che mi hanno fatto riflettere su questo periodo.
    Non si conosce con esattezza l’origine del nome Carnevale: qualcuno crede che derivi dal latino car navalis, il rito della nave sacra portata in processione su un carro; ma la tesi più accreditata è la derivazione dalla locuzione latina carnes levare, “togliere la carne”, o carne vale, tradotto come “carne, addio”, un’allusione che richiama i digiuni quaresimali. È comunque una festa di origini antiche: in passato, questa festa si ricollegava ai riti della fecondità della terra, che doveva svegliarsi dopo il sonno invernale e anche in antico, come oggi, questa ricorrenza era legata indissolubilmente all’allegria, al riso, che allontanava il male, il lutto e la morte attraverso danze, burle, scherzi.
    Un mito molto importante dell’antica Grecia ci ricorda infatti l’importanza del ridere: Demetra, la dea che aveva perso la figlia Core, passò molto tempo senza più ridere, con il cuore colmo di tristezza, e per questo il mondo rischiò di scomparire, poiché non nascevano più fiori, né piante, né animali, né umani. Un giorno però una serva la fece ridere facendo un gesto volgare: tutto rifiorì e la vita ritornò. Questo mito spiega bene l’importanza della risata, che nell’antichità aveva un ruolo vitale: al riso, infatti, si attribuiva il potere di sconfiggere la morte e il lutto, e già tradizioni antichissime lo collegano alla fertilità della natura e degli uomini e di conseguenza alla festa del Carnevale.

    BELL
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    Ringrazio e ricambio con stima e affetto gli Auguri all’Admin Kremmerz e a tutti gli Amici che frequentano il sito.

    BELL
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    Voglio condividere con tutti gli amici del forum un eccezionale risultato scientifico in campo biologico/oculistico; per la prima volta in laboratorio si è riusciti a coltivare retine umane complete. La Retina è un tessuto nervoso situato nella parte posteriore dell’occhio le cui cellule sono stimolate dalla luce inviando stimoli al cervello per la formazione delle immagini.
    I risultati di questa preziosa ricerca, pubblicati sulla rivista Science, sono stati ottenuti dai biologi dell’americana Johns Hopkins University; questi studi hanno inoltre consentito di comprendere come si sviluppano le cellule che permettono di vedere a colori.
    Le retine umane coltivate in laboratorio sono state create a partire da cellule staminali pluripotenti indotte, ossia cellule adulte di altri tessuti “ringiovanite” grazie a un mix di geni e portate poi a svilupparsi in cellule della retina che hanno costituito la base per coltivare in provetta il tessuto completo: il processo ha richiesto trecento giorni per ottenere una retina completa. Sino a oggi erano state ottenute retine di topo, che però non hanno la vista a colori come l’uomo. Questa differenza non consente, perciò, di ricostruire come si sviluppano le cellule deputate alla percezione delle diverse tonalità, meccanismo che avvicinerebbe invece alla possibilità di curare le persone che non vedono i colori o li percepiscono in maniera alterata, gettando le basi per lo sviluppo di future terapie.
    In particolare, i ricercatori hanno osservato come si sviluppano i tre tipi di fotorecettori a cono che permettono di vedere i colori reagendo a diverse lunghezze d’onda della luce. Hanno notato inoltre che si formano per prime le cellule che permettono di vedere il blu, seguite da quelle che consentono di vedere il rosso e il verde. Se i fotorecettori non si sviluppano in maniera corretta, insorgono forme di cecità ai colori di vario livello. Il loro corretto sviluppo dipende anche da un ormone prodotto dalla tiroide.
    Qualche mese fa (v.post del 08 Dicembre u.s.) avevamo parlato degli studi che si stavano incentrando sulle cellule staminali ed ecco che adesso siamo al risultato scientifico concreto. Personalmente rimango sempre molto emozionato di fronte a questo meccanismo di evolversi cronologico e forse causale degli eventi.

