LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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  • seppiolina74
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    Post totali: 202

    Ancora una volta, leggendo il post di Admin K., mi rendo conto di quanto sia diverso e costruttivo il Sito della Schola rispetto a tutto quello che c’è in giro. Ribadisco quanto già riconosciuto da coloro che vi si sono imbattuti fino ad oggi: la modalità, il canale, potranno sembrare analoghi, ma il contenuto e la finalità sono davvero unici,preziosi e non replicabili perché intrisi di profondo rispetto per chi si avvicina, di amorevole dialogare e si percepisce realmente la finalità di Salute e di Luce che anima il Sito. A mio parere, insomma, una vera rarità, oltre che opportunità, per ricevere il “massimo”…con il minimo sforzo! Grazie !!

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 167

    Al contrario di Buteo, sono iscritto sia a Facebook che ad Instagram, ma non li uso mai perchè non riesco a trovare un senso al loro uso, sebbene riconosca a Facebook l’utilità di ricordarmi alcuni compleanni che altrimenti dimenticherei :-). Per quello che riguarda il nostro sito, invece, inizialmente non riuscivo a partecipare al forum non perchè non volessi espormi quanto perchè non sapevo che contributo dare (per cui spesso mi dimenticavo anche di accedere al nostro sito).
    Poi Admin aprì due nuovi forum: “Ecce quam bonum…” e “Un thread senza titolo…”, e finalmente riuscii a trovare il modo di entrare maggiormente in sintonia.
    Caro Guglielmo tell, mi sento di ringraziarti per tutti i riferimenti che hai evidenziato, non li ho letti tutti ma mi riprometto di farlo perchè lo ritengo molto utile. Gli approfondimenti servono a mettere in discussione le opinioni che abbiamo con un esito che non è mai scontato. A tale proposito ricordo quella volta che un mio amico mi parlò della magia e dell’esoterismo per la prima volta, io lo interruppi nettamente affermando che erano tutte ca…te,e per quella volta il discorso terminò lì. Successivamente, sempre questo amico mi parlò del Kremmerz…e ora sono qui nella Fratellanza, nonostante la mia chiusura mentale iniziale.
    Grazie Admin per tutto.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 169

    Tra i tanti preziosi post di questo thread consentitemi di sottolineare “L’educazione ermetica alla salute e alla prevenzione terapeutica nella dottrina di Giuliano Kremmerz” postato all’inizio di Aprile 2020. All’inizio l’ho letto velocemente. Nei giorni successivi l’ho riletto. Poi ho iniziato a sperimentare le pratiche in esso contenute: adesso dopo quasi quattro mesi di sperimentazione posso francamente asserire di essere sbalordito dall’efficacia di quel poco che sono riuscito a captare dal post. In pratica, per quel poco che ho sperimentato, il nostro pensiero riesce davvero a programmare le attività del nostro corpo fisico: è come se fossimo in grado di impostare timer ad attività collegate a questi timer con una precisione che talvolta sbalordisce. Alcune volte non si riesce: pazienza, vuol dire che è necessario perfezionarsi con costanza sino a conseguire l’effetto desiderato. La cosa che ho trovato davvero sorprendente (ovviamente dal mio punto di vista di novizio) è che sia possibile auto-disciplinari (e quindi perfezionarsi) semplicemente dettando dei comandi al proprio corpo, il quale diventa, in questo modo, strumento imprescindibile per l’educazione della propria volontà. Ancora una volta la nostra Schola ci fornisce gli strumenti per sperimentare Materialmente le Leggi di Natura e derivare quindi la teoria dall’esperienza. Non posso che ringraziare la DG ed i Maestri che rendono possibile questo meraviglioso processo di evoluzione basato sui fatti. Vi abbraccio. Alef

