LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

Home/Il Forum della Schola/LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

Home Page Forum Il Forum della Schola LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

Stai visualizzando 15 post - dal 451 a 465 (di 475 totali)
  • Autore
    Post
  • guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 140

    Mi piacerebbe conoscere il parere dei fratelli medici a proposito di quest’iniziativa dell’associazione Ippocrate.
    Saluti a tutti
    sembra che sia confermata l’importanza della vitamina D riguardo al coronavirus.
    Abbracci

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 313

    L’Italia sarà tra le prime a ricevere il vaccino anti Covid di Oxford frutto della collaborazione con un’azienda italiana.
    hai ragione ippogrifo ora come non mai il medico è indispensabile, ce ne vogliono tanti di più. Ci sono situazioni che ti lasciano così impotente…
    Stamattina un alunno, 20 anni, in quarantena per padre col Covid, mi manda un messaggino “non mi posso collegare mi si è aggravata la tosse, fatico a respirare e sono pieno di dolori in tutto il corpo”, “l’hai fatto il tampone?” “lo farò il 5 novembre”. IL cinque novembre è all’incirca dopo due settimane che ha iniziato a star male. MI è salita una forte preoccupazione,avrei voluto chiedere se andava in ospedale, ma non potevo anche per rispetto della privacy…mi sono raccomandata e gli ho inviato un buon pensiero miriamico. Speriamo bene in generale, stiamo in campana…

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 239

    https://www.agi.it/cronaca/news/2020-10-28/covid-cardiochirurgo-spagnolo-aspirina-eparina-cortisone-per-fermarlo-10100998/amp
    Ciao a tutti! Interessante le news postate da Ippogrifo e volevo condividere ancora un articolo sulla cura del Covid che se fosse confermato donerebbe speranza in attesa del vaccino?! Si parla infatti tanto di vaccino in questi giorni ma poco delle terapie più efficaci utilizzate in questo momento per chi si ammala, magari in casa , senza poter essere ospedalizzato, ma fortunatamente, con il supporto dei medici di base. La sperimentazione clinica da parte della cardiochirurgia della regione Calabria ha dimostrato grande efficacia, nella fase iniziale della malattia( abbinando eparina, cortisone e aspirina). Mi chiedevo se i Fr o Sor medici,ne sono a conoscenza e/o hanno avuto modo di sperimentare con successo determinate terapie. Un caro saluto a tutti e buona serata

