Medicina tradizionale: la Lunazione di luglio

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    Si ringrazia il fratello medico che ha collaborato alla stesura delle integrazioni alla Lunazione di luglio di seguito riportate.

    Tutta la materia, e quindi anche l’organismo umano, è composta di particelle (atomi) che vibrano secondo particolari lunghezze d’onda. Una malattia, quindi, potrebbe essere causata ed espressa da una sorta di vibrazione sbagliata. Partendo dal principio che ogni colore ha una sua lunghezza d’onda variabile per intensità e frequenza, la cromoterapia (terapia con il colore) utilizza proprio le vibrazioni del colore come principio curativo. La cromoterapia è utilizzata da tempi remoti, come testimonia l’uso dell’applicazione di panni colorati su zone malate del corpo, e la medicina ufficiale utilizza raggi infrarossi, ultravioletti e raggi X e gamma (che si trovano sopra o sotto lo spettro di luce visibile) per la diagnosi e la cura delle malattie. Sperimentazioni condotte in molti paesi hanno dimostrato che alcuni colori sono calmanti, altri stimolanti, altri ancora influenzano la nostra percezione della temperatura.
    Il colore viene adoperato consapevolmente in arredamento e design per ottenere ad esempio concentrazione o relax e negli anni ’40 la correlazione fra preferenze in fatto di colori e atteggiamento psicologico è stata dimostrata da Max Luscher che ideò, dopo una serie di studi, un test della personalità basato sul colore. Adatta a tutti, la cromoterapia è entrata di recente anche come ausilio medico nelle terapie classiche, spesso unita alla musicoterapia. Bagni di luce filtrata, generale o localizzata, vengono somministrati ad esempio per aumentare le funzioni vegetative (rosso), stimolare (arancione), favorire l’aumento dei globuli rossi (giallo), rilassare (verde), curare l’insonnia, la bassa tensione muscolare e la pressione (blu), sedare le nevralgie (violetto).
    A questi principi, che hanno sempre ispirato la Terapeutica Tradizionale, si rifanno i consigli che la lunazione di luglio propone ai lettori.

    Smeraldo:
    ciclosilicato di berillo, alluminio e cromo.
    Di colore verde puro o tendente al giallo o al blu, è una pietra trasparente con inclusioni più o meno numerose a seconda del suo valore, indossata o ingerita dopo essere stata polverizzata nell’antichità per le sue proprietà medicamentose. Nell’antico Egitto la possibilità di estrarre gli smeraldi dal sottosuolo offriva ampia disponibilità del minerale per cui l’utilizzo era molto diffuso. Conservando l’energia della terra, lo smeraldo e quindi il colore verde viene utilizzato per stimolare l’autoguarigione del corpo fisico, delle emozioni e dello spirito, stimolando il senso di armonia, calma e serenità,pace interiore e giustizia. In cromoterapia il verde si consiglia agli iperattivi, a coloro i quali si trovano costantemente sotto pressione e a chi necessita fare chiarezza dentro si sé, specie se parliamo di ‘sentimenti’. Meglio ancora funziona con l’ansia. Ecco perché si dipinge di verde la parte conviviale della casa, luogo in cui si incontrano le relazioni sociali con i nostri simili.
    Influenza positivamente le relazioni umane e lo spirito di collaborazione, la sensibilità e la disponibilità alla comprensione. Agisce specificatamente, ben influenzandole, sulle patologie della testa: sinusiti, cefalee, crisi epilettiche, malattie degli occhi, ma anche sulle malattie cardiache e dell’intestino.
    La pietra si purifica immergendola per qualche ora in acqua fredda salata e recupera vitalità esponendola alla luce del sole (non
    diretta) e della luna.

