UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

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  • Angelo
    Partecipante
    Post totali: 59

    Carissimi, siete veramente di un aiuto enorme. Chi, come per me, si è sempre solo attenuto al contenuto di libri, si scopre veramente in difficoltà nell’affrontare, con la più completa serenità, gli argomenti che per anni lo hanno visto ricercare, da solo, strade e percorsi che ora si aprono davanti a lui in maniera del tutto diversa. Le osservazioni di tanaquilla9 e di ippogrifo11 mi hanno schiarito molte nubi, ed anche per questo Vi ringrazio.
    Sto facendo i corsi, ho inviato una email alla Schola, e sono qui per avere, da tutti Voi, i consigli più utili che potete offrirmi.
    Le vostre risposte mi hanno aperto un mondo, in quanto mai fermarsi al solo contenuto delle parole, ma esaminare, studiare e valutare.
    Chiedo scusa se le mie domande vi sono parse magari fuori luogo e se non è questo il luogo per formularle, ma il solo fatto di avere contatti con Voi, in maniera aperta ed al solo scopo di imparare, mi sta cambiando la vita in una direzione del tutto nuova.
    Vi ringrazio e Vi abbraccio.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 280

    Ieri ho visto lo « Zio Vanja » di Cechov, una versione moderna che mi è piaciuta molto e che mi ha fatto riflettere. L’autore è bravissimo nel ritrarre alcune sfaccettature dell’animo umano; in questo caso la tendenza a piangersi addosso, a pensare ai propri problemi come se nella vita non esistesse altro, a dare sempre la colpa a qualcuno o a qualcos’altro e a non fare nulla per cambiare. Mi ha fatto riflettere, dicevo,su come ci si abitua anche al dolore e come si preferisca vivere in modo insoddisfacente e triste piuttosto che prendere il coraggio e dare « un giro » alla propria vita.
    Mi ha fatto riflettere sulle tante persone che conosco e che vivono male e poi ho guardato a me stessa, al mio essere miriamica, a come la mia vita sia sostanziata dalla Miriam, e poi mi sono chiesta «  quante volte ho accettato un mal-essere senza far nulla per cambiare le cose? » Troppe

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 123

    Ti rileggo m-rosa. E’ vero cio’ che dici. Io credo, comunque, che nessun essere umano è felice nello stare male. Prima o poi ci si incammina verso una strada, magari tentandone prima altre, che sono consone alla propria struttura, intesa in modo davvero globale. La strada maestra non è quella soddisfacente per cultura o per affinità, o per interessi o condivisioni, nè per conversazioni poliedriche o di vita quotidiana e spirituale. La strada maestra ti prende globalmente, senti di essere dentro un mondo diverso dalle caratteristiche profane; ti trasforma piano piano perchè ti consapevolizza nel tuo essere vero, ti spoglia, ti lascia addosso esattamente ciò che serve per sentirti vivo e pronto a vivere un’esistenza differente, senza fronzoli ed orpelli, e soprattutto sempre più in pace col mondo, semplicemente perchè sei in pace con te stesso.
    Certo guardandosi indietro fa rabbia solo una cosa: il tempo perso prima di arrivare a capirlo. Ma ognuno hai suoi tempi, i suoi inciampi, le sue soste. L’importante è riconoscere la strada miriamica e sapere che ogni passo in avanti è salute, è Luce, è pace.
    Se avessi inziato prima a capirlo ora sarei in un paesaggio diverso , ma non mi dispiace neanche questo; sento l’odore dei viandanti fraterni, dei passi di chi è avanti e di chi segue. Siamo tutti in cammino. Questo è certo.

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 141

    Il “tempo perso”, carissima Mercurius3, non deve far rabbia: è il tempo necessario per maturare, coessenziale alla nostra struttura e alla nostra storia. L’evoluzione degli esseri è una crescita progressiva e naturale e dunque ha, deve avere, il suo tempo. Perciò non guardare indietro e soffermati invece sul presente della bella immagine che ci proponi: “sento l’odore dei viandanti fraterni, dei passi di chi è avanti e di chi segue”. In questa immagine c’è il respiro di chi non si sente solo: è il respiro dell’Ideale di Bene che ci affratella.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 457

    Mi aggrego alle vostre considerazioni che sono anche le mie. Questa è davvero una cosa grandiosa: essere affratellati in un cammino che non è facile. Avere fiducia in Chi ci guida e sapere che non si è soli perché il cammino è lo stesso per tutti. Dovremmo conoscere e affrontare con più fiducia l’iter evolutivo che è fatto anche di crisi. Senza le quali non si andrebbe avanti…e che, forse, sono veri atti d’amore del nostro Essere che vuole venire alla Luce.