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    Rientrerei nel tema del thread, ai dati oggettivi e opinioni soggettive sulla pandemia.
    Bambini e ragazzini tornano ai centri estivi, nelle piscine, spiagge, parchi, piazze, si frequentano fra amichetti. Gli adolescenti possono esperire gli amoreggiamenti dell’età, i giovani frequentarsi in ritrovi, discoteche. Il paventato danno alla loro integrazione emotiva e sociale sembra allontanarsi.
    Ieri sera il cronista intervistava alcuni giovani intenti alla movida. Non hai paura del coronavirus? No, no… non credo ci sia mai stato.
    Mi è tornato in mente che in marzo lessi un articolo di Maurizio Mori, Ordinario di Filosofia Morale e Bioetica, Università degli Studi di Torino. Ne propongo qui il link, perché l’avevo trovato molto interessante.
    http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=83114&fr=n
    Scriveva Mori di aver riletto i tre capitoli de I promessi sposi, dedicati alla peste. “Il primo di questi capitoli, il 31esimo, è dedicato al tema della negazione della realtà della peste, che non poco ha contribuito alla diffusione dellʼorribile flagello”. Ci fa notare come Manzoni abbia tracciato il susseguirsi di emozioni e comportamenti del popolo, dei medici e dei governanti, nella Milano del 1630, quando iniziò a diffondersi la peste. “Le cronache e le relazioni di allora sono caratterizzate da ‘una strana confusione di tempi e di cose’: pregiudizi, leggerezze, interessi convergono per forzare il linguaggio e portare alla negazione della realtà della peste”, man mano che la stessa andava diffondendosi. E nota il parallelismo con quanto stavamo vivendo in marzo (ma anche in questo caldo luglio), a riprova di come i meccanismi sottesi al sentire e agire umano si ripresentino uguali a se stessi a distanza di secoli. “Tendiamo a rifiutare fatti negativi, sgradevoli e ripugnanti, il cui impatto su di noi è tanto sconvolgente da portarci a negarne la realtà.” E Mori affrontava il dramma occorso nelle Terapie Intensive, quando, in mancanza di risorse sufficienti, si sarebbe dovuto decidere chi privilegiare nelle cure, e riconosceva ai Rianimatori SIAARTI il merito, “non appena hanno avvertito con chiarezza la situazione di tragica emergenza causata dalla epidemia Covid-19, il 6 febbraio 2020”, di aver pubblicato le Raccomandazioni SIAARTI per stabilire “come selezionare i pazienti da ammettere alle cure intensive nella nuova realtà, al fine di contenere il danno”, in base all’aspettativa di vita. Il che significa escludere dal trattamento quella parte più fragile della popolazione, che sono gli anziani, i malati cronici. v. Buteo: https://www.kremmerz.it/forums/topic/nuove-frontiere-della-medicina-2/page/29/
    Non sono ancora trascorsi tre mesi, eppure sembra tutto così lontano, forse dimenticato, anche negato. Le stesse Raccomandazioni, invece di avviare a una presa di coscienza, sono state contestate da molti, anche autorevoli, colleghi, quando non rifiutate in toto. “In modo analogo a quanto descritto dal Manzoni, c’è stata una generale alzata di scudi per negare la realtà (sgradevole) presentata.”
    Era martedì. Quando partite per le vacanze in Calabria dai nonni? Sabato. Ma… da quando vanno i bimbi al centro estivo? Da lunedì…
    Giovedì la ragazzina dodicenne è seduta sul lettino e la mascherina le copre naso e bocca. L’accompagna il padre, le occorre un certificato per frequentare il centro estivo. Le chiedo se pensa che il virus ci sia ancora. Fa no col capo. Le dico che il virus circola ancora fra noi, che al centro potrebbe infettarsi e trasmettere l’infezione ai genitori, ai nonni. Mi guarda. Le chiedo se ha i nonni. Sì, la nonna. Le vuole bene. Le chiedo cosa è disposta a fare perché non si ammali. Non mi guarda. Ha il capo basso dentro la mascherina. E che fa, un interrogatorio? mi dice il padre..
    Già… la mia era un’intrusione indebita… il pediatra compila un certificato, se richiesto, non s’intromette in quella che è l’educazione ai sentimenti, che attiene alla famiglia, e dei quali si dice “vanno coltivati”, proprio perché non sono innati, e non son da confondere con le sensazioni, con le emozioni… Non possono neanche essere insegnati. Il bimbo li assorbe se li respira nell’ambiente in cui vive, come le foglie assorbono la luce. Se li sperimenta nei genitori li prova e li incorpora, per “farsi carne”, come ci dicono i Maestri.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 202

