Il Carnevale

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  • mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 208

    Questo richiamo all’allegria e alla gioia di Bell mi sembra proprio un buon modo per concludere il carnevale!

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 110

    Un saluto e Buon Carnevale a tutti!
    Dato il periodo, sono andato a rileggermi i post di questo thread pubblicato un anno fa di questi stessi tempi. Le maschere stavano per catturarmi di nuovo per catapultarmi nel vortice impetuoso del caos rigeneratore (così s’era detto allora), ma poi l’attenzione si è spostata su un argomento assai più triviale, evocato dal vassoio ben coperto dal cellofan che fa bella mostra della piacevole e invitante montagnola di sfoglie diversamente ricciolute. Mi è venuto in mente che, a seconda dei luoghi, questi dolci tipici del periodo si chiamano frappe, chiacchiere, cenci e anche bugie. Perbacco! – mi sono detto – in questi giorni mi sono nutrito di bugie! E forse a Carnevale, quando tutto è “maschera”, “finzione”, “inganno delle apparenze”, ci sta anche questo: serve a fare il richiamo di quel vaccino che ci immunizza dall’ingannevolezza delle non poche mascherate che la vita ci pone davanti. Ma, bando alla seriosita’ di certe considerazioni, mi è rimasta la curiosità dei nomi, e della loro diversità, dei dolci di carnevale. C’è chi ha qualche notizia in proposito?
    Un caro saluto a tutti.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 208

    Venendo alle dolcezze posso dirti dei cenci che in Toscana sono anche gli stracci, fatti con la sfoglia di pasta grossolanamente tagliata e poi fritta, come avanzi di stoffa non buttati ma conservati simbolo e metafora dell’idea che nel Carnevale si riutilizzi tutto, che non si butti nulla, né scarti né avanzi, perché ora rientrano in gioco a pieno titolo per fare il caos, ed esaurirsi infine nell’abbuffata di martedì prima delle Ceneri.
    Ci sarebbe anche il migliaccio pistoiese che è antico e tipico: una specie di creppettina a base di sangue di maiale, ma… non mi ispira.

    altri dolci di Carnevale da sperimentare?

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 208

    aggiungerei: nutrito, ma anche illuminato da bugie, caro Ippogrifo, visto che le bugie sono anche caratteristici lumi ad olio!
    In una parola nascondere e fare luce, più carnevalesco di così!

    • Questa risposta è stata modificata 1 mese fa da  mandragola11.
    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 66

    Ricordo che da bambina mi vestivano sempre da giapponesina e che il kimono mi stringeva troppo! Ma ricordo anche il clima festaiolo di raduni di bambini scatenatissimi…A Carnevale aleggia molto un clima di libertà, dovuto, mi dico, forse al fatto che si “giochi” a poter essere chiunque si voglia essere, chiunque rappresenti un aspetto di noi…nascosto. Volendoci vedere un tratto positivo in questa lunga tradizione, mi vengono in mente quelle infinite possibilità che ognuno di noi ha di poter tirare fuori la propria tendenza interiore dinnanzi agli altri,( seppur in modo superficiale) senza sentirsi giudicato. Il gioco protegge,nessuna critica, forse è questa la libertà che piace e che diverte! In ogni caso, a Bologna i dolcetti tipici si chiamano ” sfrappole” e, tanto per essere coerenti con la cucina light emiliana, sono fritte nello strutto!! Un caro abbraccio a tutti i Fratelli e ai Maestri.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 180

    Ciao a tutti! In Emilia Romagna il nome ufficiale è sfrappola che deriva da sfrappa ,francesismo per dire ‘frangia e merletto’ e quindi ‘ornamento futile’ per la somiglianza con la sua forma dentellata, da cui anche frappare e cioè ‘ingannare con le parole’ alludendo probabilmente all’orpello che confonde la vista e inganna, volendo nascondere ciò che non si vede! In alternativa,a questa dolcissima e calorica leccornia, ci sono le tagliatelle dolci fritte allo zucchero a velo:un trionfo di bontà per gli occhi ….trigliceridi permettendo!A proposito di bugia,mi
    ha fatto sorridere invece sulla Treccani ,il significato di un suo derivato ” bugiardino” che per definizione alluderebbe scherzosamente al contenuto delle indicazioni dei farmaci non ritenute del tutto attendibili,forse per il linguaggio troppo tecnico utilizzato e sconosciuto ai più, e da qui il termine sarebbe rimasto nell’uso corrente!