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 140

    A me piace il buon esempio di Piacenza..
    abbracci a tutti

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 148

    Ai primi di ottobre iniziavo a illudermi che la velocità di espansione dell’epidemia si mantenesse tale da consentire il turnover fra ingressi e dimissioni nelle Terapie Intensive, in modo che tutti i pazienti gravi potessero accedervi, senza bisogno ancora di scelte dolorose. Le misure protettive che buona parte della popolazione aveva continuato e continua a mantenere, nonostante gli ammiccanti ritornelli a “convivere con il virus” e al “ritorno alla vita normale” etc. etc., speravo stessero sortendo un qualche effetto. E invece torna ad ammalarsi anche, e forse più, chi non ha vita sociale particolarmente disinvolta, e chi, aldilà di piccoli diversivi, altro non fa che casa, lavoro, scuola. Già, scuola… asili…
    Sta scorrendo in tv il servizio su Clotilde, che ha postato le sue immagini dal letto in Rianimazione. Un lavoro, un marito che a casa sta male, due figli in età prescolare, positivi.. “non volevo tutto questo, ho sempre lavorato e mi ero adeguatamente protetta, ve lo posso giurare… eppure non è bastato, questo maledetto virus è subdolo e ti prende anche se hai la guardia alta”. E invece, inconsapevolmente, la guardia l’abbassiamo. Dove? Dove, se non con colleghi, amici, in famiglia, ovvero dove più ci si sente tranquilli e protetti? Dice di essere stata in auto con un collega positivo, ma.. chi infetta chi?
    Il lockdown è stato uno spostare la time-line indietro. Da maggio ci siamo ritrovati, senza rendercene conto, ai mesi in cui non sapevamo del virus che iniziava allora a circolare. Eppure, perché consci che i contagi non si erano azzerati, ancora ci prende in contropiede?
    Non posso portare dati di EBM (medicina basata sull’evidenza, cioè sulle prove), posso riferire mie personali impressioni, relative alla mia limitata esperienza di pediatra. Si sono dette tante cose sui bambini: non s’infettano, non si ammalano, non contagiano, non portano l’infezione in famiglia anzi, la prendono in famiglia. Sarà così o sarà sempre così? In questi mesi vedo, in bambini e ragazzini, sintomi inapparenti e fugaci, raffreddore febbricola diarrea che durano anche sola mezza giornata, e casuali riscontri di positività. Proprio non ci si accorge che si siano infettati.
    Vanno all’asilo e poi abbracciano i nonni, e se dai nonni non vanno, ci va la mamma. Poi un nonno sta male, è positivo e si ricovera. Ma come? Eppure, fuori, sempre la mascherina, neanche più al bar per due chiacchiere… Allora si tampona tutti (o meglio, si tamponava fino a 7-10 giorni fa, perché oggi, non si riesce più) e il bimbetto, vispo e bello come un fiore, risulta positivo. Toh!.. Il nonno l’ha contagiato. E quando i bimbi siano due, come può esser che solo uno solo dei due sia positivo?… Ah già, ci hanno detto che i bimbi non si contagiano…
    Il limite del test molecolare (il tampone) è la scarsa sensibilità, responsabile di un alto numero di falsi negativi, ovvero di persone che risultano negative al test, ma che in realtà il virus l’hanno contratto e lo trasmettono. Il falso negativo rimane libero, come l’asintomatico, come il paucisintomatico (Andrea ha il raffreddore, ma so cos’è, ieri è scappato fuori senza giacchetta… già, ma il freddo non dà raffreddore, caso mai facilita l’attecchimento di un virus). Si aggiunga la difficoltà d’esecuzione del test, il tampone deve penetrare in profondità nel naso… immaginiamo quanto collabori un bambino…
    Bimbi e ragazzini frequentano asili e scuole e manifestano i soliti sintomi che riscontriamo ogni anno, a causa degli innumerevoli virus, responsabili delle forme più o meno lievi e ricorrenti, che circolano nei mesi di apertura delle scuole e che si trasmettono fra bambini e ragazzini con la stessa modalità con cui si trasmette il coronavirus e che, se la scuola fosse in sicurezza, come dicono che sia, non vedremmo. Come probabilmente, penso, non vedremmo molti degli attuali casi di Covid-19.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 109

    Mi ricollego al post di Buteo, che mi trova d’accordo nell’evidenziare quanto abbiamo la vista corta, per condividere una discussione avuta con un amico sulla questione degli asintomatici.
    Tutto nasce dal fatto che il mio amico sosteneva che gli asintomatici non trasmettessero il virus perchè lo aveva detto Bassetti del Gaslini di Genova, io gli ho risposto che Crisanti invece dice che anche gli asintomatici lo trasmettono, al che il mio amico ha ribattuto che Palù, maestro di Crisanti, ha detto che Crisanti è esperto di farfalle. Mi sono reso conto che stavamo scadendo nelle chiacchiere da bar dello sport e allora ho invitato entrambi a riflettere sul fatto che se la comunità scientifica non concorda, evidentemente il ruolo degli asintomatici nella trasmissione del virus deve essere ancora studiato bene e probabilmente ci vorrà molto tempo per capirlo.

    Quindi mi sono andato a cercare alcuni articoli che voglio condividere con voi, in cui sono presentate opinioni contrarie tra loro.
    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/asintomatici-contagiano-cosi
    https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/09/23/covid-tarro-gli-asintomatici-non-sono-contagiosi_NJvzxuULFAhRqjq7ANsZHP.html
    https://www.fanpage.it/napoli/coronavirus-infettivologo-asintomatici-campania/
    https://www.fanpage.it/esteri/asintomatici-non-sono-contagiosi-loms-fa-chiarezza/

    Una riflessione a corollario di quanto evidenziato sopra: siamo diventati tutti virologi, infettivologi, epidemiologi. Non credo che sia utile tifare per le parole dell’uno o dell’altro dei vari esperti invitati alle più disparate trasmissioni televisive (forse solo nelle televendite non sono ancora invitati), ma un pò di umiltà sarebbe opportuna anche da parte degli esperti che certe volte dovrebbero evitare di far passare loro rispettabilissime opinioni per verità scientifiche.

