Libere testimonianze

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  • Angelo
    Partecipante
    Post totali: 153

    E’ proprio vero, la difficoltà di andare controcorrente la esperimentiamo tutti i giorni, su di noi.
    A me, che purtroppo non ho mai avuto per ora la possibilità di incontrarmi con tutti Voi, e che ascolto le vostre esperienze con una passione grandissima, andare controcorrente mi ricorda l’arduo percorso che compiono i salmoni, che a rischio della propria vita, ma con la consapevolezza che quello è l’unico modo per garantire la sopravvivenza della specie, risalgono i fiumi, in mezzo a mille pericoli.
    E’ forse anche per noi questo un concetto da prendere in considerazione? La nostra sopravvivenza (solo terrena?) è così profondamente legata alla nostra “risalita”, alla nostra capacità di lottare e di correre pericoli per raggiungere il luogo dove finalmente possiamo riprodurre noi stessi in un altro essere umano, uguale nella forma ma diverso nella sostanza?, Io credo di sì….
    Vi abbraccio forte forte.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 633

    Buongiorno a tutto il Forum.
    Caro Angelo con l’esempio dei salmoni ti sei collegato al +++++Maestro che, proprio in quella circostanza all’Infernaccio, assimilò gli Ermetisti che vanno contro corrente fino alla Sorgente a questi eroici e impavidi pesci!

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 752

    L’amore la la guida della Delegazione, e sentirci uniti nel percorso, sapendo che affrontiamo le stesse difficoltà con sempre maggiori tentativi di coerenza e di volontà è un sostegno ineguagliabile, caro Angelo. Si, anch’io penso, come m-rosa, che rivedere le proprie esperienze alla luce di una coscienza diversa acquisita grazie alla Schola, come ha fatto Tulipano, sia chiarificante del proprio percorso che ha portato alla scelta ermetica. Perché la coscienza di sé e di quanto si fa è importante e la Schola ne permette sempre più l’approfondimento.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 633

    E’ vero, carissime Sorelle, concordo. Come dice tanaquilla “rivedere le proprie esperienze alla luce di una coscienza diversa acquisita grazie alla Schola” è chiarificatore…ed è importante x testimoniarle… x trasmetterle.
    Siamo tramiti gli uni per gli altri, oltre che per noi stessi… cooperiamo…
    L’anelito di Angelo, ad esempio, mi ha spinta ad approfondire il significato di ‘salmone’ che presenta degli aspetti significativi dal punto di vista ermetico.’Salmone’ deriva dal celtico, poi dal latino ‘salmo salar’, da cui deriva la parola ‘salmo’, e ‘salire’… arriviamo poi all’ebraico ‘salomone’ da cui derivano i concetti di ‘saggezza’ e di ‘pace…
    In ‘salmone’ c’è pure la parola ‘sale’ che rimanda alla pratica di conservazione, purificazione e fissazione…

    Dafne
    Partecipante
    Post totali: 42

    Io non c’ero quella volta, però quello che voi dite sulle esperienze col Maestro che sono per tutti lo trovo giusto e sento che vale anche per me che non c’ero. Come il Sole illumina tutto la stessa cosa fa il Maestro, ha illuminato anche me.
    Che siamo come i salmoni l’ho già condiviso in un’altra cosa che ho scritto.
    Rispondo ad Angelo che secondo le leggi che regolano la natura, nel senso di tutto l’universo, direi di sì, magari non riproducendoci ovvero reincarnandoci proprio uguali a prima, ma sperando di aver salito qualche scalino. Uguali no, non può essere!
    Salute a tutti.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 547

    E’ vero dafne, uguali no, non può essere. Questa frase la ricorderemo ogni volta che ci sentiremo scoraggiati, ogni volta che ci sembrerà di non muoverci o di ricadere negli stessi errori, e allora ci concentreremo sui piccoli o grandi passi che abbiamo fatto da quando siamo entrati nella Miriam. Ho voluto parlare al plurale perché credo che, come è stato detto, condividiamo tutti il medesimo cammino

