ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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    Articoli
  • garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    A proposito della memoria dell’acqua citata da Greg Pelikan, su Masaru Emoto e le sue tesi d’avanguardia sulle proprietà dell’elemento acqua, molto si è scritto anche in questo forum. Voglio solo portare l’attenzione sulla proprietà di ritenzione magnetica insita nell’acqua, visto che, una delle definizioni che si possono dare del magnetismo, può essere quella di una forma di attrazione di natura vibratoria, sulle cui frequenze non sono in grado di addentrarmi. Fa però molto riflettere il fatto che, molti santuari hanno una loro fonte, praticamente ogni Sacro Monte, ed alle diverse acque, vengono attribuite proprietà terapeutiche di natura diversa. Potrebbe essere che sia proprio l’elemento acqua il veicolo che informa di una specifica azione terapeutica che sta per innescarsi nel complesso meccanismo intrinseco ad ogni organismo vivente, e parimenti fa anche riflettere il fatto che, in luoghi diversi, le fonti possano essere pervase da un determinato magnetismo tipico del luogo che determina poi le caratteristiche particolari della fonte stessa, penetrando direttamente nella memoria costante di quella specifica acqua.
    Un caro saluto ed una domenica a tutti.

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 149

    Come mi è sovente capitato di constatare, la S.P.H.C.I. rispecchia le scoperte del tempo in cui si vive e talora addirittura le precorre. Non aveva fatto eccezione Masaru Emoto di cui si era molto parlato anche in ragione dell’uso che l’omeopatia aveva fatto delle sue scoperte. Altrettanto si era riflettuto sul detto “ECCE QUAM BONUM… ” che identifica un modo di essere oltre che un thread di questo sito.
    Comunque è vero: a seconda del grado di coscienza le evidenze, le scoperte, i concetti, fioriscono diversamente in noi arrivando perfino a sembrarci nuovi.
    E in effetti lo sono: la spira elicoidale che trasla l’asse della consapevolezza ci porta al punto in cui già siamo stati ma da una prospettiva più alta e – alla lettera – più intelligente.

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 82

    Buonasera a tutti! Avete parlato di ritmi , anche vitali circa la frequentazione online.
    Il ritmo credo sia una carta di tornasole in tante, forse tutte, le situazioni di vita. Come tali il ritmo porta in se’ anche la diversità della pause, e la musica la fa da padrona. Abusare del ritmo è sconvolgere un sistema, ignorarlo anche. Quindi, il ritmo-frequenza è una danza , un’armonia con se stessi, A volte è armoniosamente frequente, a volte un lento adagiato. Ho capito che il Sito bisogna gustarlo ed avere con lui un rapporto di enorme rispetto e non c’è rispetto maggiore che dare la parte migliore e piu’ incontaminata di noi stessi: la spontaneità, l’onestà. Questo è un Sito che …”bonum” ha tutto un significato, “Jucundum” tutto un valore, “habitare” un merito, “frates in unum” un culmine del tutto.
    Quando vi raggiungo qui, io mi accorgo di aver utilizzato il mio ritmo, e mi piace tantissimo aprire questa porta del soggiorno ed avere la certezza di trovarvi, fraternamente trovarvi.
    Buona cena

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Due cose mi fa venire in mente il post di Mercurius: il ritmo con le sue diversità si manifesta nell’unità della musica, disciplina artistica che sul ritmo si basa. In “Degli eroici furori” come citato da Frances A. Yates nel Libro intitolato a “Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica”, il Maestro Nolano , se ho compreso almeno un minimo, individua nella vena artistica, a qualunque disciplina risponda, il tentativo dell’uomo di stendere un tentacolo verso il mondo divino, fuori e dentro sé stesso. Per Bruno, poesia, pittura e filosofia sono tutt’uno, aggiungendovi proprio la musica, tutte modalità di espressione per approcciare “la sapienza divina”. E, a proposito della fruizione del Sito, mi viene spontaneo definirla una armoniosa attrazione, e, aldilà delle impressioni soggettive, non dimentico mai una delle connotazioni palesate dai Maestri in merito alla finalità, anche di natura evolutiva che questo Spazio Informatico offre, naturalmente aperto a tutti coloro che si avvicinano con onestà intellettuale e spontaneità, come indicato da Mercurius.
    Un caro saluto ed una buona domenica