    Un abbraccio e una buona serata

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 146

    Caro Kridom, concordo pienamente: le opinioni, anche quando espresse da fonti autorevoli per competenza specifica, restano opinioni, ossia attengono alla dimensione del soggettivo, a differenza dei fatti che sono invece sempre oggettivi. Purtroppo, spesso il problema sta nella loro interpretazione e il tema che poni, ancora oggi e a distanza di dieci mesi dall’inizio della pandemia conclamata, non parrebbe risolto in via definitiva.
    Allora che fare? Il mio approccio è molto semplice: mi attengo alla regola della prudenza e, nel dubbio, adotto tutte le precauzioni utili a prevenire un possibile contagio. Del resto, è meglio prevenire che curare. O no?
    Un caro saluto a tutti.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 476

    Altre epidemie, di cui si ha qualche notizia, hanno sconvolto l’umanità e non si è mai creduto che fossero casuali. Si è parlato in altro thread della dea del sole di Arinna. In una preghiera a lei rivolta, attribuita al sovrano ittita Tudhaliya IV (siamo circa nel 1270 a.C.), egli pur chiedendo perdono per le sue colpe (spergiuro, tradimento, negligenze cultuali) incolpa i suoi predecessori di tali misfatti. Questo tipo di preghiera è sul genere di quella di altro re ittita Mursili II, nel 1340 circa, nella quale egli cerca le cause dell’epidemia di peste che sta devastando il paese, individuando le gravi colpe che l’hanno prodotta nell’operato del suo predecessore…
    Si cerca sempre la causa, il perché, anche se non è alla propria portata e il più delle volte si va per la tangente.
    Tuttavia mi sembra plausibile l’ipotesi di Mag:
    “e se questo “pesante” distanziamento fisico servisse proprio per sviluppare un altro modo di comunicare, su altri piani più sottili, come preparazione per la vita nella nuova era di cambiamento che é in corso? … e non sempre i cambiamenti sono facili e senza sofferenza”.

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 140

    sempre piu’ convinto che la chiave di tutti e’ il medico di base.. Auguri Fraterni di buon San Martino!
    https://www.lanuovabq.it/it/medici-di-base-impotenti-ma-ho-continuato-a-curare?fbclid=IwAR0HVrKUcdS7P_eklNUCsrhflapBvIgucpHnGjpPgp_WTHyzznQ2ybON6O0

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 476

    Come è possibile ascoltare notizie tanto contrastanti sulla situazione prodotta dal covid? Come è possibile la coesistenza di una duplice realtà: i media del terrore e le passeggiate della gente nelle vie cittadine, come in una qualunque giornata. Come è possibile credere nell’umanità quando si sospettano calpestate la salute e la dignità umana per fini economici?

    Racconto le mie esperienze col contagio da covid.

    1° – Questa estate il 26 di agosto sono stata a contatto per qualche ora con una donna il cui marito (ho saputo in seguito) lavorava con un positivo. Quando le ho chiesto spiegazioni mi ha detto che il tampone del marito era negativo. Nei giorni seguenti qualcuno mi ha avvisata che si diceva in giro che quel tale marito fosse positivo al covid. Così ho richiamato la donna che me lo ha confermato (il secondo tampone. Il primo era un falso negativo), scusandosi di non avermi avvertita…anche se stava per farlo!!!… Anche lei era in attesa dell’esito del tampone. Positiva anche lei. Così, nonostante non avessi sintomi, avendo frequentato altre persone nel frattempo, ho creduto indispensabile andare a fondo. Ho chiamato il numero verde regionale per il Covid, ho parlato con medici in ospedale, ho raccontato molte volte il fatto… non mi sono fatta fermare dallo scaricabarile, insomma ho lottato con le unghie per accedere ai tamponi. All’epoca non si potevano fare privatamente, solo il test sierologico, ma con tempi di attesa di una mesata. Ero in altra regione senza avervi residenza, non avevo un medico di base, non ero stata segnalata dalla positiva fra i suoi contatti, ma ce l’ho fatta. In tempi brevissimi, dopo l’indagine epidemiologica telefonica della asl, mi hanno fatto a casa il primo tampone e dopo una quindicina di giorni il secondo, sempre a casa. I risultati di entrambi – negativi – sul sito covid della regione pubblicati il giorno seguente. A quel punto ho tirato un sospiro di sollievo, non avevo contagiato nessuno, questa era la mia preoccupazione e la mia mortificazione più grande, ho potuto lasciare quella regione e tornare a casa.