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 59

    E’ meraviglioso scoprire che tante anime perseguono lo stesso scopo. E’ magnifico, passo dopo passo, errore dopo errore, costruire, una piccola pietra alla volta, il sentiero che unisce tutto e tutti.La piccola luce diventa fiammella, e rischiara il sentiero, anche se prima di diventare una fiamma che illumina tutto il sentiero, occorre lavorare tantissimo. E’ difficile, perchè la vita a volte ci inganna, ci porta a pensare che nulla esiste oltre il nostro dolore, e questo ci acceca. Il dolore, però, apre anche tante porte, ma solo la luce vera ci consente di intravedere quella giusta. Ogni storia è una storia di vita, di scelte e di errori. Ma se non fosse così perchè trovare la strada? Vi abbraccio e Vi sento vicini. Questa è una magia. Magia di capire che se siamo qui dobbiamo avere uno scopo, uno scopo diverso dal passare la vita immobili, in balia di quello che ci circonda. Possiamo essere fonte di bene, senza distinzioni di razza, di credo.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 118

    Ho trovato bellissimi gli spunti dei vostri ultimi post che condivido e nei quali mi riconosco . Tutti vorremmo procedere a passi da gigante ma quello che dice Ippogrifo è profondamente vero , per cui al di là delle nostre aspettative è necessario non demordere mai , avere l’umiltà di rialzarsi dopo essere caduti e comprendere che la costanza è una virtù necessaria ed imprescindibile su questa via.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 325

    Non si può non essere d’accordo con Ippogrifo, il tempo è sempre fattore di vita. La considerazione che in qualche modo ed in qualche periodo sia stato “perso”, ho come l’impressione che corrisponda a sovrastrutture legate a considerazioni presenti proiettate a ritroso nel tempo. Ma, ciò che è oggi, è per forza di cose un po’ differente da come si presentava ieri e via di questo passo. D’altronde, anche rileggendo un qualunque libro le riflessioni cambiano, approcciando una qualsivoglia esperienza, al momento in cui si ripropone non è mai la stessa cosa, la crescita di ognuno è silente ed ha i suoi tempi, quindi è fondamentale il rispetto di ogni singola traiettoria evolutiva, esattamente come per ogni persona che la incarna, fratelli nell’Ideale, ognuno nella propria dimensione soggettiva.
    Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 45

    Personalmente, ho incontrato le difficoltà più grandi e le crisi del vivere, accomunate da una radice di provenienza, diciamo da un “ambito”, da una causa: la mancanza di coraggio nel portare le riflessioni, i pensieri, nello spazio delle cose dette. Le cose inespresse, che spesso alimentano la vita interiore, hanno agito come uno strana voce consolatoria ed autogratificante, col risultato di congelare per lunghi periodi la mia interazione col mondo. E da qui il tempo apparentemente perso, la inoperatività, la falsa coscienza di essere attivi e in un dialogo con gli altri, in realtà sordo e tra se e se. Però c’è una voce interiore diversa, più rara, come se avesse una sua saggezza antica, che per fortuna non fa arrendere e ci mette a nudo davanti ai nostri errori, ma per ascoltarla è necessario mettersi in ascolto sopratutto degli altri. Poi invece c’è il silenzio che è davvero vitale perché rigenera e nutre le nostre idee future, che guidano l’esistenza. Come vedete, se posso chiedervi, l’assumere scelte davvero difficili, mettersi a rischio di stabilità (economica ed affettiva) per seguire una propria vocazione ( sempre in ambito di vita quotidiana, lavoro ecc) Vi sarei grato se vi va di farmi sentire la vostra “idea”, grato profondamente. Buona serata a tutti.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 280

    Caro G_B vorrei capire meglio i tuoi pensieri Sono d’accordo con te sulla difficoltà di tradurre i pensieri in cose dette, e, aggiungo io, ancora più diffice trasformarli in fatti
    Non a caso anche la nostra Schola è Pragmatica (da prassi = fare concretamente )
    Per quanto riguarda le scelte della mia vita, ho sempre proceduto cercando di chiedermi se potessero ostacolare lo meno la mia vita miriamica, detto ciò, però, non è detto che automaticamente ciò che non ostacola facilita. Si tratta di procedere il più coerentemente possibile in linea con gli Ideali liberamente abbracciati. Non è sempre facile ma posso dire in tutta onestà che ne vale la pena e inoltre, per quanto mi concerne, è l’unica via possibile

