LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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  • Angelo
    Partecipante
    Post totali: 64

    Credo che, purtroppo, il reale pericolo, avvertito o meno, dalla maggior parte delle persone, scatti solo nel momento in cui ci si trova all’interno del meccanismo della “malattia”.
    Troppo spesso le persone pensano:”A me non capiterà”. Quando invece avvine il contatto con il problema, gli occhi si apalancano.
    Vi è troppa distanza tra il problema vero e l’avvertire che il problema possa colpire.
    Viviamo in una società che trascura, in maniera molto pericolosa, il principio e la tutela della Salute, con la “S” maiuscola, laddove si è preferito mandare allo sfascio un sistema sanitario territoriale che avrebbe perlomeno garantito il rapporto diretto tra medico e malato, lasciando al servizio ospedaliero la gestione delle situazioni più gravi, ed evitando così che gli stessi ospedali divenissero luoghi di trasmissione senza controllo.
    Mia sorella, mio cognato e miei due nipoti a marzo hanno contratto il Covid. La trafila burocratica, la paura della malattia, il confinamento domiciliare senza supporto da parte di un servizio pubblico, del tutto incapace di gestire la situazione, avevano trasformato la loro vita in un incubo. Poi tutto è andato bene, ma il senso di essere lasciati completamente a se stessi è stato per loro enorme.
    Credo che l’uomo impari solo a seguito del senso di paura che lo accompagna quando si trova nei momenti difficili, ma poi, forse per un sistema di autoprotezione, dimentica, e tutto torna come prima, come se nulla fosse successo.
    Da qui la doverosa necessità di dover essere obiettivi e consapevoli: ma quanti lo sono? Se ci fosse il vero concetto di Bene e di Amore all’interno della nostra società, quel Bene e quell’Amore disinterassato, pieno e attivo, al quale ognuno di noi dovrebbe aspirare, il mondo sarebbe diverso, perchè ci sarebbe veramente un sano concetto di salute populi, che ormai non trova più spazio nella nostra società.
    Confido di avere sempre quella Forza che ci consente di combattere per la nostra e per la salute degli altri, confidando che un domani tutti possano essere uomini e donne di buona volontà.
    Per il momento, mascherine, distanza, lavaggio delle mani e tanta consapevolezza che l’arma più grande è Amore e Bene.
    Prima o poi vedremo i risultati del nostro impegno, tutti parti di quell’UNO che era, che è che in eterno sarà.
    Un abbraccio e un grazie a tutti Voi e ai Maestri per tutto quello che ci hanno fornito, che ci forniscono e che ci forniranno in questa e in tutte le altre nostre vite.
    Buona navigazione a tutti.

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 146

    Entro nella discussione muovendo dai due riferimenti seguenti:
    1) L’art. 1 del DPCM di ottobre 2020 impone l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto.
    2) Admin, in un intervento puntuale quanto necessario, ci ricorda che il miriamico ha l’obbligo di rispettare le leggi dello stato nel quale vive.
    Quanto sopra dovrebbe essere di per sé bastevole perché ciascuno di noi ne tragga le indicazioni comportamentali da adottare in materia, indicazioni che oltretutto si baserebbero sulle più elementari regole della prudenza e del buon senso. Personalmente, proprio in virtù tanto della opportuna prudenza quanto del mai eccessivo buon senso, trovo del tutto incondivisibili le argomentazioni che vengono opposte all’utilizzo della mascherina, come ad esempio quelle concernenti “i potenziali effetti collaterali” connessi col suo uso. Al riguardo la mia domanda è semplice: è preferibile correre il rischio di incappare nei “potenziali effetti collaterali”, alcuni dei quali rasentano la banalità, oppure correre quello ben più serio e probabile del contagio dovuto alla mancata protezione, la cui efficacia, anche se non di totale copertura, è scientificamente attestata?
    Mi pare che il buon senso suggerisca da sé la risposta, per altro in linea con l’altra indicazione, che pure dalle nostre Gerarchie ci viene data come regola che deve far parte integrante del corredo indispensabile alla preservazione della Salute: la prevenzione.
    Ma, ripeto, anche questo mio intervento finisce col lasciare il tempo che trova se si prendono a riferimento i due punti posti in apertura.
    Un caro saluto ai naviganti tutti.

