La differenza tra ascetismo, misticismo e preparazione ermetica – II parte

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    NUOVO – La differenza tra ascetismo, misticismo e preparazione ermetica –   II parte

    Il misticismo è una virtù o un’infermità dello spirito umano? Il dott. Gustavo Le Bon ne ha trattato scientificamente in maniera spassosa per le sue investigazioni. E’ una malattia talmente diffusa che non si sa come guardarsene per non essere infettati. Io aggiungo che è sempre una maniera larvata per nascondere l’idea fissa, un esponente che avvicina l’uomo al manicomio, perché non esiste misticismo senza una idea canaglia che predomina la vita interiore.

    Il misticismo religioso, l’evangelico, lo spiritualista, il materialista, il comunista, sono varietà della torbida follia umana che ha convertito il paradiso della terra in inferno della città filosofica. La Scienza dei Magi è una scienza difficile ad essere insegnata, e difficilissima ad apprendere, perché deve essere intesa fuori ogni misticismo speciale. Trovate un po’ fra voi chi in un senso e chi nell’altro non sia mistico e vi prometto che diventerà un arcimago da dare dei punti a Simone e a Cagliostro!…La fede, nello stato di certezza dell’animo senza controllo positivo, è essenzialmente mistica, perché è l’esponente di un’idea che non si discute, anche se assurda, anche se è talmente barocca che, esposta al pubblico, diventa grottesca. Nella mia Porta Ermetica invito a non credere a ciò che dico io, senza il proprio controllo; lo stato mistico del lettore si forma ordinariamente più che nell’adattamento alla vita delle mie idee, alla verità, alla credula verità che io enuncio, pel solo fatto che crede nella mia onestà. La verità, se accettata pel solo fatto che sono io ad esporla, crea dei mistici, non degl’iniziati o degl’iniziabili alla certezza assoluta! (SM,II,373-374) – Il dogmatismo negli enunciati sulle evoluzioni spirituali, che hanno creato la moda dei moderni capiscuola del misticismo in Europa ed in America, è una peste bubbonica del senso comune equilibrato. Io stesso che ti enuncio una verità concreta e non la provo devo essere discusso da te come un mattoide – ma io t’insegno a non credere; a ragionare nell’equilibrio della tua coscienza sincera; a ritornare alla semplicità della natura delle cose; a giudicare con serenità di ogni cosa nel metodo soggettivo, perché la verità che tu constaterai diventi carne e sangue di te stesso e dirai agli altri: se siete pazzi diventate ragionevoli in voi e per voi. (C,II,142-143) –  Il metodo soggettivo, scientificamente ed ermeticamente inteso non è la via per diventare un asceta o un credente; i religiosi, gli uomini che hanno fede in Maometto o in Cristo, che si preparano secondo il metodo prescelto alla conquista della eternità, non seguono un metodo di introspezione soggettiva, perché il carattere dell’uomo di fede è di seguire l’esempio per conseguire il premio nell’eternità – invece il metodo di investigazione scientifica soggettiva è “di aver coscienza di ogni passo in avanti e la cognizione esatta dei mezzi più omogenei alla provocazione di uno stato sentito che è fuori del comune”. Si tenga sempre ben presente questa differenza tra la via religiosa e la via ermetica. La teosofia o sapienza divina è a rigore di termini una via religiosa per arrivare ad una perfezione mistica – la teologia è il ragionamento intorno agli dei o all’idea divina: quando spuntano i teologi e le discussioni intorno alla fede, sono cessati di fatto i miracoli della fede – poiché la fede non è sopportata  da alcun ragionamento il quale o non è tale nella sua essenza e non crea la fede o è veramente una concatenazione di premesse e conseguenze dimostrabili e distrugge lo