    Purtroppo è vero che ad oggi esiste una buona fetta di popolazione che sottovaluta o addirittura nega l’esistenza e la pericolosità del virus! Questo persino durante il lock down,quando si era obbligati a non uscire di casa…Meno male che non tutti i giovani, quindi non tutti i genitori, hanno questo sconsiderato comportamento e cercano di usare il buon senso,spiegando il rischio assembramento ma allentando anche la morsa, almeno sugli affetti più cari (esiste una malattia altrettanto insidiosa che è la depressione). Sperando possa bastare per continuare a limitare i contagi,procediamo con fiducia, almeno noi che gli strumenti li abbiamo e che possiamo chiedere protezione per noi stessi e per chi amiamo. Una buona giornata a tutti!

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 440

    Si, è proprio così, di fronte ad un evento doloroso/traumatico la prima reazione è la negazione, poi avviene la ricerca di un medico/rimedio, che sicuramente esiste e che può risolvere il problema, poi c’è la depressione e solo dopo, a vari livelli, l’accettazione e, da qui in poi, inizia il percorso, quello vero, che porta i suoi frutti concreti.
    Mi chiedo se per noi miriamici sia proprio così. Non voglio dire che siamo marziani… però qualcosa di diverso ci deve essere. Per esempio un atteggiamento più pragmatico e meno fatalista, sicuramente! La consapevolezza che il nostro corpo non essendo eterno può andare incontro a un certo deterioramento, la consapevolezza che il Mondo non ruota attorno a noi e che però quell’atomo che siamo ha la sua enorme importanza, se ben tenuto, e ben “lavorato”.
    E la certezza che nel momento in cui, individuata la causa del male, iniziamo un percorso, e che da quel momento iniziamo a guarire, e che a volte non basta una vita. Sarebbe bello se qualcuno di voi volesse raccontare una esperienza in questo senso.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 167

    Ieri ho letto un ‘intervista che un giornalista di Libero ha fatto al prof. Tarro, che è stato primario dell’Ospedale Cotugno di Napoli. di seguito il link all’articolo: https://www.liberoquotidiano.it/news/scienze-tech/23909915/coronavirus-paolo-becchi-giulio-tarro-nessuna-seconda-ondata-vicini-immunita-gregge.html
    Riporto alcune spigolature, una delle affermazioni che fa è che “Il sole della stagione estiva ha abbattuto la dimensione del contagio, come avevo previsto”. Egli afferma altresì che “non dobbiamo temere una “seconda ondata” perché non ci sarà” e fa notare che “Dopo i festeggiamenti dei tifosi napoletani per la vittoria della Coppa Italia, a cui non è seguito un solo caso di contagio, si è dimostrato ancora una volta che il virus non è più in circolazione in Italia”. verso la fine dell’intervista aggiunge che “In Italia l’era Covid è finita, a meno che non si importino nuovi ceppi dall’estero”
    Poi però vado sul sito https://tg24.sky.it/mondo/2020/07/20/coronavirus-europa-focolai#02 e leggo che “La Spagna, solo nell’ultima settimana, ha registrato 5.695 casi di Covid-19, in crescita rispetto ai 2.994 di quella precedente” e che “In Catalogna sono stati quasi mille i contagi accertati in 24 ore”. Allora mi chiedo, ma in Spagna non è estate come da noi? la gente non sta all’aperto? sono tutti casi importati dall’estero?
    Allora vado su https://www.agi.it/estero/news/2020-07-20/coronavirus-nuovi-focolai-spagna-francia-9208766/ per cercare di capire qualcosa in più, se possibile. Nel pezzo leggo che 83 malati sono legati ad un focolaio che “ha avuto origine da una festa di fine corso delle scuole superiori alla quale hanno partecipato circa quattrocento persone”, altri 42 sono legati ad un matrimonio, 40 persone si sono infettate in locali notturni e, infine, 105 sono connessi a 3 positivi arrivati dalla Bolivia.
    Ne deduco che il virus circola ancora, nonostante sia estate, e che sia utile evitare assembramenti e luoghi chiusi. Forse è altresì opportuno utilizzare la mascherina. Se guardiamo al fatto che il Giappone ha avuto solo 25 mila contagi e meno di 1000 morti, una possibile spiegazione può essere che il distanziamento sociale lì è la regola così come l’uso di mascherine. Chiaramente questo è solo il mio punto di vista, basato su informazioni giornalistiche e qualche ragionamento sommario. Mi spiace che alcuni esperti invece di evidenziare che stanno esprimendo legittime opinioni, mostrino quasi di svelare verità assodate.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 290