    Nicolò Parisotto
    Partecipante
    Post totali: 11

    Si Wiwa ho notato anch’io ultimamente diverse persone anche piuttosto visibili che reclamano la libertà di togliersi la mascherina denunciando uno stato cattivo totalitario come se emanasse norme senza senso.
    Forse ignorano che la parola “libertà” è più uno stato soggettivo che oggettivo, difatti se ognuno di noi ne provasse a dare una definizione molto probabilmente avremmo tutte spiegazioni diverse. Mi chiedo quindi come si possa massificare un concetto diverso per ogni persona…

    Credo anzi che proprio le persone che pronunciando la parola “libertà” gonfiano bene la bocca fieri del loro status libero siano forse le meno libere in assoluto e vittime di qualche sistema, e diano un nome alla loro gabbia chiamandola libertà. Ma lasciando il settimo cielo della mia fantasia e tornando terra terra, riguardo il discorso della mascherina mi viene in mente il concetto di gerarchia e di rispetto delle regole, se viene emanata una legge in un momento di difficoltà come questo si rispetta senza se senza ma, anche se costa rinunce personali bisogna guardare al bene comune.
    Mi pare di ricordare che anche il Kremmerz scrisse che quando una società spirituale si organizza il rispetto nella struttura gerarchica diventa indispensabile. Stessa cosa nello stato se c’è una legge si rispetta se non vogliamo vivere nell’anarchia con il caos che ne deriva…

    guglielmo tell
    Ospite
    Post totali: 112

    interessante l’intervento del redattore capo di lancet, che invita ad allargare lo sguardo piu’ in senso sociale, sostenendo che una soluzio e al covid non puo’ venire da una soluzione medica tradizionale ed introduce il concetto di sindemia al posto di pandemia.
    saluti a tutti

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 140

    che mi sembra abbastanza serio e completo sui compromessi dell’uso della mascherina.
    Buon weekend a tutti

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 148

    Questa mattina un collega mi invia il link https://www.ilpost.it/2020/10/18/massimo-giannini-stampa-coronavirus-terapia-intensiva/, aggiungendo “…quante volte ci siamo detti che in questo triste paese capisce solo chi prova in prima persona il significato delle cose. È una modalità primitiva, animalista, le persone intelligenti dovrebbero anticipare la comprensione degli eventi…”. Prosegue chiedendomi cosa pensi del coprifuoco, di uno stop alla movida. Occorrerà l’esercito?
    Gli ho risposto della sorpresa che ebbi per il comportamento tenuto da noi Italiani durante il lockdown, soprattutto da parte dei giovani. Già scrissi qui l’11/09 della sorpresa per il risultato ottenuto, di quando vedevo smantellare gli ospedali cinesi e festeggiare per l’azzeramento dei casi e non ci potevo credere. Come poteva essere? In così poco tempo? Non poteva essere vero..
    E poi è successo anche da noi.
    Dopo il 15 maggio e ancor più dopo il 3 giugno, mi aspettavo una pronta risalita dei contagi.
    Eppure dovevo sapere che non trovando umani in cui proliferare, tutti i virus emessi dagli infetti, si sarebbero stecchiti al suolo. Ma non eravamo a contagio zero e, se anche lo fossimo stati, non lo era il mondo intorno a noi.
    Questo errore di previsione, cioè l’attendersi una pronta risalita dei ricoveri, che non poteva invece verificarsi, ritengo sia alla base della disinvoltura che abbiamo vissuto. E delle attuali conseguenze. (Stendendo veli pietosi su quanto sbandierato da eminenti vari)
    Penso che in marzo i giovani abbiano sperimentato la paura, quella sana emozione che fa prudenti. Ora abbiamo perso di credibilità. Inoltre abbiamo continuato a dire che i bambini e i giovani non possono stare chiusi in casa, devono vivere, soprattutto devono divertirsi, pena grave danno al loro armonioso sviluppo psicofisico.
    Adesso, cosa gli diciamo? Non ci interessa più quella loro sana crescita nel divertimento? E perché dovrebbero ascoltarci? Per salvare quei ‘catorcioni già mezzi andati’, tra i quali ricomprendono anche noi? Già hanno perso molto, si sono già sacrificati oltremodo per noi, e siamo stati noi ad alzare un vessillo sulla loro sofferenza e a giurare e spergiurare che mai più, mai più i giovani dovessero subire tali privazioni.
    E adesso, diciamo loro che stavamo scherzando? Li imploriamo di perdonare noi che non sapevamo quel che dicevamo?

