LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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  • Daniel56
    Partecipante
    Post totali: 32

    Un laboratorio di ricerca israeliano (Visto su Speciale TG1 di venerdì 13/2) ha fatto delle ricerche per la cura di un virus simile al Corona, che attacca gli ovicoli, scoprendone una struttura molto simile a quello che appunto ci attacca e ciò li sta indirizzando verso una cura. Come in altre pandemie (Suina, aviaria ecc) pare evidente che alcuni virus delle specie animali, possono avere delle mutazioni che li rendo aggressivi per noi in determinate condizioni. Ho pensato che quasi siano una reazione della Natura alle violenze che subisce ormai dal genere umano: più fonti scientifiche infatti ritengono l’antropizzazione spinta (cambiamento climatico, inquinamento ecc) una delle concause di tali fenomeni. Forse sarà il momento di rivedere il nostro paradigma socio-economico?
    Ringrazio ancora la D.G. che ha permesso la realizzazione di questo sito, permettendoci anche di “sentirci” in questi tempi di isolamento fisico.
    Un abbraccio a tutte le Sr+ e Fr+.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 151

    Questa mattina ho sentito per radio che anche l’Inghilterra inizia ad adeguarsi con i provvedimenti!
    Bellissime parole m_rosa!!!!
    La differenza tra il conoscere e l’essere…il conoscere le cose come una nozione, a livello meramente culturale fa di se un erudito.
    Ciò che ho compreso attraverso il percorso miriamico è la necessità dell’esperienza delle cose e che ogni speculazione filosofica, per non restare astratta, necessita di un campo di applicazione, di una sperimentazione…
    Buona giornata a tutti

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 107

    Un caro abbraccio a tutti Voi. In questo difficile momento, abbiamo il tempo di fermarci a riflettere sull eproblematiche che ormai avviluppano il nostro povero pianeta. Lo abbiamo sfruttato, prosciugato, lesionato in tutti i modi possibili. Non ci siamo mai curati di salvaguardare quello che ci circonda, uomini, animali, piante… tutto quanto. La riflessione di Daniel56, potrebbe rifarsi al principio di giustizia, in base al quale tutto quello che viene donato o tolto, viene restituito nella stessa misura, in un movimento unitario e globale. Ringrazio tutti della presenza sul sito, perchè ci aiuta a confrontarci e a sentirci tutti vicini.
    Un grande abbraccio a tutti coloro che lavorano per noi, sia sul campo che all’interno della Schola, in quanto il loro aiuto, in questo momento, è fondamentale.
    Vi abbraccio.

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 172

    Un saluto caro tutti. Utilizzo questo Thread come fonte d’informazione ricca di spiegazioni e di generose azioni sulla necessità, e come lettura di particolari riflessioni, sempre poi ricondotte alla scientificità dai nostri cari e preziosi medici. Non ho da proporre il mio pensiero, perchè in questo momento tanto si è detto e si dice, e la capacità sta nello scremare le cose inutili e che creano ansie, ed utilizzare una scrupolosa attenzione alle disposizioni della Sanità , senza dare per facile nulla, e stare con i piedi per terra con tutti i Sacri mezzi a nostra disposizione, farmaci attivi che fermentano e fortificano, e avere un atteggiamento positivo che collabora alla buona riuscita.
    La Myriam è con noi, come un matrimonio sacro, nel bene e nella cattiva salute, e noi nel Patto d’Amore di esserLe fedeli sempre.
    A prestissimo

    andy60
    Partecipante
    Post totali: 13

    Buongiorno a tutti cari fratelli e sorelle vi giro questo link che mi pare utile.
    A presto

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 659

    Grazie andy60. Queste cose bisogna saperle.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 129

    Buongiorno a tutti avrei una domanda da porre alla cortesia dei medici : si sa cos’è che rende tolleranti al virus i cosiddetti portatori sani o i paucisintomatici ? Perché in queste persone il virus non da problemi ?