    ondina
    Partecipante
    Post totali: 39

    Che bello leggervi e condividere le riflessioni. La frequentazione del sito per me è un vero toccasana… anche quando leggo solo i vostri post è un modo di richiamare un aggancio. Caro Garrulo, anche se non ho le competenze scientifiche per comprendere se c’è davvero un rapporto magnetico con le virtù delle acque, mi torna la tua riflessione sul fatto che la maggior parte dei templi o luoghi sacri erano posizionati in prossimità di una fonte d’acqua, difatti i culti più antichi sono proprio legati alle acque e alle loro proprietà terapeutiche …. probabilmente gli antichi popoli avevano conoscenza di questi meccanismi, così come sapevano posizionare enormi massi come indicatori solstiziali. Tutto era comunque volta a rispettare i ritmi della natura e preservare la continuità della Vita!
    Un caro saluto a tutti i naviganti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Le considerazioni di Ondina legate alle proprietà terapeutiche dell’elemento acqua che tutta la Natura permea, le sue possibili caratteristiche di accumulo e ritenzione magnetica di cui la Scienza di Masaru Emoto ha in parte messo a fuoco, mi portano ad esprimere un pensiero che più che altro è un augurio. Ogni Sacra Fonte ha determinate proprietà terapeutiche, quelle che agiscono sulle ossa, quelle sulle vie urinarie, altre sui visceri o ancora sull’apparato riproduttivo sia maschile che femminile e così via (e per essere il più possibile imparziale si potrebbe inserire …….. per chi ci crede), aggiungendo però che in luoghi diversi e distanti tra loro, potrebbe verificarsi che il magnetismo tipico di un determinato posto vada poi ad influenzare le caratteristiche di una determinata fonte. L’augurio cui prima ho accennato, sta nella speranza che la scienza che inesorabilmente avanza nelle sue innumerevoli scoperte, metta a fuoco con specifici strumenti misuratori, la frequenza magnetica (vibrazionale) di una precisa Fonte, alla quale la Tradizione popolare attribuisce una specifica valenza terapeutica, con il corrispondente campo magnetico degli organi fisici o sistema organico interessato, certificando di fatto, se così fosse, una precisa correlazione o meglio corrispondenza tra due frequenze o moti vibrazionali. Il dubbio che così sia mi resta, ma non ho strumenti nè competenze scientifiche per affermarlo.
    Con l’augurio a tutti di una buona serata

    anima critica
    Partecipante
    Post totali: 16

    A proposito di Masaru Emoto e dei suoi esperimenti ci andrei con i piedi di piombo prima di parlare di “scienza”. Masaru Emoto non era in possesso di alcun titolo che ne attestasse competenze scientifiche particolari, se si fa eccezione per una laurea in relazioni internazionali. In teoria questo potrebbe voler dire poco o nulla perché niente esclude che uno possa formarsi approfondite cognizioni scientifiche anche al di fuori dei percorsi accademici istituzionali, ma il problema sta nel fatto che gli esperimenti di Emoto si presentano inaccettabilmente lacunosi proprio sotto il profilo del rigore che la metodologia della scienza impone agli esperimenti condotti in suo nome. Certo, le ipotesi su una possibile memoria dell’acqua sono assai suggestive, ma fino a quando tale proprietà non viene accertata con inappuntabile rigore metodologico ogni ipotesi resta soltanto una suggestione, affascinante finché si vuole, ma sempre suggestione. Non vorrei essere frainteso: non escludo nulla a priori, ma non mi pare un buon approccio tentare di spiegare proprietà insolite, come le virtù terapeutiche dell’acqua, quando accertate, con situazioni tutte da verificare. Non me ne voglia Garrulo per la critica bonaria, ma ho espresso quel che penso.
    Una buona notte a tutti.

