Il cibo filtrato dai 5 sensi e… sublimato dal sesto senso

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  • mandragola11
    Moderatore
    Post totali: 176

    Caro Garrulo, mi compenetro col tuo anelito, ma tu mi capirari se per basico istinto di sopravvivenza, in questo clima torrido, quando entro nel supermercato il “dato controllabile” da forfait, mentre il refrigerio dell’aria condizionata prevale su tutto! eh eh eh…

    Buona Domenica a tutte/i!

    abbat
    Partecipante
    Post totali: 2

    C’e’ un libro di Franco Berrino e di Daniel Lumera “La via della leggerezza Perdere peso nel corpo e nell’anima” Mondadori 2019 che è bellissimo.In sintesi dice che a perdere peso si fa relativamente in fretta, mentre lavorare sul piano emotivo e’ un’alta cosa.Propongono l’argomento anche a livello scientifico.
    Franco Berrino e’ un medico, epidemiologico già Direttore del Dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto del Tumori di Milano.
    Daniel Lumera e’ considerato un riferimento Internazionale della Meditazione e ideatore della Giornata Internazionale del Perdono.
    E’ splendido!!!!

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 61

    Grazie del consiglio. Ma magari fosse così semplice dimagrire, anche in senso semplicemente corporeo.Non conosco Daniel Lumera, mi informerò anche se … meditazione…???

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 74

    un vecchio documentario di rai tre sull’uso delle piante nelle antiche tradizioni..

    Greg Pelikan
    Partecipante
    Post totali: 7

    Condivido tutto quanto è stato detto sull’abbinamento cibo-amore. Credo sia molto importante il nostro atteggiamento interiore mentre ci apprestiamo ad ingerire il cibo. Molti anni fa ,per esempio, era usanza dei nostri nonni e bisnonni ,rimanere in silenzio mentre si mangiava e la stessa regola mi pare venga usata tutt’ ora in certe comunità monastiche .E’ anche noto che , se mentre mangiamo qualcuno ci turba con una notizia spiacevole che ci tocca da vicino , la nostra” digestione” ne risente poi , in maniera sfavorevole.
    Io sono vegetariano dal 2004 ma se vengo invitato a pranzo da amici che non sanno del mio modo di essere , io mangio tutto quello che mi offrono : hanno cucinato per me , lo hanno fatto credo , se non con totale amore ,almeno con affetto ed amicizia e quindi esprimo la mia gratitudine accettando con riconoscenza tutto quanto mi offrono. Questo atteggiamento , credo , ” sublima” le qualità residue della povera bistecca , e “l’amore ” con la quale viene ingerita attenua di molto il ricordo dell’ eventuale sofferenza patita dall’animale in vita e nel momento dell’uccisione ,che di solito rimane impresso nelle sue cellule e che , se non ” sublimato” passa nel nostro organismo, in modo più o meno consapevole e in base al nostro stato evolutivo.

    Buon appetito !

