Uno, Zero, Pi greco e Numero di Nepero

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    Articoli
  • Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 92

    Si, Tanaquilla sono riandata sul Sito “Elicoide”, grazie per averlo ricordato…Bellissima Alef l’immagine dell’Ellisse, a noi già nota per vari Seminari e Testi, ma sempre affascinante e piena di speranza di sollevamento dal piano piatto verso piani più evoluti. Gira gira, tutto ci riporta all’evoluzione e al micro/macro cosmo. E l’impegno per affrontare ostacoli di vario genere di questo cerchio piatto, ci risolleva un pò….

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 31

    A distanza di qualche mese ritorno su questo tema per condividere alcune nuove semplici riflessioni sullo Zero e sul fatto che questo Numero diventi imprescindibile ogni qual volta si pensi all’Universo nella sua totalità. In particolare, se è vera l’ipotesi che l’Universo contenga per ciascun aspetto anche il suo contrario in modo da poter essere sempre in equilibrio allora è anche vero che l’Universo conterrà polarità positive e negative in egual misura. Quando sommiamo tutte queste polarità e aspetti (ed i rispettivi contrari) il risultato non può essere che Zero (altrimenti non ci sarebbe equilibrio). Ma il risultato della somma di tutto quanto contenuto nell’Universo è l’Universo stesso. Scopriamo in questo modo che Zero può candidarsi a rappresentare in forma sintetica l’intero Universo. Partendo da questo primo risultato e lasciando il piano algebrico, possiamo inoltre notare che lo Zero può essere visto come la porta di accesso ad un antro dalla profondità ignota, una sorta di organo di riproduzione femminile cosmico: vuoi vedere che ho sempre sbagliato l’articolo determinativo di Universo? Non sarebbe più corretto scrivere “La Universo” sulla base di queste considerazioni? Vi Abbraccio. Alef

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 82

    Mi ha colpito il commento di Alef sullo zero e la sua analogia grafica ad un ingresso, e mi ha fatto pensare alla carta dei tarocchi del mondo, dove la donna è quasi sempre al centro di un ellisse che ricorda lo zero, formata da un serpente ouroboro.tra l’ tale serpente nella sua traiettoria ritorna al punto di partenza, cioè al punto zero. saluti a tutti

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 350

    Interessanti riflessioni, cari Alef e Guglielmo Tell, sullo O e sull’Universo. Lo O come simbolo, come segno e come numero è straordinario. E’ ciò che precede ogni cosa, non ha tempo ed ha la forma del potere germinativo, giustamente visto nei Tarocchi come principio femminile. Inoltre l’universo ha un solo verso e quindi è unico, cioè è tutto ciò che è. Invece oggi si ipotizza l’esistenza di universi coesistenti (multiverso). Come si conciliano le cose?

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 31

    Cara Tanaquilla, non conosco il multiverso, però il tuo post mi ha fatto nascere una nuova riflessione: se O rappresenta il potere germinativo e O si ottiene sommando termini positivi e negativi in egual misura, sembrerebbe che il potere germinativo si possa determinare a livello microcosmico quando si verifica una condizione di equilibrio. Sarà per questo che la neutralità è una condizione importante da perseguire per noi Miriamici? D’altronde O non è nè positivo nè negativo ma è neutro…

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 157

    Dicevano gli Arabi – inventori dei nostri numeri – che lo Zero è la Cifra, il Vuoto, il grande Nulla da cui tutte le quantità derivano per sottrazione in quanto in quel vuoto c’è tutto.
    Il termine prima ancora che arabo era Sanscrito con medesimo significato e va notato che si tracciava non con un segno circolare bensì ovoidale.