    Un Caro Saluto a tutti

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    Seguo con piacere lo sviluppo di questi ultimi interessanti post e a tal proposito vorrei esprimere due opinioni personali.
    La prima è nel condividere il post di Ippogrifo in quanto sicuramente il campo mediatico è un buon conoscitore di tutti i risultati scientifici riguardo l’importanza degli stimoli “subliminari” e gli utilizza regolarmente, a nostra insaputa, nei vari spot pubblicitari e nelle varie attività di Marketing colpendo quasi tutte le fascie di età e riuscendo a pilotare usi e costumi di molte persone.
    La seconda, riguardo alla Sindrome di Hikikomori a cui faceva riferimento Mercurius nel post del 27 u.s. mi sembra di estrema importanza la figura di quell’insegnante di Storia e Filosofia che sembra aver generato nel ragazzo una grande disistima; sicuramente ognuno di noi ha delle proprie caratteristiche di personalità però spesso nella nostra vita sia come genitori, che come persone necessariamente inserite nel sociale, veniamo in contatto con individui che hanno atteggiamenti non positivi nei confronti nostri o dei nostri cari e questo esempio ci ricorda di non sottovalutare queste situazioni ma di essere vigili con tutti gli strumenti a disposizione per non andare incontro a gravi ripercussioni sulla salute.

    Buona serata a tutti

    BELL
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    Carissimo Maestro L.J. Aniel, confesso di non avere dimestichezza con determinati aspetti astrologici però ti ringrazio per la chiarezza con cui ci ricordi il valore e la finalità della Schola.
    Ricambio con un fraterno abbraccio gli Auguri.

    BELL
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    Ringrazio la Direzione per il post chiarificatore che aiuta ad avere una visione più equilibrata sulla via iniziatica che ognuno liberamente ha scelto di intraprendere o riprendere e su come ci dobbiamo porgere nei confronti di tutte le presunte vie evolutive che continuamente ci vengono proposte.

    BELL
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    Proseguendo l’interessante post di WIVA c’è da dire che a Pisa la Scuola S.Anna (sezione della Scuola Normale Superiore) è uno dei principali centri di ricerca sull’elettrostimolazione nei pazienti affetti da lesioni del midollo spinale in cui si ha un danneggiamento dei fasci nervosi che corrono lungo la colonna vertebrale a seguito di traumi ma anche di infezioni o processi tumorali. A seconda del punto colpito si possono avere ripercussioni più o meno gravi sul corpo, ma nella maggior parte dei casi la lesione comporta la perdita della capacità motoria che può riguardare solo gli arti inferiori (paraplegia) o comprendere anche quelli superiori (tetraplegia).
    La stimolazione elettrica spinale consiste nell’impianto sottocutaneo a livello di midollo spinale di uno stimolatore elettrico (costituito da una serie di elettrodi) che eroga una corrente elettrica continua a bassa intensità nei nervi spinali inferiori, imitando i segnali che il cervello trasmette normalmente per avviare il movimento.
    iI midollo spinale, sotto questo stimolo, riattiva la rete neurale per controllare i movimenti muscolari diretti e, cosa ancor più sorprendente, riattiva anche i circuiti neurali adiacenti dormienti.
    La stimolazione elettrica ha effetti positivi non solo sulla capacità motoria ma anche sullo stato generale di salute dei pazienti come l’aumento della massa muscolare e la regolazione della pressione arteriosa, non ché una riduzione dello stato di affaticamento e significativi miglioramenti nel tono dell’umore.

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    La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, “ha dimostrato per la prima volta – é detto in un comunicato – che una ridotta espressione di un gene, c-kit, conosciuto anche come recettore delle cellule staminali, diminuisce il potenziale biologico rigenerativo delle cellule staminali cardiache, riducendo la capacità riparativa del cuore, che dopo un danno inesorabilmente progredisce nello scompenso cardiaco. La cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco sono la prima cause di morte e di ospedalizzazione nel mondo occidentale. La medicina rigenerativa basata sulla caratterizzazione biologica e sull’utilizzo terapeutico delle cellule staminali ha avuto un impatto enorme nello studio della biologia umana, soprattutto per le sue potenzialità nella prevenzione e cura di diverse forme di malattie cronico-degenerative come lo scompenso cardiaco. La medicina rigenerativa in Cardiologia negli ultimi tempi ha raggiunto tappe importanti dalla scoperta della capacità rigenerativa intrinseca del cuore fino alla prima sperimentazione clinica delle cellule staminali cardiache”.
    A tal proposito può essere utile rileggere il post sulle cellule staminali (v.08 Dicembre u.s.) e quelli sull’NGF (v.post del 19 e 21 Agosto u.s.). Interessante è annotare come nel contenitore Miriamico espresso nel Forum affrontiamo degli argomenti e poi “per caso” sugli stessi temi emergono dei risultati scientifici innovativi; siccome il caso non esiste questo ci deve fare riflettere sull’importanza non solo del Forum ma anche di tutto il Sito della Schola in cui la Delegazione immette costantemente e generosamente a piene mani imput e idee vive.

