UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

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    Articoli
  • admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 809

    Prova

    alchemilla68
    Partecipante
    Post totali: 24

    Mi aggrego alle considerazioni e agli auguri di buon 2018 ma soprattutto colgo l’occasione per ringraziare ancora la Direzione per Tutto il Bene dalla quale ci viene dispensato a piene mani .Buon 2018!!!

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 159

    Davvero potente e suggestiva l’immagine dell’utero velato di cui parlava Mrosa,e con cui cominciare questo Nuovo Anno che ci riporta alla velificatio del timbro della Sebezia e vediamo come spesso la Schola e la Sua Tradizione ha precorso i tempi e gli artisti, percependo lo spirito del periodo storico in cui vivono, lo esprimono attraverso le loro opere dalle arti figurative, alla letteratura o alla cinematografia come in questo caso. In questo senso mi è capitato di vedere un documentario sulla vita di Raffaello e sulle sue opere esposte nei Musei Vaticani: Egli è noto per le sue Madonne con Bambino e ha espresso nella sua arte si potrebbe dire un archetipo della femminilità, tutta italica peraltro, e unica nel suo genere(si dice che Egli fosse un grande estimatore della bellezza femminile: la sua Musa ispiratrice fu, in particolare, la Fornarina, in quanto figlia di un fornaio). Tornando al nostro timbro, una delle figure allegoriche da lui rappresentate in Vaticano, si chiama la “Comprensione” e si presenta col seno sinistro scoperto in evidenza che mi ha richiamato l’immagine a noi nota, evidenziando quindi che era conosciuta e considerata topica e portatrice di un messaggio evidentemente ancestrale e universale così come nel Quaderno viene evidenziato..sicuramente comunque è un incentivo a saperne di più! Ringrazio tutte le Sr e Fr oltre che la Direzione per il Bene elargito concretamente e generosamente e per gli Auguri di Luce e Salute per questo Nuovo Anno che ricambio di cuore

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 79

    Ho letto che più partecipanti al Forum hanno fatto delle esperienze di periodi di silenzio in corsi e seminari e ne hanno descritto i risultati, ma mi chiedo quale era la finalità ? Non mi meraviglia che il prolungato e forzoso silenzio produca degli effetti tangibili, come d’altronde avviene in qualunque esperienza fisica , per esempio nel digiuno. Però penso che per averne un’utilità, un giovamento è importante che ci sia una finalità. L’impressione è che esperienze fatte senza uno scopo definito da raggiungere ci diano solo la prova che avvengono delle modificazioni del nostro modo di percepire le sensazioni al variare delle condizioni del nostro corpo,magari dandoci una transitoria sensazione di benessere. Ma questo in che modo e in che misura ci fa migliorare ?

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 159

    Del tutto d’accordo con Gelsomino e mi rendo conto che l’importanza di dover finalizzare in un percorso evolutivo veritiero e sperimentale, personalmente l’ho scoperta e focalizzata da poco, grazie alla Schola, al Metodo Ermetico e ai Maestri della Tradizione Ortodossa che ti aiutano ad aprire gli occhi,a non prendere per oro colato ogni cosa, a direzionare le energie attraverso le pratiche rituali senza disperdersi nei meandri della vita e quindi anche a non perdere tempo invano…il rischio, infatti, credo che sia di rimanere suggestionati su un piano fenomenologico più superficiale ma di non cambiare assolutamente nulla nella sostanza delle cose!

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 49

    Leggendo gli ultimi post sugli esperimenti svolti sull’acqua e su come le sue molecole si aggreghino creando forme armoniche o disarmoniche a secondo dei suoni a cui sono sottoposte, mi viene in mente quanto sia importante la parola pronunciata nei riti. Dopo il Silenzio la Parola…. attraverso la ripetizione di determinate parole che producono delle vibrazioni piano piano la nostra materia si modifica….
    Sono d’accordo con Wiwa 70 e Gelsomino che ciò che è importante è la finalità di certe pratiche e la Schola ci da la possibilità di prendere coscienza della scientificità dei meccanismi naturali sfrondandoli da ogni sorta di misticismo!