stato di credulità. Un religioso sente Dio; non lo discute; se annunzia che Dio è sinonimo di padrone (origine del Geova ebraico) e a suo capriccio può tutto dare e tutto togliere egli non deve né può mettere in discussione questo enunciato che è assurdo pel ragionamento di uomo sano dell’occidente, poiché tal concetto di Dio è di origine orientale semitica, di quell’oriente dove i re furono dei e amministravano i loro soggetti come dettava il loro umore. La grandezza incommensurabile del Popolo Romano, repubblicano e imperiale di fronte a tutto il mondo morboso della psiche orientale inferiore di milioni di cubiti a noi, è nell’aver dato per la prima volta al mondo lo spettacolo della giustizia amministrativa in terra e dell’uomo innalzato alla dignità di poter trattare alla pari coi numi della plebe ignorante. Il religioso, nel senso preciso della fede, deve attribuire tutto ciò che può ottenere alla elargizione per grazia di un Dio o di un Nume. Lo spirito di santità religioso subordina la propria unità pensante alla volontà esteriore del padrone di tutte le cose: gli israeliti su questo argomento sono come i cristiani e i maomettani…Basta leggere i salmi penitenziali, gli stessi che si recitano nei breviari romani per capire psicologicamente come l’uomo di fede sia diverso dall’uomo di scienza…Ora la via dell’ascenso religioso, via isiaca e passiva, non ha da fare col nostro metodo soggettivo, esame di sé e in sé per reintegrare i poteri possibili all’uomo – né é da sperare con questo metodo, come vogliono gli imitatori di Cristo alla Tommaso da Kempis, che il Maestro spunta in noi, perché in noi non spunta niente altro che la ragione e l’intelletto umano quando non siamo uomini di fede. Gli imitatori di Cristo, se hanno fede o vera fede, si iniziano all’ascenso religioso. Sdoppiando la propria individualità, la più elevata della quale parla a nome di Cristo o di Maestro, l’altra ascolta e si umilia. E’ la via del paradiso in tutte le religioni di oriente e dell’occidente, quando non è la via del manicomio o della delinquenza per esaltazione isterica. Il metodo soggettivo non ha niente di comune con le religioni vecchie e nuove. L’uomo è quello che è. L’uomo non è un angelo, né è un pappagallo. L’uomo ha tanto valore come unità propria per quanto ha conosciuto e sa anche (se) apparentemente obliato, per quanto il suo Ermes penetra le cause naturali e ne facilita le applicazioni…Per volontà, pazienza, studio tutto l’uomo occulto storico, che è in noi si manifesta – valga ciò che valga. Non è detto che se nel nostro sacco abbiamo un personaggio molto scemo, per il solo fatto che si seguono le pratiche dell’ermetismo debba venir fuori un Bacone o un Olao Magno. Quindi il criterio che basta volere per vedere affacciato il maestro in sé è un concetto mistico della Imitazione di Cristo, di cui ho parlato con rispetto ed ammirazione sempre – e i mistici questo affacciarsi del Cristo in noi chiamano iniziarsi. E va anche benissimo. Ma la iniziazione ermetica, iniziazione o iniziatura ai veri arcani degli antichi misteri, è una cosa diversa, perché è la scienza dell’anima e della psiche umana che apre, con la garanzia di una preparazione effettiva, non illusiva, non paurosa, un orizzonte nuovo alla vita umana e all’anima umana, conquista che diventa eterna; per cangiare di nascite, resta sempre profondamente attaccata ala nostra coscienza…e si rinasce poeta con le rime nella cuffia di battesimo. (C,II,137-138-139, nota n.4) – Il misticismo monoteista del popolo ebreo si è tramandato da secoli e si è propagato col cristianesimo, adattandosi a razze e a popoli di storie diverse… Da dieci a quindici secoli innanzi all’era volgare nelle coscienze e nella incoscienza di questo popolo, che fu mistico