    BELL
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    E’sicuramente entusiasmante e utile osservare come possa agire una Forma Rituale finalizzata alla Salute e alla Luce ed espressa sotto forma di Concerto; l’azione si riflette su tutti quelli che hanno la fortuna di ascoltare quella musica e quelle parole e ognuno risponde secondo una sua modalità che può essere uno stato incantatorio o tradurlo in un bell’articolo come fa fatto Pierfrancesco Greco.
    Mi sento di ringraziare la Delegazione che oltre a farci partecipi diretti alla “Dei Sententiae Sonantes” in occasione dell’Agape ci ha aiutato a capire, aspetto molto importante, che i testi sono tratti dalla Porta Hermetica di Giuliano Kremmerz e dal Rito Terapeutico di proseguo dell’Ariete.

    Un Abbraccio Fraterno a tutti

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    Cara Catulla, a proposito della prima asserzione su cui ti sei giustamente soffermata potrebbe essere utile rileggere il post del 12 Dicembre u.s. in cui si riporta il funzionamento degli organi di senso, tra cui l’apparato visivo, con i relativi collegamenti con i centri associativi, della memoria e della comprensione.
    Un abbraccio

    BELL
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    Cara Tanaquilla a proposito dell’NGF giustamente ti chiedi se “ rigenerando i neuroni potrebbe avere anche una funzione protettiva per l’organismo intero?”.
    L’NGF è il capostipite, in quanto identificato per primo, di una famiglia più ampia di sostanze chiamate neurotrofine che spesso agisce modulando l’azione di un altro gruppo di fattori fondamentali chiamati Citochine che agiscono a livello dei vari tipi cellulari e quindi i suoi effetti si ripercuotono su tutto l’organismo.
    Infatti studi recenti stanno mettendo in luce gli effetti di questa modulazione/interazione sulle cellule del sistema immunitario.
    Inoltre recenti TRIALS testimoniano che l’NGF esercita, nel caso di ischemia del miocardio effetti protettivi sulle cellule cardiache e promuove l`angiogenesi (formazione di nuovi vasi) nel cuore infartuato; quest’ultimo effetto potrebbe essere in parte mediato dalla stimolazione di cellule staminali/progenitrici residenti nel miocardio e/o rilasciate dal midollo osseo.
    Come possiamo osservare in tutti questi mesi in questa discussione sulle Nuove Frontiere della Medicina abbiamo affrontato tanti temi che apparentemente sembravano elementi separati tra loro e ora curiosamente si dispongono con ordine quasi a rappresentare un puzzle.