    2° – Ho constatato ancora una volta come l’aiuto della Miriam possa aprire le strade in momenti difficili e far sperare nel bene in qualunque situazione, agendo a 360°. Ho accompagnato una persona sofferente in alcuni Pronto Soccorso, rimanendo all’esterno. Il primo, che il giorno dopo ha chiuso per Covid, non è venuto a capo del male. Nel secondo, ove mandavano via chiunque avesse sintomi covid, si è avuta la diagnosi.
    E’ necessario un intervento chirurgico e prenotarlo è opera ardua: in nessun ospedale è possibile in tempi brevi, pur essendo urgente, perchè pieni di casi covid. Ho sentito personalmente un medico amico che chiamava i colleghi che gli rispondevano picche. Poi finalmente una clinica privata ma convenzionata fuori città lo ha accettato in tempi ragionevoli, che gli hanno permesso nel contempo di ricevere le prime terapie.
    Questo ammalato sta facendo tutto ciò che il suo male prevede di fare, con fiducia perché si sente protetto dalla Miriam, come se una mano amica lo guidasse in un mare in tempesta.

    Daniel56
    Partecipante
    Post totali: 23

    Cara Tanaquilla, sono contento che il tuo caso si sia risolto bene e rifletto su come la società sembra comportarsi in questi giorni fuori della logica che i tempi richiederebbero. Le epidemie, come ha scritto più volte il Maestro Kremmerz, sono anche “nervose” con risvolti irrazionali e compartenti che si propagano facilmente. Ciò che mi preoccupa è la tenuta delle istituzioni e sopratutto della sanità il cui personale è sotto pressione ormai da mesi. Una conoscente ha portato il padre a fare una trasfusione periodica dato che soffre tra le altre cose di anemia ingravescente (e che teniamo in catena da tempo anche con interventi Terapeutici nei momenti acuti) e dopo le solite trafile ha avuto 2 sacche di sangue ma avendo un valore bassissimo almeno ne sarebbero servite 3. Alle rimostranze hanno risposto con una proposta di ricovero in altro reparto, cosa che dato il suo quadro clinico e le ambulanze che scaricavano a getto continuo sospetti CoVid non era affatto una buona idea. Si è deciso dopo varie discussioni di riportarlo a casa e la dottoressa che ha trattato il caso pretendeva la firma della liberatoria di fonte ai Carabinieri, avvertendo che sarebbe arrivato il “conto da pagare a casa” (!). Voglio pensare che si è trattato di un caso, ma vari episodi drammatici anche in altre città sono segnali di uno “stress” funzionale allarmante. Non ci resta che aspettare che passino questa epidemia, con l’aiuto e la consapevolezza di essere Miriamici, pregando e operando anche nello sconforto delle circostanze. Un abbraccio alle Sr+ e Fr+.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 239

