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    Buongiorno a tutti e bentrovati!
    In questi ultimi tempi ho sentito dire più volte nei tg che i consumi sono crollati, fatta eccezione per i generi alimentari e per i farmaci. Allora, sul filo delle vostre considerazioni ho provato a fare una scala di priorità delle cose e la porto alla vostra attenzione:
    Ci sono delle cose assolutamente indispensabili;
    alcune sono necessarie;
    altre sono semplicemente utili;
    altre ancora, ma non troppe, sono opportune;
    tante sono voluttuarie;
    tantissime, infine, forse sono del tutto inutili, ma non ci appaiono tali per via dei condizionamenti ai quali siamo sottoposti.
    Ovviamente, il giudizio su come disporre su questa scala le cose che intervengono nella nostra vita è del tutto soggettivo; io ho provato a fare l’esercizio e ne è venuto fuori un risultato per certi aspetti sorprendente, che mi ha fatto pensare. Sarà stato un effetto della lunga quarantena forzata? Adesso aspetto di vedere se, col ritorno a una certa normalità, l’ordine della mia scala rimarrà inalterato oppure si ritroverà rimescolato.
    Buona giornata a tutti!

    anima critica
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    Prendo spunto dalle considerazioni di Buteo su generali e piante.
    Nella stragrande maggioranza delle cosiddette democrazie occidentali i governanti sono espressione dell’elettorato e talvolta, loro malgrado, si trovano a dover rivestire il ruolo di generali, con responsabilità e oneri annessi. L’ideale sarebbe avere governanti che, all’occorrenza, sapessero trasformarsi in generali onniscienti e, novelli Ulisse, fossero in grado di ascoltare e comprendere la voce della Dea e assumere le decisioni appropriate alla bisogna. Purtroppo, per avere generali di tal fatta, bisognerebbe che gli elettori fossero essi stessi in grado di riconoscere nei candidati le qualità richieste, cosa che presupporrebbe che tali qualità non fossero a loro estranee. O no? Ma, mi domando, se così fosse, ci sarebbe ancora bisogno dei generali? Ed ecco che ci si troverebbe nella condizione degli alberi, integrati nella natura e nell’ambiente in ogni loro parte e perciò non necessitanti di una mente pensante che prenda decisioni e impartisca input. Ma, mi domando ancora, noi comuni mortali siamo in questa condizione? Mi pare proprio di no, e così ci tocca prendere dei semplici soldati e dare a loro l’uniforme dei generali, sperando di avere azzeccata la scelta giusta o che, alla peggio, non facciano troppi danni. Pandemia docet. E non solo in Italia.

    anima critica
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    Riprendo l’argomento sulle comete sollevato da G_B, che mi ha stuzzicato un tantino.
    Senza dubbio, l’ipotesi che le comete si prestino alla trasmigrazione di anime terrestri verso altri mondi è suggestiva e, per certi versi, anche romantica. Tuttavia, alla luce delle conoscenze scientifiche di oggi essa appare poco verosimile e sarebbe poco efficiente anche per le stesse anime. Basta fare qualche piccolo calcolo. Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro sistema planetario, dista 4.2 anni luce, ossia viaggiando alla velocità della luce (circa 300 mila chilometri al secondo) si impiegherebbero 4.2 anni per coprire la distanza che ci separa da quella stella e dai pianeti che eventualmente le orbitano intorno. Una cometa interstellare, che viaggia a una velocità intorno ai 150 mila chilometri all’ora impiegherebbe all’incirca 30 mila anni per coprire la distanza che separa il sistema solare da quello di Proxima Centauri, e cioè un periodo di tempo che va dall’apparizione dell’uomo di Cro-Magnon a oggi. Ripeto, tutto questo alla luce delle conoscenze attuali. E poi resta la domanda: quanto sono rilevanti 30 mila e più anni rispetto ai tempi cosmici e all’eternità della vita?
    Un saluto ai naviganti!

    anima critica
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    Interessante la ricostruzione sull’attività della schola e ho molto apprezzato gli aggiornamenti fino all’anno scorso. Il link del post di ippogrifo mi ha facilitato. e così ho potuto visionare un argomento che probabilmente mi sarebbe sfuggito. Grazie.