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 45

    Cara m_rosa, grazie, la vocazione a cui mi riferivo è legata al lavoro, per portare avanti quello che per me ha davvero senso (come professione), spesso mi ritrovo in difficoltà varie e piccole crisi, di fronte alle quali è spesso facile pensare di aver scelto una strada troppo difficile e tortuosa, e che spesso allontana dai propri cari e ci fa sentire un pò soli.
    Questo senso di solitudine e la forza per procedere avanti in ciò che si è scelto come attività nel mondo (lavorativo), viene sostenuto dal percorso miriamico, che anch’io considero l’unica via possibile, devo dire da questo punto di vista le difficoltà le ho sentite sempre come alleate, nella mia piccola esperienza di percorso, anzi è una continua scoperta e gioia. Tornando al post precedente, in pratica ciò che mi succede di sperimentare è, molto concretamente, questo: interagendo col mondo, in società, ciò che mi torna da questa necessità di scambio è in realtà un sentirmi solo e un chiudermi in me. Qui in questo luogo virtuale invece trovo voci che mi fanno riflettere, mi aiutano ad evolvere in meglio, è essere in una Famiglia autentica. Ma per sostenere le scelte (di vita, di lavoro) di cui sopra, è assolutamente necessario interagire col mondo. Ecco questo vorrei capire, se secondo voi l’atteggiamento del mimetizzarsi e lasciare i propri pensieri chiusi in se, sia preferibile ad una neutralità che spesso genera distanze non desiderate tra se e gli altri. Perché aprirmi in modo sincero mi viene difficile, (qui penso a tutta l’opera completa di Luigi Pirandello). Per concludere, questo dubbio è causa delle crisi e di tutte le difficoltà che incontro, secondo me. Gli ideali che abbracciamo, suggeriscono un camuffarsi per no farsi travolgere dalla corrente, giusto? Scusate se uso questo spazio, per cose che possono sembrare esclusivamente private, in realtà è un punto secondo me importante proprio per l’attivarsi nel mondo. come farlo. Buona giornata a tutti

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 59

    Buongiorno a tutti. Rivedo nelle vostre parole il mio cammino, in quanto tradurre i pensieri in fatti è difficile, sopratutto se la vita ti continua a mettere di fronte difficoltà dure da superare. Mi sono scontrato più volte con grandi difficoltà, ma ho sempre trovato la forza di guardare avanti. Non è facile, ma riuscire a vedere una strada, che all’inizio ti appare tutta in salita e difficile da visualizzare, ma che poi si trasforma in idea quotidiana di miglioramento della tua persona e del tuo rapporto con gli altri, ti apre un nuovo mondo. Sono anni che cerco la via, perchè ho sempre “sentito” che esiste: quando quasi per caso ti accorgi che nella tua mente qualcosa è cambiato, che la ragione della vita si sposta su di un altro piano, comprendi che la strada inizia ad uscire dalla nebbia dei tuoi pensieri e inizi a percorrerla consapevole che commetterai errori, ma questa volta con la sicurezza che il solo errore che non commetterai più sarà quello di mettere in discussione la forza dell’Amore che lega tutti noi esseri viventi in uno splendido “tutto”. La vita è fatta di tante cose: lavoro, famiglia, problemi quotidiani. Ma se non smettiamo di credere che vi è qualcosa di importante oltre a questo, qualcosa che merita di essere approfondito, studiato e sperimentato, non perdiamo il “pensiero” di poter diventare migliori ed al servizio di un bene che travalica tutto ciò che ci è apparso importante sino ad oggi. La nostra “via” esiste. Percorriamola insieme e troveremo quello che cerchiamo. Un abbraccio a tutti voi.