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 54

    Posso riprendere le osservazioni di Gelsomino limitatamente alla mia esperienza.
    Quando m’iscrissi al corso di Vipassana, non sapevo cosa avrebbe comportato. La mia intenzione non era certo praticare il silenzio, era apprendere una tecnica di meditazione, non solo, più in generale era uno scopo di conoscenza. Sappiamo che le tecniche di meditazione, patrimonio dei popoli orientali, hanno per finalità l’Illuminazione, ovvero la ‘Luce’. E nell’esercizio di quel tipo di meditazione è richiesto il silenzio. Silenzio quindi fortemente finalizzato. Ora, dalla mia limitata esperienza di discipline orientali, che consistono in diversi anni di esercizio di tai chi, nei citati corsi di meditazione, oltre alcune esperienze ‘minori’, ho appreso che, aldilà delle ‘particolari’ interpretazioni new age e occidentali, tutto è molto concreto e corporeo, tutto è basato su pratica ed esperienza fisica e che di mistico non c’è assolutamente nulla. Ma in quelle, come nella nostra tradizione, è indispensabile la presenza del Maestro ‘Integrale’. Ho avuto la fortuna di incontrare in entrambi i casi 2 Maestri ‘concreti’ (= che non vendevano fumo) che trasmettevano un insegnamento concreto. Quando al Maestro di Vipassana chiesi “tutto questo ok, e poi?”, egli con molta onestà ammise di non poter andare oltre, perché quello era stato autorizzato a insegnare, e se anche avesse fatto personalmente ulteriori ‘progressi’ non li avrebbe assolutamente trasmessi, perché non erano stati ‘oggettivati’ (diremmo noi) dal suo Maestro.
    Quando venni a conoscenza di una tradizione italica iniziatica, di cui non immaginavo l’esistenza, lessi Kremmerz e scoprendo punti in comune con quel poco che avevo appreso, senza null’altro sapere, chiesi subito l’iscrizione perché qui è la tradizione della nostra terra, qui sono le radici (i geni) da cui deriviamo. La fortuna fu di approdare subito alla Schola ortodossa, anziché incappare in una delle varie associazioni spurie. Non solo, l’altra impagabile fortuna, di cui mi resi conto strada facendo è, e lo è per noi tutti, avere il MAESTRO. Sempre nella mia limitata esperienza ho appreso che la trasmissione iniziatica non può prescindere dalla sua presenza e dal suo diretto insegnamento. Senza oggettivazione da parte sua ci si può forse illudere di progredire, ma, nella migliore delle ipotesi, non si va da nessuna parte.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 79

    Ringrazio per le risposte che sono state chiarificatrici ed al tempo stesso mi hanno indotto alcune riflessioni.In primis assunto che esiste una tradizione iniziatica orientale , cosa di questa viene esportato in occidente ? Come diceva Buteo , questi maestri , in maniera onesta e trasparente , ammettevano di non poter trasmettere più di tanto. Per cui non c’è la possibilità di un percorso completo a meno che non si decida , arrivati ad un certo punto , di andare in oriente a cercare un maestro vero o una scuola iniziatica vera. Altra cosa , l’atteggiamento mistico , tipico della cultura cattolica, con cui noi occidentali guardiamo all’Oriente come unica fonte di conoscenza di una via evolutiva. Nell’immaginario collettivo l’oriente sembra detenere l’esclusiva della sapienza. Quanti , nati e cresciuti qui,prima di guardare a oriente, si chiedono se per caso non esista una sapienza codifica ed ortodossamente trasmessa attraverso una schola, anche qui da noi, forse più omogenea al nostro dna ed anche integra ed integrale , da consentire l’intero percorso evolutivo?

