I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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  • seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 89

    Davvero affascinante il post di Wiwa sulle farfalle;combinazione ho visto un servizio in televisione qualche giorno fa dove appunto si mostrava la sua trasformazione, a partire dalla fase larvale, fino alla schiusa del bozzolo. La mostravano accellerata ma, riflettevo guardandola,il tempo è componente fondamentale! Il tempo che restiamo chiusi nel nostro specifico bozzolo è il tempo di cui abbiamo bisogno per accorgerci di tante cose. Penso, ad esempio, al mio peregrinare e alla mia ricerca prima di essere attratta dalla Miriam; penso al mio bozzolo che, in fondo mi ha protetta, a suo modo, da una realtà che non ero ancora in grado di gestire e di reggere. Mi ha difesa persino da me stessa! La farfalla cambia completamente il suo DNA in questa trasformazione e si lascia guidare dai campi magnetici terrestri per viaggiare lontano, in una terra più consona alle proprie necessità. In attesa che mi spuntino le ali…vi abbraccio tutti, a presto!

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 88

    Caro Angelo grazie per esserti preso la briga di ricopiare il testo integrale del vangelo apocrifo di Maria Maddalena, ritrovato nell’Alto Egitto sul lato orientale del Nilo. Tra l’altro Akhmim fu probabilmente la città di nascita della Regina Nefertari, e in età copta era ricca di monasteri. E’ da notare l’importanza della figura di Maria Maddalena da cui parte l’insegnamento. Poi mi ha colpita la frase a proposito di come si percepisca una visione: “ Egli non vede attraverso l’anima, né attraverso lo spirito, ma la mente, che si trova tra i due, è quella che vede la visione”. Per te cosa è significativo invece?

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 315

    Tutto il percorso della crisalide perfettamente descritto da Wiwa, e che m_rosa ci ricorda che non “esce” dal nulla ma gli persistono cuore e cervello fa davvero riflettere, mi viene immediatamente da citare il Primo Verso della Preghiera del mattino, Invocazione da intendere come dichiarazione di intenti e non atto di fede, Primo Verso che appunto per Primo si recita, che, anelando quella “Virtù Infinita, Sole dei Soli” capace di cangiare “l’arena in diamante, la terra in fiore, la crisalide in farfalla….”, mi viene da dire Testimonia le potenzialità di trasformazione o meglio ancora trasmutazione presente in Natura, come nella Crisalide, così nell’essere umano, forse con percorso non identico ma analogico, visto che, non a caso “della vecchia forma rimangono cuore e cervello”, così per l’uomo restano incise emozioni (cuore) ed esperienze (cervello), scolpite o forse meglio condensate in chiave energetica per ritornare in superficie ogni volta a tempo e ora, per continuare sulla “retta via” un percorso di evoluzione.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

    tulipano
    Partecipante
    Post totali: 46

    In riferimento al post di Wiwa e precisamente al fatto che del bruco rimangano intatti cuore e cervello, mi sono ricordata che tempo lessi un articolo in cui si accennava ad una scoperta fatta da alcuni scienziati della Georgetowun University sulla possibilità che la farfalla o la falena possieda memoria di ciò che ha imparato da bruco. Secondo i ricercatori, i bruchi possono essere addestrati, attraverso una leggera scossa, a riconoscere alcuni odori negativi e ad evitarli una volta diventati farfalle. Tale studio ha portato alla dimostrazione conclusiva che la memoria associativa può sopravvivere nella metamorfosi di questi esseri. Si presume quindi, che nonostante la riorganizzazione totale del loro sistema nervoso e proto-cerebrale, che la memoria potrebbe sopravvivere a tali radicali cambiamenti. Inoltre secondo i risultati dei ricercatori, la conservazione della memoria dipende dalla maturità del proto-cervello dei bruchi in via di sviluppo.Riflessione che ha mi ha portato come Garrulo, ai primi versi della Preghiera e credo che questa magica trasformazione di cui se ne fa cenno anche nel quaderno del Timbro dell’Accademia Sebezia sia l’analogia più calzante per comprendere il nostro percorso evolutivo. Non vedo l’ora di abbracciarvi tutti! Vi auguro buona serata.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 96