    Dal racconto di tanaquilla si deducono una serie di dinamiche, a cui in questi giorni assistiamo impotenti: dall’impossibilità di un tracciamento capillare sul territorio ormai saltato, a causa del rialzo dei contagi, alla superficialità delle persone che, ancora oggi, affermano impunenemente o anche solo per provocazione, che la mascherina non la portano e che il virus non esiste(!!!), comportandosi come se non esistesse; a seguire, con le nostre istituzioni che sembrano più prudenti a chiudere tutto, rispetto alla prima ondata, forse per paura di conseguenze sociali ed economiche, laddove il medico di base potrebbe ancora fare la differenza, come suggeriva l’articolo postato da Guglielmo Tell ( e speriamo che la faccia!), e infine come vengono utilizzati dai mass media i nostri virologi/infettivologi, come raccontava Kridom, trattati alla stregua di metereologi, che devono prevedere le mosse del virus , come fosse un evento atmosferico e non avendo ‘la palla di cristallo’, visto che il Covid è nuovo e sconosciuto, vengono verosimilmente smentiti, ad ogni evoluzione e cambiamento del virus, il quale nel frattempo, che noi discutiamo, agisce e si organizza senza perdersi in chiacchiere burocratiche! Forse l’atteggiamento giusto da parte della scienza, sarebbe quello di andare ad approfondire la storia e la filogenesi biologica del sistema vivente-virus piuttosto che imbarcarsi in improbabili previsioni futuristiche. Ho trovato molto utile alla comprensione più ampia del virus, ad es. nella puntata di Sapiens, in cui il ricercatore ha spiegato anche per i ‘non addetti ai lavori’, la sua storia. Essi nascono 3 milioni di anni fa e quindi sono stati definiti ‘intelligentissimi’ se non altro perchè hanno avuto modo di sperimentare molto più di noi le tecniche/strategie di sopravvivenza. Non potendo sopravvivere da soli, hanno bisogno di entrare nell’organismo vivente ospite e così fecero con i batteri, molto piu grandi di loro. Sono classificati alcuni a DNA e altri, come il nostro Covid, a RNA, che vuol dire molto meno stabili perchè, anziché a due eliche come il DNA, sono formati da una sola elica e questo li rende più deboli ma a questa debolezza,hanno rimediato col tempo, cangiando e mutando continuamente…la stessa incubazione rappresenta una loro strategia di sopravvivenza, infatti finchè non si hanno sintomi il virus è al sicuro in quanto può spostarsi da un organismo ad un altro, grazie al contagio. La Ebola, molto più letale infatti, non ha contagiato più di tanto perchè i propri ospiti morivano prima di aver assicurato un buon bacino d’utenza al virus! Di conseguenza, le uniche nostre strategie possono essere quelle preventive: è stato dimostrata l’efficacia del distanziamento interpersonale, in quanto il virus per entrare dalle vie aeree deve necessariamente avere una certa vicinanza; o ancora nell’uso della mascherina che , se portata da entrambe le parti, garantisce in modo importante la moria di questo virus che viaggia in grandi numeri e non da solo, determinandone la carica virale,esattamente come un piccolo esercito che colonizza laddove trova la strada aperta! Infine indica le tre modalità sociali per combatterlo: la immunità di gregge, non considerata una soluzione per l’alto costo in vite umane; la chiusura totale che fa morire il virus in quanto non gli permette più di girare e quindi di riprodursi e infine il vaccino che permetterà l’immunizzazione della popolazione. L’isolamento temporaneo è stata sempre una modalità utilizzata dall’uomo(nel 1500 a Venezia esistevano già strutture ben organizzate che isolavano temporaneamente i sospetti contagiati). Il ricercatore ha concluso con una considerazione più generale sul fatto che uomini e virus si sono sempre fronteggiati, tanto che nel nostro DNA ci sono insiti elementi virali che lo compongono e che fanno la storia della vita biologica del nostro pianeta e, anziché negarlo, non ci resta che dimostrare al nostro “avversario” che abbiamo anche noi una strategia intelligente da opporre nel sconfiggerlo, come, del resto, abbiamo sempre fatto dall’inizio dei tempi. Un caro saluto a tutto il popolo di Miriam

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 109

    Le informazioni date da wiwa70 per libera associazione mi portano ad alcuni dei nuovi vaccini anti Covid19 in fase di test. Il vaccino Pfizer/Biontech che tante speranze ha suscitato una settimana fa è un vaccino ad RNA. Ricopio direttamente alcune frasi tratte da una news dell’ANSA: “Vaccini di questo tipo utilizzano la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus, ossia l’acido ribonucleico (Rna), il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus. L’obiettivo è somministrare direttamente l’mRna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario. Nel caso del virus responsabile della pandemia la proteina è la Spike, l’artiglio molecolare utilizzato per agganciare le cellule sane e invaderle. La proteina Spike è stata una delle prime a essere individuata, è ben nota e si è osservato che il sistema immunitario umano è in grado di riconoscerla.”
    Pertanto con il vaccino si rende il corpo umano pronto a riconoscere immediatamente la proteina spike e “non appena questo avviene, le difese dell’organismo stimolano la produzione di cellule B, che producono anticorpi, e di cellule T, specializzate nel distruggere le cellule infette.”
    Sul Corriere della Sera – Salute si dice che altri vaccini in corso di test, come quello di Oxford che coinvolge anche la IRBM di Pomezia, sono basati su vettori virali, in particolare quello di Oxford “è basato su vettori virali derivati da adenovirus” (che è il virus del raffreddore)…”basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus), che contiene il materiale genetico della proteina spike di Sars-CoV-2. Dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike superficiale, che attiva il sistema immunitario affinché attacchi il coronavirus in caso di contagio”.
    Non tutto mi è chiaro, ma capisco che entrambe le tecniche – la prima più innovativa e la seconda più tradizionale – intervengono sulla proteina spike per stimolare l’organismo ad avere una reazione di contrasto; cambia il mezzo ma il fine resta il medesimo.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 109