ed è tale per eredità e per isolamento, perché impedisce che la razza si rinnovi e si rifonda nelle altre, si stabilì il carattere essenzialmente storico di questa gente, a cui pone capo il cristianesimo di tutte le chiese. Tutte le vicende storiche di questo piccolo popolo che ha conquistato purtroppo il mondo, sono un disordine della sua psiche collettiva…Il popolo che storicamente appare alla critica più equilibrato, meno folle di temperamento, è il Romano… L’introduzione dei culti orientali a Roma e poi la pestilenza della pazzia giudaica dettero l’esempio del contagio della follia ragionante che mutò faccia, distrusse l’opera di genio di Roma gentile… L’Islam nacque con un sogno da manicomio, la nullità dell’opera umana se non come strumento di Allah: una parafrasi del giudaismo di prima epoca si propagò in base allo stesso preconcetto di forma giudaica differentemente dall’ebraismo, con la violenza e la stasi paziente dell’attesa senza rinunzia alla lotta. La Riforma fu egualmente una follia mistica e l’isterismo religioso, che desolò per tanti anni l’Europa, ebbe fondamento nella esagerazione della fede nel libero giudizio sull’interpretazione dei libri fondamentali del cristianesimo…(Il sottoscritto) non scrive un paradosso quando confessa che, a sua opinione, avere, possedere, sentire la coscienza propria e integrarla al punto da sottrarsi all’ambiente immediato e ai pregiudizi storici è opera che passa i limiti delle nature comuni…Il famoso guardiano della Soglia, della verità integra dovrebbe essere la paura di sentirsi oltre tutte le menzogne del convenzionalismo morale, in cui la filosofia o l’indagine ermetica deve falciare senza pietà per assurgere alla purità della visone reale. (C,II, 146-148) – Le religioni ebbero origine dall’idea di legare le masse travagliate dalle passioni bestiali ai tipi divini, per il governo loro e per modificarle alla vita sociale. Ebbero origini teocratiche o formarono dopo la loro nascita delle teocrazie. Le due grandi religioni vive, teocratiche o no, il cristianesimo e il buddismo ci trasportarono ad un eccesso antiscientifico, lo spiritualismo, l’uomo spirito che la logica umana ripudia…eresia scientifica della scienza sacra…Ogni eccesso è disquilibrio delle facoltà… l’iniziatura ad una scienza reintegrativa non è a confondersi con le teosofie e le religioni che vogliono mutare l’uomo in un angelo che suona il liuto innanzi al trono divino; ma più modestamente aspira a che la bestia intelligente uomo si sviluppi fino alla purezza dei suoi poteri, sovrano del suo destino e libero e giusto padrone delle forze latenti e note che natura gli ha dato…Giuliano l’Apostata che fu iniziato ai veri, non concepiva perché il paganesimo integro ed esuberante della iniziatura romana dovesse sostituirsi con una eresia antimagica che preparava alla morte e non alla vita e che si chiamava cristianesimo appunto per un simbolo di morte…La mente umana deve disporre del corpo fisico e non lasciarsi soggiogare da esso…per l’uomo che vuole evolvere dallo stato animale allo stato integrale, il potere inibitorio della mente sui sensi deve essere reale, non apparente. Colui il quale, viceversa, si fa dominatore dei sensi per spegnerne le funzioni fino al punto che il giorno in cui se ne vuole servire li trova atrofici, è semplicemente un nevrastenico infelice. Da qui vedete quale abisso separa le due cose, magia e religione. L’asceta e l’iniziato si spogliano entrambi dalla necessità di amare. Il primo si rende incapace, il secondo volontariamente astemio. (SM,II,226-229) – I mistici di tutte le categorie e di tutti i culti predicano che i sensi sono bugiardi: se la sensazione organica è la fonte di paragone di ogni idea concreta questa pretesa balorda dei mistici entra