    Ciao a tutti! Le ultime sul modo di individuare il Covid e prevenire precocemente la sua diffusione, è uno studio del Mit di Boston dell’Università di Harvard, sui marcatori vocali, poiché pare che l’infezione lasci tracce nella voce e nel modo di parlare anche in persone asintomatiche. Infatti la tesi è che alcune malattie tra cui la Sla e il Parkinson influenzino il modo di parlare, agendo sui muscoli del sistema respiratorio e sulla capacità di articolazione dei suoni. Questo è stato possibile utilizzando appositi algoritmi con l’inserimento di alcuni parametri come volume, stabilità, risonanza della voce e intonazione, ciascuno indice della funzionalità di un certo tratto del sistema respiratorio e dell’apparato vocale. La tesi è che l’infezione da Covid lasci traccia nel parlare, rendendo il parlato, meno complesso a causa di una distonia tra movimenti respiratori e quelli della laringe. La sfida dei ricercatori è quella di eliminare potenziali fattori confondenti che potrebbero alterare i risultati ,come ad es. le condizioni di registrazione, lo stato emotivo delle persone(!) o la concomitanza di altre patologie. Detta così, quest’ultima parte, è suonata un po’ distonica anche a me ! Questa notizia mi ha spinto ad andare a cercare il significato di algoritmo e la sua funzione, poiché ammetto di non saperne praticamente nulla, e per il principio che è meglio avere cognizione di causa su tutto ciò che adoperiamo e che ci amministra la vita in silenzio, riporto ciò che mi ha colpito:1)le prime nozioni di algoritmo si trovano in documenti risalenti al XVII sec. a.C., conosciuti come i papiri di Ahmes, contenenti una collezione di problemi con relativa soluzione, con l’uso della moltiplicazione, che lo scrittore dichiara di aver copiato da altri papiri anteriori di 12 secoli e il suo nome è dovuto al matematico persiano al-Khwarizmi, autore di “Regole di ripristino e riduzione”2)la definizione è quella di un procedimento calcolatorio o sequenza ordinata e finita di passi elementari che porta ad un determinato risultato in un tempo finito. Esso per essere utilizzato da un computer necessita di alcuni aspetti fondamentali : i passaggi devono essere elementari, ovvero non ulteriormente scomponibili; devono essere interpretabili in modo diretto, univoco e non ambiguo dall’esecutore umano o artificiale; i passaggi devono essere un numero finito così come finiti i dati in ingresso e terminare in un tempo finito, portando ad un risultato univoco. Per intenderci con un esempio concreto: il dato “rompere le uova” può considerarsi un passaggio elementare adatto per un algoritmo ; al contrario “aggiungere sale quanto basta” è ambiguo(e pensare che quest’ultima è sempre stata la mia parte preferita nella preparazione delle ricette!!!) e per ovviare a questo problema, hanno inventato la modalità ‘modulare’ per risolvere specifici sotto-problemi, organizzandola gerarchicamente….mi fermo qui perchè sono già esausta! Sicuramente necessari questi algoritmi, soprattutto se ci aiuteranno a riconoscere e combattere il virus, ma un po’ noiosi e poco fantasiosi! Nessuno spazio alla sorpresa e/o ad alcuna sfumatura di sorta! Qualcuno ha detto che la differenza tra un’intelligenza umana e quella artificiale è la capacità immaginativa(evviva!!); d’altra parte i meccanismi utilizzati per far funzionare i mezzi tecnologici, sembrerebbero agli antipodi con quelli della natura vivente di cui siamo fatti…ma non sarà che a furia di impiegare certe modalità unilateralmente “univoche” e “finite”, per dirlo con la lingua degli algoritmi, finiremo per identificarci in esse, dimenticando la nostra Umanità,col rischio di scambiare il mezzo con il fine??!! Mi rendo conto che dalla Pandemia sono finita a parlare d’altro….un caro saluto a tutti