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    Cerco di rispondere alle domande che pone Tanaquilla9.
    L’11 marzo è stata costituita dall’AIFA l’“Unità di crisi Coronavirus”, per avviare, fra le altre cose, studi clinici e uso compassionevole per i farmaci a base di remdevisir (antivirale) e tocilizumab (antiinfiammatorio).
    L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) è l’ente pubblico che provvede ai requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia di tutti i farmaci. Il 12 marzo 2020 annuncia la partecipazione dell’Italia allo studio di fase 3 promosso da Gilead Sciences (società americana di biotecnologia che ricerca e commercializza principalmente antivirali) su efficacia e sicurezza della molecola sperimentale remdesivir negli adulti ricoverati con diagnosi di COVID-19. Remdesivir è fornito in emergenza per uso compassionevole – al di fuori degli studi clinici – a singoli pazienti affetti da COVID-19 in gravi condizioni e senza valide alternative terapeutiche.
    Per intendere cosa significhi Fase 3, ripercorriamo, il più velocemente possibile, l’iter che segue una ‘sostanza’ per diventare ‘farmaco’ = sostanza che ha superato tutte le fasi di sperimentazione, dalle quali risulti inderogabilmente il suo potenziale terapeutico (l’efficacia) e la sicurezza (il minimo di effetti collaterali). Se il farmaco è prodotto all’estero, il suo utilizzo deve essere sottoposto ad autorizzazione da parte dell’AIFA.
    La sperimentazione si articola in fasi sequenziali: solo il superamento di una fase permette il passaggio alla successiva.
    1)Sperimentazione preclinica in laboratorio, in 2 tempi:
    la prima “in vitro”. La sostanza è sottoposta a test in provetta in colture cellulari o di microrganismi. Verificati i potenziali effetti terapeutici, si passa a:
    la seconda “in vivo”, su un organismo vivente complesso: animali sui quali si deve confermare l’efficacia, il livello di tossicità, la via di somministrazione, l’assorbimento, la via di eliminazione.
    2) Sperimentazione clinica sull’uomo. 4 fasi di studio:
    Fase 1- in pochi centri selezionati è somministrata a un numero limitato di volontari sani per verificare possibili effetti collaterali, modalità di azione e distribuzione del farmaco nell’organismo.
    Fase 2- è somministrata a soggetti volontari affetti dalla patologia per cui il farmaco è stato pensato. Per evitare l’influenza delle aspettative dei partecipanti, la somministrazione avviene senza che paziente (studio in cieco singolo), o medico e paziente (studio in doppio cieco), conoscano il tipo di trattamento ricevuto. Serve a dimostrare la non tossicità e l’attività farmacologica. Durata: circa 2 anni.
    Fase 3- i pazienti “arruolati” sono centinaia o migliaia. Serve a determinare quanto sia efficace il farmaco, quali i benefici rispetto a farmaci già in commercio, quale il rapporto rischio-beneficio (controllo attento d’insorgenza, frequenza e gravità di effetti indesiderati). L’efficacia sui sintomi, sulla qualità della vita o sulla sopravvivenza è confrontata con un placebo, con altri farmaci già in uso o con nessun trattamento. Alla fine della sperimentazione, sarà possibile attribuire ogni differenza nella salute dei partecipanti esclusivamente al trattamento e non a errori o al caso. La durata varia, a seconda degli obiettivi, da alcuni mesi a 3-5 anni.
    Fase 4- sperimentazione clinica attuata dopo l’immissione in commercio. Si acquisiscono ulteriori informazioni e si valutano reazioni avverse più rare, evidenziabili solo con l’uso di massa. Durata: qualche anno.
    È previsto il ricorso al cosiddetto “uso compassionevole” (D.M.7/09/2017) per un medicinale sottoposto a sperimentazione clinica, al di fuori della sperimentazione stessa, in pazienti affetti da malattie gravi o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio medico, non vi siano ulteriori valide possibilità terapeutiche.
    Per il remdesivir siamo autorizzati all’uso sperimentale in fase 3 e all’uso compassionevole.
    Al momento in cui posto, l’autorizzazione all’utilizzo del tocilizumab è ancora in valutazione.
    Approntare un vaccino richiede una metodologia complessa e una sperimentazione che può protrarsi anche diversi anni. In merito, non sono ad oggi giunte proposte di studio all’AIFA.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 508

    INteressante domanda, gelsomino. Ho sentito anche una bella spiegazione sul perchè i bambini non vengano contagiati: se non ho capito male essendo più vicini all’uscita dall’utero materno e quindi abituati ad affrontare ogni tipo di virus e batterio da appena venuti al mondo, avrebbero ancora sviluppato questo quid di affronto, lotta e reazione agli attacchi esterni, anche ai coronavirus. Chiederei a Buteo nello specifico se ho frainteso o c’è qualcosa di vero in questo…