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 368

    Presenti! A Napoli le chiacchiere di Carnevale si mangiano insieme al sanguinaccio, dall’antica e contadina tradizione. Ricordo che una volta (forse 40 anni fa) il sanguinaccio era cioccolato, uova e sangue di maiale. Poi in Italia è stata vietata l’aggiunta dl sangue per motivi igienici ed ora è solo una morbida crema di cioccolato, amarostica, in cui immergere le chiacchiere. Perchè si chiamano così? perché sembra che una regina ebbe voglia di dolci mentre chiacchierava con i suoi ospiti. Ma non so quanto sia vera questa storia. Qui si nobilitano i cibi e spesso i reali sono chiamati in causa!(come nel caso della pizza).Una cosa è certa, care Sorelle e Fratelli. E’ gradevole stare in buona e fraterna compagnia mangiucchiando le chiacchiere.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 253

    Carnevale, ogni anno qualche riflessione in più da condividere. L’idea di quest’anno è sempre più di un arco di tempo che preludia, incuba e prepara una sostanziale trasformazione. Nella romanità, i Lupercalia con tanto di volo della Giunone Mitica, carnevalesca colomba, venivano dopo i Saturnalia, questi sì che abbracciavano temporalmente il Giano bi-fronte legato, radicale alla mano, al mese di gennaio, ma forse appunto anche a Giunone. Poi viene febbraio, pieno periodo carnevalesco, festa della Candelora ma in qualche modo anche della Vita, con tradizioni che rimontano all’esaltazione del parto e dell’uovo. Forse, dietro a maschere, scherzi e abbuffate ipercaloriche, si cela davvero qualcosa da riscoprire nella sua vera essenza.
    Un caro saluto ed una buona serata a tutti i naviganti.

    Macrobio
    Partecipante
    Post totali: 28

    Buonasera!
    Assai curiosi (quasi scherzosi) questi dolci! Hanno una lunghissima lista di nomi a seconda delle regioni italiane o addirittura le zone (bioregioni?) dove si servono.
    Non riporto l’elenco ma si può leggere in questo articolo: https://www.innaturale.com/chiacchiere-carnevale-la-strana-storia-del-dolce-mille-nomi/ e forse ognuno potrà dire se conferma o meno collocazione e nome.
    Storicamente pare che abbiano origine dalle frictilia, frittelle di farina di farro e uova fritte nel lardo e poi ricoperte di miele che si preparavano e si distribuivano alla folla durante i Saturnali, festa antica che si celebrava durante lo stesso periodo dell’attuale Carnevale.
    Per quanto riguarda Roma e alcune zone del centro Italia questi dolci si chiamano frappe e il Dizionario Treccani afferma che la parola sia riferibile al lembo frastagliato del loro perimetro.
    Sarebbe interessante scoprire le origini dei vari nomi con cui si appellano dolci che parrebbero avere tutti la stessa origine ma ci vorrà molta, molta energia e quindi mi riempio un bel piatto di frappe come coadiuvante e mi metto all’opera!
    Buona serata e buon Carnevale!

    Sal
    Partecipante
    Post totali: 18

    A febbraio ciò che era in alto nella stagione autunno-invernale passa dalla posizione elevata a quella inferiore, e viceversa: si parla della volta celeste, dove il Gran Carro sale sempre più in alto sull’orizzonte sino a culminare poi in Primavera. A Est appare la stella Arturo …che resterà fino a novembre (guardare il quaderno della Vergiliana pag. 101 e dintorni per approfondimenti).
    Contemporaneamente, verso Sud, si innalza sempre più la figura del Leone (o dell’Eone, come scrivono gli amanti della Parola). E a proposito di frasi sibilline, torna in mente quanto diceva Ermete Trismegisto: “ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare il miracolo di una cosa unica”.
    Tale è il cielo: un unico che alterna il basso e l’alto definiti tali solo in relazione alla posizione dell’osservatore.
    E il cibo tipico di cui parlava Ippogrifo? ( https://it.wikipedia.org/wiki/Chiacchiere ) Possiamo osservare che è un cibo in mille pezzi (come i coriandoli!) gettato nell’olio o lo strutto come i coriandoli si gettano addosso. È un cibo che trasforma le persone a somiglianza delle maschere che le rendono ‘altro’ da ciò che erano.
    Che anche i Paleolitici festeggiassero il Carnevale danzando e travestendosi da animali come possiamo osservare sulle pareti delle loro caverne?

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 253

    Ancora Carnevale…. Ogni riflessione vale. Potrebbe avere la sua origine latina da “car navalis” o anche “carrus navalis”, l’antico rituale della nave sacra portata in processione su di un carro. Che sia una questione di “naviganti” è comunque acclarata: anche a Pont St. Martin, cittadina al confine tra Piemonte e Val d’Aosta, la Ninfa del Lys, inabissatasi da queste parti pare, proprio sotto il Ponte del Diavolo (uno dei tanti presenti nel Nord Italia, simile a quello di Lanzo Torinese), viene ogni anno rievocata da una Dama diversa, coadiuvata da due ancelle, dama che sfila su di un carro a forma di onde acquatiche, con un costume dai colori delle acque stesse, distribuendo però fiori e caramelle. Forse che, dietro la fuga subacquea e simbolica della Ninfa, magari è la stessa che è stata tenuta sott’acqua da un intero periodo storico patriarcale, per cui Ella si manifestava solamente più a coloro che la cercavano, nonostante le difficoltà…… di ambiente.
    E allora buon proseguimento di Car Navalis a tutti i cyber-naviganti.
    Buona serata a tutti

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 73

    Quante riflessioni interessanti!!!!
    Questi deliziosi dolcetti, dalle antiche origini, sono un punto comune tra tutte le regioni di Italia, li ritroviamo dal nord al sud con nomi diversi che li caratterizzano a secondo delle regioni, ma ovunque uguali nella sostanza.
    Quest’aspetto li rende speciali… sono da un certo punto di vista la testimonianza della presenza di
    una tradizione comune che è presente su tutto il territorio italico.
    Buon Carnevale a tutti

    G_B
    Partecipante
    Post totali: 20

    Mi ricordo questa pignolata, o pignoccata che si faceva in casa a Palermo, con mamma e zia . È un dolce di palline tipo gnocchetti a comporre una specie di pigna , poi fritta e sommersa di miele. Buonissima ma grande prova per i denti , e difatti qualcuno ci lascio un dente ma non riesco a ricordare chi , se un parente … ma sono sicuro di questo 🙂

    Buona navigazione, cari saluti a tutti.

    anima critica
    Partecipante
    Post totali: 26

    Buon pomeriggio a tutti. Purtroppo siamo passati dal carnevale con le maschere a quello con le mascherine. Per favore non fraintendetemi, ho il massimo rispetto verso la sofferenza altrui, ma non ho potuto fare a meno di cogliere l’amara ironia del caso nella concomitanza di eventi che stanno agli antipodi dei sentimenti umani: da un lato la spinta liberatoria che esplode nella sfrenatezza graffiante e anche dissacrante della spensieratezza collettiva e dall’altro la paura cupa, giustificata o meno, ma anch’essa collettiva, verso un pericolo impalpabile che spinge a isolarsi, a incellofanarsi – l’immagine me l’ha suggerita ippogrifo con la sua montagnola di bugie – in un ambiente fattosi d’un tratto ostile.
    Speriamo che alla fine vinca il carnevale, quello vero, con una ritrovata gioia di vivere e la propensione all’incontro, con o senza maschera, ma rigorosamente senza mascherina.
    Un saluto a tutti.

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