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    Condividendo le perplessità di Kridom, riporto, il più sinteticamente possibile, stralci di commenti di questi ultimi giorni, di colleghi che o vivono o hanno parenti in Israele, dove le scuole sono state chiuse il 12/03 e riaperte il 03/05. Sono scambi di opinioni da un Paese in cui le misure adottate sono state differenti dalle nostre.
    “A fine di maggio, Israele conta 2000 casi positivi. È ripartita l’economia, le scuole sono aperte. Al 17 luglio, i casi sono diventati 24.000, senza segno di rallentamento. I casi gravi da 45 sono passati a 204 e i pazienti ventilati raddoppiati in un mese.”
    “A sole 2 settimane dalla riapertura delle scuole, sono scoppiati focolai Covid nelle aule; 130 i casi in una sola scuola. Il 3 giugno si contavano 200 casi di malattia e oltre 244 positivi asintomatici fra studenti e personale scolastico. Link epidemiologici su 1400 Israeliani, che si sono infettati a giugno, hanno evidenziato 185 infezioni durante i matrimoni, 128 in ospedali, 113 nei luoghi di lavoro, 108 in ristoranti bar o discoteche, 116 in sinagoghe e 657, vale a dire il 47%, nelle scuole.”
    “In alcune scuole sono state presto tolte le mascherine per il caldo, in altre, soprattutto nelle ortodosse, sono state rifiutate. Nelle scuole dei miei figli, dove se n’è mantenuto l’uso, non c’è stato nessun caso. Il mio parere personale è che le mascherine servano; i bambini, fin dalle elementari, sono più ligi degli adulti, a meno che ricevano messaggi contraddittori. La seconda ondata qui in Israele appare peggiore della prima. Si spera che i danni siano contenuti perché l’età media dei contagiati è relativamente bassa”.
    Dalla Scozia: “Sui media israeliani leggo in ebraico che, dall’inizio di luglio i casi gravi sono passati da 40 a 260, i decessi saliti a 80 (il totale dei morti della prima ondata era stato di 300). I nuovi casi appaiono più distribuiti nelle varie età e nel 13% sono coinvolti i bambini sotto ai 10 anni. Inoltre, se nella prima ondata si contavano 80 luoghi interessati dal contagio, oggi ne sono riportati 500.”
    Per chi fosse interessato a una sintesi di procedure e riscontri in Paesi nei quali si sono riaperte le scuole, riporto qui il link a un resoconto, pubblicato il 6 luglio. (se non si aprisse, fare copia-incolla)
    https://globalhealth.washington.edu/sites/default/files/COVID-19%20Schools%20Summary%20%282%29.pdf?mkt_tok=eyJpIjoiTkRreE5XWXlORFF3TXpNeCIsInQiOiJIbVNQTTVySEo0Vzk1cHVBZVVqWnFGVmR1UEJxRGdpd01mTXg4OGw3Mk5nTnpmaUoyMGt2UXIwWVZBOE5GVjIybHA5aStrbzJ3MUxsanoxamZibmlocmpSbXZyVFVoV0VHYU1aTGx0RnpsMXlmOEtXSVJqaDJsZ0RJU1BQcVZjZSJ9&fbclid=IwAR2TRQrd9XnSleUxCrgRE9wHSoNdXqJty6DXEqLFdiEl0V9eiqD037GwS3c
    Personalmente, anche se molti colleghi osservano che, pur standosene, ormai dalla metà di maggio, i bambini appiccicati fra loro e senza mascherine, non stia succedendo nulla, a riprova di pericolo scampato, inviterei a considerare che, in Lombardia, il ritrovamento del virus nelle acque reflue di dicembre, testimonia che il virus vi circolasse in modo significativo fin da allora, quando non si sapeva nemmeno della sua esistenza. E che, pur essendo inverno e pur frequentando ambienti chiusi e affollati, soltanto nei successivi mesi di marzo e aprile, abbiamo iniziato ad assistere all’impennata di casi e decessi. È così difficile immaginare che, ottenuto il drastico calo dei contagi con il lockdown, ma non la scomparsa del virus, né la sua attenuazione, né l’immunità di comunità, il ritorno ai comportamenti pre-Covid favorisca il rimbalzo dei casi di malattia, dalle forme lievi a quelle più severe?
    Oggi Il Punto del Corriere della Sera riportava l’autocritica di un gruppo di scienziati svedesi, i quali riconoscono che “In Svezia, la strategia (approccio soft, senza chiusure e senza obbligo di mascherine) ha portato alla morte, al dolore e alla sofferenza e per di più non ci sono indicazioni che l’economia svedese abbia avuto risultati migliori rispetto a molti altri Paesi. Al momento, abbiamo dato l’esempio per il resto del mondo su come non affrontare una malattia infettiva mortale.”
    https://www.corriere.it/rassegna-stampa/2020/07/21/lasciare-normalita-autocritica-svedese-svolta-europea-l-ultimo-dittatore-d-europa-trono-saudita-passione-miss-arroganza-45444306-cb75-11ea-bf7a-0cc3d0ad4e25.shtml

