Convention a La Spezia

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  • garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 381

    Un breve commento ci tengo a postarlo sulla Convention di La Spezia appena conclusasi nella giornata di ieri. I richiami alla contestualizzazione dei Timbri, che caratterizzano le 5 Accademie Ortodosse, ad opera sia della Direttrice dei Musei di La Spezia che della Responsabile del Museo del Sigillo ospitante l’evento, ha portato inevitabilmente alla riflessione sulle innegabili concordanze e analogie tra il bagaglio di conoscenze inscritte in sigilli plurimillenari ivi presenti, con quanto di pertinenza dei timbri della Schola nella sua Entità collettiva e nella dislocazione della stessa in sedi Accademiali Ortodosse contraddistinte appunto, quali cellule concorrenti al progetto dell’intero organismo, dai Timbri oggetto della Convention in questione. Il Maestro M.A. Iah-Hel, quando, in conclusione degli interventi su ermeneutica e sistemi di analogie enfuse nei Timbri stessi, ponendo l’attenzione sul senso attuale dei Sigilli Ortodossi utilizzati ininterrottamente (come ininterrotta è stata l’operatività della Schola dal Maestro Kremmerz in poi, come ininterrotto è il Patto circoscritto nei 60 commi della Pragmatica Fondamentale pluricentenaria e quanto mai attuale) tramandano, quali strumenti perfettamente attivi, la finalità iniziatica originaria per la quale, ognuno preso singolarmente, in ragione a motivazioni sicuramente logistiche, ma anche ermeneutiche, analogiche, quindi operative ed in sintesi ermetiche, furono concepiti e realizzati. Parimenti, molto interessante lo spazio dedicato al dibattito sui Timbri delle Accademie nelle Scienze e nelle Arti dal Primo Novecento ad oggi, dove è stato presentato un excursus parallelo tra l’impennata esponenziale in questi due campi dell’umano scibile tra la fine dell’800 ed il primo decennio del ‘900, portando l’attenzione sulla cronologia contestuale proprio tra l’arco temporale preso in esame, coincidente con la creazione dei Timbri, quanto mai attuali nell’operatività di tutte le 5 Accademie Ortodosse, e, se vogliamo, perché ho l’impressione fortissima che sia così, quanto a loro agio negli attuali sistemi di comunicazione e dialogo multimediale ed interattivo, certificando, di fatto, l’espressione autentica della Tradizione anche attraverso la Rete.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

    Macrobio
    Partecipante
    Post totali: 59

    I numerosi presenti al convegno tenutosi a La Spezia non avranno non potuto notare – ognuno a seconda del proprio grado di sviluppo – come, quasi guidati per mano dalle amorevoli attenzioni delle Superiori Gerarchie, sia stato mostrato loro il filo unico che sottende tutte le ricerche presentate. E’ stato un percorso estremamente interessante e pregno di significato fatto di preziosi input che certamente daranno i loro frutti nel tempo a venire (e quante volte anche in passato la Schola ha anticipato tematiche e tendenze che sarebbero arrivate al mondo profano solo molto tempo dopo?). Ad un certo punto mi sono tornati alla mente i video pubblicati sui corsi individuali del sito dove si vedono scalatori posti di fronte all’impresa da compiere presi ad osservare la maestosità della cima della montagna da scalare. Ecco, basta avere fiducia in chi amorevolmente ci guida e ci direziona nei sentieri dell’Ortodossia, che è magistralmente riuscito ad armonizzare per gli astanti tutte le ricerche finalizzandole all’unico Scopo: le voci dei rappresentanti delle Accademia non erano mai singole ma concorrenti all’armonia del messaggio millenario della Schola che da sempre opera ininterrottamente Pro Salute Populi.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 449

    Oltre a riscoprire, in queste due giornate di studio spezzine, i tanti, ricchi e corposi contenuti, risultato di quei lavori di equipe che sono stati i quaderni delle cinque Accademie ortodosse della S.P.H.C.I., il pensiero che mi è affiorato alla coscienza per primo è stato che finalmente la “Magia” ha assunto il ruolo che le compete, scienza tra le scienze.
    Forse mi illudo, ma mi sembra che sia arrivato a compimento quel processo di divulgazione iniziato più di cento anni fa dal Maestro Kremmerz e al quale ha contribuito non poco, battendosi sempre strenuamente, superando mille ostacoli e senza mai risparmiarsi, il nostro attuale Maestro e Delegato Generale. Grazie e ad maiora!

