Per i frequentatori del sito www.kremmerz.it

Home/Il Forum della Schola/Il vecchio Blog di kremmerz.it/Per i frequentatori del sito www.kremmerz.it
Stai visualizzando 6 post - dal 16 a 21 (di 21 totali)
  • Autore
    Post
  • Anonimo
    Inattivo
    Post totali: 307

    Originariamente postato da holvi49
    Il 02 Novembre 2012 alle ore 16:15

    Buona sera, amici del blog. Eccoci al secondo appuntamento per completare il discorso iniziato ieri.

    Il nostro DNA utilizza sia suoni che luce nelle sue operazioni momento per momento ma, soprattutto, “apre dei fori” nello spazio-tempo, spalancando una finestra sull’ambito del tempo/spazio-tempo. In altre parole, il nostro DNA crea “cunicoli magnetizzati” nel tessuto dello spazio “ …dei tunnel che collegano aree completamente diverse dell’universo e attraverso cui si possono trasmettere informazioni al di fuori dello spazio e del tempo. Il DNA attrae queste informazioni e le trasmette alla nostra coscienza”.
    I ”cunicoli magnetizzati” potrebbero anche essere descritti come “campi di torsione”. Sol Luckman, in Conscious Healing, descrive così l’energia di torsione: “…una coscienza collettiva universale o energia di subspazio (etere) che fa esperienza di sé stessa nel tempo…L’energia di torsione nella forma di ‘onda vitale’…che si interfaccia e modifica i Trasposoni del DNA Potenziale, è la forza propulsiva alla base dell’evoluzione della coscienza e fisiologia umana”.
    Fu il collega di Einstein, Elie Cartan, a parlare per primo di “torsione” nel 1913, riferendosi al movimento sinuoso di questa forza attraverso il tessuto dello spazio-tempo. Negli anni Cinquanta-lo stesso decennio in cui Watson e Cric scoprirono la struttura a elica del DNA- lo scienziato innovatore russo Nikolai A. Kozyrev dimostrò definitivamente l’esistenza di questa energia provando che, come il tempo ( e non diversamente dal DNA), essa scorre in una sacra spirale geometrica.
    L’opera degli scienziati G. Shipov e B. Heim: “Rivelava che i generatori di torsione non solo ci permettono di replicare tutti i ‘fenomeni’ dimostrati dai cosiddetti ‘sensitivi’, ma sono anche in grado di dimostrare effetti che nessun ‘sensitivo’ ha mai dimostrato”. Questa forza “trascendente”, intrinsecamente libera dai vincoli del nostro spazio-tempo ( e che , sotto forma di onde di torsione, opera miliardi di volte al di sopra della velocità della luce), può spiegare i fenomeni ben documentati di guarigione a distanza comprovati da vari studi.
    Il biologo cellulare Glen Rein scoprì sperimentalmente che rabbia, paura ed emozioni simili, hanno il potere di causare una contrazione in una molecola di DNA, comprimendola. Invece, emozioni come gioia, gratitudine e amore liberano o decomprimono il DNA che vi è esposto. Ancora, altri esperimenti dimostrarono che l’intenzione umana poteva essere usata a distanza per innescare processi fisiologici e coscienti.
    Dunque , la ricerca di Rein collega l’energia di torsione con le emozioni che affermano la vita, in particolare l’amore incondizionato , che mette in moto tanto la nostra evoluzione individuale quanto quella collettiva. “ Solo le emozioni basate sull’amore stimolano la decompressione del DNA in modo tale che l’RNA messaggero possa accedere ai codici della guarigione”. Gli stati emotivi negativi comprimono l’elica del DNA: “Limitando gravemente l’accesso ad informazioni genetiche necessarie per guarire ma anche per evolversi.
    Che dire?