    Un Fraterno Abbraccio a tutti

    BELL
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    I risultati scientifici recenti riguardo l’NGF e le sue applicazioni terapeutiche posti in relazione con quanto il Maestro Kremmerz afferma riguardo la saliva dei serpenti (v. post del 19 u s) e più in generale sul giudizio critico che la Medicina da Ippocrate in poi ha riservato all’Antica Tradizione Hermetica Sacerdotale mi ha portato a delle considerazioni che vorrei condividere con tutti gli amici del Forum.
    Trovo interessante che l’occhio sia da considerarsi non solo un organo di senso ma anche una porta di entrata terapeutica che permette al collirio contenente l’NGF di attivare meccanismi terapeutici rigenerativi non solo a livello a livello dell’apparato visivo ma anche in altri centri nervosi. E’ interessante notare che quando si va a incidere su meccanismi di fondamentale importanza per il principio vitale dell’essere umano l’effetto non rimane limitato a un organo o apparato ma necessariamente riguarda tutto il nostro organismo/contenitore considerato nella sua unità. Riflettendo su alcuni rimedi delle Lunazioni presi in considerazione in precedenza ad es. la caraffa contenente Olio di Oliva (v.post del 18 Dicembre u.s.) la Luce verde (v.post del 29 Dicembre u.s.) ho notato che la Tradizione Sacerdotale Iniziatica, di cui il Kremmerz si è reso divulgatore, ha sempre considerato il rimedio terapeutico, o meglio il veicolo terapeutico, più idoneo quello che attiva il meccanismo rigenerativo non limitatamente ad una parte del nostro organismo ma a tutto l’essere inteso come un’unità indivisibile. Al contrario spesso la Medicina Officiale è andata in direzione opposta correndo il pericolo di arrivare ad una eccessiva frammentazione sulla Patogenesi e sulla Terapeutica delle Malattie che, indubbiamente ha portato dei brillanti risultati al momento, ma l’ha allontanata dal cercare la radice dello squilibrio che porta allo stato patologico. Bisogna altresì riconoscere che oggi assistiamo alla comparsa di metodologie unitarie sia nella presa in esame di certe patologie come il Glaucoma (v. post del 25 Novembre u.s.) sia nell’aspetto terapeutico come dimostrano gli studi sulle Cellule Staminali (v post del 8 Dicembre u.s.) o gli studi sull’NGF. Tutto ciò è molto apprezzabile e importante anche se appaiono ancora elementi episodici di sintonia con la Visione Hermetica che da sempre ha considerato gli aspetti patologici essere un riflesso di uno squilibrio nel “centro di comando e controllo”.
    Infine una piccola considerazione frutto della mia esperienza personale.
    Trovare una spiegazione valida a quanto afferma il Maestro Kremmerz riguardo la saliva dei serpenti non è stato affatto facile anzi mi sembrava una matassa di cui non trovavo il bandolo; per ritornare al discorso precedente, all’inizio cercavo uno specifico principio attivo su questa o quella patologia oculare ed in questo senso commettevo un errore mentre quando ho ipotizzato l’eventuale azione terapeutica sull’occhio nel suo complesso di strutture ho iniziato e, sono stato aiutato, a comprendere cosa ricercare.
    Mi sento di ringraziare con fraterna sincerità le Superiori Gerarchie che, con instancabile generosità, permettono di comprendere meccanismi fisiologici che senza il loro aiuto rimarrebbero dei veri e propri rebus.