    BELL
    Partecipante
    Post totali: 78

    Ricollegandomi a quanto scritto da m_rosa direi che i tempi sono molto propizi per una divulgazione su ampio raggio; assistiamo a profondi mutamenti sociali, scientifici ecc. che, anche attraverso fasi necessariamente piene di contraddizioni, ci fanno capire che è arrivato il momento di nutrire i semi perchè si possano vedere i frutti.
    Ognuno di noi da questa iniziativa ha testimoniato, ognuno secondo il suo grado e secondo le sue caratteristiche, di essere uscito arricchito da questa esperienza, di aver compreso tanti aspetti, di essersi ritrovato nei lavori accademiali a cui ha partecipato direttamente o indirettamente;tutto ciò è molto bello però io credo che questa esperienza vada vista non solo in un’ottica personale ma sia di sprone ad uscire allo scoperto a mettersi in gioco in questa opera di divulgazione.
    Come si è visto nei dibattiti che i lavori accademiali hanno seguito un metodo ed una finalità comune così dovremmo maggiormente interagire tra di noi per favorire questa divulgazione. Per esempio il pensiero, nella notte tarda, corre ai Medici che fanno parte della Schola con il profondo augurio che riescano a collaborare maggiormente tra di loro proponendo e costruendo qualcosa insieme, cosa avvenuta poco finora causa problemi lavorativi, distanze territoriali, specializzazioni diverse e spesso modalità differenti di approcciarsi alla medicina.

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 107

    Un ringraziamento davvero sconfinato e mai commisurato, alle Superiori Gerarchie e alla Delegazione Generale, nonché al Circolo Interno, per il lavoro TITANICO svolto e presentato all’incontro di La Spezia. La sintesi e la fusione del messaggio trasmesso dai singoli Timbri delle 5 Accademie ottenuta mediante un percorso fluido e mai disarticolato, ha consentito ad ognuno di compiere quel cammino necessario dopo la lettura dei singoli quaderni. Sapevamo che tutti e cinque i Timbri sottendevano una idea che li accomunava, ma questa idea era come avvolta in una nebbia che non ne lasciava intravedere i contorni e la finalità ultima, e lascio ad ognuno la gioia di assaporare il ricordo di quanto ascoltato dal Delegato Generale. Non ho potuto partecipare al primo giorno di presentazione ma, dalla breve sintesi ascoltata, posso immaginare la portata di quanto esposto sulla attualità della comunicazione operata dalla Schola e suo intreccio con le modalità di espressione a livello planetario e cosmico. Un’ultima cosa, non certo un appunto ma solo una precisazione, sula Magia: non “scienza tra le scienze”, ma Scienza delle scienze . Ancora un sentito grazie ed un caro saluto a tutti.

    tulipano
    Partecipante
    Post totali: 80

    E’ doveroso ma soprattutto sentito esprimere un ringraziamento alle Superiori Gerarchie, al Delegato Generale e Maestro, che hanno permesso l’approccio e la visione del messaggio della Tradizione Millenaria della Schola e del pensiero Kremmerziano e della sua Unica Finalità, al mondo profano, con l’introduzione dei corsi in rete ed in seguito con la presentazione dei quaderni delle cinque Accademie Miriamiche avvenuta al Museo del Sigillo a La Spezia. La percezione o sensazione che ho avuto dell’appartenenza ad un’Unicità è stata molto forte,quasi Magica potrei dire.Grazie per gli input e per le iniziative che indirettamente concorrono alla nostra crescita evolutiva ed al superamento del più piccolo ostacolo! Grazie!