    Granato:
    designa un gruppo di minerali appartenenti al gruppo dei neosilicati dal colore variabile dal rosa al rosso, dall’arancio al nero, dal verde al trasparente. In realtà comunemente si fa riferimento al piropo, minerale dal colore rosso intenso, che ha suggerito il nome alla pietra: granatum dal latino malum granatum (melograna). Si estrae sin dall’antichità e il suo uso era comune presso egizi, greci e romani. Un giacimento di grandi quantità di piropo rinvenuto a Martiniana Po (Cn), ha permesso di conoscere l’origine della pietra che proviene da oltre 100 km. di profondità della terra: vero e proprio sangue minerale della terra. Il colore rosso simbolizza il fuoco, il calore, l’energia e la luce e per traslato la vita e il sangue.
    In cromoterapia si adopera per combattere l’anemia e l’ipostenia, che compaiono per esempio nelle emorragie post partum delle puerpere.

    Silice:
    Presente in natura nei minerali come sabbia, quarzo e calcedonio e in numerosi animali come spugne e diatomee e vegetali come canna da zucchero e equiseto, viene utilizzato in ingegneria elettronica per la sua capacità termoisolante nella costruzione di transistors e circuiti integrati, nell’industria come abrasivo per la sua durezza, nell’industria aeronautica per la costruzione dello scudo termico di sonde spaziali, ecc. L’inalazione della sua polvere è altamente dannosa provocando negli operai che ad essa si espongono una grave patologia polmonare chiamata appunto silicosi.
    In omeopatia la silice viene consigliata nei raffreddori, negli ascessi gengivali, nel mal di testa e nei disturbi digestivi.
    Il quarzo trasparente e incolore , chiamato cristallo di rocca , era usato come amuleto protettivo contro le emorragie , l’idropisia e il mal di denti: di qui il consiglio di porlo nella bocca a contatto con i denti dolenti. Nel Medio Evo si credeva che il cristallo di rocca spegnesse la sete e per questo se ne facevano brocche e bicchieri.

    Corniola:
    è una varietà di calcedonio dal colore rosso-arancio per il suo contenuto in ossido di ferro, estratta già nell’antichità dai Romani dalle miniere di Arabia, India e Persia.
    Ritenuta sin dall’antichità simbolo di rinnovamento, la corniola, sacra ad Iside, veniva usata in Egitto per simboleggiare la rinascita dopo la morte e per questo veniva posta, dopo essere stata incisa con formule o figure di protezione, sul corpo dei defunti.
    A questa pietra è stata attribuita la capacità di equilibrare e ripristinare la sintonia delle espressioni fisiche e spirituali ottenendo una unità funzionale profondamente radicata alla realtà contingente e capace di modificarla. Portatrice per il suo colore di vigore ed energia, la corniola è indicata in cristalloterapia nelle malattie cardiocircolatorie e nell’ipertensione arteriosa, in quelle del sangue e dell’apparato digerente. Probabilmente l’influenza positiva sulle crisi epilettiche in questa lunazione va messa in relazione proprio con l’azione riequilibrante le funzioni nervose, più saldamente integrate a quelle del resto dell’organismo.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 811

    Oggi ho colto la frase critica di una ragazzina all’indirizzo di una trentenne che aveva osato – udite! udite! – ammantarsi di un colore molto vivace definito ‘inadatto’ alla sua età.
    Ho pensato a quel bellissimo intervento dei medici della SPHCI sulla Lunazione di Luglio e anche a un intervento di holvi di qualche mese fa, a proposito della cromopuntura praticata da Mandel e ne ho concluso che siamo distorti, fin da giovani, in una ricerca estetica che di etico non ha più nulla.
    L’uso del colore ha una base scientifica al punto che, come ci insegna la tradizione magica, esiste un’applicazione terapeutica della materia che modulano. Forse sarebbe ora di educare i ragazzi nelle scuole a una nuova etica e, quindi, a un nuovo senso dell’estetica…
    Ma chissà se c’è chi li può educare!
    Original author: fler95

