La S.P.H.C.I. Fr+Tm+ di Miriam è solo Terapeutica ?

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  • GELSOMINO
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    Post totali: 129

    Vorrei partire dalle parole del Maestro Benno nella sua circolare del dicembre 1947 , dove ad un certo punto scriveva . “ Come per i Rosa+Croce tradizionali era prescritto ,fra l’altro, l’esercizio gratuito della medicina, così per la Fr+ di Mir+ è posta la pratica della “medicina ermetica”. – Ma ciò va inteso principalmente nella sua “ funzione rituale” come per altre organizzazioni era prescritto lo studio di una scienza , l’esercizio di un mestiere, l’uso delle armi ecc. – Non bisogna scambiare il “mezzo” con il “fine” , altrimenti, giudicando dai mezzi, nella loro qualità di “fenomeni” , si potrebbe giungere alla conclusione che qualunque scienziato, architetto, artigiano, o militare , sarebbe un iniziato o in particolare , se medico, un Miriamico.”
    Per qualcuno questo campo di applicazione della Scienza Ermetica può risultare congeniale , ma per altri potrebbe non essere lo stesso , anzi potrebbe essere , se non un vero e proprio ostacolo, quanto meno non facilmente digeribile, sopratutto quando ci si sta ancora avvicinando o ci si è da poco iscritti e si è ancora pieni di idee e aspettative legate all’appagamento del proprio ego. Le parole del Maestro Benno offrono un motivo di riflessione sul mezzo e sul fine in una Tradizione Iniziatica , che come ci diceva non vanno confusi. In questo senso parole chiare sono scritte anche nella pragmatica Fondamentale. Personalmente mi sento di dire che il concetto di Terapeutica si allarga e si modifica a mano a mano che ci si purifica.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 464

    Leggendo il tuo post, Gelsomino, di primo acchito mi viene di dire che la Schola si sia occupata degli argomenti e dei campi più disparati di tutto lo scibile umano: dalla filosofia alla storia e alla filologia, dall’alchimia alle arti in generale, dalla comunicazione alle scienze di frontiera ecc. ecc., come testimoniano anche le pubblicazioni che nel corso del tempo sono state fatte.
    Naturalmente il tutto affrontato in chiave iniziatica, ovvero con una modalità che differisce dall’approccio profano meramente culturale. Comunque, continuerò a rifletterci e nel frattempo ti abbraccio.

    ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 159

    Caro Gelsomino, il tema quanto mai opportuno che proponi evoca un malinteso comune a molti di coloro che non conoscono la reale dimensione della Fratellanza di Miriam: o perché, da esterni, ne hanno ricevuto informazioni parziali, approssimative e inesatte, o perché hanno avuto o hanno a che fare con imitazioni e contraffazioni dell’unica legittima, ortodossa e vera Fratellanza Terapeutica Magica di Miriam. Purtroppo, capita anche di osservare come questo stesso malinteso non sia estraneo a chi, magari perché entrato da poco o relativamente da poco, non ha ancora avuto modo di mettere bene a fuoco la questione dell’esercizio della terapeutica e la connessione intima di questo esercizio con il percorso iniziatico additato dalla Schola, percorso che essendo “integrale” e “integrante” non può perciò che svilupparsi a tutto tondo, come lascia ben intuire il post di Mandragola.
    Bisogna perciò che sia ben esplicitato il concetto seguente: l’esercizio della terapeutica è la sola modalità che, per Pragmatica Fondamentale, il miriamico può e deve perseguire allorquando, nell’utilizzare gli strumenti rituali che gli sono stati affidati, scende sul terreno dell’applicazione e della verifica del percorso iniziatico-evolutivo intrapreso. Del resto, non bisogna dimenticare che all’esercizio della terapeutica è associata una “finalità indiscussa di Bene”, finalità che mette al riparo il praticante dalle insidie provenienti da aspirazioni egoistiche e personalistiche.
    Dunque, la limitazione, sempre che abbia senso parlare di limitazione, riguarda il solo campo di sperimentazione entro il quale il miriamico circoscrive la propria azione e non, come impropriamente qualcuno può essere indotto a pensare, lo sviluppo possibile connesso con l’ascenso ermetico. Sempre a proposito di “limitazione”, inviterei poi a riflette sulla seguente domanda: attestato che l’azione “terapeutica” include il risanamento e il riequilibrio dell’essere in senso lato, come è possibile separare, anche solo concettualmente, risanamento e riequilibrio da un percorso evolutivo integrale?

    • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 9 mesi fa da ippogrifo11.
    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 103

    Grazie, ippogrifo, per questa chiarissima, necessaria e quanto mai tempestiva puntualizzazione. Non sempre questo dubbio sulla “limitazione” riesce a far capolino dagli occultamenti delle proprie insicurezze.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 207