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 78

    “Impagabile fortuna”.
    Buteo non avrebbe potuto utilizzare locuzione più appropriata per definire la nostra particolarissima e privilegiata condizione che ci consente di fruire, nello snodarsi del nostro percorso evolutivo iniziatico, della concomitanza di due circostanze di inestimabile valore: la presenza di un MAESTRO integrato e integrale e il Suo esser DONNA, esempio concreto, visibile, udibile, tangibile della umanizzazione della “formola matematica arida della filosofia maschia” in quella “sensibile dell”ideale di affetto della madre, della bellezza nella forma e della delicatezza nell’essenza muliebre”.
    Chi scrive ha potuto constatare di recente, fin nelle cellule più recondite del proprio essere, la veridicità di quella che a uno sguardo troppo frettoloso potrebbe apparire come una mera immagine poetica. E non ha potuto esimersi dal renderne testimonianza.
    Un caro e fraterno saluto.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 298

    Riprendendo quanto Buteo e Gelsomino hanno scritto, per svariate ragioni non credo sia possibile affiancare uno qualunque dei tanti percorsi orientali, approdati in Italia, a quello laico seguito nella Schola Hermetica. Prima perché, come detto già da Gelsomino, i discepoli occidentali di Maestri orientali, se vogliono progredire, e non incontrare il tale Maestro ogni tanto in un seminario, dovranno prima o poi sbarcare in Oriente in un monastero o in un ashram. Tra l’altro ho letto che una donna-monaca non abbia le stesse opportunità evolutive dei monaci in un monastero tibetano, e sia loro subordinata. Come anche mi risulta, dalla esperienza di una amica, recatasi in un ashram in India per qualche anno, per seguire da vicino l’insegnamento di una guru donna, che le erano state assegnate solo mansioni servili, mentre la Maestra pretendeva un trattamento da regina.
    Vi è dunque differenza di metodo tra i percorsi orientali e la Schola Ermetica, ma a rifletterci bene anche di finalità. Nella ns Schola la finalità, attraverso le pratiche tradizionali, è provocare la propria educazione ascensionale dirigendone l’esplicazione, in senso utile, ai dolori umani. Cioè la finalità è qualcosa di comprensibile per tutti. Invece le belle parole come “illuminazione”, come ce le possiamo spiegare? A quali stati di cui abbiamo fatto esperienza corrispondono? E’ su queste belle parole che fa presa la mistica se non si è preparati.

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 60

    Condivido quanto scritto da Tanaquilla9. Prescindendo dal fatto che sembra ormai diventata di acquisizione generale l’idea che la “spiritualità” abbia matrici orientali senza che di questo termine si cerchi di indagarne il significato, è evidente che si trovi molto più facile lasciarsi cullare da fantasticherie che prospettano il raggiungimento di stati inusuali e superumani dove è di casa la “fusione col tutto” o l’affrancamento dalle umane passioni, che percorrere una via dove è richiesto un impegno costante e lavorìo scevro da illusioni, dove non sono difficili i passi falsi che fanno ricominciare daccapo; dove ogni sperimentazione deve avere la sua oggettivazione perché non sia il frutto di una mera congettura.
    Ho sentito molte persone esprimersi in termini di “illuminazione”, ” stato di grazia” o “unione col Sé divino”. Ma queste , come detto da Tanaquilla, sono belle parole di cui non so se sia ben chiaro il significato. L’unica illuminazione che conosco, sono le luci di casa mia, quando sono accese, naturalmente.
    Un caro saluto.