    BELL
    Partecipante
    Post totali: 78

    Buonasera a tutti, vorrei condividere con voi una lettera che il Prof.Sergio Romanini già Professore di Immunologia Clinica e Medicina Interna e Professore Emerito dell’Università di Firenze ha inviato agli Organi di Sanità della Toscana ed estensibile a tutte le regioni.
    In questa lettera invita, sulla base dello studio sugli abitanti di VO’, uno dei primi epicentri dell’epidemia da Coronavirus, gli Organi Sanitari a modificare la strategia di azione e prevenzione della Pandemia in atto. Personalmente sono pienamente concorde con le valutazioni espresse dal Professore. Riporto la lettera integralmente:
    “Sono pronti i risultati dello studio sugli abitanti di VO’;
    È stato eseguito il tampone per la ricerca del Covid-19 a tutti gli abitanti del paese (circa 3000) di Vò ed è stato dimostrato che la grande maggioranza delle persone che si infetta, tra il 50 e il 75%, è completamente asintomatica, ma rappresenta comunque una formidabile fonte di contagio. A Vò infatti con l’isolamento dei soggetti infettati il numero totale dei malati è scesa da 88 a 7 (almeno 10 volte meno) nel giro di 7-10 giorni. Quello che è anche più interessante e in parte sorprendente, è stata anche la dimostrazione che l’isolamento dei contagiati (sintomatici o non sintomatici) non solo risultava capace di proteggere dal contagio altre persone, ma appariva in grado di proteggere anche dalla evoluzione grave della malattia nei soggetti contagiati perché il tasso di guarigione nei pazienti infettati, se isolati, era nel 60% dei casi pari a soli 8 giorni .
    Questi dati forniscono due informazioni importantissime:
    1) la percentuale delle persone infette, anche se asintomatiche, nella popolazione è altissima e rappresenta la maggioranza dei casi soprattutto, ma non solo, tra i giovani;
    2) l’isolamento degli asintomatici è essenziale per riuscire a controllare la diffusione del virus e la gravità della malattia. Alla luce di questi dati straordinari, è evidente che le attuali politiche di contenimento del virus devono essere riviste. Risulta infatti assolutamente fondamentale per bloccare la diffusione del virus identificare il più alto numero possibile di soggetti asintomatici che sono fonte importante della malattia e di identificarli il più precocemente possibile.
    Sulla base dei dati ottenuti a Vò, è già iniziata in tutto il Veneto una “sorveglianza attiva massiva”, cioè si è deciso in quella regione di sottoporre a tampone tutti i lavoratori più esposti al contagio (medici, infermieri, forze di polizia, lavoratori costretti per il loro tipo di lavoro ad avere molti contatti inter-personali), anche se asintomatici, uno studio finanziato da un industriale veneto il cui nome è sconosciuto, allo scopo di scovare tutti gli individui infetti, anche se asintomatici, e quindi di isolarli come è stato fatto nello studio pilota di Vò.
    La prima considerazione che scaturisce da questa esperienza è che l’attuale modalità nazionale e quindi anche della nostra regione di affrontare il problema della infezione da Covid-19 (fare tamponi solo alle persone sintomatiche) è l’opposto di quello dovrebbe invece essere fatto. Infatti, adesso che il virus circola ampiamente non è più così importante fare il tampone ai soggetti sintomatici. Tutti coloro che presentano febbre, tosse e sintomi respiratori dovrebbero comunque essere posti in isolamento o essere trasportati in ospedale e curati in modo appropriato alla loro sintomatologia e tutti coloro che sono stati esposti a questi soggetti dovrebbero comunque stare in isolamento.
    Quello che però sembra adesso cruciale nella battaglia contro il virus è cercare di scovare le persone asintomatiche ma comunque già infettate, le quali hanno una maggiore probabilità di contagiare visto che nessuno le teme o le isola. Questo è particolarmente vero per categorie come i medici e gli infermieri che essendo esposti al virus sviluppano frequentemente un’infezione asintomatica continuando a veicolare l’infezione tra loro e ai loro pazienti. In molte regioni infatti, sia italiane che internazionali, si sta infatti decidendo di non fare più il tampone ai medici e agli infermieri a meno che non sviluppino sintomi. Ma alla luce dei risultati dello studio di Vò, questa decisione può essere estremamente pericolosa; gli ospedali rischiano di diventare zone ad alta prevalenza di infettati in cui nessun affetto è isolato. Il rischio di contagio per i pazienti e tra colleghi rischia di diventare altissimo ed esiste anche il rischio di creare delle comunità ad alta densità virale che sono quelle che, secondo lo studio di Vò, favoriscono anche la gravità del decorso della malattia.
    E’ quindi assolutamente essenziale estendere i tamponi alla maggior parte della popolazione, in particolare alle categorie a rischio (cioè esposti a contatti multipli), e quindi isolare i soggetti positivi al virus ed i loro contatti, anche se asintomatici, quanto più precocemente possibile. In particolare, è assolutamente necessario fare i tamponi a tutti coloro che hanno una elevata probabilità di trasmettere il virus, specialmente se vivono in comunità chiuse e con contatti molteplici e ravvicinati. Infine, è importantissimo che tutti i soggetti a rischio indossino le mascherine, non tanto per proteggere sè stessi dall’infezione, ma piuttosto per proteggere gli altri da sè stessi, anche quando non presentano sintomi.
    Si potrebbe obiettare che i costi di un numero elevato di tamponi, nonché le difficoltà di ordine tecnico che ne derivano) siano state le motivazioni addotte per sconsigliare finora questa strategia a livello di politica sanitaria nazionale e quindi anche della regione Toscana, scegliendo quella di effettuare il tampone solo alle persone fortemente sospette a causa della loro sintomatologia. Ma i costi, valutati in termini di vite salvate, di numeri molto inferiori di soggetti che richiedono i costi ed i rischi di una terapia intensiva, ed anche in termini economici, sarebbero alla fine enormemente inferiori a quelli legati alla esecuzione di un numero di tamponi molto maggiore di quello attualmente effettuato. Del resto risultati similari stanno arrivando in questi ultimi giorni dall’uso di una simile strategia nella Corea del Sud. La mia lettera vuole anche essere una forte raccomandazione ad esaminare il problema ai vertici della sanità della Regione Toscana.”