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 107

    Tratto da un articolo delle ultime ore:
    “Boniface Hlabano, responsabile Programmi di Amref Health Africa in Sudafrica, denuncia l’affaticamento dei sistemi sanitari e la lotta quotidiana dei bambini che, causa Covid-19, faticano a trovare cibo ogni giorno.
    In Sudafrica il virus si sta diffondendo ad un ritmo allarmante, con una media di 10.000 nuovi casi al giorno. Con 381.798 contagi e 5.368 decessi – circa la metà di quelli registrati nell’interno continente – il Sudafrica si conferma il Paese più colpito dell’Africa, nonché il quinto più colpito al mondo.
    L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che il numero di contagi in aumento in Sudafrica potrebbe essere un «precursore» della diffusione in altre parti del continente, «un avvertimento per ciò che accadrà», come affermato dal capo delle emergenze dell’Oms, Michael Ryan. «Il picco della pandemia», aggiunge, «è atteso nelle prossime settimane».
    I tassi di trasmissione – afferma Amref – sono allarmanti e le preoccupazioni maggiori riguardano la capacità del sistema sanitario nazionale di resistere all’impatto provocato dalla crisi, soprattutto nelle aree rurali, in cui le risorse e le infrastrutture sono più fragili, paragonate a quelle dei centri urbani.”
    Da un mio punto di vista, la cosa allarmante, e che la propagazione del virus, monitorata dai media in maniera quasi maniacale nelle nazioni progredite e “ricche”, non viene invece comunicata, in maniera così precisa per quanto rigiarda le nazioni più povere o meno industrializzate.
    Al di là delle considerazioni dei c.d. “complottisti”, un esame neutrale della attuale situazione ci deve fare sicuramente riflettere, con riferimento alla reale “volontà” di dare un freno, serio e scientificamente supporato, alla pandemia.
    Il mondo, negli ultimi anni, ha attraversato una grande crisi economica, quasi paragonabile a quello avvenuta prima della grande guerra e di quella del 40/45. Le crisi economiche, sono sempre sfociate in guerre tra popoli, finalizzate ad ottenere una successiva ricostruzione con conseguente ripresa dell’economia.
    Oggi sarebbe possibile scatenare una nuova guerra in quest’ottica? Credo di no, ma certamente questo virus ha agito in modo tale da ottenere gli stessi risultati, ma in maniera “naturale” (a parte le varie accuse mosse alla Cina – sulle quali dobbiamo ricordarci che a Wuhan, nel periodo appena precedente allo scoppio dell’epidemia, si erano effettuate esercitazioni con gli Americani…).
    Il mio grande dubbio è che, forse, non si voglia veramente combattere il virus in maniera efficace (se non ci fossero stati tutti questi problemi, addio agli aiuti di stato e alle sovvenzioni, finalizzate comunque alla ripresa delle strutture industriali e produttive, visto che gli aiuti per il campo medico sono oggetto di scontri e non vengono erogati con le spesse modalità del fondo salva stati…).