nel campo delle affermazioni dogmatiche dei nevropatici. Non i sensi sono bugiardi, ma le sensazioni che vengono elaborate nei centri coscienti dell’uomo già non libero di giudizio…Alle parole di Paolo si attribuisce valore filosofico, che forse l’autore non ebbe mai, come non lo ebbero in realtà le dubbie figure cabalistiche, personificazioni del profetismo ebreo.. Ecco perché io insisto per la immunizzazione psichica contro l’idea comune della conquista  dei cieli intesa alla lettera…(C,II,149) – Liberarsi dalle passioni, cioè bene usare di ogni cosa, nei limiti del giusto, senza rendersi schiavi delle necessità create da noi stessi…la preparazione all’ermetismo classico è una feconda rigenerazione di se stesso, senza sbigottimento, senza menzogna, orgogliosi di vivere praticamente la morale assoluta, nella sua idealità filosofica e non sdrucciolare né nella convenzione plebea di salvare le forme esteriori, né nel mistico di salvare l’anima…Mangiare solo cibi vegetali, non bere che acqua pura, dormire su di un tavolaccio, essere astinenti da qualunque sensualità…sono cose ammirevoli se vuoi diventare un asceta, se vuoi imitare i santi delle religioni a base di penitenza. Questo su cui ho insistito è tutto diverso. Mangia tutto e sii parco. Bevi con grande moderazione di tutto…dormi come puoi e sii solerte. Astieniti ed usa a volontà, per essere signore dei tuoi atti. Se soffri, dirai che la causa è in te e la ricercherai fino a trovarla. Correggiti, raddrizzati, cancella in te le macchie di brutture…In termini prosaici l’asceta sopprime le ragioni della sensualità fisica sotto tutte le forme, il miste che aspira ad aprire la Porta Ermetica deve possedere l’assoluta padronanza sui sensi: usarne ed astenersi secondo la coscienza più equilibrata. (C,II,140) – Per essere uomo aspirante alla integralità ideale, che è la conoscenza delle forze latenti in noi, delle leggi di armonia che ci legano alla natura universa e alle sue forze ignorate o mal definite…bisogna che la mente domini in maniera assoluta l’animale e ne disponga a suo piacimento. In questo bisogna assolutamente allontanarsi dalle forme religiose in cui l’entità mentale e morale dell’uomo mira a liberarsi dalla tirannia del corpo fisico, per realizzare una mostruosità ipotetica di un uomo-spirito senza corpo materiale pesante.(SM,II,232).  (continua…)

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    admin Kremmerz
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    Scatola magica per eccellenza, quella cranica è – in entrata – apparecchio riproduttore sofisticatissimo ed è – in uscita – modulatore formale dell’energia di ogni tipo.
    Così, possiamo credere che la divinità ci somigli, e sia umana, e come umana gestisca e interagisca con l’esistente tutto. Fanciullesco più che spocchioso, l’atteggiamento è indicatore di una concezione comune ancora bambina che si pone al centro di ogni cosa e di quel centro fa verità assoluta. Nondimeno è possibile che la nostra corteccia – consimile alla crosta terrestre che del pianeta raccoglie e manifesta le dinamiche – non potendo conoscere altro da sé stessa neppure possa prescindere dal dare al divino l’immagine di sé, fatalmente oggettivando il principio vitale nella forma della propria specie.
    La differenza fra religione e magia, perciò, a mio parere, non si pone sull’aspetto delle cose, ma nel diverso rapporto fra di esse e rispetto ad esse. Osservava Durkheim che la religione è fenomeno sociale che va analizzato con visione olistica, quindi come parte di un tutto. Ecco quindi che credenze e riti, che pure accomunano religione e magia, delineano la propria diversità in quel diverso porgersi all’esterno.
    Osservava Kremmerz: “Un religioso sente Dio; non lo discute”.