    Anonimo
    Inattivo
    Post totali: 307

    Originariamente postato da catulla2008
    Il 02 Novembre 2012 alle ore 16:58

    Bellissimo il nuovo Sito! Mi sembra più snello e funzionale di prima pur conservando inalterato il proprio ruolo rappresentativo e informativo di una tradizione millenaria. A questo proposito è bello constatare come la scienza moderna giunga, poco a poco, a dimostrarne e confortarne i dati sperimentali, peraltro difficilmente generalizzabili in quanto ogni individuo è un’alchimia a sé. Da sempre, infatti, la vera ricchezza – quella che non passa – è nell’anima. Come dimostra proprio la festività popolare-religiosa che ricorre oggi, “panta rei”: tutto il resto passa… e rimangono i semi di quel che si è vissuto, di quello per cui si è operato.
    La Schola, che Kremmerz fu de-mandato a fondare, è una REALTÀ ormai ultracentenaria. Può vivere di vita propria nell’intento di Bene per Lei prefissato: senza clientelismi, né cliniche svizzere, né boria altisonante, ma con la serena semplicità e la vera ‘aurea’ generosità che distinguono l’oro dalla paccottiglia, il ‘gratis et amoris dei’ dalla speculazione mercenaria.
    Del resto, come venne ricordato negli interventi dei professori che parteciparono al Convegno della S.P.H.C.I. a Vico Equense, il nostro DNA è pressoché identico da 10mila anni a questa parte, segno che per cambiare – cambiare davvero – occorre un salto di consapevolezza e di qualità nell’essere “umano” e, per progressione logica, nei meccanismi di rete che ne caratterizzano la specie.
    Con buona pace dei bramosi del potere individuale, dello stordimento sessuale e dell’ansia da ostentazione che, a quanto è dato osservare in società, sono impotenti a colmare il bisogno primigenio di Luce e Amore insito in ogni creatura vivente e la tensione evolutiva che caratterizza l’umanità più progredita.

    Anonimo
    Inattivo
    Post totali: 307

    Originariamente postato da segezia810
    Il 03 Novembre 2012 alle ore 01:09

    Se mi guardo intorno, noto un mondo nel quale l’idea di comunicazione globale è sempre più quotidiana: ci stiamo abituando a pensarci come abitanti della Terra da cui guardare alle nazioni e agli stati. Vedo i giovani di tutto il mondo utilizzare una serie di termini comuni: presi a prestito principalmente dall’inglese, stanno ulteriormente modificando questa lingua che utilizza sequenze e associazioni in un sistema di monosillabi e bisillabi… quasi un codice binario condiviso dal pianeta. Siamo ormai avvezzi a parlare di psiche e malattie psicosomatiche; a ritenere la felicità e la soddisfazione condizioni programmabili (vedi PNL); a pensare che l’opinione sia costruibile e l’emozione modellabile. Ci stiamo avvicinando alla scuola di pensiero in cui si decide a quale pensiero affidare il proprio in-segnamento: presto impareremo a ‘pensare’ come quarantamila anni fa abbiamo imparato a parlare.
    L’ultima sintesi umana, di cui magistralmente disquisiva Kremmerz (in questo sito alla parola del Maestro del 3 ottobre 2011 – La Scienza dell’essere) lancia già i bagliori di una nuova alba che, come ogni principio di giorno nuovo, riguarda chiunque sia dotato di occhi, anche se questi non guardano. Perché l’evoluzione è come imparare a parlare: un fenomeno innato… Che si risveglia per lo stimolo di un agente esterno, ma solo in quanto la sua funzione è già presente e possibile nella materia, nelle cellule, nella specie.
    I fisici di frontiera prospettano meraviglie in merito all’ultima sintesi umana: e se la concepiscono loro, che sono uomini come noi, allora siamo davvero già lì, anche se non ce ne rendiamo ancora pienamente conto perché, inceppati sulla stupidità tipica dell’egoismo, riteniamo che la cellula di una vita individuata abbia senso a prescindere dalla sua funzione nell’organismo umanità e da una sanità globalmente intesa.