    G_B
    Partecipante
    Post totali: 16

    Buon pomeriggio, seguendo questa conversazione , mi viene voglia di intervenire, con una premessa importante: mi muovo in argomentazioni da me approcciate solo con curiosità, mai studiate in modo serio.
    Tuttavia, di recente ho comprato e letto ( mai per intero) i libri dell’importante fisico Brian Greene, “ L’universo elegante “ e “ La realtà nascosta” , per mezzo dei quali l’autore divulga, con facile e chiara prosa e l’utilizzo di diverse analogie, le nuove teorie, ricerche e scoperte della fisica d’avanguardia.
    Fra queste teorie , spicca quella delle ormai celebri “stringhe” vibrazionali, secondo la quale ogni cosa (universo) non è altro che una manifestazione / emanazione di entità fisiche fondamentali.
    Queste parti di energie-entità a seconda del moto vibrazionale (movimento) e del numero di dimensioni in cui si manifestano, danno vita ad aspetti diversi della realtà ( oggetti, esseri, fenomeni) , da qui in poi è facile immaginare un universo fluttuante, elastico, molto dinamico e in continua espansione ed evoluzione . Ciò presuppone che da questo movimento fluttuante si origino delle dimensioni extra (dove in quel momento non è presente il “nostro”universo che muove in altre direzioni) , dietro le quali deve ragionevolmente esserci qualcos’altro…un altro universo appunto. Vicinissimo al nostro o lontanissimo, o entrambe le cose, essendo questi multiversi infiniti.
    Ora questo confuso preambolo, per rispondere alla riflessione di tanaquilla9. A mio avviso non c’è neppure adesso una interruzione (e numerazione) dell’unita materia-energia, che è l’universo, anche nelle sue infinite possibili manifestazioni e differenziazioni, che l’intelletto umano riesce a misurare o teorizzare in modo molto prossimo alla sperimentazione. L’unico verso a cui lei fa giustamente riferimento , io lo immagino più vicino ad una danza per mezzo della quale si espande la vita nel suo campo evolutivo. Grazie per questo input prezioso. Forse è nell’individuazione egoica, naturale e fondamentale alla vita delle forme manifeste che si può pensare per analogia ai multiversi. In questo senso il valore della neutralità diviene fondamentale per il percorso evolutivo che qui si propone.
    Cito dal “corpus hermetcum “ un passaggio…15: ”Quindi (l’essere umano), sebbene sia al di sopra della compagine delle sfere, ne è diventato schiavo, in quanto in armonia con loro…etc”

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 99

    Bella l’immagine della danza “per mezzo della quale si espande la vita nel suo campo evolutivo”. In effetti, la materia sembra proprio danzare nel dare corso alle sue infinite manifestazioni. È nella manifestazione individuata dell’essere umano che sembra di assistere il più delle volte non a una danza bensì a uno sballottamento. Da qui, allora, la necessità di perseguire quella neutralità cui accenna G_B, così da non diventare schiavi delle sfere, come ancora ci ricorda G_B citando il Corpus Hermeticum di Marsilio Ficino. Il punto è che, prima ancora che delle sfere, rischiamo di diventare schiavi delle nostre sovrastrutture e delle gabbie mentali che ci costruiamo nel tentativo di trovare delle spiegazioni a quanto ci sfugge; per fortuna ci viene in soccorso il percorso ermetico-tradizionale ortodosso, che ci spinge a procedere nella semplicità anche concettuale: è la materia – nel nostro caso, la materia vivente- che attraverso di noi si evolve, facendo nel contempo evolvere noi stessi. Ma la materia ha i suoi tempi, così come ogni danza ha il suo ritmo.
    Buona serata a tutti.

    G_B
    Partecipante
    Post totali: 16

    Grazie ippogrifo11 , intervento che personalmente mi leggeró più e più volte da qui in futuro .Cedere il passo agli sballottamenti è cosa che mi tocca sperimentare qualche volta! Buonanotte a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 250

    Il riferimento di Catulla alla Numerologia Araba e prima ancora Sanscrita dove lo Zero presentava aspetto ovoidale, contenitore a contestualmente contenuto da cui tutto trae origine, mi riporta all’idea dell’ellisse, dove i fuochi, sdoppiati rispetto al centro unico del cerchio, manifestano il potere germinativo insito in ogni forma di vita. Qui, se ho un minimo compreso, si affaccia la grandezza del Numero Due nella Creazione, che a suo tempo, il Maestro Kremmerz descriveva altresì utilizzando l’analogia con il serpente, che oltre alla “capacità” di mordersi la coda, veniva presentato anche così: “Uno il Serpente, Una la Vita, ma la lingua si biforca nella proiezione dell’incanto”.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

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