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 319

    Tutti sanno che gli interessi delle industrie farmaceutiche sono fortissimi e che hanno influenzato le metodologie e l’opinione pubblica. Ad esempio prima che si usassero gli anestetici per gli interventi chirurgici si studiavano le proprietà della psiche umana anche tramite l’ipnosi e, di recente, questa è stata riutilizzata nel corso di un intervento chirurgico in Italia su una signora allergica a qualunque anestetico. Di medici, però, che ricercano disinteressatamente i rimedi per la salute, ve ne sono moltissimi. Ciò che manca è appunto una scientifica e lungimirante educazione sociale tramite i mass media. Perciò mI sono stupita ieri, durante un telegiornale, di sentire la giornalista fare una carrellata su diversi sistemi terapeutici cosiddetti alternativi tra cui anche l’uso del colore. Il succo del servizio era che non dobbiamo dimenticare la Natura né l’uso della mente per recuperare la salute perché non basta solo affidarsi ai farmaci. Nello stesso servizio si è anche affermato che una causa del tumore risiede nell’aver perso la propria finalità, il proprio scopo personale, nel non aver più fiducia di poterlo realizzare. E, implicitamente, si è ribadito quanto il morale, la psiche, la mente, il profondo insondabile in noi sia tutt’uno con la materia.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 811

    Mese di Luglio 2017

     

    Il Sole entra in Leone il 22 Luglio alle ore 17.15

      

    Primo Quarto  1° Luglio ore  02.51
    Luna Piena   9 Luglio ore  06.07
    Ultimo Quarto 16 Luglio ore  21.25
    Novilunio  23 Luglio ore  11.45

     

     

     

    Anonimo
    Post totali: 307

    Si ringrazia il Fratello medico per le integrazioni alla lunazione di luglio-agosto 2014 di seguito pubblicate.

