I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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  • m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 226

    Grazie garrulo per riporci alla memoria le parole del Maestro che non sempre si ricordano, sei un po’ la nostra memoria!
    Affascinante il mito (?) di Atlantide

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 394

    Vi sono luoghi ove il passaggio delle tradizioni sapienziali, dei culti pagani, della concezione sacrale di vita e natura ha lasciato una forte impronta, ancora testimoniata da monumenti, da evidenze architettoniche e archeologiche, da percorsi, da citazioni e memorie, da oggetti, sale e palazzi, da usi, da segni e simboli, e anche dalla toponomastica.
    L’Italia ne è ricchissima.
    Ve ne sono altri, poi, ancora selvaggi, ove in una Natura non profanata, si respira l’atmosfera delle antiche pratiche cultuali di grotta o di rituali all’aperto nei boschi sacri. Alcuni di questi luoghi sono plasmati nella loro morfologia dalle energie che li hanno animati. Molti di noi, ad esempio, ricordano il Monte Sibilla (Marche), ove siamo stati guidati dal Maestro M. A. Iah-Hel a fare numerose esperienze. Ebbene la cima del Monte ha il caratteristico profilo di donna e, meglio osservata, sembra intagliata al fine di manifestare i 3 volti della donna nelle sue diverse età: giovane, adulta e vecchia. In questo luogo la tradizione ha collocato la residenza della Sibilla Appenninica.
    Tutti, nella nostra vita, abbiamo certamente visitato qualcuno degli uni o degli altri luoghi, in Italia, o all’estero. E magari uno di questi si è impresso come segno indelebile nella memoria perché ci ha stimolato una intensa partecipazione alle sue intrinseche dinamiche o perché vi abbiamo riconosciuto un segno o un simbolo della Tradizione Ermetica. Sarebbe bello riportare e condividere in questo trhead i ricordi di tali visite, le notizie al riguardo, oltre le proprie impressioni.
    Le testimonianze che possiamo condividere in merito ai luoghi magici, oracolari, cultuali, ecc. non riguardano solo il passato, e ciò che abbiamo già visto e conosciuto. Questo thread può divenire lo stimolo per visitarne di nuovi e mai visti, con l’intento non solo di fare una gita o un viaggio di piacere, ma di parteciparne l’esperienza e le considerazioni a tutti noi.

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    • Questo argomento è stato modificato 1 mese, 3 settimane fa da  admin Kremmerz.
    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 238

    Ricollegandomi a quanto avete ricordato delle nostre tante esperienze tutti assieme col Maestro sui Monti Sibillini, penso al nostro Ninfeo, agli appuntamenti per andare a ripulirlo dalle cartacce, a mantenerlo nel rispetto delle energie abitanti di quel luogo. Sarete d’accordo che non era una semplice azione ecologica: in quella gestualità che era una promessa, un impegno, c’era la cura di una natura fuori e dentro di noi, un’azione suscitata dalla Gerarchia che nel gesto del pulire in uno spazio sacralizzato, analogamente agiva nel profondo, ripulendo la nostra interiorità, secondo un principio di Salute. Non so dire se personalmente abbia fatto tesoro nel migliore dei modi e in quello più ortodosso di queste esperienze. Sicuramente no. So per certo che queste sono dentro di me e in ogni cellula del mio essere; ed è anche grazie a voi, care Sorelle e Fratelli, che riaffiorano, mi tornano in mente. In fondo siamo un corpo unico, quando una parte si muove il resto lo sente e risponde. Ed è un bene!
    Riflettendoci oggi, questa esperienza è quanto mai utile e contestualizzabile per me. Ora, non dobbiamo forse stare, forzatamente a casa, seguendo le raccomandazioni igieniche, antisettiche di pulire, areare, e anche scegliere le cose da buttare? Non dobbiamo seguire input di azione e di prevenzione alla Salute?
    Ecco che mi sembra una buona occasione per sperimentare quello che non è un semplice ricordo…