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Nel rivedere il File postato in agosto da Guglielmo Tell, che riproponeva un documentario di Rai Tre su “Piante e Tradizione: utilità pratica e significato esoterico”, mi sono soffermato sull’intervento di uno scienziato che parlava dei benefici del consumo in campo alimentare dell’olio di oliva. Il filmato, credo ormai datato qualche lustro fa, attualissimo nei contenuti, in primis, fa riferimento a eccessi e cattive abitudini alimentari quali cause di patologie degenerative o di mortalità nell’area del pianeta maggiormente industrializzata. Il modello di dieta consigliato ovviamente è quello cd. mediterraneo, a cui l’esperto affibbia la vena salutare proprio in virtù del consumo di grassi che in tale modello si concentrano perlopiù nell’olio di oliva, prova ne è la bassa incidenza di malattie cardiovascolari riscontrate in popolazioni greche, quest’ultime per tradizione (furono secondi solo ai Fenici nella coltura dell’olivo), a differenza di popolazioni nordiche dove i grassi consumati, in molti casi, provengono da altre fonti. Sappiamo oggi che l’olio di oliva aiuta a ridurre il livello di colesterolo nel sangue, fungendo da anticoagulante in quanto attacca il colesterolo “cattivo”, e che presenta caratteristiche antiossidanti, tenuto conto che la permeabilità delle cellule a tali agenti patogeni, determina l’accelerazione o meno dei processi di invecchiamento dell’intero organismo. Lo scienziato intervistato, chiudeva infine l’intervento palesando anche proprietà antitumorali in fase di studio, insite in tale olio, con l’augurio della messa a fuoco in chiave scientifica sempre più precisa delle virtù del divino frutto. Per quanto invece trattato sull’aspetto esoterico non mi dilungo, ma l’albero, con relativi rami, è presente in Mesopotamia con i Fenici, nella Mitologia Greca, nell’Antico e Nuovo Testamento, fino al Giardino dei Getsemani, tradotto Orto degli Ulivi o Frantoio, dove Cristo amava racchiudersi in preghiera, ma che fu anche luogo della sua agonia. Davvero bello ed interessante l’intero filmato.
    Ancora una buona domenica sera a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Ho chiuso l’ultimo post citando le virtù del divino frutto a proposito dell’olio di oliva. Proprio nell’Orto degli Ulivi, Cristo si racchiudeva in preghiera, anche se poi finì tragicamente……. Ricordo che nel Nuovo Testamento, esistono descrizioni su come il corpo di Cristo venga ricoperto con una mistura di sostanze tra le quali risultava abbondante l’Aloe. Mi pare tra l’altro, che questo dato sia stato confermato dai risultati di laboratorio condotti sulla Sacra Sindone. Due cose vorrei dirle su questa pianta davvero particolare, la definirei in prima battuta come un Regalo di Madre Natura. Si sono riscontrate raffigurazioni dell’aloe su dipinti “murales” in Templi dell’Antico Egitto, citazioni su tavolette di argilla sumeriche indicanti elenchi di piante medicinali, come ancora proprietà mediche elencate su papiri terapeutici egizi. Lo cita poi in molti suoi versi e trattati il poeta greco Dioscoride di Samo, in particolare, pare proprio che non manchi nel “De Materia Medica”. Ma non va dimenticato Cristoforo Colombo che individua quattro vegetali indispensabili per la salute dell’uomo : frumento, vite, olivo e naturalmente aloe. Secondo l’italico ed ispirato navigatore, il grano nutre il corpo, vite e “derivati” aiutano (in ogni epoca aggiungo io) lo spirito, il divino ulivo mantiene l’armonia nell’esistenza (a volte assai difficile, aggiungo sempre io), mentre infine il mitico aloe, per sua natura, guarisce. Poi ancora Mahatma Gandhi assiduo praticante di