    Al di là di queste mie osservazioni, che probabilmente “lasciano il tempo che trovano”, sono convinto che il virus circoli, in maniera molto più sottile, ma che le misure di prevenzione (distanziamento e mascherine) siano fondamentali e necessarie.
    Ci sarebbe poi l’ulteriore grande dilemma: meglio il vaccino o la cura? Qui lascio la parola a chi se ne intende, ma credo che sul punto, in generale, contano anche qui solo gli aspetti economici di guadagno delle imprese farmaceutiche.
    Tanti problemi, poche soluzioni da coloro che dovrebbero prendere decisioni, grande confuzione (voluta?) anche degli scienziati.
    Nel mio piccolo, mi attengo alle regole di “buon senso” e sono profondamente convinto che la Schola sia per noi un punto di riferimento assolutamente fondamentale, in quanto, portandoci a cercare un vero equilibrio, ci porta anche a valutare quello che succede intorno a noi in maniera neutrale, “slegandoci” dal comune modo di pensare.
    Manteniamo la nostra umanita, manteniamo la nostra forza legata al Bene e all’Amore e, nel circolo continuo della Vita, sono convinto che un giorno troveremo le risposte che cerchiamo. Che grande progetto se l’intera Umanità seguisse questa strada e se l’Amore e il Bene ci sommergessero come un “diluvio”.
    Un abbraccio a Tutti Voi.

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    Be’, Angelo, al momento, forse l’unico problema che possiamo permetterci di non non affrontare, è proprio il dilemma fra cura e vaccino, visto che non disponiamo né dell’una né dell’altro…
    Quando sarà, se sarà, utilizzeremo ciò che sembrerà dare il miglior risultato e i minori effetti collaterali. Nel frattempo penso che convenga mantenere la prudenza, individuare e attuare i comportamenti efficaci a prevenire il contagio e provvedere al rafforzamento di noi stessi, come ci suggeriscono i Maestri.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 217

    Non si può che concordare sulla necessità di essere prudenti, di evitare contatti rischiosi, di lavarsi e disinfettarsi le mani sovente, di usare mascherine in luoghi dove per ragioni logistiche si è costretti a respirare la stessa aria. E soprattutto di attivarsi con gli strumenti messi a disposizione dalla Schola.
    Ciò premesso, e considerato che attivarsi e vigilare dovrebbero valere sempre (almeno per noi miriamici e anche in epoca non Covid) ritengo che anche l’ansia da contagio e la paura costante possano essere una violenza emotiva che indebolisce anzitutto noi stessi ma pure gli altri. E penso che la cosiddetta ‘rimozione’ ci sarebbe molto meno se le regole igieniche e preventive non fossero costantemente accompagnate da un tam tam mirato a spaventare per ottenere obbedienza alle regole.
    La gente ha resistito alle bombe delle guerre, alle incursioni dittatoriali, alle pestilenze. Ma la forza non penso provenisse da un costante – e violento – “mementa mori” che sarebbe come a dire al bimbo che impara a camminare “ricordati che devi cadere”.
    Si crede, si ama, si spera, e speriamo che il panico inutile e velenoso non si aggiunga più al Covid: ché basta già.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 290