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 56

    Mi collego ai tanti post di auguri per il nuovo anno. Siamo ancora nei primi giorni del 2018, la cui radice numerica è 2. Nei Tarocchi la seconda carta è la Papessa. Nel Quaderno della Pitagora è riportato sul 2: “…l’unità essendo necessariamente attiva, il suo bisogno d’azione fa che essa ripeta sé stessa, che si scinda, o meglio che si moltiplichi per produrre il 2”. Il 2 scrive il Maestro Kremmerz è la valorizzazione della virtù dell’1. Il 2 è femminile e può rappresentare la Donna, la Madre. Vi sono previsioni che si possono fare per quest’anno?
    Gli auguri scambiati il primo giorno dell’anno valgono per l’anno intero. Ovidio in un immaginario dialogo con Ianus (dio degli initia) ne dà le ragioni (fast I 178-88): “I presagi sogliono essere negli inizi. Voi volgete le timide orecchie al primo udire una voce, e l’augure consulta il primo uccello che gli appare. Si aprono allora i templi e gli orecchi degli dei, né alcuna lingua prega inutilmente e le preghiere hanno un peso. Ianus aveva taciuto. Ma non tacqui a lungo io, e quasi congiunsi le mie parole con le ultime sue: “Che cosa significano i datteri e i rugosi fichi” chiesi, “e il miele che si offre contenuto in un candido vaso?”. E lui disse: “Ne è causa il presagio, affinché il sapore passi nelle cose e l’anno trascorra dolce come il suo inizio”.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 198

    Tornando al post di mercuriale del 4 gennaio, due cose sulla potenza di impressione della parola. Verissimo, la ripetizione di determinate parole, può arrivare a produrre vibrazioni potenzialmente in grado di modificare fin negli aspetti più reconditi la materia oggetto diciamo così, dell’attenzione e conseguentemente intenzione della parola stessa. Quindi, la parola che “crea”, quando scientemente pronunciata, penetra il coelum di chi l’ascolta (vale ovviamente anche per sé stessi), e nel buio celato attua il lavorio finalizzato, questione di allenamento, con le pratiche della Schola e di conseguente oggettivazione, altrimenti verrebbe meno la certezza nei risultati o l’esigenza di correzioni.
    Una buona serata a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 198

    Il post di Gelsomino di ieri, ha evidenziato quanto la mistica e la mitizzazione delle discipline orientali, in questo momento di crisi di valori nelle società occidentali, tendano a fare presa su molti. In tutto questo mix, è più che mai presente a mezzo web, un Sito di matrice e linguaggio tipici del nostro DNA, che indica importanza, finalità e modalità per un Cammino di Schola Hermetica Italica, Ortodossa, supportato da una Gerarchia sempre presente nell’operazione di soccorso individuale, utile per restare nella giusta direzione di marcia, vista la difficoltà (e non l’impossibilità) di un cammino, dato che, in definitiva, si tratta di mettere mano ai nostri nodi strutturali, in ragione al loro spessore, e progressivamente limarli, attuando di fatto un percorso di graduale purificazione della materia tutta, dai pensieri, alle parole ed ovviamente nelle opere cioè nell’esplicazione di tutte le azioni tipiche della quotidianità di ognuno.
    Ancora una buona serata a tutti.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 159

    A proposito di culti pagani, riportati da Mara, volevo condividere quello sull’Epifania, in chiave pagana e quindi magari meno nota, rispetto alla tradizione dei Re Magi che seguirono la stella fino al Bambino. Infatti si dice che nella notte di questo periodo, volavano sui campi appena seminati figure femminili pronte a propiziare il raccolto. Gli antichi Romani, ereditarono riti propiziatori pagani, legati ai cicli stagionali, associandoli al calendario romano: la dodicesima notte dopo il solstizio d ‘inverno, Essi celebravano la morte e rinascita della Natura, attraverso Madre Natura, e si crede che fossero quelle 12 figure femminili che rendessero fertile la Terra per i futuri raccolti, volandoci sopra. Alcuni identificarono la figura femminile con Diana, Dea lunare della caccia e vegetazione, altri a divinità minori come Satia(dea della Sazietà) e Abundia(dea dell’abbondanza). Altri collegano la Befana,ad un’antica festa romana, che si svolgeva in inverno, in onore di Giano e Strenia(da cui strenna natalizia), durante la quale ci si scambiava doni; sarà solo col teologo Epifanio di Salamina, che l’Epifania fu proposta alla data della dodicesima notte dopo il Natale, recuperando l’antica simbologia numerica pagana.

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