digiuni e parimenti assiduo consumatore di aloe per le sue virtù, Rudolf Steiner padre delle tesi antroposofiche, che attribuiva alla pianta dell’aloe la proprietà di incanalare l’acqua proteggendosi e proteggendo il liquido dalla disidratazione, nonostante la crescita in luoghi assai difficili per siccità o condizioni climatiche a volte estreme. Una simile virtù secondo molti esperti in materia, non può che contribuire a rafforzare l’organismo, nella sua accezione più ampia, di chi ne fa uso. Sarà che ne sono un sincero estimatore, sarà che la mente gioca con i suoi input, ma preso a digiuno al mattino, puro quindi non dolcificato a allungato con alcuna bevanda, lo trovo anche decisamente buono.
    Ancora una buona domenica sera a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    In questo spazio dedicato al “cibo filtrato dai 5 sensi e… sublimato dal sesto”, due cose le voglio dire a proposito della curcuma, altro alimento che pare abbia proprietà davvero particolari. La curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae e comprendente circa una ottantina 80 di specie, delle quali la più utilizzata in alimentazione e in fitoterapia è la Curcuma longa. Molto utilizzata anche nella medicina ayurvedica ed in quella tradizionale cinese. Il sapore potremmo definirlo piuttosto “volatile”, mentre invece il colore si mantiene inalterato nel tempo, e probabilmente da qui si può denotare una caratteristica di inossidabilità che poi si riflette nelle proprietà del rizoma, e parimenti, proprio per questa caratteristica, molto impiegata nel settore alimentare come colorante. La radice è un grosso rizoma cilindrico, ramificato, di colore giallo o arancione, fortemente aromatico, che costituisce la parte che viene utilizzata della pianta. Il principio attivo più importante è la curcumina, che recenti studi hanno dimostrato avere proprietà antitumorali, proprio perché la curcuma, pare possa contribuire nel bloccare l’azione di un enzima (di più non so), ritenuto responsabile dello sviluppo di diversi tipi di carcinomi. Il principio attivo anzicitato (curcumina), conferisce alla curcuma anche un’azione antinfiammatoria e analgesica, e per questo motivo è impiegata efficacemente nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari quali artriti e/o artrosi. Riconosciuta come protettiva del sistema immunitario, quindi dotata di capacità immunostimolanti o forse, meglio ancora immunomodulanti, è anche un potente antiossidante in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, questi ultimi responsabili dei processi di invecchiamento e di danneggiamento delle membrane delle cellule che compongono il nostro organismo (guai se non esistesse, in Natura, l’autofagia….).
    Pare che presenti ancora proprietà tipicamente depurative, quindi epatoprotettive tra l’altro come molte radici nere, stimolante delle vie biliari e fluidificante del sangue, alla faccia del colesterolo….. “cattivo”. Ottimo cicatrizzante per ferite o ustioni, ma per questa funzione, per quanto ne so, va opportunamente preparata in uno stato cremoso. In sanscrito “Kum – Kuma” etimologia affine allo zafferano con il quale ha molto in comune, entrambi contribuiscono alla formazione della miscela di spezie chiamata in “ hindi” – “masala”, meglio conosciuto come “curry”. Forse per tutte le proprietà che le popolazioni autoctone dell’India e dell’Asia più in generale conoscevano dalla notte dei tempi, questa spezia è considerata un portafortuna, in particolare in India, e le spose ne portano al collo un piccolo pezzo il giorno del matrimonio, credo a garanzia di buon auspicio.
    Un caro saluto con l’augurio a tutti di una buona serata