    Un Fraterno Abbraccio a tutti

    BELL
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    Nel Sito della Schola nella Parola al Taumaturgo all’interno della Terapeutica Hermetica della S.P.H.C.I. di Giuliano Kremmerz tra sperimentazione ed empirismo viene riportato che il Maestro si interrogava: “Dove si fanno, in qual paese del mondo studi della storia dell’antica medicina anteriore a Ippocrate che siano immuni dal pregiudizio che tutti i templi di Esculapio non erano che conventicole di imposture sacerdotali? Eppure non una voce si è levata, nella storia dell’oculistica per esempio, a richiamare l’attenzione dei nostri contemporanei sull’uso sacerdotale di aver serpenti che leccavano la cornea dei malati e ridavano la vista…”.
    Come accennato in precedenza, sotto la stimolazione di alcuni Fratelli e Sorelle durante l’ultimo incontro per l’Agape, ho trovato l’argomento molto intrigante e ho cercato, alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, di comprendere i meccanismi alla base di quanto riportato. Nel veleno dei serpenti c’è Il Nerve Growth Factor (NGF) che è una molecola capostipite di una famiglia di neurotrofine; identificato prima in un tessuto tumorale e in seguito nella ghiandola salivare di roditori e nel veleno di serpenti da Rita Levi-Montalcini nel 1948 (che per queste ricerche ha ricevuto il premio Nobel per la Medicina nel 1986) ha azione trofica e differenziativa sui neuroni del sistema nervoso periferico e centrale. E’ prodotto in molti tessuti di mammiferi, uomo compreso.
    La scarsa capacità del NGF di attraversare la barriera ematoencefalica e di diffondere attraverso il parenchima cerebrale rappresenta la principale limitazione alla possibilità di sfruttare le azioni neuroprotettive e rigenerative del NGF per ostacolare il processo neurodegenerativo cerebrale nelle patologie umane. La somministrazione di NGF in forma di collirio nell’uomo ha dimostrato l’efficacia terapeutica del NGF veicolato attraverso la via oculare. Dalla superficie oculare il NGF è in grado di arrivare alla retina ed al nervo ottico e di attivare le strutture primarie del sistema visivo e molti nuclei cerebrali del sistema libico, inclusi l’ippocampo, la corteccia frontale e l’ipotalamo. La capacità del collirio NGF di indurre il recupero del danno strutturale cerebrale e contrastare il deficit cognitivo è quindi il risultato di un’azione sulle diverse componenti neurali del cervello che, anche in condizioni patologiche, sono in grado di rispondere alla neurotrofina attivando i meccanismi di sopravvivenza, modulazione e differenziamento che concorrono alla neuroprotezione dei neuroni maturi, alla neurogenesi ed alla ristrutturazione del tessuto cerebrale. Tutto ciò apre importanti prospettive terapeutiche per la cura del M. di Parkinson, M. di Alzheimer ecc. Inoltre dati clinici e sperimentali recenti suggeriscono che l’NGF possa giocare un ruolo importante nella protezione della miocellula del Miocardio in condizioni di ischemia. L’NGF in condizioni fisiologiche è presente sulle cellule sia del segmento anteriore che posteriore dell’occhio in varie specie animali incluso l’uomo. L’NGF è coinvolto in numerose funzioni della fisiopatologia oculare e ha un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’omeostasi cellulare della superficie oculare e della retina. Recenti studi hanno confermato gli effetti terapeutici neuroprotettivi e neurorigenerativi dell’NGF, somministrato in collirio, in numerose patologie degenerative oculari anteriori come Ulcere Corneli Neurotrofiche che posteriori come il Glaucoma e Maculopatie. Nel 2018 l’AIFA, che è l’organo che autorizza la produzione farmaceutica di determinati farmaci, ha autorizzato la messa in commercio in collirio dell’NGF che guarisce la Cheratite Neurotrofica che, anche se rara, è una malattia invalidante per l’0cchio che fino a ieri era priva di qualsiasi cura e nei casi più gravi veniva risolta chiudendo con sutura le palpebre dell’occhio; l’effetto terapeutico è quasi immediato e la guarigione è molto rapida. Il Maestro fa riferimento alla saliva e non al veleno dei serpenti molto probabilmente perché in essa le Neurotossine presenti nel veleno, che è una saliva modificata, sono molto diluite e non creano danni all’organismo ricevente pur mantenendo la giusta concentrazione terapeutica dell’NGF.
    Devo dire che questi risultati, quasi sbalorditivi, dimostrano ancora una volta che il Maestro Kremmerz e l’antica Tradizione Sacerdotale di cui si è fatto tramite in tutti i suoi rimedi terapeutici hanno sempre avuto ragione. Da tutto ciò per l’aspirante Terapeuta Hermetico emergono una serie di domande e considerazioni che affronteremo in un prossimo post spero con la partecipazione di tutti voi.
    Un Fraterno Abbraccio a tutti

    BELL
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    Interessante e utile il post di Mandragora con il riferimento al quaderno della Giuliana in cui c’è un capitolo dedicato alla figura del Serpente che, appena possibile, mi riprometto di approfondire.
    Altrettanto interesssante è la domanda che si pongono Gelsomino e Tanaquilla e che spesso mi sono posto anch’io, non solo a proposito degli studi sui Pitoni Birmani, in tutti questi mesi grazie alle stimolazioni di questo Forum.
    Il Maestro Kremmerz tramite le Lunazioni ( v. Post del 18 Dicembre u.s.) e la nostra Schola di Terapeutica Hermetica ha sempre asserito la possibilità di una rigenerazione cellulare, degli organi, dell’essere e più in generale di tutto ciò che ci circonda visto nell’ottica dell’Unità.
    Nel post sulle Cellule Staminali (v. Post del 08 Dicembre u.s.) con le relative sperimentazioni, con tutti i limiti di una scienza di laboratorio, avevamo già accennato che molti studi recenti riservano sempre maggiore attenzione ai processi rigenerativi come Terapia per molte malattie.
    Gelsomino e Tanaquilla si domandano perché i Pitoni Birmani hanno mantenuto questi meccanismi rigenerativi e i mammiferi, a cui appartiene l’essere umano, gli hanno in gran parte perduti; io penso che più si sale nella scala animale e quindi in teoria aumentano le potenzialità dei processi intellettivi, emozionali e comportamentali più facilmente ci sì può allontanare da quella che è la finalità specifica naturale di quell’essere e ciò comporta un blocco di certe sue prerogative. In parole povere se analizziamo la Filogenesi evolutiva dell’essere umano dalla preistoria in poi ci accorgiamo che è passato attraverso mutamenti strutturali e quindi genetici dettati in parte da necesstà di adattamento a variazioni di condizioni ambientali ma anche dettate da cause comportamentali che hanno portato alla perdita o meglio al blocco di certe sue funzioni.
    D’altronde, se andiamo a vedere bene,non si può certo dire che, al momento attuale,la finalità principale per l’essere umano sia quella di raggiungere uno stato di salute inteso nel senso più completo del termine attraverso un processo dì rigenerazione che comunque a questo punto senza gli strumenti necessari vedo impossibile da realizzare con la sola volontà.