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 107

    Il video sull’utilità o meno della mascherina viene da un’intervista su Vox Italia TV. Sul loro sito leggo che “VOX ITALIA è un movimento politico che nasce per dar voce all’Interesse Nazionale.”
    Quindi mi chiedo che tipo di informazione vogliono fare? Essi scrivono di un ‘informazione “veramente libera”. Inoltre, “Vox Italia Tv mette insieme I migliori pensatori non allineati” e quindi concludono chiedendo una donazione. Ne deduco che hanno un’idea politica chiara e fanno propaganda per ottenere fondi e aumentare i seguaci. E’ un peccato politicizzare il virus, ma purtroppo accade. Per fortuna da noi meno che in altri paesi, ma accade anche qui.

    Ma voglio porre un tema più generale in relazione all’informazione così detta alternativa. Essa trova la sua ragion d’essere sul presunto contrasto tra un’informazione ufficiale, che non dice la verità perchè è asservita al potere, e un’informazione autonominata libera, che non ha conflitti d’interesse. Questo assioma lo trovo falso, perchè anche quest’informazione ha i suoi obiettivi e i suoi interessi e, anzi, tende ad essere più autoreferenziale e quindi meno obiettiva dell’informazione ufficiale in quanto basata su opinioni e voluti miscugli tra vero e verosimile.
    A me ricorda il modo di esporre di certi siti pseudokremmerziani – incluso il modo in cui il dottore nell’intervista su Vox Italia descrive i risultati degli studi (credo che un professore di statistica lo boccerebbe) – e questo mi fa davvero arrabbiare.

    PS: caro guglielmo tell, la mia arrabbiatura è verso i cattivi maestri che tentano di manipolare gli altri

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 140

    ciononostante, e’ possibile che il dottor donzelli sia una persona seria, e magari si puo’ valutare il suo contributo al di la’ del mezzo con cui ci arriva. una buona serata

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 308

    Ecco…domani cara Buteo l’articolo di Giannini lo leggo in classe. A questi ragazzi indolenti e perennemente connessi glielo leggo, bello forte com’è, sperando che nasca una discussione costruttiva.
    Se penso a questi giovani d’oggi mi domando che fine abbia fatto quell’adolescenza ribelle che lotta, che protesta in difesa dei propri diritti e dei propri sogni. Li guardo e mi viene lo sconforto, pieni come sono di presunzione e vittimismo…

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 472

    Ciò che ho visto sabato sera verso le 21, mentre rientravo a casa a piedi, è stata una marea di ragazzi, uno vicino all’altro, accanto a bar e ristorantini all’aperto e davanti al teatro in attesa di entrare. Come se non ci fosse il divieto di assembramento, come se non ci fosse il covid. Non avrei creduto ad un numero così alto se non l’avessi visto. Per me è puro egoismo condito da una educazione volta solo al piacere. Quanto scrive kridom sull’informazione così detta alternativa e controcorrente, mi trova d’accordo. Trovare informatori disinteressati e neutrali che parlano per il bene dell’umanità è trovare l’araba fenice. Ce ne siamo accorti da quando è comparso il covid. Mille messaggi di medici, virologi e altri ognuno col suo pensiero, spacciato per la verità incontrovertibile… Non se ne può più… Non solo bisogna osservare regole e restrizioni, ma ci si dovrebbe anche, secondo loro, sentire stupidi a farlo. Come se non sapessimo che per arrivare ad essere disinteressati c’è bisogno di duro e impietoso lavoro su se stessi. Personalmente ho trovato la neutralità e il disinteresse solo nella Miriam.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 178

