Universo a 10 dimensioni

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  • admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 843

    Condivido questo video molto interessante.

    https://www.youtube.com/watch?v=ZqkGrGqkztU

     

    • Questo topic è stato modificato 2 anni, 8 mesi fa da admin Kremmerz.
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    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 178

    Di questo video molto intrigante e, certo, non facilissimo da comprendere per chi non ne mastica molto di fisica, resta un punto che credo di avere colto: è la nostra diversa ‘attenzione’ a punti (elementi) che prima non consideravamo a darci la possibilità di accedere ad altre dimensioni. Che significa che il nostro pensiero, volgendosi a cose ‘altre’ da quanto abbiamo fatto sin qui, comincia a costruire un ‘altro’ dentro di noi che avrà ‘altre’ possibilità.
    Ora, quanto sopra parrebbe vero a prescindere dal fatto che la nostra nuova ‘attenzione’ vada verso qualcosa che ci fa bene o qualcosa che ci fa male: come un percorso, questo può portarci in un burrone o in un Eden.
    In tal senso credo che la Schola abbia un’importanza enorme nella ‘formazione’ che decidiamo di dare al nostro pensare e che, esssendo una via di solo BENE, tale formazione produrrà infallibilmente un altro noi sicuramente migliore, anche se alla percezione attuale non è dato di cogliere la sostanza di ciò che ci apprestiamo a diventare in virtù del nostro nuovo pensare.
    Insomma, dato che pensare ed essere sarebbero una sola cosa, tanto vale imparare a pensare ‘bene’ per essere-stare bene.
    O no?

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 472

    Grazie per la condivisione e, vorrei chiedere cosa si pensa del video. Sono d’accordo con catulla; linee rette, con una sola dimensione non esistono in natura, tutto invece si curva, torna su se stesso come nell’elicoide, anche se su piani diversi. Esistono quindi più dimensioni che, nel caso dell’essere umano, fanno presupporre un cammino iniziatico verso un Centro, una Origine, come è nella Schola. Però, non essendo esperta in fisica, non mi torna l’asserzione del video che potrebbero esistere più universi. L’Universo non è uno solo, anche se ha più sistemi?

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 93

    Ottima osservazione, tanaquila9. Al posto di sistemi, metterei possibilità, ma nulla cambia alla sostanza. Ed è comunque evidente, secondo me, che tutte le speculazioni di cui è ricco il filmato sono il frutto degli assunti derivati dalle attuali concezioni a loro volta rispecchianti il pensiero corrente che spesso perde di vista la semplicità del termine Uni-verso.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 843

    Salve a tutti di nuovo.
    Rispondo a Tanaquilla9: in merito al video non ho un parere in particolare, nel senso che non ci vedo alcun significato ulteriore. Ovviamente sarà una esposizione maccheronica di concetti molto più complicati.
    Mi sembra però un buon esercizio per sviluppare elasticità mentale; io personalmente mi perdo verso la sesta o settima dimensione, quando provo a ripercorrere quanto esposto nel video.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 121

    IO non vi dico a che dimensione mi sono persa, perchè è meglio! In ogni caso, il discorso della percezione della realtà guidata dal flusso di pensieri ( e come diceva Catulla,sulla qualità di questi pensieri) del come cioè noi utilizziamo i nostri organi di senso e che tipo di filtri apportiamo normalmente per decodificare gli eventi, mi ha riportato alla memoria che in Natura esistono molti modi di “vedere” (letteralmente) con gli occhi: cioè, ogni specie in natura ha capacità visive differenti, direi, finalizzate alle proprie necessità. Per esempio, insetti come api, cavallette, mosche o farfalle o ragni ecc., vedono solo alcuni tipi di colori con retine spesso molto complesse formate da “griglie” che danno loro la prospettiva e la misura corretta di dove sia una preda o un rifugio sicuro. Quindi credo sia corretto ipotizzare che i pensieri e le scelte costruiscano la nostra realtà ponendo le basi sul nostro futuro, ma è corretto dire che riusciamo a percepire reale solo quello che concepiamo essere finalizato alla nostra evoluzione? Voglio dire: gli uomini, così come gli animali,captano solo quello che gli è utile o in realtà captiamo molto di più ma, così come in alcuni fenomeni di “memoria selettiva”, resettiamo il superfluo perchè non ancora o non più utile ?