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 301

    Davvero oltre ogni aspettativa l’evento di La Spezia,avvolto da una cornice suggestiva sia della città che ci ha ospitati sia del prestigioso museo che racchiude millenni di storia del sigillo e poi, entrando nel vivo, i contenuti dei Quaderni Accademiali portati attraverso la formula delle Conversazioni coadiuvate dalle immagini, l’ho trovata particolarmente funzionale,partecipativa ed estremamente piacevole: infatti, pur rimanendo fedeli ai significati già espressi, ha aiutato a considerarli da una prospettiva sempre nuova e mai scontata, tanto da rilanciare interesse e spunti di ricerca più che mai attuale e infine vedere l’impegno di tutti i relatori, ha permesso di avvertire un forte senso d’appartenenza e al contempo di profonda gratitudine all’ IDEA Miriamica e a Chi la Rappresenta e Lavora indefessamente per diffondere l’Opera Pro Salute Populi. L’auspicio, come qualcuno ha ricordato, è di restituire, nel do ut des, attraverso l’attivazione come Numeri della Fratellanza, riportando all’ Opera Miriamica ciò che è stato così generosamente e gratuitamente elargito, certi che i semi possano dare, a tempo debito, frutto ad ognuno secondo Bene e Giustizia.
    Insomma non si era lì per caso ma perchè lo volevamo davvero e questo senso di Unità ci rimarrà dentro, consentendo di nutrirci a quella Fonte Purissima d’Amore a cui tutti tendiamo e aneliamo da sempre!

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    L’evento di divulgazione dei quaderni delle 5 Accademie, importante e corposo, ricco di spunti e di grande suggestione nelle interrelazioni emerse fra arte e scienza, fra antico e contemporaneo, proprio per come ideato e strutturato sul piano formale, ha reso tangibile quanto le stesse, pur dislocate nel territorio nazionale, siano in perfetta corrispondenza fra loro.
    A identica metodologia di lavoro e nel rispetto degli input della Delegazione Generale, si sono diramati in ogni Accademia percorsi di studio in rapporto alla particolarità dei segni grafici e relativa simbologia espressa in ogni timbro.
    Se in ogni quaderno leggiamo ciò che è emerso dal lavoro svolto dai fratelli di quel distretto, la presentazione corale effettuata dai rappresentanti di ciascuna Accademia, i cui passaggi espositivi dei lavori eseguiti nelle diverse sedi si sono intercalati senza soluzione di continuità, ha reso esplicito a noi e al pubblico che la veste grafica di ogni timbro, nelle sue differenze, veicola lo stesso messaggio. E che a ogni timbro, ovvero a ogni Accademia, è sottesa l’omogeneità d’intenti verso l’unico fine, specifico della SPHCI.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 449

    Scienza con la S maiuscola o scienza con la s minuscola, comincio a pensare che non ci sia una graduatoria, ne’ un ordine di importanza, mi viene in mente il Maestro Kremmerz quando parla dell’unità dell’esistente o della “non separabilita’ delle cose”
    “Una pianta in un prato, -Egli dice- un cane che corre nella via che confina e si allontana dal prato sono cose separate apparentemente. Nel momento che guardiamo Noi dimentichiamo che cane e pianta respirano la stessa aria e toccano la stessa terra. Noi stessi che osserviamo tocchiamo la stessa terra e respiriamo la stessa aria e dimentichiamo di essere parte congiunta e continua della visione esteriore”
    E mi viene, anche, di avvicinare questa frase ad una di Einstein che dice: “L’essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo “Universo”, una parte limitata nello spazio e nel tempo. L’uomo sperimenta sé stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti scissi dal resto — una sorta di illusione ottica della propria coscienza. Lo sforzo per liberarsi di questa illusione è l’unico scopo di un’autentica religione. Non per alimentare l’illusione ma per cercare di superarla: questa è la strada per conseguire quella misura raggiungibile della pace della mente.”
    Al di là delle strade per raggiungerla, e delle aspettative individuali, mi sembra che la meta sia la medesima per tutto e tutti, prendere coscienza, nella carne oltre che nella mente, della non separabilita’ delle cose.
    Per questo il nosce te ipsum dei latini è anche elemento fondante della nostra Schola, infatti se dal caos indistinto si è sviluppata una tendenza alla separazione che ha portato all’ordine dell’universo, allora, più riusciamo a conoscere noi stessi e a riconoscere in noi la Forza Evolutiva dell’Universo, più riusciamo a percepirci parte di questo universo. Un po’ come con la via lattea, la guardiamo e sembra lontanissima, facciamo fatica a capire che anche noi ci stiamo dentro!