    Un Abbraccio a tutti

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    Caro Gelsomino, si può ipotizzare che il soggetto, che manifesta sintomi lievi, sia stato infettato da una bassa carica virale e/o che, avendo una funzionalità ottimale del sistema immunitario, abbia bloccato il virus là dove è penetrato, a livello delle alte vie respiratorie (naso e faringe). Quando il virus penetra in una cellula, questa esprime sulla sua superficie antigeni del virus riconosciuti come estranei. Attaccata quindi dalle nostre cellule difensive (i globuli bianchi), la cellula infetta libera sostanze che richiamano altre cellule amplificando la risposta infiammatoria. Là dove avviene questa risposta, la mucosa s’ispessisce: a livello del naso-faringe si manifestano i sintomi del raffreddore (naso chiuso per ispessimento della mucosa + secrezione nasale) e fastidio/dolore alla gola. La comparsa di tosse indica che l’invasione virale è scesa a trachea e bronchi, ma il dramma può presentarsi quando a essere invasi sono i bronchioli terminali, che si chiudono a causa del rigonfiamento infiammatorio, e gli alveoli, che hanno parete sottilissima per permettere gli scambi gassosi fra aria e sangue. Chiusura di bronchioli + ispessimento di alveoli inibiscono l’ossigenazione. Se il processo si estende a una vasta superficie polmonare si riduce la saturazione di ossigeno nel sangue e può diventare necessaria una ventilazione assistita. Se il processo non si arresta, il metabolismo si scompensa anche fino a un punto di non ritorno.
    Perché i bambini abbiano una risposta difensiva efficace, ancora non lo sappiamo, ma ne siamo felici.
    Ieri sera è stato comunicato che l’AIFA ha approvato la sperimentazione di tocilizumab in Fase 2 su 330 pazienti, oltre ad altri farmaci. Per chi volesse riporto il link al sito.
    https://www.aifa.gov.it/-/azioni-intraprese-per-favorire-la-ricerca-e-l-accesso-ai-nuovi-farmaci-per-il-trattamento-del-covid-19
    Ancora ieri sera il prof. Broccolo, ospite in una trasmissione televisiva, ha comunicato che The Lancet riporta una segnalazione sulla possibile relazione fra utilizzo di farmaci anti-ipertensivi ACE inibitori e sartani, antidiabetici, ibuprofene e capacità invasiva del virus, il che giustificherebbe la gravità della manifestazione della malattia negli anziani, fruitori di questi farmaci. Ritengo assolutamente importante che ipertesi e diabetici proseguano le terapie in corso, che si attengano alle disposizioni di non uscire, di mantenere la distanza di sicurezza e indossare mascherina (o fazzoletto/ sciarpetta) con eventuali contatti esterni per non contagiarsi. La sospensione incontrollata della terapia può avere effetti negativi, e possibilmente anche drammatici, sulla loro salute e un’eventuale rivalutazione terapeutica deve essere fatta solo dal medico che li ha in cura o da altro medico che abbia la competenza. La cosa essenziale in questo momento è avere un comportamento atto a non infettarsi e a non infettare, quindi stare in isolamento.