    BELL
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    Durante l’ultimo incontro in occasione dell’Agape alcuni Fratelli e Sorelle mi hanno ricordato che il Maestro Kremmerz riportava l’utilizzo sacerdotale dei serpenti che leccavano le cornee e ridavano la vista.
    Ho trovato l’argomento particolarmente intrigante e facendo una piccola ricerca mi sono documentato su studi recenti che, anche se non parlano direttamente dell’occhio illustrano delle caratteristiche fisiologiche dei serpenti che ho trovato molto interessanti e che voglio condividere con i frequentatori del Forum.
    Un team di genetisti ed erpetologi dell’Università del Texas di Arlington sta studiando da anni il genoma di serpenti e lucertole con un super computer, non solo per avere una migliore comprensione della biologia evolutiva di questi rettili, ma anche perché le informazioni ottenute possono offrire un importante contributo alla ricerca medica. Gli studiosi, coordinati dall’assistente professore Todd Castoe, docente di Biologia presso l’ateneo americano, hanno avviato le proprie ricerche provando a dare una risposta a complessi quesiti specifici, come ad esempio la comparsa del veleno e l’impatto delle variazioni genetiche su aspetto e funzioni organiche di questi animali, ma successivamente hanno esteso le proprie indagini in ambito sanitario.
    Tra le ricerche più affascinanti portate avanti vi è quella condotta sui pitoni birmani, una specie di serpenti che ha la capacità non solo di riattivare le proprie funzioni metaboliche e fisiologiche, ma anche di rigenerare organi come cuore, polmoni, reni e fegato dopo un periodo di digiuno che li atrofizza. Basti pensare che a sole 48 ore dall’alimentazione, un pitone birmano può aumentare di 44 volte il tasso del proprio metabolismo e da 40 a 100 volte il volume dei propri organi.
    Scoprire i meccanismi molecolari e genetici che si celano dietro questa ‘rigenerazione’ degli organi potrebbe aiutare i ricercatori a contrastare numerose malattie nell’uomo. Sequenziando il genoma di pitoni a digiuno, alimentati dopo un giorno e alimentati dopo quattro giorni, Castoe e colleghi hanno trovato ben 1700 geni coinvolti, inoltre, curiosamente, in esperimenti condotti su cellule di mammifero hanno scoperto che anch’esse rispondono in qualche modo ai meccanismi molecolari legati al processo, pur avendolo perduto.
    Quindi possiamo notare che in queste ricerche sui pitoni birmani si prendono in considerazione vari meccanismi o meglio varie capacità di questi rettili: azione del digiuno sui propri organi, riattivazione delle funzioni metaboliche degli stessi e rigenerazione di alcuni di questi organi. Inoltre interessante è la possibilità, anche per cellule di mammifero che hanno perso queste caratteristiche, di poter riattivare questi meccanismi se adeguatamente stimolate.
    Con questo non considero chiuso l’argomento e prometto di andare avanti nella ricerca; per chi è interessato riporto il Link da cui ho tratto queste notizie e ben venga se qualcuno trova altre argomentazioni.

    Un abbraccio

    https://scienze.fanpage.it/alla-scoperta-dei-segreti-piu-intimi-dei-serpenti-per-curare-le-nostre-malattie/
    http://scienze.fanpage.it/

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