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 120

    ….Credo che l’uomo comunque capta molte cose e ovviamente non tutte utili, anzi alcune devianti, che vanno a formare quella corteccia di sovrastrutture di cui ci dobbiamo liberare. Il processo selettivo forse inizia quando si è innescato un processo di purificazione. Per scelta cerchiamo di rivolgere e nutrire i nostri pensieri in una determinata direzione e ciò ci aiuta…..per me esempio concreto è proprio questo Sito che ci stimola continuamente a un Pensiero finalizzato alla nostra Evoluzione.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 121

    In effetti trovo coerente e logico che un processo di purificazione sia di per sè selettivo. In fondo, credo si tratti di una sintonizzazione (più o meno) continua e mano a mano che si avvia un iter di destrutturazione nel nostro essere più profondo; viene spontaneo e naturale tararsi su certe frequenze piuttosto che su altre, o su tutte.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 178

    Leggendo e rileggendo, anche in conseguenza delle riflessioni emerse, viene da pensare ai famosi ‘corpi’ di cui diceva Kremmerz come a possibili stati della materia vivente, ciascunocon le sue proprietà e caratteristiche. Così mi chiedo: se il pensiero, guizzante e più rapido d’ogni cosa, trova espressione nel sistema nervoso, e le emozioni nel fiotto del sangue pulsante, allora è possibile che uno stato di essere via via più raffinato richieda materia che noi non concepiamo e che ci aprirà ad altre e più sottili dimensioni via via che sgrossiamo il nostro divenire…

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 289

    Vorrei condividere una citazione da “Il cervello infinito: Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello” di Norman Doidge, Francesco Zago

    “L’uomo condivide il novantotto per cento del DNA con gli scimpanzé. Il «progetto genoma umano» ha permesso agli scienziati di stabilire con precisione quali geni fossero diversi, ed è risultato che uno di questi è il gene che determina il numero di neuroni che produrremo. Fondamentalmente i nostri neuroni sono identici a quelli degli scimpanzé e perfino delle lumache marine. Nell’embrione, tutti i nostri neuroni sono originati da un’unica cellula che si divide in due, poi in quattro e così via. Un gene regolatore stabilisce quando quel processo di divisione si debba arrestare, ed è questo gene che distingue l’uomo dallo scimpanzé. Nell’uomo, quel processo prosegue fino a raggiungere circa cento miliardi di neuroni. Si interrompe un po’ prima nel caso degli scimpanzé, il cui cervello è grande un terzo del nostro. Il cervello dello scimpanzé è plastico, ma la semplice differenza quantitativa tra il cervello umano e quello dello scimpanzé ha come conseguenza “«un numero esponenzialmente maggiore di interazioni tra i neuroni», poiché ciascun neurone può collegarsi a migliaia di cellule. Come ha sottolineato lo scienziato Gerald Edelman, la sola corteccia umana ha trenta miliardi di neuroni ed è in grado di stabilire un milione di miliardi di connessioni sinaptiche. Edelman scrive: «Se considerassimo il numero di possibili circuiti neurali, avremmo a che fare con numeri iperastronomici: del tipo 10 seguito da almeno un milione di zeri 18». (Le particelle dell’universo conosciuto sono più o meno 10 seguito da 79 zeri.) Questi numeri straordinari spiegano perché il cervello umano possa essere descritto come l’oggetto più complesso che si conosca nell’universo, e perché sia capace di cambiamenti costanti e massicci a livello microstrutturale…”

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 472

    Cara m-rosa ciò che hai riportato, soprattuto in questo momento propizio, in cui la Natura tutta si volge verso la LUCE, ci ricorda che, a differenza delle altre creature viventi, noi esseri umani abbiamo la possibilità di andare verso l’ulteriore… e questo grazie alla Tradizione iniziatica ininterrotta e ai Suoi Maestri che la trasportano nei secoli e la salvaguardano. Un abbraccio fraterno a tutti.

    BELL
    Partecipante
    Post totali: 73

    Vorrei fare una piccola precisazione in aggiunta post ultimi di m_rosa e tanaquilla; la capacità Plastica del sistema nervoso centrale non riguarda solo l’essere umano ma tutte le specie animali anche se con tempistiche, modalità e possibilità differenti.Il termine Plastico configura tutta una serie di possibilità che, in seguito a opportune stimolazioni esterne o interne, aprono il Sistema nervoso centrale a nuove modalità di esecuzione motorie, sensitive, verbali ecc.
    Inoltre non è così importante il numero di neuroni e infatti esso cala progressivamente fin dopo la nascita;l’utilizzo e quindi la maturazione più o meno ampio della rete neuronale invece è un punto fondamentale; teniamo presente che una buona parte del sistema nervoso non è utilizzato ma sarebbe attivabile grazie alla capacità plastica sotto adeguata stimolazione.
    Le analogie con tutto ciò che è sostenuto dalla Tradizione Iniziatica ininterrotta e dai Suoi Maestri apre evidente.
    Un Abbraccio a tutti

    Lucis_fero
    Partecipante
    Post totali: 11

    Nelle chiese ortodosse, il mattino di Pasqua, ogni fedele tiene in mano una candela. Il pope inizia accendendo un cero; a quel cero, l’officiante più vicino, che lo assiste, accende il proprio; poi, l’uno dopo l’altro, ogni fedele accende la propria candela alla fiamma della persona che ha accanto. Così, di cero in cero, si direbbe che il fuoco sia in cammino… fino al momento in cui la chiesa è piena di una moltitudine di fiammelle.
    In una Scuola iniziatica, una volta accesi dal fuoco divino, non si smetta di alimentarne la fiamma affinché anche altri spiriti e altre anime possano venire ad accendersi a quel fuoco.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 178

    Il post di Lucis_fero mi fornisce lo spunto per una riflessione che covavo da giorni (in tema con la Pasqua!).
    Spesso si tende a pensare che la trasmissione iniziatica abbia a che fare con un ‘qualcosa’ di esterno, es. la candela accesa da tenere in mano. Ecco, credo che questa immagine sovente non renda efficacemente il fatto che ciò che conta più del fuoco è quanto il fuoco consuma per bruciare…
    Cercherò di esprimere meglio.
    Cito da pag. 269 del volume I de La scienza dei magi, Ed. Mediterranee: “Voi che tanto cammino avete fatto, siete mai penetrati nel laboratorio di uno scultore? Là troverete il fanciullo che comincia e sbozza la pietra, chi ne lavora il grosso e chi la mena a termine delineandone nettamente i contorni. Ma per arrivare a questo, bisogna cominciare da quella sbozzatura che il bambino fa della pietra, così per tutte le arti e specialmente dell’arte dei prodigi e dei miracoli che rappresenta la pratica della filosofia magica. Felice chi impara a temprar le spade in una fucina di un maestro spadaro, e chi ebbe fortuna di rinvenirne uno non ne perda le tracce, chè la magia si impara due volte sa la si ruba ad un artista”.
    Ora, per la mia esperienza, il Maestro spadaro che ho potuto osservare all’opera ha utilizzato l’energia e la tecnica per forgiare la propria carne, persona, vita, passo dopo passo e punto dopo punto consacrando l’esistenza all’Idea. Non si tratta solo di ‘passare il fuoco’ quindi ma di utilizzarlo per togliere da sé quello che impedisce l’emergere della forma che si sposerà alla pietra diventando ‘scultura’.
    In pratica? In pratica significa aver visto lottare contro squilibri fisici stagionali e occasionali per portare avanti dei progetti della Schola, vincere dolori e dispiaceri della propria vita privata, sbarazzarsi di risentimenti e orgoglio, imparare dalle sconfitte e non arrendersi davanti alle difficoltà, agli scherni, alla cattiveria gratuita, all’invidia, alla mancata riconoscenza, al tradimento delle aspettative personali…
    Da tutto ciò se ne trae che la trasmissione iniziatica è un sapere che lega quegli esseri umani che hanno reso sé stessi candela, e dunque materia da consumare integralmente perché il fuoco restasse acceso: non inavvicinabili divinità religiose di cui si chiede il favore e da cui si aspetta la grazia, ma testimonianze vive e vere di quanto si può FARE … se si vuole e si accetta il sacrificio di tutta la volgare mondana pseudo-felicità.
    “…il Maestro è nell’anima e nell’anima per sempre resterà. Viva lei BELLA E MARTIRE che tutto quel che chiedi ti darà”. Cantava Paolo Conte…: non un iniziato ma un artista.
    Evidentemente la verità è VERITA’ e gli artisti di ogni arte sono servitori della medesima Legge.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 329

    Il post di Catulla del 30 marzo mi fa venire in mente una massima letta in scritti del Maestro Kremmerz, non ricordo di preciso quale, ma ricordo di preciso il contenuto. Nella descrizione di come la vita si manifesta nei vari Regni della Natura, il Maestro, in fine, sintetizzava così: “ogni essere possiede un Corpo Solare proporzionato al proprio stato di sviluppo”. Questo vale per i vari stati della Natura Visibile, ma probabilmente, visto che le leggi dell’Universo sono le stesse su tutti i piani, anche per ogni manifestazione nella Realtà non visibile ai sensi ordinari. Val la pena di considerare l’ipotesi che, man mano che la materia individuata viene “raffinata”, si aprano nuove prospettive determinate da quel piccolo quid di avvicinamento o messa a fuoco del proprio Corpo Solare, che, probabilmente tende a incontrare meno ostacoli alla propria manifestazione nell’ambiente circostante.
    Un caro saluto ed una Buona Pasqua a tutti.

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