    anima critica
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    Buteo ci ha riproposto i punti salienti della nostra interazione sull’argomento del coronavirus, riconosco che di persona ho interagito poco, però grazie.
    Girando sui social ho trovato il post di una signora conosciuta in Sicilia un po’ di tempo fa; la signora è titolare di un piccolo esercizio di specialità gastronomiche del luogo, prodotte in proprio e davvero buone. In buona sostanza, la signora dice che, passata l’emergenza, dovrà rivedere le priorità della sua vita, perché la vita è una e va vissuta per quello che ha davvero valore (parole sue).
    Questa dichiarazione di intenti mi sembra in linea con alcuni commenti che sto leggendo qui. Ho però un timore, riassunto nel detto ‘passata la festa, gabbato lo santo’, anche se di festa non si tratta, anzi!, e c’è poco da gabbare. Voglio sperare di sbagliarmi, voglio proprio sperare che sia così e che dopo resti qualcosa dello spirito che anima i tanti flash mob che corrono sui social. Sarebbe un bel modo per dire grazie agli operatori sanitari che il tempo per fare a sé stessi la stessa dichiarazione di intenti non l’hanno avuto e non ce l’hanno. Le priorità della loro esistenza sono state rimescolate dalla necessità e da quella strana propensione al proprio dovete che si chiama senso civico.
    Sono pessimista? Sono scettico? Vorrei davvero sbagliarmi. Un saluto a tutti.

    anima critica
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    Salve a tutti! Rieccomi e mi aggancio all’ironia di kridom sul genio italico a proposito di quello che si sta vedendo in questi giorni e con la stessa ironia amara ricordo che il confine tra genio e follia è sottile. Vogliamo allora parlare di follia italica? Non mi piace generalizzare e penso che come il genio non è appannaggio di tutti, lo stesso deve valere per la follia, anche quando si presenta sotto le apparenze di fenomeno di massa. La responsabilità dei comportamenti è sempre individuale, anche quando la forza emotiva del gregge sembra avere il sopravvento sulla forza del singolo, anche quando l’egoismo individuale pretende di giustificarsi confondendosi nell’egoismo collettivo. Frequentando questo sito sto imparando che non è facile sottrarsi a quella che voi chiamate corrente comune, prima di tutto perché questo ci mette di fronte alle nostre responsabilità. E allora sono d’accordo con kridom quando dice che non è più il momento dell’irresponsabilita’. Ma perché, vi è forse qualche caso in cui è ammesso comportarsi da irresponsabili?
    Buona settimana a tutti!

    anima critica
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    in risposta a: Il Carnevale #20276

    Buon pomeriggio a tutti. Purtroppo siamo passati dal carnevale con le maschere a quello con le mascherine. Per favore non fraintendetemi, ho il massimo rispetto verso la sofferenza altrui, ma non ho potuto fare a meno di cogliere l’amara ironia del caso nella concomitanza di eventi che stanno agli antipodi dei sentimenti umani: da un lato la spinta liberatoria che esplode nella sfrenatezza graffiante e anche dissacrante della spensieratezza collettiva e dall’altro la paura cupa, giustificata o meno, ma anch’essa collettiva, verso un pericolo impalpabile che spinge a isolarsi, a incellofanarsi – l’immagine me l’ha suggerita ippogrifo con la sua montagnola di bugie – in un ambiente fattosi d’un tratto ostile.
    Speriamo che alla fine vinca il carnevale, quello vero, con una ritrovata gioia di vivere e la propensione all’incontro, con o senza maschera, ma rigorosamente senza mascherina.
    Un saluto a tutti.

    anima critica
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    Buongiorno a tutti, un’anima critica non è detto che sia anche un’anima arida e perciò devo dirvi che mi piace quello che scrivete. Una boccata di aria sana fa bene e va respirata per come è. E ci sta bene anche un grazie.

    anima critica
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    Caro Ospite, siccome in questo sito è di casa la più larga ospitalità, mi permetto di darti il benvenuto, così come a suo tempo fu fatto anche con me.
    Sarei propenso a condividere quanto affermi, ma non riesco a esimermi da una piccola riflessione:
    a) bisognerebbe che tutti condividessimo lo stesso significato sotteso ai concetti di “destino” e di “provvidenza”;
    b) ammesso, ma non è scontato, che tale condivisione ci sia, bisognerebbe anche che tanto il destino quanto la provvidenza fossero esattamente corrispondenti ai concetti che ne abbiamo. Ma ne siamo proprio sicuri? E se invece, per usare un termine caro ai frequentatori di questo sito, si trattasse di sovrastrutture,?
    Tuttavia convengo che la Volontà sia una forza che tutto può, mentre su destino e provvidenza ognuno, forse, avrebbe da dire la sua.
    Buona serata a tutti.