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 827

    Personalmente preferisco il prezioso zafferano dal mitico fiore e dalle origini incerte ma forse più “mediterranee”, molto apprezzato anche da vari autori latini…

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 149

    Leggo le parole di Admin e mi tornano in mente le Metamorfosi di Ovidio dove il guerriero Croco, mortale, si innamora della ninfa Smilace, immortale. Secondo il mito, grazie all’intervento degli Dei, Croco divenne la pianta dello zafferano e Smilace la pianta della salsapariglia, il rampicante delle Baccanti. Croco da allora porta in sé i colori della ninfa amata.
    Ma a guardare bene questo ‘suggerimento’ c’è molto di più. Anzi, c’è una stratificazione di informazioni che prende tutto il territorio del nostro Belpaese!

    mandragola11
    Moderatore
    Post totali: 176

    Colgo il richiamo di Admin alla nostra italicità mediterranea e improvvisamente mi vedo i tanti piatti a base di zafferano che caratterizzano le eccelenze culinarie da sud a nord della penisola, alchimie di vera e antica bontà da preservare.
    Adesso scappo (con una voglia improvvisa di formaggetto allo zafferano per la mia colazione che non ho ahimè) augurando un buon giorno a tutto il Forum.
    A presto!

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Colgo anch’io l’input di Admin per dire due, massimo tre o quattro cose sullo zafferano.
    Spezia davvero sublime. Nome botanico, Crocus sativus, (da cui Croco, ma ne parliamo dopo), appartiene alla famiglia delle Iridacee. Si tratta di una pianta erbacea proveniente dai paesi asiatici, ma coltivata anche in Europa, parlo di Grecia, Spagna e Italia, e qui in Abruzzo, Umbria, Toscana, Marche e Sardegna. Presenta un bulbo da cui si sviluppa un fiore violaceo e si diramano tre lunghi stimmi dal colore rossastro, che dopo la fase di essicazione, vengono utilizzati come spezia. Ha un processo di produzione assai lungo tant’è vero che, per ottenere un chilogrammo di zafferano sono necessari, per quel poco che ne so, pare oltre 200.000 fiori richiedendo centinaia di ore di lavoro. Molto usato in cucina per arricchire i piatti, ma per i motivi anziciati, anche molto caro. Inoltre presenta molte proprietà nutrienti: ricco di oligoelementi, soprattutto Potassio, Fosforo e Magnesio, abbonda di Vitamina C, Vitamine gruppo B, Vitamina A e folati. Ma ciò che maggiormente caratterizza questa spezia è il safranale da cui si ricava l’olio essenziale, e due carotenoidi, crocina e crocetina, ricchi di Vitamina A e con proprietà antiossidanti (oggi, lessicalmente…. anti-age!!!!). Va utilizzato nelle giuste dosi, ha caratteristiche di forte concentrazione, altrimenti può creare effetti collaterali spiacevoli. Fra le sue molteplici proprietà, pare proprio che collabori a potenziare la memoria e migliorare il tono dell’umore, quindi fantastico in autunno, quando è legittimo sentirsi un po’ più tristi, se si osserva Madre Natura che perde “qualche colpo”, in attesa di riscattarsi, con gli opportuni interessi, in Primavera. A proposito dell’apprezzamento degli autori latini, ricordo che Giordano Bruno lo cita nello “Spaccio della bestia triofante”, argomento ripreso da F.A. Yates nel libro dedicato a “Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica” a proposito della “Religione Magica degli Egiziani” con il culto di “Dio nelle cose”, nel passo in cui il Maestro Nolano recita:” Cossì pensa del Sole nel croco (lo cita per primo il croco), nel narciso, nell’elitropio, nel gallo, nel leone; cossì pensar devi di ciascuno de gli dei per ciascuna de le specie sotto diversi geni de lo ente, perché sicome la divinità descende in certo modo per quanto che si comunica alla natura, cossì alla divinità s’ascende per la natura, cossì per la vita rilucente nelle cose naturali si monta alla vita che soprasiede a quelle …”. (Pagina 235 del libro di cui sopra).
    Ancora un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

    G_B
    Partecipante
    Post totali: 4

    Buongiorno a tutti, ieri in tarda serata, dopo aver letto quanto scriveva garrulo1 a proposito dello zafferanno, ho acceso la tv e ho trovato un servizio nella trasmissione televisiva “prima dell’alba” di Salvo Sottile su rai 3. Che tempistica!
    Ebbene il servizio racconta dei contadini dell’altopiano di Navelli che si ritrovano all’alba nei campi per raccogliere i fiori dello zafferano, l’oro rosso, prima che il sole li schiuda.
    Non potevo non allegare il link, sul finale di puntata trovate l’approfondimento, dal minuto 38 in poi,

    prima dell’alba

    Stavo facendo alcune ricerche per lavoro sullo psicosoma, in particolare tutte quelle disfunzioni legate allo stomaco; la mia considerazione (avendo in passato sperimentato in prima persona) è che probabilmente il “nutrimento” abbia a che fare anche con gli affetti, i legami e le azioni che ci alimentano, già a partire dalle metafore della nostra lingua ( esempio “non riesco a mandar giù quello che è accaduto”, “quello che hai detto mi è rimasto sullo stomaco” ecc) e questo è confermato dal punto di vista della psicoterapeutica. In questo senso si innescherebbero delle analogie del tipo: situazioni della vita psicologicamente non digerite e che rifiutiamo, darebbero come sintomo reflusso e vomito, delusioni e traumi-dolori allo stomaco, collera e rabbia repressa-bruciori e gastriti croniche.
    Pensavo al momento dell’Agape rituale, di cui mi piacerebbe sapere di più dal punto di vista miriamico, in cui credo che si compia qualcosa di unico , perché estremamente concreto e spirituale allo stesso tempo, ogni nutrimento sia fisico che di altra natura si scompone e torna ad essere unità.
    Inoltre, secondo voi c’è una connessione tra quello che accade nei vari miti e favole , in cui gli eroi spesso finiscono nello stomaco di un mostro e quanto si discute in questo thread?
    Cari saluti a voi tutti.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 149

    G_B mi hai ricordato Pinocchio che per cercare il padre perduto finusce nella pancia della balena e ne esce solo quando riesce a farsi sputare con un espediente perché…indigesto alla balena stessa.
    Ma come ci siamo arrivati partendo dallo zafferano? Boh!
    Però ora mi viene in mente un’altra fiaba (ne facevo indigestione, tanto per restare in tema).
    Parlava di una polvere magica colore del sole e volatile come l’aria che messa sulla lingua dicendo MUTABOR faceva assumere a chi la pronunciava la forma di un uccello che tutto poteva vedere fino al più piccoli anfratto della Persia…
    E dopo le fiabe, come è giusto, buonanotte a tutti i naviganti!

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