    Kremmerz ha lasciato una straordinaria eredità filosofica che ancora oggi incanta: non a caso è zeppa di cloni. Ed è tale la bellezza di ciò che scrive che spesso ci si scorda come tale ‘filosofia’ sia stata dal Maestro stesso tradotta in una ‘pratica’, da cui la Schola.
    Ma, anche a cammino cominciato, il fascino dell’Idea è tale e tanto da portare spesso a dimenticare che la parola del Maestro deve farsi carne. (Del resto, lo scriveva Lui stesso nella lettera ai Dodici Supremi Vecchi Maestri: “Quaggiù la parola ha preso la quasi possanza dell’artificio dei giganti; la forma grammaticale, la dialettica, il sermone non lasciano campo all’alta meccanica dell’organismo mentale di concentrarsi fuori il turbinio relativo delle menzogne mascherate di verità”).
    E quindi siamo avviluppati in una nuvola di Bellezza ma spesso incapaci di VIVERE quanto ci ha attratto.
    Ad esempio, diceva il Maestro che ‘ogni abitudine è una schiavitù’: ma la nostra vita è fatta, costruita, scandita dalle abitudini, e capita che quelle abitudini le chiamiamo ‘libertà’.
    Libertà è… mascherina sì o mascherina no? In che misura siamo padroni di decidere? È libertà quella che mi dispensa dall’usare una precauzione (nella quale posso credere o meno, posso avere competenza a valutare o meno) che comunque è nata a tutela altrui?
    E diceva il Maestro ‘sii per abitudine temperante’ invitando a utilizzare la nostra facilità alle abitudini per acquisire equilibrio. Tanto difficile è adattarsi a una nuova abitudine per un periodo (ché si sa durerà fino a quando questo benedetto vaccino sarà disponibile, tra un paio di stagioni probabilmente)?
    Abbiamo tutti letto quel passo famoso in cui il Maestro scriveva “Una pianta in un prato, un cane che corre nella via che confina e si allontana dal prato sono cose separate apparentemente( …) Noi dimentichiamo che cane e pianta respirano la stessa aria e toccano la stessa terra. Noi stessi che osserviamo tocchiamo la stessa terra e respiriamo la stessa aria e dimentichiamo di essere parte congiunta e continua della visione esteriore”. Ergo, la nostra ‘sperimentazione’ tocca tutti, e ciò maggiormente quando si è parte di una catena: di una Fratellanza.
    Ed è così che mi sono trovata a riflettere sulla Schola nella mia vita più che sulla mia vita nella Schola, notando che il ribaltamento dei fattori comporta una prospettiva del tutto diversa.
    Nel quotidiano, e nel presente, la temperanza? la Fratellanza?
    Per usare un lessico comune “è con i fatti che si vede chi ha i… numeri” (o chi “è” numero?).E ognuno fa i conti con quello.