    Desidero fare qualche considerazione sui rimedi consigliati nella lunazione prossima ad uso dei lettori del blog. A proposito di radici, molti ortaggi da radice sono ora purtroppo andati quasi completamente in disuso; a parte rapanelli, barbabietole e carote, sono pochissimi gli ortaggi da radice che ancora sono comunemente conosciuti, coltivati e soprattutto consumati.
    Per quanto riguarda le proprietà nutritive la carota si configura come vera e propria miniera di minerali: ferro, calcio,magnesio,rame, zinco. Ma non solo: la carota apporta pro-vitamina A (carotenoidi), vitamina B e C; tra tutti i vegetali rappresenta la fonte più ricca di beta-carotene, trasformato in vitamina A dall’organismo in caso di bisogno. Basti pensare, infatti, che 200-300 grammi di carote apportano una quantità di beta-carotene pari a circa 5-10 volte il fabbisogno giornaliero raccomandato (20-25 mg a fronte di un fabbisogno stimato in 2-4 mg/die).
    Il carotene è il pigmento responsabile della tipica colorazione arancione della carota: proprio per questo motivo, i caroteni vengono estratti dalla radice ed impiegati come colorante naturale nell’industria agro-alimentare (E160).
    La radice di carota è ricca di riserve zuccherine, mentre nella parte erbacea si trovano moltissimi flavonoidi , furanocumarine ed olio con molecole a basso peso molecolare: un olio quindi molto volatile, che si caratterizza per il contenuto in geraniolo, limonene, e sesquiterpeni come il daucolo.
    Due parole sul rapanello o ravanello che dir si voglia!
    I ravanelli sono ortaggi dal basso potere calorico e ad alto contenuto d’acqua, di fibra di sali minerali e di vitamine. Inoltre, contengono buone quantità di rafanolo, che assieme a glucobrassicina, sinapina, tiocianati di allile e di butile, compone un’essenza solforata medicamentosa. Tale miscela sembra possedere proprietà colecistocinetiche, quindi utili nel trattamento della discinesia biliare o dei disturbi biliari cronici (soprattutto quando accompagnati da dispepsia e costipazione); altri citano il rafanolo come un potente antilitisiaco (contro i calcoli epatici).
    Anche la rafanina sembra svolgere un’importante funzione, nello specifico pare molto utile come batteriostatico (proprietà antibiotica).
    Alcuni sostengono che i ravanelli vantino anche un certo potere antielmintico (vermifugo), antispasmodico(per i muscoli e il sistema nervoso) pro-appetente e pro-digestivo.
    Tutti i nutrienti energetici sono presenti in modestissime quantità, con leggera prevalenza del fruttosio su proteine e lipidi. Tra i sali minerali si evidenzia una buona concentrazione di potassio, mentre tra le vitamine spicca l’acido ascorbico o vitamina C (potente antiossidante) coinvolto – tra l’altro – nella conservazione del sistema immunitario.
    A proposito della barbabietola, a parte quella da zucchero ricca in saccarosio, ricordiamo le proprietà della più comune rapa rossa.
    Le rape rosse contengono pochissime calorie (solamente 19 per 100 grammi di prodotto): per questo motivo, rientrano tra i cibi ipocalorici, ottimi alimenti preferibili quindi in diete bilanciate che presuppongono una marcata restrizione calorica.
    Le rape rosse sono costituite da una buona quantità di acqua, corrispondente all’incirca al 91%; si conta solo il 4% di carboidrati ed il 2,6% di fibre, il restante è costituito da proteine e, in minima parte, da grassi.
    Essendo una radice, la rapa rossa funge da miniera di Sali minerali, sapientemente assorbiti dal terreno: potassio, ferro, calcio, fosforo e sodio. Anche le vitamine rivestono un ruolo da protagonista nella composizione dell’ortaggio: tra queste spiccano la B1, la B2, la B3, la A e la C.
    Nella radice di rapa rossa si ritrova un glicoside che attribuisce la tipica colorazione rosso vivo alla rapa: si tratta della betanina, sfruttata – come accennato – dall’industria alimentare come colorante naturale (E162), ricavato dalla radice tramite spremitura od estrazione con acqua da frammenti dell’apparato radicale. Altro pigmento riscontrato nella rapa rossa è la betaxantina, che le conferisce striature giallastre.
    Ancora, nella radice di rapa rossa si trovano altre sostanze sfruttate nella fitoterapia e nella cosmesi: saponine, antociani, flavonoidi in genere ed allantoine (proprietà idratanti e decongestionanti).
    Per fortuna le buone abitudini alimentari salutiste stanno riportando sulle nostre tavole molti ortaggi dimenticati, e tra questi alcune radici, che, oltre ad essere buone e salutari, offrono il vantaggio di poter venire coltivate anche nei mesi freddi, apportando una buona quantità di Sali minerali e vitamine anche sulle tavolo di color che desiderano consumare soltanto verdure e frutti di stagione, non conservati artificialmente.
    Tra gli ortaggi da radice più diffusi sicuramente ricordiamo la rapa bianca e il sedano rapa, tra i pochi che vengono ancora comunemente utilizzati in cucina, il primo cotto, il secondo sia cotto, sia crudo.
    Da tempo dimenticati in Italia sono invece alcuni ortaggi, che fino ad alcuni decenni fa erano presenti molto speso sulle tavole, come ad esempio la pastinaca (pastinaca sativa), che è stata completamente soppiantata da ravanelli e carote: si tratta infatti di una specie di lunga carota bianca, dal sapore delicato, che si consuma cruda o cotta.
    Assieme a quest’ultima anche la cren (armoracia rusticana), il cavolo navone (brassica napus esculenta), la rutabaga (brassica napus napobrassica) e il ramolaccio (raphanus sativus): si tratta ormai di ortaggi sconosciuti ai più, difficilmente reperibili sia per la coltivazione, sia per il consumo a tavola.
    Poco diffuse invece tutte le radici più comunemente utilizzate nella cucina italiana, come la scorzonera (scorzonera hispanica), la scorzobianca (tragopogon) e le radici amare (cychorius intibus sativus).
    Ricordo ancora lo zenzero e il topinambur. Il primo ricco di gingerolo, utilizzato in farmacologia per le sue proprietà antidispeptiche, anti-nausea e antivomito (si può usare anche in gravidanza al pari della vitamina B6) stimolante la secrezione biliare e per questo ipocolesterolemizzante. Il secondo, poco calorico, è ricchissimo di inulina una sostanza ad azione ipoglicemizzante che lo rende un alimento indicato nel diabete, vitamina A, C e H, aminoacidi quali arginina e asparagina.
    Una radice molto adoperata a scopo terapeutico è quella della Bardana (Arctium Lappa) Da sempre conosciuta come la pianta dermopatica per eccellenza, a livello terapeutico la bardana s’impiega per la cura delle dermatosi di vario genere, legate a disordini biologici e metabolici. La bardana, perciò, è particolarmente valida nel trattamento dell’acne, dermatiti, eczema, seborrea, forfora e psoriasi, grazie alla presenza di composti polinsaturi, acidi fenolici dotati di proprietà antibiotica, antibatterica e antiflogistica.