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 84

    In casa, oltre a seguire la situazione generale, si cerca di coltivare con positività ed equilibrio i propri interessi. Io passo del tempo sul terrazzo, anche perchè si sente e si vede la Primavera, e curo le piante. Come per Garrulo, il mito di Atlantide anche su me ha avuto ascendente. Un po’ il discorso delle origini, un po’ il mistero, un po’ gli aspetti comuni di popoli arcaici lontanissimi, l’Atlantide intriga. Mi ricordo della trasmissione televisiva citata da Garrulo, e di letture giovanili fra cui La leggenda dei simboli di Marco Savnier sui continenti scomparsi: l’Iperboreo, la Lemuria e l’Atlantide. Sono molte le terre indicate come ciò che resta del continente atlantideo. Fra queste alcune del Mediterraneo, la nostra Sardegna e l’isola di Santorini dove sono stata anni fa.
    Questa, l’antica Thera, del 3000 a.C., di origine minoica, è ciò che rimane di un’isola molto più grande, sventrata da una esplosione vulcanica intorno al 1600 a.C. Infatti oggi ha la forma di un crescente lunare. Fu uno dei più grandi eventi vulcanici della terra documentato storicamente, che avrebbe motivato Platone a parlare del mito di Atlantide. In conseguenza della terribile esplosione dicono si sarebbe verificato un maremoto arrivato fino alle coste di Creta e le ceneri, sarebbero rimaste in sospensione nel cielo per molto tempo. L’antica città di Thera del tardo bronzo è visitabile sigillata dall’eruzione vulcanica, con case su due piani. Si evince che il sacro era intitolato ad una divinità femminile e officiato da sacerdotesse e che le pitture parietali, come a Creta, rappresentavano solo scene sacre.
    Un saluto fraterno a tutti

    Fleurdelys
    Partecipante
    Post totali: 25

    Anche io come Garrulo ho seguito da bambino quella serie televisiva su Atlantide, dove c’era ampio spazio per i sogni e la fantasia, ed ho visitato l’isola di Santorini qualche anno fa, viaggio interessante di cui mi resta il ricordo, condiviso, della forte corrente marina che lanciava contro le gambe dei bagnanti i ciottoli del fondale – provocando a volte vero dolore -, l’escursione al cratere del vulcano, ancora attivo, e la visita all’antica città di Thera che doveva essere molto evoluta per l’epoca e ricorda il sito minoico di Cnosso a Creta.
    Ultimamente ho visto un documentario di National Geografic su Youtube di cui riporto il link ( https://www.youtube.com/watch?v=36S3Db0-4dw&t=1767s ) in cui si parla di una ricerca condotta dall’equipe del Prof. Richard Freund, archeologo dell’Università di Hartford, in un territorio paludoso della costa atlantica a sud della Spagna, a ovest dello stretto di Gibilterra, le antiche colonne d’Ercole.
    Lo studioso utilizza strumenti come georadar, fotografie satellitari, archeologia subacquea e indagini storiche per individuare quello che resta della leggendaria Atlantide basandosi sulle uniche fonti scritte che abbiamo: i dialoghi di Platone. Il filosofo greco riferisce che, secondo fonti risalenti a Solone e da lui apprese da sacerdoti Egizi, Atlantide era una città costiera con pianta a cerchi concentrici separati da canali, al cui centro si ergeva un tempio dedicato a Poseidone, con un unico ingresso che fungeva anche da uscita, andata distrutta e inabissatasi per un cataclisma naturale. Freund ha individuato in una zona corrispondente alla foce del fiume Guadalquivir compresa nell’attuale parco di Donana. Le foto eseguite con il drone suggeriscono una pianta cittadina a cerchi concentrici e un busto proveniente dalla zona centrale del tempio. Sono state fatte immersioni nelle acque marine prospicienti e sono stati rinvenuti massi squadrati che pur se ottenuti dall’opera del moto delle correnti e non da quella di artigiani, pare siano adatti alla costruzioni di una cinta muraria.
    Pare infatti che Thera a Santorini non corrisponda alla descrizione di Platone e poi non è sprofondata in mare. Servendosi di tomografia della resistività elettrica l’equipe ha cercato testimonianze nella grande palude della foce e hanno rinvenuto due statuine in terracotta di soggetti femminili riferibili alla Dea Istarte, risibili a 4000 anni fa circa. Per di più nella Bibbia si fa riferimento spesso ad una città in Spagna lontana 3 anni di navigazione da Israele chiamata Tarshish o Tarsessos, famosa per la ricchezza di miniere di oro argento e rame, come diceva Platone di Atlantide. Secondo Freund Tarshish, Tartessos e Atlantide sono la stessa città. Nel sottosuolo, a nove metri circa di profondità, è stato rinvenuto un giacimento di metano probabilmente originato dal materiale organico della città intrappolato nel sottosuolo al momento del cataclisma che inabissò Atlantide, probabilmente uno tsunami. Ancora più misterioso è il sito scoperto un anno fa circa nel sud della Spagna a 250 Km circa da Donana. Si tratta del villaggio di Cancho Roano che pare essere un villaggio rituale più che un sito destinato ad essere abitato, la cui pianta riproduce quella a cerchi concentrici, circondata da un fossato, descritta da Platone. É stato ipotizzato che fosse un caposaldo della cultura di Tartessos, completamente diversa da quella dei siti circostanti. Questo sito commmemorativo della città di Atlantide è uno dei tanti siti rituali rinvenuti. La pavimentazione delle sale è eseguita con l’ardesia che è molto utilizzata sulla costa, a 250 km di distanza. A Cancho Roano sono stati ritrovati manufatti in metallo legati alle pratiche votive, il che denota una grande ricchezza di materiale e un’ottima capacità di lavorare i metalli. Per di più è stato rinvenuto su una lastra di pietra un simbolo faraonico del XVI secolo a.C.,tipico della metallurgia sacra, esercitata dai metallurgici riveriti dai Faraoni, cui era affidata la creazione degli utensili rituali di metallo. Solo tre centri nell’antichità erano rinomati per le manifatture di metallo: Atlantide, Tarshish e Tartessos. E per finire, all’ingresso di Cancho Roano, su una stele di pietra, è stato rinvenuta una incisione costituita da centri concentrici difesa da un uomo munito di spada, posta all’ingresso del sito, che costituirebbe un ricordo della città di Atlantide.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 300

    Apprendo che con Fleurdelys abbiamo un punto di partenza in comune, la serie televisiva che qualche “mese” addietro, complice il bianco e nero che allora pareva quanto mai affascinante, dava libero sfogo alla fantasia e all’esaltazione innocente del mito. Credo arriviamo anche alle stesse conclusioni, altrettanti dilemmi che però stimolano la voglia di indagare. Tempo fa, ordinai un libro scritto da un ricercatore, Colin Wilson, il titolo: “Da Atlantide alla Sfinge”. Eravamo alla fine degli anni novanta: l’autore pone una serie di questioni agli albori dell’ingresso nel nuovo millennio. Sarò sintetico perché i dubbi emersi nel testo erano tanti e credo tanti rimangano. Prima affermazione degna di nota sta nell’introduzione, e fa riferimento a studi sulla Sfinge di Giza, che porterebbero a considerare che la forte erosione potrebbe essere conseguente all’azione dell’acqua e non di vento e sabbia. Altra cosa che tengo a citare è che nel libro (Capitolo Primo all’inizio), viene riportata una nota sulla Grande Piramide, e cioè che al 35° strato, i blocchi collocati sono particolarmente grandi e pesanti (tra le 10 e le 15 tonnellate), mentre quelle alla base presentano un peso medio di circa 6 tonnellate. Con quale tecnologia hanno potuto muovere simili massi ad altezze vertiginose (vicino ai 100 metri e addirittura oltre). Fa davvero riflettere che se vero è che la datazione storica dell’unificazione dell’Egitto realizzata dal leggendario Re Menes Primo, Faraone della I^ Dinastia, risalga intorno al 3.000 a.C., è altrettanto singolare che 500 anni dopo sia presente una tecnica di costruzione così imponente e raffinata, difficile tutt’oggi da realizzare con quei materiali e con quei pesi. Stessa domanda per le Piramidi di Teotihuacan in America Latina, dimensioni ancora maggiori precisi rapporti matematici nelle dimensioni. Per ragioni di sintesi, chiudo con un ulteriore spunto: sempre sulle Ande si trova un enorme lago di acqua dolce: il Titicaca, siamo sulle Ande Peruviane ad oltre 3.500 metri di altitudine. Nel Capitolo Quinto del Libro di cui sopra, viene annotato che nelle vicinanze del lago esisterebbe un’antica linea litorale che presenta depositi calcarei di alghe che hanno formato una coltre bianca sulle rocce e sono visibili anche conchiglie e ciottoli. Tra l’altro, nel lago sono presenti diverse specie di cavallucci marini, capaci di vivere anche in acqua dolce. Su questa ipotetica linea litorale sono presenti le enormi rovine della città di Tiahuanaco, con banchine costituite da blocchi giganteschi sparpagliati, manufatti tra l’altro dal peso di oltre le cento tonnellate, decisamente superiori nel peso ai blocchi della Grande Piramide. Le ipotesi che si susseguono riguardano ovviamente l’eventuale presenza di un tratto di costa con relativi porti di attracco, in altri tempi in quell’area, fascia costiera poi ritiratasi per ragioni sconosciute. Il post lo concludo come è iniziato, cioè con dei dubbi, ma che sono spunti per riflessioni a tutto campo, preferibilmente supportate da dati scientificamente solidi, altrimenti, come detto all’inizio a proposito della serie televisiva, si da spazio all’immaginazione, ma è un’altra cosa.
    Con l’augurio a tutti di una buona giornata.

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 114

    Montemonaco…ha scatenato il nostro aggancio! Le esperienze sono state formative e non sono sensoriali. Io le ritengo come un tatuaggio, o tanti tatuaggi incisi nei punti cruciali dell’evoluzione fraterna, esoterica, rituale e individuale. indicano una mappa, un percorso, una indicazione a camminare sul sentiero certo. Credo che siano state importanti tappe anche per chi, non miriamico ci ha accompagnato, perchè tornano ad essere fonte di aggancio per tante situazioni che si ripercuotono. Nella mia camera , in grande, un poster del Monte Sibilla, popolato dalla valle alla Corona da tanti Fratelli che salgono, scendono, sostano, si stendono, si siedono a cerchio, danzano, cantano, pregano. Ne viene fuori un vivo luogo magico.
    Non è un ricordo. E’ solo un pezzo di un GENEROSO cammino che va dalla magia all’ermetismo evolutivo

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 89

    Eh si condivido le tue parole cara Mercurius, le esperienze vissute a Montemonaco sono rimaste incise nella nostra memoria e di tanto in tanto riaffiorano….
    In quest’ultimo periodo mi sono svegliata prima del sorgere dell’alba, ed era tempo di luna piena, anzi di super luna. Lo spettacolo meraviglioso del vedere luna e sole splendere in cielo contemporaneamente, mi ha riportato con un balzo indietro nel tempo sulla vetta della Sibilla alle nostre albe…quando tutti in fila al sorgere del sole, allineato con la la luna piena del solleone, si recitava il credo della Schola. Mi sono sentita ancora lì con tutti voi, legati invisibilmente dalla Corrente di Bene, a guardare il cielo.
    Non lo dimenticherò mai e il ricordarlo fa bene all’anima
    Un abbraccio virtuale

    tulipano
    Partecipante
    Post totali: 43

    Bello ciò che dici Mercurius3, le esperienze che avete vissuto mi fanno avere un po’…di” invidia” chiamiamola così, è piuttosto rammarico ma non si può fare nulla se non trasformare questo rammarico in qualcosa di buono e positivo. Affiancare alle vostre esperienze e alle vostre sensazioni l’immaginazione per respirarne anch’io quell’effetto benefico che respiro da sei anni a questa parte. Per quanto mi riguarda io sono nata, anzi rinata sei anni fa con la Miriam e tutto ciò che è stato fatto è impresso nella mia mente!Grazie!

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 300

    Ancora alcune considerazioni sulle conoscenze di popoli antichi che poi, alla fine, ne rafforzano il mito. Mi riferisco alla cultura degli Incas in Perù, la popolazione che ha realizzato una costruzione piramidale a gradoni situata a mezza via tra la foresta amazzonica e le ande peruviane, nella gola di Picchu. Costruzione templare e annesso sito urbano di difficile datazione circa il periodo dell’edificazione. Sito si dice riscoperto dall’archeologo e storico americano dell’Università di Yale Hiram Bingham nel 1911, ma è certo che altri occidentali in periodi precedenti si erano spinti fino a tale sito. Anche qui, quello che colpisce l’attenzione sono le dimensioni di parecchi monoliti, ad esempio nel Capitolo Quinto del libro che ho menzionato nel precedente post (Da Atlantide alla Sfinge), ad un certo punto compaiono le misure di questi blocchi, si parla di un “monolito poligonale finemente levigato lungo circa 3 metri e mezzo, largo 1,5 e spesso 1,5 non poteva pesare meno di 200 tonnellate”. La domanda ovvia è come gli ingegneri Inca conoscessero le modalità di realizzazione e trasporto di simili manufatti, o anche se conoscessero leggi ancora oggi ignote per muovere con diversa disinvoltura pesi enormi, e se mai così fosse, dove avessero appreso tali conoscenze. Inoltre, l’allineamento di alcuni importanti edifici all’interno del Sito archeologico di Machu Picchu, combacia perfettamente con l’azimuth quindi con la posizione del sole (ovviamente nell’accezione del moto apparente) in determinati momenti astronomici dell’anno solare, ed è parere di molti studiosi che in tale area, nulla sia stato costruito così a caso.
    Con l’augurio a tutti di una buona serata

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 394

    Cara Tulipano siamo sempre stati invitati dal D+G+ a condividere le esperienze fatte, guidati dal Maestro, nel territorio di Montemonaco o altrove con quei fratelli che, per un motivo o l’altro, non erano stati presenti, affinché potessero farle proprie. Fra le esperienze nel mondo naturale, per acquisire una coscienza analogica degli elementi e delle loro proprietà, ricordo quella della Solfatara di Pozzuoli.Qui se avvicini della carta infuocata ad una fumarola vedrai che si intensifica il getto di vapore, ma anche che viene comunicata l’accelerazione e la maggiore portata alle altre fumarole nei dintorni, per un processo chimico che possiamo pensare avvenga “per simpatia” in elementi collegati fra loro. E’ una proprietà del fuoco infatti quella di comunicare il calore intorno a sé. Fu una bellissima e gioiosa giornata, felici di raggrupparci intorno al Maestro.
    Fra l’altro è stata una buona occasione per vedere questo vulcano che ormai non è più visitabile.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 226

    Cara Tanaquilla non potevi scegliere esempio migliore per illustrare come funziona la trasmissione, anche di esperienze, tra di noi. Siamo tutti collegati ad un grande “vulcano” l’aumento di calore in una “fumarola” si trasmette alle altre… dunque cara Tulipano non hai perso nulla! Buona serata

    BELL
    Partecipante
    Post totali: 69

    Cara Tanaquilla, ti ringrazio per aver fatto riemergere in me il ricordo, che ora è ritornato vivo, di quella bellissima esperienza. A quel tempo non colsi, per mia immaturità, il profondo valore scientifico e tradizionale di quel fenomeno che oggi posso riconoscere e comprendere in modo più cosciente. Aver partecipato a quella e a tante altre esperienze che la Delegazione, con estrema generosità, ci ha offerto in questi anni partendo sempre dal dato concreto, scientifico, ha costruito un campo seminato che inevitabilmente darà i suoi frutti.
    Un Saluto a tutti/e

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 191

    Che bella immagine quella portata da Tanaquilla sulle prerogarive del fuoco che catalizza le energie e intensifica la comunicazione di elementi ‘in simpatia’ tra loro! E immaginarmi di essere lì con voi, accanto al Maestro, l ho percepito così vero che mi ha portato calore, entusiasmo e Vitalità…. grazie!

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 300

    L’esperienza rievocata da Tanaquilla porta inscritta una legge: l’innesco per contatto di elementi in condizioni potenziali simili, e proprio l’attività del fuoco stimola la comunicazione di elementi, fondamentale prerogativa però, affinità tra singoli elementi, nel caso specifico, all’interno di una Solfatara, una fumarola opportunamente attivata sprona l’altra ad attivarsi, e così via. Immediatamente mi è venuto in mente il meccanismo concentrico a raggiera, magistralmente descritto nell’Opera “La Via della Rosa” – Editrice Miriamica 1999, dove ogni anello della Catena Iniziatica riceve, in chiave terapeutico-evolutiva (componenti mai scindibili) in proporzione all’attivazione dello stesso, ma proprio nel meccanismo di attivazione vi è insito anche il meccanismo di contagio in questo caso Virtuale, che sistematicamente va a coinvolgere l’intera Catena. Un grazie immenso al Maestro D+G+ anche per questa Grande Opera, che ogni tanto vado a rivedermi, viste le perle che racchiude.
    Con l’augurio a tutti di una buona serata

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