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 64

    Vi è un aspetto, più volte ribadito, che è ovviamente sotto gli occhi di tutti.
    Eravamo tutti ben consapevoli che la riduzione dei contagi dopo l’ondata di inizio anno, era semplicemnte dovuta al fatto che durante il lockdown le persone, smettendo di circolare avevano confinato il virus, evitando così la trasmissione del contagio.
    L’apertura estiva, rispettosa delle “libertà” individuali, ha riacceso i focolai, essendo gli asintomatici i diffusori più efficaci e silenti.
    Come si poteva pensare che la ripresa dell’epidemia non sarebbe ripartita con numeri esponenziali non appena tutto fosse ripreso come prima?
    La dura realtà è che la difesa della salute si scontra con la necessità economica di riprendere tutte le attività.
    Il DCPM delle ultime ore ne è la prova: si ha paura di prendere decisioni che compromettano, nuovamente, la situazione economica, e così lo stato, devolve ad altri sub poteri (province, regioni, comuni, sindaci) la scelta di inasprire misure quelle misure adottate, che però risultano tutto inutili al fine del contenimento dell’epidemia (se non per dare l’idea che delle decisioni sono state comunque assunte).
    Sul piatto della bilancia si pongono due pesi: economia e salute. Credo che il piatto penda da parte dell’economia, a scapito del resto.
    Da un punto di vista personale, non posso non essere d’accordo sull’utilizzo della mascherina, secondo me fondamentale per il contenimento della trasmissione del virus, ma vedo ancora persone che non la portano o la portano in maniera del tutto inefficace (abbasata sulla bocca, appesa al braccio, appesa ad un orecchio…).
    Manca una visione reale del problema, legata alla confusione che regna nelle notizie. Troppa abitudine a fare parte della corrente comune, e poca capacità di valutazione personale, lontano dagli schemi prefissati.
    L’uomo ha la necessità di avere indicazioni precise dall’alto, in quanto manca di una personale capacità di valutazione della realta.
    Mi spiace avere una visione così negativa della nostra società, ma anche i nostri giovani sono figli di questo appiattimento mentale, dove la socialità, il rapporto con gli altri, la voglia di scoprire attraverso le proprie esperienze, è stata soppiantata dai social, dai computer e dai telefonini, dove la paura di rapportarsi con gli altri e di mettersi in gioco, è ormai sostituita da una realtà non realtà.
    Essere parte di coloro che continuano ad applicare ed a studiare quello che il Maestro ci ha trasmesso, ci rende estranei a questa corrente comune, dandoci gli strumenti per valutare, con oggettività ed esperienza, la realtà che ci circonda.
    Non posso che ringraziarVi per tutto questo.
    Un abbraccio a tutti i naviganti

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 121

    Parlando con mia figlia, in seconda superiore, è emerso che ci sono anche tra i professori quelli che…se mettete la mascherina, o non la mettete, è uguale ….e i ragazzi a stringersi le mascherine sulla faccia con l’occhio incredulo…Durante il lock down a mio parere, hanno dato più di matto gli adulti, in generale, che non gli adolescenti che hanno fatto quello cbe gli abbiamo chiesto di fare. È vero che molti non pensano che a loro stessi, ma ricordiamo che a ballare sui tavoli in clubs esclusivi in Sardegna, c’erano soprattutto adulti, gli stessi che non hanno resistito ad espatriare per l’ennesima vacanza in Grecia o in Spagna ( per una volta che avevano chiesto di non partire). Insomma, dietro ai giovani ci sono adulti incapaci di dare e darsi regole precise e sensate.

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 64

    È verissimo seppiolina74. Sono spesso gli adulti ad “utilizzare” computer e telefonini per togliersi a volte il “problema” di stare con i propri figli. È l’asilo (o il dopo scuola), o meglio il parcheggio, che consente di non preoccuparsi della loro gestione. Gli adulti dovrebbero dare l’esempio, ma quale esempio può dare chi non passa il proprio tempo con i figli? È la stessa struttura sociale che ci ha condotti a questo punto. Gli adolescenti che hanno una visione non conformata, si sentono dei diversi, vivono con disagio il fatto di non essere “uguali” a tutti gli altri. Il problema é certamente l’adulto, ma vedo con molta preoccupazione la grave incapacità di trasmettere insegnamenti che aiutino i piccoli a “crescere”.
    manca un vero confronto sui temi importanti, temi che ormai sono raramente affrontati all’interno delle famiglie.
    Un abbraccio a tutti voi.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 107

    Non so se ciò che sto per scrivere è direttamente attinente a questo forum ma riguarda il rapporto tra noi umani e i virus. In uno studio pubblicato su Science nel 2016 (di seguito il link, https://science.sciencemag.org/content/351/6277/1083), si evidenzia che ne l’8% del nostro DNA è composto da pezzi di antichi virus che tra 100 e 50 milioni di anni fa abbiamo incorporato. Inizialmente, dopo il 2003 quando fu completata la sequenza del genoma umano, si riteneva che questi pezzi di DNA non servissero a niente ma la ricerca del 2016 svela che, al contrario, noi abbiamo trasformato i virus antichi in armi del nostro sistema immunitario contro le infezioni. In sostanza l’evoluzione umana con i virus ha fatto nei tempi lunghi lo stesso lavoro che fanno i vaccini in tempi molto più rapidi, cioè ci ha creato le condizioni per l’immunizzazione.

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