    In fitoterapia è inoltre usata per la sua attività depurativa, (stimola la funzionalità biliare ed epatica) ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante, lassativa e antireumatica. La radice di questa pianta contiene lignani, vitamine del complesso B, amminoacidi, oligoelementi, sostanze amare, tannini e resine; ma soprattutto è costituita da inulina, che svolge un’azione drenante e purificante del sangue, che favorisce l’eliminazione delle tossine, cioè i “rifiuti” delle diverse reazioni metaboliche dell’organismo.

    Il suo impiego è di aiuto e di sostegno in questa importante attività esercitata dal fegato, reni, intestino e pelle, considerati gli emuntori naturali. Il risultato di un buon drenaggio consiste in un potenziamento dell’attività epatica e biliare, della diuresi, del transito intestinale e della regolazione della secrezione sebacea. L’uso terapeutico è quindi consigliato nel trattamento di diabete e iperglicemia, nel qual caso va assunta sotto stretto controllo medico, per la conseguente interazione con gli ipoglicemizzanti di sintesi, per combattere colesterolo, iperuricemia che causa i reumatismi e gotta. Con la radice si prepara un decotto (un cucchiaio di radice per una tazza di acqua) che può essere assunto per via interna e usato per via esterna e una tintura madre che viene somministrata per bocca in misura di 40 gocce tre volte al dì lontano dai pasti.
    Qualche accenno alle bevande acide che sono ben influenzate: mi riferisco essenzialmente al succo di arance e limoni, che oltre al corredo generoso di vitamine svolge un azione alcalinizzante molto utile a normalizzare l’equilibrio acido-base evitando che il corpo si privi di preziosi minerali come calcio e magnesio per riequilibrare il sistema, con ottimo effetto anti-osteoporotico.
    Un ultimo suggerimento a proposito dell’ingrediente che nel terzo ciclo della lunazione entra a far parte dell’insieme da fare macerare e poi distillare per ottenere un rimedio valido nelle malattie della vista e della cornea in particolar modo: il melazzo è verosimilmente la melassa, dal portoghese melaço e dal latino mel (miele), liquido bruno ottenuto dallo zucchero per centrifugazione.
    Buona prossima luna a tutti!

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 59

    Utilissime le informazioni sulle radici. In particolare lo zenzero che da tempo mi riprometto di utilizzare e che ora senz’altro farò. Ho letto che la luna di luglio influenza bene anche i legumi e lo zenzero fresco grattugiato nei legumi ci sta bene.

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 59

    Come mi ero ripromessa e nella luna giusta sto provando la radice fresca di zenzero in diversi modi. In tisana e cucinata, ad esempio col pollo (o altre carni) e con le lenticchie. Oltre ad insaporire – come è già stato precisato – possiede numerose proprietà curative. MI ha colpita la notizia che il Sole ha un ciclo magnetico di 11 anni (il presente lo chiamano il 24°), ossia proprio la durata del III ciclo delle Lunazioni, anche se sul testo si parla di 11 anni lunari. Le notizie sul presente ciclo solare che pare stia terminando sono presenti sul web e al TG lo hanno messo in relazione al clima.

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