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 74

    Ho visto la replica della “danza del gabbiano” del commissario Montalbano. Mi ha colpito che un evento naturale seppur anomalo, la danza di un gabbiano morente, diventa la chiave che ha permesso alla fervida immaginazione del commissario di intuire la dinamica dell’ omicidio del caso. Chissà se l’autore Camilleri era consapevole dell’analogia dei “Signa rerum”, o si sia trattato solo di una felice intuizione letteraria. un abbraccio a tutti

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 61

    Vero ciò che scrive anima critica. Inoltre dopo le ricerche non provate scientificamente di Masaru Emoto si vendono anche sul web “bottiglie d’acqua strutturata” , cioè acqua alla quale qualcuno ha sussurrato buone parole. Ma anche acqua in vetri che ne manterebbero inalterate le vibrazioni. Ecco come una cosa non dimostrata si tramuta in un buon affare, basato sulla credulità umana.
    Saluto con affetto tutti perchè è un po’ che – pur leggendo – non mi sono fatta sentire.

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 76

    A proposito della “memoria dell’acqua”.
    Non farò nessuna considerazione personale, se non che gli “esperimenti” di Masaru Emoto possono essere definiti come delle osservazioni di cambiamenti strutturali dell’acqua a seguito di determinati input. E’ vera, quindi, la mancanza di metodologia “scientifica” che ne dovrebbe supportare la dinamica esecutiva. E’ importante, invece, la conoscenza degli studi effettuati in proposito da eminenti ricercatori, di cui riporto solo brevi accenni.
    -Un recente lavoro sul DNA, onde e acqua del Nobel per la Medicina del 2008, Luc Montagnier, descrive esperimenti che mostrano una nuova struttura del DNA e l’induzione dI onde elettromagnetiche – EMS – in diluizioni di acqua. Gli autori osservano che avviene una trasmissione di sequenze di DNA e di informazioni genetiche nell’acqua attraverso onde elettromagnetiche. E’ stato chiaramente dimostrato che le nano-strutture dell’acqua e la loro risonanza elettromagnetica sono in grado di riprodurre fedelmente le informazioni del DNA. Questa è un’altra conferma delle proprietà dell’acqua di ricevere, immagazzinare (memorizzare informazioni) e trasmettere onde a bassa frequenza.
    -Sulla scia delle scoperte di Benveniste sulla memoria dell’acqua (pubblicati su Nature) e quasi in contemporanea con i lavori di Montagnier, Nobel della Medicina 2008, che conferma le intuizioni dello scienziato francese con uno studio sul sequenziamento del DNA in una soluzione idrica, nel 2011 Sergio Stagnaro intraprende degli esperimenti che non solo confermano l’impianto teorico-pratico di Benveniste, ma vanno oltre .L’acqua non è solo in grado di memorizzare, ma può addirittura ricevere e trasmettere radiazioni, ossia onde-frequenze intrise di informazione.
    -Negli esperimenti del team russo di Eugeny Germanov, sono state evidenziate le grandi proprietà dell’acqua termale. Questo fatto è confermato da recenti test SBQ, che mostrano che l’acqua termale è efficace in termini di ‘blue therapy’. Secondo le evidenze sperimentali, forniti dalle ricerche di alcuni scienziati che collaborano con noi, l’acqua è in grado di ricevere, conservare e trasmettere ‘le frequenze ondulatorie’ (‘memoria-informazione’) delle sostanze disciolte in diluizione arbitrarie, od assorbite, ad esempio, mediante trasmissione di frequenze da un apparecchio quantistico, o attraverso le onde musicali provenienti da una radio.
    La SBQ ha dimostrato per la prima volta clinicamente e sperimentalmente l’esistenza della memoria-informazione dell’acqua.
    -Lo scienziato Russo Peter Gariaev, attraverso la sua genomica ondulatoria, confermò il principio per cui il genoma umano è in grado di ricevere e trasmettere radiazioni elettromagnetiche. Queste sono in grado di viaggiare da strutture trasmittenti (es. neurotrasmettitori) a strutture riceventi (es.DNA). Questa scoperta è importante perché spiega come, nei sistemi biologici, la trasmissione degli EI avvenga non solo attraverso sistema sanguigno /linfatico e nervoso, ma anche attraverso la bio – risonanza ossia la capacità del dna di fungere da antenna delle informazioni trasmesse tra strutture emittenti e riceventi, presenti nei sistemi biologici
    Queste premesse sono importanti per comprendere come l’acqua sia coinvolta nello stesso processo di ricezione e trasmissione di energia. In questo caso non si parla di EI (Energia-Informazione) ma bensì di MI (Memoria-Informazione):
    • L’acqua è in grado di ricevere e memorizzare le diverse informazioni (frequenze d’onda);
    • L’acqua è in grado di trasmettere tale frequenze memorizzate

    -Fu poi uno scienziato di fama internazionale, Emilio del Giudice, ed il suo gruppo di lavoro a mostrare come l’acqua potesse organizzarsi in domini di coerenza, in grado di autorigenerarsi e mantenersi con l’emissione di onde elettromagnetiche. Emilio del Giudice capì come l’acqua (miglior solvente universale) fosse in grado di memorizzare le informazioni ricevute dai soluti con i quali entrava in contato, aggregandoli in gruppi di molecole dette “bioclusters” (domini di acqua corrente dotate di un proprio campo elettromagnetico, CEM) ed attraverso cui avviene un continuo scambio d’informazione.
    Fu proprio Emilio del Giudice, insieme a Giuliano Preparata, a condurre le ricerche sul fenomeno della memoria dell’acqua nell’ambito della elettrodinamica quantistica coerente (CQED).

    Non so se quanto riportato rientri nell’”inappuntabile rigore metodologico” invocato da Anima critica.
    La memoria dell’acqua è alla base della medicina omeopatica, di cui noi facciamo uso. Che sia la suddetta memoria a farla funzionare o qualcosa d’altro, lo si saprà quando la “scienza ufficiale” farà, forse, quel salto di qualità che le permetterà di andare oltre la rigidità cartesiana.
    Mi domando se le statue magiche egizie, di cui si è spesso parlato, avessero bisogno del “protocollo scientifico” per “eventualmente” guarire con la loro modalità di azione.
    Un caro saluto ed una buona serata a tutti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Nulla da eccepire sul rigore scientifico a cui fanno riferimento i post di Mara329 e Anima Critica.
    Però, la Medicina Omeopatica, presa come Scienza Medica, si avvale proprio della memoria dell’acqua che, diciamo così, “pare” che questo elemento naturale ricordi le caratteristiche del principio attivo informatore, preso, a “seconda della bisogna” dai 3 Regni della Natura (minerale, vegetale o anche animale), principio che opportunamente diluito appunto in acqua o soluzioni idroalcoliche, conserva le proprietà del rimedio terapeutico di partenza. Per dovere di sintesi sul Principio Omeopatico, se ho ben compreso, il presupposto di partenza sta nel fatto che, va somministrata ad una persona che presenta una determinata patologia, una sostanza che ad una persona sana provochi sintomi simili a quelli dello stato patologico. Da qui il rimando latino al principio “similia similibus curentur”, a cui si ispirò tra la fine del ‘700 e i primi dell’ottocento il medico tedesco Samuel Hannemann, di fatto riportando alla luce le tesi mediche dell’antichità, da Ippocrate a Paracelso, mi pare anche passando dal grande dottore della Chiesa Sant’Agostino, voglio approfondire. Per tornare all’inizio del post, l’acqua risulterebbe un vero e proprio veicolo di trasmissione dell’informazione, grazie proprio alla sua intrinseca memoria attiva.
    Un caro saluto a tutti ed una buona domenica