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 153

    E’ vero m_rosa, noi siamo “fortunati” perchè abbiamo intrapreso una strada che percorriamo mano nella mano, e quando ci giriamo intorno, vediamo che tra noi esiste solo Amore e Bene. Quando mi accorgo di essere così “fortunato”, e guardo il mondo che ci circonda, mi rendo conto che l’Amore che ricevo dalla Schola, dai Maestri, dal delegato Genrale e dalla Miriam, ha un valore così alto che rende tutto il resto superficiale. Si comprende allora la vera finalità terapeutica del nostro percorso, quando è rivolto all’esterno, perchè il dolore umano riposa sempre lì. Ma ci dobbiamo fermare laddove l’aiuto no è richiesto, perchè non possiamo interferire. Ma a volte si sente sulla nostra pelle questo dolore umano, questa sofferenza, negli occhi di chi ci guarda e non comprende che ci sono “verità” che potrebbero aiutarli. Ma questa è la nostra strada. E’ vero, anche io sono convinto che non ritorneremo uguali, ma ritoneremo con dentro di noi un tasselo un più, se ce lo saremo meritati per giustizia, e questo tassello forse ci aiuterà a risvegliarci prima rispetto ad oggi, in quanto il nostro lievito aveva già inzito il suo lavoro.
    Vi abbraccio forte forte.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 633

    E’ vero angelo, siamo ‘fortunati’…
    C’è una bella immagine seicentesca che, x la mia modesta opinione, ben rappresenta il concetto ermetico/italico di ‘fortuna’, imprescindibilmente collegato al fare, al lavorìo ortodosso … in sintonia con la Natura Mater-ia… nei tempi rituali giusti e con finalità specifica…
    https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900598152#lg=1&slide=0
    La scena agreste sembra richiamare il Timbro della Vergiliana.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 248

    Bellissima stampa Mandragola, davvero ricca di spunti di riflessione. Come evidenziavi, di simile al Timbro della Vergiliana c’è la Ruota poggiata sul terreno ( i raggi ricordano una stella fiore a sei petali). Anche le morbide colline ricordano il paesaggio agreste del timbro, le linee scure sembrano solchi…Mi colpisce la Fortuna cieca che semina,ai miei occhi potrebbe significare che, lavorando indefessamente, i doni arrivano abbondanti e secondo giustizia.Alle spalle il dio Saturno che decreta e sancisce inesorabile ogni nostro atto con la falce e… la clessidra dello scorrere del tempo ( invito a non sprecarlo??). La dea armata chi è ? Giunone? Diana?A presto, un abbraccio fraterno

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 633

    …penso sia Minerva Memor e Medica, l’etrusca Menrva, talvolta assimilata a Diana a cui è associata la civetta…
    Riporto da “La mitologia pagana greco-romana in alcune interpretazioni del Kremmerz” in:https://www.kremmerz.it/la-mitologia-pagana-greco-romana-in-alcune-interpretazioni-del-kremmerz/
    “…Minerva è il pensiero armato, il pensiero energia e il pensiero non solo intelligente, ma volitivo, creatore, cosciente che si esteriorizza, individualizza, agisce, impera, domina. Concezione che dovette essere etrusca di origine. Posteriormente assimilata con Athena greca – coincidenza impropria – Minerva è idea viva e vivente in azione; l’arma è difesa e resistenza… Quindi luce omnisciente quando in noi è armata, quando si muove e esplode in Giove, luce divina, Monitum (il verbo caro) dei magi, partorita è sapienza in atto; l’idea realizzata. Minerva Medica ebbe tempio, ex voti, adoratori, guariva. Quando vi ho palato della Myriam vi ho figurato Minerva Medica…”

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 427

    Provo a fare una riflessione sull’immagine postata da Mandragola. La Fortuna o Dea Bendata si presenta cieca come il Destino. Non guardano in faccia nessuno, belli o brutti, poveri o ricchi, potenti o umili, non ce n’è per alcuno. Cieca perché se si semina in un certo modo, in un certo tempo, con certe sementi, il frutto inesorabilmente a tempo e ora riemergerà alla luce del mondo, mentre se invece o non abbiamo seminato, o peggio abbiamo seminato zizzania, Messere Destino elabora il prodotto finale, nel bene e nel male. Scriveva il Maestro Kremmerz che nel termine destino vi è la radicale di “sta”, ciò che è fissato e che nessun Nume può cancellare, può attenuarne i contraccolpi, di modo che il “figliol prodigo” ravveduto e divenuto più consapevole possa mettervi mano portando sì la Croce, senza che però gli spezzi la schiena, altrimenti sarebbe un disastro. Aggiungo solo che all’ingresso del cortile della Sapienza a Roma, vi è la Statua della Dea Minerva, con una civetta sulla spalla, civetta dal latino “Athene noctua”, forse a significare che vedendo chiaramente nella notte, riesce a scrutare in un mondo dove nella dimensione ordinaria la pluralità delle persone non lo possono neanche lontanamente percepire.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti

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