    “Solo Terapeutica?”: sarà che è passato del tempo dentro la Schola e non mi sono resa conto di cambiare prospettiva ma questo interrogativo, apparentemente logico, mi lascia oggi perplessa e non posso che associarmi a Ippogrifo nel suo quesito finale. Quindi riformulo in questo post la domanda chiedendo: c’è qualcosa che attiene l’evoluzione, lo sviluppo, il progresso umano e scientifico, il Bene, la Salute, la Verità che NON sia anche e intimamente Terapeutica?
    Ricordo che nei miei vent’anni passavo ore a cercare nei libri la spiegazione a quel passaggio enigmatico del Maestro Kremmerz: “L’uomo in ipotesi è appena il contenente di un angelo decaduto: l’involuzione dello spirito angelico è appunto la sua umanizzazione come la sua evoluzione è la integrazione, la riconquista della sua libertà divina, vale a dire la sua completa spiritualizzazione; il nirvana o stasi di beatitudine, e le esistenze terrene non sono che tante righe di una pagina compresa tra gli estremi: involuzione e reintegrazione completa”.
    Poi, però, da quando ho iniziato a praticare in seno alla Miriam ortodossa, mi sono resa conto che ogni pezzettino minuscolo di cattiva abitudine, vizio o intemperanza costa quintali di sangue e sudore per dissolverlo e, come risultato fra i tanti, nei libri cerco molto meno. Tuttavia ho cominciato a capire che gli istanti di Luce arrivano nel fugace momento in cui davvero siamo in stato di “grazia”, dimentichi di tutto ciò che solitamente ci attanaglia e ci appassiona e semplicemente concentrati su quello che ‘vogliamo’: con lo stesso spirito con cui raccogliamo da terra un pezzetto di carta, senza aspettarci nulla dalla carta né dal pavimento né dalla stanza tutta, eppure con la volontà che quel pezzetto di carta torni su… e subito dimentichi del gesto compiuto.
    Se…non ci fossero le passioni, i bisogni, i desideri; se…non fossimo preda delle nostre fisime, di quello che crediamo di sapere e ci impedisce di imparare altro e oltre; se…se…se…
    La Terapeutica e il suo esercizio sono una continua, faticosa, individuazione e dissoluzione di questi “SE” e la Fratellanza, questo grande contenitore di Bene in cui la Miriam delle Gerarchie fino alle più pure incontra la Miriam dei numeri tutti, è la nostra forza, la nostra catarsi, e…la nostra fede: etimologicamente intesa.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 408

    Mi fa piacere constatare come, il nostro evolverci, ci porta tutti ad una visione sempre più unitaria del concetto di terapeutica, convergente, in ultima analisi con il nostro quotidiano sforzarci per cercare di mantenere l’equilibrio su quel percorso che, non dimentichiamolo, abbiamo liberamente intrapreso, di “Reintegrazione completa” di cui parlava Il Kremmerz e che Catulla ricordava. Terapeutica dunque, come mezzo per raggiungere le stato di equilibrio coincidente con la finalità assoluta di Bene, di Salute e di Luce . Per capire meglio come Essa sia mezzo e fine, forma e sostanza del nostro cammino evolutivo, non dobbiamo confonderla con il profano concetto di curare, ma, piuttosto, con il “prendersi cura”, l’ “aver cura”, di se’, di altri, di tutti gli esseri viventi che, sofferenti, troviamo sul nostro cammino e che in qualche modo chiedono aiuto.
    Nel prendersi cura c’è il volere che l’ammalato guarisca ma c’è anche un Amore illimitato verso quell’essere, chiunque esso sia, granello di vita su questa terra. Ed è in questo Amore che si palesa in tutta la sua potenza, la finalità terapeutica della Miriam

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 176

    Molto utile questa piccola ma significativa distinzione tra il “curare” e il “prendersi cura” che fa M Rosa.
    Sembrano la stessa cosa ma, riflettendoci, è come se nel primo termine si prendesse in considerazione solo l’effetto finale di un processo di guarigione. A mio avviso, il “prendersi cura” sottintende intanto un iter,cioè in primis un concetto di prevenzione, in quanto prima di mettersi all’opera, occorre volere il bene di quell’essere, vedere la sua guarigione, scegliere gli strumenti più adatti affinché la cura possa avere buon esito, o almeno non produrre effetti contrari! Il prendersi cura è poi un concetto legato in particolare al femminile e sembra andare oltre anche il “traguardo” della guarigione,cioè oltre il risultato di una guarigione. Si diventa così automaticamente un tramite di qualcosa di più ampio,meno registi e maggiormente comparse, che tanto di diventar famosi non è mai stato richiesto né considerato utile! Come numeri di una Catena,penso siamo utili laddove, nel nostro piccolo, ci atteniamo agli strumenti e alle indicazioni che ci vengono date da chi, sul cammino evolutivo, ha più Coscienza di noi. Siamo partecipi dell’Opera ma non siamo noi l’Opera. È così?

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 408

    Si seppiolina, siamo l’Opera è l’Operatore. Una cosa, quando dici “la cura possa non produrre effetti negativi” ti riferisci alla terapeutica Ermetica o ordinaria? Perché nel primo caso è una contraddizione in termini, come può una cura basata sull’Amore produrre male? Può accadere che i risultati non siano immediatamente evidenti ma il seme di Bene viene sempre piantato. A tale proposito si può riguardare dalle dispense “L’esito terapeutico…” (cap.IV)

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 176

    Si, assolutamente M Rosa, parlavo nello specifico della cura in generale, non ermetica. Nella Terapeutica ermetica infatti una risposta c’è sempre,come giustamente dicevi, anche se a volte il Bene segue vie meno evidenti,cioè sembra all’apparenza che non produca l’effetto sperato, o per meglio dire, quella che è la nostra idea di effetto. Grazie per le indicazioni delle letture, andrò a rileggere le dispense! Un abbraccio!

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