    anima critica
    Partecipante
    Post totali: 16

    Sono davvero grato a holvi per le notizie che ha fornito e che hanno stimolato la mia curiosità. Allora ho voluto approfondire l’argomento e sono andato alla ricerca di materiale basato su un approccio non sensazionalistico e con un background scientifico serio, quindi non propenso alle suggestioni, e in grado di gettare un po’ di luce non incerta sull’argomento. Ho trovato in rete una straordinaria conferenza, divulgativa ma rigorosa, tenuta dal fisico Emilio Del Giudice, del resto citato dallo stesso holvi. Le argomentazioni proposte mi hanno aperto un orizzonte nuovo. Propongo il link ai frequentatoi del sito, avvisandoli che dovranno armarsi di un po’ di pazienza e ascoltare fino in fondo perché ne vale davvero la pena. Non voglio anticipare conclusioni mie, ma penso che le prospettive aperte siano di grande interesse. Ecco il link:
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjgnb3F8qzlAhUpPewKHUUyBKAQwqsBMAB6BAgIEAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D0MAPKRB8qno&usg=AOvVaw1u7gD-LH8-AgMBMwj-CeJs

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 60

    Vorrei spendere due parole su Ippocrate (Cos, V sec. a.C.), perché non mi sembra corretto che certa letteratura ne faccia un antesignano dell’omeopatia.
    Considerato la massima personalità medica dell’antichità, viaggiò molto come medico itinerante approfondendo le conoscenze in Egitto Siria e Sicilia, fondò a Cos la sua scuola, le sue opere furono raccolte nei 72 libri del Corpus Hippocraticum dai bibliotecari di Alessandria nel III sec. a.C..
    Cercando di semplificare e sperando di non banalizzare, dirò che suo grande merito fu impostare l’arte medica sull’osservazione del malato e sul ragionamento. Pur in carenza di nozioni di anatomia e fisiologia, il suo insegnamento fu tale che ancora oggi noi eseguiamo l’anamnesi e la visita medica in base ai suoi dettami.
    Si occupò di ferite, fratture, lussazioni, epidemie, clima e numerose malattie che ancor oggi identifichiamo grazie alla precisa descrizione dei sintomi.
    Sua è la ‘teoria degli umori’, in auge fino al XIX sec., i cui fondamenti si rapportano ai quattro elementi fondamentali (acqua, fuoco, aria e terra) di Empedocle. Quattro umori di cui il corpo umano sarebbe composto: il sangue, la flemma (o catarro o muco), la bile gialla e la bile nera, che nell’uomo in salute sarebbero in armonia. Lo stato di malattia sarebbe invece dovuto alla disarmonia fra gli umori, per il calare o il prevalere dell’uno o dell’altro, a causa di uno squilibrio tra il mondo esterno, inteso come clima aria cibo bevande, e quello interno al corpo umano.
    La cura deve mirare al ripristino dell’equilibrio fra esterno e interno.
    Ippocrate si rende conto delle capacità autocurative del corpo: l’intervento deve essere ‘calibrato’ e il medico attento a non arrecare danno o offesa al paziente (da cui ‘primum non nocere’). La terapia si fonda su regime alimentare (cibo, bevande), chirurgia, cure fisiche (bagni caldi o freddi, il clima, l’aria), farmaci di origine minerale e vegetale.
    Il ricorso alle sostanze curative, ad es. alle piante medicamentose, era fatto con moderazione perché, nella sua attenta osservazione del malato, aveva notato che, mentre piccole dosi di quelle sostanze (diremmo oggi dosi farmacologiche) potevano alleviare i sintomi, grosse quantità potevano provocare sintomi sovrapponibili a quelli determinati da alcune malattie. Di ogni sostanza quindi Ippocrate ricercava la dose minima efficace, il più possibile esente da effetti collaterali. E ciò è rimasto alla base della moderna farmacologia.
    Quand’anche, nella ricerca della terapia più efficace, Ippocrate avesse adottato il principio del ‘similia similibus curantur’, ciò non ebbe nulla a che fare con il metodo elaborato da S. Hahnemann per ottenere un prodotto ‘omeopatico’.

