Uno, Zero, Pi greco e Numero di Nepero

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    Post
  • Angelo
    Partecipante
    Post totali: 107

    Cari Tutti, se puo esservi utile, riporto il titolo di due opere, delle Edizioni Mediterranee, acquistati molto tempo fa, che ritengo molto uitli: “Il messaggio di Pitagora” e la “Scienza di Pitagora”, di Vincenzo Capparelli. Non sò se sono ancora in commercio.
    Un caro abbraccio a Tutti.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 874

    Entrambi i testi di Capparelli segnalati da Angelo fanno parte dell’ampia bibliografia generale del Quaderno dell’Accademia Pitagora di Bari e sono stati sicuramente consultati dai Fratelli durante la ricerca sul Timbro dell’Accademia. Anzi, si coglie l’occasione per invitare, in particolare tutti gli iscritti alla Schola, a rileggere di tanto in tanto i 5 Quaderni delle Accademie, dai quali potranno trarre molti insegnamenti e spunti di riflessione di cui discutere anche in questo nostro Forum.
    Per coloro i quali non sono in possesso dei suddetti Quaderni, si anticipa che a breve ne saranno pubblicati on-line i PDF in questo stesso Sito (unitamente a quelli di altri libri patrocinati dalla Schola e ad oggi esauriti o introvabili) così da dare gratuitamente a TUTTI la possibilità di leggerli e consultarli.
    Buona serata dall’admin di Kremmerz.it

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    Molte significazioni attribuite ai numeri mi sembrano illazioni. Soprattutto quando si prendano a riferimento date e orari.
    Qualche tempo fa mi fu accennato qualcosa sulla ‘Numerologia’, secondo le cui teorie, se ho ben inteso, nome cognome data di nascita rapportati alla tabella di Pitagora, svelerebbero i lati della personalità per la relazione mistica fra i numeri e le caratteristiche di esseri viventi. Sono affermazioni nelle quali non riesco a cogliere una logica, ma forse per mio limite, proprio come accadde a sorella Matematica (v. barzelletta post di Bell 07/12/20 in “Ecce quam bonum…”)
    Penso che, se possiamo effettivamente circoscrivere una giornata tra l’attimo in cui sorge il Sole e l’alba successiva, la suddivisione in ore minuti e secondi sia pur sempre un artificio, e, anche che se la rotazione della lancetta delle ore sul quadrante dell’orologio non fa che ripetere il percorso apparente del sole nella volta celeste, il numero (ora minuto secondo) che attribuiamo a ogni spostamento altro non è che una convenzione.
    Così come una convenzione è la data. Arbitrariamente si pone un anno 0, un tempo 0, in un ipotetico spazio temporale da cui si stabilisce un conteggio in avanti e indietro. E anche in questo caso, se l’anno solare si compie esattamente nel tempo intercorso tra un solstizio d’inverno e il successivo, nel momento in cui all’alba il sole si allinea con un monolite e me, che mi trovo in quella precisa posizione, tuttavia i numeri (le date) che suddividono e scandiscono questo tempo, non penso possiedano intrinseci significati, essendo solo un’attribuzione arbitraria utile a fissare il succedersi di eventi nella memoria.
    Sapevo dell’idiosincrasia dei Cinesi per il 4, tant’è che in molti (non so se in tutti) palazzi ‘non esiste’ il 4° piano. Non sapevo dell’8. E se in mandarino il 4 foneticamente si assimila a morte e l’8 all’infinito, posso magari ipotizzare che sia il suono delle sillabe, e quindi l’impressione lasciata dall’espiro sulle molecole nell’aria o materia o associazioni mentali, che sempre produzione molecolare sono, a evocare la buona o la cattiva sorte. O altro che non riesco a immaginare. Mi viene invece difficile credere che quel preciso ‘secondo’ individuato nel giorno numerato 08.08.2008 alle 8:08’08” sia intrinsecamente fortunato, perché quella data e quell’orario altro non sono che una convenzione. Forse un po’ come confondere il contenente con il contenuto. O forse non indosso i panni di sorella Logica…