    Quindi, direi che se il religioso spera, il secondo impara a collegarsi. Il primo aspetta (etimologicamente, sta a guardare), il secondo a-tende l’effetto delle proprie azioni. Da qui la differenza con la magia, eminentemente positiva e pro-positiva nella manifestazione dell’essere, continuo soggetto e oggetto ed elemento di un sistema: parte di un tutto, appunto, ma parte interattiva.
    Original author: sal

    admin Kremmerz
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    “Non esiste misticismo senza un’idea canaglia che predomina la vita interiore”.
    Questa frase è forte come solo le verità nude e crude sanno essere. E su questa frase ho speso parecchio tempo a interrogarmi. Sì, mi sono chiesta perché Kremmerz avversasse così tanto il misticismo.
    Il dizionario Treccani della lingua italiana lo definisce come “Esperienza che impegna la vita interiore dell’uomo di fronte a una realtà misteriosa, assoluta, altra da sé, alla quale il soggetto tende al di fuori dei normali processi conoscitivi” – (fin qui, parrebbe cosa innocua, intelligente e perfino buona…) . Poi il dizionario aggiunge “…senso di religiosità profonda per cui si aspira a una vita totalmente spirituale, liberata dalla passione e dall’attaccamento al mondo”.
    Perché, mi son chiesta, non si dovrebbe essere attaccati al mondo? O meglio, COME non essere attaccati al mondo se appartengono AL MONDO tutte le cose belle che l’essere umano può immaginare e concepire? L’arte, la vita, la bellezza perfino, si esprimono nella materia a vari livelli. Pittura, scultura, musica, poesia, ma anche solidarietà, tenerezza, verità e salute e tutto ciò che c’è di Bene si concretizzano avendo materia, impregnando materia, facendo convibrare materia. Come si fa dunque a pensare di distaccarsi ‘dal mondo’? E “CHI” si stacca, e come può ‘staccarsi’ senza materia per farlo? E di che colore, di che pasta sarebbe allora la materia che rifugge quella da cui è partito? Perché dovrebbe fuggire?
    Penso ai santi – quelli veri – delle varie religioni: non si sono forse dedicati totalmente alla salvaguardia, alla salute e al benessere di altri esseri umani e viventi?
    Mica hanno girato i tacchi per non essere contaminati!
    Quanto alla passione, si dice occorra liberarsene per aprirsi allo spirito… Ma, allora, che farne di quella con-passione che sola ci fa sentire uniti a tutto il genere umano e ci avvicina a chi chiede? Rizzolatti non ha forse dimostratoche i neuroni specchio, costruiti per noi da madre Natura, registrano come nostra e nel nostro individuo ogni sofferenza che incontriamo?
    Rifuggire significa, allora, sempre e ineluttabilmente dispregiare: ciò che avviene dopo avere giudicato e condannato…
    Che sia questa l’idea canaglia che sottende ad ogni misticismo?
    Original author: fler95

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 454

    L’ultimo intervento di fler95 mi ha fatto venire in mente un particolare di non poco rilievo che mi colpisce molto. In altre parole la differenza sostanziale dell’interpretazione di alcuni termini più astratti tra il mondo antico e quello moderno, prima dell’invasione di culti orientaleggianti. Il mondo antico si atteneva sempre, nella formulazione delle parole e del loro significato, alla Natura, alle sue funzioni e meccanismi, alle sue leggi, (non escluso l’essere umano), estraneo del tutto a concezioni metafisiche. Oggi invece siamo eredi di una babelica confusione. Non è un problema da poco perché ciò che si trascinano le parole influenza i dinamismi e la mentalità, l’azione e la vita; nelle parole si precipitano come in chimica processi mentali cognitivi. Pensiamo alla parola Psiche della quale il Kremmerz riferisce l’antico significato di respiro, soffio, alito, ecc. Ciò risponde perfettamente ad esempio ai poemi omerici, che benché sovrappopolati di divinità, si riferiscono invece alla psiche come a respiro/soffio vitale, vitalità interiore, vita, con una grande attenzione all’essere umano.

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