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 82

    Buongiorno a tutti. Io non ho bisogno di alzare la testa…ieri le stelle le avevo tutte intorno, e la piu’ luminosa di fronte.
    Ecce quam bonum habitare frates in unum. E no è sensorietà. E’ realtà. Si continua….

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Davvero interessante il link a cui ci rimanda Anima Critica circa una conferenza del Prof. Emilio del Giudice, fisico contemporaneo davvero eccezionale. Mi hanno colpito moltissime delle cose che ha detto, difficili da comprendere ma che sanno inesorabilmente di Vero. Nel 5° video dedicato appunto alle riflessioni quanto mai scientifiche sul problema dell’anima passionale, inizia con l’affermazione scontata, ma in fondo non troppo, che, “ siccome il mondo esterno è unico, se uno coglie una verità, la stessa verità la possono cogliere tutti”, a discapito dell’idea di individualità, in quanto se si afferra una qualche massima per risonanza con l’ambiente, come più volte afferma il Prof. Del Giudice, potenzialmente il dato è di tutti. Quando in chiusura di lezione fa riferimento alle modalità di approccio del dato di Realtà a cui tendeva uno dei suoi Maestri, il fisico Freilich, per quanto ho compreso, questo scienziato aveva sviluppato la capacità di astrazione dell’inconscio, prestando il suo inconscio all’oggetto di studio, dall’elettrone a qualunque altra cosa si proponesse, immaginando di essere la cosa stessa, dico io, forse “identificandosi nella cosa”. Il processo di scoperta ed il processo di descrizione della scoperta avvengono con modalità diverse. La modalità analitica di apprendimento fa sì che lo studente si concentri su come la materia in questione, supponiamo si tratti di esaminare una determinata scoperta della scienza, viene presentata dal docente. Chi invece diventa di per sé scopritore, è chi riesce, probabilmente per propria intrinseca natura, ad immedesimarsi nel processo emozionale della scoperta, quindi riesce a riprodurre dentro di sé il percorso emozionale che ha fatto lo scopritore, quando ha diciamo così, scovato quella determinata legge della natura, questa abilità la definisce il Prof. Del Giudice quale “anima passionale”, capace cioè di entrare in sintonia con il percorso che ha seguito il pioniere della scoperta, percorso che in primis è emozionale, dopodiché diventa per forza di cose analitico ed intellettuale. Il Professore chiude con una considerazione di sintesi alla base del proprio metodo e di quello di Freilich: il meccanismo di base mi pare stia prima nel domandarsi, e poi tentare di comprendere, credo però se la persona sia nella possibilità di farlo, su come un altro sia arrivato a concepire l’idea che una cosa del genere fosse possibile, a parte il fatto se poi fosse stata o meno possibile veramente. Molto, moltissimo mi hanno colpito certe affermazioni di scienziati e fisici attuali, si ritrovano sviluppate con linguaggio attuale massime contenute nella Scienza dei Magi che ha racchiuso molti, ma non tutti, gli studi e le conclusioni del Maestro Kremmerz, ormai datate oltre un secolo fa, a proposito della relatività del valore delle cose, “che sono tali per il valore ed il significato che diamo loro, non perché esse abbiano un valore”, Scienza dei Magi Volume 2°, Pagina 100, ed ancora “ la neutralità dell’uomo di fronte allo spettacolo del mondo obiettivo lo avvicina alla verità immutabile delle immagini sensazionali che lo colpiscono, perché le appariscenze neutre delle cose del mondo sono concepite attive o negative secondo lo stato neutro, attivo o passivo dello spettatore”. Quando la neutralità è scossa, comincia uno stato di interesse al risultato voluto, e la conseguente manifestazione intellettiva risulta maculata dal desiderio…….. stesso volume Pagina 225.
    Argomento immenso ed immensamente interessante di discussione.
    Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

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