NUOVE FRONTIERE DELLA MEDICINA

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  • Guglielmo Tell
    Ospite
    Post totali: 112

    Riportandomi al concetto di educazione dei sensi, vorrei citare una piccolo esperienza che ciascuno puo’ fare, e che tra l’altro fa parte del bagaglio di esercizi riportato dal succitato maestro sciamano di Castaneda, ma che fa comunque parte del bagaglio artistico occidentale anche se non so a quanto tempo fa risalga.
    In pratica si tratta, nell’atto del guardare, di non considerare il soggetto, ma il contorno di esso. Secondo Castaneda scardinerebbe un po’ la nostra percezione un po’ troppo ingabbiata dalle consuetudini (interessanti il confronto con gli studi di percezioni visive in occidente, vedi Gregory Bates, secondo cui l’esperienza visiva plasma il cervello ed un aborigeno che ad esempio fosse scaraventato in una strada metropolitana sarebbe facilmente investito nonostante il suoi riflessi probabilmente migliori dei nostril, perche’ materialmente non sarebbe in grado di vedere la macchina in quanto non facente parte del suo bagaglio visivo), secondo Betty Edwards, autrice di “disegnare con la parte destra del cervello”, ci permette di non disegnare l’idea del soggetto che abbiamo gia’ in testa, ma qualcosa di sconosciuto per il cervello; di conseguenza siamo costretti a essere piu’ attenti e di norma il disegno e’ viene meglio o comunque e’ meno schematic (confermo per esperienza). Penso che anche chi non abbia interesse al disegno puo’ fare qualche tentative di osservare I vuoti o le ombre, e vedere che effetto gli fa.. abbracci a tutti.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 83

    Scusate se resto su Covid-19 ma volevo condividere con voi alcuni dati elaborati da uno studioso molto serio (il Prof. De Nicolao): in sintesi i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati con sintomi, i ricoverati in terapia intensiva e i morti continuano a presentare un andamento esponenziale con tempi di raddoppio compresi tra 2 e 2,5 giorni. E’ un treno in corsa e speriamo che questa tendenza fletta il prima possibile perché altrimenti il sistema sanitario nazionale non potrà che collassare. Tutti i dati sono disponibili al seguente link:

    Sal
    Partecipante
    Post totali: 23

    Questo ingegnere, professore ordinario di analisi dei dati e giustamente promotore della richiesta di dare più soldi e visibilità alla ricerca in Italia, ci dice che i malati aumenteranno esponenzialmente.
    Prendiamo atto.
    E prendo anche atto della crescente paura, anzi terrore di tanta gente che conosco e che vedo tremante di fronte a una malattia senza cura conosciuta.
    Per parte mia, pur comprendendo la possibile pericolosità di questo virus, mi attengo alle disposizioni ministeriali e…agli strumenti che la Schola mi ha messo a disposizione, nella certezza che, spesso, ne vince più la paura che la spada.

    Macrobio
    Partecipante
    Post totali: 44

    Vorrei inviare un sentito ringraziamento alle Superiori Gerarchie per il costante e amorevole appoggio che anche in questo complicato periodo si è fatto sentire e non solo verso gli iscritti, il che mostra ancora una volta che l’Opera pro salute populi del Maestro J.M. Kremm-Erz non ha mai subito deviazioni o storture dalla Missione iniziale.
    Un abbraccio ideale a tutti!

    Marypru
    Ospite
    Post totali: 112

    Buon pomeriggio, voglio condividere con voi quanto il prof.Morelli Raffaele,psichiatra,psicoterapeuta,filosofo,saggista evidenzia in una intervista in merito alla paura da contagio.
    La paura da contagio è più pericolosa del coronavirus, Il nostro cervello è collegato agli ormoni, agli affetti, al sistema immunitario ( P.N.E.I. psico-neuro-endocrino-immunitario) dice il prof. Morelli, il ciclo psicologico in cui siamo entrati incide in modo tremendo sul “cervello antico “, in una sola parola incide negativamente sulle nostre difese immunitarie, se si continua, replica Morelli con questi ritmi entriamo in un vortice in una spirale dalla quale faremo sempre più difficoltà ad uscire, siamo continuamente bersagliati dalla tv, dai computer dai social di un’infinità di messaggi che ci rendono tristi. Il suo suggerimento è quello di staccare i telefonini, di spegnere la tv, di andare nei parchi, di fare passeggiate in campagna, gli alberi liberano sostanze che rinforzano il sistema immunitario. Il prof. continua dicendo che per evitare i contagi dobbiamo stare attenti a chi incontriamo, coviamo in questo modo, una rabbia paranoica che ci fa vedere nell’altro un probabile aggressore, ma la nostra psiche è altruismo, generosità, affettività, creatività, gli unici esseri che sono immuni psichicamente sono i bambini che se sentono parlare di coronavirus si angosciano per un attimo poi riprendono a giocare, non modificano i loro comportamenti e sono felici di non andare a scuola; il prof. aggiunge che la luce del sole in questo periodo si avvicina sempre di più a noi, il sole è uno dei più potenti antidepressivi.
    Personalmente penso che è bene attenersi alle norme protettive disposte dal ministero della salute per le epidemie in genere e per l’epidemia in corso,noi abbiamo gli strumenti che la SCHOLA ha messo a disposizione. La paura non ci appartiene……..
    Grazie infinite alla Delegazione e ai Maestri
    Un caro saluto a tutti.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 121

    Ieri sera ho sentito Lucia Nunziata che nel suo programma televisivo dava una personale lettura degli effetti del coronavirus sulla nostra società. Vedeva nell’istituzione della cabina di regia formata da scienziati, un segnale di cambiamento dei paradigmi della nostra società ,nella quale il potere e la responsabilità del governo dei popoli è una prerogativa della politica , ed ora la politica fa un passo indietro e cede parte di questo compito alla scienza, profilando una scenario per un futuro in cui nei governi la parola degli scienziati sarà di maggior peso.
    Non si sta di certo parlando dei governi teocratici di cui si è quasi persa memoria ,ma se davvero Nunziata avesse colto nel segno , sarebbe un cambiamento di rotta epocale.
    Non tutti i mali vengono con l’intento di nuocere?

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 308

    Cara marypru ho ascoltato anch’io Morelli e l’ho anche condiviso. Penso che specialmente in situazioni come queste il pensiero positivo sia la chiave di tutto come diceva post fa ippogrifo. Tuttavia un atteggiamento equilibrato e neutrale non è semplice, con il bombardamento di informazioni che sembra più un bollettino di guerra! Quando è stata incentivata l’opinione pubblica con i mezzi di informazione è servita per fare le rivoluzioni e liberare le menti ottuse dalla controriforma nel secolo dei lumi, ma oggi il rovescio della medaglia è che, invece di liberarci sembra ridurci a schiavi paralizzati e impauriti.
    Mi sento molto ma molto umilmente di dire come lo dico a me stessa: animo, non siamo soli, siamo agganciati alla Catena più meravigliosa che esista, la Miriam che è il dna della Vita, che è trionfo della Salute e del Bene. Sentiamoci tramiti di questo, che è la Forza vera e una grande opportunità reale….
    Con sincero affetto fraterno

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 47

    Buongiorno a tutti
    In questo straordinario rifugio on line, leggendo i vostri commenti, ho avuto un riferimento fisso in queste giornate impegnative passate a cercare di tranquillizzare colleghi, conoscenti e amici, pur restando consapevoli della gravità del momento. Ho visto però che la tendenza delle persone che mi circondano è quella a estremizzare, alcuni minimizzano totalmente, organizzano eventi e festini clandestini,
    reading etc. Altri si cristallizzano attorno alla loro paura, atrofizzando la realtà, l’incontro con l’altro (anche a distanza di sicurezza).
    Mi chiedo se, come suggerisce Ippogrifo nel suo post che fa riferimento al mito dell’Eden, la stessa materia celebrale dimenticata non sia origine degli inferi…con le sue visioni e creazioni di demoni, paure e punizioni per espiare le colpe.
    Aneddoto:
    Una decina di giorni fa, ho preso freddo di brutto, in una serata milanese di quelle gelide e umide entrando e uscendo da un locale caldissimo, l’indomani un giorno di febbre e (seguendo anche i preziosi consigli dei tutor della schola) ho contattato i numeri verdi vari, il 112 ecc ,mi hanno detto di stare qualche giorno attento e usare buon senso. Tutto fila perfetto dopo qualche giorno in isolamento, tranne per una mia collega che ha preso a chiamare all’impazzata questi centralini, apriva le finestre dove passavo io in studio, ha messo su una mascherina che non toglieva più e mi evitava accelerando il passo, disinfettava la mia postazione…alla fine è stata licenziata per questo atteggiamento, mi è dispiaciuto molto, mi sono sentito in colpa ed ho capito ancora quanto lavoro mi aspetta a togliere le sovrastrutture (cattoliche)…perchè di colpa veramente non ne avevo e anzi ho fatto veramente di tutto per cercare di non farla preoccupare. Che l’inferno e il paradiso siano in terra?
    Vi auguro un meraviglioso week end, con la speranza di sentire un vostro parere su questo,
    perdonate la lunghezza del post, cercherò di essere più sintetico.

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 146

    Le sovrastrutture, caro G_B, non sono più o meno radicate e più o meno condizionanti a seconda della matrice cui possono essere ascritte; le sovrastrutture sono tutte di origine “culturale”, includendo in questo termine anche gli schemi educativi, le consuetudini e i modi di pensare, spesso infarciti di luoghi comuni, trasmessi per tradizione familiare. Anche le paure in qualche modo ne sono figlie e traducono in atteggiamenti comportamentali il modo, del tutto individuale, in cui abbiamo elaborato o ancora elaboriamo i messaggi assorbiti dal mondo esterno. Gli accadimenti attuali offrono esempi quotidiani di quanto la paura abbia via facile nel venire in superficie e la cosa non deve sorprenderci: in fin dei conti, si tratta del riemergere di quell’istinto di sopravvivenza cui accennava anche Buteo. Noi di questo dobbiamo essere consapevoli; noi sappiamo che le malattie, qualunque ne sia l’origine, si manifestano con dinamiche disfunzionali e per questo, così come il metodo ermetico ci insegna, a loro ci opponiamo con l’adozione di un principio guida inamovibile: riportare l’equilibrio là dove l’equilibrio appare compromesso, e lo facciamo a cominciare dal modo di affrontare le crisi, nel nostro privato come nel pubblico, con equilibrio, con serietà, con prudenza, ma con determinazione. Noi non ci chiudiamo nella convinzione illusoria quanto mistica di essere invulnerabili ma, armati del senso di umana solidarietà verso chiunque soffra e dei mezzi affidatici dalla Tradizione millenaria, con sano pragmatismo ci apprestiamo all’azione. Per come sappiamo e possiamo.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 107

    Cara Marypru, ti confesso che io un pò di paura ce l’ho, non solo per me (sebbene sia Miriamico) ma anche per le persone a me care che sono immunodepresse e che potrebbero non voler chiedere l’aiuto della Miriam. Ho paura anche per le possibili numerose morti, non solo in Italia ma ovunque, perchè il virus si sta diffondendo rapidamente. Trovo al riguardo sensato il messaggio del prof. Ricolfi (su https://www.italiaoggi.it/news/ricolfi-l-italia-deve-fermarsi-un-paio-di-mesi-2429444) il quale, basandosi su simulazioni statistiche, evidenzia il rischio di un picco enorme di contagi se non si prendono misure drastiche di contenimento (ampia estensione delle zone rosse, come hanno fatto nella provincia di Hubei) che finalmente in queste ore si stanno emanando, con una settimana di ritardo per assenza di coraggio politico.
    Questo però non significa che tutto è perduto, anzi. Suppongo che questa pandemia potrebbe avere un effetto sulle popolazioni come quello che hanno avuto le guerre in passato, cioè ci potrebbero far apprezzare di più le piccole cose concrete della nostra vita invece di distrarci con il superfluo, potrebbe aiutare una parte dell’umanità a distruggere inutili quanto non dannose sovrastrutture, dando a noi tutti una maggiore coscienza del Vero.
    Mi associo sentitamente al ringraziamento di Macrobio alle Superiori Gerarchie e ai Maestri, la Miriam c’è sempre per tutti i poveri e gli afflitti.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 107

    Ho trovato molto interessante lo studio che sta svolgendo il prof. Andrea Crisanti, virologo presso l’Università di Padova, sugli abitanti di Vo Euganeo, comune che fino ad oggi era l’unico della zona rossa in Veneto. nell’articolo al seguente link https://www.avvenire.it/attualita/pagine/coronavirus-studio-su-vo-euganeo-spieghera-il-virus-crisanti-padova, il prof. Crisanti spiega che per la prima volta nel mondo si avvia uno studio epidemiologico che consentirà di comprendere meglio le caratteristiche di diffusione del Covid19 e come i corpi degli ospiti reagiscono al virus a distanza di 2 settimane. Pare che questo studio potrà dare un contributo fondamentale sulla gestione della pandemia per tutti i Paesi che la dovranno affrontare nelle prossime settimane. E’ bello vedere che l’Università di Padova conferma nel corso dei secoli il suo importante contributo pratico allo sviluppo delle scienze mediche.
    Buona notte

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 83

    Interessanti i temi della scienza al governo e degli effetti immunodepressivi della paura.

    E’ ammirevole che adesso, nel pieno della tormenta, ci si rivolga agli scienziati e si ergano monumenti ai medici/eroi che lavorano senza sosta per combattere la pandemia. Purtroppo, caro Gelsomino, sono certo che, passata la nottata, riprenderanno a mortificare gli scienziati (come da tradizione) e a tagliare le risorse stanziate per il SSN.

    Per quanto riguarda gli effetti immunodepressivi della paura, questi sono comprovati dalla scienza e quindi bisognerebbe investire in comunicazione bombardando gli italiani di messaggi positivi.

    Volevo invece mettere in risalto un terzo tema: il Covid-19 nasce dagli animali. La nostra specie spesso dimentica di doversi elevare al di sopra dei bisogni animali per evolvere e forse proprio per questo viene colpita da questo tipo di virus. Mi piacerebbe conoscere il vostro parere in merito.

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 148

    Il branco freme… le teste alte…gli occhi mobili… i muscoli flettono impercettibili le articolazioni… quanti i predatori? dove…dove il varco? Il capobranco, lo stratega… i minuti, i secondi.. la scelta studiata e rapida… Il branco è accerchiato.. impossibile salvarsi tutti… le madri si tendono vicino ai giovani.. inesperti… i più piccoli non reggeranno a lungo la corsa veloce… il branco rinserra… La decisione è presa… si scatta e si corre corre corre…
    … due adulti si separano… un piccolo è preso… sono imprudenti? …sono deboli? ….intuiscono di non farcela? sono individuati… rincorsi… sono malati?… sono vecchi?…
    …i predatori sono rimasti lontano…
    la corsa allenta… si trotta… il fiato riprende.. la giornata prosegue… la calma… apparente? l’allerta costante…
    Quando lessi le statistiche cinesi sulla mortalità per fasce d’età, trassi un sospiro di sollievo: i bambini e i giovani erano risparmiati! Gli anziani stavano pagando il maggior tributo.
    Ora la malattia è qui. Il medico italiano cura il malato qualunque ne sia l’età, la patologia sottostante, lo status sociale, la razza… perché così è stato educato, perché così lo Stato Italiano, cioè noi Italiani abbiamo voluto. La nostra Sanità è Pubblica, perché sia per tutti. L’istituzione del SSN è del 1978, la Costituzione Italiana del 1948: noi medici italiani oggi in attività siamo tutti cresciuti in questo ideale, che ormai è inscritto nel nostro DNA.
    Il grido che si leva dai Rianimatori Lombardi è il grido di chi è consapevole che, forse già da questa sera, potrebbe non essere più così. Qui i letti in Terapia Intensiva si stanno saturando. Si trasferiranno i malati nelle Regioni meno colpite, ma potrebbe comunque non bastare. È annunciato l’arrivo di un consistente numero di respiratori… celo auguriamo di cuore. Viceversa sarà possibile curare solo in base alla presunta probabilità di guarigione. A breve i colleghi Rianimatori potrebbero dover decidere a chi mettere il respiratore e a chi no, e, poco oltre, potrebbero dover decidere a chi togliere il respiratore per renderlo fruibile a un paziente più sano, più forte, più giovane… I colleghi Rianimatori faranno la scelta in prima persona.
    Questo è il motivo per cui è stato firmato stanotte il nuovo decreto. Non la mole di lavoro, a cui sono peraltro abituati, ‘stressa’ i Medici Ospedalieri e tutto il Personale che opera negli Ospedali, ma l’ansia di questa consapevolezza. I colleghi Rianimatori devono essere certi che tutti noi Medici Italiani saremo lì a fare quella scelta insieme a loro, che il loro peso e il loro dolore saranno il nostro.
    Tutto questo deve essere detto. Noi Italiani abbiamo il diritto di conoscere le concrete conseguenze di un nostro comportamento non consono o non responsabile. Chi ci governa non deve dimenticare che Noi Italiani abbiamo radici in una tradizione antica, a cui possiamo attingere per acquisire la consapevolezza dell’ineluttabilità delle scelte e la forza di sostenerle.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 329

    Quello che sempre mi colpisce, lo so all’atto pratico, anche se mi mancano dei fondamenti per descriverlo sul piano scientifico, quanto nell’essere umano la paura abbia una corsia preferenziale per manifestarsi, purtroppo anche quando non sarebbe il caso, oppure in modo iperattivo quando il caso effettivamente lo è. Quell’istinto di sopravvivenza a cui fa cenno Buteo quando descrive il transfer emotivo tra madre di gazzella e cucciolo in presenza di pericolo reale, è sempre perfettamente funzionale, non vi sono e oso aggiungere non vi possono essere distonie “culturali”, per cui il cucciolo non risponda ad un naturale istinto a discapito di qualche altro input ambientale, ovviamente fuorviante in quel frangente di pericolo. In Natura esiste l’impulso a seguire, il piccolo non può che scegliere di seguire la madre, altrimenti non sopravvive. Mi è rimasto impresso nel tempo un filmato, che trattava la vita di un branco di zebre nelle grandi migrazioni, dove si vede che quando il branco al mattino, appena spuntato il sole si rimette in marcia, una piccola zebra rimane indietro vicino alla madre purtroppo morta nella notte, per cause naturali, non per l’attacco di qualche predatore. Si vede che il padre, mentre il branco si allontana, tempi “alla mano” per non perdere il contatto, prova, nella sua lingua, a tentare di convincere la piccola a distaccarsi dalla madre. Neanche da ragazzo, quando andavo allo stadio, “tifavo” così tanto. Da un lato la sicurezza del gruppo che se ne sta andando e, per esigenze funzionali alla sopravvivenza di tutto il branco non può aspettare, dall’altro il più forte e “bello” degli istinti, l’attaccamento materno (latte, amore e coccole) che preme. Questo papà ce l’ha messa tutta, ad un certo punto lancia un ultimo nitrito e vira verso il branco ormai lontano ma ancora raggiungibile, a quel punto la piccola si stacca dalla carcassa e segue il genitore. Tutto questo per dire che, dove non vi sono elaborazioni e sovrastrutture, la risposta emotiva è sempre adeguata. Nell’essere umano, per quanto ne so dalla comparsa della neo-corteccia in poi, ad uno straordinario sviluppo delle capacità cerebrali, ne è conseguita una altrettanta potenzialità di elucubrazione, di fatto creando le basi per l’innesco di sovrastrutture che, con scienza coscienza e metodo, vanno ricondotte nel loro alveo naturale, fermo restando il potenziale acquisito (facile a dirsi, ma naturalmente molto, molto meno facile a farsi).
    Ancora un caro saluto a tutti i naviganti, e, a proposito di quel sublime Istinto Materno di cui sopra, un caro, carissimo augurio di buon otto marzo, a tutte le donne, in ogni angolo e ad ogni latitudine di questo meraviglioso Pianeta.

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 148

    Grazie al considerevole progresso raggiunto in campo biotecnologico e farmacologico, anche pazienti con gravi patologie cronico-degenerative, e con grandi insufficienze d’organo, ottengono un miglioramento della prognosi quoad vitam, cui può non corrispondere una sufficiente prognosi quoad valetudinem.
    Per questo e per l’ingente costo delle cure, nel 2013, il Gruppo di Studio Bioetica della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) ha stilato un documento atto a individuare un limite di appropriatezza delle stesse. È un documento dettagliato in cui si sono concordate linee guida per il team dei medici che ha in cura il paziente, che vede coinvolti nelle decisioni familiari e operatori sanitari, e in cui s’introduce il concetto che i nuovi poteri d’intervento siano utili finché procurino alla persona un giovamento. Viceversa s’invita ad attivare o potenziare le cure palliative, ‘per garantire il controllo della sofferenza, il miglioramento della qualità dell’ultima parte della vita e della morte, il sostegno al lutto per i congiunti’, ‘in un equo equilibrio tra necessità e risorse disponibili’.
    Il 06.03.2020 la SIAARTI ha pubblicato il documento: ‘Raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili’.
    I nostri Maestri ci invitano da sempre a liberarci dai legacci delle nostre sovrastutture, ad osservare la Natura, a sollevare il velo d’ignoranza, cioè di mancanza di conoscenza, ad acquisire consapevolezza della realtà, di chi siamo e di cosa vogliamo, perché i nostri atti possano essere il più possibile equi e giusti, mai prevaricanti, e sempre conformi alle leggi della Natura.
    Giro qui il link al documento, in modo che noi Fratelli possiamo leggere le linee guida che i Medici Rianimatori si sono dati nella situazione contingente e che i Colleghi Lombardi stanno vivendo per primi, con consapevolezza e sofferenza. Consapevolezza e sofferenza che diventano palpabili nelle immagini e nelle parole quotidiane dell’Assessore alla Sanità e del Governatore della Lombardia, i quali ringrazio. E mi scuso con le Nostre Gerarchie, per il riferimento alla politica. Io qui intendo ringraziare in Loro l’Uomo che, al pari di antichi condottieri, assume su di sé la responsabilità della guida, delle scelte strategiche, della ricerca indefessa di soluzioni e di risorse, per il bene del suo popolo.
    http://siaarti1934.img.musvc1.net/static/112682/assets/1/SIAARTI%20-%20Covid19%20-%20Raccomandazioni%20di%20etica%20clinica.pdf

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