    anima critica
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    In linea generale, non faccio difficoltà a condividere quello che scrive Gelsomino; i problemi nascono quando si passa alla pratica. Mi spiego: quali criteri, quali parametri si devono utilizzare per fare selezione dentro di noi? Chi è titolato a darci l’infallibile setaccio col quale separare la crusca dalla buona farina? c’è una morale, un’etica alla quale ispirarsi o uniformarsi, oppure ciascuno deve costruirsi da sé i propri riferimenti?
    Questo mi pare un problema serio. Qualcuno ha delle indicazioni da suggerire?

    anima critica
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    Cari naviganti, un saluto a tutti voi. E una domanda:
    Non intendo mettere in discussione che gli iscritti abbiano, come dice m_rosa, una bussola infallibile che non fa perdere la rotta neanche nelle tempeste più cupe, ma non capita mai di perdere la bussola? E se capita, cosa succede al navigante inesperto o a quello che si è messo incautamente alla mercé dei flutti?
    Metaforicamente parlando, io il naviglio credo di averlo, ma per ora è ben assicurato al molo e ancora non mi decido a mollare gli ormeggi…

    anima critica
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    Salve a tutti! Mi rifaccio vivo nel bel mezzo di un periodo turbolento, a dirla tutta più lento che turbo, per farvi gli auguri, anche se con qualche giorno di ritardo, di un bel 2020. A me auguro di potervi leggere con lo stesso interesse di sempre. A presto!

    anima critica
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    Caro garrulo, mi ha sorpreso la ,
    “mozzarella amche cruda da gustare”. Ma come, mi sono detto, la mozzarella si mangia prevalentemente cruda! Poi mi sono ricordato di un tuo post nel quale parlavi di un amico che aveva piantato un albero di banane nei dintorni di Torino… e allora ho capito! Quella specie di polistirolo espanso, che alle tue latitudini passa per essere mozzarella, forse può essere mangiato solo cotto! Ma la mozzarella, quella vera, è tutta un’altra cosa!
    Una buona serata a te e a tutti i naviganti.

    anima critica
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    Post totali: 29

    Sono davvero grato a holvi per le notizie che ha fornito e che hanno stimolato la mia curiosità. Allora ho voluto approfondire l’argomento e sono andato alla ricerca di materiale basato su un approccio non sensazionalistico e con un background scientifico serio, quindi non propenso alle suggestioni, e in grado di gettare un po’ di luce non incerta sull’argomento. Ho trovato in rete una straordinaria conferenza, divulgativa ma rigorosa, tenuta dal fisico Emilio Del Giudice, del resto citato dallo stesso holvi. Le argomentazioni proposte mi hanno aperto un orizzonte nuovo. Propongo il link ai frequentatoi del sito, avvisandoli che dovranno armarsi di un po’ di pazienza e ascoltare fino in fondo perché ne vale davvero la pena. Non voglio anticipare conclusioni mie, ma penso che le prospettive aperte siano di grande interesse. Ecco il link:
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjgnb3F8qzlAhUpPewKHUUyBKAQwqsBMAB6BAgIEAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D0MAPKRB8qno&usg=AOvVaw1u7gD-LH8-AgMBMwj-CeJs

    anima critica
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    A proposito di Masaru Emoto e dei suoi esperimenti ci andrei con i piedi di piombo prima di parlare di “scienza”. Masaru Emoto non era in possesso di alcun titolo che ne attestasse competenze scientifiche particolari, se si fa eccezione per una laurea in relazioni internazionali. In teoria questo potrebbe voler dire poco o nulla perché niente esclude che uno possa formarsi approfondite cognizioni scientifiche anche al di fuori dei percorsi accademici istituzionali, ma il problema sta nel fatto che gli esperimenti di Emoto si presentano inaccettabilmente lacunosi proprio sotto il profilo del rigore che la metodologia della scienza impone agli esperimenti condotti in suo nome. Certo, le ipotesi su una possibile memoria dell’acqua sono assai suggestive, ma fino a quando tale proprietà non viene accertata con inappuntabile rigore metodologico ogni ipotesi resta soltanto una suggestione, affascinante finché si vuole, ma sempre suggestione. Non vorrei essere frainteso: non escludo nulla a priori, ma non mi pare un buon approccio tentare di spiegare proprietà insolite, come le virtù terapeutiche dell’acqua, quando accertate, con situazioni tutte da verificare. Non me ne voglia Garrulo per la critica bonaria, ma ho espresso quel che penso.
    Una buona notte a tutti.

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