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 169

    Cara Buteo, concordo con te quando scrivi che le suddivisioni del tempo arbitrarie non portano a nulla. Se non vogliamo parlare del tempo (che notoriamente non esiste), le Leggi che descrivono le traiettorie dei Pianeti, per esempio, manifestano dei rapporti armonici numerici molto simili a quelli che troviamo nelle note musicali. La ciclicità relativa delle vibrazioni delle note e la ciclicità relativa delle traiettorie corrispondono a numeri ben precisi. Se il moto dei Pianeti influenza la nostra esistenza e tale moto corrisponde a dei numeri ben precisi che lo governano non riesco a non pensare che i numeri stessi (se ben decifrati) possano manifestare dei significati. E’ chiaro che se si prova a decifrare i messaggi senza essere in possesso delle chiavi giuste si produce macelleria matematica priva di logica e questo potrebbe essere l’errore che ho commesso nel mio post. Ti abbraccio fraternamente. Alef

    ondina
    Partecipante
    Post totali: 70

    Faccio una doverosa premessa non ho alcuna formazione scientifica, quindi mi scuso preventivamente se dirò una baggianata! Leggendo gli ultimi post di Buteo e Alef,mi è venuto da riflettere che se, come loro sottolineano, il tempo non esiste e scandirlo in minuti ecc..è solo una convenzione, ciò che esiste allora è il ritmo.
    Viene da pensare che sono ritmo il respiro, il battito del cuore, il passare delle stagioni…….
    Un abbraccio fraterno a tutti i naviganti🖐🏻

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 181

    Buona sera, mi chiedevo se ad avere valore fosse non tanto il tempo cronologico in sé ma l’aspettativa collettiva che interpreta un valore numerico e dandogli una connotazione crea anche un effetto reale.. pensavo a quanto scritto in precedenza sul mancato scioglimento del sangue di San Gennaro, ma anche alla percezione collettiva negli scritti di Carlos Castaneda e chiamata secondo anello di potere. Abbracci

    ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 160

    Cara Ondina, la tua non è per niente una baggianata, anzi, direi che si tratta di una intuizione molto pertinente! Se, come dice Alef2006, il tempo, nel suo continuo fluire, diventa un concetto difficile da ritenere, il ritmo ce lo rende immediatamente percepibile e chiunque si sia dilettato di musica, nell’ascolto come nella pratica, anche se esercitata da dilettante, sa esattamente di cosa si tratta. Se vogliamo, il ritmo lo possiamo definire come una suddivisione, arbitraria, del tempo in intervalli che si ripetono uguali nella durata. E questo ci riporta, nel macro, al concetto di ciclo, come avviene ad esempio per le stagioni, e, nel micro, a quello di frequenza. In musica, più che di valore assoluto di una determinata frequenza, che corrisponde a una nota, contano i rapporti relativi tra le diverse note, ossia tra le frequenze che le determinano. Sono i rapporti, infatti, e le loro sequenze che determinano la gradevolezza di un’armonia o, al contrario, la sua cacofonia, dovute alle dissonanze, cioè alla presenza di rapporti che il nostro orecchio percepisce con fastidio. Lo stesso discorso potrebbe farsi nel caso dei rapporti cromatici che si stabiliscono fra i colori presenti su una tela. Ancora una volta, conviene ricordare che i colori sono dovuti alle diverse frequenze che possiede la luce restituita da quei colori e dunque ancora una volta si tratta di rapporti, ossia di valori numerici posti in relazione tra loro. E questo ci riporta a Pitagora e perciò, a questo punto, non posso fare a meno di raccogliere l’invito che Admin ci rivolge in proposito.
    Un caro saluto a tutti.

    ondina
    Partecipante
    Post totali: 70

    Grazie Ippogrifo per la tua spiegazione che amplia e chiarisce il concetto fornendo ulteriori spunti di riflessione. Credo che l’intuizione che ho avuto, ripeto pur non avendo basi di conoscenze scientifiche, sia la prova tangibile dell’efficacia e del beneficio della partecipazione al forum. Connettersi costantemente e leggere le riflessioni postate nel sito sono un grande stimolo per tutti noi!
    Buona serata a tutti 🖐🏻

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 659

    Come ha scritto Alef, vi è rapporto tra i numeri e l’astronomia, e questo deve essere antichissimo. E’ un argomento molto interessante anche per chi, come me, non è particolarmente esperto in materia. Spiega tante cose e fa sorgere molte domande sull’origine di cose che crediamo scontate. Dimostra come gli esseri umani abbiano sempre tenuto in conto il rapporto tra il cielo e la terra. Ad esempio il cielo è diviso in 360 gradi e ogni grado credo sia la proiezione nello spazio di una unità di tempo misurata come numero che ha una sua specifica qualità. Anche noi – lo sappiamo bene – siamo numero. Come sempre Admin ci aiuta: in questo caso con il consigliarci di riguardare i Quaderni accademiali: molte notizie a questo proposito si trovano nei Quaderni della Vergiliana.

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