    Mi ricollego ad alcuni post di Buteo e mandragola11 su un altro forum perchè credo che le mie riflessioni sull’atteggiamento di alcuni sulla pandemia siano più attinenti a questo thread.
    Ho nitidi ricordi, pur avendo avuto 5 anni, del terremoto dell’Irpinia del novembre ’80. I mesi successivi sono stati abbastanza movimentati, tra mia mamma che mi portava in ufficio con lei durante il giorno perchè non c’erano alternative, visto che mio padre lavorava lontano. Infatti dopo Natale sono finito a Roma da mia zia per alcuni mesi, ecc…insomma, la famiglia si è organizzata per gestirmi durante quei mesi in cui vi erano continue scosse di assestamento (fino al secondo grosso terremoto di febbraio 1981).
    Nessuno si aspettava che fosse lo Stato a provvedere a tutta una serie di questioni minori, ma i miei genitori si sono organizzati – pur con varie difficoltà – senza che i miei incolpassero il governo, la regione, la protezione civile (allora ancora inesistente), il complotto dei poteri forti. Non c’è sempre un colpevole esterno ad una situazione difficile.
    Guardando la tv o leggendo i giornali, sembra che i problemi più urgenti del momento siano (prendendo le prime pagine dei giornali alle 17): in quanti potremo fare il cenone di Natale, quando si va a sciare, quando si riapre la scuola, i test rapidi per i voli Covid-free. Non mi sembra che questa pandemia ci stia rendendo migliori, al contrario credo che il contagio sia avvenuto purtroppo anche sul piano psichico.
    Anche io ad agosto ho fatto una vacanza, in Italia, e ho preso l’aereo quindi nemmeno io sono stato molto prudente, però se dovrò fare il Natale da solo (con mio padre che potrebbe doverlo fare da solo giù al paese) non incolperò il governo, la regione, o l’uomo nero per questo. Sarà una decisione prudenziale che accetterò, sebbene non faccia certamente i salti di gioia.
    Allo stesso modo, ho potuto vedere con i miei occhi che alcuni dei genitori che vogliono assolutamente mandare i figli a scuola non sono tanto preoccupati della qualità della didattica, quanto di averli a casa. Ovviamente non voglio generalizzare e, non avendo figli, potrei avere una minor sensibilità su questo aspetto.
    Anche io sono stanco di vivere in questa situazione ma poi penso a quelli che sono stati nei campi di concentramento, a quelli che morivano in migliaia ogni giorno sulle trincee nel Carso o nella campagna di Russia e constato quanto sia fortunato. Purtroppo viviamo in una società consumistica che si basa sul soddisfacimento immediato di finti bisogni (indotti da messaggi martellanti) e, quando ci tolgono il giochino, cominciamo a fare i capricci invece di apprezzare le tante cose che abbiamo. E anche la morte fa parte della vita, è un fenomeno naturale, anzi è principio di vita nova, ma in una società che l’ha rimossa (vedo sui social tanti “positive vibes only”, che tradotto significa “solo vibrazioni positive”) diventa qualcosa che si ha paura persino di nominare e, se facciamo vincere la paura, noi perdiamo.
    Volevo condividere con voi queste riflessioni, scusatemi se sono stato prolisso. Buona serata

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 85

    Non so se sia questo il thread giusto ma è una questione su cui ho riflettuto e credo che intersechi più temi di discussione: mi sembra utile condividerla per ricevere i vostri punti di vista. Mi riferisco al fatto che spesso si tende a suddividere le manifestazioni e/o gli oggetti di qualsiasi tipo in due classi: naturali o artificiali, intendendo i primi come un prodotto della Natura ed i secondo come prodotti degli uomini. Esempio: alcuni dicono che il Covid non sarebbe stato generato dalla Natura ma in un laboratorio. Tuttavia anche l’uomo ed il laboratorio incriminato (ammesso che ne esista uno) fanno parte della natura quindi forse questa classificazione è malposta in origine. La medesima ambiguità interpretativa la riscontro quando parliamo di microchip impiantati per applicazioni medicali: in molti ritengono che quesi dispositivi non siano naturali ma se la Materia è UNA è impossibile distinguere ciò che è in Natura da ciò che non lo è. Non so… questa prospettiva mi spiazza e mi confonde e tuttavia mi affascina… Vi Abbraccio. Alef

Stai visualizzando 15 post - dal 451 a 465 (di 475 totali)
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy