Forza e Forze nella concezione ermetica – Parte I

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    Forza e Forze nella concezione ermetica – Parte I 

    Si chiamava dai Greci dinamis, dai Latini vis, dagli Italiani si chiama forza. Che cosa è la forza? Nient’altro che l’anima di ogni produzione fenomenica, dalla limonata gassosa alla locomotiva, dalla macchina da caffè al fulmine. Ma la concezione di questa forza unica non è afferrabile dall’intelletto umano.

    Dovunque giriamo lo sguardo abbiamo l’intuizione di miriadi di forze semplici in continua esplicazione e manifestazione di fenomeni. La forza unica è la vita dell’universo: le forze attive e varie di tante manifestazioni sono la vita delle cose, dei metalli, dei minerali, dei vegetali, degli uomini e delle belve. La Forza unica in continua esplicazione di se stessa è il Moto; le forze semplici sono maniere di essere del moto o movimento centrale. Questa semplice filosofia delle cose è antica quanto il tempo… Le manifestazioni della Forza Unica o Movimento sono le forze specifiche che noi definiamo con un lusso di vocaboli da far mettere le mani nelle chiome di Assalonne! Tutte sono forze fisiche o naturali, eppure abbiamo la consuetudine di dividere le fisiche dalle meccaniche e dalle chimiche, dalle animali, dalle vegetali, dalle vitali. Al di sopra di tutte queste varietà e sottospecie poniamo la forza pensante e la volontà, la psiche o nous dei Greci, il neshamah della cabala ebraica, la mens dei latini. A questo punto la Forza o Movimento unico si fonde con un principio di Ragione Assoluta, che rappresenta la ragione di questa forza unica, cioè l’anima pensante di questa vita o anima fisica dell’universo. In altri termini… quando dalla vita dei minerali si sale alla vita degli esseri organizzati di ordine superiore, si osserva che ogni fenomeno di forza e di volontà è accompagnato da un altro inesplicabile coniuge, che sotto forma di ragione, di libero arbitrio, di equilibrio, di idea, di numero, ne determina la esplicazione più o meno sollecita, in un modo od in un altro. Dunque questa forza unica Centrale per sé stessa non è che ipoteticamente cieca, ma nella pratica invece si osserva che è costantemente regolata da una legge (che è l’espressione della sua ragione) che ne determina le funzioni. (A,111 -113) – Ogni fenomeno, di qualunque natura e specie, in alto come in basso, nella materia come nello spirito, nel visibile come nell’invisibile, nel sensibile come nel sovrasensibile, è prodotto da un impulso regolatore (M) e dalla Forza Unica o Vita dell’Universo. Nei fenomeni sovraumani M rappresenta la Mente Universale; nei fenomeni di produzione umana, M rappresenta la mente dell’uomo. (A,115-116) – Bisogna diventare un piccolo Orfeo per attirare a sé gli atomi invisibili della forza generante che è la Vita Universale (A,348) – Il concetto dell’Universo come Unità porta nella Magia al principio di unità forza e unità materia… In questo caso la Magia, che nessun progresso di scienza volgare coglierà mai in fallo, determina tante maniere di esistenza della forza unica e della materia unica che comincia dal metallo e, dal liquido al gassoso, passa ad attenuazioni infinitesime… La Magia volgarizza l’unità della forza e della materia nella corrente vitale o astrale, il gran serpente della trasformazione, in cui, come su di una placca fotografica sensibilissima, la più piccola oscillazione di un pensiero genera una forma. (A,475-476) – Le forze cosmiche sono talmente compenetrative e sintetiche che la percezione dei più severi fisici, astronomi e metereologi conclude per l’unità delle forze in natura. Dunque le loro differenze sarebbero delle modalità secondarie o maniera di azione sensibile di una unica emissione di energia o di attività… Le forze e le loro perturbazioni, studiate nella meteorologia, sono veramente esteriori alla terra o, in combinazione con le forze terrestri, assumono varietà di aspetto per leggi di associazioni non ancora conosciute? E se fosse così, perché dovrebbe un organismo animale sensibile sottrarsi a questa influenza? (D,104) – La Fisica non studia ancora, nell’interezza delle sue conseguenze, la molteplicità delle associazioni delle forze cosmiche e delle loro interferenze: magnetismo ed elettricità combinati alle depressioni atmosferiche, alle correnti termogeniche, alla influenza delle vibrazioni della luce e… (non vi spaventate e non ridete) alle correnti astrali create dal lavorio cerebrale della grande massa di uomini che popola la terra, nonché dai prodotti della chimica intossicante della industria pacifica, dell’industria di guerra, da tutte infine le manifestazioni nervose delle turbe e del gregge umano. Ora il più sensibile a queste influenze, direi alle reazioni fisiche del mondo, è quell’animale grazioso e gentile che si chiama uomo, nei due sessi; la donna ancor di più… (D,128) – Le forze incessanti che mantengono in azione di moto i grandi fattori di questa indicibile sintesi del Creato, cioè dell’Essere, cioè dell’Esistente, realtà incontrollabile che dai sensi del nostro organismo montano alla penetrazione inesprimibile della psiche umana, le forze in potenza e in effetto dall’Universalità del creato infinito discendono all’atomo e alla molecola nella legge della vita che si rinnova e si tiene desta in tutte le più meschine espressioni. Quaggiù è come lassù. Le stesse energie insondate che obbligano gli astri a girare intorno al sole, e il sistema solare a spostarsi in un’orbita ignorata verso altri sistemi di altri soli, noi le sopportiamo per ignorante abitudine, nelle leggi del magnetismo e dell’elettricità, della gravitazione della materia terrestre… Sottrarsi a queste attività universali, quando noi siamo particelle infinitesime del grande Cosmo è semplicemente un assurdo. Se la forza iperenergetica della Natura, in tutta la sua magnificenza la chiamiamo Marte, nella sua azione fecondativa Venere, o nel suo irraggiamento creatore Giove, o nella morte rinnovatrice Saturno, noi non aspettiamo e non crediamo che tali astri siano i possessori intelligenti e animati che, con incostanza di umori, ci gratificano del loro influsso speciale, che scaturisce a volontà spruzzante come dal becco di un sifone di acqua di seltz. (D,214-215) – Noi parliamo di forze occulte. Che cosa sono? Forze occulte della Natura in genere o della natura umana?… l’uomo esteriore ha in sé un organismo non ancora completamente sondato dalla scienza; un organismo psichico il quale per sé stesso è un valore, cioè un numero, cioè un qualche cosa di così concreto, come potenza e forza, che comincia dallo 0 ed arriva ad un numero infinito ed inconcreto… esistono molte contingenze della vita, straordinarie, imprecisabili, in cui ogni uomo può determinare un piccolo miracolo, vivo e sveglio, che non può ripetere a volontà ma che testimonia in tutti una facoltà occulta, nascosta, non sondata…Ed esistono negli uomini di vita normale dei fenomeni i quali regolarmente devono far supporre che il nostro organismo interiore, pur nella vita normale, può avere facoltà tali che non possiamo con la comune filosofia spiegare, o si è costretti all’ipotesi di interventi di spiriti dei morti o di dii e santi della religione nella compagine della società umana. (SM,III,194-195) – La Magia Naturale mette a profitto lo sviluppo delle forze occulte che si trovano nascoste in ogni organismo umano. Senza esagerare sviluppa come può e per quel che può le manifestazioni che in noi possono produrre le forze non coltivate. Quando dico forze, dico vibrazioni sottili, potenti e intelligenti del corpo umano, in sé stesso preso come unità e nei rapporti con la natura universale. Il misterioso, il meraviglioso, il miracolo è nell’orbita della natura e non al di là o sopra la natura. Sono le pratiche di leggi ignorate dalla conoscenza umana che presentano risultati non spiegabili e prodigiosi nell’insieme delle tante manifestazioni, sempre varie e sempre inattese… Un mondo di là è frutto e creazione di tutti gli uomini primitivi che non possono spiegare fenomeni che non sono normali, cioè non facilmente producibili da tutti. Così furono creati i primi dii rudimentali dei selvaggi, così le religioni personificatrici di forze e di leggi naturali. (SM,II,301) – Le forze che non si conoscono chiamiamole latinamente latenti o nascoste. Magia che sarebbe prettamente classica… chiamiamola scienza integrale. Integrare significa rendere intiera o perfetta. Integrazione è il metodo complementare per rendere la scienza che ufficialmente si insegna nelle università completa con lo studio e la conoscenza delle forze latenti nella natura e nell’uomo. Quindi scienza integrale della natura obiettiva, magia naturale e scienza integrale umana che è la magia divina perché risveglia ed esercita e sviluppa in noi gli attributi che l’ignoranza ha finora attribuito agli dii. (SM,II,221) – Integrarsi è capire la forza e la virtualità dell’anima propria e dalla conoscenza soggettiva il velo delle religioni simboliche è sollevato. (SM,II,261) – Come l’Adda Nari e l’Astarte rappresentano nel simbolismo magico e religioso le proprietà di esteriorizzazione delle forze occulte, regolate e volitive e coscienti, così Lilit rappresentava l’irregolarità dell’esteriorizzazione su cui non aveva presa neanche la volontà inibitiva o del soggetto o del magnetizzatore. Una forma di grande isterismo con fenomeni epilettici di grande efficacia. (A,581) – Le forze occulte, cioè non palesi, emananti dall’organismo umano ermeticamente ed idealmente si possono dirigere a tutte le adattazioni possibili… Ma perché le cose siano ridotte alla povertà singola dei casi pratici, occorre che qualunque persona voglia studiare in sé e fuor di sé questa applicazione delle sue facoltà, non volgarmente studiate, si proponga un fine a raggiungere. La nostra scuola (S.P.H.C.I.) onde nei suo discepoli si determini un movente di azione e un controllo di esperienza, non si occupa che di sola Medicina Ermetica. (C,I,5) – Chi dice forte, dice sano, senza dolore… Il dolore è il denominatore di una energia frazionata: cioè è o stato di patimento o passione che indica come il complesso delle forze vitali egregiamente funzionanti in un essere umano sano sia squilibrato da una causa fisica o psichica. (C,I,217) –Il novizio (ndr: nella S.P.H.C.I.)… è allenato pian piano alla sua commutazione in pila animale, generatore di una forza N, che è ignota a lui come alla grande maggioranza umana. Questa forza N, appunto perché non si conosce che pei suoi effetti, ha nomi diversi: forza psichica, nervica o nervosa, animica, astrale, ecc. Esaminare l’essenza di questa forza in natura è cosa sperimentalmente sciocca specie nel noviziato. Questa forza N è uno stato di essere molecolare o atomico di un movimento intenzionale e intelligente… Per provare cominciamo a metterci nei fattori di formazione prima, ed all’occorrenza provochiamo il richiamo di questa forza centrale (ndr: serbatoio centrale) (C,I,214) – Mettere le forze occulte, le forze che vivono in noi, nel nostro organismo occulto, che rappresentano le nostre energie interiori a profitto di coloro che possono avere bisogno di un aiuto che la scienza ordinaria non può dare, questo è il compito della nostra fratellanza. (SM,III,195 ) – L’uomo ha delle forze in sé che sono terapiche per eccellenza. Sono emesse da noi nello stato sano, delle invisibili, imponderabili correnti di vita animale che possono in molti casi donare all’organismo dolorante quel tanto di complemento di attività molecolare da determinare una convalescenza. Proviamolo. Mettiamoci al servizio dell’umanità. (SM,II,267).

     

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    admin Kremmerz
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    Estoy estudiando los trabajos de Giuliano Kremmerz. No poseo mucho conocimiento de la lengua italiana, pero el trabajo de traducción para estudio que estoy realizando, me esta siendo cada vez mas fácil. Si hubieren textos ya traducidos agradeceré la información.
    He procurado entrar en el grupo de dialogo que me fue enviado por correo pero no conseguí hacerlo.
    Saludos a todos.
    Eduardo Paz
    Original author: Eduardo Antonio Paz

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 826

    In questo lavoro sulla dinamis-vis, mentre ci parla di una forza che definisce come ‘unica’ e ‘centrale’ Kremmerz evidenzia che “Integrarsi è capire la forza e la virtualità dell’anima propria”.
    Platone, che assimilava il cranio umano al globo terrestre e le leggi dell’universo a quelle cerebrali, sosteneva che la scatola ossea del capo è tale in quanto rivolta all’interno e non all’esterno, e che dall’interno e per l’interno l’uomo conosce le forze che governano la natura (l’Elohim di biblica memoria).
    Le lingue antiche avevano in sé un’armonia sconosciuta alle moderne : ogni radicale poteva a seconda delle circostanze diventare nome o verbo ed esprimere l’azione o il suo oggetto. Così gli esseri: eterni nel principio potevano nondimeno essere concepiti come corporei oppure eterei, a seconda della condizione della materia animica che li individuava. Certo che per noi, Europei moderni, è difficile quanto lo fu ai Greci che importarono l’ideografia egiziana il concepire la possibilità che ogni verbo sia infinito, ogni idea possa esistere di là dal tempo e dalla dimensione senza che una desinenza giunga ad alterarlo.
    E che dire dell’algebra, patrimonio dei sacerdoti tebani in cui la concezione delle monadi si sposava a quella di un universo-UNO, composto da forze eterne che agiscono in modo volontario, e il punto matematico era espressione della forza espansiva onnidirezionale? E Aristotele? Secondo lui non vi era vuoto nella materia ma solo condizioni differenti, ciò che rimanda a Kremmerz quando afferma che “nell’Ermetismo non intuiamo le differenze che per variazione dispositiva di atomi”.
    Senza Platone e Aristotele non vi sarebbero stati Galileo e Cartesio, Leibnitz e Newton, Lavoisier e Cuvier, così come senza Echilo e Fidia, per cui le idee erano gli dei parlanti dei templi e delle statue, non avremmo avuto l’arte. Nondimeno la teogonia, che era sintesi della metafisica e della fisica, oggi è scissa in teologia e in logica, e quella verità che veniva concepita istantaneamente, oggi viene discussa, quasi che la discussione possa portare più verità alla Verità.
    Invece, non si può che ammettere con il Maestro Kremmerz che “la concezione di questa forza unica non è afferrabile dall’intelletto umano”.
    Quando la poesia diventa prosa e il ritmo del verso è sostituito dalla grammatica, l’armonia è già perduta. (“Le idee sante sono come le donne, si sciupano e si prostituiscono parlandone a lungo” – dai Commenti al rito di Ariete, Giuliano Kremmerz)
    Original author: catulla

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 222

    Il post di Catulla, in particolare quando accenna alle lingue antiche nelle quali tutte le radicali, oltre ad essere pluriespressive nell’individuazione e descrizione di cose e relative funzioni, racchiudevano sempre una grafica divina individualizzata (ideo-grafica) che, credo indicassero l’espressione grafica di una qualche funzione universale (Idea Madre?). Chiaramente, da qui alla moderna prosa e grammatica scolastica, si sono perse per strada tutte le chiavi di decodificazione del linguaggio originale, ed a questo proposito mi viene in mente una citazione del Maestro Kremmerz a sostegno della leggenda Babelica, secondo cui il linguaggio umano nacque proprio per esprimere le Idee Madri, ma poi ripiegò per distrorcerle ed infine per tradirle. Purtroppo, mi pare che tale processo involutivo si sia già palesato nell’Antico Egitto, dove le Prime Dinastie note, di Natura Teocratica (Scientificamente parlando), utilizzavano una modalità di espressione fatta di poche cifre geroglifiche, mentre le ultime presentavano un vocabolario ideografico decisamente ampliato e probabilmente ormai distante dalle concezioni insite nelle prime rappresentazioni geroglifiche. Inoltre, sempre nel post di Catulla, a proposito della Forza Unica, compare una citazione del Maestro Kremmerz, che la definisce non afferrabile dall’intelletto umano. Effettivamente, si sperimenta quotidianamente che la coscienza ordinaria è distante forse “anni-luce” da tale concezione, però, proprio nella Via della Rosa, nel Capitolo dedicato alla Matriarchia Miriamica ed alle Pratiche Trasmutatorie a cura del Maestro M.A. Iah-Hel, compaiono più accenni alla provocazione di condizioni “straordinarie” in cui portare l’Intelletto, al punto da poter ipotizzare di concepire la Forza Unica quale “sintesi suprema di forma e sostanza, agente in infinite forme, di cui una delle prime manifestazioni sensibili è la forza magnetica,” e tale traguardo della consapevolezza costituisce “la materia dell’opera alchemica ed è chiamata dagli alchimisti in vari modi: protoplasma o polline universale, azoth, mercurio filosofico, telesma e tanti altri. D’ altronde, proprio tale paragrafo, presentava il seguente titolo di apertura:”La materia-energia umana, unico soggetto dell’alchimia trasmutatoria”.
    Un caro saluto.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 330

    Riporto una notizia sentita stasera al TG ed emozionante, perché dimostra che la vita è ovunque nell’universo, e che le sue leggi sono le medesime nell’universo immenso e nella abissale profondità umana. E’ stato scoperto un “nido di stelle” nella via Lattea: sono le Cefeidi, stelle nascenti simili al Sole e distanti 30mila anni luce dalla Terra. Un nido di stelle nascenti nascosto che, al pari delle nuove vite che nascono nel grembo materno, non si è visto sino ad oggi a causa della spessa coltre di nubi che si trovano fra noi e il nucleo galattico. Dallo studio di quel nido di stelle, dicono gli astronomi, potremo capire meglio la storia e l’evoluzione della nostra “isola” nell’Universo”.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 826

    Trovo molto bella l’espressione “nido di stelle”. Anch’io sono affascinata dalla nascita, macro come microcosmica e, soprattutto, grata alla meraviglia che sempre suscita la manifestazione di Qualcosa di vivo e pulsante, la forma neonata che prima non c’era e adesso c’è.
    Sono queste notizie che restituiscono l’incanto e la leggerezza di quando si era fanciulli. Proprio come allora ci si domanda: prima dov’era? Come ha fatto a nascere? Cosa succcede dopo?
    Mi chiedo se anche nelle profondità abissali umane di cui parla Sannitica le sinapsi si formino come nidi di stelle e, in quel caso, quanto e come possiamo influire, partecipare, determinare NOI con il nostro intento e la nostra volontà?
    Original author: catulla

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 222

    Mi viene in mente, in relazione alle poche ma mirate righe del post di Catulla, una citazione del Maestro Kremmerz, non ricordo di preciso in quale testo sia contenuta, ma nello specifico recita: “La vita comanda alla vita”. Questo principio, penso valga sia nella dimensione macrocosmica, ma anche nell’individualizzazione microcosmica, e proprio in ragione a tale legge, ad esempio dopo una lacerazione, i tessuti cutanei immediatamente iniziano a ricomporsi, aiutati dall’accorrere per solidarietà, di un maggior numero di elementi cicatrizzanti contenuti nel sangue, meglio ancora se consapevolmente diretti da una volontà soggettiva finalizzata.
    Un saluto a tutti.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 826

    A proposito delle meravigliose quanto inesplorate (dalla scienza ufficiale) capacità del cervello umano, consiglio a tutti il libro dello scienziato di frontiera Norman Doidge, ricercatore alla Columbia University di New York e all’Università di Toronto. I risultati delle sperimentazioni da lui condotte meriterebbero un monumento e forniscono la prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’uomo è creatore di sé stesso. Questi i riferimenti per chi fosse interessato: Il cervello infinito. Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello, Editore Ponte alle Grazie (collana Saggi), Firenze, 2007, disponibile anche in eBook. Buon 1° Novembre a tutti.
    Original author: Orso Guerino Salimbeni

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 826

    “Il misterioso, il meraviglioso, il miracolo è nell’orbita della natura e non al di là o sopra la natura” ma noi ci abituiamo talmente a concepire il mondo secondo i canoni della quotidianità, della cultura e dell’educazione che lo crediamo fatto in un certo modo e mettiamo limiti e confini cui diamo parvenza di realtà. Questo accade continuamente, nonostante si reciti un credo che sa di virtù infinita, di cicliche forme universe e di arcana Intelligenza. Infatti, spesso si pronucia quel “credo” senza crederci davvero, solo spinti dall’abitudine o dall’abbandono che caratterizzano le preghiere religiosamente ripetute.
    Forse, la realtà – anche sognata a lungo – può farsi reale solo vivendola nel reale, mentre i sogni, per quanto belli (o brutti?) sono e restano ipotesi. (Del resto, se così non fosse, non si parlerebbe di integrazione ma di evaporazione!) Invece, la Schola parla tradizionalmente di terra, di concretezza, di vita umana e umanizzata e ogni giorno educa i praticanti a sentirsi “atti”.
    Intuisco che solo così, dopo un operoso cammino, si possa arrivare alla consapevolezza che chi agisce e chi è atto sono una sola cosa, Natura Naturata e percezione di VITA nella sua manifestazione UNA.
    Original author: Fler95

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 222

    Il commento di Fler 95 in relazione alla Concezione Ermetica della Forza Parte I, propone una riflessione: i limiti che noi mettiamo nella percezione soggettiva del mondo, sono la conseguenza della modalità di attivazione cerebrale che risponde al bisogno di concretizzare il pensiero in una dimensione razionale finita, che ha il suo naturale rovescio nella modalità percettiva Infinita, quest’ultima non raggiungibile o meglio, neanche ipotizzabile, nella realtà quotidiana nella quale letteralmente siamo immersi. Difatti, proprio all’interno del Credo della Schola, quando si anela l’ascenso dell’uomo all’Uno/Una Infinito/Infinita, e si comprende che non si tratta di atto di fede ma di dichiarazione di intenti, si fa espresso riferimento a questa potenzialità di espansione della Coscienza Individuale. Su tale argomento, in entrambe le parti della Concezione Ermetica della Forza, appaiono più riferimenti a questo potenziale inespresso insito nell’uomo “microcosmo”, ed a questo proposito compare anche una citazione nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, nella parte dedicata all’analisi dell’impulso regolatore o Forza M, credo a simboleggiare l’iniziale di Mente Universale, in costante rapporto analogico ma anche omologico con la Mente Umana nell’esplicazione e gestione della moltitudine di Forze e stimoli che sistematicamente permeano quest’ultima, e qui il Maestro Kremmerz ne sintetizza l’etimologia facendo derivare il termine Mens dal binario Meus + Ens, cioè, se ho capito bene, rappresenterebbe per ogni singolo individuo, la Mia (o meglio Sua) Infinitesima parte dell’Ente Causale, scheggia sintetica che opportunamente provocata (solleticata ad arte), si presta (con fatica) ad essere progressivamente conosciuta.
    Un caro saluto.

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