    Mag
    Ospite
    Post totali: 112

    Buongiorno c’è un rimedio per purificare gli ambienti dal Covid-19 ed altri patogeni:è l’OZONO.
    Perchè non si ozonizzano tutti gli ospedali, strutture mediche, supermercati, farmacie, abitazioni, luoghi di lavoro etc.???
    Vi invio un link da guardare assolutamente https://www.youtube.com/watch?v=5Ecg8X3Maao
    un caro saluto

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 440

    Anche io ringrazio i nostri medici per l’esaustivita’ e la chiarezza dei loro interventi. Anche io volevo porre una domanda, forse è un po’ personale ma potrebbero esserci anche altri casi simili.
    Dunque, l’altra nonna delle mie nipotine ha avuto un episodio influenzale intorno al 3 o 4 marzo dal quale sembra guarita. Trascorsi i 15 giorni se non sono sopravvenute complicazioni, si può ritenere immune? È il caso che veda le bimbe? Ringrazio anticipatamente

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 6 mesi fa da m_rosa.
    tulipano
    Partecipante
    Post totali: 80

    Buongiorno a tutti, grazie Andy6O è utilissimo sapere queste notizie. Sarò ulteriormente più attenta. Ringrazio i medici che ogni volta sono sempre più esaustivi ed a loro vorrei fare una domanda:” io prendo un farmaco il cui principio attivo è il dimetilfumarato che ha o potrbbe avere come effetto collaterale la diminuzione dei globuli bianchi, sono quindi un soggetto a rischio?E poi il soggetto che ha contratto il virus, sintomatico o non, una volta superata la crisi, il virus viene debellato completamente o rimane inefficace, quiescente, nel nostro organismo come ad esempio quello della varicella? Grazie a tutti e un fraterno abbraccio!

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 290

    Ciao a tutti! Caro Bell, ieri ho letto a proposito di quello che dicevi che l OMS sta andando nella direzione di consenture i tamponi a tutti i sanitari impegnati in prima linea e che la Regione Veneto e Toscana si sono subito dichiarati favorevoli a farlo. Ieri,inoltre, sentivo l intervista al medico primario del Bambin Gesù che, riportando la situazione attuale in ospedale, diceva sui bambini che in realtà non è che non lo contraggono ma sono quasi sempre asintomatici ed in misura minore conclamano la malattia ( oggi ne sono circa 200) infatti quando arrivano in ospedale con insufficienza respiratoria fanno il tampone per capire se sono positivi o meno al virus non dando per scontato che sia così, in quanto il coronavirus è solo uno dei tanti che contraggono normalmente e comunque come spiegava chiaramente Buteo non si conoscono ancora i motivi di questo. Per quanto riguarda il post di Andy60, molto utile, sui materiali privilegiati dal virus,un virologo intervistato, rispondendo alle tante domande che girano in questo momento sulla pericolosità di maneggiare i soldi di carta,confermava il fatto che sulla carta che è rugosa non liscia, il coronavirus non ha modo di sopravvivere,fermo restando che l uso dei soldi comporta le normali norme igieniche di pulizia! Al contrario, sulle mani si formerebbe uno strato lipidico sul quale il virus può aderire facilmente e permanere ed è per questo che risulta indispensabile lavarsele molto spesso. Grazie ancora ai medici della Schola e alla loro gentile disponibilità in questo prezioso spazio virtuale reso fruibile a tutti

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