    Anonimo
    Inattivo
    Post totali: 307

    Originariamente postato da cerere6012
    Il 05 Novembre 2012 alle ore 13:46

    Per anima critica.
    Cercherò, nei limiti consentiti da un post di rispondere sulla base della mia esperienza alle sue domande, mettendo per un attimo da parte, come già suggerito dalla Direzione in una sua precedente risposta a lei rivolta, la nostra logologia interna.
    1 – (Qual è il senso dell’evoluzione singola nel contesto di una umanità che pare muoversi con una lentezza tale da lasciare ben poche speranze all’ipotesi di una evoluzione collettiva e globale?)
    Innanzi tutto va precisato che scopo della Schola ortodossa del Kremmerz non è un progetto salvifico né messianico coinvolgente l’umanità in un unico percorso evolutivo globalizzante. Che poi, l’evoluzione del singolo in quanto parte di una collettività, possa giovare in teoria e in pratica al contesto in cui vive e al piano in cui agisce e interagisce, appare abbastanza ovvio e ormai coralmente accettato dal buon senso comune e da svariate branche della scienza odierna.
    2 – (Se è vero che il DNA umano è praticamente immutato da diecimila anni a questa parte, non vi pare che, soltanto per porre la prospettiva di un progresso generalizzato in senso evolutivo, bisognerebbe che accadesse qualcosa di veramente significativo e tale da venir registrato nel codice genetico dell’intera specie?)
    Anche se, da quanto mi risulta, determinati processi trasmutatori propri alla tradizione ermetico-alchemica, giungano a modificare il DNA di chi li pratica – ma sempre, ben inteso, in sintonia con le leggi biologiche e fisiologiche della Natura erroneamente considerate limitate o limitanti solo perché ignorate o non ancora scientificamente attestate – ciò comunque comporta l’accelerazione evolutiva del singolo e non, tout court, della specie umana: simili ipostesi di “mutazioni genetiche” della specie vanno circoscritte, a mio avviso, all’interno della letteratura e cinematografia fantascientifiche! Infatti, l’ermetismo filosofico rivolge la sua attenzione all’integrazione dei poteri psico-fisici e delle virtù note o ignote ma già presenti nell’uomo al momento in cui inizia tali processi in modo volontario e cosciente e attraverso gli strumenti e i mezzi che la Tradizione iniziatica gli fornisce. Perciò, in ambito iniziatico, non sono contemplati accadimenti che esulino dal controllo dell’iniziato-praticante e della scuola cui appartiene, né motivazioni escatologiche che possano influire, sia in senso incentivo sia in senso ostativo, a trasmutazioni repentine e occasionali tali da essere a livello genetico allargate a tutta la specie umana: diversamente, basterebbe un solo iniziato o “illuminato” per far progredire, o un unico essere immondo o “bruto” per far regredire, tutti gli esseri viventi sul nostro Pianeta e nell’Universo!
    3 – (Se il teorema ermetico prospetta questo tipo di soluzione, perché privilegiare, come mi pare facciate voi, il concetto di ente collettivo (Scuola, catena), per altro agganciato a un Ordine che, proprio perché tale, è anch’esso una entità collettiva, in luogo di privilegiare, sic et simpliciter, l’individuo in quanto tale?)
    Primariamente va precisato che nei processi evolutivi contemplati nella tradizione ermetica della Schola non esistono “privilegi” di sorta, bensì un patto d’onore – e d’Amore per la Vita, la Scienza e la Verità – liberamente stipulato fra i Vertici della nostra organizzazione e il richiedente. Patto per il quale reciprocamente ci si impegna da una parte (quella dei Vertici, rappresentati, nei vari momenti storici, da persone fisiche o Delegati Generali), a trasferire gli strumenti e i mezzi tradizionali idonei ad accelerare i processi evolutivi del singolo ove scelga di ortodossamente praticarli, e dall’altra parte (quella del richiedente o Novizio) a mantenere detti strumenti riservati e a dirigerne gli esiti evolutivi alla sola ed esclusiva finalità terapeutica di bene prevista nel patto stesso. Quindi, se da una parte gli strumenti e i mezzi vengono trasferiti esclusivamente per gli scopi dichiarati e sottoscritti, dall’altra non potranno che essere utilizzati esclusivamente per gli scopi anzi detti. Questo trasparente imprimatur e l’impegno di reciprocità che ne consegue fin dall’atto d’iscrizione alla nostra Schola, non può consentire a NESSUNO interpretazioni diverse e funge anzi da garanzia per entrambe le parti contraenti: qualsiasi altro utilizzo o scopo di quanto trasferito dai Vertici o praticato ad libitum dagli appartenenti, verrebbe nullificato automaticamente giacché non corrispondente ai termini sanciti nel patto. Ciò ovviamente senza danno alcuno per il contraente che non fosse responsabile dell’interruzione del patto stesso, ma con l’ipotesi che si possa venire a creare un “debito d’onore” nei confronti della Schola, come entità collettiva, da parte di chi al suddetto patto sia venuto meno.
    Da ciò anima critica potrà facilmente dedurre che nella Schola Hermetica di Giuliano Kremmerz, come tra l’alto è stato da sempre ribadito, il percorso evolutivo è individuale per quanto concerne la sua libera attivazione e gli esiti da conseguire, ma non può che rientrare nella finalità terapeutica ed evolutiva di Bene che lo collettivizza quale esplicazione e applicazione di tutta la catena iniziatica, spersonalizzandone automaticamente gli esiti egoici in virtù del patto inizialmente e liberamente stipulato.
    Buona settimana a tutti.

    Anonimo
    Inattivo
    Post totali: 307

    Originariamente postato da Cingallegra8
    Il 14 Novembre 2012 alle ore 14:01

    Innanzitutto buongiorno a tutti e complimenti per la nuova interfaccia grafica: gradevoli gli sfondi, facili le ricerche, utilissimi in prima pagina i link collegati a concetti chiave e parole “difficili”. Entusiasta per la pagina dedicata agli eventi, che so già si rivelerà interessantissima.
    Buona sana lettura a tutti!