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 381

    Ancora una riflessione scaturita dalla giornata di sabato scorso nella Convention di La Spezia. A proposito delle molte cose dette in relazione al Quaderno dell’Accademia Vergiliana, si è portata l’attenzione sulle affinità tra alcuni archetipi individuati da Carl Gustav Yung, tra l’altro, a livello professionale, affermatosi proprio nel primo decennio del ‘novecento, tant’è vero che proprio nel 1907 inizia un lavoro sinergico con Freud, (per poi proseguire in “solitudine” il suo cammino di conoscenza della psicoanalisi), ed alcuni contenuti del Quaderno in questione. Nell’opera “Aspetti psicologici dell’Archetipo della Madre” traspare l’enormità, ma anche la complessità su molteplici livelli del rapporto matrilineare con il fanciullo, al punto che, alcuni commentatori, nel riferire il sogno infantile dello stesso Yung, sostengono che la tendenza regressiva corrisponde in realtà, ad un bisogno altrettanto inconscio di protezione tipizzata nella figura femminile della madre. Il Fanciullino/Puer che coglie la natura delle cose e che ne conserva la memoria, ne intuisce la profonda essenza, è anche, come precisato in sede di relazione su tale Quaderno, l’elemento di raccordo tra la Matrice Cosmica (Grande Madre) e la proiezione sulla Terra della stessa Materia Cosmica, in un contesto geografico e direi geocentrico corrispondente, come rappresentazione grafica, al Pian Grande di Castelluccio, in territorio del Comune di Norcia, in piena catena Sibillina, con l’aratro disposto in perfetta corrispondenza con la costellazione di Boote, dal greco boòtes (bovaro), con Stelle Principali Arturo (alfa bootis) ed Izar. Nella citazione “Uncique Puer Monstrator Aratri”, scritta estrapolata da un verso delle “Georgiche” di Virgilio, che pare rappresenti un vero Nume Polare al quale è stata dedicata l’Accademia Ortodossa del Centro Italia, emerge l’immagine astronomica di stelle e costellazioni ruotanti proprio attorno alla Stella Polare del Nord, punto esclusivo nell’intero panorama universale per orientarsi, cioè entrare in coordinazione e sintonia innanzitutto con il campo magnetico terrestre in rapporto di corrispondenza con quello universale. Si è portata anche l’attenzione su uno dei significati della scritta, in cui il fanciullo italico, conduttore dell’aratro, con relativo uncino posizionato nell’asse terminale, individuabile quale meccanismo di aggancio tra due diversi piani della realtà, in continuo rapporto interattivo, ma nella sostanza, ancora sfuggente alla consapevolezza nella stragrande maggioranza delle situazioni della quotidianità.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 152

    Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito delle due giornate della Convention di La Spezia, è l’immagine unitaria della Schola, e il suo modo di porsi completamente contro corrente rispetto alle dinamiche ordinarie del sistema sociale, in cui ognuno deve apparire e dare mostra di sè. Le relazioni sono state presentate da diversi relatori rappresentanti della Accademie Miriamiche, senza nessun alcun personalismo, ma semplicemente come tramiti atti a veicolare un unico messaggio. Ciò a fatto percepire il senso di Unità nell’appartenenza di tutti i membri/numeri della Schola che hanno partecipato in misura diversa al progetto, ciascuno secondo le proprie attitudini e finalizzato all’Unico scopo.
    Altro aspetto fondamentale che è emerso è il disinteresse verso scopi di lucro, oggi motore e finalità principale di ogni evento, addirittura i volumi sono stati dati in omaggio….

    Diogenonn–
    Partecipante
    Post totali: 71

    Tra i tanti contributi una legittima domanda rimane a tutt’oggi inevasa ed è quella implicita nell’augurio che si è posto Bell. Anche a me come a lui “il pensiero, nella notte tarda, corre ai Medici che fanno parte della Schola con il profondo augurio che riescano a collaborare maggiormente tra di loro proponendo e costruendo qualcosa insieme, cosa avvenuta poco finora causa problemi lavorativi, distanze territoriali, specializzazioni diverse e spesso modalità differenti di approcciarsi alla medicina.” Non sono medico e mi limito a dar eco al tuo pensiero che condivido oltre ogni aspettativa.
    Ne abbiamo parlato: in questi frangenti una chiave di lettura potremmo recuperarla riflettendo sul “do ut des” al quale a volte ci illudiamo di poter fare orecchie da mercante e di cui ancora non si coglie appieno l’esponenziale, benefica e fisiologica ricaduta su di noi ed intorno a noi ben oltre la nostra percezione e il nostro limitato orizzonte.
    Di nuovo faccio mio il tuo augurio carissimo Bell.

    • Questa risposta è stata modificata 3 anni, 11 mesi fa da Diogenonn--.
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