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 123

    Carissimo G_B, io non ho consigli da dare , credo che il proprio “interno” sia molto personale e da qui diventa improbabile pensare che le proprie risoluzioni siano valide per tutti. Ti posso solo dire le mie personali riflessioni. Passare dal numero alla qualità è l’esperienza piu’ bella e il dono piu’ grande per se stessi. Io sono molto estroversa, mi piaceva la grandezza numerica, i tanti amici, i consensi. La maturazione dell’ermes non ha allontanato il numero, sono stata io a ritenerlo inappropriato a me. L’aumento della qualità è venuta da sè, senza accorgermene, ero io che non avevo piu’ bisogno del chiasso, dei movimenti inutili, delle parole che si potevano risparmiare. Ora intorno a me ho un giardino che è stato ripulito da vegetazione inutile e cio’ che c’è mi basta per crescere. La ricaduta sociale diventa semplice: le persone sono importanti, ma non tutte essenziali e, senza soffrire, la mente non le registra; in famiglia le cose hanno una duplice versione: per un verso la “miriamicità” espansa produce piu’ serenità e gestione, dall’altra, siccome ognuno ha diritto al proprio percorso, ove non corrispondenti, trovo nel mio spazio, ormai sacro, le risposte di tolleranza. Carissimo il percorso miriamico è particolarmente articolato e dolce.
    Anche il guardarsi indietro, in risposta a Gelsomino, fa riflettere. E’ vero che oggi siamo cio’ che l’esperienze passate ci hanno dato; ma siccome il percorso è a portato di uomo, è umano pensare che senza tante soste o deviazioni ed errori, avremmo capito prima l’essenziale. Cio’ non ostacola o intristisce il presente, ma da lezione al presente, poi…come detto, tutto è personale.
    G-B , si perde qualcuno e se ne guadagnano altri, magari piu’ adatti a te. Buon proseguimento e scusate tutti se ho scritto troppo

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 457

    Come miriamici o esseri in cammino, ci misuriamo continuamente – è un tema importante da approfondire – con altri che non condividono l’ideale evolutivo, ma senza camuffarci o mimetizzarci, come si chiede G_B.
    Ci sono aspetti singoli (es: l’amore per la Natura o tanti altri) che possono essere condivisi con chiunque, e sempre nel rispetto reciproco e nella sincerità.
    Così, a parte il detto sempre valido “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”, e la prudenza nello scegliere le persone da frequentare, il farsi assorbire dalla corrente comune, dipende anche dalle nostre difettività e dai nostri nodi più profondi. Indispensabile il cosiddetto esame di coscienza e il mettersi in discussione.

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 59

    Carissimi tutti, è veramente importante avere consigli e risposte da parte di tutti Voi, in quanto per chi, come me, ha iniziato da poco l’approccio alla Schola (sono ancora in attesa dell’esito del test finale del primo corso), trovare un canale vivo ed attivo al quale rivolgersi è fondamentale.
    Condivido appieno quanto esposto da tanaquilla9, in quanto fare il proprio esame di coscienza è un passaggio fondamentale per riuscire a comprendere la nostra reale possibilità e volontà di aderire in piena consapevolezza a questo percorso.
    A volte si pongono domande che per chi, ormai da tempo, segue questa Schola, possono apparire superficiali e scontate, ovviamente, per chi è ancora una persona in cerca della propria strada sono invece importantissime. Il rapporto con gli altri, fondamentale e cruciale per la nostra crescita, una volta scoperta la nostra volontà di comprendere il mondo con una visione diversa, viene “filtrata” dal colino della nostra coscienza, che ci dovrebbe indicare in che modo e con quale finalità vogliamo essere parte di un utto che pochi comprendono o condividono. Qui comprendo le difficoltà esposte da G_B, difficoltà che anche io avevo addirittura nei confronti di mia moglie. Ho superato il problema semplicemente accogliendo mia moglie all’interno della mia strada, esponendole le finalità che la Schola di proprone. Parlare di amore, di amore vero e disinteressato, verso tutto il mondo che ci circonda e verso tutti gli esseri viventi, riesce a creare una forza invisibile che attrae coloro che hanno nel cuore la piccola scintilla che tutti vogliamo che si trasformi in fiamma. Essere onesti, sinceri e aperti a donare amore verso il mondo ci regala quella forza che, unita nella forza comune, ci rende capaci di essere normali in un mondo diverso, nel quale, a volte, ci sentiamo deggli estranei. Ma non è così. L’Amore ci rende uniti e ci da la forza di continuare a ricercare la nostra strada. Non è possibile farlo totalmente da soli questo l’ho compreso (anche se per il momento non ho richiesto un tutor che mi aiuti in questa strada), ci vuole un riferimento che ci aiuti a guidarci verso la verità, ed in questo momento siete tutti Voi. Vi ringrazio e Vi abbraccio con tutto l’amore che posso.

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