    Anonimo
    Inattivo
    Post totali: 307

    Originariamente postato da fler95
    Il 15 Novembre 2012 alle ore 20:30

    Buongiorno, a tutte le persone di questo blog. Sono stata indirizzata qui da un amico e, dopo averlo letto attentamente, ho deciso di far conoscere, e condividere, un pezzo lontano della mia storia. Non la scrivo per essere letta da kremmerziani o non kremmerziani ma per rispondere a un bisogno dettato dal cuore per manifestare quanto ho io stessa ricevuto. Ricordo senza nostalgia il tempo pieno di tipico entusiasmo giovanile, volontà di crescere e di imparare con sincerità d’animo e buona fede, perché quel tempo è ancora presente grazie alla SCHOLA, la vera Scuola kremmerziana. Debbo ammettere che, avendo letto approfonditamente gli scritti del Maestro ho da subito messo in pratica il suo consiglio e, quando negli anni novanta ho aderito alla S.P.H.C.I. insieme a molti altri, non l’ho fatto perché attratta dall’idea di Superiori Gerarchie che non mi era dato conoscere – se non in termini logici di evidenza storica – ma per l’opportunità di sperimentare e praticare nella mia vita e sulla mia pelle una possibilità di salute ed evoluzione..
    Ammetto di essere stata sempre sommamente annoiata dal gossip, dalle chiacchiere da cortile, dall’ermetismo all’americana per cui un buon marito è anche un buon presidente: ritengo che se si è portati per la via religiosa occorra senza indugio seguire il proprio cuore e aderire a una strada dove il non-peccato costituisce i mattoni della chiesa. Così procedendo (cercando di scollarmi di dosso il misticismo che spostava continuamente l’attenzione a quanto dicevano e facevano GLI ALTRI a me, per me e con me e concentrandomi invece su quanto IO facevo agli altri, per gli altri e con gli altri) mi accorsi via via che alle premesse corrispondevano i fatti tanto che, poco tempo dopo, sentii l’irrefrenabile spinta a fare chiarezza nella mia vita assumendomi la responsabilità del cambiamento necessario in termini lavorativi, famigliari e, nel complesso, personali.
    Cambiai città e ricominciai: il lavoro andava bene, la vita affettiva anche, ri-equilibri e riassetti di ogni genere, con un senso luminoso di soddisfazione e incipiente gioia sempre addosso. Questo perché ad ogni mio errore, nessuno lo definiva tale ma venivo restituita alle ragioni delle mie scelte, all’uso degli strumenti dati, alla necessità di assumermi la responsabilità della mia vita e di lasciare agli altri il diritto ad esercitare la responsabilità della loro. Fu come una liberazione e devo ringraziare l’Amore disinteressato che ho incontrato se oggi ho anch’io una famiglia fondata – figli compresi – sull’onestà e la ricerca della libertà interiore.
    Cosa ho imparato da questa storia? A tenere fuori dalla mia vita tutto ciò che puzza di compromesso, di accondiscendenza, di delega del proprio destino. Che la capacità critica è una forza e che non occorrono donazioni, né servilismo, né menzogna per progredire in un ambito dove, nella MIA esperienza, il denaro paga i panini ma non i Maestri, le monete sono solo metalli, e ogni cosa viene chiamata col suo nome, senza tanti giri di parole. Che, in una strada dove in fondo chi si incontra è la propria anima, ciò che manca è spesso il coraggio di guardare le proprie viltà e di capire che questo e nessun altro è l’atto necessario a recuperare forze che sono proprie, e che solo gli asini vivono delle carote allungate da qualche papasso.
    Omnia munda mundis, tutto è puro per i puri: ma puri si diventa seguendo l’esempio di chi innanzi tutto è limpido con sé stesso e perciò vive bufere e bonaccia con la consapevolezza di essere in itinere sull’unica strada oggettivamente probabile.
    Benché funzionalmente interdipendenti, si nasce soli e si muore soli: avvinghiati alla Madre di ogni Vita e umana trasformazione che tutti in sé ci contiene e ci dà moto (da cui – credo – il concetto sacro di Matriarchia pragmatizzato da Kremmerz). Per le persone per bene (e anche per quelle per male) la Giustizia spesso non è quella che gli umani in itinere si aspettano ma solo uno specchio pulito nel quale guardare, attentamente, i propri tratti e decidere quale persona si vuole diventare.
    Saluti sorerni a tutti.

Stai visualizzando 6 post - dal 16 a 21 (di 21 totali)
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy