NUOVE FRONTIERE DELLA MEDICINA

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    Articoli
  • BELL
    Partecipante
    Post totali: 57

    Proseguendo l’interessante post di WIVA c’è da dire che a Pisa la Scuola S.Anna (sezione della Scuola Normale Superiore) è uno dei principali centri di ricerca sull’elettrostimolazione nei pazienti affetti da lesioni del midollo spinale in cui si ha un danneggiamento dei fasci nervosi che corrono lungo la colonna vertebrale a seguito di traumi ma anche di infezioni o processi tumorali. A seconda del punto colpito si possono avere ripercussioni più o meno gravi sul corpo, ma nella maggior parte dei casi la lesione comporta la perdita della capacità motoria che può riguardare solo gli arti inferiori (paraplegia) o comprendere anche quelli superiori (tetraplegia).
    La stimolazione elettrica spinale consiste nell’impianto sottocutaneo a livello di midollo spinale di uno stimolatore elettrico (costituito da una serie di elettrodi) che eroga una corrente elettrica continua a bassa intensità nei nervi spinali inferiori, imitando i segnali che il cervello trasmette normalmente per avviare il movimento.
    iI midollo spinale, sotto questo stimolo, riattiva la rete neurale per controllare i movimenti muscolari diretti e, cosa ancor più sorprendente, riattiva anche i circuiti neurali adiacenti dormienti.
    La stimolazione elettrica ha effetti positivi non solo sulla capacità motoria ma anche sullo stato generale di salute dei pazienti come l’aumento della massa muscolare e la regolazione della pressione arteriosa, non ché una riduzione dello stato di affaticamento e significativi miglioramenti nel tono dell’umore.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 100

    Ho letto che perfino le lacrime possono produrre elettricità…
    https://www.quotidiano.net/tech/si-pu%C3%B2-produrre-elettricit%C3%A0-dalle-lacrime-1.3440668

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 146

    Davvero interessanti l intervento di Bell e l articolo suggerito da Catulla, nel quale si attribuisce alla lisozima, enzima antibatterico, presente nei liquidi organici compreso il latte materno e l albume d uovo, l elettricità, ed è riducendo la carica elettrica negativa della superficie del batterio patogeno, che è in grado di neutralizzarlo. L elettricità,come manifestazione energetica, quindi, a livello organico può essere considerato un fattore di potenziamento del sistema immunitario della cellula? Inoltre se la manifestazione elettrica rimanda al principio della pila dove c’è un più e un meno questo analogicamente potrebbe essere applicato anche ad una Catena terapeutica che si basa sullo stesso principio, dotandola di un sistema immunitario proprio?

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 149

    Leggendo alcuni post che fanno riferimento a quanto sperimentato e conosciuto sulla comunicazione che si sviluppa su piani anche differenti da quelli ordinari, per prima cosa su base empatica, ma molto vi è da dire su questo argomento, voglio però fare una riflessione estremamente sintetica sullo spunto di quanto scritto da Catulla sulla interconnessione tipica del regno vegetale: con una certa probabilità di azzeccarla, credo esista una struttura reticolare operante nell’Universo, che permette la sintonia nella comunicazione tra gli esseri: innanzitutto tra quelli della stessa specie, ma non solo. Molti ricercatori hanno appurato sul campo che gruppi di acacie, quando attaccate da un lato da giraffe intente a divorarne il fogliame, sviluppano quasi istantaneamente tossine repellenti che bloccano lo stimolo dell’aggressore di modo che, da un certo punto in poi, le piante non vengono più toccate. Ricordo le conclusioni di un’altra ricerca, qui mi pare vi entrasse la fisica quantistica per spiegarne la dinamica, ma la sostanza è che nei gruppi di primati superiori geneticamente più vicini a noi, scimpanzé e bonobo (oltre 98% di patrimonio genetico in comune), quando uno di questi gruppi scopriva una funzione comportamentale nuova (un modo più veloce utilizzando diversamente un utensile o usandone uno nuovo per rompere ad esempio la frutta con guscio), in una determinata area territoriale, i conspecifici di altri gruppi di stanza a centinaia di chilometri, da lì a poco si appropriavano a loro volta della scoperta. Quindi, in un sistema che mi viene da definire di immanente interconnessione, la tensione, la ricerca verso l’idea nuova, intuitiva, dovrebbe diventare, anche se costa un po’ di fatica, una costante della vita ordinaria.
    Un caro saluto

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 51

    A proposito di impulsi elettrici mi è parso interessante segnalare la ricerca di Francesca Santoro, giovane ingegnere biomedico napoletano. La ricerca si svolgerà a Napoli con uno staff internazionale e riguarda un “cerotto fotovoltaico 3D”, usa e getta, realizzato con una sostanza hi-tech che, trasformando i raggi solari in impulsi elettrici, sarà in grado di far rimarginare più velocemente una ferita, lesione o le ustioni. «È un progetto di ricerca di base – dice la Santoro – nato per dimostrare se è possibile usare la conversione dei raggi solari in energia per accelerare la guarigione, soprattutto delle ustioni» e “sviluppare un nuovo sistema fotovoltaico, in pratica un mini pannello solare che si può posizionare su una ferita o su una bruciatura della pelle. I raggi del sole vengono convertiti in impulsi elettrici che possono stimolare la ricucitura della pelle, rendendo più veloce il processo di rimarginazione della lesione».
    https://www.ilmattino.it/innovazione/news/francesca_santoro_napoli_prima_italiana_lista_innovatori_u35_mit-4089121.html

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 36

    ed ecco il video della Bbc di divulgazione sulla comunicazione nel mondo vegetale, in inglese..

    • Questa risposta è stata modificata 4 giorni, 7 ore fa da  admin Kremmerz. Ragione: si prega di inserire solo link dei video
    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 96

    Un simpatico modo (scientifico) per sapere ciò che succede fra gli abitanti di una foresta: cooperazione, scambio di nutrimenti, preservazione, un pizzico di saggezza materna pro-evoluzione dei figli e soprattutto intelligente auto-guarigione!
    Molto carino questo video, guglielmo tell!

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 18

    Buongiorno. Interessante parlare di Nuova Medicina, dal momento che la Vecchia Medicina non risulta sempre adeguata a risolvere le malattie prodotte dalle caratteristiche ambientali, sociali, alimentari , psicologiche, forse anche comportamentali
    Chiedo ad un medico esercente della Fratellanza un parere, meglio se rimedio, circa un difetto di ormone del fegato, scoperto nel 2000 e che pare non abbia terapia, in quanto afferente al DNA, quindi “prendi, pesa e porta a casa e amen”. Ma io credo che cosi non sia.
    Sto parlando della EPCIDINA, ormone che se piuù basso o più alto del suo valore medio, non consente al ferro di transitare.
    Se nella medicina ermetica ci dovesse essere la chiave per la terapia non prevista da chi alza le spalle e si arrende, medico allopatico o alternativo, io attendo, caro Medico, con la M maiuscola, che ti illumini d’immenso
    Grazie

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 100

    Mentre studiavano la possibilità che le madri di un figlio maschio potessero avere una predisposizione ‘ di ritorno’ per certe malattie neurologiche, l’università di Seattle e il Centro di ricerca sul cancro Fred Hutchinson hanno scoperto che le donne conserverebbero nel proprio cervello il DNA di tutti gli uomini con cui hanno avuto rapporti sessuali.
    L’indagine è andata procedendo per esclusione di vari fattori (paternità, figli maschi, fratelli maggiori, gemelli abortiti) sino a giungere alla conclusione che il microchimerismo maschile evidenziante DNA del sesso opposto nel cervello di un’alta percentuale di donne, 63%, non poteva che attribuirsi a una traccia lasciata dai loro rapporti sessuali.
    Tale ipotesi più probabile resta tuttavia oggetto di ulteriori indagini…

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 46

    Oh perbacco!! Gli spermatozoi nel cervello!?!

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 55

    Divertente l’idea degli spermatozoi nel cervello che lascerebbe adito a strane considerazioni…No, penso invece, e non dico niente di nuovo, che sempre più potrebbe prendere consistenza la possibilità del DNA come antenna emittente (come sostenuto da numerosi studi) di frequenze specifiche registrate dalla rete neuroelettrica; senza dimenticare quel DNA “fantasma”, copia esatta di quello fisico ma ad un livello più sottile che gli scienziati hanno rilevato in numerosi esperimenti. In fondo siamo una Unità intercorrelata e la cosa potrebbe non sorprendermi. Chissà. Buona serata.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 96

    Chissà se ciò capita anche in altri mammiferi? E agli uomini succede di assorbire il dna femminile?

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 149

    Il post di Mara dell’8 novembre u.s., che fa riferimento a recenti studi e progetto di ricerca presso l’Università di Napoli per utilizzare i raggi solari a fini terapeutici, in particolare per accelerare processi di autoriparazione da ferite ed ustioni. Un fotovoltaico in campo biologico, in primis umano, che, credo nel regno vegetale, funzioni naturalmente come meccanismo di base, visto che i raggi solari stimolano l’increzione della linfa che qui funge da agente riparatore, ad esempio da una qualunque lacerazione sulla corteccia o su di un ramo. Ma il primo pensiero che scaturisce, è sulla probabile analogia di funzione, visto che, proprio l’esposizione ai raggi solari, istiga nell’essere umano la produzione della Vitamina D in tutto l’organismo, per cui il meccanismo di conversione dell’energia solare in componente organica in tale direzione, avviene istintivamente.
    Non mancherà occasione per approfondire la riflessione. Voglio documentarmi di più.
    Un caro saluto a tutti.

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 46

    In risposta a Mercurius3, molto brevemente, oggi, dell’epcidina si sa che è una proteina sintetizzata soprattutto in fegato cuore e midollo spinale, che il gene codificante è sul cromosoma 19, che se entrambi i genitori sono portatori di mutazione genetica nascerà un soggetto affetto dal tipo 2 di emocromatosi (grave malattia da progressivo sovraccarico di ferro).
    Si sa che l’epcidina è un regolatore del ferro nell’organismo: quando le quantità in circolo e nei depositi sono adeguate, l’epcidina aumenta, bloccandone l’ulteriore immissione nel sangue. Viceversa, se il ferro circolante o depositato si riduce o se cresce la produzione dei globuli rossi (che necessita di ferro), la produzione di epcidina è inibita, favorendo l’assorbimento e la disponibilità del metallo.
    L’emocromatosi da carenza genetica di epcidina si realizza perché, mancando questa proteina, non può essere inibito l’ulteriore assorbimento di ferro una volta raggiunte le scorte. Si determina così accumulo nelle cellule, con danno di struttura e di funzione in diversi organi e tessuti.
    Questo per la parte genetica.
    L’altra evenienza è che nelle malattie croniche infiammatorie/infettive l’organismo reagisce con alta produzione di epcidina in modo ferro-indipendente, cui segue bassa disponibilità di ferro in circolo, perché il metallo resta sequestrato nei depositi. Di conseguenza si sviluppa anemia.
    Uno degli interessi attuali è capire quanto la condizione di carenza o sovraccarico di ferro influenzi la risposta dell’organismo ai processi infettivi e viceversa. E’ noto che il sovraccarico di ferro favorisce lo sviluppo d’infezioni, perché il ferro è essenziale non solo per l’uomo ma anche per molti patogeni che lo utilizzano per la sintesi di enzimi implicati nella produzione di energia o per il metabolismo. (ad es. è noto da tempo che il Plasmodium falciparum, responsabile della malaria, infetta meno e ha maggiori difficoltà a svilupparsi nei globuli rossi ferro carenti rispetto ai globuli rossi normali).
    “La sideropenia, intesa come riduzione del ferro circolante è quindi considerata un meccanismo protettivo di fronte al pericolo rappresentato dall’invasione di microrganismi e il fatto che la carenza di ferro causi anemia, rientra nella strategia del “male minore”. (Clara Camaschella, Ordinario Med. Interna San Raffaele, MI).
    Sono in corso sperimentazioni su molecole che abbiano l’effetto di equilibrare la produzione di epcidina. Gli studi necessitano di tempi idonei a garanzia che ai malati giungano prodotti efficaci e sicuri, il più possibile esenti da effetti collaterali. E, al momento, la Medicina Ufficiale non dispone di questi farmaci. In ciò non vedo un ‘alzarsi di spalle e arrendersi’. Vedo impegno serio, profusione di tempo, di energia e di passione. Vedo volti che s’illuminano per un possibile risultato, vedo il sorriso per un miglioramento clinico, vedo la gioia per la guarigione. E auguro che noi sempre più acquisiamo la consapevolezza che scienza umana e divina sono indissolubili, che scoperte e progresso avvengono in virtù di questo e che sono da sempre, come ci dicono i Maestri, La Schola.

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