    Concordo con Garrulo che questo arduo percorso che compie la farfalla testimonia le potenzialità di trasmutazione nell’essere umano.
    La Farfalla come simbolo di metamorfosi è uno degli argomenti trattati nel quaderno della Sebezia, dove nel timbro è rappresentata una ninfa dalle ali di farfalla. L’iconografia della farfalla è antichissima ed incarna il principio della trasformazione. Una delle peculiarità che la caratterizzano è il fatto che in essa avviene una metamorfosi completa. Da un primo essere iniziale si arriva alla nascita di un secondo completamente diverso, ma frutto della trasformazione del primo.
    Riporto dal quaderno della Sebezia: ”Nulla più della farfalla fa intuire per analogia la possibilità evolutiva dell’essere umano e il fermento amoroso che individua in modo assoluto la sua vita finalizzata esclusivamente all’accoppiamento, si assimila sempre per analogia all’elemento fuoco”.
    Buona serata a tutti

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 203

    Concordo con te cara Mrosa, il termine ‘nulla’ non esprime ciò che intendevo…forse l immagine che si avvicina di più è piuttosto’ciò che non si vede e che è invisibile agli occhi’ nel cui buio e silenzio tutto può avvenire e in cui l Intelligenza della Materia opera….Anch’io cara Tulipano non vedo l’ora di riabbracciarvi tutti e allo stesso modo delle farfalle che riescono a comunicare anche a 10 km di distanza,anche noi in questo Sito e prezioso spazio sacro, siamo riusciti a farlo,superando ben oltre i migliaia di km di distanza e di questo non finirò mai di ringraziare le nostre Gerarchie, la Direzione e i nostri amati Maestri sempre presenti e vicini anche se lontani dagli occhi! Un caro abbraccio a tutti

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 41

    Cara mara329, il passo che mi ha colpito “Tutte le nature, tutte le formazioni, tutte le creazioni sussistono l’una nell’altra e l’una con l’altra, e saranno nuovamente dissolte nelle proprie radici. Poiché la natura della materia si dissolve soltanto nelle radici della sua natura”; “Per questo motivo il bene venne in mezzo a voi, nell’ essenza di ogni natura per restituirla alla sua radice. E proseguì dicendo: “Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda”.“La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da qualcosa che è contro natura. Ne venne allora un disordine in tutto il corpo”.“Per questo motivo vi dissi: Fatevi coraggio! Se siete afflitti, fatevi coraggio, in presenza delle molteplici forme della natura. Chi ha orecchie da intendere, intenda”.Ciò detto, il Beato li salutò tutti e disse:“La pace sia con voi! Abbiate la mia pace! State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: “Vedete qui” o “Vedete là”. Il Figlio dell’uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trova.“Andate, dunque, e predicate il Vangelo del Regno. Non ho emanato alcun precetto all’infuori di quello che vi ho stabilito. “La pace sia con voi! Abbiate la mia pace! State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: “Vedete qui” o “Vedete là”.
    Questi passaggi mi hanno riportato al concetto dell’UNO della nostra Schola (“Tutte le nature, tutte le formazioni, tutte le creazioni sussistono l’una nell’altra e l’una con l’altra, e saranno nuovamente dissolte nelle proprie radici. Poiché la natura della materia si dissolve soltanto nelle radici della sua natura”), al fatto che anche per noi la realtà dei sensi è illusoria ed ingannevole (“Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda”), al concetto che la mancanza del vero quilibrio scompensa anche il nostro corpo (“La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da qualcosa che è contro natura. Ne venne allora un disordine in tutto il corpo”), come anche per noi le parole sono importanti e come bisogna procedere sempre alla ricerca di una verità che sia comunque ripulita dalle sovrastrutture in un continuo ciclo di esperienze (“La pace sia con voi! Abbiate la mia pace! State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: “Vedete qui” o “Vedete là”), come anche per noi non esiste un precetto infuso dalla Scola che consenta di seguire delle “istruzioni” date dall’alto, ma tutto viene lasciato al nostro senso di giustizia, di bene, di amore, come il nostro UNO, come scoperta di “DIO”, debba essere trovato dentro di noi in quanto non siamo estranei alla Sua essenza ma siamo un UNO con il tutto (“Il Figlio dell’uomo è infatti dentro di voi”).
    Ho sempre letto molto, anche i Vangeli apocrifi, ma solo da quando ho intrapreso questa strada, leggo le stesse cose con occhi diverse, rilevando delle assonanze che prima mi sfuggivano e mi lasciavano indifferente.
    E’ una nuova rinascita, è l’approdo ad una nuova vita. Ci si sente una farfalla dopo essere stato un bruco. Senza per questo sentirsi più grandi o più altezzosi, ma nell’umiltà di un cammino che unisce un gruppo di persone di “buona volontà”.
    Vi abbraccio e grazie per le Vostre preziossime parole.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 75

    Caro Angelo, non conosco nulla dei vangeli apocrifi pertanto non posso esprimermi. Sulla base di quanto hai riportato del vangelo di Maria, mi chiedo se da qualche parte, in qualche gruppo ristretto di persone, è sopravvissuto l’insegnamento racchiuso in questi vangeli ritrovati in Egitto oppure se tutto è terminato con la vittoria del cristianesimo prevalente dopo il Concilio di Nicea del 325 dc. Un’ulteriore domanda che mi faccio è se nei vangeli non canonici vi fossero anche insegnamenti pratici, nel senso di tecniche o riti, o se vi siano esposti solo concetti morali e filosofici.

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 88

    Quanto hai ragione, Angelo. E’ verissimo che a distanza di tempo in alcune letture già fatte si ravvisa un significato prima non visto. E addirittura si evidenziano concetti, prima del tutto trascurati, come fossero stati invisibili. Anzi come se ognuno di essi si rendesse visibile ad un preciso momento di maturità o piuttosto di purificazione. Gli scritti dei Maestri della Schola ad esempio sono così. Vanno letti e riletti a distanza di tempo.
    A proposito di farfalle vidi tempo fa a Rodi la Valle delle Farfalle. Milioni di farfalle si riuniscono da metà giugno (quando il bruco diventa falena) a settembre nella valle attratte da una particolare resina. Sono le Panaxia Quadripunctaria che mimetizzandosi con la natura riposano di giorno. Ma quando volano le loro ali rosso-arancio formano una nuvola indimenticabile.Il bosco va attraversato in silenzio perchè i fischi o il battere delle mani producono ultrasuoni percepiti dalle farfalle come una minaccia che le fa scappare spaventate, rischiando la morte per schock o per stanchezza. Invece devono riposare per raccogliere le forze per il grande volo che le attende a settembre. A fine agosto si accoppiano e le femmine a settembre volano via dalla valle per arrivare in un luogo sicuro per deporre le uova e… morire.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 203

    Quanta soavità nel volo delle farfalle! E a proposito della questione molto interessante sulla memoria di cui parlava Tulipano, il naturalista già citato parla della fase della crisalide, termine che significa “del colore dell’oro”, come quella più affascinante: infatti in essa,non vi è solo un disfacimento per rinascere,ma vi è contemporaneamente una riorganizzazione della materia viva precedente, conservando nella memoria le abilità e gli errori registrati dal cervello, che resta intatto” ….come a sottolineare nella sua ciclicità, che la morte è già principio di Vita Nova ! Un fraterno abbraccio a tutti

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 89

    Il fenomeno che descrive Mara sulle farfalle che tra agosto e settembre ritornano in un luogo più idoneo dove deporre le uova, mi ha ricordato il già citato fenomeno delle formiche alate, le quali, sempre piú o meno nello stesso periodo, sciamano verso un luogo prestabilito dove si accoppiano e formano nuove colonie. Unica differenza è che nel caso delle formiche, le femmine non muoiono, solo i maschi terminano il loro percorso vitale.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 315

    Colgo dal post di Tulipano del 02 giugno, sempre a proposito della meraviglia che Madre Natura ha previsto per la metamorfosi del bruco in farfalla, che “i bruchi possono essere addestrati, attraverso una leggera scossa, a riconoscere alcuni odori negativi e ad evitarli una volta diventati farfalle. Tale studio ha portato alla dimostrazione conclusiva che la memoria associativa può sopravvivere nella metamorfosi di questi esseri. Si presume quindi, che nonostante la riorganizzazione totale del loro sistema nervoso e proto-cerebrale, che la memoria potrebbe sopravvivere a tali radicali cambiamenti. Inoltre secondo i risultati dei ricercatori, la conservazione della memoria dipende dalla maturità del proto-cervello dei bruchi in via di sviluppo”. Ci ricorda poi Wiwa, partendo dalla radicale (di tutto rispetto) del termine “Crisalide”, che in essa “non vi è solo un disfacimento per rinascere, ma vi è contemporaneamente una riorganizzazione della materia viva precedente, conservando nella memoria le abilità e gli errori registrati dal cervello, che resta intatto”. Questo per dire, che entrambi i post mi fanno riflettere, ovviamente tentando, “a tentoni”, una qualche analogia, su di una frase molto forte presente in scritti del Maestro Kremmerz, vado a memoria ma credo di centrare bene le parole: ”La Coscienza delle Vite anteriori è una prerogativa delle Anime Evolute”. Tengo sempre a ricordare e ricordarmi, la vera etimologia della parola Coscienza: “Cum Scientia”, quindi con la Scienza, nello specifico il riferimento è a quella Sacra, al di là e al di sopra dei tempi, delle morali, delle mode.
    Un caro saluto ed un buon sabato a tutti.

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 41

    Carissimo kridom, Ti riporto alcune spiegazioni recuperate per chiarire, nel possibile, la struttura de vangeli apocrifi:
    “C’è un forte dualismo, comune a tutti gli gnostici, tra spirito e carne, lo Spirito Divino si incarna e si elimina piano piano tramite un’ascesi dalle spore umane, il credente deve compiere lo stesso itinerario di Gesù, la materia è disprezzata, la sarx è disprezzata, l’incarnazione è un modo di apparire di Gesù, lo stesso dualismo vale per il credente che in quanto spirito deve liberarsi dalla carne mediante l’ascesi. Un disprezzo della carne a favore di quello dello spirito, liberazione progressiva dalla carne.
    il Gesù di questi testi appare molto meno “umano” che nei vangeli canonici: per esempio il vangelo di Filippo è legato allo gnosticismo valentiniano, caratterizzato dal rifiuto per il mondo creato visto come una prigione per gli esseri umani. Proprio perché gli gnostici disprezzavano il mondo materiale, Gesù viene visto come uomo solo in apparenza, non dotato del vero corpo carnale. Il vangelo di Tommaso invece comprende solo “loghia” (detti) di Gesù, molti dei quali basati sugli omologhi dei vangeli canonici, ma nessun episodio di vita reale.
    La natura ‘segreta’ delle rivelazioni che si scontra con l’universalità dei vangeli canonici. Per i vangeli canonici, tutti anche i pagani sono destinatari del messaggio di Cristo, per i vangeli apocrifi lo sono solo uno stretto gruppo di persone. Per i vangeli apocrifi di origine gnostica, e dunque eretica, l’artificio letterario è sempre lo stesso: Gesù risorto comunica in privato a un discepolo (quasi sempre apostolo) meritevole (a differenza degli altri non meritevoli) ‘inedite’ e particolari nozioni e informazioni. Tale artificio mostra chiaramente la consapevolezza che avevano gli scrittori apocrifi della tardiva originalità, e dunque non fondatezza storica, dei contenuti narrati: “Ciò che dico si trova da nessuna parte perché Gesù l’ha comunicato in segreto a questo apostolo”. Gli gnostici dividevano l’umanità in tre categorie: gli pneumatici (o spirituali), cioè loro stessi; gli psichici, proprio i cristiani della Chiesa cattolica; e gli ilici (o carnali) che sono tutti gli altri uomini, dediti alle passioni della carne e irrecuperabili al discorso dell’illuminazione spirituale. Sono loro, gli pneumatici, avevano la predisposizione a comprendere chiaramente il messaggio di salvezza, solo in essi la scintilla divina, residuo dell’anima universale, poteva risvegliarsi e portare alla resurrezione e al ricongiungimento con Dio. Essi erano i pochi, gli altri i molti. Gli psichici avevano un ricordo dell’anima divina molto più attenuato, potevano teoricamente salvarsi, ma solo pochi in realtà ‘aprivano i loro cuori’. Gli ilici, o carnali, non erano in grado di salvarsi, il residuo dell’anima divina era completamente soffocato dalle passioni della carne, dalle illusioni della vita terrena. Così, mentre il messaggio di salvezza è per tutti, solo pochi sono destinati a comprenderlo. In questo senso la dottrina della gnosi è profondamente elitaria E in aggiunta è profondamente individualista: la rivelazione è personale, e quindi non trasmissibile, non comunicabile a nessun altro”.
    Credo che il contenuto di questi vangeli, forse più “veritiero” da un punto di vista espositivo, rispetto a quelli canonici, contenga elementi pratici se vengono letti da una prospettiva non scolastica e svincolata da dogmi, e sempre che per lementi pratici si intenda un indizio di percorso da seguire per raggiungere un fine.
    Personalmente credo che contengano riferimenti a scritti e a “passaparola” (in quanto sembrerebbe che la loro trasmissione sia stata fondamentalmente verbale e non legata a veri e propri testi) fondamentalmente svincolati dalla religione classica, come intesa dalla maggior parte di cristiani o cattolici.
    Un abbraccio a tutti Voi.

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 129

    La lettura dei post di Angelo sui vangeli apocrifi porta a riflettere una volta di più sull’enorme privilegio di appartenere a una Schola dalla forte impronta pratica, pragmatica e sperimentale e non incline alle speculazioni spiritualistico-misticheggianti. Ancor di più fa riflettere il superamento del dualismo fuorviante tra spirito e materia, tanto caro ai mistici di ogni tempo e di ogni latitudine, e che sempre nella Schola si liquefa e si risolve nella sintesi poderosa del concetto di “materialismo sacro” posto a fondamento del percorso evolutivo e iniziatico. Certo, acquisire informazioni in più sulle testimonianze relative ai sistemi di pensiero di un passato poco noto può diventare utile soprattutto quando si abbia l’opportunità di ricondurle all’essenzialita’ e all’autenticita’ dei contenuti trasmessi fino a noi dalla Tradizione Iniziatica e dai Maestri che se ne sono resi tramiti.
    Un caro saluto a tutti.

    Eris
    Partecipante
    Post totali: 21

    ho letto volentieri i vostri post dalle Farfalle ai vangeli Apocrifi .una trasformazione concreta reale visibile questo mi riporta ad un periodo fortunato (forse non per tutti )nel quale il Maestro M. A. Iah-Hel ci mostrava con le sue gesta come creare uno spazio Magico e tutto riporta ad una Naturale Armonia tradotta nelle espressioni gestuali , le stesse che potevano ritrovarsi anche in alcune antiche danze folkloristiche.

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