    Mi sento in linea con quanto dice Catulla, e ripensando a questo tempo vissuto come se fossimo sulle montagne russe ,tra dati oggettivi ed esperienze soggettive, gli strumenti della Schola sono stati fondamentali per creare il nostro antidoto alla paura e un breve bilancio sugli effetti positivi e non solo negativi, mi piacerebbe farlo. In primis siamo rimasti Uniti e Solidali come questo Sito ci ha permesso di fare, comunicando costantemente e rimanendo collegati e agganciati ad un Centro che mai ci ha abbandonato, anche nei momenti più critici e di conseguenza questo ci ha permesso di occuparci anche di altro, continuando a coltivare passioni, interessi, ricerca, non ultimo su ciò che ci stava accadendo senza subirlo ma rimanendo attivi e cercando di portare su un piano diverso la questione….se non fosse sufficiente direi che questo circolo virtuoso ha portato a mio parere, salute psico fisica a tutti, a chi ci circonda e anche a chi da simpatizzante si è trovato ad avvicinarsi alla Schola sul web ,creando le condizioni quindi per rafforzare le difese immunitarie, contrastando la paura che pure ci è stata nei momenti più critici, specie in alcune regioni d Italia. Se ne usciremo? Certo che ne usciremo! La scommessa è piuttosto come? Rafforzati, indeboliti, cambiati o invariati? Questa mi sembra una prova di resistenza più che di velocità e se fosse una gara sarebbe forse una maratona?? So solo che da un certo momento in poi, ho deciso che non tutto doveva più ruotare intorno a questo virus ,che ha quasi monopolizzato le nostre vite e riconsiderando le priorità, tornare a Essere noi stessi, alle nostre scelte fatte, coerenti col nostro percorso terapeutico di tramiti di Luce e Salute che non s interrompe mai, qualsiasi cosa accada. Con l’augurio di ogni Bene a tutti i naviganti, ringrazio di cuore la Direzione di questo Sito e rivolgo un fraterno abbraccio

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 508

    Ringrazio anch’io Admin Kremmerz per le parole espresse nel post del 16 luglio che sono di grande aiuto per preservarsi e immunizzarsi non solo dal Covid-19, ma in senso lato a 360 gradi nei casi della vita.

    Daniel56
    Partecipante
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    Ora che le emozioni iniziano a lasciare il posto alla ragione, penso che si possano valutare meglio cause ed effetti della pandemia. In questi giorni la situazione rimane grave in quelle nazioni i cui governi per vari motivi, e da tempo, hanno minor cura della “Res Pubblica”. Avidità, disuguaglianze sociali e ignoranza hanno alimentato l’epidemia e continuano a prevaricare il diritto alla vita. L’inizio in Europa non è stato facile, ma prese le misure si è riusciti a contenere il danno. Altrove, e penso agli USA, l’India, il Brasile le sofferenze non accennano a diminuire, e forse non si saprà mai il vero bilancio di questo flagello. A vario titolo la presunzione ha poi innescato effetti a cascata a cui, riconosciuto l’errore si è cercato di porre rimedio, vedi Svezia o UK, e si potrebbe continuare. Insomma l’uomo ci ha messo molto di suo. Come disse laicamente Andrè Malraux “la nostra è la prima civiltà in cui non ci sono valori guida che non siano mercantili e materialistici”…proprio come aveva anticipato molti decenni prima il Maestro Kremmerz. Fino quando non risorgeranno i Lumi dell’Amore e della Verità, l’umanità continuerà il suo lungo travaglio come impongono le ineluttabili leggi che governano l’Universo. Per cui, senza misticismo e con la consapevolezza degli insegnamenti (e sono tanti) della SCHOLA cerchiamo di mantenere viva in noi questa Luce che ci è stata generosamente donata.

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